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Pure la neve ora e’ sintetica!!!

25 Feb

Nel 2012 l’argomento cult era senza dubbio Nibiru. Passato il 21 dicembre e vista sfumare la profezia Maya, anche se ci sono ancora tanti malinconici che ancora parlano di questo fantasioso pianeta, l’argomento principe per i nostri amici complottisti e’ senza ombra di dubbio quello delle scie chimiche.

Come avrete capito, stiamo di nuovo per parlare di queste benedette scie chimiche.

Prima pero’ di iniziare, lasciatemi fare uno sfogo. Piu’ volte ce la siamo presa con i complottisti che inquinano il web con le loro notizie inventate per far credere alla popolazione che esista una cospirazione da parte di potenti organizzazione per avvelenare la povera gente mediante tecniche di aerosol con aerei di linea. Senza ombra di dubbio, possiamo affermare che questi individui o non capiscono davvero le fantasie che sparano oppure ci marciano. Perche’ lo farebbero? Anche questo e’ stato detto e ridetto, per “pecunia”, sfruttando l’eco che queste notizie hanno tra le persone e vivendo di siti internet pieni zeppi di pubblicita’ e che danno un contributo per ogni visita, visualizzazione o acquisto che le solite povere persone fanno sui loro domini.

Attenzione pero’, e’ giusto definire “povere” queste persone? A distanza di mesi e di puntuali smentite scientifiche a tutte le affermazioni fatte dai complottisti, non me la sento piu’ di definire “povere” queste persone. La colpa infatti non e’ dei complottisti ma di tutti quelli che danno a questi individui la possibilita’ di sparare cavolate consapevoli che tanto ci sara’ qualcuno che ci credera’. In tanti siti complottisti ho visto proclami ad accendere l’attenzione su queste problematiche. Non a caso trovate spesso articoli che finiscono con “SVEGLIA!” oppure “Quanto altro dobbiamo aspettare?”. A questo punto della discussione, credo che questi proclami siano veramente rivolti alle persone che seguono questi siti. Quanto altro dovrete aspettare prima di aprire gli occhi e capire che vi stanno prendendo in giro. Questi soggetti ridono alle vostre spalle non aspettando altro che andiate a farvi prendere in giro da qualche parte o che publicizziate i loro articoli.

SVEGLIA SIGNORI!

Perche’ mi permetto di dire questo? Semplice, la notizia che gira su internet in questi giorni mi ha causato due reazioni contrastanti una di seguito all’altra. La prima e’ stata ovviamente di divertimento leggendo quali idiozie si siano inventati questa volta, la seconda e’ stata di immensa tristezza leggendo i commenti a questi articoli e vedendo che anche in questo caso c’erano tante persone pronte a gridare allo scandalo e a puntare il dito contro la scienza corrotta.

Andiamo con ordine. Qualora ve ne foste dimenticati, di scie chimiche abbiamo parlato in tantissimi post:

Alcune considerazione sulle scie chimiche

Scie Chimiche: il prelievo in quota

Scie chimiche e cloud seeding

Come difendersi dalle scie chimiche

Il Dibromoetano e le scie chimiche

A-380 modificato per spargere scie chimiche

Scie chimiche, ora abbiamo la prova

L’accordo Italia-USA per spargere scie chimiche

Scie chimiche, la prova storica!

Scie chimiche con la scusa dei vaccini!

Scie chimiche: il silenzio non puo’ durare oltre!

Questa volta pero’, gli articoli puntano il dito contro le abbondanti nevicate che sono scese in diverse parti dell’Europa e degli Stati Uniti negli ultimi giorni. Indovinate un po’? Queste nevicate non sono ovviamente naturali, ma sono il risultato delle scie chimiche sparse dagli aerei cisterna che solcano i nostri cieli.

Perche’?

Semplice, quella che apparentemente potrebbe sembrare neve e’ un composto di: cadmio, nitrati, pesticidi e, addirittura, uranio impoverito!

