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E rispunta anche il Big Foot!

3 Lug

Tra pianeti misteriosi, creature magiche, alieni e fatti assurdi, non possiamo certo farci scappare la notizia apparsa sui giornali in questi giorni. Finalmente, dopo anni di smentite, e’ stata finalmente trovata la prova vera dell’esistenza del Big Foot!

Incredibile, direte voi.

Di cosa si tratta?

Come e’ noto, il Big Foot, sarebbe una misteriosa creatura, una via di mezzo tra un essere umano e uno scimmione, che abiterebbe le foreste del centro America. Secondo molti, si tratterebbe di un parente molto stretto dello Yeti, anche detto “incredibile Uomo delle Nevi”. In basa a questa connessione, le due specie proverrebbero dallo stesso ceppo iniziale, ma avrebbero seguito strade evolutive differenti adattandosi ad ambienti completamente diversi.

Quale sarebbe questa prova?

Facile, ve la mostro immediatamente:

La presunta testa di Big Foot rinvenuta in Utah

La presunta testa di Big Foot rinvenuta in Utah

Come vedete, si trattarebbe di una testa fossilizzata di Big Foot. Il curioso reperto e’ stato rinvenuto da un cacciatore in una foresta dello Utah.

Come e’ possibile essere certi della sua provenienza?

La risposta e’ molto semplice, il cacciatore diverse volte ha incontrato Big Foot vivi in prossimita’ di una fonte termale nella foresta. Come viene riportato dal giornale locale che per primo ha pubblicato la notizia, gli avvistamenti di queste creature nello stato americano, sarebbero quasi all’ordine del giorno. Diversi esemplari di questo animale vivrebbero in prossimita’ proprio della fonte termale e sarebbero stati osservati da diversi abitanti del luogo che hanno riportato la loro storia.

Quali sono le prove a sostegno?

Ovviamente, di prove a sostegno neanche l’ombra. Il cacciatore pero’, si dice disponibile a far analizzare il suo prezioso reperto dalla scienza. Attenzione pero’, il proprietario della testa fossile esclude di lasciare il fossile in mano a qualsivoglia laboratorio di ricerca. Solo scienziati indipendenti possono analizzare il reperto, senza mai fargli lasciare l’abitazione del cacciatore. Perche’ questo comportamento? Semplice, il proprietario e’ spaventato dall’idea che qualcuno potrebbe sottrargli il fossile e farlo sparire dalla circolazione.

Al solito, noi saremo anche maligni, ma queste precauzioni un pochino stonano. Come spesso avviene, e’ sempre piu’ facile convincersi di qualcosa perche’ vogliamo che sia cosi’, piuttosto che chiedere la certezza e rimanere delusi.

Perche’ dico questo?

Le foto del reperto sono gia’ state analizzate a vista da medici e ricercatori della locale universita’. Risultato? I ricercatori concordano sul fatto che il reperto altro non e’ che una roccia modellata, probabilmente da eventi naturali, in questa strana forma.

Il perche’ di queste affermazioni e’ facilmente comprensibile. In primis, come visto nella foto, sono completamente assenti dei particolari come le orbite oculari, i denti e le narici. A detta degli esperti, il reperto assomiglierebbe piu’ ad una faccia che ad un teschio fossile. Quando un cranio va in decomposizione, le prime cose che sparisono sono le guance, il naso, gli occhi. Insomma, tutte quelle parti molli ricche di acqua. A riprova, in un qualsiasi teschio in decomposizione, anche con le palpebre chiuse, si vedono le cavita’ oculari svuotate. Cosa non visibile nella foto del reperto.

Detto questo, come anticipato, si tratta quasi con assoluta certezza di una roccia levigata. Ovviamente, non stiamo assolutamente dubitando della buona fede del cacciatore. Il reperto potrebbe essere una roccia levigata da fenomeni naturali, non un reperto lavorato ad hoc per assumere queste sembianze.

Pensate sia assurdo?

Di esempi di questo tipo, ne esistono a bizzeffe. In particolare, in questi articoli:

La Madonna appare sugli alberi?

Messaggio alieno nelle aurore?

abbiamo visto moltissimi esempi, non solo di  rocce, in cui fenomeni naturali finivano per assumere le sembianze di oggetti o persone note. In questo caso, ruolo fondamentale a queste “evidenze” viene proprio dal nostro cervello. Come detto anche in altri articoli:

Quello che i nostri occhi vedono

I nostri occhi vedono quello che noi vogliamo fargli vedere. Non pensate certo che il vento, giusto per fare un esempio, possa modellare le rocce per formare un soggetto particolare. Siamo noi a voler vedere riprodotto quello che pensiamo. In particolare poi, basta che qualcuno veda un qualcosa riprodotto, perche’ tutti gli altri vedano la stessa cosa.

Ad oggi, come anticipato, non vi e’ nessuna prova dichiarata reale che dimostrerebbe l’esistenza del Big Foot, cosi’ come dello Yeti. L’esistenza di queste creature, suscita comunque sempre un certo interesse, al punto da essere considerato uno dei misteri piu’ attraenti per i lettori di internet.

