E-Cat meraviglia o grande bufala?

30 Mag

Viste le numerose richieste di informazioni, chiarimenti e spiegazioni che ho ricevuto, ho deciso di scrivere questo articolo sull’E-Cat. Perche’ non l’ho fatto prima? Semplicemente perche’, a mio avviso, e ne riparleremo dopo, mancavano dei presupposti essenziali per parlare di questa presunta invenzione in termini scientifici.

Ora cosa e’ cambiato?

A parte le numerose richieste ricevute, la rete e’ letteralmente esplosa in questi giorni perche’ sembrerebbe che finalmente sia arrivata la dimostrazione indipendente del funzionamento di questo prodigio.

Bene, analizziamo i fatti e cerchiamo di capire meglio di cosa stiamo parlando.

Per chi non lo sapesse, l’E-Cat e’ una presunta invenzione di Andrea Rossi che produrrebbe energia in un modo non noto. Mi spiego meglio. Si tratta di una sorta di generatore, alimentato da corrente elettrica, che pero’ produce piu’ energia di quanta ne assorbe. E’ strano questo? Assolutamente no. Non pensate che si stia violando qualche principio fisico basilare, semplicemnte si potrebbe sfruttare una qualche reazione chimica, fisica o sconosciuta mediante la quale si innescano dei processi esoenergetici, cioe’ che producono energia.

Poiche’ questo punto e’ molto importante, cerchiamo di capirlo bene e in modo semplice. Prendiamo, ad esempio, la fissione nucleare. Mediante questo proceso, nuclei di elementi fissili vengono spaccati in elementi piu’ leggeri, mediante neutroni, producendo energia. Ora, per produrre i neutroni da sparare avete bisogno di energia, ma quella che otteete alla fine del processo e’ maggiore di quella che avete speso, perche’ siete riusciti ad estrarre un’energia dall’interno del nucleo. Avete creato qualcosa dal nulla? No, avete semplicemente sfruttato un processo per produrre questa energia traformandola in qualcosa di utilizzabile ai vostri scopi.

Bene, l’invenzione di Rossi dovrebbe fare un qualcosa di equivalente. L’invenzione promette infatti di produrre molta piu’ energia di quella che deve essere immessa, sfruttando un processo, almeno al mometo, sconosciuto.

Qual e’ il carburante dell’E-Cat? Piu’ o meno il sistema funziona in questo modo: mettendo insieme Nichel e Idrogeno e fornendo un’energia iniziale al sistema, si dovrebbe innescare una reazione fortemente esoenergetica, in cui viene prodotta 5 o 6 volte piu’ energia. Attenzione pero’, gli ingredienti non bastano. Per poter funzionare, c’e’ bisogno anche di un catalizzatore da aggiungere al miscuglio Ni-H, tenuto segreto per motivi di spionaggio industriale.

Perche’ spionaggio industriale? Semplice, parlando di E-Cat, non stiamo parlando di una ricerca scientifica, bensi’ di una invenzione che deve essere lanciata sul mercato. Detto in altri termini, che deve essere venduta.

Quasta cosa ci sconvolge? Assolutamente no. Chiunque di noi puo’ pensare ad un’invenzione commerciale fattta esclusivamente per guadagnare. Non c’e’ nulla di male in questo, purche’, come vedremo, ci siano tutti i presupposti di affidabilita’ dell’invenzione.

Per chi gia’ conoscesse l’E-Cat, notate che ho parlato di una misteriosa reazione. Su molti giornali e siti internet, vedete che si parla di “fusione fredda” o “reazione nucleare a bassa energia”, ho omesso appositamente di tirare in causa questi concetti. Perche’? La fusione nucleare e’ quel processo secondo il quale dei nuclei leggeri vengono fusi tra loro per produrne uno piu’ grande, producendo energia. Questa ‘e la reazione utilizzata dal sole e dalle stelle per produrre energia, ed e’ quella a cui si vorrebbe puntare per sostituire le centrali nucleari a fissione. Il motivo e’ molto semplice, favorevoli o meno al nucleare, il punto piu’ discusso su queste tematiche e’ quello della produzione di scorie, cioe’ elementi nucleari di scarto con vite medie lunghe, cioe’ che restano attivi per molto tempo.

Qual e’ il problema principale della fusione?

