Il palo che vibra a Torino

3 Apr

A Torino, gia’ da diverso tempo, sta avvenendo un fenomeno che sta facendo molto discutere sul web ma che sta occupando anche le pagine di diversi quotidiani. Come forse avrete sentito, in prossimita’ del cantiere per la costruzione del grattacielo di Renzo Piano realizzato per conto di Intesa San Paolo, un paletto vibra in modo autonomo con oscillazioni molto pronunciate e quasi incredibili.

Andiamo con ordine.

Per prima cosa vi mostro un video di questo particolare fenomeno:

VIDEO Palo Torino

Come potete vedere, questo paletto, probabilmente un tempo utilizzato per sostenere un cartello stradale, oscilla in modo incredibile con ampiezza molto pronunciata senza un’apparente spiegazione.

Come potete immaginare, questo fenomeno ha acceso da subito la fantasia di molti siti internet e di utenti da sempre alla ricerca di fenomeni strani. Le spiegazioni date sono moltissime, ma le piu’ fantasiose vanno dal fenomeno UFO, il palo sarebbe un’antenna aliena, fino anche ad una nuova forma di terremoto non percepibile dalla popolazione e generata da esperimenti scientifici.

In qusti scenari fantascientifici, non mancano certo ipotesi catastrofiste. Secondo alcuni infatti, il palo vibrerebbe perche’ in realta’ la costruzione del grattacielo e’ solo una copertura per mascherare operazioni di fracking. Di queste attivita’ e del rischio associato di terremoti abbiamo parlato in questo post:

Fratturazione idraulica

Da cosa puo’ dipendere questa oscillazione? In realta’ le cause potrebbero essere diverse e tutte di natura scientifica. Le prime oscillazioni sono state osservate durante l’estate del 2012 e fino ad oggi, con numerose interuzioni e riprese, sono avvenute con intensita’ anche diversa.

Gia’ alle prime oscillazioni, molti hanno puntato il dito contro il cantiere del grattacielo distante solo 2 metri. Questo ovviamente ha scatenato la reazione della ditta costruttrice che a sua volta ha puntato il dito contro la societa’ che gestisce la metropolitana. Pensate sia finita qui? Assolutmente no. La societa’ della metro ha, a sua volta, dato la colpa ai tram circolanti nella zona. Come potete capire, tutti cercano di scaricare la colpa ad altri, dal momento che questa oscillazione rimane ancora un mistero e nessuno vorrebbe assumersi l’eventuale colpa di attivita’ rischiose per la popolazione.

Meccanismo del Vortex Shedding

Meccanismo del Vortex Shedding

Proprio in questi giorni, la Repubblica online ha riportato di nuovo la notizia dichiarando di aver finalmente risolto il mistero. Secondo il giornale, anzi secondo l’opinione di un lettore, la spiegazione dell’oscillazione e’ da ricercarsi nel “Vortex Shedding”. Di cosa si tratta? Questo e’ un fenomeno molto noto a livello scientifico ed in particolare nella fluidodinamica. Quando un flusso viscoso, aria, acqua o altro fluido, scorre con una certa velocita’ in prossimita’ di un oggetto cilindrico, questo movimento potrebbe innescare fenomeni di oscillazione che possono avere ampiezze fino anche a due volte il diametro del cilindro. La spiegazione e’ molto semplice, il flusso di fluido crea dei vortici lungo il corpo creando zoea di alta e bassa pressione. Se uno dgli estremi del cilindro e’ vincolato, allora l’oscillazione si avra’ sull’estremo libero che tendera’ a muoversi verso le zone a piu’ bassa pressione.

Anche se si riserva un piccolo margine di dubbio, il giornale afferma che con buona probabilita’ questa e’ la spiegazione scientifica per comprendere il fenomeno del palo che vibra.

Ora pero’, ovviamente, per avere Vortex Shedding e’ necessario aver un flusso di aria lungo il paletto. Questa, anche in base alla teoria citata, e’ una condizione necessaria per avere questo fenomeno. Ovviamente, non e’ necessario che ci sia un vento a velocita’ elevatissima, basta infatti una corrente nella direzione giusta affinche’ il paletto inizi a vibrare ortogonalmente alla direzione del fluido.

