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Viaggio al centro della Terra

10 Ott

Come sapete bene, molto spesso la stessa natura del nostro pianeta riesce a sorprenderci con scoperte che hanno quasi dell’incredibile. Solo pochi giorni fa, sono state pubblicate per la prima volta le foto scattate all’interno della grotta di Er Wang Dong.

Molto probabilmente, avrete letto questa notizia su qualche giornale, dal momento che in tanti si sono dilungati nel commentare e mostrare queste incredibili immagini.

La grotta in questione si trova in Cina e il nome significa letteralmente “Seconda Caverna Reale”. Cosa ha di speciale questa grotta? Per prima cosa, le dimensioni che lasciano davvero senza fiato, parliamo di una superficie di piu’ di 50000 metri quadrati. Anche la cubatura e’ impressionante, in alcuni punti la volta della grotta raggiunge i 250 metri.

Perche’ le foto sono state publicate solo ora?

In realta’, gia’ da diverso tempo si conosceva l’esistenza di questo sistema di grotte, ma non erano mai state esplorate prima. Decenni fa, la parte iniziale della grotta era utilizzata come miniera di nitrati dagli abitanti della provincia. Nessuno pero’, prima di oggi, si era spinto all’interno per esplorare gli spazi piu’ nascosti.

Come detto, solo in questi giorni un gruppo di 15 speleologi ha esplorato per la prima volta questi spazi, soggiornando un mese intero all’interno e potendo documentare accuratamente quello che hanno visto.

Come detto, la superficie e’ davvero impressionante, ma questa e’ solo una delle caratteristiche. Pensate che la grotta e’ talmente vasta e profonda, da apparire quasi come un mondo inesplorato completamente separato da quello in superficie. Praticamente, possiamo dire che all’interno si e’ stabilito un microclima specifico della grotta, indipendente da quello esterno.

Eccovi alcune foto davvero molto belle:

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Piccola critica ai tanti giornali che al solito si lanciano in discorsi che non riscono ad afferrare in pieno. Come forse avrete letto, molti parlano di uno spazio talmente grande che all’interno vige addirittura un clima specifico, con precipitazioni, pioggia, ecc.

Come capite bene, questo e’ vero solo in parte. Per quanto grande e isolata, e’ formalmente sbagliato parlare di clima indipendente. L’affermazione deriva da quelllo che hanno riportato gli esploratori, ma interpretato in modo autonomo. Mi spiego meglio. All’interno della caverna si possono formare banchi di nebbia talmente densi, come se fossero nubi. Perche’ avviene questo? L’evaporazione dell’acqua dalla parte bassa fa si che il vapore acqueo salga verso l’alto e, in particolari condizioni, soprattutto negli spazi piu’ ampi, incontri aria piu’ fredda dovuta alle infiltrazioni dell’ingresso verso l’esterno. In questo caso, il mescolamento delle due correnti a temperatura diversa puo’ creare una nebbia cosi’ densa da apparire come una nuvola. L’umidita’ puo’ anche ricadere verso il basso formando una sorta di precipitazioni interne.

Questo e’ il motivo per cui si dice che le grotte di Er Wang Dong hanno un “clima” tutto loro.

All’interno delle grotte, oltre a stalattiti e stalagmiti di dimensioni impressionanti, si trovano anche specchi d’acqua dolce e fiumi sotterranei. Nelle foto riportate prima, si vede infatti un piccolo laghetto dalle acque trasparenti con uno speleologo all’interno. Non pensate che l’esploratore stia facendo un bagno per rilassarsi. Diverse sale del sistema sotterraneo sono raggiungibili soo immergendosi e passando attraverso stretti cunicoli sotto l’acqua.

Analogamente, ci sono diversi punti che invece sono raggiungibili solo dopo una difficile arrampicata su pareti liscie e molto alte.