Concludendo, il reperto ritrovato nello Utah non e’ assolutamente una testa fossile di Big Foot, bensi’ solo una roccia modellata da fenomeni naturali. Ad oggi, non esiste nessuna prova dell’esistenza di queste misteriose creature.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Marte: pietra che rotola o misterioso Yeti?

17 Giu

In questi giorni, molti siti catastrofisti si stanno sbizzarrendo parlando nuovamente di Marte. Come sapete bene, visto anche il grande numero di sonde in orbita e sulla superficie, ci sono tante persone che passano le giornate a sfogliare le foto rese pubbliche dalla NASA per trovare un’evidenza di qualcosa di anomalo sul pianeta rosso. In tal senso, nei mesi scorsi, in rete ci hanno deliziato con tantissime osservazioni fatte su Marte: una moneta, un topo, monoliti, villaggi abbandonati. Ovviamente la fantasia galoppa sempre troppo velocemente.

Questa volta poi, devo dire che si sono veramente superati.

Come anticipato, si sta molto discutendo sulla rete riguardo a delle nuove foto che mostrerebbero delle tracce lasciate sul terreno marziano da pietre che hanno rotolato. Ora, se questo avvenisse sulla Terra, nessuno salterebbe dalla sedia, ma avere una pietra che misteriosamente rotola su Marte e’ una notizia diversa.

Eccovi una delle tante foto che trovate:

Una delle foto della superficie di Marte con l'evidenza del solco

Una delle foto della superficie di Marte con l’evidenza del solco

Come vedete, si vede una lunga scia sul terreno, lasciata da quella che potrebbe essere stata una pietra che improvvisamente si sia messa a rotolare. Perche’ questo sarebbe avvenuto? Come potete facilmente immaginare, si e’ subito iniziato a parlare di forme di vita sul pianeta rosso. Addirittura, e purtroppo non sto scherzando, uno dei piu’ seguiti siti complottisti italiani ha parlato di un misterioso Yeti che vivrebbe su Marte. Ecco un estratto del loro articolo:

Alcuni ricercatori e appassionati dicono che si possa trattare delle tracce di una creatura aliena sconosciuta, come un ‘yeti marziano’.

Alcuni ricercatori? Ma dico, stiamo scherzando? Leggendo notizie di questo tipo, mi sorprende veramente come siti di questo tipo possano essere cosi’ seguiti. Ma, a volte, purtroppo, de gustibus non disputandum est.

Cosa ha lasciato questi solchi?

In realta’, la risposta e’ piu’ semplice, ma non meno affascinante, di quella data. Questa strane scie che si vedono sulla superficie di Marte sono lasciate dai cosiddetti “Dust Devil”. Questi altro non sono che turbini di sabbia che si formano sul pianeta e di cui avevamo parlato in questo articolo precedente:

Tornando di Fuoco in Australia

Come visto, si tratta di fenomeni conosciuti anche sulla Terra e che si formano a causa del gradiente termico che tende a creare piccoli turbini di sabbia e polvere. Il meccanismo di formazione e’ estremamente semplice come riportato anche nell’articolo precedente:

Meccanismo di formazione di un Dust Devil

Meccanismo di formazione di un Dust Devil

In tal senso, i dust devil sono molto diversi dai tornado dal momento che questi fenomeni possono avvenire anche in condizioni di cielo perfettamente sereno ed in assenza di nubi.

Ora, i dust devil sono un fenomeno noto e molto frequente anche su Marte. Esistono diverse prove catturate proprio dalle sonde sulla superficie del pianeta, che mostrano il passaggio di questi diavoli di sabbia.

Questa e’ una sequenza di immagini catturate da Spirit nel 2005 e che mostra proprio per intero il passaggio del turbine:

Un dust devil osservato in diretta sulla superficie marziana

Un dust devil osservato in diretta sulla superficie marziana

Se la sequenza non dovesse essere visibile,basta cliccare per vederla.

Dagli archivi NASA trovate anche altre immagini, tipo questa:

Un dust devil che procede non in linea retta

Un dust devil che procede non in linea retta

che addirittura mostrano l’avanzare di un dust devil non in linea retta, ma seguendo una sorta di traiettoria a serpentina.

A questo punto, e’ ovvio come guardando dall’alto la superficie di Marte, si possano trovare con estrema facilita’ i segni lasciati dal passaggio di questi turbini.

Concludendo, i dust devil sono un fenomeno molto noto su Marte e di cui esistono prove fotografiche dirette. Detto questo, e’ del tutto comprensibile vedere segni sulla superficie lasciati dal passaggio di questi turbini. Quello che invece trovo assurdo, anzi scusatemi trovo assurde due cose correlate tra loro, la prima e’ che ci siano siti internet che parlino di Yeti su Marte, mentre la seconda e’ che di fronte all’assurdita’ di queste affermazioni, ci siano tante persone che discutono di questa affermazione. Quest’ultimo punto e’ quello che mi fa maggiormente riflettere!

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.