A mio avviso, questa potrebbe essere una spiegazione possibile, anche se non e’ ovviamente l’unica. In particolare, vorrei farvi notare un dettaglio. Questo e’ il link ad un altro articolo dello stesso giornale datato pero’ luglio 2012, cioe’ quando e’ iniziata l’oscillazione:

Articolo 07/2012

Leggete con attenzione questa frase: E non è colpa del vento, visto che ieri su Torino c’ era bonaccia e non si muoveva foglia.

Dunque?

Come detto, quella del Vortex Shedding potrebbe essere una chiave di lettura ma in diversi articoli su web si riportano testimonianze di oscillazioni in giornate completamente senza vento. Inoltre, se rivediamo con attenzione il video riportato all’inizio dell’articolo, i fili del tram sono assolutamente fermi. Quest situazione sarebbe incompatibile con l’ipotesi del Vortex Shedding.

Quindi? Da cosa dipende l’oscillazione?

Ad oggi, non esiste ancora una spiegazione accettata per questo fenomeno. A mio avviso, il vortex shedding potrebbe essere una spiegazione, ma lo stesso fenomeno potrebbe avvenire anche per oscillazioni propagate nel terreno magari a metri di distanza dal palo. La presenza del cantiere potrebbe essere una spiegazione possibile, ma per avere un’idea certa, sarebbe necessario conoscere anche la struttura morfologica del terreno. Per darvi un’idea, se sotto il manto stradale fosse presente una zona con ampi vuoti, questa potrebbe fungere da cassa di risonanza per le oscillazioni che dunque verrebbero trasmesse al paletto.

Ovviamente l’ipotesi piu’ probabile, forse perche’ la piu’ facile da capire, e’ quella del vortex shedding, ma allora il precedente articolo di lugio di cui abbiamo parlato magari e’ stato scritto con toni sensazionalistici solo per attirare maggiormente l’attenzione. In questa ipotesi, dire che “non si muoveva una foglia” serviva solo ad aumentare il mistero sul fenomeno, salvo poi tornare indietro a distanza di mesi per spiegare il tutto con il vento.

Concludendo, la spiegazione certa per il fenomeno del palo che vibra ancora manca, anche se l’ipotesi piu’ probabile sembra essere quella del Vortex Shedding. Anche ragionando su articoli di quotidfiani nazionali, non e’ facile avere notizie certe, perche’, come visto, molto spesso anche questi giornali tendono un po’ a pompare le notizie per far apparire il tutto piu’ misterioso e magico.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

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7 Risposte to “Il palo che vibra a Torino”

  1. Renato aprile 3, 2013 a 2:28 pm #

    Chiaramente non sono un esperto e magari il mio commento é fuori luogo, tuttavia a me sembra una frequenza di risonanza. Sarà difficilissimo andare a trovane l’origine (sperando sia una sola). Utilizzare un sensore sismico non sarebbe la soluzione giusta? Una volta individuata la frequenza, per esclusione si dovrebbe rintracciare la fonte.

    • psicosi2012 aprile 4, 2013 a 12:12 am #

      Caro Renato,
      assolutamente il tuo commento non e’ fuori luogo anzi.

      Anche io avevo pensato alla risonanza, soprattutto per cercare un nesso con i lavori del grattacielo di Piano. In questo caso pero’, non credo sia questo il caso. Per avere effetti di risonanza, la sorgente si dovrebbe accoppiare armonicamente con il tubo, il che significa che dovrebbe esserci una sorgente oscillante con la stessa frequenza del tubo. Nel caso dei lavori, non credo ci siano sorgenti oscillanti in questo modo. Inoltre, in alcuni eventi di oscillazione, gli operari hanno dichiarato che erano in corso lavori al 18esimo piano, per cui possiamo escludere il nesso con i lavori.

      LA risonanza potrebbe venire da altre fonti, ma sempre dovrebbero oscillare con una frequenza simile a quella del tubo.

      Anche secondo me la cosa migliore sarebbe posizionare strumentazione e capire meglio provenienza e intensita’ della sorgente. Un sismografo, ma anche un accelerometro potrebbero aiutare in tal senso.

      Resta da spettare che qualcuno si decida a fare qualche misura e renda noti i risultati. In laternativa, andiamo a torino e ci pensiamo noi 😉

      Grazie mille,
      Matteo

      • Renato aprile 4, 2013 a 6:02 am #

        Caro Matteo,
        Ho la sensazione che il problema del palo sarà risolto imuovendo lo stesso, visto che non vi sono cartelli installati. In ogni caso, se decidi di andare a fare dei rilievi in loco, conta pure sul mio aiuto.
        Grazie per la spiegazione.
        Renato.

