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Viaggio al centro della Terra

10 Ott

Come sapete bene, molto spesso la stessa natura del nostro pianeta riesce a sorprenderci con scoperte che hanno quasi dell’incredibile. Solo pochi giorni fa, sono state pubblicate per la prima volta le foto scattate all’interno della grotta di Er Wang Dong.

Molto probabilmente, avrete letto questa notizia su qualche giornale, dal momento che in tanti si sono dilungati nel commentare e mostrare queste incredibili immagini.

La grotta in questione si trova in Cina e il nome significa letteralmente “Seconda Caverna Reale”. Cosa ha di speciale questa grotta? Per prima cosa, le dimensioni che lasciano davvero senza fiato, parliamo di una superficie di piu’ di 50000 metri quadrati. Anche la cubatura e’ impressionante, in alcuni punti la volta della grotta raggiunge i 250 metri.

Perche’ le foto sono state publicate solo ora?

In realta’, gia’ da diverso tempo si conosceva l’esistenza di questo sistema di grotte, ma non erano mai state esplorate prima. Decenni fa, la parte iniziale della grotta era utilizzata come miniera di nitrati dagli abitanti della provincia. Nessuno pero’, prima di oggi, si era spinto all’interno per esplorare gli spazi piu’ nascosti.

Come detto, solo in questi giorni un gruppo di 15 speleologi ha esplorato per la prima volta questi spazi, soggiornando un mese intero all’interno e potendo documentare accuratamente quello che hanno visto.

Come detto, la superficie e’ davvero impressionante, ma questa e’ solo una delle caratteristiche. Pensate che la grotta e’ talmente vasta e profonda, da apparire quasi come un mondo inesplorato completamente separato da quello in superficie. Praticamente, possiamo dire che all’interno si e’ stabilito un microclima specifico della grotta, indipendente da quello esterno.

Eccovi alcune foto davvero molto belle:

pict

Piccola critica ai tanti giornali che al solito si lanciano in discorsi che non riscono ad afferrare in pieno. Come forse avrete letto, molti parlano di uno spazio talmente grande che all’interno vige addirittura un clima specifico, con precipitazioni, pioggia, ecc.

Come capite bene, questo e’ vero solo in parte. Per quanto grande e isolata, e’ formalmente sbagliato parlare di clima indipendente. L’affermazione deriva da quelllo che hanno riportato gli esploratori, ma interpretato in modo autonomo. Mi spiego meglio. All’interno della caverna si possono formare banchi di nebbia talmente densi, come se fossero nubi. Perche’ avviene questo? L’evaporazione dell’acqua dalla parte bassa fa si che il vapore acqueo salga verso l’alto e, in particolari condizioni, soprattutto negli spazi piu’ ampi, incontri aria piu’ fredda dovuta alle infiltrazioni dell’ingresso verso l’esterno. In questo caso, il mescolamento delle due correnti a temperatura diversa puo’ creare una nebbia cosi’ densa da apparire come una nuvola. L’umidita’ puo’ anche ricadere verso il basso formando una sorta di precipitazioni interne.

Questo e’ il motivo per cui si dice che le grotte di Er Wang Dong hanno un “clima” tutto loro.

All’interno delle grotte, oltre a stalattiti e stalagmiti di dimensioni impressionanti, si trovano anche specchi d’acqua dolce e fiumi sotterranei. Nelle foto riportate prima, si vede infatti un piccolo laghetto dalle acque trasparenti con uno speleologo all’interno. Non pensate che l’esploratore stia facendo un bagno per rilassarsi. Diverse sale del sistema sotterraneo sono raggiungibili soo immergendosi e passando attraverso stretti cunicoli sotto l’acqua.

Analogamente, ci sono diversi punti che invece sono raggiungibili solo dopo una difficile arrampicata su pareti liscie e molto alte.

Personalmente, trovo questa scoperta molto affascinante e interessante. Come giustamente detto da uno degli esploratori delle grotte, chissa’ quanti altri posti di questo tipo sono celati nelle viscere del nostro pianeta, e aspettano solo di essere esplorati. Se ci pensate, questo e’ lecito e molto curioso. Ad oggi, possiamo dire di aver visto gran parte, se non la totalita’, del nostro pianeta e ci siamo mossi molto in avanti anche al di fuori della Terra, nello spazio. Pensate a tal proposito alla sonda Voyager, di cui abbiamo parlato, che e’ uscita fuori dal nostro Sistema Solare.

