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Deep Blue Dot

19 Lug

Diverse volte abbiamo parlato di esopianeti, indicando quei corpi esterni al nostro sistema solare ma che, come avviene per la Terra, ruotano intorno ad una stella madre:

A caccia di vita sugli Esopianeti

Nuovi esopianeti. Questa volta ci siamo?

Esopianeti che non dovrebbero esserci

Ad oggi, moltissimi pianeti extrasolari sono stati individuati e studiati. Purtroppo, la grande distanza che ci separa, consente di fare importanti studi, ma di ricavare molti parametri attraverso misure indirette.

come evidenziato nei post precedenti, lo studio di questi pianeti appare molto interessante anche per la ricerca di ipotetiche forme di vita al di fuori della Terra. In questo senso, notevole importanza viene data ai pianeti orbitanti nella cosiddetta “fascia abitabile”. Come visto in passato, questa altro non e’ che la regione di spazio intorno alla stella madre dove, per implicazioni puramente meccaniche, il pianeta potrebbe essere potenzialmente in grado di ospitare la vita.

Negli ultimi anni, grazie anche ai tanti telescopi in orbita, sono stati individuati moltissimi pianeti nella fascia abitabile delle proprie stelle. Come discusso in precedenza, questo non significa affatto aver trovato la vita su altri pianeti. Se volete, in termini matematici, avere un pianeta in questa fascia e’ una condizione necessaria ma non sufficiente alla vita.

Perche’ torniamo a palrare di esopianeti?

Come potete immaginare, ogni qual volta viene pubblicata una nuova notizia inedita o interessante, facciamo un po’ il punto della situazione per capire lo stato di questa importante ricerca.

Proprio pochi giorni fa, e’ stato pubblicato un articolo che parla di HD189733B. Come ormai abbiamo imparato, questo pianeta, di dimensioni simili a Giove, ruota intorno ad una stella madre chiamata HD189733.

La stella madre e’ una nana arancione e forma un sistema planetario distante circa 63 anni luce dalla Terra.

Ricostruzione artistica di Deep Blue Dot

Ricostruzione artistica di Deep Blue Dot

Vi dico subito che il pianeta in questione non si trova nella fascia abitabile della stella ed e’ stato scoperto con la solita tecnica dei transiti, cioe’ osservando il puntino nelle immagini quando il pianeta passa di fronte alla stella madre.

Cosa ha di interessante questo pianeta?

La scoperta risale al 2005 ma, negli ultimi anni, questo pianeta ha fatto parlare di se diverse volte. Nel 2007, mediante analisi spettrometriche delle emissioni, e’ stata evidenziata la presenza di vapore acqueo nell’atmosfera del pianeta. Ad oggi, questa caratteristica e’ stata trovata soltanto in due pianeti extrasolari.

Riuscire ad individuare il vapore e’ molto importante per lo studio degli esopianeti. Come potete immaginare, questa e’ un’altra importante condizione per assicurare la vita sul pianeta.

Perche’ abbiamo detto che HD 189733B non e’ pero’ in fascia abitabile?

Questo pianeta si trova ad una distanza troppo breve dalla sua stella madre. La temperatura media in questo caso sarebbe dell’ordine dei 1000 gradi centigradi. Ovviamente, troppo alta per pensare a forme di vita.

Oltre al vapore acque, nel 2008 e’ stato pubblicato un altro articolo sempre su questo pianeta in cui, studiando le immagini catturate da Hubble, sarebbe presente metano. Cosi’ come il vapore, anche questo gas e’ molto importante per la ricerca della vita sui pianeti. Ripeto nuovamente che questo particolare pianeta non si trova nella zona abitabile della sua stella ma, nonostante questo, affinare le tecniche di analisi ci consente di avere strumenti adeguati da utilizzare anche nello studio di altri pianeti extrasolari.

Ora, proprio in questi giorni, e’ stato pubblicato un nuovo articolo su questo pianeta. Per la prima volta, e’ stata ricostruita la mappa cromatica del corpo, riuscendo dunque a ricostruire il colore del pianeta.

Cosa e’ uscito fuori?

HD 189733 apparirebbe di un bel colore blu scuro. Proprio per questo motivo, il pianeta e’ stata subito ribattezzato “Deep Blue Dot”, cioe’ punto blu scuro.

Come sappiamo bene, nel nostro sistema solare, la Terra e Nettuno godono di questa proprieta’. In particolare, per il nostro pianeta, il colore dominante e’ dovuto agli oceani.

Attenzione, qui trovate qualche ipotesi complottista in giro per la rete. C’e’ vapore, c’e’ metano, e’ blu come la Terra, qui ci stano nascondendo qualcosa e il pianeta e’ abitato.

Niente di tutto questo e’ reale ovviamente. Il blu scuro, caratteristico del pianeta, e’ dovuto, con buona probabilita’, alla presenza di silicio nell’atmosfera. Inoltre, dalle analisi fatte, si e’ evidenziato come il clima su Deep Blue non e’ affatto accogliente, con violente tempeste con venti fino a migliaia di kilometri all’ora e le temperature di cui abbiamo parlato.  Detto questo, il colore blu e’ solo dovuto al silicio in atmosfera, che riflette la luce proveniente dallla stella madre in questo intervallo di lunghezze d’onda. Dunque, assolutamente nessun oceano di acqua.