Prima di queste nevicate molti testimoni, a detta dei nostri amici, riportano di un’abbondante traffico aereo e la presenza di numerose scie chimiche nei cieli delle diverse zone. Inoltre, prima delle precipitazioni nevose, sarebbero caduti moltissimi filamenti polimerici al punto da provocare numerose chiamate delle persone ai vigili del fuoco.

Apro e chiudo parentesi, di questi filamenti abbiamo gia’ parlato in passato, basta cercare nel blog “capelli d’angelo”, vedendo come si tratti di ragnatele utilizzate dai ragni per percorrere lunghe distanze. Questa tecnica e’ nota come balloning e, al contrario di quello che diono i complottisti, e’ verificata e osservata anche a diverse quote. Tutti quelli che parlano di filamenti polimerici portando come prova le analisi di laboratorio condotte, dimenticano sempre di riportare proprio questi risultati di laboratorio.

Se prima si trattava solo di filamenti prodotti come conseguenza dele scie chimiche, oggi i complottisti hanno rincarato la dose con frasi di questo tipo:

Questi filamenti sono impiegati come vettori dei composti chimici, a loro volta usati per creare corridoi elettromagnetici. E le fibre, essendo costituite di materiali biocompatibili, si “legano” al DNA degli esseri viventi, favorendone una ridefinizione genetica secondo nuovi parametri biologici, anzi biotecnologici.

Vi rendete conto? Corridoi elettromagnetici e filamenti lunghi decine di centimetri che si legano alla molecola di DNA degli esseri viventi? Ma stiamo scherzando? No, eppure c’e’ davvero chi crede ad affermazioni di questo tipo.

Andiamo avanti con la nostra bella neve artificiale. Oltre alla presenza di tutte queste sostanze chimiche, ovviamente affermazioni mai accompagnate da analisi specifiche, si trattterebbe di Neve Igroscopica. Aspettate “neve igroscopica”? Ma sapete cosa significa che una sostanza e’ igroscopica? Una sostanza si dice igroscopica se e’ in grado di attirare l’umidita’ che la circonda. Ora, la neve e’ fatta di acqua, l’acqua sarebbe igroscopica, cioe’ in grado di assorbire acqua? Bhe’, non mi sembra una grandissima scoperta. La proprieta’ di igroscopicita’ si riferisce alla capacita’ di una sostanza di attirare l’acqua. Che senso ha parlare di acqua che attira acqua?

Aspettate pero’ un attimo, da dove e’ venuta fuori l’idea della neve igroscopica? Da qualche parte avranno sentito questo parolone che ha attirato l’attenzione dei complottisti. Abbiamo una risposta anche a questo. Come visto nei precedenti articoli, il cloud seeding, cioe’ l’inseminazione delle nuvole per far piovere e’ uno degli spunti preferiti da chi sostiene l’esistenza delle scie chimiche. Tra le tante tecniche possibili per modificare il tempo, ci sarebbe anche quella dell’inseminazione igroscopica. Di cosa si tratta? Semplice, si utilizzano sali che attirano l’umidita’ fungendo da punti di concentrazione dell’acqua. Questi nuclei all’interno della nuvola si scontrano causando le precipitazioni. Si tratta di una tecnica reale. Probabilmente, qualche complottista ha letto di questa metodologia, si e’ innamorato del termine igroscopico e’ ha pensato di rivenderselo con quest’altra notizia.

Spero che a questo punto tutto il discorso mostri la sua completa inutilita’ e assurdita’. Visto che pero’ ci siamo, andiamo avanti e vediamo quali altre importanti prove ci sono.

Come dimostrare che questa presunta neve in realta’ e’ artificiale? Su tutti questi articoli trovate scritto che la neve, quando esposta a fonti di calore, come ad esempio la fiamma di un accendino, non si scioglie ma si annerisce prendendo un colore marroncino. foto

Aspettate, vi giuro che quello che sto raccontando e’ reale e potete verificare leggendo su un qualsiasi sito complottista, voi prendete un pezzo di neve, avvicinate la fiamma di un accendino e questa invece di divenire acqua si brucia diventando nera.

