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52Hz: la balena più sola al mondo

15 Set

Oggi voglio raccontarvi una storia molto interessante e che, personalmente, mi ha molto colpito.

Nel 1989, un gruppo di ricercatori del Woods Hole Oceanographic Institute americano intercetta un segnale dall’oceano molto interessante. Si tratta di un segnale molto chiaro ad una frequenza molto prossima ai 52 Hz. La tipologia di segnale e, soprattutto, i movimenti nell’acqua della sorgente di questo suono sono assolutamente compatibili con quelli di una balena. Cosa aveva allora di speciale questo segnale? Semplice, sia la balenottera azzurra che quella comune, entrambe ben conosciute e presenti nei nostro oceani, “parlano” emettendo suoni con frequenze al massimo fino a 20 Hz.

La scoperta di questa sorgente a 52 Hz è stata possibile utilizzando il sistema SOSUS, un insieme di stazioni di ascolto oceaniche che venivano utilizzate dagli Stati Uniti per tenere sotto controllo i sommergibili russi durante la guerra fredda. Vista la situazione mondiale assolutamente delicata e il primario compito del sistema di ascolto, le registrazioni, comprese quelle della balena 52 Hz, rimasero classificate fino alla fine della guerra fredda.

Nei primi anni ’90, parte delle registrazioni vennero rese pubbliche e la comunità scientifica venne a conoscenza di questa apparente balena diversa dalle altre.

52 Hz venne così ascoltata per diverso tempo e regolarmente di anno in anno. Come potete facilmente capire, si tratta di un segnale unico nella sua specie. Normalmente, quando si intercetta una balena nell’oceano, è possibile seguire il suo segnale al massimo per qualche ora, dopo di che il segnale scompare perchè disturbato da altre fonti, tra cui, ovviamente, quelle delle altre balene.

52 Hz rappresenta una specificità dal punto di vista scientifico. fino ad oggi, è stato possibile seguire di anno in anno i suoi spostamenti per l’oceano analizzando i percorsi migratori, le distanze percorse, le abitudini, ecc. Tutto grazie a questa speciale balena.

Perchè, oltre che dal punto di vista scientifico, questa storia ha colpito tante persone nel mondo? Semplice, per tutti questi anni, la balena 52 Hz è sempre stata osservata da sola, senza nessun’altra balena al suo fianco. Perchè questo? Prima di tutto, molti ricercatori pensano che emettendo un segnale a frequenza così alta rispetto alle altre balene, il segnale di 52 Hz non possa essere ascoltato dagli altri animali.

Proprio per questo motivo, 52 Hz è anche nota come “la balena più sola al mondo”.

Perchè questo animale dovrebbe emettere un segnale diverso dalle altre? Qui le ipotesi sono molte anche perchè, ad oggi, nessuno è mai riuscito a vedere o intercettare 52 Hz. Di lei si conosce solo la sua particolare “voce”. Secondo alcuni, questa balena sarebbe l’ultima sopravvissuta di una specie ormai in via di estinzione. Ipotesi questa non accettata dalla comunità scientifica proprio perchè non ci sono stati, nel tempo, altri segnali simili.

L’ipotesi più plausibile, ed oggi più accettata, è che 52 Hz sia una balena malformata oppure un ibrido tra una balena azzurra e una balenottera comune. In questi casi, il particolare suono sarebbe dovuto appunto alla malformazione che però la renderebbe muta agli altri animali della stessa specie. Proprio per questo suo handicap, 52 Hz nuoterebbe da sola perchè allontanata dalle altre o perchè la sua voce non potrebbe essere ascoltata.

La cosa certa è che, malformazione o meno, niente ha impedito alla balena di crescere e maturare negli anni. Cosa confermata dalla lunga osservazione e dal cambio di timbro vocale osservato qualche anno fa, sinonimo di maturazione sessuale dell’animale.

Come anticipato prima, la storia di 52 Hz ha molto colpito l’opinione pubblica e, nel corso degli anni, molte persone hanno scritto agli esperti che seguono la balena per esprimere la loro solidarietà a questo animale solitario o anche per dire quanto si immedesimassero in 52 Hz.