  2. Nico aprile 16, 2013 a 11:16 pm #

    Mi sono preso lo sfizio di controllare le velocità del vento su Torino in alcuni giorni 20-21-22 marzo 2013 (in uno fu scritto uno degli ultimi articoli, nei due successivi mi recai a controllare 3-4 volte al giorno, vedendo spesso il paletto oscillare per qualche decina di secondi).
    Credete che in quei giorni ci fosse vento con velocità superiore a 6 m/s? potete verificare che la max registrata fu 5,3 m/s. Le misure tra l’altro si riferiscono a sensori posizionati ad altezza superiore agli 8 metri; gli strati bassi dell’aria a Torino sono meno ventilati (rugosità superficiale).
    Nessuno sa che cosa ci sia nei pochissimi metri che separano il paletto (conficcato in un’isola rigida di cemento) dal basamento del grattacielo; solo i progettisti e gli impiantisti sanno come è stata gettata la magliatura della gabbia metallica delle fondazioni, dei basamenti, dei piani del grattacielo.
    Di sicuro enormi masse metalliche sono movimentate nel cantiere:vengono deposte su piani con la “magliatura”scoperta, poi sollevati, a volte spostate; le gru di sollevamento vibrano durante gli sforzi di sollevamento / movimentazione … con quali frequenze? quali sono le loro frequenze proprie?
    In risposta a Matteo: Non mi sembra difficile che nel cantiere si producano oscillazioni casuali (o prodotte da impatti di masse metalliche) di frequenze prossime a quella propria del paletto-diapason.
    Intanto, però il palo è stato segato a circa un metro da terra, perciò addio vibrazioni!

    • psicosi2012 aprile 17, 2013 a 12:29 am #

      Ciao Nico,
      veramente delle ottime osservazioni. Come scritto nel post e nei commenti, non credevo assolutamente all’ipotesi vento. Come tu stesso hai confermato sperimentalmente, le condizioni ventose non sembravano proprio influire sull’oscillazione. Come giustamente hai detto, i valori misurati, tra l’altro, sono ad un’altezza molto superiore al paletto che quindi subira’ degli effetti ancora minori.

      Concordo anche sul fatto che non conosciamo assolutamente la struttura sotto il terreno. In particolare, ci potrebbero essere delle connessioni in grado di traferire le oscillazioni da una sorgente X fino al paletto.

      Riguardo al discorso risonanza, ti spiego meglio il mio pensiero. E’ vero che ci possono essere delle sorgenti con frequenze di oscillazione che si accoppiano con quelle del paletto/diapason, pero’ se ci limitiamo a sorgenti di tipo casuale, mi sembra strano che ci siano dei periodi in cui le oscillazioni ci sono sempre ed altri, anche relativamente lunghi, in cui il paletto non vibra. Se invece la frequenza fosse in risonanza con un macchinario, anche qui la cosa si scontrerebbe con la discontinuita’ delle osservazioni. In una costruzione del genere, spesso si utilizzano tutti i giorni gli stessi macchinari. Come giustamente hai detto, le gru oscillano durante gli sforzi. Anche in questo caso pero’ l’oscillazione ci dovrebbero essere sempre.

      Ovviamente e’ possibile che ci sia una qualche sorgente utilizzata in periodi particolari ed in concomitanza con la quale si osservano le oscillazioni, ma la risposta a questo ce l’hanno solo i tecnici del grattacielo.

      Da quanto dici pero’, il problema e’ stato risolto come prospettato da Renato …. tagliando il paletto. Per cui addio oscillazione misteriosa.

      Grazie mille del commento, ma soprattutto di aver condiviso le tue misure direttamente sul campo.