Mio Dio questa deve essere una prova schiacciante che dimostra quanto affermato!

Ma io dico, avete mai visto una palla di neve? Se abitate in un posto in cui c’e’ la neve, andate fuori e prendete con le mani un po’ di neve. Bene, ora provate a comprimerla. Cosa succede? Esattamente quello che chiunque abbia mai fatto una guerra di palle di neve conosce bene, la neve si comprime molto. Perche’? Semplice, la neve non e’ fatta solo di acqua, anzi questa e’ in minima parte. Praticamente, solo il 5% della neve e’ fatto di acqua, il resto, 95%, e’ aria. La struttura delle neve e’ tale per cui molta aria viene immagazzinata all’interno, dando proprio quell’aspetto soffice.

Che c’entra l’aria con il fatto che non bruci?

Se prendete un pezzo di neve e lo mettete dentro casa, ad esempio sul tavolo, dopo qualche minuto vedete che, a causa del salto termico, le neve si scioglie passando allo stato liquido. Se invece avvicinate una fiamma dando un notevole salto termico, l’acqua in forma solida evapora direttamente non passando per lo stato liquido. E il nero che si osserva da dove viene? Semplice, avete mai visto un accendino? Il nero che si osserva e’ solo dovuto ai residui di combustione del gas, propano, butano, o altro, utilizzato come combustibile.

Signori, non e’ che la neve non si scioglie con l’accendino perche’ e’ sintetica, non si scioglie perche’ e’ “neve”!

Ma di cosa stiamo parlando? Noi di bufale, tutti quelli che ci credono dovrebbero farsi la stessa domanda e cercare di darsi una risposta.

Anche questa volta, le presunte prove a sostegno delle scie chimiche si sono rivelate una bufala. Potrebbero riprovare la prossima volta mostrando la pioggia bagnata formata per colpa della geoingegneria o la nebbia che impedisce la vista. Sto scherzando? Fino ad un certo punto, non mi meraviglierei nel vedere queste nuove prove utilizzate a sostegno di queste teorie.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Marte: altro che batteri, ci sono foreste!

15 Ott

Attraverso la pagina Facebook di Psicosi 2012, un nostro caro lettore, sempre disponibile a fornire spunti interessanti, ci ha chiesto di commentare alcuni articoli che circolano in rete gia’ da diverso tempo, ma che ancora non erano stati affrontati qui sul blog.

Come sapete, diverse volte ci siamo lanciati a commentare le ultime scoperte fatte dalle sonde orbitanti intorno a Marte o dei Rover in superficie, ultimo di questi Curiosity a cui abbiamo dedicato diversi post. Lo studio della superficie di Marte, oltre all’interesse scientifico indubbio, suscita da sempre la curiosita’ e la fantasia di molte persone. Come e’ facile intuire, ogni qual volta si parla di pianeti diversi dalla Terra, il primo pensiero e’ quello della ricerca di forme di vita intelligente.

Piccola parentesi di cui abbiamo discusso gia’ moltissime volte ma che e’ meglio ricalcare, la scienza non si oppone assolutamente all’esistenza di forme di vita diverse dalla nostra. La ricerca ha piu’ volte cercato precursori o forme di vita nei pianeti del Sistema Solare e, ancora oggi, lo studio dei pianeti extrasolari punta per prima cosa a trovare zone abitabili in cui potrebbe essersi sviluppata la vita. Fate sempre pero’ attenzione ad una cosa, parlare di forme di vita non significa parlare di omini verdi che viaggiano nel cosmo. Quando in scienza si parla di forme di vita, si intendono quasi sempre forme di vita semplici come batteri o microorganismi che potrebbero, anche in condizioni estreme, essere riuscite a svilupparsi su un pianeta.

Proprio a questo filone, appartiene la notizia che vorrei commentare. Probabilmente, trattandosi come detto di una storia vecchiotta, alcuni di voi potrebbero gia’ aver sentito queste affermazioni.

