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All’autogrill pipi’ e benzina tutto insieme

17 Nov

Da anni siamo afflitti dal caro benzina. La spesa necessaria per il pieno della nostra macchina continua ad aumentare nel tempo, complici le guerre, la crisi, gli screzi tra Stati, ecc. Tutte cose cosi’ lontane, anche solo apparentemente, da noi e che necessariamente fanno aumentare il prezzo del carburante.

Quante volte avrete sentito dire la frase: “la benzina costa troppo, quanto sarebbe bello farla andare a pipi’!”.

La frase non e’ assolutamente sparata a caso, anzi qualcuno ci ha pensato veramente.

Lo scorso fine settimana, durante la Fiera del Lavoro Verde a Porto Conte in Sardegna, un imprenditore locale ha presentato proprio un motore alimentato ad urina.

Forse vi sembrera’ uno scherzo, ma e’ proprio cosi’.

Ad essere sinceri, l’imprenditore sardo Franco Lisci ha presentato due diversi motori alimentati con lo speciale carburante. Uno dei due motori puo’ essere utilizzato per il trasporto, auto, moto, camion e anche barche, mentre il secondo e’ studiato ed ottimizzato per essere utilizzato come gruppo elettrogeno. In particolare, questo secondo motore e’ pensato per alimentare apparecchi domestici come forni, pc, lavatrici, ecc.

Cerchiamo pero’ di dare qualche dettaglio in piu’ su questa possibile svolta ecologica dei nostri motori.

Come e’ facile immaginare, questo speciale carburante e’ talmente diffuso e disponibile che gia’ in molti avevano provato ad utilizzarlo come combustibile. Questa applicazione presentava pero’ delle limitazioni assolutamente non banali da superare.

Qualche anno fa, ad esempio, venne proposta una cella elettrolitica in grado di separare l’urina in azoto, acqua e idrogeno ed alimentare cosi’ piccoli motori. Analoga cosa venne proposta diverse volte per i motori elettrici. Il problema principale di queste soluzioni era la scarsa autonomia, la rumorosita’ dei motori realizzati ma soprattutto la manutenzione degli stessi. Utilizzare urina all’interno dei motori creava una patina di sostanze inquinanti in grado di rovinare irrimediabilmente i dispositivi.

L’idea innovativa dell’imprenditore sardo e’ stata appunto quella di realizzare uno speciale filtro per bloccare gli inquinanti. Piccola premessa, Franco Lisci e’ coinvolto con la sua azienda nel progetto Casa Verde CO2.0, rete di diverse ziende sarde che si scambiano idee e progetti per trovare soluzioni verdi per il futuro. Proprio grazie a questa collaborazione e’ stato possibile realizzare il filtro fondamentale per  questo motore.

Lo speciale filtro, chiamato Orilana Smart, e’ un semplice tampone realizzato al 100% con lana di pecora, ovviamente proveniente dalla Sardegna. Con questo abbiamo dunque un prodotto e un’innovazione completamente made in Italy.

Fate pero’ attenzione ad una cosa, se provate a leggere gli articoli in rete che parlano di questa innovazione, trovate delle idee un po’ confuse. Molti giornali, forse leggendo frettolosamente la notizia, non ha capito a pieno come funziona e cercano di farvi credere che il futuro dei trasporti sara’ questo:

1-carburante-urina

Prima di tutto, per la legislazione italiana, una pratica del genere e’ illegale. Non e’ possibile infatti sostituire completamente la tipologia di carburante per motivi ambientali, o forse economici. I due motori proposti dall’imprenditore sardo sono invce gia’ stati regolamentati per legge ed approvati dallo Stato italiano. Per ottenere questo risultato, l’urina non viene utilizzata come carburante, bensi’ come additivo. Questo consente, come detto, di rendere legali i motori, ma soprattutto di ottimizzare la resa.

Quali vantaggi si ottengono utilizzando questi motori?

