9 Risposte to “Deposito superficiale e Parco tecnologico …. spada di Damocle o opportunità?”

  1. Renato gennaio 4, 2015 a 6:50 pm #

    Ciao Matteo,
    Sono felicissimo di trovare un tuo articolo dopo tanto tempo.
    L’argomento é complesso e credo mi riguardi da vicino, visto che anni fa si pensava di fare una centrale nucleare a pochi chilometri da dove vivo. Immagino che i criteri per la scelta del sito siano molto simili.
    In linea di massima sono favorevole e spero che tutto questo si riveli una possibilità di sviluppo in questo momento di crisi, tuttavia già immagino il clamore e le conseguenze della scelta del sito.
    Legambiente, wwf, ecologisti vari ed eventuali più i vari gruppi “noaqualsiasicosa”, magari anche qualche partitello politico che cerca voti… Le ultime azioni dei no-tav sono un’indicazione abbastanza preoccupante.
    Sembra che stiamo tornando al medioevo e alla caccia all’untore.
    Basta un qualsiasi idiota che farnetica di scie chimiche o neve chimica per raccogliere uno stuolo di approvazioni e proseliti, mandando a farsi benedire la scienza e il metodo scientifico.
    Che tristezza.
    Renato.

    • psicosi2012 gennaio 4, 2015 a 9:35 pm #

      Ciao Renato,
      anche per me è un piacere tornare a scrivere e, soprattutto, trovare come primo commento una tua riflessione, come sempre, non banale e ricca di spunti di riflessione.

      Per prima cosa, molte delle zone identificate 30 anni fa per la costruzione dei reattori, oggi non sarebbero tali per via dei nuovi criteri stabiliti a livello mondiale e, soprattutto, in seguito alla ridefinizione delle mappe sismiche per il nostro paese.

      Condivido a pieno il tuo pensiero sul medioevo e sul NO senza se e senza ma e …. soprattutto senza sapere di cosa si sta parlando. A mio avviso, la SOGIN ha stabilito un piano di lavoro e di informazione pensato proprio per impedire l’espandersi di falsi miti e mistificazione da parte dei soliti (tutti inclusi) che vogliono solo guadagnare qualcosa spostando l’opinione pubblica in un senso piuttosto che in un altro. Purtroppo, in Italia, questo avviene costantemente e per gli argomenti più disparati.

      Il mio personale punto di vista, è quello descritto nell’articolo. Senza voler rivangare il passato, il referendum, ecc., parliamo di presente. Oggi, l’unico modo per capire come gestire le scorie è quello di fare ricerca. Questo potrebbe consentici di ridurre la vita media dei prodotti attivati e, comunque, di definire una gestione più sostenibile di questi prodotti. Ora, prima di parlare di comuni, province o regioni, le persone devono capire l’imprtanza di quello che si vuole realizzare.

      A giorni dovrebbe uscire un articolo su un quotidiano su questo argomento con una mia mini intervista. Appena uscito metterò il link qui.

      Grazie mille Renato per il tuo sempre pronto e mai banale contributo!

      Buona serata,
      Matteo

  2. VoceIdealista gennaio 5, 2015 a 10:55 am #

    È un piacere tornare a leggerti, come è un piacere vedere finalmente qualcuno che fa chiarezza su queste questioni!

    • psicosi2012 gennaio 5, 2015 a 1:14 pm #

      Carissimo, il piacere è tutto mio, soprattutto nel ritrovare persone sempre attente come te!

      Grazie mille,
      Matteo

  3. Hans-Hermann Uffrecht gennaio 6, 2015 a 12:14 am #

    Anche in questo caso un articolo molto interessante, grazie!

    Ma io non sono un fan di uso sfrenato di energia nucleare!

    Vedo solo una volta da

    del disastro in Ucraina, a Fukushima

    o di altri impianti nucleari.