Al contrario, ci potrebbero essere ancora tanti luoghi sotterranei da esplorare e che magari possono offrirci microclimi completamente isolati dal resto del pianeta. Analogamente, la stessa cosa avviene per le profondita’ degli oceani, di cui conosciamo ancora poco a livello di flora e di fauna. Pensate solo a tutte quelle volte che vengono fatte immersioni in profondita’ e, ogni volta, vengono mostrate specie marine non conosciute fino ad allora.

Questo ragionamento ci fa capire quanto ancora c’e’ da esplorare e quanto ancora poco possiamo dire di coscere il nostro pianeta.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Nelle Azzorre le piramidi si fanno sotto il mare

30 Set

In questi giorni, sulla rete si parla insistentemente di una scoperta fatta in fondo all’oceano nelle isole Azzorre. Come forse avrete letto, si tratta del ritrovamento di una piramide. Il particolare che pero’ rende unico questo ritrovamento e’ che la piramide si trova sotto l’oceano a circa 40 metri di profondita’.

In soldoni, questa e’ la notizia che trovate in rete. Perche’ se ne parla tanto? Come potete facilmente immaginare, scoperte di questo tipo non fanno altro che rilanciare la moda della misteriosa civilta’ di Atlantide.

Senza lasciarci prendere dall’entusiasmo della rete, cerchiamo di andare con ordine e di capire meglio questa notizia.

Da quanto riportato dalle varie fonti, la piramide sarebbe stata identificata da un pescatore durante un giro di perlustrazione. L’imbarcazione utilizzata era munita di un sistema sonar per la mappatura dei fondali. Niente di particolare, si tratta di un apparecchio che invia segnali verso il fondo del mare e, misurando il tempo impiegato dal segnale per rimbalzare sul fondo e tornare alla nave, e’ in grado di disegnare una mappa delle profondita’.

Proprio durante questa analisi, il pescatore, che per la cronaca si chiama Diocleciano Silva, avrebbe osservato una strana formazione piramidale, dai bordi estremamente regolari.

Ecco l’immagine di cui stiamo parlando:

Immagine sonar della piramide delle Azzorre

Immagine sonar della piramide delle Azzorre

Come vedete, si osserva chiaramente un profilo, da questa mappa, quadrangolare con, dall’indicazione delle linee di quota, una forma appuntita al centro.  Tradotto in parole semplici, una piramide.

Bene, come potete facilmente capire, la domanda principale a cui si deve rispondere a questo punto e’ se la piramide e’ di origine naturale o artificiale, cioe’ opera dell’uomo.

Ovviamente, questa non e’ una domanda a cui e’ possibile rispondere senza un’immagine piu’ chiara e nitida della costruzione. Come anticipato pero’, sulla rete si sono scatenati i tanti sostenitori dell’esistenza di una civilta’ atlantidea.

Cerchiamo di fare qualche ragionamento indipendente rispetto a quelli, uniformati, che trovate in rete.

Prima osservazione, su molti siti trovate scritto che la piramide e’ alta 60 metri, ma che si trova a 40 metri sul fondo dell’oceano. Forse anche su questo punto, quelli che scrivono non si sono fatti troppe domande. Premesso che le linee di profondita’ indicate dal sonar danno valori diversi, se anche volessi prendere per buono il valore di 40 metri allora, credo, questo dovrebbe essere riferito alla punta della piramide. Non e’ ovviamente possibile che su un fondale profondo 40 metri ci sia una altura da 60 metri. 20 metri uscirebbero fuori!

Su molti siti trovate scritto che la costruzione e’ imponente, oltre ai 60 metri di altezza, la sua superificie e’ addirittura di 8000 metri quadrati. Certo, messo in questo modo, 8000 metri quadrati sembra un numero molto molto grande. Proviamo a fare un confronto facile con qualcosa che tutti conoscono, la grande piramide di Cheope. In questo caso, la piramide ha un’altezza di 146 metri, dunque piu’ del doppio, e una superficie totale di 53000 metri qudrati, cioe’ quasi 7 volte di piu’ di quella delle Azzorre.

Come spesso cerchiamo di far capire, parlare di grande o piccolo, soprattutto in termini scientifici, non significa nulla se non abbiamo un termine di paragone. La piramide delle Azzorre e’ grande, rispetto a cosa? Se la confrontiamo con quella di Cheope e’ notevolmente piu’ piccola. E in questo caso, non stiamo confrontando mele con pere, ma piramide con piramide, rimanendo dell’idea che quella sottomarina sia una piramide.

