Archivio | luglio, 2013

Buone vacanze!

26 Lug

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Da stasera, mi dedichero’ anima e corpo ad una settimanella di vacanza. Ci vediamo il 5 Agosto, pronti a ripartire tutti insieme con questa nostra fantastica avventura.

Auguro buone vacanze a tutti, a chi e’ gia’ al mare, a chi ci andra’ e, soprattutto, a chi dovra’ lavorare senza sosta!

Ovviamente leggero’ sempre i commenti e le richieste che arriveranno mentre gli articoli riprenderanno il 5 agosto.

Ciao a tutti!

Matteo

Nuovo materiale

26 Lug

Ogni tanto e’ interessante parlare di materiali del futuro, prima di tutto per capire dove la ricerca ci sta portando e quali futuri benefici si potranno avere sintetizzando nuove sostanze. Gia’ in passato, avevamo parlato di questi argomenti:

Uno sguardo ai materiali del futuro

Allo stesso modo, uno degli aspetti che da sempre solletica l’interesse delle persone verso la ricerca e’ l’assoluta casualita’ di alcune scoperte. Pensare a grandi rivoluzioni scoperte per caso, senza volerlo, e’ un aspetto attraente della ricerca.

In questo articolo, vorrei unire questi due aspetti, parlando della scoperta di un nuovo minerale, la Upsalite.

Cosa sarebbe?

Si tratta di un materiale sintetizzato da alcuni ricercatori dell’Universita’ di Uppsala in Svezia, dotato di una struttura amorfa e composto da un carbonato di magnesio.

Perche’ si parla di scoperta casuale?

Immagini al microscopio elettronico SEM e TEM della Upsalite

Immagini al microscopio elettronico SEM e TEM della Upsalite

Fino a poco tempo fa, si pensava che i carbonati di magnesio non potessero essere prodotti con processi a bassa temperatura, questo unito alla notevole difficolta’ di sintetizzazione di strutture amorfe disidratate, cioe’ nelle quali le molecole di acqua sono state strappate dalla struttura.

Nell’Universita’ di Uppsala, esiste un gruppo di ricerca che si occupa di questi aspetti. Un venerdi pomeriggio, dopo aver modificato i parametri di sintesi dei precedenti tentativi, tutti andati male, i ricercatori hanno lasciato il laboratorio dimenticando il materiale nella cella di reazione. Al loro ritorno il lunedi mattina, si sono trovati un materiale rigido, di nuova sintesi, appunto la Upsalite.

Anche se alcuni giornali hanno parlato solo oggi di questa scoperta, la storia raccontata risale al 2011. Solo in questi giorni pero’, dopo due anni di prove e analisi per perfezionare ia procedura, i ricercatori hanno pubblicato un articolo specifico sul nuovo  materiale. Ecco il sito dove potete leggere l’articolo:

Upsalite

Cosa ha di tanto importante la Upsalite?

Come e’ facile pensare, oltre all’aspetto puramente chimico-fisico della realizzazione di un materiale di questo tipo, l’importanza di una scoperta del genere si valuta in base alle possibili applicazioni del nuovo materiale. La Upsalite ha moltissime applicazioni nei campi piu’ diversi.

Dal punto di vista fisico, e’ formata da una struttura amorfa nanometrica, che gli consente di stabilire un nuovo record per la superficie utile al cm^2. Mi spiego meglio, in molti processi, quella che conta e’ la superficie di contatto tra i materiali. Avere una grande superficie di contatto, consente di poter velocizzare i fenomeni per cui il materiale e’ concepito. Bene, la Upsalite ha una superficie utile di ben 800 m^2 per grammo . Inoltre, il materiale appare poroso con notevoli interstizi vuoti e dal diametro dell’ordine dei 10 nanometri.

Come anticipato, queste caratteristiche rendono la Upsalite utilizzabile in moltissimi campi.

Prima di tutto, la struttura stessa rende il materiale in grado di assorbire notevoli quantita’ di acqua, dunque di ridurre velocemente l’umidita’ con un campione relativamente piccolo. In questo caso, si parla soprattutto di applicazioni industriali nella produzione di deumidificatori, ma anche nella realizzazione di apparecchiature da laboratorio.

Inoltre, la capacita’ di assorbire acqua potrebbe essere sfruttata in tutte quelle applicazioni in cui questa sostanza puo’ arrecare danni. Pensate, ad esempio, ai dispositivi elettronici, alla conservazione dei cibi e dei farmaci, ai magazzini in generale, ecc. Applicazioni oggi riservate, tra le altre cose, ai sacchettini di deumidificante di silica.

Sfruttando invece la struttura porosa, si potrebbe pensare di utilizzare la Upsalite per assorbire inquinanti o sostanze diffuse nell’ambiente. A livello domestico, la Upsalite potrebbe essere sfruttata per eliminare i cattivi odori, applicazione possibile e richiesta anche a livello industriale. Parlando di “odori” non possiamo certo prescindere da inquinanti dispersi in aria. Realizzando attraverso questo materiale filtri appositamente studiati, questa soluzione potrebbe essere sfruttata anche a livello di acque, sia marine che reflue, sfruttando appunto le caratteristiche della Upsalite.

Dal punto di vista ambientale, l’applicazione piu’ importante, potrebbe essere proprio quella per la rimozione di inquinanti in mare. Pensate, ad esempio, ad un carico di petrolio disperso in acqua e catturato spargendo Upsalite sulla superficie.

Essendo stata scoperta in Svezia, nell’articolo stesso non poteva mancare una possibile applicazione per sfruttare la Upsalite eliminando l’acqua, o meglio l’umidita’, dai campi da Hockey.

Concludendo, a volte, scoperte interessanti arrivano in modo del tutto fortuito e non premeditato. Questo e’ il caso della scoperta della Upsalite, un materiale di nuova sintesi che presenta una struttura nanoporosa e la piu’ grande superficie al grammo mai osservata. Queste caratteristische rendono la Upsalite sfruttabile in molti settori e con risvolti davvero notevoli nella vita di tutti i giorni.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Le folgoriti

25 Lug

Come sapete molto bene, oltre ai tanti siti fantascientifici, complottisti, catastrofisti, ecc, ogni tanto anche siti seri cadono nella trappola della rete, pubblicando notizie a sproposito. Spesso, l’errore che viene commesso e’ il piu’ facile che un giornalista dovrebbe evitare: controllare sempre le proprie fonti!

Perche’ dico questo?