Personalmente, trovo questa scoperta molto affascinante e interessante. Come giustamente detto da uno degli esploratori delle grotte, chissa’ quanti altri posti di questo tipo sono celati nelle viscere del nostro pianeta, e aspettano solo di essere esplorati. Se ci pensate, questo e’ lecito e molto curioso. Ad oggi, possiamo dire di aver visto gran parte, se non la totalita’, del nostro pianeta e ci siamo mossi molto in avanti anche al di fuori della Terra, nello spazio. Pensate a tal proposito alla sonda Voyager, di cui abbiamo parlato, che e’ uscita fuori dal nostro Sistema Solare.

Al contrario, ci potrebbero essere ancora tanti luoghi sotterranei da esplorare e che magari possono offrirci microclimi completamente isolati dal resto del pianeta. Analogamente, la stessa cosa avviene per le profondita’ degli oceani, di cui conosciamo ancora poco a livello di flora e di fauna. Pensate solo a tutte quelle volte che vengono fatte immersioni in profondita’ e, ogni volta, vengono mostrate specie marine non conosciute fino ad allora.

Questo ragionamento ci fa capire quanto ancora c’e’ da esplorare e quanto ancora poco possiamo dire di coscere il nostro pianeta.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Geyser di 5 metri a Fiumicino

29 Ago

Sicuramente tutti avrete letto la notizia del geyser che e’ comparso a Fiumicino vicino Roma. Vi confesso che avevo lasciato passare la notizia perche’ considerata non troppo di rilievo. In questi ultimi giorni pero’, si sta assistendo ad una speculazione mediatica, anche ad opera di alcuni giornali, che tende a creare un caso dove questo non esiste.

Mi spiego meglio, facendo un sunto delle notizie, da molte fonti trovate che si tratta di un geyser alto ben 5 metri che e’ comparso da un momento all’altro. La zona e’ conosciutissima e mai si erano verificati fenomeni di questo tipo. Qualcuno, vista l’enorme altezza del rilascio di gas, parla di pericolo per la circolazione aerea. Secondo alcuni fonti, il soffione si troverebbe addirittura dentro all’aereoporto. Vi tralascio tutte le notizie piu’ barzelletta che parlano di fuga di gas da depositi sotterranei di stoccaggio per scie chimiche. Fortunatamente notizie di questo tipo non sono diffuse.

Detto questo, forse e’ il caso di capire un po’ meglio quello che sta accadendo.

Prima cosa, il geyser e’ comparso negli ultimi giorni, vero. E’ assolutamente falso che il soffione si troverebbe all’interno dell’aeroporto Leonardo da Vinci. Il luogo preciso del rilascio di gas e’ in Via Coccia di Morto, strada che costeggia l’aeroporto ma che non e’ all’interno dello stesso.

Seconda precisazione, questa necessaria per rispondere a tantissimi giornali, il geyser e’ alto ben 5 metri. Senza dire nulla, vi mostro un video girato sul posto che mostra la situazione reale:

5 metri? Forse, e dico forse, si sta un po’ esagerando giornalisticamente parlando.

Detto questo, e come da buona tradizione italiana, l’uscita di gas dal terreno ha innescato immediatamente una polemica politica all’interno del comune di Fiumicino. Come avrete letto, maggioranza e opposizione hanno creato un botta e risposta sui giornali senza fine. Qualcuno parla di carotaggi per valutare la possibilita’ di un sottopassaggio, i diretti interessati smentiscono, poi pero’ si parla di ruspe intente a sondare il terreno, ma la cosa viene smentita perche’ erano lavori del gas. Qualcuno parla anche di voler deviare il corso del Tevere e dunque aver innescato la fuoriuscita del gas, anche questa smentita. Insomma, come siamo abituati da troppo tempo, un continuo rincorrersi di dichiarazioni e smentite basate sul nulla se non sulla chiacchiera di paese.

Lasciamo stare lo scontro politico all’interno del comune per parlare invece del geyser. Le analisi fatte sul gas, hanno dimostrato che la fuoriuscita e’ composta al 90% da anidride carbonica con l’aggiunta di metano e idrogeno solforato. Come e’ noto, l’anidride carbonica e’ dannosa per l’uomo, per cui la zona e’ attualmente recintata e presidiata da una pattuglia dei vigili urbani. Questa misura e’ stata necessaria per impedire ai molti curiosi di avvicinarsi troppo alla bocca del geyser. Solo per farvi un esempio, testimoni locali raccontano di un pullman di turisti giapponesi accorsi a fotografare il gas prima di diregersi all’aeroporto.