Nei prossimi mesi, dovrebbe partire una spedizione nell’oceano per cercare di intercettare 52 Hz e cercare di filmare l’animale. Lo scopo della missione è soprattutto quello di realizzare un documentario su questo animale che tanto ha colpito l’immaginario collettivo ma questo, dal punto di vista scientifico, potrebbe finalmente togliere l’alone di mistero sull’animale.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Troppe meduse? Sfruttiamole!

3 Giu

Come sappiamo bene, negli ultimi anni, il nostro caro Mediterraneo si sta praticamente riempiendo di meduse. L’aumento della popolazione di queste specie sta raggiungendo livelli record, causando il divieto di balneazione in diversi punti del nostro litorale in periodi specifici.

Qual e’ il motivo di questo incremento?

Spesso sentiamo dire che la causa principale e’ l’aumento della temperatura dei mari e l’inquinamento ad opera dell’uomo. In realta’, queste sono delle cause, ma non le principali. Il motivo vero dietro questo incremento di meduse e’ sempre da ricercarsi nell’operato umano, ma principalmente nella pesca intensiva praticata nei nostri mari.

La pesca intensiva nel mediterraneo sta facendo scomparire diverse specie ittiche e diminuisce notevolmente anche i predatori di meduse. A loro volta, le meduse si nutrono dei pesci piu’ piccoli e delle uova, creando un circolo vizioso il cui risultato e’ un incremento smisurato del numero di meduse, cosi’ come avviene nel mediterraneo.

Diverse organizzazioni hanno lanciato l’allarme ponendo l’attenzione su questo fenomeno che, come visto, viene causato dalla solita attivita’ senza freni ad opera dell’uomo. In particolare, la FAO, proprio pochi giorni fa parlando dell’aumento di meduse, ha indicato le possibili soluzioni per ridurre il numero di questi “fastidiosi” animali. Anche se vi sembrera’ assurdo, le meduse possono essere impiegate nell’industria cosmetica, ma soprattutto, possono essere mangiate.

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Cominciamo dalla cosmetica. Come evidenziato da una ricerca condotta in Giappone, dalle meduse e’ possibile estrarre una particolare forma di mucina, una molecola formata da proteine e zuccheri che serve per mantenere il corretto livello di umidita’ in unghenti e creme. Fino ad oggi, la mucina veniva estratta dalle ghiandole salivari dei bovini e dallo stomaco di suino. La mucina estratta dalle meduse, oltre ad avere le stesse proprieta’ sul prodotto finale, sembrerebbe meglio compatibile con la pelle umana. Queste applicazioni hanno attirato fortemente l’interesse dell’industria cosmetica, sempre pronta ad investire in nuove soluzioni e a cercare nuove fonti meglio compatibili con la pelle umana.

Dal punto di vista alimentare, come forse molti gia’ sanno, le meduse possono essere mangiate in tantissimi modi diversi e in alcune parti del mondo, tra cui la Cina, sono anche un piatto fortemente ricercato. Solo pochi giorni fa, avevamo parlato di mangiare gli insetti, sempre sotto suggerimento della FAO:

Addio dieta mediterranea, da oggi insetti!

ora e’ invece il turno delle meduse. Le indicazioni dell’ente mi sembrano molto chiare, non appena c’e’ qualche specie in eccesso, basta mangiarla per risolvere tutti i problemi. Visto l’aumento sempre crescente della popolazione mondiale, forse e’ proprio questa la strada giusta da seguire.

Detto questo, per chi non ci credesse, esistono diverse ricette a base di medusa. Si va dalla medusa fritta in salsa dolce, fino ad una classica insalata di medusa. Basta aliminare i tentacoli, che sono le parti urticanti dell’animale, perche’ si possa mangiare tutto il resto.