Come detto, si devono fondere tra loro due nuclei leggeri per formarne uno pesante. Bene, cosa c’e’ dentro il nucleo? Neutroni, particelle neutre, e protoni, particelle di carica positiva. Come sappiamo bene, se avviciniamo due cariche dello stesso segno, come i protoni dei due nuclei, questi si respingono tra loro a causa della repulsione coulombiana. Ora pero’, se riuscissimo ad avvicinare moltissimo i due nuclei, si arriverebbe ad un punto in cui la forza nucleare forte, che e’ attrattiva, sarebbe molto maggiore della repulsione dovuta alle cariche elettriche, e i due nuclei si attirerebbero tra loro. Niente di complicato. Mentre li avvicinate, i due nuclei si respingono, quindi dovete spingerli con forza per farli avvicinare. Quando poi riuscite ad arrivare oltre una certa distanza, nota come barriera di Coulomb, a questo punto i due nuclei si attirano da soli e si innesca la fusione. Il problema delle centrali a fusione e’ proprio quello di trovare il modo piu’ conveniente ed efficace per fornire l’energia necessaria al superamento della barriera di Coulomb.

E la fusione fredda?

Come detto, parlando di fusione si parla di processi ad altissima temperatura, come avviene nelle stelle. La fusione fredda invece avverrebbe a temperatura ambiente. Al contrario di quanto si legge spesso in rete, non esitono evidenze di reazioni di questo tipo. Storicamente, i primi a parlare di fusione fedda furono gli americani Fleischmann e Pons, cui seguirono altre prove. Per nessuna di queste pero’, esiste la certezza scientifica che si sia trattato realmente di una reazione nucleare di questo tipo e, ancora oggi, c’e una forte discussione a proposito.

Perche’ per l’E-Cat si parla di fusione fredda?

In diverse fonti si parla della reazione tra Nichel e Idrogeno che verrebbero fusi tra loro per produrre Rame. Questo sarebbe il processo che avverrebbe a bassa energia e che fornirebbe l’energia dell’E-Cat. Ripeto, non sono d’accordo su questo punto e a breve mostreremo anche il perche’.

Prima di tutto, rivediamo un po’ la storia di questo E-Cat. Nel 2011 si e’ iniziato a parlare di questo generatore quando Rossi ha condotto due test rendendo pubblici i risultati. In questi esperimenti, fornendo un’energia al macchinario intorno ai 35 KWh, si sarebbero prodotti in un caso 70 KWh, nell’altro 160 KWh. Stando ai numeri, la reazione sarebbe effettivamente esoenergetica e molto conveniente. Qual’era il problema di questi test? Semplicemente, non ci sono prove scientifiche della validita’ dei risultati perche’ il tutto e’ stato condotto in maniera autonoma e senza un confronto indipendente. Cosa significa? Ai test sono stati invitati giornalisti rigorosamente selezionati, in veste di spettatori. Mi spiego meglio. I giornalisti sono stati invitati in questo capannone e hanno potuto vedre e filmere il test di Rossi riportando solo ed esclusivamente quelllo che l’inventore del macchinario affermava.

Ora, vedetela in questo modo. Un signore vi invita ad una dimostrazione in cui vi mostra una scatola nera in cui mette 10 euro e dall’altra parte ne escono 20. Basta, non vi viene detto altro ne’ vi vengono forniti dettagli su cosa c’e’ dentro la scatola. Non parlo a caso di scatola nera, infatti, molte delle parti dell’apparecchiatura sono tenute coperte e chiuse alla vista. Ovviamente, si tratta dei componenti fondamentali del sistema, incluso anche il misterioso catalizzatore che darebbe il via alla reazione.

Cosa dice la scienza a proposito? Come e’ facile immaginare, questo risultato non e’ stato accettato dalla comunita’ scientifica. Per sostenere qualcosa di questo tipo, seguendo i canoni della scienza, si dovrebbe mostrare il macchinario, studiare la reazione che avviene e il tutto deve essere ripetibile ovunque nelle stesse condizioni. Se queste informazioni mancano, il test e’ del tutto simile a quello di un’illusionista che vi mostra l’assistente tagliata in due all’interno di una scatola.

Come forse sapete, a seguito di questi test, e del completo rifiuto della scienza su questi risultati, Rossi e’ divenuto un “mito telematico”, metafora di quel genio che trova l’invenzione del secolo per il bene dell’umanita’ e a cui la scienza mette i bastoni tra le ruote perche’ corrotta dalle grandi multinazionali.

Se invece di gridare allo scandalo, si ragionasse su quanto detto, tutti si renderebbero conto che affermazioni di questo tipo non possono essere credibili se non verificate sperimentalmente. Il problema energetico dell’umanita’ non si risolve con la fiducia sulla parola, ma con numeri chiari verificabili e indiscutibili.