Altra assurdita’ che leggo in rete, questa volta dall’altra parte della barricata. Alcuni siti sostengono che evidentemente la piramide delle Azzorre sia una formazione naturale perche’ sarebbe assurdo pensare che qualcuno abbia costruito una piramide sul fondo dell’oceano. Non vorrei sembrare il bastian contrario per definizione, ma in questo caso, qualora la cosa si confermasse vera, la piramide sarebbe stata costruita prima dell’ultimo grande scioglimento dei ghiacci, cioe’ quando le terre attualmente sotto una certa altezza d’acqua erano all’asciutto.

Permettetemi a questo punto di fare alcune consdierazioni su Atlantide. Come avete visto, allo stato attuale, non siamo in grado di dire se la piramide delle Azzorre sia naturale, perche’ formata da fenomeni di erosione, o artificiale, cioe’ fatta dall’uomo. Come anticipato, secondo molti, qualora la notizia fosse reale, la piramide potrebbe essere un reperto costruito dall’antico popolo di Atlantide. Tra l’altro, una delle collocazioni maggiormente citate per questa fantastica civilta’ sono proprio le Azzorre, secondo alcuni cime di quelle che una volta erano le montagne di una vallata.

Leggendo sulla rete, molto spesso trovo commenti di persone convinte dell’esistenza di Atlantide e che denunciano una copertura ad opera della scienza che non vuole amettere questa scomoda verita’ o che si ostina a non voler cercare prove e reperti di questo glorioso passato. E’ vero questo? Assolutamente no. Perche’? La risposta e’ molto semplice, ci sconvolgerebbe pensare ad una popolazione vissuta decine di migliaia di anni fa in un luogo della Terra ora coperto dall’oceano? A me personalmente, no.

Fate pero’ attenzione a quello che ho scritto. Non ho fatto assolutamente menzione ad una civilta’ evoluta oltre ogni immaginazione, magari piu’ della nostra attuale.Pensare il contrario mi sembra veramente fantasticare senza nessuna prova. Pensate a quante volte durante la vostra vita avete sentito di qualche ritrovamento per il mondo, che indicava l’esistenza di una civilta’ fino ad allora sconosciuta. Vi hanno sconvolto quete notizie? Credo proprio di no. Detto questo, non capisco perche’ se dovessimo chiamare una di queste civilta’ Atlantide, la cosa dovrebbe far intimidere la scienza.

Con questo, voglio solo dire che potrebbe essere esistita la mitica civilta’ di Atlantide, ma non con tutte le fantasie che siamo abituati a sentire. Come sapete e come anticipato, molti testi storici parlano di questa civilta’, primo tra tutti Platone. Magari questi racconti potrebbero essere basati su fatti accaduti veramente. In fondo, anche la citta’ di Troia si pensava fosse solo frutto della fantasia di Omero, fino a quando Schliemann non trovo’ i resti.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Buco sulla Stazione Spaziale

8 Mag

In queste ore e’ stata rilasciata una notizia che ha riacceso un dibattitto di cui ci eravamo occupati varie volte. A seguito dell’impatto ocn un piccolo oggetto, uno dei pannelli solari della Stazione Spaziale Internazionale e’ stato danneggiato. Il risultato di quanto avvenuto e’ stato mostrato dall’astronauta canadese Chris Hadfield che ha mostrato la foto su twitter:

La zona cerchiata di rosso e' quella che mostra il foro

La zona cerchiata di rosso e’ quella che mostra il foro

Come vedete, si tratta di un piccolo foro di diametro compreso tra 1.5 e 2 cm e che, al momento, non desta nessun timore per il funzionamento della ISS.

Da cosa e’ stato provocato questo foro?

Ovviamente non potevano mancare ipotesi fantasiose sulla rete che vorrebbero il foro come risultato di un attacco da parte di qualche cosa o anche, questa e’ davvero fantasiosa, come risultato dell’enorme flusso di particelle provenienti dal Sole che sta aumentando la sua intensita’. Al solito, la rete e’ libera, e’ giusto che lo sia, e ognuno puo’ scrivere quello che vuole, pero’ c’e’ un limite anche alla fantasia.