Come detto, questi piatti sono molto ricercati dai cinesi e a riprova di questo, in molte zone d’Italia si puo’ assistere a delle vere e proprie battute di pesca da parte di turisti cinesi a bordo di pedalo’. Come raccontato da diversi turisti, e come visibile anche in alcuni video che girano in rete, molti turisti cinesi affitano i pedalo’ proprio per andare a paesca di meduse. Molto spesso, questi animali vengono poi consumati direttamente a casa, mentre in altri casi vengono venduti ai tanti ristoranti etnici presenti sul nostro territorio. Il modo migliore di conservare le meduse e’ quello di essiccarle ed in tal senso, in alcuni negozi orientali, e’ possibile acquistare direttamente un barattolo di meduse secche, gia’ pronte per essere cucinate.

Come si dice “de gustibus no disputandum est”, pero’ qui tra meduse ed insetti, forse converrebbe cercare di organizzare meglio la nostra societa’ e salvaguardare di piu’ l’ambiente onde evitare che le nostre tavole possano, nel giro di pochi anni, cambiare completamente menu’.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

29 Marzo, la tanto attesa fine potrebbe arrivare

21 Mar

Vorrei commentare qui una notizia quasi tragicomica, che ci riporta quasi ai vecchi fasti del 21 Dicembre 2012. In questi giorni, molti siti catastrofisti stanno pubblicando articoli a dir poco deliranti.

Stando a quanto si legge in rete, ci sarebbe la notizia che un meteorite di grosse dimensioni potrebbe colpire la Terra il prossimo 29 Marzo 2013. Per grosse dimensioni, intendo un bel sasso di mezzo miglio di diametro che dovrebbe impattare tra il Canada e il Messico.

Da dove proviene questa notizia? Addirittura da un astronomo del programma di ricerca della NASA per gli asteroidi potenzialmente pericolosi. L’impatto con un corpo del genere, sempre secondo quanto riportato, potrebbe provocare un’estinzione di massa del genere umano.

Se avete dimenticato dove avete messo le chiavi del bunker costruito per il 2012, andate subito a cercarle …. o forse no.

Al solito, siamo di fronte a notizie completamente false, date in modo becero, da siti fantascientifici solo per attirare l’attenzione e, purtroppo, per creare panico tra le persone.

Andiamo con ordine, perche’ possiamo ostentare tanta sicurezza etichettando la notizia come bufala?

La fonte originale e’ un post pubblicato su un forum in lingua inglese. Ecco una foto del messaggio:

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Come vedete, il post e’ firmato da un certo Raymond che si definisce affiliato a vari dipartimenti di astronomia, persona seria, che non crede assolutamente alla bufala Nibiru e che tantomeno vuole fare terrorismo catastrofista. Tale Raymond afferma che l’asteroide russo, di cui abbiamo parlato qui:

Pioggia di meteore in Russia

Meteorite anche a Cuba e Dark Rift

Se fosse stato il meteorite di Roma …

era solo un preambolo di quello che potrebbe succedere da qui a pochi giorni. Come vedete, si parla di un asteroide di mezzo miglio che impatterebbe sulla Terra. Il post e’ del 15 Marzo, per cui il 29 ci sarebbe questo evento. Alla fine poi, Raymond si scusa per questa brutta notizia che ha dovuto darci. Che generosita’ di cuore aggiungo io.

Fin qui tutto bene, almeno diciamo cosi’. I siti catastrofisti nostrani, hanno preso questo messaggio, lo hanno tradotto e vi dicono che, da fonti NASA, un asteroide impattera’ sulla Terra nei prossimi giorni. Immaginate solo quanti, leggendo questa notizia, si sono seriamente preoccupati e stanno cercando disperatamente conferme in rete.

Premesso che stiamo dando notizie prese da un forum, in realta’ nelle pagine stesse del sito, viene mostrata l’assurdita’ della notizia e la falsita’ del nome utilizzato. L’utente in questione usa il nome completo di Raymond Brown. Con grande astuzia, se provate a cercare in rete trovate che un Raymond Brown lavora veramente per la NASA, ma assolutamente non per il programma di ricerca degli asteroidi. Per dirla tutta, Raymond Brown e’ un reporter scientifico, cioe’ un divulgatore della scienza.