Vorrei approfittare di una foto che circola su web, per parlare di un argomento, a mio avviso molto affascinante, e sconosciuto ai piu’.

Ragioniamo prima di tutto su una cosa: cosa succede quando un fulmine arriva a terra? Come potete immaginare, si tratta di una scarica molto potente e, ovviamente, in grado di portare ad alta temperatura il punto della caduta.

Bene, in particolare, quando un fulmine cade sulla sabbia, o comunque su un terreno ricco di quarzo, la temperatura raggiunta puo’ liquefare il minerale, portando a delle formazioni simil-vetrose, dette “folgoriti”. Queste altro non sono che ammassi di vetro, cavi all’interno, e che possono presentare formazioni ramificate a causa del passaggio della corrente. Proprio per questo motivo, le folgoriti vengono spesso chiamate “fulmini pietrificati”.

Prima di procedere, vorrei mostrarvi la foto a cui mi sono riferito all’inizio dell’articolo:

Presunta folgorite

Presunta folgorite

Questa immagine e’ apparsa per la prima volta sul social network reddit:

Reddit, immagine

accompagnata dal titolo: “Questo e’ quello che succede quando un fulmine colpisce la sabbia”.

E’ possibile che si tratti veramente di una folgorite?

Come anticipato, le folgoriti sono strutture simil vetrose, cave all’interno e proprio per questo estremamente delicate. Oltre a questo, per come avviene il processo di formazione, le folgoriti si trovano al di sotto del terreno sabbioso. Ovviamente, venti e altri fenomeni naturali, possono portarle all’esterno ma gli stessi fenomeni possono rompere molto facilmente la struttura.

Ora, la foto che vi ho mostrato e’ stata scattata su una spiaggia di Porto Rico, normalmente affollati di bagnanti, dunque ancor piu’ esposta a pericolose interazioni.

Proprio queste considerazioni, ci fanno pensare che la foto non sia reale.

A pensare male si compie peccato, ma spesso si indovina. La foto riprende in realta’ una parte di una scultura piu’ grande, realizzata da un artista specializzato in opere con la sabbia. La foto completa e’ infatti depositata su Flickr:

Flickr, foto

e l’autore l’ha firmata con il nickname “sandcastematt”.

Anche se questo dimostra la bufala mediatica, come anticipato pubblicata su tantissimi siti, e’ interessante dare ancora qualche dettaglio sulle folgoriti.

La sostanza che forma le folgotiti viene anche detta Lechatelierite, classificata come mineraloide. Questo si puo’ formare anche a seguito dell’impatto con un meteorite o successivamente ad un’eruzione vulcanica. Tutti processi che possono far raggiungere la temperatura di fusione della silice.

Foto di una reale folgorite

Foto di una reale folgorite

Data l’estrema fragilita’ delle folgoriti, i ritrovamenti sono abbastanza rari. Fragilita’ ancora piu’ marcata pensando che le folgoriti possono raggiungere anche diversi metri di lunghezza. Ad oggi, ci sono diversi reperti conservati in vari musei. Il piu’ famoso e’ senza dubbio quello conservato nell’universita’ di Yale, ritrovato nel Connecticut, e lungo ben 4 metri. Un’altra folgorite e’ conservata nel museo di Storia Naturale di Londra, in realta’ divisa in spezzoni fino a 50 cm, anche se la dimensione originale era di 3 metri.

Proprio la considerazione fatta all’inizio sulla formazione sotterranea ci fa capire la difficolta’ nell’estrazione della folgorite. Immaginate un ramo di vetro lungo 4 metri sotterrato nella sabbia e delicatissimo se sollecitato.

Nel secolo scorso, i pezzi di folgorite erano utilizzati anche per produrre amuleti. Secondo la concezione che un fulmine non colpisce mai per due volte lo stesso punto, portare questi amuleti scongiurava questo genere di pericoli. Oggi, sappiamo che anche questa considerazione e’ falsa. Per farvi un esempio, molte folgoriti vengono ritrovate sul Monte Thielsen in Oregon, chiamato “il parafulmine della Catena delle cascate” a causa dei frequenti fulmini che vi cadono. Qui ovviamente non siamo al mare e le folgoriti si formano sugli strati esterni delle rocce, presentando un colore diverso a causa della diversa composizione di minerali.

Concludendo, la foto da cui siamo partiti si e’ rivelata un falso, immagine modificata e fatta girare su internet, come al solito, non dagli autori iniziali. Nonostante questo, presentare l’argomento ci ha permesso di parlare delle folgoriti. Queste stupende strutture si formano quando un fulmine colpisce la sabbia, liquefando la silice e formando strutture amorfe di sicuro impatto visivo.

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

500esimo post!

25 Lug

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Se devo essere sincero, solo un anno fa neanche io avrei mai creduto di poter arrivare fino a questo punto. Quello che state leggendo e’ il post numero 500 di questo blog.

In questo breve lasso di tempo, poco piu’ che un anno, abbiamo parlato di tantissime cose, sempre partendo dalla leggenda, dal catastrofismo, dai complotti ma puntando sempre nella stessa direzione. Spero di essere riuscito a trasmettere la passione e l’amore per la scienza anche a tutti quelli che, di loro natura, si sentono lontani dalla scienza perche’ la sentono troppo lontana, fredda, e, a volte, di difficile comprensione.

In primis, io stesso ho imparato tanto da questo blog. E’ fantastico vedere come concetti scientifici, magari sempre visti in un determinato ambito, siano la spiegazione e permettano la comprensione di cose completamente diverse.

Come sono solito dire, abbiamo creato una comunita’ in costante crescita di persone che tutti i giorni si scambiano idee e opinioni, offrendo un qualcosa in piu’ anche a chi, magari per la prima volta, si ritrova a navigare su queste pagine.

Grande aiuto in tal senso viene ovviamente dal forum, nato solo da poco tempo, ma che continua a crescere con ritmi molto buoni.

Arrivati a 500 post, penso di aver perso una quantita’ di ore di sonno e tempo libero ormai inquantificabile. Il vostro affetto e i vostri continui stimoli sono il volano che fa dimenticare tutto e ci consente di andare avanti, tutti insieme.

Grazie!

