Effetto Hutchison: realta’ o bufala?

29 Apr

Nell’apposita sezione:

Hai domande o dubbi?

un nostro caro lettore ci ha fatto una richiesta davvero molto interessante. Come potete leggere, ci chiede di dare maggiori dettagli circa l’effetto Hutchinson cioe’ una serie di fenomeni apparentemente non spiegabili utilizzando le attuali conoscenze della fisica.

Personalmente, trovo questa richiesta molto interessante se non altro perche’ ci consente di poter parlare di qualcosa ancora poco dibattutto sui siti nazionali anche se molto in voga gia’ da diversi anni sui siti in lingua inglese. Al solito, permettetemi questo piccolo monito, molti nostri blog e forum non fanno altro che riportare pezzi copiati qua e la senza, salvo alcuni rari casi, discutere la cosa in dettaglio.

Cosa sarebbe questo effetto Hutchinson?

Come anticipato, con questo termine si intendoo in realta’ una serie di fenomeni “strani” dovuti ad interferenza elettromagnetica. Cioe’? Se provate a documentarvi in rete, trovate sempre questa frase:

L’Effetto Hutchison si verifica come il risultato di interferenze di onde radio in una zona di spazio volumetrico avvolto da sorgenti di alto voltaggio, solitamente un generatore Van de Graff, e due o piu’ bobine di Tesla.

OK, ma che significa? Prendete una regione di spazio e fate interferire onde radio con una determinata frequenza e potenza. In prossimita’ della stessa zona sono presenti anche generatori ad alto voltaggio che in realta’ puo’ essere prodotto in vari modi, in particolare usando un Van de Graff o delle bobine Tesla.

Bene, creata questa zona “speciale” con campi elettromagnetici diversi cosa si ottiene?

Gli effetti sono i piu’ disparati: levitazione di oggetti pesanti (metallici ma non solo), compenetrazione di materiali diversi, riscaldamento anomalo di metalli senza bruciare altri materiali in contatto, cambiamenti sia provvisori che definitivi della struttura molecolare dei materiali, ecc.

Per darvi un’idea piu’ chiara, vi riporto un’immagine di alcuni materiali che sono stati sottoposti a questo trattamento:

 

Materiali sottoposti all'effetto Hutchinson

Materiali sottoposti all’effetto Hutchinson

notate in particolare lo sfaldamento dei metalli e l’ultima foto di un pezzo di legno compenetrato nel metallo senza sfaldare ne modificare ne il metallo ne il legno.

Pensate che questo straordinario effetto e’ stato realizzato dentro una normale abitazione utilizzando attrezzatura che ognuno di noi potrebbe acquistare sfruttando una potenza totale di 75W con 120 V in alternata. Come potete immaginare, questo effetto e’ stato mostrato per la “prima” volta da John Hutchinson un canadese che ha iniziato alla fine degli anni ‘7o a fare sperimentazione per hobby riprendendo gli studi addirittura di Nikola Tesla.

John Hutchinson nella sua casa

John Hutchinson nella sua casa

Visto che a noi piace tanto informarci su internet, sono andato a leggere moltissimi siti per capire cosa la gente pensasse di questo effetto. Per prima cosa, vedendo le foto che ho riportato, capite subito quale enorme quantita’ di energia sia necessaria per provocare questi effetti. Inoltre, ottenendo risultati di questo tipo, appare evidente come ci siano molti punti oscuri dell’interazione tra onde radio e materia che ancora ci sfuggono. Secondo molti siti, e’ importante ripetere la fonte delle affermazioni, effetti del genere possono solo essere compresi arrendendosi al fatto che i legami molecolari possano essere modificati attraverso onde radio. L’evidenza di un metallo che aumenta notevolmente la sua temperatura senza bruciare cio’ che lo circonda e’ a sua volta una chiara dimostrazione che la termodinamica cosi’ come la conosciamo debba essere modificata in presenza di notevoli campi elettromagnetici in grado di modificare la concezione stessa di calore che normalmente utilizziamo.

Pesnate sia sufficiente? No, andiamo un pochino piu’ oltre. Da dove viene tutta questa energia se abbiamo solo un dispositivo casalingo collegato alla presa di corrente? Ma e’ ovvio, mettete insieme effetto Hutchinson e Tesla e capirete come questa sia un’applicazione in grado di sfruttare l’energia di punto zero e la produzione spontanea di coppie particella-anti particella nel vuoto quantistico. Perche’ nessun ente, universita’ o laboratorio sta sperimentando questi sistemi per sfruttare questa energia enorme, gratuita e assolutamente rinnovabile?

Che domande che fate ancora: perche’ gli scienziati zozzoni sono tutti corrotti e asserviti al potere delle grandi multinazionali. Al solito pensano di aver capito tutto e sono chiusi alle loro equazioncine che dovrebbero spiegare la meccanica, la termodinamica e l’elettromagnetismo e non si accorgono invece che le evidenze mostrano che tutte le teorie sono sbagliate. Prima ho parlato anche di levitazione di oggetti e vi ho sottolineato il fatto che questa avvenga non solo per oggetti metallici. Ecco una foto di Hutchinson che mostra un modello di disco volante in plastica che e’ stato fatto levitare in uno dei suoi esperimenti:

Hutchinson con il modellino di ufo che avrebbe fatto levitare

Hutchinson con il modellino di ufo che avrebbe fatto levitare

Pensate che il modellino di disco volante sia stato scelto a caso? Forse da Hutchinson si, ma questo effetto potrebbe spiegare anche come fanno a volare i dischi volanti che “ogni giorno” vediamo sfrecciare sulle nostre teste. Pensate quanto potremmo imparare sfruttando questo effetto e utilizzandolo per fare viaggi interplanetari, viaggi nel tempo, curvare lo spazio tempo, ecc.