Durante la sua missione, la sonda MGS, Mars Global Surveyor, ha scattato diverse immagini ad alta risoluzione di alcune zone di Marte. In particolare, ci sono molti scatti che riguardano la fascia vicino al polo Sud e che hanno suscitato notevole attenzione fin dai primi momenti.

Di cosa si tratta?

Prima di tutto, vorrei mostrarvi una di queste foto:

Foto del presunto albero sulla superficie di Marte

Foto del presunto albero sulla superficie di Marte

Cosa sono quelle strane figure che appaiono sulla superficie? Senza tanti giri di parole, e nemmeno richiedendo uno sforzo troppo notevole alla fantasia, queste immagini sembrano senza dubbio ritrarre degli alberi. Tra l’altro, si notano anche molto bene le ramificazioni.

Se ancora non siete contenti, vi mostro un’altra immagine, forse ancora piu’ esaustiva della prima:

Quella che sembra una foresta su Marte

Quella che sembra una foresta su Marte

Qui addirittura si vede anche la colorazione verde degli alberi e, avendo ripreso la superficie da un’altezza maggiore, si vede come non sia presente un singolo albero, ma addirittura una foresta di arbusti sulla superificie di Marte.

Possibile tutto questo?

Seguendo i siti che raccontano la storia, assolutamente si. Per prima cosa, le dimensioni degli arbusti sarebbero molto maggiori di quelle normalmente presenti sulla Terra. Confrontando con la scala della foto, gli alberi mostrati avrebbero un diametro anche fino ad 1 km. Possibile? Ovviamente si, sapete perche’? La minore atmosfera del pianeta rosso rispetto a quella terrestre, renderebbe necessaria una superficie maggiore per lo scambio gassoso. Proprio per questo motivo gli alberi crescerebbero molto di piu’ che sulla Terra, appunto per un concetto di sopravvivenza. Inoltre, gli alberi avrebbero radici molto profonde per pescare acqua nello stato liquido nel sottosuolo di Marte.

Aspettate un secondo, ci sono foto della NASA che mostrano l’esistenza di “foreste” su Marte e poi, a distanza di anni, mandiamo Curiosity dentro il createre Gale, brutto, polveroso, senza niente da vedere se non qualche sasso, con la scusa di cercare batteri? Qualcosa non torna.

Perche’ avviene questo?

Che domande, la risposta e’ ovvia: le missioni marziane odierne sono solo una copertura per far vedere che la ricerca continua. Come al solito, i signori della NASA fanno ricerca per finta. Sanno che ci sono foreste in molte zone, ma mandano i rover in punti dove non potranno trovare niente. In questo modo, riescono a mantere il segreto di Marte.

Alcuni siti si lanciano anche nella spiegazione del perche’ avverrebbe questo. La risposta anche qui e’ molto semplice, ed e’ da ricercarsi nella religione. Sarebbe sconvolgente per la nostra societa’, ancorata alla tradizione religiosa, sapere che esistono forme di vita evolute, o anche solo alberi, su un altro pianeta. Chi li ha creati? Il nostro Dio? Un altro? Secondo le fonti, questo potrebbe destabilizzare l’animo umano facendolo entrare in una via senza ritorno.

Tralasciando questi tentativi di spiegazione, per carita’ interessanti dal punto di vista antropologico e umano, cerchiamo invece di capire cosa sarebbero queste foto che si trovano in rete.

La prima cosa che si potrebbe pensare e’ che le foto siano dei falsi. In realta’ non e’ cosi’, o meglio non lo e’ totalmente.

Queste foto sono state scattate utilizzando lo strumento MOC, che sta per Mars Orbiter Camera. Una camera abbastanza potente utilizzata per scattare foto della superficie dall’orbita di passaggio. Si tratta in realta’ di un sistema composto da tre camere. La prima, la piu’ potente, era in grado di scattare foto ad alta risoluzione in bianco e nero. Le altre due invece, a risoluzione minore, erano sensibili solo al rosso e al blu. Perche’ questo? La sensibilita’ a lunghezze d’onda specifiche poteva aiutare ad identificare ed isolare determinate emissioni o spettri specifici utili per analizzare in dettaglio alcune carateristiche. Se pensate che il sistema sia antiquato, non dimenticate che la missione MGS e’ terminata gia’ nel 2001, per cui la tecnologia a bordo, oggi, puo’ sembrare molto datata.