Come dichiarato dallo stesso Franco Lisci, il risparmio sarebbe del 35% sui motori a benzina, del 60% su quelli a gasolio e anche fino all’80% sui motori a gas. Inoltre, questo sistema sarebbe perfettamente utilizzabile anche per i camion e le barche.

Grazie all’utilizzo di questo speciale motore, i prodotti di scarico delle automobili sarebbero molto meno inquinanti ed inoltre verrebbe prodotta, come uscita del filtro, acqua ricca di sostanze nutritive, utilizzabile dunque nell’agricoltura per irrigare.

Diversi agricoltori sardi hanno gia’ fatto richiesta per utilizzare questi motori nelle loro aziende alimentandoli mediante l’urina degli animali, perfettamente compatibile con il sistema e simile a quella umana,

Detto questo, quella presentata in Sardegna potrebbe rappresentare una buona innovazione nel mercato dei motori. Come detto, non pensate di poter aprire il tappo della vostra auto e decidere di fare un pieno natuale. Si tratta di motori prototipali che necessiteranno di studi prima di poter essere applicati su vasta scala. Sicuramente, le premesse sono ottime e soluzioni di questo tipo potranno dare un contributo importantissimo per la lotta all’inquinamento dei motori.

 

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Altra moria, questa volta di mante

1 Mar

Ebbene si, ci risiamo. Proprio in questi giorni si e’ di nuovo scatenata la voce catastrofista sul web che prende spunto dalle “misteriose” morie di animali nel mondo.

Dopo aver discusso insieme di uccelli:

Moria di uccelli nel mondo

e di delfini:

Moria di delfini nel Tirreno

questa volta e’ il turno delle Mante.

Cosa e’ successo?

Proprio un paio di giorni fa, si e’ diffuso sulla rete un video girato sulla spiaggia di fronte a Gaza, in Palestina, dove vengono mostrate delle scene molto forti: centinaia di mante che giacciono morte sulla spiaggia.

Ecco una foto presa proprio su quel tratto di spiaggia:

Mahmus Hmas: foto fatta sulla spiaggia di fronte a Gaza

Mahmus Hmas: foto fatta sulla spiaggia di fronte a Gaza

Stando a quanto si legge in rete, questi pesci sarebbero stati trovati spiaggiati alle prime luci dell’alba, apprentemente senza un motivo. Sempre secondo i vari articoli che trovate in rete, le analisi tossicologiche avrebbero dato risultati negativi, non ci sono state forti mareggiate e questo fenomeno e’ del tutto nuovo. Ovviamente, la scienza non sa da cosa sia stata provocata questa misteriosa moria e dunque non mancano ipotesi fantasiose come: inversione del campo magnetico, la Terra che si sta rivoltando all’uomo, catastrofi in corso, ecc, ecc.

Dunque? Cosa e’ successo realmente?

Facciamo una piccola premessa. Il mio “ci risiamo” iniziale non era assolutamente teso a sminuire episodi di questo tipo. Scene come quelle della foto sono assolutamente crudeli. Il preambolo fatto e’ invece rivolto ai tanti siti catastrofisti che prendono notizie di questo tipo e ci speculano sopra solo per alimentare il sospetto nelle persone. Invece di chiedersi cosa potrebbe essere accaduto e perche’ centinaia di mante si siano spiaggiate, tendono solo a gettare ombre sull’avvenimento, evitando dunque di offrire una spiegazione all’accaduto.

Cerchiamo invece di andare con ordine e capire cosa e’ realmente accaduto.

Come discusso nell’articolo sulla moria degli uccelli, e’ vero che episodi di questo tipo avvengono di sovente in varie parti del mondo, ma la causa di questo non e’ assolutamente da ricercarsi nella natura che si rivolta o in fantomatici cambiamenti strutturali del nostro pianeta. Purtroppo, molto spesso, la causa di queste stragi di animali e’ da ricercarsi solo ed esclusivamente nell’uomo.