Scienziati perditempo che non fate altro che rubare gli stipendi pagati da gruppi di potere a cui siete asserviti, vergognatevi tutti, compreso il sottoscritto.

Bene, ora torniamo seri e ragioniamo su quanto detto. Piccola parentesi, al solito sto scherzando parafrasando pero’ quello che viene normalmente, anche in questo caso, detto su moltissimi siti. Se provate a documentarvi in rete, troverete diversi articoli che parlano di questo presunto effetto attaccando la scienza ufficiale complice di non approfondire queste scoperte.

Come anticipato, il fatto che lo stesso Hutchinson dica di rifarsi agli esperimenti di Tesla non puo’ che fungere da cassa di risonanza per il complottismo verso la scienza. Di Tesla in particolare abbiamo gia’ parlato in questi articoli:

Il Raggio della Morte

Il Raggio del Dolore

Marconi, Tesla e l’evidenza aliena

Le terribili armi scalari

parlando dell’uomo, dello scienziato ma soprattutto della reale considerazione che la scienza ufficiale ha di questo scienziato di prim’ordine. Purtroppo, ancora oggi molti credono che tutte le scoperte di Tesla siano finite nel dimenticatoio per colpa del governo o di organizzazioni. Questo non e’ assolutamente vero! Pensate solo alla corrente alternata, alle bobine o alle tecnologie senza fili. Tutte scoperte partite o completamente sviluppate da Tesla e oggi sfruttate a pieno. Purtroppo, c’e’ ancora chi ignorantemente sostiene che non siamo in grado o non vogliamo utilizzare la corrente alternata.

Detto questo torniamo ad Hutchinson. Veramente sono stati osservati questi effetti? Purtroppo, anche in questo caso, siamo di fronte alla totale mancanza di prove scientifiche a sostegno. Lo stesso Hutchinson dichiara di non sapere quando e perche’ i suoi esperimenti riescono e per di piu’, non sono mai riusciti di fronte a persone esperte esterne.

Vi voglio mostrare un video a mio avviso interessante:

Notato niente di strano nell’angolo in alto a sinistra? Magari un filo che si riavvolge e tira su il modellino di ufo? Capite bene come questo video messo in rete dallo stesso Hutchinson smentisca da subito il suo esperimento di levitazione.

Ora e’ importante rimarcare un cosa: personalmente, e questo dovrebbe valere per tutti, mi reputo una persona molto aperta e consapevole, da ricercatore, che quello che sappiamo e’ sempre troppo poco rispetto a quanto c’e’ ancora da scoprire. Detto questo, qualora ci fossero effetti nuovi non comprensibili ma ripetibili indipendentemente da chi compie o osserva l’esperimento, la cosa non mi sorprenderebbe affatto. Moltissime invenzioni e scoperte sono arrivate per puro caso e stravolgendo qualcosa che si pensava ben compreso e archiviato. Alla luce di quanto osservato pero’, questo non e’ il caso dell’effetto Hutchinson. E’ vero, in rete ci sono decine di video che mostrano questi esperimenti ma molti di questi mostrano particolari quantomeno sospetti. A parte il video riportato prima, facendo una ricerca in rete potete trovare molti altri documenti sulla levitazione. In questi casi si vede una rapida accelerazione dell’oggettto che sale verso l’alto, accelerazione del tutto compatibile con una caduta libera. Cosa significa? Semplice, che il sospetto che la ripresa sia fatta capovolgendo l’immagine, dunque oggetto che cade piuttosto che salire, e’ davvero molto forte.

Altra piccola parentesi che e’ doveroso fare senza voler offendere nessuno: ma davvero pensate che gli scienziati siano cosi’ stolti? Per poter andare avanti nella conoscenza e’ necessario non smettere mai di essere curiosi e di farsi domande. Oltre a questo pero’, c’e’ tutto un panorama di leggi, effetti, spiegazioni che per anni sono state affinate fino ad arrivare a quello che sappiamo oggi. Dico questo perche’ molto spesso, non sono su questo effetto, leggo in rete persone che si lanciano in spiegazioni parlando a vanvera di questo o quest’altro effetto mostrando chiaramente da quello che scrivono quanto poco sappiano dell’argomento. Per l’effetto Hutchinson tanti parlano di interferenza di onde, principi della termodinamica, Tesla, ecc. senza conoscere minimamnete le basi su cui questi concetti su fondano. Credetemi, diffidate da questi luminari di “wikipediana” cultura che pensano che dopo aver letto due paginette abbiano la comprensione del tutto al punto da poter ridicolizzare chi queste cose le ha studiate, magari le insegna in corsi universitari e continua ancora oggi a farsi domande esistenziali.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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28 Risposte to “Effetto Hutchison: realta’ o bufala?”

  1. Patrizia aprile 29, 2014 a 4:46 pm #

    Non disperare Matteo, sei in buona compagnia! Il video che hai riportato è un esempio perfetto del fatto che chiunque può affermare qualunque cosa e trovare qualcuno disposto a credergli. Cos ‘e pazz!