Concludendo, la ricerca sugli esopianeti continua ad andare avanti e, molto di frequente, ci riserva delle sorprese o dei notevoli passi avanti. Nel caso visto di HD 189733, e’ stato evidenziato non solo il colore blu scuro del pianeta, che ricorda molto la nostra Terra, ma soprattutto la presenza di vapore d’acqua e metano. Purtroppo, con temperature di 1000 gradi dovute alla vicinanza alla stella madre, Deep Blue non si trova assolutamente nella fascia abitabile e dunque non e’ un candidato per la ricerca di vita al di fuori del nostro sistema Solare.

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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A caccia di vita sugli esopianeti

1 Mar

Di ufo e di esistenza degli alieni, ne abbiamo parlato abbondantemente in queste pagine. Come sappiamo, e come dichiarato anche nel libro Psicosi 2012, dal punto di vista scientifico quello che piu’ interessa non e’ tanto la discussione sui presunti avvistamenti di dischi volanti, quanto la probabilita’ che forme di vita aliene possano esistere da qualche parte nel nostro universo e ovviamente se possano entrare in contatto con noi.

Di questi argomenti, abbiamo, ad esempio, discusso abbondantemente parlando del paradosso di Fermi e dell’equazione di Drake:

Messaggio alieno nelle aurore?

Come visto, se si vuole stimare scientificamente la probabilita’ che forme di vita intelligente esistano da qualche parte, si devono fare considerazioni molto complesse dal punto di vista scientifico, antropologico, biologico, ecc.

Ovviamente, condizione necessaria affinche’ si possa formare la vita, e’ che da qualche parte ci sia un pianeta in grado di ospitarla, cioe’, come nel caso della Terra, con presenza di acqua, temperatura non troppo alta ne troppo bassa, atmosfera respirabile, ecc. Se ci pensate bene, il caso piu’ semplice che possiamo considerare e’ un pianeta da qualche parte del tutto simile alla nostra Terra. Se qui si e’ formata la vita, si potrebbe essere formata anche su un pianeta gemello al nostro da qualche parte nell’universo. Ovviamente si potrebbe obiettare dicendo che possono esistere forme di vita basate su cicli diversi dal nostro, ma cercare qualcosa di simile a noi e’ senza dubbio il caso piu’ semplice che possiamo concepire.

Ora, il punto fondamentale e conclusivo di questo preambolo e’ abbastanza scontato: dove trovare un pianeta gemello alla Terra?

Come sappiamo, i pianeti del nostro Sistema Solare non sono affatto simili alla Terra e, almeno nelle condizioni attuali, difficilmente potrebbero ospitare la vita. Il secondo passo e’ dunque uscire dal nostro Sistema Solare e dare uno sguardo alla nostra Galassia. In questo caso, ci sono potenzialmente tantissimi pianeti da osservare, molti dei quali pero’ troppo lontani da noi. Della posizione della Terra all’interno della Via Lattea abbiamo parlato in questo post:

Nuova sconvolgente teoria?

Ovviamente, non stiamo pensando di andare a cercare la vita dall’altra parte della Via Lattea, dove i nostro occhi (strumentali si intende) non possono arrivare, ma in un intorno del Sistema Solare, cioe’ subito al di fuori di questo.

A tal proposito, a partire dagli anni ’90, si e’ iniziato a parlare di esopianeti, cioe’ di pianeti che non ruotano intorno al nostro Sole bensi’ intorno ad un’altra stella. Detto in altri termini, immaginate la Galassia come un insieme di tanti sistemi solari, cioe’ di tanti sistemi di pianeti che ruotano intorno ad un corpo massivo centrale. Anche il nostro Sistema Solare rientra in questo insieme di oggetti.

Perche’ si parla di esopianeti a partire dagli anni ’90? Dal punto di vista storico, il primo che formulo’ l’ipotesi dell’esistenza degli esopianeti fu Newton nel 1713, ma solo negli anni ’90 venne individuato per la prima volta un esopianeta esterno al nostro sistema solare.

Grande slancio nell’individuazione degli esopianeti venne dato dalla messa in orbita della sonda Keplero della NASA nel 2009. Questo telescopio e’ stato lanciato proprio per studiare ed individuare sistemi planetari esterni al nostro.

Come viene fatta questa ricerca?

Numero di esopianeti scoperti anno per anno a partire dal 1989

Numero di esopianeti scoperti anno per anno a partire dal 1989

Detto in parole molto semplici, Keplero monitora e segue la luminosita’ di circa 150000 stelle nella nostra Galassia cercando piccolissime variazioni di luminosita’. Questo e’ noto come “metodo dei transiti”. Dalla definizione data, gli esopianeti ruotano intorno ad una stella centrale. Durante il loro passaggio, si ha una piccolissima variazione di luminosita’ della stella che viene appunto rivelata dall’esposimetro di Keplero. In questo modo, e’ possibile non solo identificare un esopianeta, ma anche determinare la massa e il periodo di rivoluzione intorno al corpo centrale.

Funziona questo metodo?

Assolutamente si. Nel grafico riportato vedete il numero di esopianeti scoperti a partire dagli anni ’90. Tra l’altro il grafico e’ aggiornato solo fino alla meta’ del 2012. Ad oggi, circa 700 pianeti extrasolari sono stati scoperti nella nostra Galassia.

Perche’ stiamo parlando di esopianeti?

Negli ultimi giorni si e’ tornati pesantemente a parlare di esopianeti dal momento che e’ stato fatto l’annuncio della scoperta del piu’ piccolo pianeta extrasolare mai osservato, Kepler 37B. Questo pianetino e’ molto piu’ piccolo anche di Mercurio avendo delle dimensioni paragonabili a quelle della nostra Luna.