Come visto, molte delle morie di uccelli nel mondo sono avvenute a cavallo della fine dell’anno quando, per festeggiare il 31 Dicembre, vengono esplosi fuochi artificiali. Il rumore provocato da queste esplosioni e’ causa di un forte stress per gli animali e, in alcuni casi come quello degli uccelli, puo’ addirittura provocare la morte simultanea di tantissimi individui.

Cosa dire invece sulle mante?

Funzionamento della rete a strascico

Funzionamento della rete a strascico

Anche in questo caso, la causa e’ l’uomo e non c’e’ assolutamente nessun mistero su quanto accaduto.

Partiamo dall’inizio. Molti di voi conosceranno le cosiddette “reti a strascico”, una tipologia di rete da pesca che viene trainata sul fondo del mare, catturando tutto cio’ che vi rimane impigliato. Bene, la General Fisheries Commission for the Mediterranean ha dichiarato illegali queste reti. Il perche’ e’ molteplice e molto semplice. Prima di tutto, queste reti distruggono i fondali marini, inoltre il loro utilizzo puo’ causare la pesca accidentale di pesci di profondita’ come appunto le mante. Parliamo di “pesca accidentale” perche’ l’obiettivo principale non e’ assolutamente la pesca di queste specie, bensi’ di pesci molto piu’ commerciali.

Bene, nonostante questa messa al bando, la Palestina non ha aderito al trattato ed i suoi pescatori continuano imperterriti nell’utilizzo di questi sistemi.

Quindi abbiamo capito tutto, sono state utilizzate reti a strascico su fondali bassi e sono state catturate mante.

Questo non e’ ancora esattamente chiarificatore. All’inizio parlavamo di centinaia di mante trovate sulla spiaggia. Possibile che le acque della Palestina siano cosi’ popolate di questa specie?

In realta’, proprio a cavallo tra febbraio e marzo, le acque di fronte a Gaza si popolano di mante, ma negli ultimi 7 anni il loro numero era drasticamente sceso quasi fino a scomparire. Proprio quest’anno invece, le mante hanno fatto il loro ritorno con numeri davvero eccezionali. Praticamente le acque si sono riempite di questi pesci come non accadeva da moltissimo tempo.

A riprova di questo, vi segnalo un articolo dell’ANSA di pochi giorni fa in cui si parla proprio di questo ritorno di mante in Palestina:

ANSA, mante in Palestina

Quindi, ora e’ tutto piu’ chiaro. I pescatori palestinesi utilizzano tipologie di reti considerate illegali in gran parte del mondo. Questi sistemi possono “accidentalmente” catturare le mante che proprio quest’anno sono tornate in grande numero in quelle acque.

Perche’ continuo a sottolineare “accidentalmente”?

Come scritto anche nell’articolo dell’ANSA, Gaza e’ famosa per i suoi ristoranti di pesce e la manta e’ considerato un pesce molto prelibato. Avere i mezzi e tutti quei pesci in acqua, non puo’ che offrire una ghiotta occasione per i pescatori.

A riprova di questo, vi riporto un video girato proprio in questi giorni a Gaza:

Come potete vedere, nel video si vedono barche di pescatori tornare verso la spiaggia cariche di mante. Nella parte conclusiva, si vedono poi i pescatori tagliare direttamente i pesci in spiaggia e preparare grossi filetti da vendere al locale mercato del pesce o direttamente ai ristoranti.

Prima conclusione, dal punto di vista prettamente scientifico, non c’e’ assolutamente nessun mistero riguardo alle mante sulla spiaggia di Gaza. Dal punto di vista “ecosostenibile”, e’ chiaro che ci sia un problema. Come visto nel video, mi sembra azzardato parlare di pesca accidentale. Inoltre, si deve tener conto che le mante sono una specie in rapida diminuzione. Attivita’ di questo tipo non possono che contribuire, prima o poi, alla sparizione di questo tipo di pesce.

 

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