  2. Renato aprile 30, 2014 a 6:39 am #

    Caro Matteo,
    Mi sembra strano che i vari complottisti si siano fatti sfuggire questa notiziona.
    Farà la.stessa fine del celeberrimo e-cat, che a quanto pare é ancora in fase avanzata e pronto alla commercializzazione, come negli ultimi 3 anni, ma che i cattivi scienziati collusi con i petrolieri ostacolano.
    Mi viene da ridere.
    Ciao.
    Renato.

  3. Aeon aprile 30, 2014 a 9:28 am #

    L’ha ribloggato su Divulgamus.

  4. Malles aprile 30, 2014 a 10:21 am #

    Buongiorno
    Indubbiamente quel filo che appare non depone a favore di Hutchison. D’altro canto mi sembrerebbe tutto troppo banale, semplicistico e da sprovveduti pensare di permettere la visione di un filmato dove egli stesso evidenzia la bufala, sarebbe troppo controproduciente e deleterio, non trovi Matteo? Sarebbe come darsi la zappa sui piedi da soli, consapevolmente, poi.
    Per il resto non entro nei termini scientifici che non mi competono, per spiegare come questi effetti siano possibili, penso però che con il materiale, (visivo e non) a disposizione, chiunque, e non conoscendo a fondo i vari procedimenti (o pseudo) attuati dal Dott. Hutchison, possa come spettatore dare giudizi definitivi, possano essere questi positivi o negativi.

    Matteo dice: “perchè nessun ente, università o laboratorio sta sperimentando questi sistemi per sfruttare questa energia enorme, gratuita e assolutamente rinnovabile?…”Beh! Non so se può calzare, ma qui il discorso POTREBBE iniziare e finire (come paragone) con lo sfruttamento del petrolio, per il cui controllo (fino all’ultima goccia) ci si scanna da oltre un secolo. Nessuno in questo piccolo mondo molla la bistecca fino a che si arrivi all’osso. Troppa pecunia in gioco, a buon intenditor…

    Matteo dice anche: “…ancora oggi molti credono che tutte le scoperte di Tesla siano finite nel dimenticatoio per colpa del governo o di organizzazioni. Questo non è assolutamente vero…” Qui da sicuro incompetente chiedo: come mai l’invenzione più importante di Tesla, lo straordinario sistema per trasmettere elettricità senza fili, non è mai stata realizzata? Qui la storia si tinge di giallo, ma oltre il giallo anche probabilmente di spionaggio e forse di fantascienza. Parte degli appunti che avrebbero permesso di ricostruire il famoso “Sistema Mondiale”sono scomparsi dopo la sua morte, parte è sicuramente stato sequestrato dall’FBI e nessun scienziato ha potuto esaminarla.

    Gli studi di Tesla sulle onde elettromagnetiche sono noti, forse meno noto è l’episodio dell’esperimento pubblico al Madison Square Garden di New York quando fece muovere una barca radiocomandata. Comunque ritornando all’elettricità senza fili, raccolta semplicemente da un’antenna atta a segnali radiofonici o televisivi, può considerarsi fantascienza? pare di no, perchè nel 1899, a Colorado Springs, lo scienziato riuscì a trasmettere per mezzo di un generatore di nuovo tipo l’energia neccessaria per accendere 200 lampadine poste ad una distanza di 40 km. Il magnate John Pierpoint Morgan si interessò dell’invenzione e (solo) inizialmente finanziò un progetto ancor più ambizioso, il citato “Sistema Mondiale”. Tesla intendeva utilizzare le “vibrazioni elettriche” naturali della Terra per ottenere energia praticamente gratuita. Ma erano gli anni in cui anche il petrolio zampillava per ogni dove…
    Un saluto

    • Renato aprile 30, 2014 a 12:21 pm #

      Pur non essendo un tecnico o uno scienziato, provo a darti una risposta in base alle mie conoscenze.
      In un appartamento di dimensioni medio-piccole, viene installato un contatore da 3 kW.
      Per provare a trasmettere energia attraverso le onde radio, bisognerebbe creare un fascio concentratissimo, con trasmettitore e ricevitore perfettamente allineati. In ogni caso ci sarebbero notevoli perdite per assorbimento dovute all’atmosfera, rendendo il procedimento poco pratico e costosissimo.
      Inoltre (ma questa é una mia ipotesi) penso che una trasmissione di questo genere potrebbe essere effettuata solo attraverso microonde, in questo caso non vorrei mai trovarmi tra emettitore e ricevitore, per il forte rischio di restare cotto da tutta quella energia. Pensa al sole, che riversa una quantità di energia enorme sulla terra. Normalmente non succede nulla, ma se provi a concentrarne i raggi con una lente diventa facilissimo accendere un fuoco.
      Ciao.

      • Malles aprile 30, 2014 a 2:21 pm #

        Ciao Renato, comprendo che quanto esponi sia anche logico, ma vedi, il nocciolo della questione (di queste tematiche) è che tutto è lecito se incanaliamo anche ciò che non si conosce bene, o non si conosce affatto in circoscritti parametri già ben assodati e determinati. Tipo: secondo i miei studi questo non può essere e quindi NON è. A Roma dicono: boono, statte carmo, nun te allargà.

        Il vero problema allora probabilmente siamo noi che non diamo peso, reputandoli già in partenza non veri. Certe manifestazioni insolite, scientifiche e non, dando ogniqualvolta per scontato quello che scontato POTREBBE anche non essere, non mi riferisco naturalmente solo a quanto stiamo trattando. I veri intenti e interessi scientifici di Tesla credo si possano solo dibattere, non farli nostri.