In questo disegno vengono appunto paragonate le dimensioni di Kepler 37B con quelle di altri corpi noti del Sistema Solare o esterni:

Le dimensioni di Kepler 37b confrontate con i pianeti del Sistema Solare

Le dimensioni di Kepler 37b confrontate con i pianeti del Sistema Solare

Kepler 37B ruota intorno ad una stella chiamata Kepler, distante circa 220 anni luce da noi. Insieme a Kepler 37B, altri due esopianeti ruotano intorno a Kepler, Kepler 37C e Kepler 37D. Ammetto che la fantasia nel dare nomi non e’ proprio il punto di forza di questa ricerca.

Per darvi un’idea, Kepler 37B e’ molto vicino alla sua stella centrale che presenta caratteristiche simili al nostro Sole. La relativa vicinanza implica un periodo orbitale di soli 13 giorni.

Kepler 37B potrebbe essere l’esopianeta gemello della nostra Terra?

Purtroppo no. Come visto, la piccola distanza da Kepler implica una temperatura molto elevata sull’esopianeta, molto probabilmente privo di acqua ma anche di un’atmosfera. Fate attenzione, in rete si parla molto di questa scoperta anche in termini pseudo-scientifici. Molti siti vorrebbero infatti far credere che questa scoperta implichi l’esistenza di forme di vita aliene. Come visto dalle considerazioni scientifiche fatte, questo e’ assolutamente falso.

Ad oggi, o meglio per il momento, non e’ stato ancora possibile trovare un esopianeta gemello della nostra Terra. Come visto pero’, il ritmo di scoperta di questi sistemi e il continuo miglioramento delle tecniche di ricerca, ci fanno ben sperare che si tratti solo di una questione di tempo. Certo, da qui a parlare di pianeta gemello popolato da forme di vita ce ne passa, ma sicuramente questa ricerca potrebbe, il condizionale e’ d’obbligo, portare, prima o poi, a qualche scoperta sensazionale.

Solo per concludere, questa e’ scienza vera. Voler esplorare cosa c’e’ oltre non solo del nostro pianeta, ma addirittura del Sistema Solare non puo’ che alimentare la continua voglia di scoperte scientifiche. Ricerche di questo tipo non sappiamo dove possono portare, ma sicuramente ci consentono di migliorare la nostra conoscenza di quello che abbiamo intorno. Da qui a parlare di alieni c’e’ differenza, ma sicuramente il discorso e’ meno fantasioso di tanti video di avvistamenti che si trovano su youtube.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Eclissi Totale il 13 Novembre, cosa dire …

21 Ott

Visto che ho ricevuto molti messaggi di persone che chiedevano il mio punto di vista sull’eclissi totale del 13 Novembre, ho deciso di rispondere a tutti in questo post.

Zona di visibilita’ dell’eclissi del 13 Novembre

Non ho postato nuovi articoli su questo avvenimento, perche’ lo avevo gia’ fatto in passato. Questo non significa che, come qualcuno afferma, mantengo il segreto sull’evento perche’ penso che qualcosa possa accadere.

A dimostrazione di questo, vi riporto nuovamente il testo pubblicato il 12 Giugno 2012, completo di tutti i link utili alla comprensione. Per chi non lo avesse letto, per il 13 Novembre 2012 e’ attesa una eclissi totale di Sole, in realta’ visibile solo in una zona molto ristretta, come mostrato nell’animazione riportata.

Come potete facilmente immaginare, questo evento e’ stato di nuovo preso in considerazione da tutti quelli che vorrebbero una relazione tra i movimenti dei pianeti e le maree liquide. Con questo intendiamo le teorie secondo le quali le variazioni della forza gravitazionale, dovute all’allineamento tra pianeti, sarebbero in grado di provocare movimenti tellurici sulla Terra.

Come abbiamo visto, queste variazioni sono del tutto trascurbili e non in grado di provocare effetti di questo tipo.

Fatta questa dovuta anticipazione, vi riporto nuovamente il testo dell’articolo del 12 Giugno intitolato:

Eclissi totale il 13 Novembre 2012

 

Ecco a voi il testo:

 

Come vi abbiamo anticipato in questo articolo:

5 giugno, 6 giugno, 21 dicembre e non solo

La prossima data attesa dai sostenitori della fine del mondo, sara’ quello del 13 Novembre 2012.

Come abbiamo visto in questo articolo invece:

Prossima data importante?

per questa data e’ prevista un’eclissi di Sole, che in realta’ sara’ totale solo in una ristretta zona, e parziale in una regione di spazio maggiore. Questo semplicemente perche’ il cono d’ombra proiettato dal Sole sulla Luna occupera’ uno spazio piu’ grande.

Perche’ questa data sara’ la prossima attesa per la fine del mondo?

Come ormai abbiamo imparato, molti filo-catastrofisti (e non) vorrebbero delle correlazioni tra eventi astronomici di questo tipo (eclissi, super Luna, transiti di pianeti) e il verificarsi di Terremoti sulla Terra.

Di questo abbiamo gia’ abbondantemente discusso in molti articoli, ed in particolare, abbiamo dimostrato come, ad esempio, il transito di Venere sul disco del Sole causi delle variazioni estremamente piccole all’interazione gravitazionale subita dalla Terra. Queste variazioni non possono in alcun caso giustificare il fenomeno delle cosidette “maree solide”, cioe’ la perturbazione delle placche continentali ad opera della forza gravitazionale esercitata dai pianeti.

Alla luce di questo, perche’ ancora una volta si mette in relazione un’eclissi solare con la possibilita’ di avere Terremoti?

