L’esperimento di Ferlini e la barriera magnetica

4 Mag

Solo qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo specifico sul cosiddetto “effetto Hutchinson”:

Effetto Hutchinson: realta’ o bufala?

Come visto, i fenomeni descritti in questa esperienza, che spaziano dalla levitazione alla fusione di oggetti con rilascio di energia, sarebbero provocati dalla sovrapposizione di onde elettromagnetiche in zone precise dello spazio. Nel descrivere queste esperienze, abbiamo mostrato un notevole scetticismo dettato dalla particolarita’ dei fenomeni descritti ma, soprattutto, dal fatto che l’autore stesso di questi esperimenti abbia piu’ volte dichiarato di non essere piu’ in grado di ripetere tali effetti. Ci tengo a sottolineare che la mia posizione di scettico non e’ affatto per partito preso. Come sapete, e come detto molte volte, tutti dobbiamo essere aperti a fenomeni sconosciuti e anche apparentemente assurdi purche’, come la scienza insegna, questi possano essere ripetuti da chiunque, in qualsiasi parte sotto le condizioni descritte. Solo se questo avviene possiamo considerare il metodo scientifico soddisfatto e vedere a tali nuovi fenomeni con gli occhi della scienza.

Riprendo quanto detto in questo articolo, perche’ ora vorrei raccontarvi un altro presunto esperimento che solo qualche giorno fa e’ stato richiamato da alcuni siti complottisti, sempre con il solito scopo di denigrare la scienza ufficiale e tacciarla di non voler approfondire cio’ che e’ fuori dai suoi dettami. Parlaimo questa volta del cosiddetto esperimento di Ferlini sulla barriera magnetica.

Chi e’ costui? In cosa consiste l’esperimento?

Se provate ad informarvi in rete, troverete solo una moltitudine di articoli che riprendono pari pari quanto descritto da Ferlini in un libro da lui stesso pubblicato e intitolato appunto “La barriera Magnetica”. In questo libro Ferlini descrive una serie di esperimenti che avrebbe condotto, dapprima in solitudine e poi con un gruppo di collaboratori, studiando i campi magnetici.

Prima di raccontarvi gli esperimenti, e’ importante, come vedremo dopo, dire che Ferlini inizio’ la sua carriera studiando l’antico Egitto e la costruzione delle Piramidi. In particolare, cio’ che interessava Ferlini era la possibilita’ che strani fenomeni fisici potessero accadere dentro o in prossimita’ delle piramidi a causa di soluzioni appositamente inserite durante la costruzione di questi imponenti monumenti.

Premesso questo, Ferlini racconta che un giorno giocherellando con due calamite si accorse che avvicinando i poli opposti, poco prima che questi entrassero in contatto, la zona di spazio appariva leggermente offuscata come se qualcosa di particolare accadesse al volume d’aria tra i poli stessi. Incuriosito da questo fenomeno che non riusciva a spiegare, Ferlini decise di costruire un esperimento piu’ in grande in modo da accentuare l’effetto. L’esperienza da lui realizzata, e sempre raccontata nel suo libro, prevedeva la disposizione di 4 grandi magneti di diverse tonnellate disposti con i poli opposti vicini. Ecco uno schema dell’apparato:

Disposizione dei 4 magneti nell'esperimento di Ferlini

Disposizione dei 4 magneti nell’esperimento di Ferlini

Come vedete ci sono 4 magneti a ferro di cavallo disposti con i poli Nord-Sud alternati tra loro. Dalle prime osservazioni con i piccoli magneti, Ferlini racconta di aver osservato questa deformazione dello spazio solo poco prima che i poli entrassero in contatto a causa dell’attrazione magnetica. Per poter osservare questo effetto nell’esperimento piu’ grande, Ferlini monto’ le calamite su appositi sostegni che permettevano un movimento a passi molto sottili. In questo modo era possibile avvicinare molto lentamente i poli grazie a dei fermi studiati per opporsi all’attrazione.

Bene, cosa accadde con questo esperimento?