        Sono dell’avviso che non si deve rimanere influenzati in eccesso da ciò che non si conosce, librandoci SENZA ali nei cieli metafisici di Aristotele, ma seppure queste influenze NON devono predominare, vanno in ogni caso sempre considerate e vagliate, altrimenti si pecca di superbia, almeno fino a prova contraria. Queste sono mie espressioni, ma ogni grande scienziato degno di questo nome ha avuto pensieri simili e di più alto spessore delle mie ovviamente

  5. Renato aprile 30, 2014 a 4:56 pm #

    Fare ricerca é importantissimo e purtroppo in Italia se ne fa troppo poca, é giusto anche cercare di uscire dagli schemi e mettere in discussione certi dogmi, ma alcune cose sono palesemente assurde. Si parla di scienza, non di magia.
    Come dico spesso ai miei clienti, 50 Watt sono 50 watt, a bassa o alta tensione non cambia nulla.
    Ciao.
    Renato.

    • psicosi2012 maggio 1, 2014 a 1:52 pm #

      Ciao a tutti,
      prima di tutto voglio complimentarmi per l’ottimo livello della discussione. Per me e’ sempre un piacere vedere le discussioni autonome che si innescano tra i lettori e da cui tutti, me compreso, hanno sempre da imparare. Grazie!

      Detto questo, per Malles, quando scrivo che le universita’ e gli enti di ricerca non fanno studi su questi fenomeni, sto semplicemente riprendendo le argomentazioni di tanti siti complottisti che attaccano sempre allo stesso modo la scienza ufficiale.

      Il discorso del filo che tira su il modellino di astronave e’ molto semplice. Dopo aver pubblicato il video, lo stesso Hutchinson si e’ accorto della figuraccia e si e’ giustificato dicendo che lo ha fatto solo per mostrare cosa era avvenuto in precedenza anche se non era in grado di replicarlo ne di capire quali fossero i parametri secondo i quali potevano avvenire o meno questi effetti. Dal mio punto di vista, questa giustificazione e’ abbastanza debole. Per mia stessa natura, credo solo al metodo scientifico, se qualcosa avviene deve essere ripetibile indipendentemente da chi fa l’esperimento e in quale punto si tenta purche’ vengano rispettate le condizioni richieste.

      Per quanto riguarda Tesla, purtroppo su questo geniale personaggio del suo tempo c’e’ stata tantissima speculazione che non ha fatto altro che creare un velo di misticismo da una parte e ridicolizzarlo dall’altro. Ripeto, Tesla e’ stato un grande scieziato molto piu’ pragmatico e scientifico di Edison. A mio avviso, due geni diversi tra loro. Mentre Edison capiva come sfruttare le sue invenzioni, Tesla era piu’ tipo da ricerca pura.

      Detto questo, la trasmissione di potenza senza fili e’ assolutamente possibile e viene anche fatta. Ci sono pero’ dei punti importanti da prendere in considerazione. Prima di tutto, trasmettere potenza senza fili richiede utilizzo di onde potenzialmente dannose per l’essere umano. Una buona soluzione, come detto da Renato, potrebero essere le HPM, microonde di alta potenza. Non parlo per sentito dire, avendo lavorato direttamente su applicazioni con HPM sia in ambito militare che civile. Per farvi un esempio, una delle applicazioni delle HPM pensata era per la trasmissione di potenza di energia fotovoltaica raccolta in orbita. Oggi come oggi, la trasmissione senza fili avviene normalmente, ma non per potenza, ma per le informazioni. Si tratta sempre di onde, ma le potenze in gioco sono molto diverse perche’ quello che si trasferisce e’ l’informazione, cioe’ segnali di comunicazione.Questo, come sapete, viene normalmente fatto in ogni istante e proprio sfruttando le proprieta’ della nostra terra.

      Solo per concludere, nello stesso periodo troviamo tra grandi geni che lavorano su argomenti similari ma diversi: Tesla, Edison e Marconi. Tra geni diversi tra loro ma che hanno dato un enorme contributo soprattutto se pensiamo alle tecnologie che ancora oggi sfruttiamo.

      Grazie ancora,
      Matteo

      • Renato maggio 1, 2014 a 5:49 pm #

        Caro Matteo,
        Ogni volta riesci a sorprendermi. Non sapevo che avevi lavorato anche in questo settore. Ne approfitto per farti una domanda: se non sbaglio, erano stati proposti diversi metodi per inviare sulla terra l’energia raccolta nello spazio, dai raggi a microonde ai cavi collegati ad un satellite geosincrono. Si é fatto qualche passo avanti?
        Ciao.
        Renato.

      • psicosi2012 maggio 1, 2014 a 11:02 pm #

        Caro Renato,
        grazie prima di tutto per i complimenti 😉

        Studi di questo tipo, risalgono piu’ o meno agli anni ’60 e sono stati ripresi anche intorno agli anni ’90 dalla stessa NASA. Il punto di fondo e’ trasferire energia dallo spazio alla Terra. Questo puo’ essere necessario per trasferire potenza per esempio, come gia’ citato, da matrici di celle fotovoltaiche in orbita geostazionaria o anche pensando a campi fotovoltaici sulla Luna.

        Il problema principale in questo caso non e’ assolutamente “tecnico” ma solo “economico”. Rendere reale un’applicazione del genere implicherebbe un investimento enorme ad oggi neanche immaginabile. Per darti qualche dato, si pensa di trasferire energia sfruttando onde S ma per trasformare la corrente continua in implusi di HPM servono antenne molto grandi sia in partenza (sul satellite) che in ricezione (sulla Terra). Qualche numero? 1 Km di diametro in orbita, 7 Km sulla Terra. Come puoi immaginare, potenze molto molto elevate. Questo per sopperire alla divergenza dell’emissione e alla distanza che nel caso della Luna diviene ancora piu’ grande.