Perche’ ora, come anticipato, si parla di verifica indipendente? Nei mesi scorsi sarebbero stati condotti altri test. Questa volta pero’, avrebbero partecipato anche scienziati di diverse parti del mondo che avrebbero assistito agli esperimenti. Anche in questo caso, i risultati avrebbero mostrato un guadagno energetico del processo, confermando dunque la correttezza del metodo su cui si basa l’E-Cat.

Attenzione, facciamo una considerazione. Come premesso, in ambito commerciale, e’ lecito parlare di segreto industriale. Le regole del commercio sono diverse da quelle della scienza. A mio avviso, se il tutto venisse mostrato ad un gruppo di scienziati affidabili ed in grado di fornire un’opinione scientifica, sicuramente il test acquisterebbe di credibilita’. Purtroppo, non e’ andata cosi’.

L’altro punto fondamentale su cui si e’ dibattuo a lungo e’ la mancanza di una “peer review” sull’esperimento. Cosa significa? Quando si pubblica un articolo su una qualche rivista internazionale, si passa attraverso il processo di “referaggio”. Prima di pubblicare il lavoro, la rivista nomina un altro ricercatore internazionale di chiara fama ed esperto del settore che ha il compito di analizzare in dettaglio il contenuto dell’articolo. Se ci sono punti poco chiari, l’esperto puo’ chiedere maggiori spiegazioni al fine di chiarire il tutto ed evitare, nella migliore delle ipotesi, errori sfuggiti agli autori. Solo al termine di questo processo il vostro lavoro, se accettato, viene pubblicato.

Partendo proprio da questo punto, gli ultimi test seguiti dal gruppo di scienziati avrebbero risolto anche questo problema.

Perche’?

Solo pochi giorni fa, e’ stato pubblicato un articolo sull’archivio della Cornell University, che trovate a questo link:

ArXiv E-Cat

A questo punto, tutti i dubbi iniziali dovrebbero essere risolti: il test e’ stato eseguito indipendentemente da un gruppo di ricercatori e questi hanno anche pubblicato un articolo, ovviamente confermando i risultati dei primi test.

Cosa c’e’ che non va?

Prima di tutto, quello di cui vi ho dato il link, non e’ un articolo su rivista internazionale che ha subito un processo di peer review. Il database in questione e’ semplicemente un archivio di articoli in cui i ricercatori possono mettere i loro lavori. Non c’e’ nessun controllo sul contenuto degli articoli, a parte la buona fede dei ricercatori stessi. Generalmente, almeno nel campo della fisica, i lavori vengono caricati su arXiv prima che questi vengano pubblicati sulle riviste, cioe’ mentre e’ in corso il processo di review. Detto questo, non e’ assolutamente risolto il problema del peer review per l’E-Cat.

Purtroppo, neanche la prima critica e’ stata risolta. Come potete leggere nel testo dell’articolo, non si e’ trattato assolutamente di una verifica indipendente, ma solo di uno spettacolino riservato a persone esperte del settore. Cosa significa? Nei primi test erano stati invitati dei giornalisti, ora dei ricercatori, ma lo svolgimento e’ stato esattamente lo stesso. I ricercatori non hanno potuto toccare nulla, ma si sono limitati a guardare il test condotto da Rossi nei suoi laboratori. Inoltre, molte delle parti del sistema su cui si era discusso, sono rimaste chiuse all’interno di scatole nere in cui era impossibile guardare dentro e, come e’ facile pensare, tra queste vi era anche il misterioso catalizzatore. L’articolo di cui stiamo parlando e’ dunque un insieme di osservazioni e considerazioni fatte dai ricercatori.

Cosa e’ cambiato rispetto al passato? Ovviamente, i ricercatori intervenuti hanno potuto misurare il calore in uscita mediante una termocamera, valutando in questo modo sia la potenza in uscita che quella in ingresso utilizzando sistemi elettrici. A parte al correttezza o meno di questo processo indiretto e della valutazione dell’incertezza ottenuta misurando la potenza con una termocamera, non  si e’ assolutamente trattato di una prova “indipendente”.

C’e’ anche qualche altra considerazione importante da fare. Come detto in precedenza, a mio avviso non si e’ trattato di fusione fredda. Un processo di questo tipo necessariamente producce radiazione in uscita. Effetto non riportato in nessun caso e impossibile da schermare in sistemi di questo tipo. Tra l’altro, conosco personalmente uno dei ricercatori intervenuti ed e’ un esperto di radioprotezione dell’Universita’ di Uppsala in Svezia.