Matteo

 

Le nubi mammelolari

24 Lug

Diverse volte su questo blog abbiamo parlato di nuvole. In particolare, abbiamo affrontato il discorso cercando di analizzare le tante teorie che vorrebbero forme particolari di nubi in concomitanza o prima di un terremoto, ma anche per confutare tutti quei complottisti che di tanto in tanto vorrebbero nuove tipologie di nuvole formate dalla geoingegneria o dalle scie chimiche:

Una nuvola che fa pensare alla fine del mondo

Altra strana nube, questa volta in Giappone

Altra strana nube a Tulsa

Nuvole sismiche

Scoperta nuova nuvola

Perche’ avviene questo? La risposta e’ in realta’ molto semplice, il cielo e’ un laboratorio ideale, accessibile a tutti e, oggi come oggi, facilmente documentabile. Ognuno di noi puo’, alzando lo sguardo, osservare le nuvole che si formano e, ogni qual volta che vede qualcosa di non usale, impressionarsi. Detto questo, la comunicazione globale istantanea che abbiamo a disposizione, permette a tutti di ragiungere potenzialmente un vasto pubblico. Considerazione personale e’ che si dovrebbe sempre riflettere prima di scrivere qualcosa su internet. Molti ignorano il potenziale bacino di utenti che esiste, mentre altri sfruttano proprio questo fatto per divulgare il verbo fantascientifico.

Perche’ parlo di questo?

Negli ultimi giorni, diversi giornali hanno pubblicato foto molto belle di un particolare tipo di nuvola. Spesso pero’, purtroppo accade molto di frequente, gli articoli che trovate in rete sono completamente sprovvisti di una spiegazione scientifica che spieghi l’origine di questi fenomeni.

Gli articoli in questione si riferivano alla nuvole “Mammelolari”, anche dette “Mammatus”.

Di cosa si tratta?

Senza troppi giri di parole, vi mostro subuto una bellissima foto di questo fenomeno:

Nube Mammatus

Nube Mammatus

Come vedete, si tratta di nuvole dalla forma molto particolare, fatte a grumi con punti di salita e discesa. Proprio a questa particolare forma si deve il nome alla nuvola.

Cosa hanno di speciale queste nuvole?

Dal punto di vista complottista e catastrofista assolutamente nulla. Si tratta di formazioni nuvolose perfettamente conosciute e la cui formazione e’ nota. Dico questo per smorzare subito gli animi.

Nonostante questo, e’ invece interessante capire il processo che porta alla formazione delle mammatus.

Queste nuvole si formano in presenza di corenti ascensionali molto intense e con un umidita’ molto elevata negli strati bassi. Questo spostamento di aria, puo’ portare fino alla tropopausa enormi quantita’ di acqua che, salendo verso l’alto, si trasforma in cristalli di ghiaccio.

Quando il temporale e’ passato, lontano dalla corrente ascensionale, il ghiaccio tendera’ a scendere a causa del proprio peso. Ora, quando i piccoli cristalli di ghiaccio escono dalla zona della nube, incontrano aria molto fredda e secca. La variazione di condizioni, comporta la sublimazione dell’acqua che dunque ripassera’ dallo stato solido, cristalli di ghiaccio, a quello aeriforme, vapore acqueo, risalendo verso l’alto.

Data la grande quantita’ di ghiaccio presente, perche’ portata dalla corrente iniziale, questo moto di discesa e sublimazione si presentaera’ con una certa regolarita’ lungo l’area della nube. Proprio questo movimento comporta la formazione della Mammatus con la sua caratteristica forma.

Dal momento che per la formazione e’ richiesta una umidita’ molto elevata, proprio questi giorni di afa, e spesso con temporali pomeridiani, possono portare alla formazione di queste nuvole. Tra l’altro, lo spettacolo piu’ bello si ha quando la nube riflette i raggi solari assumendo una colorazione variopinta in corrispondenza delle salite e delle discese. Ecco un esempio di questo caso:

Nube Mammatus colpita da raggi solari

Nube Mammatus colpita da raggi solari

Concludendo, molto spesso ci capita di parlare di nubi a causa della facilita’ di visualizzazione per il vasto pubblico. Se a questo si aggiungono i catastrofiti e gli utenti impensieriti d qualche fine del mondo, ecco qui che le foto scattate diventano molto popolari in poche ore.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

L’esperimento della goccia di pece

23 Lug

Pochi giorni fa, e’ stata annunciata la notizia che finalmente e’ stato possibile riprendere uno degli esperimenti scientifici piu’ lunghi, secondo alcuni anche piu’ noioso, della storia.

Di cosa si tratta?

L’esperimento in questione e’ quello della goccia di pece. Come sapete bene, la pece e’ quella sostanza di colore nero, ricavata dai bitumi e da legni resinosi. In condizioni normali, la pece si presenta come un solido, tanto che e’ possibile romperla utilizzando un martello.

Confronto tra fluidi ad alta e bassa viscosita'. Fonte: Wikipedia

Confronto tra fluidi ad alta e bassa viscosita’. Fonte: Wikipedia

Anche se apparentemente sembra un solido, la pece e’ un fluido, precisamente un fluido ad altissima viscosita’. Come sapete, la viscosita’ di un fluido indica la resistenza della sostanza allo scorrimento. L’animazione riportata aiuta a capire bene la differenza tra fluidi ad alta e bassa viscosita’ quando questi vengono attraversati da solidi.

Bene, cosa c’entra la pece con questo esperimento?

Come anticipato, la pece e’ in realta’ un fluido ad alta viscosita’. Detto questo, anche se con tempi molto lunghi, questa sostanza deve comportarsi come un fluido. Sulla base di questa considerazione, e’ possibile realizzare un esperimento per misurare la viscosita’ della sostanza facendola scendere all’interno di un imbuto.

Il primo che propose questo esperimento fu il professor Thomas Parnell dell’università del Queensland. Parnell prese un pezzo di pece, lo sciolse e lo fece colare all’interno di un cono di vetro. Questo venne fatto addirittura nel 1927.

Per poter iniziare l’esperimento, fu necessario far raffreddare la pece, operazione che duro’ circa 3 anni, fino al 1930. Solo a questo punto, la parte finale del cono venne rotta formando un imbuto. Dal momento che la pece e’ un fluido, si devono osservare delle gocce cadere dall’imbuto.

Facile, direte voi. E’ vero, ma per eseguire questo esperimento serve tanta tanta pazienza.

Non ci credete?