Come vi dicevo pero’, gli utenti stessi del forum dove e’ stata riportata la notizia hanno smascherato la bufala. Questo e’ il nome e lo USER ID, cioe’ l’identificativo, dell’utente in questione:

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Questo ID e’ stato utilizzato per postare decine di messaggi tra cui anche quello da cui siamo partiti sull’asteroide. Sempre per rendere piu’ credibile la notizia, l’utente avrebbe anche detto di essere ricercato dai “Man in Black” della CIA a causa delle notizie divulgate. Anzi, per rendere tutto piu’ credibile avrebbe anche finto la propria morte proprio per sfuggire alla cattura.

Dopo questa finta morte, e’ pero’ tornato sul forum per tranquillizare gi altri utenti (magari erano in pensiero). Guardate che post ha scritto:

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Notato niente di strano? Leggete lo USER ID utilizzato. E’ diverso da quello di prima.

Ora arriviamo alla parte comica. Anche i presunti “Man in Black” che lo cercavano sono iscritti al forum e in un post hanno dichiarato di aver ucciso Brown e tutta la famiglia. Ecco il post:

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Premesso che non ce li vedo proprio quelli della CIA a scrivere su un forum e per di piu’ a dire che hanno dovuto fare furi uno della NASA, guardate lo USER ID di Man in Black.

Notato nulla? E’ esattamente lo stesso che compare nel messaggio di Raymond. Raymond Brown e Man in Black sono la stessa persona. Semplicemente l’utente-fenomeno ha dimenticato di cambiare il proxy utilizzato per la connessione e che utilizzava per fingere due identita’ separate. Detto in altri termini, si tratta solo di un siparietto organizzato per scherzo. Ora, definite voi di buono o cattivo gusto.

Dopo la parte comica c’e’ poi quella ridicola: quella dei tanti siti catastrofisti che hanno preso il messaggio e ci hanno pubblicato articoli sensazionali cercando di convincere gli utenti del pericolo ormai prossimo e a cui non potremmo sfuggire.

Riflettete sempre su quello che leggete, prima di prendere per buona qualsiasi notizia. La rete e’ piena di siti di questo tipo che, se presi nel verso giusto, possono essere un simpatico passatempo, ma per qualcuno possono diventare fonte di stress e di preoccupazione.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Altra moria, questa volta di mante

1 Mar

Ebbene si, ci risiamo. Proprio in questi giorni si e’ di nuovo scatenata la voce catastrofista sul web che prende spunto dalle “misteriose” morie di animali nel mondo.

Dopo aver discusso insieme di uccelli:

Moria di uccelli nel mondo

e di delfini:

Moria di delfini nel Tirreno

questa volta e’ il turno delle Mante.

Cosa e’ successo?

Proprio un paio di giorni fa, si e’ diffuso sulla rete un video girato sulla spiaggia di fronte a Gaza, in Palestina, dove vengono mostrate delle scene molto forti: centinaia di mante che giacciono morte sulla spiaggia.

Ecco una foto presa proprio su quel tratto di spiaggia:

Mahmus Hmas: foto fatta sulla spiaggia di fronte a Gaza

Mahmus Hmas: foto fatta sulla spiaggia di fronte a Gaza

Stando a quanto si legge in rete, questi pesci sarebbero stati trovati spiaggiati alle prime luci dell’alba, apprentemente senza un motivo. Sempre secondo i vari articoli che trovate in rete, le analisi tossicologiche avrebbero dato risultati negativi, non ci sono state forti mareggiate e questo fenomeno e’ del tutto nuovo. Ovviamente, la scienza non sa da cosa sia stata provocata questa misteriosa moria e dunque non mancano ipotesi fantasiose come: inversione del campo magnetico, la Terra che si sta rivoltando all’uomo, catastrofi in corso, ecc, ecc.

Dunque? Cosa e’ successo realmente?