Tornando seri, le ipotesi fatte sono essenzialmente due: nel primo caso, il foro potrebbe essere stato causato dall’urto del pannello con un meteroide di piccole dimensioni proveniente dallo spazio. Come sappiamo bene, questo genere di eventi sono del tutto normali. Come si vede dal foro, in questo caso, se l’ipotesi fosse vera, si tratterebbe di un sassolino di appena 3 cm di diametro, pero’ impattante ad alta velocita’. Questo genere di eventi sono del tutto previsti e proprio per questo motivo, le parti piu’ sensibili della Stazione Spaziale sono schermate con pannelli antimeteorite. Queste strutture servono ad inspessire lo strato esterno di materiale in modo da proteggere le parti piu’ sensibili, come, ad esempio, i moduli in cui si trovano abitualmente gli astronauti durante il loro soggiorno nello spazio. Come potete facilmente immaginare, queste protezioni sono impraticabili per i pannelli solari che devono assolutamente essere scoperti per poter catturare l’energia solare essenziale per il funzionamento dei sistemi di bordo.

Altra ipotesi interessante, e’ che si sia trattato di rifiuto spaziale. Come visto in questi post:

Black Knight e segnali dallo spazio

Un nuovo UFO nello spazio

lo spazio che circonda la Terra e’ ormai divenuto una discarica piena di detriti prodotti da precedenti missioni o dalla distruzione di oggetti caduti in disuso. Solo poche settimane fa, avevamo parlato dello scontro del nanosatellite russo Blits con un detrito spaziale:

Chi va col profeta, impara a profetizzare

proprio in questo caso, si e’ puntato il dito contro i detriti prodotti dal test missilistico della Cina utilizzato per distruggere il satellite Fenyun-1C.

Come visto nei precedenti articoli, quello dei detriti spaziali sta diventando un vero e proprio problema dal momento del pericolo che questi oggetti abbandonati rappresentano per i tanti oggetti, molto spesso privati, che orbitano intorno alla Terra. In particolare, abbiamo gia’ parlato delle missioni di recupero e pulizia pianificate da qui a breve tempo ma, come anticipato, detriti di dimensioni minori non sono visibili al radar per cui non si conosce esattamente la loro posizione, ne tantomeno i sistemi di controllo che sono in grado di evitare pericolosi scontri.

Nel caso della Stazione Spaziale, stiamo parlando di un detrito di soli 3 cm di diametro ma capace, come testimonia il pannello solare, di produrre danni considerevoli alle missioni in orbita.

Dal mio punto di vista, entrambe le ipotesi possono essere considerate ragionevoli. Facciamo pero’ una riflessione aggiuntiva. La Stazione Spaziale internazionale e’ dotata di 8 pannelli solari di area pari a decine di metri quadri ciascuno. Se teniamo a mente questi numeri, ci rendiamo conto che, dopo diversi anni di utilizzo della ISS. la probabilita’ di eventi di questo tipo, all’orbita in cui si trova la stazione spaziale, e’ considerevolmente bassa.

Come anticipato, il foro non sembrerebbe aver provocato danni o cali di alimentazione nella ISS. Studi di questo tipo sono importanti per valutare la disponibilita’ elettrica della base. I pannelli solari utilizzati funzionano esattamente come quelli dei campi fotovoltaici a Terra. In questo caso, stringhe di pannelli vengono connessi in serie per cui l’interruzione di un pannello potrebbe provocare la chiusura di tutta la stringa con notevoli cali di alimentazione ben piu’ alti del singolo pannello mancante. In questo caso, fortunatamente, non ci sono state conseguenze di questo tipo, per cui, al momento, la situazione sembrerebbe sotto controllo senza la richiesta di lavorazioni esterne per gli abitanti della stazione.

Concludendo, le ipotesi per la causa del foro rinvenuto in uno dei pannelli solare della ISS potrebbe essere stato provocato da un meteroide o anche da un detrito spaziale invisibile ai radar data la sua piccola dimensione. Solo per curiosita’, vi dico che tra l’8 e il 10 Maggio si svolgera’ a Roma la International Space Conference. Tra i diversi temi trattati non manchera’ certo quello sui detriti spaziali. Trattandosi di societa’ private, all’incontro parteciperanno anhce importanti agenzie assicurative mondiali, che dovranno mostrare i loro piani assicurativi con per scontri di questo tipo. Non pensate solo alla scienza pura, come sappiamo, molto piu’ spesso, gli oggetti in orbita intorno alla Terra sono di origine privata e utilizzati per gli scopi piu’ disparati, prima tra tutte le telecomunicazioni.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Quale onore!