    Quando penso

    che, solo centrali nucleari tedesche ogni giorno almeno una tonnellata

    isotopi radioattivi artificiali vengono create,

    Posso apprezzare,

    che tale importo nel tempo

    distribuirà inarrestabile.

    Alcune conseguenze sono quindi:

    Inserimento e decadimento del trizio nel materiale genetico di tutti gli esseri viventi

    o l’inserimento dello stronzio 90 nelle ossa umane, animali

    e nelle piante.

    e:

    Questi radioisotopi artificiali non possono essere eliminati,

    non mediante incenerimento o sotterramento!

    (Pensate alla falda!)

    Il risultato è un aumento progressivo inarrestabile

    il numero dei malati di cancro!

    Inoltre, se questo è negato ad alta voce con valutazioni marcate.

    Il buon vecchio sole ci fornisce abbastanza calore

    l’energia nucleare, non abbiamo bisogno!

    Che cosa è successo alla nostra bella Germania:

    Le persone sono scese in piazza,

    Il governo ha dato,

    ma molti piccoli cambiamenti nella legge

    i contribuenti devono avere una imposte correnti delle società energetiche

    indennizzare,

    le corporazioni ora di tutti i pre e post-costi

    e può sfuggire tasse.

    Ciò significa che i percorsi di corrente vengono ritardati in costruzione

    e che sarà fatto nessuno sforzo

    accumulo di energia in carburante generata elettricamente

    permesso tecnicamente maturo.

    La cosa più importante in politica è, purtroppo,

    per proteggere i profitti del gigante dell’energia.

    Tutti voi auguro ancora una buona e sana 2015!

    Hans-Hermann Uffrecht

    P.S. Mi scuso per la cattiva traduzione!

    • Renato gennaio 6, 2015 a 5:17 am #

      Caro Hans,
      Provo a rispondere al tuo commento, in base alle mie conoscenze.
      Innanzitutto nell’articolo di Matteo si parla della ricerca di uno o più siti per lo stoccaggio delle scorie nucleari già esistenti in Italia, non della costruzione di nuove centrali. Questo, a prescindere dalle valutazioni sull’opportunità o meno di creare nuove centrali, é un problema da risolvere.
      Inoltre le scorie nucleari non sono prodotte solo dalle centrali, ma anche dalle industrie e dagli ospedali. Anche queste vanno gestite e stoccate da qualche parte.
      Per quanto riguarda le energie alternative, mi spiace doverlo ammettere ma allo stato attuale della tecnologia esse non sono in grado di sopperire ai combustibili fossili e tantomeno al nucleare.
      La scelta fatta dall’Italia nel 1987 ha messo in ginocchio il comparto energetico, ad oggi credo che il costo al kW sia il più alto d’Europa con ovvi problemi per l’industria.
      Forse fra 30-35 anni avremo le prime centrali nucleari a fusione, se il proggetto Iter e il seguente Demo daranno i risultati sperati, ma fino ad allora é necessario pensare ad una programmazione di produzione energetica intelligente e fruibile.
      I pannelli solari e le pale eoliche sono un piccolo aiuto, non la.soluzione, inoltre lo smaltimento dei pannelli pone problemi di difficile soluzione.
      Pernettimi di aggiungere un’ultima cosa, probabilmente utilizzi un traduttore per scrivere in Italiano, personalmente apprezzo il tuo impegno ma io preferirei che tu scrivessi in inglese.
      Ovviamente é una mia opinione.
      Ciao.
      Renato.

      • psicosi2012 gennaio 6, 2015 a 12:39 pm #

        Caro Hans,
        Renato ha espresso, come sempre, molto bene la situazione ed è assolutamente in linea con il mio pensiero.

        Partiamo dall’inizio, non per rivangare, ma solo per far capire come io vedo la cosa. A mio avviso, nel 1987, l’Italia ha perso un treno che ormai è passato. Ai tempi del referendum, noi eravamo tecnologicamente avanzati in campo nucleare e i nostri reattori erano i più moderni ed efficienti del tempo. La volontà popolare, spinta dall’incidente russo, ha fatto la sua scelta. Siamo in democrazia, per cui la scelta è stata fatta. Sbagliatissimo però equiparare i nostri reattori dell’87 con quello russo.