Se ricordate bene, come abbiamo visto in questo articolo:

Allineamenti e Terremoti

Il giorno stesso del primo terremoto in Emilia del 20 Maggio 2012, ci fu un’eclissi anulare di Sole visibile da gran parte dell’Oceano Pacifico e del Nord America.

Sempre in questo articolo, abbiamo analizzato come in realta’ l’insorgenza annuale di feomeni di questo tipo e di questa intensita’, non e’ affatto straordinaria. Ogni anno, sulla Terra, si verificano diversi Terremoti anche di grande intensita’, e statisticamente non si nota ne un aumento di questi fenomeni avvicinandosi al 2012, ne tantomeno un aumento significativo in corrispondenza di fenomeni astronomici importanti.

Eclissi anulare del 20 Maggio 2012

Alla luce di quanto discusso insieme, potete facilmente immaginare quanti stanno gia’ mettendo (o metteranno) in relazione l’eclissi del 13 Novembre con Terremoti di forte intensita’.

Inoltre, se teniamo conto che il 20 Maggio c’e’ stata solo un’eclissi parziale, mentre per il 13 Novembre e’ attesa un’eclissi totale, potete subito immaginare come questa data assuma un significato ancora piu’ nefasto.

Da quanto detto fino a questo punto, siamo gia’ in grado di escludere ogni possibile relazione tra questi fenomeni. Non ci aspettiamo nessun fenomeno sismico legato a questa eclissi, come non ci si aspetta nessun terremoto per alcun evento astrofisico. Ovviamente, come ormai sappiamo bene, puo’ succedere che, in una finestra che va da alcuni giorni prima fino ad alcuni giorni fopo l’eclissi, avvengano terremoti in qualche zona del mondo. Questa non sarebbe una casualita’, ma la normale statistica di eventi che ogni anno registriamo sulla Terra a causa delle tensioni tra le placche.

Altro punto non da sottovalutare, e che spesso viene tralasciato anche dai sostenitori di queste correlazioni, e’: perche’ un eclissi visibile in una zona della Terra dovrebbe causare un terremoto in una zona completamente diversa? Semplicemente perche’, come abbiamo discusso in altri articoli, e’ facile far “capitare” un terremoto in una qualsiasi zona in una finestra di qualche giorno.

Come abbiamo visto in questo articolo:

Forte terremoto nel sud Italia tra 3 e 6 giugno

quando si prova ad azzardare una previsione specifica in una regione, anche se grande, limitata rispetto all’intero globo terrestre, e’ molto facile sbagliare!

Se volete analizzare insieme a noi tutte le profezie fatte sul 2012, sempre utilizzando un metodo scientifico e ragionando solo e unicamente su teorie certe e dati incontrovertibili, leggete “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

 

Eclissi Totale il 13 Novembre 2012

12 Giu

Come vi abbiamo anticipato in questo articolo:

5 giugno, 6 giugno, 21 dicembre e non solo

La prossima data attesa dai sostenitori della fine del mondo, sara’ quello del 13 Novembre 2012.

Come abbiamo visto in questo articolo invece:

Prossima data importante?

per questa data e’ prevista un’eclissi di Sole, che in realta’ sara’ totale solo in una ristretta zona, e parziale in una regione di spazio maggiore. Questo semplicemente perche’ il cono d’ombra proiettato dal Sole sulla Luna occupera’ uno spazio piu’ grande.

Perche’ questa data sara’ la prossima attesa per la fine del mondo?

Come ormai abbiamo imparato, molti filo-catastrofisti (e non) vorrebbero delle correlazioni tra eventi astronomici di questo tipo (eclissi, super Luna, transiti di pianeti) e il verificarsi di Terremoti sulla Terra.

Di questo abbiamo gia’ abbondantemente discusso in molti articoli, ed in particolare, abbiamo dimostrato come, ad esempio, il transito di Venere sul disco del Sole causi delle variazioni estremamente piccole all’interazione gravitazionale subita dalla Terra. Queste variazioni non possono in alcun caso giustificare il fenomeno delle cosidette “maree solide”, cioe’ la perturbazione delle placche continentali ad opera della forza gravitazionale esercitata dai pianeti.

Alla luce di questo, perche’ ancora una volta si mette in relazione un’eclissi solare con la possibilita’ di avere Terremoti?

Se ricordate bene, come abbiamo visto in questo articolo:

Allineamenti e Terremoti

Il giorno stesso del primo terremoto in Emilia del 20 Maggio 2012, ci fu un’eclissi anulare di Sole visibile da gran parte dell’Oceano Pacifico e del Nord America.

Sempre in questo articolo, abbiamo analizzato come in realta’ l’insorgenza annuale di feomeni di questo tipo e di questa intensita’, non e’ affatto straordinaria. Ogni anno, sulla Terra, si verificano diversi Terremoti anche di grande intensita’, e statisticamente non si nota ne un aumento di questi fenomeni avvicinandosi al 2012, ne tantomeno un aumento significativo in corrispondenza di fenomeni astronomici importanti.

Eclissi anulare del 20 Maggio 2012

Alla luce di quanto discusso insieme, potete facilmente immaginare quanti stanno gia’ mettendo (o metteranno) in relazione l’eclissi del 13 Novembre con Terremoti di forte intensita’.

Inoltre, se teniamo conto che il 20 Maggio c’e’ stata solo un’eclissi parziale, mentre per il 13 Novembre e’ attesa un’eclissi totale, potete subito immaginare come questa data assuma un significato ancora piu’ nefasto.