        Progetti di questo tipo sono entrati nelle, definiamole, “desiderata” del XXI secolo e farebbero gola per sopperire al problema energetico. Purtroppo, finche’ non ci sara’ un reale bisogno di fonti energetiche “alternative” il problema economico rimarra’ insormontabile.

        Grazie mille,
        Matteo

  6. Alessio aprile 30, 2014 a 8:06 pm #

    Ciao Matteo
    grazie per avere risposto alla mia domanda in modo rapido e preciso come sempre!

    • psicosi2012 maggio 1, 2014 a 1:38 pm #

      Caro Alessio,
      grazie a te per l’ottimo assist! Discorso davvero interessante e ancora poco conosciuto.

      Grazie!
      Matteo

  7. Giuseppe maggio 5, 2014 a 1:53 pm #

    Ciao Matteo!
    Anzitutto complimenti per il lavoro che svolgi, ho letto diversi articoli e ho apprezzato molto la tua curiosità razionale e il modo assolutamente impeccabile di trattare alcune tematiche “spinose”. Mi ha incuriosito il tuo commento circa le HPM e le modalità di trasferire l’energia solare raccolta in orbita, sulla terra. Di recente mi sono interessato alle comunicazioni satellitari, ho studiato qualcosina e mi sono posto una domanda a cui spero tu potrai rispondere con l’esaustività che ti compete:
    se si utilizzasse la banda Ka, anzichè la S, si potrebbero usare antenne più piccole?
    oltretutto non è assolutamente vero che tali fasci di microonde ad elevatissima potenza non hanno ripercussioni su aerei, persone o ambiente. La normativa tecnica internazionale stabilisce soglie di 300 V/m per la compatibilità EM con gli aerei civili, e soglie inferiori per quelli militari, soglie che vengono superate in diversi casi documentati con antenne da 60 kW. Sai dirmi di più sull’argomento? Chi sostiene che tali onde non fanno male e non creano problemi di compatibilità EM ha ragione, o è solo propaganda disinformativa pur di realizzare senza intoppi il progetto?
    Grazie!

    • psicosi2012 maggio 5, 2014 a 2:24 pm #

      Ciao Giuseppe,
      prima di tutto grazie per i, sempre graditi, complimenti e per aver commentato sul blog.

      Ti rispondo subito per quanto riguarda il discorso del trasferimento della potenza tra spazio e terra. Al tempo dello studio, circa 3-4 anni fa, si e’ ovviamente cercato di pensare ad un sistema che consentisse il massimo dell’efficienza di produzione e conversione a Terra. Come puoi facilmnete immaginare, la parte ricevente e’ in realta’ una rectenna, cioe’ un antenna raddrizzatrice che serve per convertire la potenza portata dalle HPM in corrente continua. Per questo processo, ancora oggi credo, le antenne disponibili hanno un massimo di efficienza di conversione intorno ai 2.45 GHz, cioe’ in banda S. Parliamo comunque di efficienze intorno al 50-55%, comunque molto superiore a quello che si potrebbe ottenere con un sistema in altra banda. Ovviamente, come giustamente dici, utilizzando la banda Ka si avrebbero antenne piu’ piccole, ma la conversione sarebbe meno efficiente con perdita di potenza trasferita. Solo per informazione, le rectenne disponibili sul mercato usano un filtro passa basso accoppiato a diodi Schottky per rettificare. Il tutto deve essere bilanciato ottenendo un massimo di efficienza con tensioni pari alla meta’ di quelle di rottura dei diodi stessi.

      Da quello che so, a livello di ricerca, si sta tentando di costruire antenne rettificatrici operanti a frequenze diverse (in vari laboratori per questa e altre applicazioni), ma le efficienze raggiunte sono ancora troppo basse rispetto alle soluzioni gia’ presenti sul mercato e operanti in banda S.

      Visto che sei interessato al discorso, questa parte di trasferimento potenza, era in realta’ solo un corollario allo studio delle HPM incentrato principalmente (ti dico principalmente perche’ c’erano molte applicazioni possibili) sulla possibilita’ di utilizzare le HPM per far scoppiare ordigni improvvisati in zona di guerra. Cosa significa? Immagina una serie di veicoli militari che percorrono una strada in una zona di guerra. Come sai, esiste la possibilita’ che vengano disposti ordigni improvvisati lungo il margine della strada. Ordigni molto spesso comandati a distanza. Bene, si e’ pensato un sistema basato su HPM in grado di spazzare la strada lungo il percorso e far scoppiare a distanza di sicurezza l’ordigno. Questo per impedire che un eventuale scoppio provochi danni e morti sui convogli militari. Si tratta ovviamente di applicazioni molto particolari e ancora oggi in fase di studio e perfezionamento in ambito militare. Detto questo, capisci perche’ molti dettagli siano ancora non pubblici.

      Concludendo sulle HPM, ci sono tantissime applicazioni possibili sfruttando questa tecnologia. Per i danni, ad oggi, non esistono prove certe di correlazione tra danni al corpo e onde elettromagnetiche (in senso generale). Ovviamente se non pensiamo a potenze fuori limite e frequenze particolari. A mio avviso, una correlazione potrebbe esserci e se venisse trovata una relazione non mi sorprenderebbe affatto. Detto questo, e’ comunque molto difficile isolare la singola fonte soprattutto oggi che siamo immersi costantemente in campi elettromagnetici con frequenze e potenze davvero molto variabili.