Facciamo una piccola premessa. Il mio “ci risiamo” iniziale non era assolutamente teso a sminuire episodi di questo tipo. Scene come quelle della foto sono assolutamente crudeli. Il preambolo fatto e’ invece rivolto ai tanti siti catastrofisti che prendono notizie di questo tipo e ci speculano sopra solo per alimentare il sospetto nelle persone. Invece di chiedersi cosa potrebbe essere accaduto e perche’ centinaia di mante si siano spiaggiate, tendono solo a gettare ombre sull’avvenimento, evitando dunque di offrire una spiegazione all’accaduto.

Cerchiamo invece di andare con ordine e capire cosa e’ realmente accaduto.

Come discusso nell’articolo sulla moria degli uccelli, e’ vero che episodi di questo tipo avvengono di sovente in varie parti del mondo, ma la causa di questo non e’ assolutamente da ricercarsi nella natura che si rivolta o in fantomatici cambiamenti strutturali del nostro pianeta. Purtroppo, molto spesso, la causa di queste stragi di animali e’ da ricercarsi solo ed esclusivamente nell’uomo.

Come visto, molte delle morie di uccelli nel mondo sono avvenute a cavallo della fine dell’anno quando, per festeggiare il 31 Dicembre, vengono esplosi fuochi artificiali. Il rumore provocato da queste esplosioni e’ causa di un forte stress per gli animali e, in alcuni casi come quello degli uccelli, puo’ addirittura provocare la morte simultanea di tantissimi individui.

Cosa dire invece sulle mante?

Funzionamento della rete a strascico

Funzionamento della rete a strascico

Anche in questo caso, la causa e’ l’uomo e non c’e’ assolutamente nessun mistero su quanto accaduto.

Partiamo dall’inizio. Molti di voi conosceranno le cosiddette “reti a strascico”, una tipologia di rete da pesca che viene trainata sul fondo del mare, catturando tutto cio’ che vi rimane impigliato. Bene, la General Fisheries Commission for the Mediterranean ha dichiarato illegali queste reti. Il perche’ e’ molteplice e molto semplice. Prima di tutto, queste reti distruggono i fondali marini, inoltre il loro utilizzo puo’ causare la pesca accidentale di pesci di profondita’ come appunto le mante. Parliamo di “pesca accidentale” perche’ l’obiettivo principale non e’ assolutamente la pesca di queste specie, bensi’ di pesci molto piu’ commerciali.

Bene, nonostante questa messa al bando, la Palestina non ha aderito al trattato ed i suoi pescatori continuano imperterriti nell’utilizzo di questi sistemi.

Quindi abbiamo capito tutto, sono state utilizzate reti a strascico su fondali bassi e sono state catturate mante.

Questo non e’ ancora esattamente chiarificatore. All’inizio parlavamo di centinaia di mante trovate sulla spiaggia. Possibile che le acque della Palestina siano cosi’ popolate di questa specie?

In realta’, proprio a cavallo tra febbraio e marzo, le acque di fronte a Gaza si popolano di mante, ma negli ultimi 7 anni il loro numero era drasticamente sceso quasi fino a scomparire. Proprio quest’anno invece, le mante hanno fatto il loro ritorno con numeri davvero eccezionali. Praticamente le acque si sono riempite di questi pesci come non accadeva da moltissimo tempo.

A riprova di questo, vi segnalo un articolo dell’ANSA di pochi giorni fa in cui si parla proprio di questo ritorno di mante in Palestina:

ANSA, mante in Palestina

Quindi, ora e’ tutto piu’ chiaro. I pescatori palestinesi utilizzano tipologie di reti considerate illegali in gran parte del mondo. Questi sistemi possono “accidentalmente” catturare le mante che proprio quest’anno sono tornate in grande numero in quelle acque.

Perche’ continuo a sottolineare “accidentalmente”?

Come scritto anche nell’articolo dell’ANSA, Gaza e’ famosa per i suoi ristoranti di pesce e la manta e’ considerato un pesce molto prelibato. Avere i mezzi e tutti quei pesci in acqua, non puo’ che offrire una ghiotta occasione per i pescatori.