Da quanto detto fino a questo punto, siamo gia’ in grado di escludere ogni possibile relazione tra questi fenomeni. Non ci aspettiamo nessun fenomeno sismico legato a questa eclissi, come non ci si aspetta nessun terremoto per alcun evento astrofisico. Ovviamente, come ormai sappiamo bene, puo’ succedere che, in una finestra che va da alcuni giorni prima fino ad alcuni giorni fopo l’eclissi, avvengano terremoti in qualche zona del mondo. Questa non sarebbe una casualita’, ma la normale statistica di eventi che ogni anno registriamo sulla Terra a causa delle tensioni tra le placche.

Altro punto non da sottovalutare, e che spesso viene tralasciato anche dai sostenitori di queste correlazioni, e’: perche’ un eclissi visibile in una zona della Terra dovrebbe causare un terremoto in una zona completamente diversa? Semplicemente perche’, come abbiamo discusso in altri articoli, e’ facile far “capitare” un terremoto in una qualsiasi zona in una finestra di qualche giorno.

Come abbiamo visto in questo articolo:

Forte terremoto nel sud Italia tra 3 e 6 giugno

quando si prova ad azzardare una previsione specifica in una regione, anche se grande, limitata rispetto all’intero globo terrestre, e’ molto facile sbagliare!

Se volete analizzare insieme a noi tutte le profezie fatte sul 2012, sempre utilizzando un metodo scientifico e ragionando solo e unicamente su teorie certe e dati incontrovertibili, leggete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

L’uomo e’ artefice del proprio destino

9 Giu

In questo blog siamo abituati ad analizzare profezie scientifiche che vorrebbero la nostra Terra vicina alla distruzione per opera del transito di Venere, di Nibiru, dell’inversione dei poli, insomma tutte cause esterne a noi e a cui difficilmente, se accadessero, potremmo porre rimedio.

In tutte queste profezie, non si prende mai in considerazione una delle piu’ probabili fonti di distruzione del nostro pianeta: l’uomo!

L’autorevole rivista scientifica Nature ha dedicato il suo ultimo numero proprio ad un’analisi degli effetti antropologici sulla Terra. La scelta dell’argomento e’ fatta in vista della prossima conferenza sui cambiamenti mondiali che si terra’ in Brasile e a cui parteciperanno diversi paesi del mondo.

Prima di parlare in dettaglio delle ricerche, vediamo come anche questa occasione sia stata sfruttata da molti siti filo-catastrofisti per insinuare il dubbio e la paura della fine del mondo nel 2012.

Leggendo su internet, trovate molti siti in cui viene detto che la rivista Natura ha previsto, in tempi molto rapidi, la fine del nostro mondo. Secondo queste fonti, Nature confermerebbe gli evidenti cambiamenti a livello globale portati dall’uomo, e queste variazioni sarebbero ormai giunte ad un punto di non ritorno. Il continuo sfruttamente del pianeta, avrebbe distrutto in maniera irreversibile il complesso equilibrio della Terra, portando il nostro pianeta verso la strada del non ritorno. A questo punto, il pianeta sarebbe destinato a collassare molto rapidamente arrivando fino anche alla sua stessa distruzione.

Secondo queste fonti, la profezia Maya si riferirebbe proprio al genere umano. La causa della distruzione del nostro pianeta non andrebbe ricercata all’esterno del pianeta, ma nei suoi abitanti. Da qui il titolo del post che riprende la celebre frase di Sallustio.

Come detto in precedenza, gli articoli contenuti nell’ultimo numero di Nature riguardano veramente i cambiamenti globali, ma in vista della prossima conferenza di Rio.

Come sappiamo, stiamo sfruttando in maniera impropria e troppo intensiva la nostra Terra, e questo continuo stile di vita, sta comportanto seri danni al delicato ecosistema del nostro pianeta.

Immagine tratta dall’ultimo numero di Nature

Se parliamo di sfruttamento delle risorse naturali, dell’inquinamento, dell’effetto serra, parliamo di argomenti che tutti conoscono. Purtroppo, anche se conosciuti da tutti, ancora troppo spesso queste problematiche vengono trascurate in favore di una crescita economica.

Ovviamente non siamo qui per fare politica o per dire cose scontate tipo: “dovremmo inquinare di meno”. Il punto e’ che la rivista non prevede una fine del mondo nel 2012 come vorrebbero farvi credere. Semplicemente, dall’analisi dell’attuale stato di salute della Terra, emerge un quadro molto preoccupante. I cambiamenti climatici, la diminuzione della biodiversita’, la desertificazione, sono tutti effetti dovuti al cattivo sfruttamento dell’uomo delle risorse naturali.

Dalle analisi dei ricercatori, emerge un quadro molto preoccupante. Se continuiamo in questa direzione, non curandoci degli avvertimenti che il nostro pianeta ci invia, nel giro di 20 anni (o forse meno) arriveremo veramente ad un punto di non ritorno in cui la Terra non sara’ piu’ in grado di supplire alla nostra incuranza.

Negli ultmi 20 anni, molte conferenze ed incontri internazionali si sono tenuti su questi temi. Purtroppo, la maggior parte delle volte i protocolli e gli avvertimenti sono solo delle raccomandazioni non seguiti o applicati solo in parte.

Per concludere, Nature non parla assolutamente di una fine del mondo nel 2012, ne tantomeno del compimento della profezia Maya. Nonostante questo, piuttosto che preoccuparci di cose lontane, non prevedibili e non controllabili, dovremmo preoccuparci di noi stessi.