Leggendo sempre dal libro di Ferlini, quando i magneti arrivarono nel punto preciso in cui si innescava il fenomeno, accadde qualcosa di incredibile. Nella stanza si diffuse una nebbiolina azzurra con un odore acre. Da queste proprieta’ organolettiche, i presenti capirono che si trattava di ozono. Ma non accade solo questo, la zona di spazio compresa tra i magneti, che questa volta al contrario del primo caso era molto estesa, venne deformata da questo effetto sconosciuto mai osservato prima. Ferlini, che indossava una maschera antigas per non respirare l’ozono, incuriosito da questo fenomeno, si avvicino’ al contrario dei suoi collaboratori che rimasero a distanza di sicurezza. Quando si trovo’ in prossimita’ del punto, i collaboratori videro Ferlini scomparire dalla stanza. La nebbiolina presente inizio’ lentamente a diradarsi assumendo diversi colori e solo dopo che scomparve le persone presenti videro Ferlini riapparire sprovvisto della maschera che portava prima di avvicinarsi.

Dove era finito Ferlini?

Come raccontato nel suo libro, Ferlini si ritrovo’ in Egitto, ma non nel momento dell’esperimento bensi’ al tempo in cui le piramidi erano in costruzione. Vide gli schiavi che alzavano i grandi blocchi e le piramidi cosi’ come erano quando vennero realizzate. Perche’ proprio in quel preciso punto ed in quell’epoca? Ferlini penso’ che questo strano effetto, da subito ribattezzato “barriera magnetica”, fosse un portale creato dalla forza magnetica in grado di interagire con le onde cerebrali. Come anticipato, la carriera di Ferlini inizio’ con lo studio delle piramidi e quindi la barriera magnetica era in grado di interagire con gli impulsi creati dal cervello umano realizzando viaggi nel tempo in zone ed epoche dove il soggetto voleva, anche solo inconsciamente, viaggiare.

Bene, questo e’ l’esperimento di Ferlini e questa sarebbe la barriera magnetica che lui descrive nel suo libro.

Ora posso dire la mia? Premetto, come anticipato all’inizio dell’articolo, che non voglio essere scettico di principio ma analizzando quanto viene raccontato capite bene come una verifica di queste affermazioni sarebbe, ed e’, facilmente attuabille ma, soprattutto, facilmente smentibile. Ovviamente, sui soliti siti complottisti trovate scritto che mai nessuno ha mai voluto realizzare l’esperimento di Ferlini o anche che in realta’ e’ utilizzato normalmente in alcuni grandi centri di ricerca anche se alle persone comuni non ne viene data notizia.

Prima di tutto, vi ricordo che non stiamo parlando di esperimenti impossibili da realizzare ne che richiedono strumentazione particolare. Come detto, nella prima esperienza, Ferlini si sarebbe accorto di questo fenomeno semplicmente osservando due calamite che si attraevano. Avete mai visto due calamite? Ci avete mai giocherellato? Avete mai notato una distorsione dello spazio prima che queste si attacchino a causa della forza di attrazione? Ovviamente credo che la risposta a queste domande sia quanto meno scontata.

Vi faccio notare anche un altro particolare. Prendiamo un sito qualsiasi:

Sito vendita magneti

15 euro al pezzo, ne servono 4, quattro viti senza fine per realizzare un movimento a piccoli passi, qualche bullone di supporto, con meno di 100 euro avete realizzato l’esperimento di Ferlini. Non avrete magneti da tonnellate per poter fare un viaggio nel tempo, ma sicuramente dovreste essere in grado di osservare una bella distorsione dello spazio e, se siete fortunati, anche una bella nebbiolina di ozono nella stanza. Cercando informazioni sulla rete, ho trovato diversi forum in cui gruppi di persone, anche se sconsigliate da altre, si sono dichiarate pronte a mettere in piedi l’esperimento per dimostrarne la corretteza. La cosa simpatica e’ che dopo una lunga discussione “lo faccio”, “non lo fare perdi tempo”, “no lo faccio, chi mi aiuta?”, ecc., nessuno, e dico nessuno, ha il coraggio di tornare e dire che il suo esperimento e’ stato un flop. Nonostante questo, di tanto in tanto, qualche simpatico sito ritira fuori questa storia come se fosse una novita’ assoluta. Che ci volete fare, in tempo di magra di catastrofi e complotti, ogni cosa e’ buona per cercare di accaparrarsi qualche visita sul sito.