19 Mar

E’ per me, e per questo blog, un vero onore ricevere niente meno che un insulto da una personalita’ del genere.

Cosa significa?

Andiamo con ordine. In molti post abbiamo affrontato la tematica UFO, discutendo dei presunti avvistamenti fatti nel mondo, della possibilita’ dell’esistenza di forme di vita intelligenti e anche della psicosi ripresa con vigore nel 2012.

In alcuni post poi, ci siamo soffermati a discutere il punto di vista anche di personaggi illustri che, a volte per scherzo a volte per attirare l’attenzione, hanno fatto dichiarazioni piu’ o meno condivisibili. Esempi di questo tipo sono il super citato presidente russo Medvedev, il primo ministro australiano e l’eurodeputato Borghezio:

– Russia, Medvedev tranquillizza i suoi!

– 21 Dicembre: fenomeno italiano?

– Il 21/12 in Australia

– Se lo dice Borghezio …

In questo filone poi, abbiamo discusso di una interrogazione presentata anche al parlamento italiano, in cui si chiedeva una commissione di inchiesta per capire l’esistenza degli alieni, del vero ruolo dell’area 51, dei file segreti di alcune potenze europee. Questo e’ l’articolo in questione:

– Gli UFO sbarcano anche al parlamento italiano

Piccola premessa, utilizzando anche la funzione “cerca” di wordpress potete trovare tutti i post su questi argomenti. Vi ricordo inoltre che la tematica area 51, vista la notorieta’ del caso, e’ stata trattata in un post specifico che trovate qui:

Area 51: verita’ e fantasie

Bene. Perche’ torniamo su questo argomento? Poche ore fa ho ricevuto questo commento che vorrei condividere con voi:

Immagine1

Il commento e’ stato fatto a questo articolo:

World Economic Forum: gli alieni sono tra di noi

Guardate chi e’ l’autore. Niente poco di meno che Giuseppe Vatinno. Si, avete capito bene. Proprio il Vatinno autore, insieme a Barbato, dell’interrogazione al parlamento italiano sulla questione UFO.

Bene, rispondo qui al suo commento.

Premetto che l’argomentazione del commento e’ perfettamente corretta. In italiano “qual e'” si scrive senza apostrofo. Consultando una qualsiasi grammatica italiana trovate anche la spiegazione. In questo caso non si tratta di un’elisione ma di un troncamento ed, in quanto tale, non richiede l’utilizzo dell’apostrofo.

Senza darmi un tono, ammetto l’errore, ma sono consapevole che si e’ trattato di un errore di battitura. Invito l’ex Onorevole Vatinno a leggere i post di questo blog. Sono perfettamente consapevole della miriade di errori di battitura presenti negli articoli. Potete trovare molti casi con “qual e'” scritto in modo corretto, molti altri con l’apostrofo, parole con lettere scambiate, virgole che mancano, ecc. Non vuole essere una scusa, ma molti di questi post sono stati scritti tra l’una e le tre del mattino. Qualche errore, anche rileggendo i testi, puo’ essere scappato.

Solo pochi mesi fa, era esplosa una polemica simile perche’ Saviano aveva scritto in un tweet “qual e'” con l’apostrofo. Ovviamente non voglio paragonarmi a Saviano soprattutto per doti di scrittura. In quel caso, Saviano si giustifico’, ammettendo ovviamente l’errore, dicendo che anche Pirandello lo scriveva allo stesso modo.

Come anticipato, non mi paragono a Saviano, ne assolutamente a Pirandello. Ci sono molte forme che prima erano considerate errori anche gravi e ora vengono accettate dalle grammatiche per l’uso comune. Qual e’ non rientra in questi casi e assolutamente non voglio appellarmi a nulla.

Ora pero’, vorrei rispondere al commento in senso stretto.

Come abbiamo visto, c’e’ un articolo specifico sul blog scritto su Vatinno e sulla sua proposta parlamentare. Se leggete l’articolo, ovviamente vedete che, sempre nel rispetto personale e con educazione, questa proposta non e’ stata considerata in modo positivo nelle mie considerazioni. Nel commento di Vatinno non si fa nessun riferimento a quanto scritto. Forse, e dico forse, non potendosi appellare ad altro ha preferito lasciare questo commento giusto per insultare un po’.