A riprova di questo, vi riporto un video girato proprio in questi giorni a Gaza:

Come potete vedere, nel video si vedono barche di pescatori tornare verso la spiaggia cariche di mante. Nella parte conclusiva, si vedono poi i pescatori tagliare direttamente i pesci in spiaggia e preparare grossi filetti da vendere al locale mercato del pesce o direttamente ai ristoranti.

Prima conclusione, dal punto di vista prettamente scientifico, non c’e’ assolutamente nessun mistero riguardo alle mante sulla spiaggia di Gaza. Dal punto di vista “ecosostenibile”, e’ chiaro che ci sia un problema. Come visto nel video, mi sembra azzardato parlare di pesca accidentale. Inoltre, si deve tener conto che le mante sono una specie in rapida diminuzione. Attivita’ di questo tipo non possono che contribuire, prima o poi, alla sparizione di questo tipo di pesce.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

Cosa succedera’ ora a questo blog?

24 Dic

Finalmente ci siamo. Ecco il post che vi avevo promesso da qualche giorno e che, per motivi di tempo, non ero ancora riuscito a scrivere.

In queste ultime ore, molti di voi si sono chiesti, e mi hanno chiesto, che cosa succedera’ ora a questo blog. Con “ora” intendiamo ovviamente dopo il 21/12.

Come detto piu’ volte, questo blog nasce per analizzare le profezie del 21 Dicembre e per affrontare scientificamente gli eventi profetizzati, che molte connessioni avevano con la scienza ufficiale.

Attraverso queste discussioni, siamo riusciti pero’ a creare un valido strumento di divulgazione della scienza. Parlo ovviamente al plurale perche’ un ruolo determinante lo hanno avuto i numerosi commenti e le tantissime mail che tutti i giorni ricevo. Parlando di profezie sulla fine del mondo, abbiamo trovato una valida chiave per accendere l’interesse anche dei tanti non appassionati di scienza che si sono incuriositi a queste tematiche.

Molto spesso ricevo messaggi di persone completamente disinteressate alla scienza, ma che, attraverso queste pagine, hanno imparato a conoscere fenomeni naturali spiegati dalla scienza e poi, autonomamente, sono andati a cercare notizie aggiuntive. Tutto questo e’ fantastico.

Abbiamo creato insieme un nuovo modo di fare divulgazione della scienza. Non importa qual’e’ il punto di partenza, l’importante e’ riuscire ad avvicinare le persone alla cultura scientifica e alle ultime scoperte.

Provate ad immaginare la seguente cosa. Se avessi scritto un post dal titolo “La fusione nucleare nel Sole”. Quanti lo avrebbero letto? Gli appassionati sicuramente si, ma chi non si interessa a queste tematiche, sarebbe scappato immediatamente. Scrivere invece il post partendo dalla profezia della tempesta elettromagnetica per il 2012, ha fatto si che molte altre persone abbiano letto l’articolo e imparato a conoscere il ciclo undecennale del Sole, i raggi cosmici, il campo geomagnetico, ecc.

Cosa significa tutto questo?

Ovviamente che questo blog andra’ avanti con lo stesso spirito con cui e’ nato. Come sapete bene, c’e’ gia’ chi parla di fine del mondo annunciata per Febbraio 2013, per Dicembre 2013, per il 2020, ecc. C’e’ sempre una fine del mondo da aspettare.

Inoltre, da oggi in poi avremo sicuramente una maggiore liberta’. Con questo intendo solo che potremmo spaziare su argomenti diversi, parlando di complottismo in generale o di misteri della scienza, senza dover necessariamente partire da una fine del mondo.

Credo che quanto abbiamo raccolto fino a questo punto, e’ solo l’inizio di questa nuova forma di divulgazione che non parte dalla scienza per arrivare alle persone, ma parte dal non addetto ai lavori per arrivare alla scienza. Abbiamo invertito le parti in gioco e l’esperimento mi sembra perfettamente riuscito.