La prima goccia di pece, cadde dopo ben 9 anni! Lo stesso avvenne per le gocce successive. Ecco una tabella riassuntiva dell’esperimento:

Data Evento Durata(Mesi) Durata(Anni)
1927 Inizio dell’esperimento: la pece viene versata nell’imbuto sigillato
1930 Il fondo dell’imbuto viene aperto
Dicembre 1938 Caduta della prima goccia 96-107 8-8,9
Febbraio 1947 Caduta della seconda goccia 99 8,3
Aprile 1954 Caduta della terza goccia 86 7,2
Maggio 1962 Caduta della quarta goccia 97 8,1
Agosto 1970 Caduta della quinta goccia 99 8,3
Aprile 1979 Caduta della sesta goccia 104 8,7
Luglio 1988 Caduta della settima goccia 111 9,3
28 novembre 2000 Caduta dell’ottava goccia 148 12,3

Perche’ questo esperimento e’ stato ritirato fuori in questi giorni?

Come evidenziato dalla tabella, sono state effettivamente osservate le gocce di pece cadere nel bicchiere sottostante, ma fino ad oggi, nessuno era mai riuscito a filmare la goccia che cadeva. In occasione dell’ottava goccia nel 200o, la telecamera che era stata montata era guasta, per cui si perse questo importante momento.

Seguendo il link, potete vedere il filmato della fatidica goccia che cade:

Video goccia di pece

Dai tempi misurati nell’esperimento, si e’ ricavato che la pece ha una viscosita’ pari a 230 miliardi di volte quella dell’acqua!

Durante questi 83 anni, l’esperimento e’ sempre stato in funzione e, nei primi anni del 2000, quando ci si rese conto che le variazioni di temperatura potevano modificare la viscosita’ della pece, la campana che conteneva l’apparato e’ stata termalizzata in modo da mantenere costanti i parametri.

Nel 2005, in memoria del professor Parnell, venne assegnato all’esperimento della goccia di pece l’IG Nobel, parodia, ormai seguitissima, del piu’ cleebre premio Nobel.

A parte gli scherzi, si tratta di un esperimento utile per evidenziare proprieta’ dei fluidi ad alta viscosita’. Certo, oggi come oggi, le misure sono state fatte, ma l’esperimento e’ ancora in corso perche’ rappresenta ormai un simbolo sia dell’universita’ del Queensland sia una memoria storica della fisica.

Se avete tempo libero, ma ne serve molto, potete ache seguire in diretta l’esperimento, collegandovi a questo link:

Diretta Pece

Dal punto di vista chimico-fisico, i fluidi alta viscosita’ sono assolutamnete interessanti e dalle proprieta’ a dir poco strabilianti. Anche il vetro, classificato come sostanza amorfa, puo’ essere definito un fluido ad alta viscosita’. Proprio per questo motivo, alcune vetrate delle chiese piu’ antiche, mostrano delle forme allargate verso il basso, caratteristica dovuta proprio al lento movimento del fluido.

Certamente, oggi come oggi non stiamo parlando di un esperimento in grado di stravolgere la fisica, ma di un’esperienza importante dal punto di vista storico e sicuramente curiosa per noi abituati alla comunicazione e ai risultati immediati. Punto a favore, e’ certamente il costo zero dell’esperimento che richiede solo un po’ di aria condizionata per termostatare il piccolo apparato.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Perforazione geotermica e terremoto in Svizzera

22 Lug

Come sapete bene, il tema del fracking e’ sempre di grande attualita’, non solo per il possibile sfruttamento dello shale gas, importantissimo per il nostro fabbisogno energetico, ma anche per la dimostrata relazione tra il ricorso a queste tecniche e l’insorgenza di lievi scosse di terremoto.

Di fracking abbiamo parlato in questi articoli:

Una prova del fracking in Emilia?

Fratturazione idraulica

mentre il discorso sul gas di scisto e’ stato affrontato in questo articolo:

Scisti e gas naturale

Anche nel post di ieri:

Ancora sulla terra che ribolle

parlando del fenomeno della terra che ribolle in Emilia, eravamo tornati a parlare di questa tecnica, commentando i risultati delle presunte analisi indipendenti condotte su campioni di fango prelevati nella zona. Molto interessante, per chi non l’avesse seguita, e’ la discussione che si e’ scatenata nei commenti, con punti di vista differenti sui terremoti in generale.

La connessione tra fracking e terremoti e’ presto compresa. Come sappiamo, in questa tecnica fluidi ad alta pressione vengono inniettati nel sottosuolo appunto per rompere le rocce ed estrarre il gas. Le sollecitazioni portate da queste rotture possono, in alcuni casi, innescare leggere scosse di terremoto indotte. Come e’ facile capire, parliamo di scosse che non superano mai il quarto grado della scala Richter e che hanno l’epicentro localizzato molto vicino alla superficie.

Perche’ torniamo su questi argomenti?

Proprio oggi sono apparsi su diversi quotidiani gli articoli che parlano di una nuova evidenza di connessione tra questi fenomeni. Come sicuramente avrete letto, sabato, nelle prime ore del mattino, in Svizzera, precisamente nella zona di San Gallo, e’ stata avvertita una scossa di M3.6.

Da cosa e’ stata generata?

Sia il servizio sismico Svizzero che il Servizio sismologico del Politecnico federale di Zurigo concordano che la scossa potrebbe essere legata, con notevole probabilita’, alle perforazioni in corso per la realizzazione di una nuova centrale geotermica nel Cantone.

La centrale geotermica, prevede l’estrazione di acqua a 140 gradi ad una profondita’ di 4500 metri dalla superificie. Questo calore dovrebbe essere usato per produrre una quantita’ di energia sufficiente ad alimentare la meta’ delle case di San Gallo. Ovviamente, per realizzare l’opera, sono necessarie trivellazioni fino alla profondita’ citata.

Nei giorni scorsi, gli abitanti della zona avevano gia’ avvertito leggerissime scosse di terremoto dovute a queste perforazioni, ma niente superiore a M2.

Cosa e’ successo in seguito?

Ovviamente, parlando di centrale geotermica, non stiamo parlando di fratturazione idraulica. La connessione viene pero’ in seguito ad un inconveniente che si e’ avuto nella zona dei lavori. Durante le perforazioni, i tecnici si sono accorti della fuoriuscita di gas ad alta pressione nel pozzo di trivellazione. Capite bene che questa fuoriuscita poteva rappresentare un pericolo reale, non solo per gli operai coinvolti nel lavoro. Per arginare la fuga, la decisione e’ stata quella di pompare 650 metri cubi di fango per interrompere la fuoriscita di gas.

L’immissione di fango nel sottosuolo, molto simile alla tecnica utilizzata per la fratturazione idraulica ha scatenato, dopo poche ore, un terremoto di M3.6 con un epicentro a soli 4 kilometri di profondita’, esattamente dove era stata localizzata la fuga.