Ma cosa dobbiamo veramente aspettarci per il 2012? Molte culture, iscrizioni e religioni sembrano puntare a questo data. Possibile che tutte queste profezie siano false? Scopriamolo insieme leggendo Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

Terremoti futuri?

8 Giu

A questo punto dovremmo essere convinti che il transito di Venere non ha causato terremoti, dal momento che, scientificamente, i due eventi sono del tutto scorrelati tra loro.

Come abbiamo discusso in questi articoli:

Tutto anticipato al 6 giugno?

I transiti di Venere del passato

Terremoto a Panama, una conferma?

Dal punto di vista gravitazionale, che e’ quello su cui si basano le teorie di Bendandi e le voci catastrofiste sul 2012, il transito di un pianeta tra la Terra ed il Sole comporta variazioni completamente trascurabili.

Perche’ allora torniamo su questi argomenti? In questi giorni ho ricevuto alcune segnalazioni interessate a conoscere il perche’ di tutti questi eventi sismici anche in Italia. Siamo veramente sicuri che Venere non c’entri nulla? E’ solo un caso?

Come abbiamo detto in altri articoli, la scienza non puo’ e non deve affidarsi alla casualita’. Parlare di coincidenze non e’ scienza. Sarebbe come equipararsi alle fonti che tanto citiamo e critichiamo.

In altri articoli abbiamo parlato delle statistiche dei terremoti e del numero di eventi l’anno, mostrando come non ci sia un picco, ne italiano ne mondiale, nel numero di sismi. Questo esclude dunque correlazioni tra il numero di terremoti ed il passaggio di Venere o di una qualsiasi altra profezia sul 2012. Potete trovare queste informazioni leggendo:

Analisi statistica dei terremoti

Dati falsi sui terremoti

Alla luce di questo, come possiamo sapere se in alcune zone c’e’ maggiore possibilita’ di avere un terremoto? Rimanendo in Italia, sappiamo che l’INGV aggiorna continuamente la mappa delle zone sismiche, cioe’ divide le varie zone della nazione in base al rischio sismico. Questo indice viene valutato considerando le linee di congiunzione tra le placche, la storia sismica della zona e altri parametri minori.

Congiunzione di placche in Italia, fonte INGV

Nella figura riportata, si vede come lungo l’Italia corra la linea di giunzione tra la placca africana e quella euroasiatica. La prima spinge sulla seconda e questo movimento fa accumulare energia che viene poi rilasciata causando i terremoti. Guardando la mappa si capisce subito come le zone a cavallo, o in prossimita’, dell’appennino siano quelle piu’ a rischio.

Come detto in precedenza, anche la storia sismica viene considerata nella determinazione della sismicita’ di una zona. Come potete facilmente capire, se una regione e’ stata teatro di forti sismi nel passato, significa che in quella zona la struttura del terreno e’ tale da permettere eventi di questo tipo. Detto in parole povere, se e’ successo nel passato, potrebbe succedere anche nel futuro.

Ragioniamo su questo punto. Nella figura che segue, riportiamo la mappa dei terremoti in Italia negli ultimi 30 anni.

Terremoti in Italia nel periodo 1981-2011

Come vedete, ci sono stati molti sismi, a riprova del fatto che il nostro sia un paese a rischio. Gli eventi sono indicati separandoli per intensita’ del terremoto.

Non limitiamoci a guardare, ma ragioniamo su questa mappa. Qui non stiamo facendo previsioni, ne tantomeno parlando di teorie esotiche sulla previsione dei sismi, stiamo ragionando su dati veri.

Dalla mappa di prima, notiamo prima di tutto che molti terremoti sono avvenuti a cavallo della fascia appenninica. Da quanto detto in precedenza, questo non ci stupisce. La regione e’ proprio quella di confine tra le due placche che interessano il nostro paese.

Continuando ad osservare la mappa, ci rendiamo conto che molti terremoti sono avvenuti nella parte meridionale dell’Italia. Come tutti sanno, questa e’ una zona ad alto rischio sismico. Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata, sono tutte regioni in cui c’e’ il piu’ alto rischio sismico. Questo e’ dovuto alla struttura del terreno, alla presenza di Vulcani attivi e alla dinamica di spinta della placca africana.

Da quanto detto, e’ evidente come il Sud dell’Italia sia uno scenario molto probabile per un terremoto. Attenzione, non stiamo facendo previsioni, non parliamo di Venere, ma semplicemente ci limitiamo ad osservare i dati storici sui Terremoti. E’ evidente, che non possiamo dire ci sara’ un terremoto oggi, domani oppure mai, di intensita’ 1, 2 o 9 della scala Richter. Semplicemente analizziamo i fatti.

Come visto in questo articolo:

Forte terremoto nel Sud Italia tra 3 e 6 giugno

appare chiaro del perche’ molti catastrofisti hanno predetto un terremoto nel Sud Italia in corrispondenza del transito di Venere. Se secondo queste convinzioni il transito potrebbe causare terremoti, quale zona migliore di una da sempre scenario di eventi sismici?

Alla luce delle nostre considerazioni, possiamo escludere ogni correlazione tra i transiti ed i terremoti, e capiamo anche come vengono costruite queste profezie che di scientifico hanno veramente poco.

Per continuare ad approfondire questi concetti, ragionare sui dati e capire qual’e’ la verita’ scientifica, non perdete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

Terrorismo psicologico

6 Giu

Anche questa volta, il passaggio di Venere davanti al disco del Sole non ci ha delusi. Anzi, ci ha regalato, dal punto di vista artistico, delle immagini bellssime, e, dal punto di vista astrofisico, tantissimi dati che potranno essere usati per aumentare la conoscenza del nostro universo.