        Il secondo referendum, anche questo spinto dall’incidente giapponese, ha definitivamente detto addio al nucleare in Italia. Per carità, scegliere oggi, o qualche anno fa, il nuclerare era completamente diverso dal continuare nell’87. Costruire una centrale richiede investimenti enormi e tempi lunghi. Solo un folle poteva pensare di risolvere il problema energetico, nel 2010, con il nucleare. La costruzione di qualche centrale, ci avrebbe aiutato, ma non sarebbe stata la panacea di tutti i mali.

        Cosa dobbiamo fare noi oggi? Investire nella ricerca sulle rinnovabili, sulla fusione e, perchè no, su altre forme di energia non ancora scoperte. La fusione potrebbe essere una realtà, in diversi articoli ne abbiamo parlato, ma ad oggi, servono investimenti per fare ricerca. Se aspettiamo che altri li facciano per noi, al solito diventeremo utilizzatori più che esperti-esportatori.

        Sulle rinnovabili, stessa cosa. Ad oggi, le rinnovabili sono importanti ma NON SONO LA SOLUZIONE. Parlare di rinnovabili come la soluzione è fare demagogia. Un piccolo impianto solare per autoproduzione va bene, anche se ha tempi di ritorno dell’investimento ancora molto lunghi. Vediamo invece, parlando di problema energetico, i campi di produzione di energia. Per intenderci non quelli che producono per una casa o per un condominio, ma quelle strutture appositamente costruite per immettere energia nella rete. Convengono? Assolutamente no. Il vantaggio esisteva fino a quando c’erano pesanti incentivi statali che tutti noi pagavamo in bolletta. In altri termini, pagavamo la corrente due volte. Per non parlare poi del riciclo di soldi poco puliti investiti in questo settore.

        Venendo al punto focale, lo scopo dell’articolo non è quello di parlare di centrali oggi, ma di scorie oggi. Come giustamente ha detto Renato, noi ancora oggi produciamo 500 metri cubi di scorie ogni anno, provenienti da impianti industriali, ospedali, centri di ricerca, ecc. Vogliamo smettere di produrle? OK, torniamo al medioevo industriale, usiamo le macchine a vapore e chiediamo al santone come curarci. In altri termini, queste scorie ci sono e ci saranno sempre. Oltre a queste, le famose 5 centrali che avevamo nell’87. Se le barre di combustibile sono state rimosse e portate nei depositi geologici di cui ho parlato, le strutture, con tonnellate di materiale attivato, sono ancora li sepolte sotto un sarcofago di cemento armato. Questo richiede uan manutenzione continua con relativi investimenti, che al solito paghiamo noi in bolletta. Non possiamo pensare di tenere a vita le centrali li dove sono anche perchè l’Europa ci chiede altro.

        Che fare?

        Costruire un deposito per le scorie di media e bassa attività in Italia. Come? Un deposito superficiale, con 5 barriere come quello pensato, è una soluzione sicura, duratura e a basso costo. Bene, diamo però un valore aggiunto a questo deposito. Come? Con il parco tecnologico. Qui possiamo veramente pensare di fare ricerca sulle scorie per trovare sistemi nuovi, più sostenibili, di gestione delle scorie. Come scritto sopra, fare ricerca è l’unico modo per avere soluzioni nuove. Perchè farla sempre fare agli altri? Facciamola noi, torniamo ad essere un punto di riferimento per gli altri, e non il viceversa.

        L’importante, è far capire alle persone quello di cui stiamo parlando. non possiamo pensare che il problema scorie non esista perchè noi abbiamo detto no al nucleare.

        Matteo

  4. Aeon gennaio 6, 2015 a 11:50 am #

    Molto interessante! Troppo spesso questo problema è oggetto di disinformazione e fare chiarezza è essenziale.

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