Antimateria sulla nostra testa!

17 Gen

Proprio oggi, su diversi siti catastrofisti e pseudoscientifici, e’ apparsa la notizia che il telescopio della NASA Fermi avrebbe individuato la produzione di antimateria durante i temporali. Stando a quanto si legge in rete, durante un temporale, i forti campi elettrici che si possono creare, sono in grado di trasformare l’aria in un plasma e produrre, grazie alle alte energie in gioco, antimateria sotto forma di positroni.

Ovviamente, non mancano ipotesi catastrofiste che richiamano la pericolosita’ dell’antimateria, oltre a puntare il dito contro questa sorgente posta solo a pochi kilometri dalle nostre teste. Su alcuni siti si ipotizza anche che potrebbe trattarsi di una modifica indotta del clima attraverso l’antimateria prodotta in questo modo. Se ci pensate, il collegamento e’ sempre il solito, l’uomo modifica il clima creando tempeste di fortissima intensita’, e mediante queste tempesta innesca la produzione dell’antimateria in atmosfera che sicuramente qualche effetto potrebbe darlo anche a noi che siamo subito sotto.

Inutile dirvi che in tutto questo discorso, che ripeto potete trovare su molti siti, si fa una gran confusione su argomenti scientifici ben noti e gia’ oggetto di studi da diversi anni.

Cerchiamo di capire meglio.

Prima di tutto, mi dispiace deludere tutti i fan di “Angeli e Demoni”, ma in questo fenomeno non viene prodotta antimateria, nel senso di antiatomi, ma solo antiparticelle, ed in particolare positroni, cioe’ anti-elettroni. Molto spesso, nell’immaginario colletivo, colpa anche dei tanti film fantascientifici, l’antimateria e’ vista come un qualcosa di molto pericoloso e che potrebbe addirittura essere usata per far scomparire la Terra. Di questi concetti abbiamo gia’ parlato in questi post:

Piccolo approfondimento sulla materia strana

Lotteria profetica 2012

Due parole sull’antimateria

Come sappiamo, le antiparticelle vengono prodotte tutti i giorni nei nostri laboratori di fisica delle alte energie. Molti degli acceleratori presenti nel mondo lavorano facendo scontrare fasci di particelle con fasci di antiparticelle. Se prima non eravate a conoscenza di questa produzione artificiale, non penso che ora possiate credere che produrre antiparticelle possa distruggere la Terra.

Premesso questo, torniamo alla scoperta fatta dal telescopio Fermi e cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Durante un temporale, i forti campi elettrici che si generano possono accelerare gli elettroni presenti nell’atmosfera portandoli a velocita’ prossima a quella della luce. Durante il loro percorso, gli elettroni possono interagire con gli atomi dell’aria e perdere una parte della loro energia emettendo un fotone. Fin qui e’ semplice, la causa di tutto e’ l’elettrone che viene accelerato dal campo elettrico ed emette fotoni. Bene, questi fotoni, interagendo anche loro con i nuclei presenti in atmosfera, possono scomparire producendo una coppia elettrone-antielettrone. Questi effetti sono del tutto noti in fisica e non rappresentano assolutamente una novita’.

Rivediamo tutto il processo, elettrone dell’atmosfera, accelerato dal campo elettrico dovuto al temporale, produce un fotone. Il fotone decade formando una coppia elettrone-antielettrone. Su internet trovate una confusione enorme su questi processi in cascata. Spesso si confondono le particelle o i meccanismi descritti tirando fuori ipotesi completamente impossibili dal punto di vista fisico.

Dunque, abbiamo una coppia elettrone-antielettrone, quindi particelle e antiparticelle. Quello che e’ successo in Fermi, e da cui siamo partiti con la notizia iniziale, e’ che il telescopio ha osservato questi antielettroni, anche detti positroni, prodotti attraverso il meccanismo descritto. Per essere precisi, Fermi ha osservato l’annichilamento dei positroni nel telescopio.

