Fratturazione idraulica

7 Lug

Nel post precedente:

Ancora terremoti in Emilia?

abbiamo parlato della previsione fatta da un fantomatico Centro Sismologico Indipendente del Settentrione per un terremoto tra il 13 ed il 16 Luglio in Emilia. Come abbiamo visto, il CSIS in realta’ non esiste, e la previsione e’ solo una bufala fatta circolare in rete.

Sempre in questo precedente articolo, abbiamo parlato di sfuggita della fratturazione idraulica anche detta fracking. Spesso in rete si sente dire che queste tecniche potrebbero essere le cause di alcuni terremoti, tra cui anche quello dell’Emilia.

Capiamo prima di tutto di cosa si tratta.

Nella fratturazione idraulica si sfrutta un liquido, generalmente acqua, per creare e poi far propagare una frattura in uno strato roccioso. La frattura viene creata dopo una classica trivellazione, in uno strato ricco di idrocarburi, per aumentare la permeabilita’. In questo modo si cerca di migliorare la produzione di petrolio o di shale gas (metano prodotto dalla decomposizione anaerobica di materiale organico nelle argille) contenuti nel giacimento.

La figura seguente puo’ aiutarci a comprendere meglio la tecnica del fracking:

Schema del fracking

Come detto in precedenza, questa tecnica viene utilizzata per la ricerca o per migliorare la produzione di petrolio e altri idrocarburi nel terreno.

Dal punto di vista ambientale, la tecnica della frammentazione idraulica e’ sotto controllo per il sospetto che l’utilizzo di alcuni solventi nel liquido utilizzato, possano inquinare le falde acquifere sotterranee. Teniamo conto che in questi casi milioni di litri d’acqua vengono iniettati a profondita’ di 6-7 Km nel terreno. Proprio a causa di questo sospetto, anche se ancora non verificato, alcuni paesi hanno vietato l’utilizzo del fracking nei loro territori.

I pericoli del fracking sono anche di natura geologica. La massa d’acqua iniettata nel terreno puo’ infatti agire su una faglia provocando sismicita’. Molti studi sono stati fatti in questa direzione e vi sono anche delle prove sperimentali raccolte in diverse parti del mondo.

In un recente articolo, Stephen Horton, ricercatore dell’universita’ di Memphis, ha dimostrato la pericolosita’ derivante dall’iniettare grosse quantita’ di liquido nei pressi di una faglia attiva. Questa infatti puo’ amplificare i movimenti tellurici di una parte del terreno gia’ sede di fenomeni sismici. Trovate l’articolo di Horton (in inglese) a questo indirizzo:

Fracking e terremoti

Nell’articolo Horton prende in esame dei casi specifici avvenuti negli Stati Uniti, tra cui il piu’ famoso e’ quello delle Rocky Mountain di magnitudo 5.3, in cui si evidenzia la correlazione tra il fracking e i successivi terremoti derivanti da questa pratica.

In Europa, un caso noto e’ quello di una serie di terremoti di piccola intensita’, terminati con uno di magnitudine 4.3, nell’area intorno a Basilea in Svizzera. In questo caso, i terremoti furono provocati dalle tecniche per lo sfruttamento geotermico della zona. Immettendo acqua fino a grande profondita’, questa viene riscaldata e torna in superficie sotto forma di vapore, convogliato poi negli impianti di produzione elettrica. In questo caso, simile alla fratturazione, l’acqua ha alterato l’equilibrio della vicina faglia rendendola piu’ attiva.

Questi studi e questi esempi (scientifici), ci fanno capire come la tecnica del fracking non sia sempre utilizzabile. Occorre infatti fare dei carotaggi nel terreno per capirne la composizione, studiare la disposizione delle faglie, ma soprattutto capire se le superfici di scorrimento della frattura sono lisce o rugose, lubrificate o meno, tutte caratteristiche che danno una stima della attivabilita’ e dell’energia accumulata nella faglia. In caso di dubbi e’ sempre meglio evitare questa tecnica.

Ora che abbiamo capito meglio il fracking, possiamo rispondere alla nostra domanda iniziale: e’ vero che il terremoto in Emilia e’ stato provocato da fracking nella pianura padana?

La risposta e’ assolutamente no. In Italia questa tecnica non e’ mai stata utilizzata per lo sfruttamento ne di gas naturale ne di petrolio. Molti, spesso, tendono a confondere il fracking con i depositi di stoccaggio del gas. Questi ultimi altro non sono che dei depositi naturali nel sottosuolo (molto spesso giacimenti esauriti di gas naturale) utilizzati per lo stoccaggio di gas. Non e’ assolutamente vero che si utilizza il fracking per creare cavita’ sotterranee dove stoccare gas naturale. Si stanno confondendo cose completamente diverse tra loro.

I depositi di gas naturale, ovviamente, devono essere approvati prima di tutto a livello geologico. A seguito dei recenti sismi in Emilia, ad esempio, e’ stato dato parere negativo all’utilizzo di un nuovo sito che era stato individuato proprio nella zona di San Felice sul Panaro. In realta’, un primo parere negativo era stato dato anche prima del sisma. Il terremoto ha solo bloccato definitivamente le procedure di valutazione del deposito. E’ altresi’ assolutamente falso che le compagnie abbiano scavato o utilizzato il fracking di nascosto per creare il deposito.

Anche dove esistono evidenze scientifiche di un particolare fenomeno, troppo spesso queste vengono arricchite di fantasie per seminare il terrore nella popolazione o per aumentare il sospetto verso la scienza e le istituzioni. Come possiamo distinguere tra notizie vere o inventate? Impariamo a ragionare con la nostra testa leggendo Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

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13 Risposte to “Fratturazione idraulica”

  1. fausto luglio 8, 2012 a 4:41 pm #

    Nell’immagine esplicativa leggo che “il gas naturale viene immesso nella rete di distribuzione: direttamente o trasportato con autocisterne”.

    Il gas ottenuto fratturando scisti e livelli di carbone è dominato dal metano, per liquefarlo occorre la criogenia. Decisamente l’autocisterna non è tra le opzioni utilizzabili.

    • psicosi2012 luglio 8, 2012 a 10:12 pm #

      Caro Fausto,
      hai perfettamente ragione. A pressione atmosferica, il metano passa allo stato liquido ad una temperatura di -160 gradi centigradi circa. Il trasporto in forma liquida avviene ad esempio mediante navi metaniere, dotate di criogenia.
      Ricordo qualche studio di alcuni anni fa per provare il trasporto in sovrapressione del metano. Questo fa diminuire la temperatura di liquifazione. I risultati non furono buoni perche’ il costo del trasporto aumentava notevolmente.

      L’immagine e’ molto semplificata per far vedere i processi indipendentemente dal gas.

      Grazie per l’ottimo commento che ci ha consentito di aggiungere un’informazione in piu’ per la produzione ed il trasporto di gas.

      Un caro saluto,
      Matteo

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  1. Ancora terremoti in Emilia? « psicosi2012 - luglio 7, 2012

    […] netta deriva dal fatto che in Italia non si sono mai utilizzate tecniche di fracking. In un prossimo articolo parleremo in dettaglio anche di questa tecnica capendo meglio il suo […]

  2. Una prova del fracking in Emilia? « psicosi2012 - luglio 8, 2012

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