Ovviamente, sempre maggior importanza avranno i vostri commenti. Per partire dal non addetto ai lavori, lo spunto iniziale deve arrivare da voi. Ripeto, non abbiamo vincoli o limiti apparenti, siamo qui per discutere di complotti, catastrofi, misteri, ecc ma per arrivare alla scienza.

Come sapete bene, la scienza non ha una risposta definitiva per tutto. Se cosi’ fosse, la ricerca sarebbe finita da un pezzo. Nonostante questo, anche se non definitivo, conoscere il parere della scienza puo’ aiutarci a capire meglio alcuni aspetti che magari non avevamo considerato.

Ultimo aspetto importante, spero di essere riuscito a trasmettervi anche il metodo di indagine scientifico. Ogni qual volta leggete una notizia o sentite qualcosa, non prendetela per buona senza ragionare. Confrontare fonti diverse, ragionare, fare confronti, e’ il modo migliore per capire a fondo qualsiasi cosa. Questo discorso e’ indipendente dal 2012, dai Maya o dai complotti. E’ un modo di approcciarsi al ragionamento che sicuramente offre una marcia in piu’. State attenti, la rete e’ piena di lupi!

A questo punto ci siamo, possiamo iniziare pian piano questa nuova esperienza. Ovviamente, nei prossimi giorni ci saranno le feste per cui tutto sara’ piu’ rallentato, ma l’idea iniziale c’e’. Per quanto riguarda il nome, rimarra’ sempre “Psicosi 2012”. Non e’ una forma di pubblicita’ del libro, e’ il punto di inizio di questo blog e terra’ acceso il ricordo del grande bluff creato dai media per il 2012.

Prima di chiudere e di iniziare questa nuova fase del blog, approfitto nuovamente per fare i miei ringraziamenti a tutti quelli che anche solo per un attimo sono passati su queste pagine, a chi in silenzio si e’ affezzionato agli articoli seguendoli costantemente, ma soprattutto a chi ha commentato discutendo con altri utenti e lanciando sempre spunti interessanti. Ovviamente questo discorso vale per queste pagine ma anche per i fan della pagina facebook e per i lettori del libro che mi contattano via mail.

Grazie a tutti voi.

Possiamo concludere? Assolutamente no. Mi resta solo da augurarvi un sereno e felice Natale per voi e per tutti i vostri cari.

Buone feste!

Matteo

 

L’asteroide 2012 DA14

26 Mag

Nell’articolo precedente abbiamo iniziato a parlare di oggetti che potrebbero piovere dal cielo, limitandoci a parlare di meteoriti di piccole dimensioni che riescono ad arrivare fino al suolo. In questo caso, abbiamo visto che la probabilita’ che hanno oggetti di peso anche fino ad 1 kg di arrivare a terra, non e’ cosi’ bassa da farci ritenere straordinario il caso avvenuto ad Oslo nello scorso Marzo.

Sappiamo pero’, che, per quanto piccola, esiste una probabilita’ non nulla che il nostro pianeta venga colpito da un asteroide di grandi dimensioni. L’universo e’ ricco di “sassi” che vagano con orbite anche grandissime e un giorno uno di questi potrebbe arrivare a colpire proprio la Terra.

Eventi di questo tipo, possono provocare effetti disastrosi sul nostro pianeta. Sappiamo che, con buona probabilita’, un evento del genere potrebbe aver causato l’estinsione dei dinosauri dal pianeta.

Solo per darvi un’idea, l’impatto di un asteroide di grandi dimensioni puo’ provocare un’esplosione equivalente ad una bomba atomica anche migliaia di volte maggiore di quella di Hiroshima. Per asteroidi di grandi dimensioni, l’effetto non si limiterebbe solo a questo. In caso di impatto in acqua, questo provocherebbe uno tsunami capace di propagarsi fino alle coste con effetti disastrosi, mentre, per un impatto a terra, i detriti che si alzerebbero sarebbero in grado di oscurare la luce del sole anche per mesi, con conseguenze gravi per tutto l’ecosistema Terra.