Fortunatamente, non ci sono stati danni a seguito del sisma ma un terremoto di questa intensita’, con un epicentro cosi’ superficiale, potrebbe, in alcuni casi, provocare danni alle abitazioni.

A seguito di questo accaduto, si e’ deciso di interrompere i lavori per la realizzazione della centrale, rimandando dopo qualche giorno la decisione se continuare o meno l’opera.

Questa non e’ la prima volta che in Svizzera si registra un caso del genere. Nel 2006, sempre durante i lavori per la realizzazione di una centrale geotermica, venne registrato uno sciame sismico, con un picco M3, nella zona di Basilea. A seguito di questo sciame, ‘lopera venne definitivamente abbandonata.

Ora, come evidenziato negli altri articoli, non mi sento assolutamente di demonizzare l’utilizzo della fratturazione idraulica o l’estrazione del gas di scisto. A mio avviso, questa tecnica necessiterebbe pero’ di ulteriori studi atti a capire meglio le procedure e soprattutto gli effetti di queste immissioni nel terreno. Come detto in precedenza, il risvolto economico ha spinto troppo velocemente all’utilizzo del fracking. Parlando di shale gas, parliamo di riorse enormi che aspettano solo di essere sfruttate. Questo ovviamente ha fatto chiudere gli occhi per estrarre il gas, tralasciando importanti e necessari studi che dovrebbero essere condotti a livello di ricerca.

Questa nuova notizia, non fa altro che confermare la relazione tra fracking, o comunque immissione di fluidi nel terreno, e terremoti di lieve intensita’. Mio personale punto di vista e’ che se le societa’ private, ma anche i governi, sono cosi’ interessati allo sfruttamento di queste risorse, allora dovrebbero prima di tutto investire capitali in ricerca, in modo da rendere queste tecniche le piu’ sicure e controllate possibile.

 

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Ancora sulla Terra che ribolle

22 Lug

Visto che e’ un argomento che interessa molto, torno per un breve aggiornamento sulla faccenda della terra che ribolle in Emilia Romagna. Come visto in questi articoli:

Ad un anno dal sisma, la terra ribolle in Emilia

Ultime news sulla terra che ribolle a Mantova

in due comuni dell’Emilia si erano registrati dei fenomeni di fuoriuscita di gas dal terreno, accompagnate da un rumore come di ribollimento sotto la superficie.

Nei post precedenti, avevamo mostrato non solo le nostre considerazioni, ma anche i risultati preliminari sull’emissione di gas. Come evidenziato piu’ volte, questo genere di fenomeni possono essere prodotti da tante cause, molte naturali, e, al contrario di quanto vorrebbero farvi credere in rete, non preannunciano assolutamente un terremoto in arrivo.

Nei post precedenti, diverse volte ci siamo chiesti come mai ci volesse tutto questo tempo per portare risultati definitivi e oggettivi di un campione di terreno. Proprio in questi giorni, e’ stato mostrato il perche’. Purtroppo, la risposta al questito non viene certo da incapacita’ nell’effettuare analisi, bensi’ nella solita mancanza di fondi alal ricerca italiana.

Andiamo con ordine.

Alessandro Favia, un consigliere regionale del Movimento 5 stelle, avrebbe prelevato un campione di terreno e lo avrebbe fatto analizzare autonomamente. In un articolo scritto sul suo blog:

Favia analisi terra

dice che i risultati, ripeto condotti su un campione di fango, mostrano la presenza di idrocarburi nel terreno, oltre a concentrazioni elevatissime di acido butirrico.

Cosa significa questo?

Non vorrei sembrare il solito malpensante, ma scrivere un articolo del genere non significa assolutamente nulla. Dal punto di vista scientifico, si dovrebbe prima di tutto spiegare come e dove e’ stato raccolto il campione di terreno. Inoltre, dire “quantita’ elevate” di qualcosa non significa nulla. Nelle scienze, tanto o poco non hanno senso, tutto deve essere accompagnato da numeri. Dal momento che ci sono state analisi, perche’ non vengono mostrati i risultati?

Nonostante questa mia considerazione personale, andiamo oltre. Il fatto di avere idrocarburi non significa nulla. Quali idrocarburi? In che quantita’? Dal momento che diverse volte Favia si e’ schierato contro la fratturazione idraulica e le perforazioni in generale, non vorrei che il suo fosse un messaggio per spingere l’opinione pubblica verso l’idea di una perforazione in corso. Ovviamente, anche qui ci siamo schierati contro il fracking, mostrando le notevoli pecche attuali di questa tecnica e la richiesta di maggiori studi in campo scientifico prima di un utilizzo massiccio. La mia non vuole essere un’accusa verso questa iniziativa molto lodevole del consigliere, solo che per poter discutere servono numeri.

Personalmente, anche la presenza di acido butirrico mi sembra alquanto strana. Nell’articolo si parla di quantita’ molto elevate. Ma elevate quanto? L’acido butirrico ha tra le sue proprieta’ quella di avere un odore pestilenziale e nauseabondo. Come potete leggere nell’articolo di wikipedia:

Wikipedia Acido Butirrico

questo acido viene prodotto nella fermentazione di alcuni formaggi. A causa del suo odore, un riversamento di questa sostanza nel terreno sarebbe “percepibile” anche a distanza elevata.

Ritornando all’articolo, vorrei invece parlare dei commenti che trovate in fondo. Come potete leggere, nella discussione e’ intervenuta anche Fedora Quattrocchi, una dirigente di ricerca tecnologa dell’INGV. Come spiegato nel suo commento, il motivo del ritardo nel conoscere i risultati delle analisi e’ dovuto al fatto che, molto spesso, le iniziative di questo tipo nello studio di fenomeni del genere vengono fatte su base volontaria. La dr.ssa Quattrocchi e’ responsabile di un gruppo di ricerca composto principalmente di precari, molto spesso pagati per condurre ricerche esterne. Proprio per questo motivo, le analisi di questo tipo possono essere condotte solo durante il tempo libero.

Come detto sempre nel commento, la priorita’ dell’INGV, aggiungo io giustamente, era quella di creare una rete sismica affidabile e che consentisse di monitorare e registrate tutti i terremoti nel nostro territorio. Ora, la rete e’ abbastanza completa e la stessa Quattrocchi auspica che in futuro maggiore attenzione verra’ posta nello studio delle emissioni dal terreno. Come sappiamo, anche se non e’ quello di Mantova il caso, queste emissioni potrebbero essere importanti anche per capire meglio i precursori sismici o comunque per aiutare ad avere un quadro piu’ completo della dinamica prima, durante e dopo un sisma.