Questo processo e’ ben descritto in questa rappresentazione che altro non e’ che una simulazione condotta proprio dalla NASA per comprendere il fenomeno alla base:

Produzione di un TGF. Fonte: NASA

Produzione di un TGF. Fonte: NASA

Ora, quello che in realta’ molti “dimenticano” di dire e’ che questo fenomeno non e’ stato osservato oggi da Fermi con grande stupore degli scienziati, ma e’ un processo che si conosceva e che anche questo telescopio aveva osservato a partire dal 2011.

Cerchiamo di capire meglio.

Questo genere di produzione di antielettroni avviene normalmente nello spazio in prossimita’ di buchi neri o di fenomeni di altissima energia cosmica. Nel 1994, qualche anno fa dunque, questo processo venne osservato per la prima volta nell’atmosfera terrestre, ad un’altezza tra 20 e 50Km, dalla NASA utilizzando il telescopio Compton. Il processo in atmosfera viene anche detto “Terrestrial Gamma Ray Flash”, TGF o TGRF.

Compton osservo ben 78 eventi di produzione di TGF nella nostra atmosfera durante tempeste tropicali.

Fermi ha gia’ osservato diversi TGF ed in piu’ ha scoperto che questi fenomeni possono avvenire anche a quote fino a 10Km. Dal momento che queste altezze comprendono i voli di linea, gia’ dal 2010 e’ stato formato un gruppo di ricerca congiunto tra INAF, ASI e ENAC, l’ente per la sicurezza in volo, per determinare gli eventuali rischi, sempre che sussistano, per i passeggeri dei voli di linea. Al momento, non e’ emersa nessuna pericolosita’ dei TGF.

Prima di chiudere, spendiamo due parole sul protagonista di questa notizia, cioe’ il telescopio Fermi.

Il telescopio e’ stato lanciato l’11 giugno 2008 e chiamato inizialmente GLAST, Telescopio Spaziale a Grande Area per Raggi gamma, e successivamente, il 26 Agosto 2008, ribattezzato Fermi Gamma Ray Space Telescope, in onore del nostro Enrico Fermi.

Raffigurazione del telescopio Fermi-GLAST in orbita

Raffigurazione del telescopio Fermi-GLAST in orbita

Questo telescopio ha la particolarita’ di essere dedicato all’osservazione dei raggi gamma, cioe’ ai fotoni di alta energia. L’osservazione di queste particelle e’ molto importante per l’identificazione di sorgenti gamma nella nostra galassia e fuori di questa, per lo studio dei cosiddetti Nuclei Galattici Attivi, per l’individuazione di Pulsar e resti di Supernove e per lo studio dei Gamma Ray burst, cioe’ l’emissione di raggi gamma da sorgenti energetiche, come descritto in precedenza.

Inoltre, lo studio dei fotoni nello spazio, puo’ aiutare nell’identificazione della materia oscura e per cercare di capire la natura di questa importante componente del nostro universo. Anche di materia oscura abbiamo parlato nei post riportati in precedenza dal momento che molto spesso anche questa viene chiamata in causa con assurdita’ scientifiche.

L’oosservazione dei TGF in Fermi e’ avvenuta proprio mentre il telescopio era interno a studiare l’universo lontano. I raggi gamma emessi da questo meccanismo raggiungono comunque i sensibili strumenti di Fermi che dunque e’ in grado di rivelarli con estrema precisione.

Concludendo, non c’e’ assolutamente nulla di allarmante nella scoperta della produzione di antiparticelle nell’atmosfera. Come visto, si tratta di un meccanismo ben compreso e che era gia’ conosciuto nella fisica. Per essere precisi, Fermi non ha assolutamente scoperto in questi giorni il fenomeno dei TGF, ma la loro prima osservazione risale al 1994 grazie al telescopio Compton. Fermi ha il pregio di poter studiare questi eventi con una risoluzione ed una precisione mai raggiunta prima ed inoltre, grazie proprio ai suoi strumenti, e’ stato possibile individuare questi fenomeni in strati piu’ bassi della nostra atmosfera, dove non si pensava potessero avvenire.