Inoltre, mi e’ stato dato dell’ignorante. Ora, sono consapevole di “ignorare” moltissime cose. Non mi metto assolutamente in cattedra ne voglio pormi come un conoscitore del tutto. Chi segue questo blog, sa bene come vengono scritti gli articoli. Ci si documenta, si ragiona sulle notizie e si cerca di trovare una spiegazione razionale, se esiste, ma soprattutto si cerca sempre il confronto con altre persone, magari anche piu’ esperte di me in quel settore.

Questo si chiama “confronto”. Nessuno parte volendo scrivere la verita’ assoluta, ma solo con il desiderio di imparare cose nuove. In questo caso, partiamo dalle psicosi per parlare di scienza, cioe’ per fare divulgazione scientifica.

Inviterei magari Giuseppe Vatinno a commentare per discutere insieme a noi tutti la sua proposta in parlamento e magari per spiegare il suo punto di vista. Noi siamo aperti a tutti e a tutto, senza pregiudizi e senza voler imporre nessun pensiero.

Prima di ricevere altri commenti grammaticali, premetto subito a Vatinno che nei miei post trova solo apostrofi piuttosto che accenti, solo perche’ utilizzo un portatile con tastiera americana senza lettere accentate. Faccio questo solo per comodita’ nel lavoro che svolgo. Per velocizzare la scrittura, evito ogni volta di utilizzare combinazioni di tasti o tastiere virtuali per mettere gli accenti corretti.

Ultimissima cosa. Visto il tono del commento fatto, non mi meraviglio affatto della polemica nata dopo i tweet rilasciati da Vatinno. Anche in questo caso, mio punto di vista, i toni non erano assolutamente adatti ad un contesto pubblico e di confronto:

Vatinno Tweet

Se il mio modo di pormi, di scrivere e di confrontarmi fanno di me un “ignorante”, mi perdonerete ma continuero’ ad esserlo.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

 

Antimateria sulla nostra testa!

17 Gen

Proprio oggi, su diversi siti catastrofisti e pseudoscientifici, e’ apparsa la notizia che il telescopio della NASA Fermi avrebbe individuato la produzione di antimateria durante i temporali. Stando a quanto si legge in rete, durante un temporale, i forti campi elettrici che si possono creare, sono in grado di trasformare l’aria in un plasma e produrre, grazie alle alte energie in gioco, antimateria sotto forma di positroni.

Ovviamente, non mancano ipotesi catastrofiste che richiamano la pericolosita’ dell’antimateria, oltre a puntare il dito contro questa sorgente posta solo a pochi kilometri dalle nostre teste. Su alcuni siti si ipotizza anche che potrebbe trattarsi di una modifica indotta del clima attraverso l’antimateria prodotta in questo modo. Se ci pensate, il collegamento e’ sempre il solito, l’uomo modifica il clima creando tempeste di fortissima intensita’, e mediante queste tempesta innesca la produzione dell’antimateria in atmosfera che sicuramente qualche effetto potrebbe darlo anche a noi che siamo subito sotto.

Inutile dirvi che in tutto questo discorso, che ripeto potete trovare su molti siti, si fa una gran confusione su argomenti scientifici ben noti e gia’ oggetto di studi da diversi anni.

Cerchiamo di capire meglio.

Prima di tutto, mi dispiace deludere tutti i fan di “Angeli e Demoni”, ma in questo fenomeno non viene prodotta antimateria, nel senso di antiatomi, ma solo antiparticelle, ed in particolare positroni, cioe’ anti-elettroni. Molto spesso, nell’immaginario colletivo, colpa anche dei tanti film fantascientifici, l’antimateria e’ vista come un qualcosa di molto pericoloso e che potrebbe addirittura essere usata per far scomparire la Terra. Di questi concetti abbiamo gia’ parlato in questi post:

Piccolo approfondimento sulla materia strana

Lotteria profetica 2012

Due parole sull’antimateria

Come sappiamo, le antiparticelle vengono prodotte tutti i giorni nei nostri laboratori di fisica delle alte energie. Molti degli acceleratori presenti nel mondo lavorano facendo scontrare fasci di particelle con fasci di antiparticelle. Se prima non eravate a conoscenza di questa produzione artificiale, non penso che ora possiate credere che produrre antiparticelle possa distruggere la Terra.