      Grazie mille per l’interessantissimo commento. Spero, nel limite delle mie possibilita’, di essere riuscito a toglierti qualche dubbio. Per il resto …. siamo sempre qui.

      Buona giornata e grazie ancora,
      Matteo

  8. Giuseppe maggio 5, 2014 a 11:01 pm #

    Ottimo davvero 🙂 grazie per le delucidazioni.

    Infine, mi sembra giusto sottoporre alla tua attenzione questi video (che probabilmente già conoscerai) che un pò di curiosità me l’hanno fatta venire, a proposito di scie chimiche:

    http://www.bbc.com/news/world-asia-26782637?SThisFB

    a 0:29 e 0:32 viene ripreso una specie di tubo di scappamento posto sopra le ali che eroga a pieno regime una sostanza bianca, dello stesso colore delle scie che ultimamente vediamo… e poi questo:

    il video si commenta da solo…. onestamente, a meno che non sia un montaggio video fatto a regola d’arte, mi viene difficile credere che siano robe di routine nel campo dell’aviazione. Su ste benedette scie chimiche ho sempre storto il naso e sono rimasto neutrale, anche perchè non avevo ne prove a sfavore ne prove a favore. Questi video però mi hanno fatto venire qualche dubbio… Che ne pensi?

    Grazie e buona serata

    • psicosi2012 maggio 6, 2014 a 7:14 am #

      Certo che conosco molto bene quei video. Secondo alcuni soliti noti sarebbero, soprattutto il primo, la pistola fumante a dimostrazione delle scie chimiche 😉

      Partiamo dal primo video. Per chi non lo conoscesse, durante un servizio della BBC sulla ricerca dell’ormai famoso aereo scomparso in Malaysia si vede, come mostrato nel video di Giuseppe, un aereo che da un ugello posto sopra all’ala spruzza qualcosa di bianco in cielo. ECCOCI! La famosa prova e’ qui. Per sbaglio hanno filmato l’irrorazione delle scie chimiche in cielo.

      Assurdo.

      Quello che si vede e’ un evento di fuel dumping. Si tratta di manovra che serve per “buttare” carburante qualora l’aereo ne avesse troppo e sarebbe pericoloso atterrare. Mi spiego meglio. L’aereo parte da A per arrivare a B. Tra A e B consuma carburante. I calcoli si fanno in modo tale che all’arrivo nel punto B l’aereo abbia un quantitativo di carburante non pericoloso durante l’atterraggio (peso sul carrello, pericolo incendio, ecc). Se durante il tragitto, per qualsiasi motivo, l’aereo deve atterrare prima, con carico maggiore, cosa si fa? Si puo’ cominciare a volare per utilizzare il carburante (processo lungo) oppure si butta il carburante con il fuel dumping (sugli aerei che sono attrezzati con questo sistema).

      Bene, quello mostrato e’ un aereo della RAAF australiana, precisamente un Orion P3 che e’ fa parte della flotta e che e’ stato utilizzato per cercare il volo scomparso. Nel giorno in cui e’ stato ripreso il video, le avverse condizioni meteo hanno costretto l’aereo a rientrare alla base molto in anticipo. L’operatore ha dunque filmato il fuel dumping prima dell’atterraggio. Ecco un link con le caratteristiche dell’aereo:

      http://www.p3orion.nl/newwings.pdf

      a pg.2 si dichiara la presenza dell’ugello di scarico che abbiamo visto. Ultima cosa, perche’ esce cosi’ il carburante? Semplice, se pensiamo alla temperatura e pressione al momento dello scarico, il carburante non esce in forma liquida ma come spray appunto.

      Passiamo al secondo video. Prima cosa da dire: e’ bellissima la reazione della rete a questo video!!! Siamo seri, si tratta di normalissima condensa. In questo caso parliamo di un fenomeno, poco noto soprattutto ai complottisti, che si chiama “trecce di Berenice”. Ti mostro una foto:

      non e’ ovviamente un aereo ma una macchina di F1. Vedi quelle scie sull’alettone, quelle sono le trecce di Berenice. Quando un corpo si muove in un fluido, aria ad esempio, lo comprime spostandolo dai punti ad alta pressione verso quelli a bassa. Esattamente quello che avviene guardando un motoscafo che si muove sull’acqua. Hai presente la schiumetta ai lati? Ecco, esattamente la stessa cosa. Nel caso dell’aria pero’, essendo molto diversa dall’acqua, questo effetto non e’ sempre visibile ma dipende fortemente da temperatura e pressione. Queste lunghe scie si formano sui punti spigolosi durante il moto. Ci sono diversi video che mostrano questo effetto, ad esempio, per aerei in atterraggio.