Anche in questo caso, l’informazione sulla rete presenta molti tratti catastrofisti del tutto ingiustificati, oltre ovviamente ad una sana componente di imprecisioni scientifiche a cui ormai dovremmo essere abituati.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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10 Risposte to “Antimateria sulla nostra testa!”

  1. Francy gennaio 17, 2013 a 6:00 pm #

    Ciao matteo ho molta paura del pianeta x…ho un frullato di notizie in testa che mi creano confusione…ho letto la lettera del politico norvegese che è datata 2007 e l allarme lanciat dal conduttore radiofonico john moore che mi mettono molta paura! Puoi aiutarmi a sfatare queste notizie? Sono vere?

    • psicosi2012 gennaio 18, 2013 a 1:14 am #

      Ciao Francy,
      assolutamente niente di reale. Come visto nei vari post, l’ipotesi di un decimo pianeta nasce veramente dall’astrofisica per cercare di spiegare le perturbazioni dei pianeti esterni, ma queste ipotesi vennero meno con la misurazione piu’ precisa delle masse dei corpi. Parliamo di articoli degli anni ’90 che pero’ sono stati ripresi in mano da tanti complottisti per riproporre non solo l’ipotesi di Nibiru, ma anche che questo pianeta ci stia venendo dritto incontro.

      Assolutamente niente di reale ne di fondato. Dai uno sguardo ai vari articoli linkati a questo post, e vedrai come tutte le ipotesi cadono immediatamente:

      https://psicosi2012.wordpress.com/2013/01/16/il-vaticano-a-caccia-di-nibiru/

      Per quanto riguarda Moore, ne abbiamo parlato in un post specifico:

      https://psicosi2012.wordpress.com/2012/07/19/nibiru-e-vicino/

      Come vedi non c’e’ assolutamente nulla di cui preoccuparci!

      Se hai altri dubbi, chiedi tranquillamente. E’ sempre un piacere discutere con tutti!

      Un caro saluto,
      Matteo

  2. dario gennaio 21, 2013 a 4:36 pm #

    Gent.mo Prof. Martini, si potrebbe trattare un articolo nel quale si parli di quanto sia possibile in futuro ricavare energia dalla fusione fredda e soprattutto se la medesima è plausibile o meno. Grazie mille

    PS: ho effettuato alcune ricerche in merito… ma tutte dicono tutto e dicono nulla. La Grecia, qualora la cosa si realizzasse diventerebbe estremamente ricca in quanto produttrice di nichel in polvere. Vero o Bugia?

    • psicosi2012 gennaio 22, 2013 a 7:46 am #

      Caro Dario,
      l’argomento da te proposto e’ estremamente interessante e molto dibattuto anche tra i non addetti ai lavori.

      In particolare, l’utilizzo del nichel in polvere e’ considerato uno dei catalizzatori necessari al funzionamento dell’E-Cat di Rossi e Focardi. Su questo, scienza, fantasciemza e credenza popolare si mescolano in maniera qusi perfetta crendo un alone di mistero. Cerco di spiegarmi meglio. Ad oggi, non vi sono prove dell’esistenza, ma soprattutto, della possibilita’ di utilizzo di questo oggetto per la produzione di energia da fusione fredda.

      Senza entrare, per il momento, nella discussione scientifica, nessuno ha mai voluto dare la prova che sia possibile costruire una cosa del genere funzionante. Questo ovviamente spinge la direzione verso il sospetto. Al contrario di quanto si legge in rete, dove l’E-Cat sarebbe l’energia del futuro, non c’e’ uno straccio di articolo, prova o dimostrazione che quest’ultimo funzioni.

      Al momento, mi sento di mettere sullo stesso piano l’E-Cat, il piezonucleare e Keshe. Tutti promettono tanto, ma nessuno mostra ….

      Parleremo di questi argomenti in un prossimo post.

      Grazie mille per il commento e per l’importante spunto di riflessione.

      Buona giornata,
      Matteo

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