Da dove proviene questo gas?

Vi dico subito che si tratta di un fenomeno assolutamente naturale. In molti comuni della zona, di origine chiaramente vulcanica come noto per i cosiddetti castelli romani, da tempo e’ stata segnalata la presenza di gas nel terreno a concentrazione maggiore rispetto ad altre parti d’Italia e dovuta proprio all’origine vulcanica. A volte, questi gas possono risalire fino in superficie lungo faglie e fratture, incontrando anche, come e’ ovvio, falde acquifere.

Fenomeni di questo tipo si sono gia’ verificati numerose volte anche nella stessa zona. Nel 2005, ad esempio, si verifico’ una fuoriuscita analoga durante dei lavori di costruzione. Proprio per questo motivo, per qualsiasi lavoro di edilizia all’interno del comune, viene richiesta l’analisi della concentrazione di gas nel terreno. Questo proprio per evitare che possano verificarsi fughe di gas pericolose per la popolazione e per gli operai al lavoro.

Oltre a queste direttive edilizie, i sindaci dei comuni interessati, di concerto con la regione Lazio, hanno predisposto norme di sicurezza atte a prevenire incidenti dovuti anche a minime fuoriuscite di gas. Per farvi qualche esempio, bisogna areare i locali interrati o semiinterrati prima di accedervi, e’ necessaria la presenza di un’altra persona prima di accedere in piscine svuotate, questo per evitare che ci siano strati bassi di gas pericoloso, e’ vietato creare luoghi di svago o camere da letto a livelli semiinterrati, ecc. Capite bene che queste norme servono proprio per evitare che gas uscito, anche in minima parte dal terreno, possa depositarsi all’interno di zone in cui poi si dovra’ accedere.

Concludendo, e’ assolutamente falso parlare di geyser di 5 metri e tantomeno pensare che questo fenomeno sia all’interno dello scalo aeroportuale o che rappresenti una minaccia per la circolazione aerea. Come abbiamo visto, si tratta di un fenomeno gia’ accaduto in passato e comprensibile alla luce della conoscenza geologica che abbiamo sulla zona in questione. Detto questo, il geyser e’ del tutto naturale, non presenta un pericolo per la popolazione e, come riportato anche da alune fonti aggiornate, sembrerebbe che in queste ore il fenomeno si stia riducendo notevolmente.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Tanti auguri WWW

2 Mag

Dell’utilita’ della ricerca scientifica abbiamo parlato tante volte. In particolar modo, si e’ cercato di mettere in evidenza non solo le scoperte scientifiche, che spesso lasciano indifferenti molti non addetti ai lavori, ma soprattutto, le innovazioni in campo tecnologico e anche l’indotto economico che la ricerca puo’ apportare nella nostra societa’:

Perche’ la ricerca: scienza e tecnologia

Perche’ la ricerca: economia

Parlando di invenzioni e innovazioni sviluppate nell’ambito della ricerca e poi entrate di diritto nella vita di tutti i giorni, sicuramente il WEB, o meglio il World Wide Web, e’ quella piu’ conosciuta sia per origine che per attuale utilizzo.

Come sicuramente avrete letto su moltissimi giornali e siti internet, il 30 Aprile il WWW ha festeggiato i suoi primi 20 anni di vita. Per essere pignoli, non si parla di 20 anni di vita, ma di 20 anni di utilizzo pubblico.

Come e’ noto, il WWW venne sviluppato al CERN di Ginevra per facilitare lo scambio di file tra i ricercatori che operavano nei vari progetti. Dal momento che ho letto molte cose inesatte in giro per la rete, credo sia il caso di capire meglio alcuni concetti chiave ma soprattutto di ripercorrere le tappe che hanno portato all’utilizzo mondiale della “grande ragnatela”.

