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Aggiornamento su Kepler

18 Ago

Con diversi post ci siamo occupati della ricerca degli esopianeti:

A caccia di vita sugli Esopianeti

Nuovi esopianeti. Questa volta ci siamo?

Esopianeti che non dovrebbero esserci

Ancora sugli esopianeti

Come sapete, questa speciale ricerca, volta ad individuare pianeti potenzialmente simili alla Terra ma fuori dal sistema solare, rappresenta una sfida molto importante per la scienza. Tra l’altro, ricerche di questo tipo, hanno da sempre stimolato anche la curiosita’ delle persone comuni, da sempre interessate a valutare se ci sono o meno le condizioni affinche’ la vita possa essersi sviluppata anche fuori dal nostro pianeta.

Ruolo fondamentale in questa ricerca era ovviamente riservato al telescopio della NASA Kepler. Questa missione era stata lanciata in orbita proprio con lo scopo di identificare pianeti in orbita intorno alle stelle, cosi’ come avviene nel nostro sistema solare. Si tratta di una missione estremamente complessa e che rappresentava una sfida al tempo del lancio nel 2009. Prima di Kepler infatti, non si sapeva se esopianeti simili alla Terra potessero esistere e quanto potevano essere abbondanti nella nostra Galassia.

Una delle rotelle di retroazione di Kepler

Una delle rotelle di retroazione di Kepler

In 4 anni di osservazioni, Kepler ha individuato circa 3500 possibili esopianeti, di cui diversi gia’ sono stati confermati. Ha raccolto una mole impressionante di dati che, in gran parte, ancora devono essere analizzati.

Perche’ stiamo riparlando di esopianeti e di Kepler?

Qualche settimana fa, avevamo dato un aggiornamento non felice su questo telescopio:

Se si rompe la sonda?

Come visto, nel luglio di quest’anno, si era registrata una nuova rottura ad una delle rotelle del sistema di giroscopi del satellite. Sempre nel post, avevamo detto che gli ingegneri della NASA erano gia’ al lavoro per cercare di capire come ripristinare questo fondamentale sistema per la ricerca degli esopianeti.

E ora?

Purtroppo, potremmo dire che proprio il giorno di ferragosto, la NASA ha celebrato la messa mortuaria per Kepler. Vi riporto una frase molto importante presa dal sito del telescopio:

Two of Kepler’s four gyroscope-like reaction wheels, which are used to precisely point the spacecraft, have failed. The first was lost in July 2012, and the second in May [2013]. Engineers’ efforts to restore at least one of the wheels have been unsuccessful. … the spacecraft needs three functioning wheels to continue its search for Earth-sized exoplanets

Come potete leggere, purtroppo gli ingegneri della NASA hanno rinunciato alla possibilita’ di ripristinare almeno una delle rotelle rotte del giroscopio. Il telescopio necessita’ di almeno 3 rotelle per assicurare un corretto puntamento e per proseguire la sua ricerca.

Perche’ servono almeno 3 rotelle?

Come visto in precedenza, il sistema di giroscopi del satellite e’ una delle parti piu’ importanti della missione ed e’ quella che caratterizzava l’estrema precisione della ricerca. Sappiamo che la ricerca degli esopianeti veniva effettuata con il metodo dei transiti, in cui si fissava una stella lontana misurandone la luminosita’. A questo punto, si registrava ogni minima variazione di luminosita’ che poteva indicare il passaggio di un pianeta tra la stella e il satellite. Capite bene che, affinche’ questa ricerca potesse funzionare, era necessario puntare con precisione e stabilmente la stella. Il sistema di giroscopi serviva proprio a questo, azionando piccoli stabilizzatori in grado di tenere in posizione il telescopio.

Ora cosa succedera’?

La NASA sta valutando la situazione e ha anche aperto una chiamata agli scienziati degli altri paesi per verificare se esistono altre ricerche possibili utilizzando solo due rotelle. Tra le idee lanciate c’e’ la ricerca di comete e asteroidi o anche una modifica dl software per correggere, ovviamente con precisione minore rispetto a quella iniziale, la luminosita’ osservata delle stelle.