      Ultima cosa, hai provato a sentire l’audio che accompagna il video? Si sente chiaramente il pilota che fa le riprese scherzare sul fatto che avrebbe messo il video su youtube perche’ si vedevano le scie chimiche ….. l’effetto che cercava l’ha ottenuto 😉

      Matteo

      • Malles maggio 6, 2014 a 8:36 am #

        Confesso la mia neutralità fino a quando qualche tempo fa il cielo sopra la mia zona sembrò un reticolato con più di dieci “scie” ad intreccio. Parlo di scie che formavano quadrati un pò squadrati, sembrava una cosa fatta e voluta per la sua “quasi” ortogonalità. Poi mi ha colpito il tempo di “sublimazione” della stesse: molto più lungo delle solite scie che si riscontrano. Un saluto

      • Giuseppe maggio 6, 2014 a 9:01 am #

        Del fuel dumping non ne sapevo nulla e, dopo una breve ricerca, devo dire che è molto più probabile si tratti di questo, ma sulle Trecce di Berenice tiro il freno a mano, perchè non mi trovi d’accordo. Conosco bene il fenomeno di cui parli. Il profilo a portanza costringe l’aria a scivolare lungo l’ala fino alla sua estremità; a causa della velocità la scia, che si forma solo ed esclusivamente alle estremità delle ali, assume forma elicoidale, che di solito viene accentuata notevolmente nei caccia data la maggiore spinta e velocità.
        In ogni caso basta dare un’occhiata al web, è pieno di immagini di questo tipo, ma è impossibile che quelle del video siano trecce di berenice, sia perchè sono troppe (non ho mai visto un aereo che produce questo effetto appena accanto alla fusoliera) sia perchè troppo grandi; si vede perfettamente che le scie che lascia l’aereo non hanno alcun moto vorticoso, cosa che in tutti gli altri velivoli rende le trecce di berenice delle “fumate” quasi cilindriche con divergenza molto poco accentuata.

        Un saluto,
        Giuseppe

      • psicosi2012 maggio 6, 2014 a 9:25 am #

        Quello che dici e’ corretto. Molto spesso, come nel caso del mio commento, si tende a chiamare con lo stesso nome fenomeni diversi. Cerchero’ di essere piu’ preciso, ovviamente, sono tutti fenomeni che avvengono a causa del movimento nell’aria e alla compressione/rarefazione che si puo’ innescare.

        Come giustamente dici, le trecce di Berenice hanno una forma molto particolare, ma lo scivolamento dell’aria per effetto punta puo’ essere presente ad ogni estremita’.

        Ecco, per chi legge, una figura che spiega il meccanismo di formazione:

        Per quanto riguarda il caso specifico del video, si parla invece, in termini piu’ precisi, di aloni vaporosi o nebbiosi. Anche in questo caso e’ dovuto allo spostamento dell’aria e per essere visibili sono necessari valori elevati di umidita’ e determinate pressioni. In particolare, come detto in precedenza, questo effetto puo’ essere visibile in fase di atterraggio.

        Ti riporto un link dal sito md-80 in cui si spiegano in dettaglio i processi. Il testo e’ lungo, ma se cerchi aloni vaporosi, trovi subito la parte di interesse:

        http://www.md80.it/approfondimenti-2/la-cospirazione-delle-scie-chimiche/scie-chimiche-4-le-scie-di-condensazione/

        Questo e’ invece un video di un aereo in atterraggio dove si vede molto bene la formazione di aloni:

        Se ci fai caso, nelle primissime immagini, con aereo in lontananza, si vede molto bene la nebbia presente e dunque l’elevato tasso di umidita’ dell’aria che sostiene la formazione di aloni. Tralasciamo il fatto che il video e’ utilizzato come prova delle scie parlando di pilota che ha dimenticato di spengere gli aeratori delle scie 😉

        Matteo

      • psicosi2012 maggio 6, 2014 a 9:29 am #

        Ciao Malles,
        quello che dici e’ assolutamente possibile, ma anche normale. Le rotte degli aerei non sono casuali ma, come sappiamo, seguono percorsi ben precisi. Se un pilota potesse muoversi randomicamnete in cielo, indipendentemente da altri velivoli, allora sarebbe impossibile avere reticoli precisi. Dal momento pero’ che la rotta e’ decisa a priori, visto dal basso, sembrerebbe un reticolo quasi preciso. Dico “quasi” perche’ ovviamente ogni pilota, non avendo un mezzo vincolato, ha un margine di precisione sulla rotta. Molti degli incroci poi, sono tali solo perche’ visti da Terra. In realta’, molto spesso, si tratta di rotte con differenze anche notevoli in altitudine.