Premesso questo, torniamo alla scoperta fatta dal telescopio Fermi e cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Durante un temporale, i forti campi elettrici che si generano possono accelerare gli elettroni presenti nell’atmosfera portandoli a velocita’ prossima a quella della luce. Durante il loro percorso, gli elettroni possono interagire con gli atomi dell’aria e perdere una parte della loro energia emettendo un fotone. Fin qui e’ semplice, la causa di tutto e’ l’elettrone che viene accelerato dal campo elettrico ed emette fotoni. Bene, questi fotoni, interagendo anche loro con i nuclei presenti in atmosfera, possono scomparire producendo una coppia elettrone-antielettrone. Questi effetti sono del tutto noti in fisica e non rappresentano assolutamente una novita’.

Rivediamo tutto il processo, elettrone dell’atmosfera, accelerato dal campo elettrico dovuto al temporale, produce un fotone. Il fotone decade formando una coppia elettrone-antielettrone. Su internet trovate una confusione enorme su questi processi in cascata. Spesso si confondono le particelle o i meccanismi descritti tirando fuori ipotesi completamente impossibili dal punto di vista fisico.

Dunque, abbiamo una coppia elettrone-antielettrone, quindi particelle e antiparticelle. Quello che e’ successo in Fermi, e da cui siamo partiti con la notizia iniziale, e’ che il telescopio ha osservato questi antielettroni, anche detti positroni, prodotti attraverso il meccanismo descritto. Per essere precisi, Fermi ha osservato l’annichilamento dei positroni nel telescopio.

Questo processo e’ ben descritto in questa rappresentazione che altro non e’ che una simulazione condotta proprio dalla NASA per comprendere il fenomeno alla base:

Produzione di un TGF. Fonte: NASA

Produzione di un TGF. Fonte: NASA

Ora, quello che in realta’ molti “dimenticano” di dire e’ che questo fenomeno non e’ stato osservato oggi da Fermi con grande stupore degli scienziati, ma e’ un processo che si conosceva e che anche questo telescopio aveva osservato a partire dal 2011.

Cerchiamo di capire meglio.

Questo genere di produzione di antielettroni avviene normalmente nello spazio in prossimita’ di buchi neri o di fenomeni di altissima energia cosmica. Nel 1994, qualche anno fa dunque, questo processo venne osservato per la prima volta nell’atmosfera terrestre, ad un’altezza tra 20 e 50Km, dalla NASA utilizzando il telescopio Compton. Il processo in atmosfera viene anche detto “Terrestrial Gamma Ray Flash”, TGF o TGRF.

Compton osservo ben 78 eventi di produzione di TGF nella nostra atmosfera durante tempeste tropicali.

Fermi ha gia’ osservato diversi TGF ed in piu’ ha scoperto che questi fenomeni possono avvenire anche a quote fino a 10Km. Dal momento che queste altezze comprendono i voli di linea, gia’ dal 2010 e’ stato formato un gruppo di ricerca congiunto tra INAF, ASI e ENAC, l’ente per la sicurezza in volo, per determinare gli eventuali rischi, sempre che sussistano, per i passeggeri dei voli di linea. Al momento, non e’ emersa nessuna pericolosita’ dei TGF.

Prima di chiudere, spendiamo due parole sul protagonista di questa notizia, cioe’ il telescopio Fermi.

Il telescopio e’ stato lanciato l’11 giugno 2008 e chiamato inizialmente GLAST, Telescopio Spaziale a Grande Area per Raggi gamma, e successivamente, il 26 Agosto 2008, ribattezzato Fermi Gamma Ray Space Telescope, in onore del nostro Enrico Fermi.

Raffigurazione del telescopio Fermi-GLAST in orbita

Raffigurazione del telescopio Fermi-GLAST in orbita

Questo telescopio ha la particolarita’ di essere dedicato all’osservazione dei raggi gamma, cioe’ ai fotoni di alta energia. L’osservazione di queste particelle e’ molto importante per l’identificazione di sorgenti gamma nella nostra galassia e fuori di questa, per lo studio dei cosiddetti Nuclei Galattici Attivi, per l’individuazione di Pulsar e resti di Supernove e per lo studio dei Gamma Ray burst, cioe’ l’emissione di raggi gamma da sorgenti energetiche, come descritto in precedenza.

Inoltre, lo studio dei fotoni nello spazio, puo’ aiutare nell’identificazione della materia oscura e per cercare di capire la natura di questa importante componente del nostro universo. Anche di materia oscura abbiamo parlato nei post riportati in precedenza dal momento che molto spesso anche questa viene chiamata in causa con assurdita’ scientifiche.