Sempre nel commento, impariamo anche un’altra cosa molto curiosa. L’ARPA, cioe’ l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, non e’ tenuta a contattare l’INGV qualora venisse a conoscenza di emissioni di fluidi e gas dal terreno. In tal senso, l’ARPA si puo’ limitare a fare un sopralluogo prendendo atto delle emissioni, ma senza contattare gli esperti dell’INGV. Analogamente, anche le compagnie petrolifere, che ovviamente conducono studi e molto spesso hanno esperti sismologi interni, non sono assolutamente tenute per legge a condividere i loro risultati con l’INGV.

Personalmente, trovo queste evidenze una notevole falla o mancanza legislativa. Nel momento in cui esiste un istituto nazionale che si occupa di questi fenomeni, mi sembrerebbe d’obbligo che altri enti condividano con questo istituto evidenze, informazioni o analisi.

Concludendo, abbiamo finalmente capito perche’ c’e’ tutto questo ritardo per conoscere i risultati delle analisi sulla terra che ribolle. Le analisi indipendenti, fatte da un consigliere regionale, mostrerebbero, il condizionale e’ dobbligo vista la non condivisione dei risultati, valori elevati di idrocarburi e acido butirrico nel terreno della zona. Come abbiamo visto, la mancanza di fondi e la mancanza di condivisione delle informazioni non regolamentata a livello legislativo, rendono il lavoro del nostro INGV molto difficile. Speriamo che prima o poi la situazione si sblocchi, anche perche’ molto spesso abbiamo parlato di prevenzione e studi necessari come unica arma per comprendere e anticipare i terremoti.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

I segreti delle ragnatele

21 Lug

In questi giorni per ben due volte ho sentito parlare di ragnatele, sentendo queste opere utilizzate come metafore. Proprio da qui, mi e’ venuta la curiosita’ di scrivere un articolo specifico su questo argomento, noto a tutti nel senso stretto del termine, ma forse non troppo specificatamente dal punto di vista ingegneristico.

Come e’ noto, le ragnatele vengono create per lo scopo principale di procurare cibo. Gli insetti restano infatti intrappolati sulle tele fornendo ottimi spuntini ai ragni. Oltre a questa funzione vitale, solo pochi giorni fa avevamo parlato di un altro fenomeno:

Quando gli angeli perdono i capelli

Come visto, le ragnatele possono essere utilizzate anche per le migrazioni dei ragni, che si lasciano trasportare insieme alle loro tele dal vento, riusciendo a percorrere anche tratti molto lunghi senza fatica.

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Da cosa sono composte le ragnatele?

Biologicamente, la seta viene prodotta da speciali ghiandole dette filiere. Il filo e’ ricco di catene di aminoacidi tra cui glicina, serina e alanina la cui composizione puo’ leggermente variare in base alla specie. All’interno delle filiere, la seta e’ ovviamente in forma liquida e solidifica non appena fuoriesce dal ragno.

Per essere precisi, ci sono due tipologie di seta che vengono utilizzate per preparare una tela. La prima e’ appicicosa e serve per intrappolare gli insetti. Se vogliamo, questa offre solo il materiale di cattura. Ben piu’ interessante e’ la cosiddetta seta dragline, che costituisce invece l’elemento strutturale della ragnatela.

Come viene costruita la ragnatela?

Ovviamente, in base al punto in cui si deve operare, ci saranno procedure leggermente diverse. Come sappiamo bene, ci sono ragnatele angolari, orizzontali, verticali, ecc. In tutte queste strutture, troviamo pero’ fili radiali e fili circolari, con funzioni diverse. I punti piu’ importanti della tela stessa, sono ovviamente quelli di ancoraggio dei fili alla superficie.

Le ragnatele sono da sempre sudiate nel campo dei materiali proprio grazie alle loro stupefacenti caratteristiche di resistenza. Come anticipato, la prima proprieta’ fondamentale e’ da ricercarsi proprio nella dragline. Per darvi un’idea, il carico di rottura di questa seta, cioe’ la pressione da esercitare per spezzare un filo, e’ paragonabile a quella dei migliori acciai sul mercato. Se pensiamo che pero’ questo materiale ‘e molto meno denso dell’acciaio, abbiamo dei carichi di rottura normalizzati alla densita’ che rendono la dragline fino a 5 volte piu’ resistente dell’acciaio. Proprio questa straordinaria proprieta’ ha richiamato molti studi sulle ragnatele appunto per imitare la natura nella ricerca di materiali sempre piu’ resistenti o in grado di resistere a carichi elevati.

Come e’ noto, ingegneristicamente, per costruire una struttura con determinate qualita’ non basta utilizzare materiali specifici, anche la struttura stessa deve essere studiata per lo scopo. Cosa significa questo? Anche la costruzione delle ragnatele avviene con criteri specifici e che rendono queste opere straordinarie.

Come evidenziato da studi e simulazioni nanometriche fatte, una tela di ragno ha la capacita’ di essere perturbata non linearmente con un carico. Questo comportamento e’ opposto a quello che normalmente avviene in natura. Facciamo un esempio per capire meglio. Se abbiamo un problema ad un ginocchio, possiamo ugualmente camminare ma con il rischio che, a causa del precario equilibrio, anche la colonna vertebrale possa subire danni. La ragnatela si comporta invece in modo opposto. Se, per qualche motivo, una parte di tela si rompe o cede, la struttura e’ realizzata in modo da non compromettere la funzionalita’ del complesso. Poiche’ la produzione di seta e’ un processo molto dispendioso per il ragno, questo comportamento consente di poter recuperare la tela senza dover ricominciare da capo.

Inoltre, la seta gode di ottime proprieta’ elastiche. Proprio questa caratteristica fa si che dopo la cattura di un insetto, la struttura entri in vibrazione facendo capire al ragno che la cena e’ pronta.

Come anticipato, le ragnatele sono da sempre studiate dagli esperti non solo per carpire i segreti della materia prima utilizzata ma anche per emulare la struttura per l’ottimizzazione dei punti di ancoraggo di ponti sospesi, sopraelevate, ecc. Come osservato innumerevoli volte, una tela di ragno e’ in grado di resistere addirittura alla violenza di un uragano.