Fatta questa premessa, parliamo invece dei tanto attessi effetti sismici di questo fenomeno. Leggendo i giornali e cercando notizie in rete, si trovano tantissimi articoli che possiamo definire di puro “terrorismo psicologico”.

Sfruttando la paura delle persone e il momento particolare in cui parecchie zone dell’Italia si trovano proprio a causa di un sisma, tantissime fonti approfittano di questo stato proprio per propagandare le loro teorie ed insinuare ancora di piu’ la paura nella gente.

Su tantissimi giornali e siti si puo’ leggere, nella migliore delle ipotesi, “Stupendo passaggio di Venere” e subito sotto “forte scossa di Terremoto a Ravenna e Benevento”. Come detto, questo e’ il caso migliore, in molti siti filo-catastrofisti si legge proprio “Nuove scosse a Ravenna e Benevento dovute al transito di Venere”.

Epicentro terremoto di Ravenna del 6 Giugno

Come spiegato in tantissimi articoli in questo blog, dal punto di vista scientifico e’ categoricamente scluso che i due fenomeni possano essere messi in correlazione tra loro. Inoltre, in questo articolo:

Terremoto a Panama, una conferma?

abbiamo visto come anche il terremoto di Panama dei giorni scorsi, rientri in una normale statistica circa il numero e l’intensita’ dei terremoti sulla Terra. In particolare, abbiamo evidenziato come il numero di terremoti di grado superiore al quinto sia circa di una quarantina l’anno. Questo dimostra come non sia cosi’ raro che, in qualche parte del mondo, possa verificarsi un fenomeno di questo tipo.

Nel caso del terremoto di Ravenna, come spiegato anche dell’INGV, il terremoto e’ avvenuto al largo delle coste e ad una profondita’ di oltre 25 Km. Questo fenomeno e’ in parte scorrelato dai precedenti che hanno colpito l’Emilia, dal momento che e’ dovuto ad una faglia diversa. Dico in parte, perche’ il movimento tellurico e’ sempre dovuto alla placca africana che spinge su quella europea. Il fenomeno di cui stiamo parlando ha avuto un’intensita’ di 4.5 gradi Richter. Nell’articolo riportato prima, abbiamo visto che limitandoci a terremoti superiori al quinto grado (quindi questo e’ escluso dal conteggio) durante l’anno si registrano in media 40 eventi. Se includiamo anche quelli intorno al quarto-quinto grado, il numero medio di terremoti aumenta molto.

Passiamo invece a quello di Benevento. In questo caso, stiamo parlando di una scossa di grado 2.9. Non mi sembra proprio il caso di parlare di forte scossa nel beneventano. Anche qui, vale lo stesso discorso fatto prima, quanti terremoti ci sono in media di questa’ intensita’? Se consideriamo che l’Italia e’ una nazione estremamente sismica, mi sembra impossibile parlare di eventi rari e sicuramente dovuti al transito di Venere.

Ripetiamo nuovamente, state attenti a quello che vogliono farvi credere. Anche solo i titoli che trovate in rete, a volte, sono costruiti per insinuare il sospetto o farvi credere che cose diverse tra loro possano essere messe in relazione. Diffidate sempre, informandovi da soli, valutando opinioni diverse e cercando sempre di capire i dati (se vengono mostrati) sul quale si basa un’affermazione piuttosto che un’altra.

Se volete capire a fondo altre profezie legate al 2012, vedendo i dati e analizzando in profondita’ le ipotesi che vengono fatte, non perdete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

Il transito e’ iniziato!

6 Giu

Dopo averne parlato per giorni, in tutti i modi ed analizzando per filo e per segno tutte le ipotesi fatte su questo evento, il transito di Venere sul disco del Sole e’ finalmente iniziato.

Ovviamente in questo istante (mezzanotte e trenta circa), in Italia il passaggio non e’ ancora visibile, ma dovremo aspettare fino a domani mattina per poterlo osservare.

Come seguire il transito di Venere

C’e’ la possibilita’ di seguire il transito in diretta web collegandosi con i maggiori telescopi sulla Terra.

Venere sul disco del Sole

Una delle posizioni piu’ favorevoli per osservare il transito e’ dalle Hawaii, dove il telescopio Mauna Kea trasmette le immagini in diretta live. Il sito e’ direttamente raggiungibile cliccando sulla mappa, oppure collegandosi a:

http://sunearthday.nasa.gov/webcasts/nasaedge/

Aspettando che il transito sia visibile anche in Italia, godetevi lo spettacolo via web!

Cosa dobbiamo aspettarci per questo 2012? E’ possibile che tutte le profezie fatte sulla fine del mondo siano sbagliate e prive di fondamento? Scopriamolo leggendo Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

Terremoto a Panama, una conferma?

5 Giu

In tanti post abbiamo parlato dell’allineamento di Venere tra Terra e Sole, cercando ogni volta di trovare una possibile correlazione tra eventi del genere e l’insorgenza di terremoti sulla Terra. Come abbiamo visto, non siamo riusciti a trovare delle correlazioni tra questi fenomeni, escludendo che il transito di Venere possa in qualche modo creare un allarme terremoto.

Come sappiamo bene ormai, dalla mezzanotte di oggi iniziera’ il transito di Venere sul disco del Sole, e come abbiamo piu’ volte ripetuto non ci saranno terremoti. Perche’ siamo di nuovo qui a parlarne? Perche’ nelle prime ore del 4 giugno, c’e’ stato un forte terremoto a largo delle coste di Panama. Come potete facilmente immaginare, molti catastrofisti che cercano solo una conferma alle loro teorie, hanno subito evidenziato come questo sia solo l’inizio dell’influenza di Venere sulla crosta terrestre.