La situazione non e’ assolutamente semplice. Prima di decidere, si deve considerare che il costo annuo della missione e’ di circa 18 milioni di dollari. Con cifre di questa portata, o si trova una missione utile e in grado di giustificare la spesa, oppure la NASA preferirebbe rigirare il budget per la costruzione di una nuova sonda da mettere in orbita.

Per la fine di quest’anno ci si aspetta una decisione da parte della NASA che per il momento ha lasciato in stand-by il telescopio in modo da risparmiare carburante.

Ovviamente, trovandosi Kepler a circa 65 milioni di kilometri dalla Terra, il costo di una missione di riparazione sarebbe proibitivo.

Come valutare la missione Kepler?

Il guasto che ha colpito il sistema di giroscopi, anche se ha interrotto molto prima di quanto preventivato la missione, non deve farci pensare che Kepler sia stato un fiasco. Come detto nel precedente articolo, la legge di Murphy e’ sempre in agguato. Per funzionare servono 3 rotelle, la NASA ne ha previste 4. Purtroppo, se ne sono rotte addirittura 2, rottura con una probabilita’ bassissima.

Nonostante questo, Kepler ha raccolto tantissimi dati ancora da analizzare. Prima di questa missione, nessuno sapeva quanto fossero abbondanti, o addirittura se esistevano, pianeti fuori dal sistema solare candidabili ad ospitare la vita. Ci vorranno ancora molti anni prima di analizzare tutti i dati per cui il numero di esopianeti e’ destinato solo a crescere. Per cui, sentiremo ancora parlare a lungo di pianeti scoperti da Kepler!

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Se si rompe la sonda?

17 Mag

Solo poche settimane fa, avevamo parlato della scoperta di molti esopianeti al di fuori del nostro sistema solare:

A caccia di vita sugli Esopianeti

Nuovi esopianeti. Questa volta ci siamo?

Come visto, la ricerca di questi corpi e’ di fondamentale importanza, in primis, dal punto di vista scientifico per lo studio e la comprensione dell’origine del nostro universo, ma anche per la ricerca di pianeti nella cosiddetta “fascia di abitabiita’”. Con questo si intendono quei pianeti che, ruotando intorno ad una stella centrale, occupano una distanza tale da poter sviluppare la vita.

Di pianeti di questo tipo, ne sono stati individuati diversi, come visto nei precedenti post. Oltre ai tanti sostenitori dell’esistenza aliena, l’individuazione di questi corpi ha acceso la fantasia anche di molti astronomi e di persone interessate al cosmo. Quando parliamo di “possibilita’ di vita”, non intendiamo certo che ci sia la certezza di questo, ma solo che a quelle distanze potrebbe eeserci acqua in forma liquida, una delle condizioni piu’ facili per l’inizio della vita sul pianeta.

Immagine artistica del telescopio Kepler

Immagine artistica del telescopio Kepler

Parlando di questi concetti, abbiamo presentato anche la sonda Kepler della NASA, un potente telescopio in orbita, autore proprio delle ultime scoperte. Questo strumento, grazie alla sua notevole precisione, ha consentito l’individuazione di diversi esopianeti dando una notevole spinta alla ricerca in questo settore.

In particolare, parlando proprio egli ultimi esopianeti trovati in fascia abitabile, Kepler-62e e Kepler-62f, ci eravamo lasciati fantasticando sul futuro della missione e sul numero elevato di esopianeti che la sonda avrebbe potuto individuare con le prossime osservazioni.

Invece?

Notizia proprio delle ultime ore, sembrerebbe che il telescopio Kepler abbia un serio problema, tale da compromettere la continuazione della missione.

Di cosa si tratta?

Come evidenziato dai tecnici della NASA, sembrerebbe che il giroscopio della missione abbia smesso di funzionare. Questo sistema e’ di fondamentale importanza per il puntamento di precisione del telescopio verso lo spazio esterno. Come visto negli articoli precedenti, l’individuazione degli esopianti viene fatta sfruttando il metodo dei transiti. Osservando per lungo tempo stelle lontane, Kepler e’ in grado di misurare le minime variazioni di luminosita’ dovute al passaggio di pianeti di fronte alla stella.