Il quadro fatto e’ realistico, ma estremamente poco probabile. Psicologicamente, e’ molto facile farsi terrorizzare da eventi di questo tipo, non controllabili e provenienti da chissa’ quale parte dell’universo.

Per il 2012, non poteva certo mancare l’ipotesi dell’impatto con un asteroide di grandi dimensioni. Il caso in questione e’ quello dell’asteroide “2012 DA14”.

“2012 DA14” e’ un ateroide, avvistato per la prima volta agli inizi del 2012, con un diametro approssimativo di 50 metri, un peso di circa 120000 tonnellate, e che potrebbe colpire la terra tra la fine del 2012 e gli inizi del 2013. Tra questo intervallo di tempo troviamo dunque anche il nostro 21 Dicembre.

Questa volta i numeri sono reali ed e’ la scienza a dirci che l’asteroide esiste. Unica cosa leggermente sbagliata che trovate in rete e’ che il punto di minimo avvicinamento (o di contatto) con la Terra, dovrebbe avvenire in realta’ il 15 febbraio 2013, quindi, magra consolazione, non il 21 Dicembre 2012.

Ovviamente niente panico. Al solito, si cerca sempre di esagerare e di amplificare le probabilita’ giocando a favore di ipotesi piu’ o meno distruttive.

Come e’ ovvio, lo spazio intorno alla Terra e’ costantemente tenuto sotto controllo proprio per scongiurare l’ipotesi di collissione con un corpo esterno. Dopo la prima osservazione, l’asteroide 2012 DA14 e’ divenuto un osservato speciale costantemente tenuto sotto controllo.

La determinazione dell’orbita e della traiettoria di oggetti cosi’ lontani non e’ facile. L’osservazione continua del corpo e l’analisi dei dati del moto, consentono di volta in volta di correggere l’orbita prevista per l’asteroide, ricalcolando la probabilita’ di collissione con la Terra. Dico questo perche’, alla prima osservazione nel 2012, la probabilita’ di impatto con l’asteroide era considerata a rischio (circa 1 probabilita’ su 100) ma con una grande incertezza di questo numero, dovuta proprio alla scarsita’ dei dati in nostro possesso.

Grazie alle continue osservazioni dell’asteroide, di volta in volta, la probabilita’ di collissione con la Terra sono scese e sono divenute sempre piu’ precise.

Ad oggi, si calcola che il 15 Febbraio 2013 l’asteroide non colpira’ assolutamente la Terra, ma arrivera’ ad una distanza dell’ordine dei 30000 Km dal centro del nostro pianeta. Considerando che il raggio della Terra e’ di circa 6000 Km, l’impatto puo’ essere scongiurato.

Rappresentazione della Scala Torino

Come detto in precedenza, l’incertezza su questa misura, anche se ridotta e’ sempre presente. Quanto vale? Se la minima distanza e’ di 30000 Km, ma con un’incertezza di 15000 Km, allora l’impatto e’ ancora possibile.

In realta’, il valore dato di 30000 Km (circa) e’, appunto, il valore di minimo avvicinamento. Dalle incertezze attuali, l’asteroide potrebbe passare ad una distanza dal centro della Terra compresa tra 30000 e 60000 Km, quindi abbastanza lontano dalla superficie.

A riprova di questo, l’asteroide 2012 DA14, e’ ormai classificato ad un valore 0 della Scala Torino. Questo metodo serve a classificare gli asteroidi in base alla probabilita’ di impatto con la Terra e alla loro Energia Cinetica, cioe’, per dirlo in modo semplice, all’ordine degli effetti che potrebbero provocare al pianeta. Un valore 0 nella scala Torino, implica che l’asteroide e’ stato ormai classificato come “No Hazard”, cioe’ “non pericoloso”.

Esistono altri oggetti con probabilita’ non nulla di colpire la Terra intorno al 2012? Quanti e quali degli eventi profetizzati per il 2012 sono veramente possibili? Se cercate una risposta a queste domande, leggete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

Per chi fosse interessato, c’e’ anche un aggiornamento su questo argomento pubblicato il 18 Novembre 2012:

2012 DA14: c.v.d.