Concludendo, le ragnatele sono assolutamente uno spettacolo di natura. Osservare questi manufatti ci consente di capire molte cose sia dal punto di vista chimico sia per le caratteristiche ingegneristiche delle strutture e delle tele utilizzate. Come visto, le ragnatele presentano doti meccaniche molto migliori di quelle dei materiali attualmente utilizzati nelle costruzioni. Sicuramente, osservare la natura ci puo’ consentire di comprendere al meglio le soluzioni utilizzate da specie animali, ben piu’ antiche dei nostri attuali edifici.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

Le profezie di Benjamin Solari Parravicini

21 Lug

Diversi utenti mi hanno contattato sia sul blog, nella sezione:

Hai domande o dubbi?

che sul forum:

Forum Psicosi 2012

per chiedermi di analizzare la figura di Benjamin Solari Parravicini.

Purtroppo, non si sente parlare spesso di Parravicini, anche se e’ stato autore di numerosissime profezie riguardanti diversi campi ed, in particolare, le sue profezie venivano fatte in modo diverso rispetto a quelle a cui siamo abituati.

Iniziamo parlando della vita di Parravicini per inquadrare meglio il personaggio. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un pittore dellAmerica Latina nato a Buonos Aires nel 1889 e morto nel 1974. Fin dalla giovane eta’, aveva mostrato ottime doti nella pittura. Divenne professore nel liceo artistico della capitale argentina, direttore della “Galería de Exhibición de la municipalidad de Buenos Aires” e organizzo’ diverse mostre nel suo paese ed in Europa.

Oltre che per le sue doti nella pittura, Parravicini e’ famoso anche per i suoi disegni profetici. Si tratta di schizzi fatti a mano libera, che mostrano avvenimenti futuri accompagnati sempre da un breve messaggio profetico. In diverse occasioni, il pittore dichiaro’ di disegnare queste opere in uno stato di non coscenza mentre una voce femminile gli dava suggerimenti nell’orecchio.

Nella sua vita, Parravicini realizzo’ circa 700 disegni profetici, molti dei quali hano diverse interpretazioni o vengono associati a diversi avvenimenti futuri o gia’ passati.

Perche’ e’ cosi’ interessante Parravincini?

Come detto, molti disegni vengono associati a fatti gia’ accaduti nel ‘900 e, proprio per questo motivo, leggendo soprattutto in rete, trovate molte fonti pronte a giurare che molte profezie si siano gia’ avverate. In questo senso, potete leggere di come Parravicini avesse predetto la caduta del fascismo e del nazismo, la prima atomica, la morte di Kennedy, l’attentato alle torri gemelle. Alla luce di questi “successi”, molti si interrogano sulle profezie future e sull’interpretazione dei disegni del pittore.

Andiamo con ordine, ma soprattutto cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulla cosa.

Come spesso accade, quando sentiamo dire che una profezia si e’ esattamente avverata, dobbiamo considerare che si tratta “sempre” di interpretazioni successive all’avvenimento. Ad oggi, nessun e dico nessun evento e’ stato predetto in anticipo utilizzando qualche profezia fatta in precedenza. Questo solo per puntualizzare.

Mi spiego meglio. Generalmente, le profezie vengono fatte utilizzando simbolismi particolari, disegni criptici, metafore, ecc. In questo modo, non abbiamo mai una profezia chiara, pulita e ben identificabile nei modi e nei tempi. Ciascuna profezia, implica sempre un’interpretazione che deve essere fatta. In questo modo, e’ difficile dire se la profezia e’ stata rispettata o no. Tutte le volte, c’e’ qualcuno che prova a dare un’interpretazione e poi, quando sistematicamente non avviene nulla di quanto previsto, si dice che l’interpretazione era in realta’ sbagliata. In alternativa, si ricorre alla interpretazione successiva. Accade qualcosa? Bene, andando a ripescare le profezie fatte, si evidenzia come fosse possibile attribuire un’interpretazione al messaggio profetico, in grado di annunciare l’avvenimento “ormai passato”.

Ad oggi, non ho mai visto una profezia che dice tale giorno a tale ora succedera’ questo. Sarebbe troppo facile smentirla o confermarla senza ricorrere alle interpretazioni piu’ varie fatte da personaggi discutibili.

Detto questo, torniamo a Parravicini. Anche in questo caso, parliamo di interpretazioni date ai disegni del pittore. Non dovete sorprendervi del fatto che si parli di atomica, Mussolini o nazismo. Come detto all’inizio, Parravicini visse dal 1889 al 1974 dunque, vide nella sua vita tutti questi avveimenti. Perche’ sottolineo questo fatto? Su alcuni siti trovate scritto che Parravicini parlo di atomica molto prima che gli scienziati capirano di poter utilizzare l’energia del nucleo. Questo e’ assurdo. Parravicini parlo’ prima di tutto di guerra atomica con nazioni che si distruggerebbero tra loro in un messaggio profetico del 1950. Dunque, il pittore sapeva della potenza di questi ordigni e parlo’, ripeto in un disegno senza indicazioni temporali, di questo fatto.

Ci sorprende questo? Personalmente direi di no. E’ una profezia comprensibile che potremmo fare anche noi oggi. Prima o poi, se continuiamo di questo passo, qualcuno lancera’ un’atomica per distruggere una nazione nemica. E’ possibile? Purtroppo si, vista la pericolosita’ dell’essere umano per i suoi simili.

Nei disegni di Parravicini, molto spesso si fa riferimento invece ad una data specifica, o meglio ad un anno particolare. “Finalmente”, dico io. Come potete leggere nella vasta bibliografia, diverse volte ricorre l’anno 2002 nei disegni del pittore. Secondo Parravicini, questo sarebbe stato un anno di svolta epocale. Nella sua visione della vita, ci sarebbe stato un momento di passaggio verso una nuova era spirituale in cui gli alieni si sarebbero mostrati, la Chiesa avrebbe subito grandi stravolgimenti e l’essere umano avrebbe attraversato momenti molto difficili. Queste sofferenze sarebbero poi terminate nel 2002, anno in cui sarebbe iniziata la nuova era di pace. Ripeto, questa e’ un’indicazione precisa data da Parravicini in molti disegni, di volta in volta accompagnata da messaggi preoccupati prima e di serenita’ dopo.

Finalmente un’indicazione precisa. Per chi non lo sapesse, adesso siamo nel 2013. Il 2002 e’ passato da ben 11 anni e niente di quanto previsto dal pittore e’ accaduto.