Come potete facilmente capire, affinche’ questo metodo sia applicabile, e’ necessario puntare in una direzione ben precisa per diverso tempo, aspettando appunto il transito dell’esopianeta. Oltre a questo, come vuole il metodo scientifico, la misura deve essere ripetibile anche a distanza di tempo. Per questo, il corretto puntamento, sia assoluto in una direzione che relativo rispetto ad un’altra, deve essere estremamente preciso.

Compito dei giroscopi e’ proprio quello di garantire il corretto puntamento.

Bene, anzi male, nelle ultime ore, una delle ruote dei giroscopi di Kepler non sta rispondendo ai comandi e sembra girare in modo continuo. Per un corretto funzionamento del sistema, sono necessari 3 giroscopi. Se uno di questi non risponde, il sistema di puntamento non sara’ assolutamente ne’ corretto ne’ stabile.

Possibile che non abbia un giroscopio di riserva?

Qualsiasi missione spaziale ha sempre dei sistemi di recupero da utilizzare in caso di guasto. In questa ottica, Kepler era dotato di tre rotelle per i giroscopi, piu’ una di riserva. Perche’ non utilizziamo quella di scorta? Semplice, era gia’ stata utilizzata per sostituire uno dei giroscopi che si era danneggiato a luglio del 2012.

Sfortuna? Legge di Murphy? Chiamatela come volete, ma la situazione attuale non e’ assolutamente rosea. Attualmente, dei 4 sistemi inseriti nel telescopio, 2 sono danneggiati e 2 sono funzionanti. Peccato che, per un corretto puntamento, siano richieste 3 rotelle di puntamento.

Trovandosi la missione a circa 65 milioni di kilometri da noi, capite bene che organizzare una spedizione di riparazione e’ assolutamente non fattibile.

Dunque? Cosa fare?

Per il momento, i tecnici della NASA hanno messo Kepler in modalita’ “safe”, cioe’ per il massimo risparmio di carburante. Ovviamente, in queste ore si sta cercando di valutare quanto sia possibile recuperare il sistema o comunque continuare ad utilizzare Kepler. Come detto, con un sistema di puntamento non affidabile e non ripetibile, e’ assolutamente impensabile continuare ad utilizzare Kepler per la ricerca di esopianeti fuori dal nostro sistema solare.

Purtroppo, quando si progettano sistemi di questo tipo, si cerca sempre, nei limiti degli ingombri e del funzionamento, di prevedere diverse soluzioni alternative in caso di guasto. Per quanto puo’ essere minimizzata, la probabilita’ di guasto non e’ assolutamente nulla.

Concludendo, il guasto registrato in queste ore su Kepler, lo rende probabilmente del tutto inutilizzabile per la ricerca di esopianeti al di fuori del nostro sistema solare. Purtroppo, questo comporterebbe uno stop ad una missione che stava portando ottimi risultati e che lasciava intravedere un futuro molto importante dal punto di vista della ricerca.

L’eventuale messa fuori servizio di Kepler, lascerebbe una lacuna in questo settore della ricerca. Lato NASA e’ infatti previsto per il 2017 il lancio di una nuova missione migliorata rispetto a Kepler, cosi’ come l’ESA pensa di poter lanciare nel giro di qualche anno una sua missione per la ricerca di esopianeti abitabili.

Concludendo, dopo le fantastiche prime osservazioni, Kepler era stato in grado di individuare diversi esopianeti, aluni dei quali anche nella fascia abitabile della propria stella. Purtroppo, a causa di un guasto, difficilmente sara’ possibile continuare ad utilizzare questa missione. Ovviamente, i tecnici sono al lavoro e speriamo possano riuscire a risolvere il problema prolungando ancora per diversi anni questa missione.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Eclissi Totale il 13 Novembre, cosa dire …

21 Ott

Visto che ho ricevuto molti messaggi di persone che chiedevano il mio punto di vista sull’eclissi totale del 13 Novembre, ho deciso di rispondere a tutti in questo post.

Zona di visibilita’ dell’eclissi del 13 Novembre

Non ho postato nuovi articoli su questo avvenimento, perche’ lo avevo gia’ fatto in passato. Questo non significa che, come qualcuno afferma, mantengo il segreto sull’evento perche’ penso che qualcosa possa accadere.