Giusto per concludere, e per togliere ogni dubbio, il magnetismo e’ noto da tantissimo tempo. Gia’ ai tempi del greco Talete, che descrive il fenomeno, era noto che un materiale, la magnetite, era in grado di attirare limatura di ferro. Oggi, possiamo disporre di campi magnetici molto elevati per applicazioni di ricerca. Per farvi qualche esempio, il campo magnetico all’interno dell’esperimento ATLAS del CERN, si proprio quello della scoperta dell’Higgs insieme a CMS, e che viene utilizzato per curvare le particelle cariche, ha un’intensita’ di 2 Tesla, cioe’ circa 100000 volte il campo magnetico terrestre. Pensate sia tanto? Ci sono laboratori al mondo che si occupano proprio di studiare i campi magnetici cercando, per ricerca e applicazioni, di trovare materiali nuovi da poter essere utilizzati per creare campi magnetici sempre piu’ intensi. Un esempio? Nel “High Field Magnet Laboratory” in Olanda, si e’ raggiunto il valore di 38 Tesla con un sistema “economico” da soli 1.5 milioni di dollari. Questo pero’ non e’ ancora il record assoluto, anche se il laboratorio detiene il record come rapporto intensita’/prezzo, dal momento che il guiness dei primati per il campo magnetico piu’ intenso e’ del Magnet Lab della California:

Magnet Lab

dove si e’ raggiunto il valore di 45 Tesla con un sistema molto complesso da ben 15 milioni di dollari.

Ora, ragioniamo insieme, secondo voi se esistesse questo effetto “barriera magnetica” dovuto all’attrazione dei poli, nessun altro se ne sarebbe accorto, magari con un sistema in grado di generare un campo ben piu’ intenso rispetto a quello di una semplice calamita a ferro di cavallo?

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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8 Risposte to “L’esperimento di Ferlini e la barriera magnetica”

  1. shevathas maggio 6, 2014 a 10:21 am #

    Ottimo articolo. Peccato che i soliti sosterranno che l’effetto è vero e che i laboratori da te citati, laboratori ovviamente controllati dalla lobby degli scienziati, nascondono la sua esistenza.

    PS riguardo alla zona di spazio che appariva leggermente offuscata.
    succede tutte le volte che si crea una piccola fessura avvicinando fra di loro due oggetti e guardando la fessura da vicino, provare con due dita davanti ad un occhio per rendersene conto. Più o meno era lo stesso effetto che sfruttavano gli occhiali a raggi X, occhiali presenti in annunci pubblicitari di riviste attorno al 1980.

    • psicosi2012 maggio 6, 2014 a 11:18 am #

      VERISSIMO!

      Purtroppo, e’ sempre comodo far credere che ci sia qualcuno che ha fatto la scoperta del secolo ma la scienza, corrotta, lo ha messo da parte. Non e’ questa la prima volta e, sicuramente, non sara’ l’ultima. Noi, come sempre, cerchiamo di analizzare e capire qualsiasi possibile evento che viene raccontato pero’, a volte, ci sono delle cose che lasciano veramente basiti pensando che qualcuno possa crederci!

      Grazie per l’ottimo esempio della fenditura!

      Buona giornata,
      Matteo

  2. Antonio agosto 23, 2014 a 12:54 pm #

    “Premetto che ho fatto diverse prove con i magneti e non ho mai notato nulla di tanto strano, neanche a volerlo.” Bello sapere che ci sono magneti di 28,45 tesla ed oltre, peccato che appunto si tratta di un = 1 magnete, non due (2) o quattro (4) come descritto in precedenza. Ne viene da se che la risposta alla domanda: non se ne sarebbero accorti? è ovvio che no, non se ne possono accorgere con un solo pezzo se la prova va fatta con almeno due. ATTENZIONE non parlo di complotti, di fregature o cose strane ma è solo per specificare la realtà dei fatti e arrivare possibilmente alla verità.

    • psicosi2012 agosto 23, 2014 a 4:48 pm #

      Forse non ho capito bene il commento. Come scritto nell’articolo, Ferlini parla di essersi accorto di questo effetto con soli due magneti fatti avvicinare. Solo in seguito, avrebbe costruito la macchina raccontata sopra.