      Un caro saluto,
      Matteo

      • Nico aprile 17, 2013 a 11:53 pm #

        Ciao Matteo,continuano la mia curiosità e la ricerca di una spiegazione.
        Due considerazioni aggiuntive.
        Le vibrazioni dei macchinari, e delle gru in particolare, credo che varino con la massa degli oggetti da movimentare: quanto più questi pesano, tanto più i motori devono “spingere”, banalmente devono girare un po’ di più e quindi variano le vibrazioni trasmesse al terreno o alle strutture metalliche.
        Le operazioni più usuali probabilmente non inducevano oscillazioni al paletto, ma qualcuna più particolare invece sì: solo i tecnici del cantiere potrebbero correlare alcune operazioni di cantiere ai “fenomeni indotti” sul paletto esterno. Ma credo che se ne guarderanno bene.
        Con questo non intendo insinuare che si svolgano operazioni pericolose; semplicemente che preferiscano non parlarne troppo.
        Sono in corso interventi per prelevare, utilizzare e poi “scaricare” l’acqua di falda; sul lato del giardino che dà verso il Palagiustizia sono già stati predisposti alcuni pozzi di emungimento e probabilmente si stanno realizzando anche le condotte di scarico sul lato a ridosso del passante e della metropolitana.
        E qui arriva la seconda osservazione, conseguente ad alcune mie indagini da neofita sui vecchi canali di Torino (ai tempi in cui Berta filava e l’energia era soprattutto idraulica): il famigerato paletto è piantato vicino e forse addirittura sopra il vecchio Canale Valentino, che corre lungo corso Inghilterra, gira in corso Vittorio Emanunele II, poi volta lungo il passante ferroviario e quindi torna parallelo a corso Vittorio).
        Il cantiere potrebbe interferire con quel vecchio canale; oppure alcuni lavori per i pozzi di scarico potrebbero far vibrare il “tubone del canale” e questo a sua volta potrebbe scuotere il paletto che gli punzecchia la schiena …
        Bisognerebbe saperne di più sul canale Valentino (dimensioni, distanza dalla superficie); sui pozzi di scarico (posizione, orientamento, dimensioni); sulle eventuali operazioni di trivellazione, di posa delle condotte metalliche, ecc.
        E qui tornano in ballo i responsabili del cantiere.
        Se avrò qualche idea in più o quakche dato certo, mi rifarò vivo. Intanto, un caro saluto.
        Nico

      • psicosi2012 aprile 18, 2013 a 7:10 am #

        Caro Nico,
        osservazioni veramente di riguardo.

        Per la prima osservazione, mi trovo d’accordo con te. In particolare, se parliamo di gru a traliccio, anche la posizione dei momenti potrebbe giocare un ruolo importante. A parita’ di sforzo, e dunque di vibrazione, la posizione del carico potrebbe indurre frequenze che si accoppiano in modo diverso con il terreno. Questo ovviamente sempre partendo dal fatto che la gru viene utilizzata sempre mentre il paletto presenta intervalli di tempo di oscillazione e di silenzio.

        Come giustamente detto, su questo sicuramente gli unici che possono (o meglio potevano) fare una statistica sono gli operai ed i tecnici del cantiere. Ovviamente, come era prevedibile, il paletto e’ stato tagliato. Questo non perche’, come hai detto, ci siano operazioni pericolose in corso, ma perche’ tutti i curiosi che giravano in zona per vedere il paletto, non sono mai ben visti in queste situazioni. Inoltre, si potrebbe sempre pensare a qualcuno che, in preda al panico per il paletto che vibra, poteva iniziare una forma di azione legale e bloccare i lavori. In questi casi, meglio evitare spiacevoli situazioni, e’ comprensibile.

        Riguardo al canale Valentino, non essendo di Torino, ne sento parlare per la prima volta. Anche questo potrebbe essere messo in relazione con il paletto, hai ragione. In particolare, bisognerebbe vedere il punto in cui passa il canale e capire se alcune oscillazioni si possono propagare nel terreno. Affinche’ questo avvenga, ovviamente la distanza del tubo dal paletto non deve essere troppo grande. Guardando i video in rete, e’ vero che il paletto sembra oscillare moltissimo, ma non dimentichiamoci che un estremo e’ libero, per cui questo amplifica le oscillazioni lasciando libera la vibrazione. In questo caso, non e’ necessario pensare ad una frequenza molto elevata o di ampiezza motlo grande. In primis gli effetti di risonanza e poi l’estremo libero, amplificano notevolmente le oscillazioni del corpo. Non mi sorprenderei se l’oscillazione fosse dovuta proprio al canale e ai lavori che stanno conducendo per gli scarichi.

        Se hai novita’, faccelo sapere. Anche senza paletto e’ interessante capire l’origine di fenomeni di questo tipo. E’ pura curiosita’ scientifica.

        Grazie mille Nico.

        Buona giornata,
        Matteo

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