A dimostrazione di questo, vi riporto nuovamente il testo pubblicato il 12 Giugno 2012, completo di tutti i link utili alla comprensione. Per chi non lo avesse letto, per il 13 Novembre 2012 e’ attesa una eclissi totale di Sole, in realta’ visibile solo in una zona molto ristretta, come mostrato nell’animazione riportata.

Come potete facilmente immaginare, questo evento e’ stato di nuovo preso in considerazione da tutti quelli che vorrebbero una relazione tra i movimenti dei pianeti e le maree liquide. Con questo intendiamo le teorie secondo le quali le variazioni della forza gravitazionale, dovute all’allineamento tra pianeti, sarebbero in grado di provocare movimenti tellurici sulla Terra.

Come abbiamo visto, queste variazioni sono del tutto trascurbili e non in grado di provocare effetti di questo tipo.

Fatta questa dovuta anticipazione, vi riporto nuovamente il testo dell’articolo del 12 Giugno intitolato:

Eclissi totale il 13 Novembre 2012

 

Ecco a voi il testo:

 

Come vi abbiamo anticipato in questo articolo:

5 giugno, 6 giugno, 21 dicembre e non solo

La prossima data attesa dai sostenitori della fine del mondo, sara’ quello del 13 Novembre 2012.

Come abbiamo visto in questo articolo invece:

Prossima data importante?

per questa data e’ prevista un’eclissi di Sole, che in realta’ sara’ totale solo in una ristretta zona, e parziale in una regione di spazio maggiore. Questo semplicemente perche’ il cono d’ombra proiettato dal Sole sulla Luna occupera’ uno spazio piu’ grande.

Perche’ questa data sara’ la prossima attesa per la fine del mondo?

Come ormai abbiamo imparato, molti filo-catastrofisti (e non) vorrebbero delle correlazioni tra eventi astronomici di questo tipo (eclissi, super Luna, transiti di pianeti) e il verificarsi di Terremoti sulla Terra.

Di questo abbiamo gia’ abbondantemente discusso in molti articoli, ed in particolare, abbiamo dimostrato come, ad esempio, il transito di Venere sul disco del Sole causi delle variazioni estremamente piccole all’interazione gravitazionale subita dalla Terra. Queste variazioni non possono in alcun caso giustificare il fenomeno delle cosidette “maree solide”, cioe’ la perturbazione delle placche continentali ad opera della forza gravitazionale esercitata dai pianeti.

Alla luce di questo, perche’ ancora una volta si mette in relazione un’eclissi solare con la possibilita’ di avere Terremoti?

Se ricordate bene, come abbiamo visto in questo articolo:

Allineamenti e Terremoti

Il giorno stesso del primo terremoto in Emilia del 20 Maggio 2012, ci fu un’eclissi anulare di Sole visibile da gran parte dell’Oceano Pacifico e del Nord America.

Sempre in questo articolo, abbiamo analizzato come in realta’ l’insorgenza annuale di feomeni di questo tipo e di questa intensita’, non e’ affatto straordinaria. Ogni anno, sulla Terra, si verificano diversi Terremoti anche di grande intensita’, e statisticamente non si nota ne un aumento di questi fenomeni avvicinandosi al 2012, ne tantomeno un aumento significativo in corrispondenza di fenomeni astronomici importanti.

Eclissi anulare del 20 Maggio 2012

Alla luce di quanto discusso insieme, potete facilmente immaginare quanti stanno gia’ mettendo (o metteranno) in relazione l’eclissi del 13 Novembre con Terremoti di forte intensita’.

Inoltre, se teniamo conto che il 20 Maggio c’e’ stata solo un’eclissi parziale, mentre per il 13 Novembre e’ attesa un’eclissi totale, potete subito immaginare come questa data assuma un significato ancora piu’ nefasto.

Da quanto detto fino a questo punto, siamo gia’ in grado di escludere ogni possibile relazione tra questi fenomeni. Non ci aspettiamo nessun fenomeno sismico legato a questa eclissi, come non ci si aspetta nessun terremoto per alcun evento astrofisico. Ovviamente, come ormai sappiamo bene, puo’ succedere che, in una finestra che va da alcuni giorni prima fino ad alcuni giorni fopo l’eclissi, avvengano terremoti in qualche zona del mondo. Questa non sarebbe una casualita’, ma la normale statistica di eventi che ogni anno registriamo sulla Terra a causa delle tensioni tra le placche.