        Matteo

  9. Giuseppe maggio 6, 2014 a 10:26 am #

    Matteo, i vapori esistono e si possono formare in qualsiasi punto dell’aereo per lo stesso principio fisico delle trecce. Anche nell’immagine che ti ho lasciato prima si vede la nebbiolina attorno al caccia. Il punto è che, come si vede anche dal video, queste scie scompaiono quasi all’istante; durano pochissimi secondi. In quota a volte durano di più, ma io di recente ho visto scie di condensa normalissime in coda a un aereo di linea, lunghe 10 volte l’aereo, circa, che sfumavano e scomparivano direttamente, senza dilatarsi, propagarsi o persistere per ore. Leggevo in un commento su questo blog che queste scie così durature sono sempre esistite. Sinceramente non me ne ricordo neanche una e abito da sempre vicino a un aeroporto. Tutte quelle che ricordo sono sempre state scie piccole, spumeggianti e molto evanescenti. C’è stato un periodo in cui ho visto robe assurde.
    Con ciò non sto dicendo che siano scie chimiche, ma neanche possono essere scie di condensa. D’altronde quest’ultime, come mi insegni, sono formate da micro cristalli di ghiaccio. A quell’altezza la potenza radiante è tale che l’entalpia di liquefazione e vaporizzazione viene colmata in pochissimo tempo. A voler esagerare possiamo parlare di manciate di minuti, dopodichè non si vede più nulla. Le scie incriminate durano troppo e questo va contro ogni principio fisico. Se fosse solo vapore acqueo non durerebbero così tanto, ne si sfilaccerebbero in quel modo. Nel video incriminato si vede abbastanza bene che non si tratta di vapori d’acqua, proprio perchè questi hanno l’aspetto di nebbiolina uniforme e vellutata, come si può vedere sia dalle immagini che dal tuo video. Sempre da quel video si vede estremamente bene quanto siano corte le scie di condensa (a parte le trecce di berenice che durano un poco di più). Non assomigliano affatto, per me, a quelle che si vedono nel video incriminato. Hanno aspetto farraginoso, disorganico e disuniforme, per non parlare della lunghezza e della definizione dei confini. Se fosse vapore acqueo dovrebbe sfumare, anche perchè avrebbe la stessa consistenza del restante mezzo.
    Ti ripeto, per me sono scie anomale. Certo, mi viene difficile credere che qualcuno ci stia avvelenando di proposito, sarebbe un imbecille, dato che siamo tutti sotto lo stesso cielo. Mi viene da pensare piuttosto, come dicevo prima, che il tutto faccia parte di un programma (di cui ho sentito parlare) per la facilitazione delle comunicazioni satellitari ad alta frequenza. Prima parlavamo di banda S… è giustissimo quel che dici. Le parabole DSN della Nasa ne sono la prova, ma sono antenne di 60 anni fa, e solo poche sono in banda S. Le altre in banda X. Ormai i moderni sistemi di telecomunicazione vengono pensati in banda Ka o superiore (vedi MUOS) proprio perchè non risentono di radioscintillazione ionosferica. In troposfera il discorso cambia e non mi sorprenderebbe affatto scoprire un giorno le prove di nanoparticolato metallico in quota per aumentare la conducibilità della bassa ionosfera.

    Ti ringrazio per le mille spiegazioni. Scusami se ho portato il discorso un pò troppo per le lunghe ma è stato veramente un piacere potermi confrontare con una persona decisamente più competente di altre 🙂
    Continuerò a seguire il vostro blog, non fosse altro per l’approccio razionale che si tiene nell’affrontare le tematiche.
    Buon lavoro,
    un abbraccio

    Giuseppe

    • psicosi2012 maggio 6, 2014 a 11:13 am #

      Grazie a te Giuseppe per gli ottimi commenti da cui tutti abbiamo potuto apprendere cose nuove o comunque capire, di volta in volta, il pensiero degli altri.

      Detto questo, solo per concludere, quando si pensa al discorso scie di condensa vs anno, si devono considerare vari fattori. Prima di tutto, le scie di condensa non sono tutte uguali, ma si deve distinguere tra quelle dovuti ai moti convettivi e quelle invece provocate dallo scarico dell’aereo. In questo caso, anche i tempi di scomparsa sono notevolmente diversi. A parte questo, nel corso del tempo ci sono alcuni fattori importanti da non dimenticare: aumento del traffico aereo, aumento delle quote di crociera, passaggio da turbojet a turbofan. Per quanto riguarda il traffico aereo, credo sia noto a tutti che il numero di velivoli sui nostri cieli sia notevolmente aumentato nel corso degli anni. Questo ha anche provocato un sensibile aumento delle quote di crociera grazie alla miglior pressurizzazione dei velivoli e per “sgomberare” la zona piu’ bassa. Il cambio della tipologia di motore ha poi creato scarichi piu’ caldi. Solo per aprire una parentesi, alcuni siti dicono che in passato non c’erano le scie di condensazione. Questo e’ falso perche’ gia’ nella seconda guerra mondiale ci sono testimonianze di aerei e di scie di condensa ….. solo che al tempo nessuno le chiamava “chimiche” 😉

      Come detto anche prima, questo e’ ovviamente il mio pensiero. Qui nessuno deve convincere l’altro, ma semplicemente ragionare insieme portando ognuno le sue considerazioni e il suo pensiero. A mio avviso, ad oggi, manca una prova in grado di farmi pensare che possa esistere il fenomeno delle scie chimiche o di altre emissioni particolari. Come detto pero’, sarei il primo a cambiare idea qualora si scoprissero evidenze indiscutibili.

      Grazie ancora Giuseppe e buona giornata!

      Matteo

  10. Marco agosto 16, 2014 a 4:46 pm #

    Premetto che sono un tecnico di telecomunicazioni ed ho lavorato vent’anni per una grande azienda, e quindi sono una persona razionale.
    Però anch’io sono un ammiratore di Tesla e se anche Hutchison può aver prodotto video contraffatti, rimane in fatto che alla morte di Tesla i suoi appunti sono stati secretati, e inoltre posso testimoniare che avendo un mio ex compagno di scuola che lavorava nella stessa azienda per conto dei militari, una volta parlando di levitazione elettrostatica mi disse che aveva sentito che la NATO aveva fatto studi in tal senso.
    Non mi meraviglerei se ormai esistono già dei droni che svolazzano basati sulla levitazione elettrostatica.

  11. Luigi giugno 24, 2015 a 2:51 pm #

    Da quello che ho visto in video, a me sembra abbastanza genuino e senza trucchi. Ritengo che sé è così semplice riprodurlo con apparecchi di uso comune deve essere verificato, trasmesso in televisione, condotto da gente seria. E’ interessante approfondire e studiare il problema. D’altronde un altro esempio interessante e similare è il mistero di Coral Castle.

    • Luigi giugno 24, 2015 a 2:56 pm #

      Chiaramente la risposta è riferita all’effetto ” Hatchinson “

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