 

Terremoto di Panama del 4 Giugno.

Andiamo con ordine, alle 2.45 ora italiana del 4 giugno c’e’ stata una forte scossa di magnitudo 6.6 al largo delle coste sud di Panama. L’epicentro del sisma e’ stato localizzato a 370 Km dalla costa, non ci sono state vittime e anche l’allarme Tsunami e’ rientrato subito.

Certo, siamo qui a parlare e a cercare di convincere che l’influenza di Venere non puo’ causare terremoti, e per tutta risposta, all’avvicinarsi del pianeta succede proprio un terremoto di forte intensita’.

E’ possibile che questo evento sismico sia legato, o comunque causato, dall’avvicinarsi di Venere alla terra? Come visto in questi post:

Allineamenti e terremoti

Ancora sull’influenza di Venere

Allineamenti, terremoti e … Bendandi

la scienza esclude ogni possibile correlazione tra eventi astronomici di questo tipo e terremoti sulla Terra.

Nessuno pero’ puo’ negare che il terremoto a Panama ci sia stato. Perche’? E’ solo una coincidenza?

Parlare di coincidenze non e’ mai scientificamente giusto. Dal momento che stiamo parlando di fenomeni naturali non prevedibili, il cui numero e intensita’ non dipende dalla regione geografica, possiamo cercare una risposta nella statistica.

Che significa chiamare in causa la statistica? Come abbiamo visto in questo post:

Analisi statistica dei terremoti

il numero di eventi sismici non sta progressivamente aumentando nel tempo, ma se consideriamo l’intera Terra, possiamo analizzare statisticamente i terremoti cercando di capire, in media, quanti se ne registrano e di che intensita’.

Possiamo dunque fare il seguente esercizio. Andando sul sito del NOAA, cioe’ il “centro di raccolta dati geofisici”:

http://www.noaa.gov/

Possiamo estrapolare una lista di terremoti registrati con una certa intensita’ ed in una certa regione. Nel nostro caso, prendiamo ad esempio tutta la Terra come campione e vediamo quanti terremoti si sono registrati, ad esempio, tra il 2010 e oggi, con un’intensita’ superiore al quinto grado. Abbiamo selezionato un untervallo di 2,5 anni per avere una statistica sufficiente al nostro calcolo e abbiamo preso eventi sopra il quinto grado dal momento che stiamo valutando terremoti almeno di media intensita’.

Per vedere il risultato di questa ricerca, potete andare direttamente a questa pagina:

Risultati ricerca

senza inserire nuovamente tutti i valori.

Dai nostri criteri di ricerca, abbiamo avuto 121 eventi, cioe’ 121 terremoti in tutto il mondo, tra 2010 e 2012 con grado superiore al quinto.

Che significa questo? In media, dal momento che abbiamo un periodo di 2,5 anni, ci sono circa 0.13 terremoti al giorno (basta dividere 121 per il numero di giorni).

Sempre ragionando in media, in tutta la Terra, ci sara’ un terremoto di grado superiore al quinto ogni 8 giorni!

Dall’analisi di questi numeri, mi sembra evidente che se prendiamo un certo arco di tempo intorno al passaggio di Venere (qualche giorno prima e qualche giorno dopo), molto probabilmente ci sara’ un terremoto da registrare. Questa e’ una conferma dell’influenza di Venere sulla crosta terrestre? Assolutamente no.

Se veramente ci fosse una relazione tra questi eventi in esame, allora dovreste vedere un incremento del numero di terremoti rispetto alla media annuale. Cosa che per il momento non c’e’ stata.

Se volete continuare ad approfondire questi concetti non lasciandovi suggestionare o influenzare dalle tante voci che circolano, leggete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

Come seguire il transito di Venere

4 Giu

Visto che ne abbiamo parlato in tantissimi post, vi segnalo un sito della NASA creato appositamente per seguire il transito di Venere sul disco del sole:

http://venustransit.nasa.gov/2012/transit/webcast.php

Basta selezionare la propria area e connettersi in diretta live con l’osservatorio per seguire passo passo il transito di Venere sul disco del Sole.

Come abbiamo detto in questo post:

Pronti al transito di Venere

Gli orari in cui sara’ possibile seguire il fenomeno variano da zona a zona. In Italia, il transito del pianeta sara’ visibile alle prime luci dell’alba, anche se potremo vedere solo la fase finale del passaggio.

Visto il piccolo raggio di Venere rispetto a quello del Sole, il pianeta apparira’  come un piccolo puntino nero sul disco del Sole. L’oscuramento in area sara’ di circa uno 0.1% della superficie del Sole.

Fate attenzione, anche se il fenomeno sara’ visibile alle prime luci del giorno, osservare ad occhio nudo il passaggio potrebbe essere rischioso per la vista. Utilizzate filtri adatti all’esposizione per evitare danni, anche permanenti, agli occhi.

Se non avete lenti con filtri adatti, potete utilizzare un binocolo per proiettare l’immagine del Sole e seguire su una parete il  transito di Venere. In questo sito trovate tutte le istruzioni per costruire il vostro visualizzatore comodamente a casa vostra:

http://www.funsci.com/fun3_it/eclissi/eclissi.htm

Se volete altre informazioni su questo transito o capire se veramente esistono dei richi dovuti al passaggio di Venere davanti al Sole, non perdete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.