Altro punto non da sottovalutare, e che spesso viene tralasciato anche dai sostenitori di queste correlazioni, e’: perche’ un eclissi visibile in una zona della Terra dovrebbe causare un terremoto in una zona completamente diversa? Semplicemente perche’, come abbiamo discusso in altri articoli, e’ facile far “capitare” un terremoto in una qualsiasi zona in una finestra di qualche giorno.

Come abbiamo visto in questo articolo:

Forte terremoto nel sud Italia tra 3 e 6 giugno

quando si prova ad azzardare una previsione specifica in una regione, anche se grande, limitata rispetto all’intero globo terrestre, e’ molto facile sbagliare!

Se volete analizzare insieme a noi tutte le profezie fatte sul 2012, sempre utilizzando un metodo scientifico e ragionando solo e unicamente su teorie certe e dati incontrovertibili, leggete “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

 

Prossima data importante?

9 Giu

Il fenomeno naturale del transito di Venere ha innescato un dibattito molto acceso tra chi voleva questo fenomeno in relazione con i terremoti e la scienza ufficiale che invece ha sempre smentito ogni possibile correlazione.

In questo blog abbiamo parlato a lungo di questo transito, cercando anche di analizzare in modo oggettivo, e senza lasciarci convincere da questa o quella posizione, sia il fenomeno astronomico che la natura non prevedibile dei terremoti. Per chi avesse perso queste discussioni, gli articoli principali sul tema sono:

Tutto anticipato al 6 giugno?

I transiti di Venere del passato

Terremoto a Panama, una conferma?

Passato il transito, e dopo che non sono avvenuti fenomeni tali da smentire la scienza ufficiale, qualcuno potrebbe pensare di poter stare tranquillo fino al 21 Dicembre. In realta’ non e’ cosi’. Anche se se ne parla ancora poco, ci sara’ un altro appuntamento che richiamera’ l’attenzione dell’opinione pubblica e di tutti i sostenitori di una imminente catastrofe. La data in questione e’ quella del 13 Novembre 2012.

In questo articolo, avevamo gia’ anticipato qualcosa su questa data:

5 giugno, 6 giugno, 21 dicembre e non solo

Il 13 Novembre ci sara’ un’eclissi totale di Sole, che purtroppo sara’ visibile solo dall’Oceania ed in parte dell’Antartide. In realta’, l’oscuramento totale avvera’ solo in una limitata regione della Terra, mentre l’eclissi sara’ parziale lungo il percorso.

Eclissi solare del 13 Novembre

Nell’animazione riportata, si vede il percorso fatto dall’ombra proiettata sulla Terra al trascorrere del tempo. L’eclissi maggiore avverra’ in una regione dell’oceano pacifico.

Come potete facilmente immaginare, anche in questo caso, ci sara’ un corpo, la Luna, che si mettera’ tra la Terra ed il Sole. Anche in questo caso dunque, i sostenitori della teoria di Bendandi, o chi vorrebbe variazioni enormi dell’attrazione gravitazionale, non si lasciera’ sfuggire questo appuntamento.

Analogamente a quanto successo per il transito di Venere, anche in questo caso il fenomeno verra’ messo in relazione con il fenomeno delle cosidette maree solide, cioe’ con la perturbazione delle placche a causa della variazione dell’attrazione gravitazionale.

Anche in questo caso, la fisica ci dice che le perturbazioni saranno del tutto trascurabili e non e’ possibile mettere in relazione l’eclissi con eventuali fenomeni sismici. Nonostante questo, e nonostante il fallimento del transito di Venere, vedrete come all’avvicinarsi del 13 novembre, molti annuncieranno violenti terremoti a causa di questo fenomeno.

Noi aspettiamo, pronti a discutere senza preconcetti ogni teoria che verra’ proposta, cercando sempre di analizzare tutto ragionandoci sopra e cercando conferme o smentite dalla scienza e dai dati.

Aspettando il 13 Novembre, potete analizzare tutte le profezie per la fine del mondo leggendo Psicosi 2012. Le risposte della scienza.