Oltre a questo, la quantita’ d rame che si sarebbe prodotta corrisponderebbe ad un rendimento del sistema molto piu’ alto di quello che ci si aspetta e soprattutto il rame in questione sarebbe non eterogeneo, cioe’ mancano isotopi diversi dalla forma piu’ commerciale e abbondamente in natura.

Ulima considerazione scientifica, dal punto di vista energetico, la fusione di nichel e idrogeno sarebbe possibile e verrebbe prodotto rame, ma la barriera coulombiana per questi nuclei e’ elevatissima. Questo solo per dire che un processo del genere a bassa energia e’ scientificamente molto difficile da digerire. Teoricamente si potrebbe citare l’effetto tunnel, ma questo non spiegherebbe neanche la certezza della reazione di fusione cosi’ come altri processi quantistici non deterministici.

Concludendo, alla luce delle considerazioni fatte e degli ultimi aggiornamenti, non pssiamo assolutamente affermare che l’E-Cat sia un sistema reale e che possa essere accettato dalla scienza. Questo non significa che potrebbe esistere questo generatore in grado di fare quello che Rossi promette. Semplicemente, se anche esistesse, non e’ comprensibile la reazione su cui sarebbe basato e soprattutto mancano dati certi su cui ragionare e da cui estrarre certezze scientifiche. Al momento, almeno secondo me, siamo ancora al livello dll’illusionista che taglia l’assistente con la sega.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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12 Risposte to “E-Cat meraviglia o grande bufala?”

  1. Renato maggio 30, 2013 a 11:48 am #

    Caro Matteo,
    Sto seguendo da tempo il discorso dell’E-Cat e sono abbastanza scettico. Sono invece molto interessato alle ricerche del professor Yoshiaki Arata, che sta lavorando da anni in questa direzione e che mi sembra molto competente. Se non sbaglio, a Frascati si sono svolte delle ricerche coordinate dal professore Rubbia, facevi anche tu parte del progetto?
    Che ne pensi degli esperimenti di Arata?
    Renato.

    • psicosi2012 maggio 30, 2013 a 3:51 pm #

      Caro Renato,
      gli studi di Arata sembrano promettenti, ma, al solito, hanno lo stesso vizio di forma. Vuoi per paura dello spionaggio industriale vuoi per pavoneria dei vari scienziati, sono anni che si sentono proclami, conferenze stampa e poi silenzi che durano anni. Purtroppo questi signori dimenticano il metodo scientifico. Perche’ nessuno di loro deposita il brevetto con tutte le clausole possibili e poi non apre le scatole magiche?

      Sicuramente Arata ha un comportamente piu’ scientifico di Rossi. Dopo la presentazione del 2008, tutti si aspettavano un articolo scientifico in cui mostrare dati, analisi, tabelle, ecc. Invece non e’ arrivato nulla. Senza di questo, dimenticando anche la peer review, come possiamo studiare il processo nel suo dettaglio? La conferenza del 2008 si e’ ridotta ad uno show in cui veniva fatto girare un motore a ciclo di Stirling ma non portando nessun seguito, ne’ tantomeno una nota scritta dell’universita’ di Osaka.

      I test condotti a Frascati da Arata sono stati fatti all’ENEA, non all’INFN dove lavoro io. Noi qui abbiamo altri esempi di studi di fusione, che sicuramente conosci.

      Ribadisco pero’, in tutti i casi ci sono tanti proclami, piu’ o meno scientifici, non seguiti da nulla. Tutti questi signori sono maestri della comunicazione su internet, ma molto scarsi in scienza vera. Certo, come detto, se dovessi scegliere nel panorama mondiale, le misure che mi ispirerebbero piu’ fiducia sono sicuramente quelle di Arata. Pero’, come detto, parliamo di una conferenza del 2008 …. poi?

      Di una cosa sono sicuro: se uno di quest isignori avesse veramente una cella che funziona, non la terrebbe nascosta nell’armadio ma, visto che si appellano tanto al segreto industriale, la avrebbero gia’ commercializzata, con ottimi guadagni e facendo un favore all’umanita’.

      Per il momento, non resta che attendere e vedere cosa avranno da offrire in futuro e se alla fine qualcuno decidera’ di uscire con qualcosa di realmente tangibile.

      Grazie mille dell’interessante commento!