Spesso, si considerano come sinonimi “internet” e “www”, ovviamente sbagliando. Mentre internet e’ la grande rete che mette in connessione i computer di tutto il mondo, il WWW e’ un servizio della rete che consente di accedere a moltissimi contenuti attraverso pagine e navigando tramite i link presenti. Si parla di ragnatela perche’ i nodi che compongono il web sono collegati tra loro attraverso i collegamenti, formando un enorme ipertesto navigabile. Tutti questi servizi sono resi disponibili attraverso dei server che ospitano le pagine e a cui l’utente accede visitando i vari collegamenti.

Il primo server WEB della storia

Il primo server WEB della storia

Il web venne pensato da Tim Berners-Lee, un ricercatore del CERN, gia’ nel 1989. Lo stesso ricercatore racconta di aver avuto l’idea del web osservando il modo in cui un gruppo di ricercatori italiani scambiavano dati attraverso la linea telefonica e visualizzando le informazioni su terminali. Proprio da questo primitivo modo di scambio dei dati, Berners-Lee ebbe la sua idea, creare una ragnatela di connessioni per fare in modo che le informazioni fossero facilmente raggiungibili da tutti.

Proprio nel 1989, Berners-Lee presento’ il suo progetto e inizio’ a scrivere il codice necessario per realizzare la sua idea. Il 6 Agosto 1991 e’ il vero giorno della nascita del web. Proprio in questa data venne messo online il primo server web, chiamato NEXT, attraverso cui i ricercatori potevano scambiare informazioni.

Non pensate al web come lo conoscete adesso, si trattava di pagine statiche visualizzabili con il programma Conkeror, il primo browser della storia. Ecco un’immagine della prima pagina web in assoluto:

La prima pagina WWW della storia

La prima pagina WWW della storia

Attraverso i collegamenti ipertestuali era possibile navigare nelle pagine e anche capire come funzionava questa novita’ assoluta.

Nel giro di poco tempo, vennero create diverse pagine web caricate sul server, creando proprio la prima ragnatela tutta interna al CERN:

Uno screenshot delle pagine web del CERN

Uno screenshot delle pagine web del CERN

Dunque? Perche’ si parla di 30 Aprile 1993? Come detto, la data di collegamento del primo server e’ del 1991 e nei due anni successivi vennero create diverse pagine dal momento che i ricercatori cominciarono subito a sfruttare questo potente mezzo che semplificava notevolmente lo scambio di dati.

Proprio il successo del web, porto’ il CERN ad una decisione storica: il 30 Aprile 1993 il CERN decise di rendere pubblico l’utilizzo del web rinunciando a tutti i diritti d’autore. Questo e’ un esempio sublime di innovazione apportata dalla ricerca e donata al mondo intero. Oggi, ogni qual volta navigate in rete, attraverso pagine che divengono sempre piu’ complesse e interattive, state utilizzando proprio l’evoluzione di questa prima invenzione fatta al CERN. Come detto, rinunciando a qualsiasi diritto d’autore.

In un mondo come il nostro, in cui le grandi aziende di prodotti di alta tecnologia e di sviluppo software passano la maggior parte del tempo facendosi causa per la paternita’ di questo o quest’altro pezzo, forse si dovrebbe ricordare quanto avvenuto solo 20 anni fa.

Per festeggiare i 20 anni del WEB, il CERN ha deciso di ricaricare le prime storiche pagine sul suo sito in modo da mostrare a tutti cosa significasse navigare a quel tempo. Vi consiglio vivamente di visitare questo link e di fare un tuffo nei primi anni ’90:

CERN, WEB 1993

Oltre che per gli ovvi motivi di festeggiamento, il CERN ha deciso di creare un apposito progetto proprio per fare in modo che la storia di questa importante invenzione non vada persa. Come potete vedere, le pagine sono perfettamente navigabili e sono proprio costruite utilizzando i primi algoritmi implementati nel 1993.

Visto che proprio grazie a questa invenzione, oggi noi siamo qui a leggere questi articoli, non possiamo che fare gli auguri al web per i suoi primi 20 anni, o meglio 22 se partiamo dal 1991.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.