L’oosservazione dei TGF in Fermi e’ avvenuta proprio mentre il telescopio era interno a studiare l’universo lontano. I raggi gamma emessi da questo meccanismo raggiungono comunque i sensibili strumenti di Fermi che dunque e’ in grado di rivelarli con estrema precisione.

Concludendo, non c’e’ assolutamente nulla di allarmante nella scoperta della produzione di antiparticelle nell’atmosfera. Come visto, si tratta di un meccanismo ben compreso e che era gia’ conosciuto nella fisica. Per essere precisi, Fermi non ha assolutamente scoperto in questi giorni il fenomeno dei TGF, ma la loro prima osservazione risale al 1994 grazie al telescopio Compton. Fermi ha il pregio di poter studiare questi eventi con una risoluzione ed una precisione mai raggiunta prima ed inoltre, grazie proprio ai suoi strumenti, e’ stato possibile individuare questi fenomeni in strati piu’ bassi della nostra atmosfera, dove non si pensava potessero avvenire.

Anche in questo caso, l’informazione sulla rete presenta molti tratti catastrofisti del tutto ingiustificati, oltre ovviamente ad una sana componente di imprecisioni scientifiche a cui ormai dovremmo essere abituati.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

L’importanza di uno scoop

19 Nov

Come sapete bene, l’idea del libro “Psicosi 2012. Le risposte della scienza” cosi’ come di questo blog, nasce dal desiderio di mostrare il punto di vista della scienza sulle profezie formulate riguardo al 2012. In questo senso, a mio avviso, e’ molto utile discutere i vari fenomeni e gli eventi reali o pronosticati, ragionando insieme e senza mostrare nessun preconcetto nell’analisi.

Al contrario, piu’ volte ci siamo trovati a riportate anche notizie completamente false diffuse in rete o sui giornali al solo scopo di fare notizia o comunque per puro tornaconto economico.

Come visto in questo post:

Homo homini lupus

piu’ volte ci siamo domandati se nel momento in cui si pubblicano notizie del genere, ci si domanda che conseguenze possano avere nelle persone.

I numeri sul 2012 parlano chiaro. Moltissime persone sono interessate, o comunque guardano con sospetto, alle profezie. In alcuni casi pero’, il terrore della fine del mondo o di dover affrontare catastrofi non gestibili puo’ portare a delle vere e proprie forme di isteria.

Questa seconda ipotesi non deve assolutamente essere sottovalutata, come dimostra un episodio avvenuto qualche giorno fa a Genova.

Il 13 Novembre, e’ avvenuto nell’area portuale di Genova un omicidio, probabilmente connesso con quanto affermato in precedenza. Per uno strano gioco del destino, vittima e carnefice erano omonimi e coetanei, rispondendo entrambi al nome di Matteo Biggi.

Da quanto riportato sui giornali, l’omicida, sembrerebbe a seguito di un violento colpo subito durante un allenamento di boxe, era ossessionato dalla fine del mondo e dalle catastrofi che sarebbero avvenute il 21 dicembre in concomitanza con la fine del calendario Maya.

Questo e’ almeno quanto riferito dai genitori e dall’avvocato del killer. In realta’, si stanno vagliando anche altre ipotesi come un movente di natura passionale, ma questo sembrerebbe in disaccordo con la scarsa conoscenza tra i due Matteo Biggi che erano semplicemente colleghi nell’area portuale di Genova.

Che sia la fine del calendario Maya o meno la vera natura dell’omicidio, questo avvenimento dovrebbe almeno far riflettere. I molti siti, blog, giornali e, a volte, anche telegiornali, dovrebbero pensare bene prima di inventare uno scoop di sana pianta al solo scopo di alimentare il terrore sul 2012.

Ripeto, un conto e’ discutere oggettivamente e con curiosita’ delle varie profezie formulate, un altro e’ annunciare la fine del mondo tutti i giorni e per motivi sempre differenti.

La corretta informazione e la voglia di discussione sono delle condizioni necessarie per una sana informazione non solo su questi temi, ma su qualsiasi notizia pubblicata.

Per il 2012, non stiamo qui a smentire le profezie per partito preso. Scopo della nostra discussione e’ quello di analizzare oggettivamente le profezie ragionandoci sopra e cercando di fare una corretta informazione.