      Riguardo al singolo magnete, solo per inciso, non singolo polo per ovvi motivi che l’elettromagnetismo ci insegna, pensare di avere un campo molto elevato come quelli possibili oggi con i nuovi materiali, mi spinge a credere che, se questo effetto esistesse, allora lo dovrei vedere con distanze maggiori tra i poli man mano che il campo cresce (almeno con una legge che segua la dipendenza dalla distanza come il campo magnetico). Questo è quello che intendevo con “non se ne sarebbero accorti”.

      Matteo

      • Antonio agosto 23, 2014 a 8:51 pm #

        Certo, solo due magneti, il punto è che questi magneti così potenti non ne sono più di uno per ogni laboratorio, quindi l’effetto non è teoricamente replicabile in un laboratorio a cui manca il secondo magnete. Sono altrettanto d’accordo che l’effetto dovrebbe vedersi a distanze maggiori, tuttavia le domande che mi pongo sono: sappiamo quanto forte siano stati i magneti di Ferlini e a che distanza i trovavano quando sarebbe teoricamente sparito? dico teoricamente, perché pare che escludendo i suoi collaboratori nessuno abbia visto nulla

      • psicosi2012 agosto 24, 2014 a 2:40 pm #

        Purtroppo, non riesco a trovare il valore dell’induzione magnetica da nessuna parte. Non credo, ma potrei sbagliare, che questo valore sia presente neanche sul libro di Ferlini. Se qualcuno ha un account scribd, il libro è scaricabile da questo link:

        Ora, però, riprendendo il discorso di Ferlini, lui dice di essersi accorto di questo fenomeno anche con soli due magneti permanenti, esattamente due calamite come quelle che tutti abbiamo in casa.

        Come verificare questo?

        Oggi ci sono a dispozione, a prezzo irrisorio, magneti di neodimio, anche detti supermagneti, che prima erano impensabili. Personalmente, ho diversi di questo magneti in laboratorio e li uso per tantissime applicazioni. Il campo prodotto è notevole, basta vedere alcuni video su internet per capire quello di cui si parla.

        Per i prezzi:

        http://www.supermagnete.it/index.php?adwords_it_ita_brand&gclid=CKDW45mDrMACFSgFwwod_bQAkg

        Davvero pochi euro.

        Se fosse vero questo fenomeno, ripeto, come detto da Ferlini, ci sarebbero migliaia di portali magnetici aperti nel mondo.

        Matteo

  3. phoo34 febbraio 16, 2015 a 11:19 am #

    Mi interesso di cose “strane” da diverso tempo e questo “esperimento” mi è assolutamente nuovo…. forse qualcosa che si può assimilare al “retro futurismo”, definibile come “retro-storia”?
    Comunque dalla descrizione non posso che constatare analogie con la descrizione dei fenomeni associati al Philadelphia experiment, comunque in linea teorica il fenomeno della “luminescenza/nebbiolina” potrebbe non essere del tutto immaginario, in particolari condizioni di pressione, umidità e di carica elettrostatica nell’ambiente potrebbe verificati qualcosa di analogo ma per quanto riguarda il “viaggio astrale” bhé nutro dei dubbi anche se non ci metterei certo la mano sul fuoco.
    Comunque il fenomeno della “riverberanza” tra oggetti molto vicini è un effetto ottico dovuto alla visione binoculare stereoscopica e dalla distanza dal punto osservato, si fa riferimento a questo fenomeno anche in quelle che sono le “profezie di Celestino” e fin tanto che si parla o si ragione in termini metafisici e spirituali va bene, ma in campo scientifico, le cose cambiano, per ottenere un effetto descritto occorrono quantomeno campi elettromagnetici ad elevatissima frequenza e non certo magneti ne super magneti per quanto potenti siano, inoltre l’ambente dovrebbe essere chiuso, pressurizzato ed elettrostaticamente carico fino alla prossimità della saturazione, qui mi fermo perché si finisce nella fantascienza se non altro per gli effetti e i fenomeni che potrebbero verificarsi.

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