Nonostante questo, e’ molto interessante continuare ad analizzare le altre profezie.

Molte delle profezie di Parravicni, riguardano la chiesa e il papato. In particolare, in alcuni disegni si parla di una nuova era della Chiesa, preceduta da anni molto bui. Questo e’ uno dei disegni maggiormente citati e che e’ stato mostrato anche nel forum:

Parravicini 1938

Parravicini 1938

Nel massaggio contenuto, secondo molte interpretazioni, Parravicini fa riferimento alla nuova era di pace a cui abbiamo gia’ accennato. Mi spiego meglio. Nella sua visione, dopo i fatti terribili che riguarderanno l’uomo e la Chiesa, la nuova era sara’ guidata dalle idee di un solo Dio. Proprio per questo motivo, nel messaggio si parla di Cristiani e Protestanti insieme, in particolare si dice che la messa sara’ Protestante senza saperlo e i protestanti saranno cattolici senza saperlo.

Ora, secondo alcune interpretazioni, questo messaggio indicherebbe invece una profezia per qualcosa che dovrebbe accadere da qui a breve. Sempre nella didascalia del disegno si dice che il Papa si allontanera’ dal Vaticano in viaggio e arrivera’ in America. Secondo queste interpretazioni, il papa in questione e’ proprio Francesco. Ora, se consideriamo che ci sara’ la Giornata Mondiale della Gioventu’ in Brasile e che il Papa sara’ li, il messaggio riguarda proprio questo fatto e potrebbe preanunciare qualcosa che dovrebbe avvenire a breve. In particolare, facendo riferimento agli altri messaggi, si dice che questo sara’ proprio il picco prima del riordino della Chiesa e della civilta’ umana. Vi ricordo pero’ che l’anno di questa svolta era il 2002, e non e’ successo nulla.

Per farvi capire l’assurdita’ di queste affermazioni, non e’ assolutamente la prima volta che un ponteficie viaggia in Sud America. Ogni qual volta accade questo, c’e’ sempre qualcuno che in rete riprende questo disegno e anuncia catastrofi in concomitanza con il viaggio.

Detto questo, e’ interessante parlare anche di un’altra profezia, o meglio di un’interpretazione fatta, che riguarda Parravicini e le olimpiadi di Londra che ci sono state nel 2012. L’anno scorso, molti catastrofisti erano scatenati nell’annunciare eventi terribili durante le olimpiadi di Londra: invasioni aliene, guerre atomiche, inizio di una nuova guerra tra Stati Uniti e Russia, ecc. Il motivo di tutto questo? Semplice, questo disegno di Parravicini:

Parravicini 1972

Parravicini 1972

Cosa rappresenta?

Secondo queste interpretazioni, la torica rappresenterebbe le Olimpiadi mentre la figura che vedete disegnata con la falce in mano e’  l’Angelo della Morte. Come facciamo a dire che si tratterebbe proprio delle Olimpiadi di Londra? La Campana disegnata indicherebbe la Campana piu’ grande del mondo , circa 27 Tonnellate, suonata durante la cerimonia di apertura dei giochi e simbolo della manifestazione stessa:

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Il serpente ricorderebbe invece l’Arcelormittal Orbit Tower, costruito proprio per i giochi di Londra e dalla forma di un serpente:

ArcelorMittal-Orbit-big

Sempre in questa interpretazione, la sagoma della figura rappresentata nel disegno sarebbe una stilizzazione della stessa forma dell’area del villaggio olimpico di Londra.

E’ possibile tutto questo? Un anno fa, saremmo stati qui ad analizzare quanto detto, mostrando la forzatura di queste interpretazioni, e la notevole fantasia mostrata su internet. Come anticipato pero’, siamo nel 2013, condizione per cui possiamo smentire senza giri di parole questa profezia.

Ovviamente, trattandosi di interpretazioni, quando la profezia non si avvera, ci si limita a dire che e’ stato commesso qualche errore e che il disegno riguarda in realta’ qualche altro avvenimento del futuro che ancora non abbiamo capito.

Prima di concludere, visto che ne abbiamo parlato all’inizio, vorrei mostrarvi l’origine della profezia delle Torri Gemelle che secondo alcuni sarebbe stata predetta da Parravicini. Il tutto nasce da questo disegno:

Parravicini 1939

Parravicini 1939

Senza dover ricorrere a troppa fantasia, il disegno rappresenta la Statua della Liberta’, simbolo degli Stati Uniti e, se vogliamo, di democrazia. Nel suo messaggio il pittore dice che la liberta’ del Nord America perdera’ la sua luce e la sua torcia non brillera’ piu’. Questo perche’ il monumento verra’ colpito due volte. Come potete facilmente immaginare, secondo alcuni questa sarebbe la previsione dell’attentato delle Torri Gemelle. Ora, se vogliamo essere pignoli, Parravicini parla di attacchi alla statua della liberta, che e’ ancora al suo posto. Molto facilmente si puo’ associare il “colpito due volte” con le torri gemelle, ma gli aerei dell’11 settembre erano piu’ di due. Perche’ faccio questo ragionamento? Solo per farvi vedere come sia possibile attribuire ciascun simbolismo a cose diverse. Ovviamente, l’associazione “due colpi” con le torri gemelle e’ immediata. Anche in questo caso pero’, non c’e’ assolutamente nessun riferimento alla data e ogni interpretazione puo’ essere data. Leggendo quanto scritto, si potrebbe benissimo pensare ad un attacco alla Statua della Liberta’, visto che si parla di simboli, di torcia, di luce.

Concludendo, trovo i disegni di Parravicini molto interessanti e sicuramente diversi dalle solite profezie, se non altro perche’ presentano sia una parte grafica che scritta. Come visto, al solito, si tratta di disegni senza indicazioni temporali e con un messaggio che necessita’ di un’interpretazione. In questo caso, e’ sempre possibile parlare di porfezia avverata successivamente alla luce di una qualche interpretazione o di avvenimento che dovrebbe accadere a breve. A differenza di altri casi, lo stesso Parravicini indica diverse volte il 2002 come anno di svolta e inizio di una nuova era mondiale. Ad oggi, possiamo affermare senza problemi che nulla di tutto questo e’ accaduto. L’altra importante e molto citata interpetazione, riguarda invece una profezia pensata per le olimpiadi di Londra del 2012. Come sappiamo bene, anche in questo caso, la profezia (o l’interpretazione) si e’ rivelata completamente sbagliata.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.