      Un caro saluto,
      Matteo

  2. ROBERTO maggio 30, 2013 a 4:12 pm #

    Sig. Matteo, se una cosa funziona, funziona, se gli scienziati non sanno spiegarselo, non è certo un problema per chi la fà funzionare, il dilemma rimane tutto della scienza, che come spesso (la storia insegna ) non ha saputo dare risposta a molte cose, ancora oggi è così.
    Ad es. il vostro tanto sostenuto progetto ITER, di cui, vado ad intuito, lei è sostenitore, ad oggi rimane solo un bel progetto milliardario, ma è inspiegabile la sua realizzazione.
    Quindi, a chi dobbiamo credere? agli scienziati manipolatori e miliardari o all’uomo della strada che continua a dire quasi urlando ” Eppur si muove “. Saluti

    • Renato maggio 30, 2013 a 5:28 pm #

      Scusi, in che senso é inspiegabile la realizzazione di ITER? A me risulta sia in fase di costruzione e la fisica del suo funzionamento é ben nota. Nessuno dice che E-Cat sia una truffa, però nessuno ha ancora avuto la possibilità di comprarlo per metterlo in funzione, nonostante i vari annunci fatti. Aspettiamo che venga commercializzato e vedremo, comunque ognuno é libero di essere fiducioso o scettico, in base al proprio pensiero.
      Mi sembra assurdo pensare alla scienza come ad una casta chiusa o ad una setta, le pare?
      Renato.

    • psicosi2012 maggio 30, 2013 a 5:39 pm #

      Caro Roberto,
      sono molto felice di ricevere un commento a favore di questa presunta invenzione. Come avra’ potuto notare, non ho sentenziato nulla, ho lasciato comunque la porta aperta. Se avra’ modo di leggere altri articoli sul blog, potra’ rendersi conto dello stile di divulgazione adottato. In molti post, si analizzano proprio i limiti della scienza, solo per mostrare i work in progress. Lungi da me salire in cattedra e fare lezione.

      Premesso questo, come avra’ letto, nel post si fanno una serie di riflessioni su fatti, avvenimenti e date.

      Lei sostiene invece che il sistema funzioni, posso chiederle su cosa si basa questa considerazione? Per carita’, anche dire mi fido ciecamente per il mio sesto senso e’ una risposta, ma non e’ scienza.

      Riguardo ad ITER, le consiglio di leggersi magari la lettera di intenti o gli articoli scientifici a riguardo. Sono favorevole? Sono un fautore della scienza. Non ho mai negato che ci sono problemi e sfide tecnologiche da risolvere, ma questo avviene sempre. Chi si occupa di scienza sa bene che se viene fatto un “Esperimento” e’ perche’ ci sono cose innovative da fare. Se tutto fosse bello e pronto, non sarebbe piu’ scienza.

      Ultima considerazione, io di scienziati miliardari, me compreso, non ne ho mai conosciuti!

      Saluti,
      Matteo

  3. Arturo Panetta maggio 30, 2013 a 10:22 pm #

    e cosa più importante, ammesso che sia un imbroglio (ma non lo è), come è architettato l’imbroglio? magari usando una pila capace di genere un calore di 600 gradi per più di 95 ore di fila… la voglio anche io una pila così, mi compro l’auto elettrica…

    • psicosi2012 maggio 31, 2013 a 12:16 am #

      Se di imbroglio si tratta, non si vede. Detto in altri termini, se si tratta di un trucco da prestigiatore, il mistero non e’ ancora stato svelato.

      Come giustamente detto, l’energia apparentemente prodotta sarebbe superiore a qualsiasi altra fonte conosciuta. Dico apparentemente solo per il conteggio fatto partendo dalla termocamera per il calore in uscita, che a mio avviso puo’ portare delle sistematiche sulla misura non facilmente quantificabili.

      Se ci pensiamo, una classica reazione termochimica non sarebbe in grado di produrre questo calore, l’unico modo potrebbe essere una classica reazione a fissione, ma in questo caso i livelli di radiazione sarebbero stati difficilmente mascherabili. Non dimentichiamo pero’ che anche per una reazione di fusione ci si dovrebbe aspettare una radiazione beta (facilmente frenabile) e gamma (impossibile da frenare con quei volumi), che non viene riportata da nessuna parte.

      Detto questo, come anticipato, per poter convincere tutti del funzionamento mancano delle considerazioni e delle controprove, se vogliamo, anche semplici. Perche’, ad esempio, Rossi non accetta di fare un confronto tra il suo E-Cat ed un altro non caricato con il famoso additivo? Se questo venisse fatto, mostrando il non funzionamento del secondo sistema, allora potrebbe intanto convincere che l’additivo serve ad innescare qualche reazione sconosciuta. Se penso a Nichel e Idrogeno messi li’, i conti non tornano.

      Matteo

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