Prima osservazione, se ci sono camere in bianco e nero, sul rosso o sul blu, come e’ possibile avere una splendida foto, come la seconda mostrata, in cui si vede una foresta verdognola? Molto semplice, questa foto, cosi’ come molte altre che trovate in rete, sono state ricolorate a posteriori utilizzando programmi di grafica. Perche’ questo? Risposta quantomai facile, per spingere ancora di piu’ l’opinione che si trattasse di foreste sulla superficie di Marte.

Attenzione pero’, d’accordo che il colore e’ falso per capacita’ tecnologica, ma anche se immaginiamo le foto in colori diversi, le strutture presenti sono sempre paragonabili ad alberi.

Cosa sono queste forme che si vedono?

Anche qui, la risposta e’ quantomai facile da dare. Quelli che si vedono sono dei semplici sbuffi di anidride carbonica che partono dal permafrost di Marte e si alzano verso il cielo. Da cosa sono dovuti? Il permafrost di Marte e’ costituito di ghiaccio secco, o anidride carbonica allo stato solido. Le foto che abbiamo mostrato sono state scattate nel mese di ottobre, cioe’ quando stava iniziando l’equivalente primavera in quella regione di Marte. Questo non significa altro che le temperature erano in rapida ascesa.

Avete mai visto del ghiaccio secco? Come sapete, e’ una sostanza che non passa per lo stato liquido ma, attraverso il processo cosiddetto di sublimazione, evapora passando immediatamente da solido a gas.

Fin qui ci siamo. Ora, e anche questa non e’ una novita’, il terreno di Marte e’ costituito da una sabbia molto sottile e che spesso viene modellata da vere e proprie tempeste. Queste possono, durante i mesi invernali, ricorprire il permafrost seppellendo lo strato traslucido di ghiaccio secco. Quando poi le temperature si alzano, il vapore intrappolato nel terreno fa aumentare la pressione arrivando poi ad uscire con sbuffi di forte intensita’. Risultato di queste emissioni sono lanci di polveri anche a diverse centinaia di metri dal punto di fuoriuscita.

Che prove ci sono a sostegno?

Per prima cosa, la struttura del terreno di Marte e’ conosciuta molto bene e quindi questa spiegazione e’ compatibile con la conoscenza che abbiamo. Inoltre, ma questo spesso i siti che sostengono l’ipotesi foresta dimenticano di dirvi, nelle foto successive a quelle riportate, scattate poco dopo, non si notano piu’ gli alberi di cui stiamo parlando, ma qualcosa di questo tipo:

Segni sul terreno lasciati dall'emissione di CO2 dal permafrost

Segni sul terreno lasciati dall’emissione di CO2 dal permafrost

Questi altro non sono che i segni lasciati dalla fuoriuscita della CO2 dal terreno. Le righe che vedete sono proprio le linee di fuga verso le quali e’ stata lanciata la sabbia. Non credo assolutamente che si possa pensare che gli alberi da 1 kilometro appaiono e scompaiono nel giro di pochi secondi.

A questo punto, non credo ci sia altro da aggiungere. Purtroppo, spesso, soprattutto in casi di questo tipo, la vista puo’ fare brutti scherzi. Ovviamente, sono io il primo a dire che le strutture mostrate potevano essere scambiate per alberi, ma, come spesso avviene, ci sono spiegazioni ben piu’ razionali e scontate che forse andrebbero ricercate.

Come detto all’inizio, questa storia gira gia’ da diverso tempo sulla rete e, ma anche a questo siamo abituati, di tanto in tanto viene ritirata fuori a sostegno dei tanti complotti architettati dalla NASA per non far conoscere la verita’ che si nasconderebbe nel nostro Sistema Solare.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Le nubi mammelolari

24 Lug

Diverse volte su questo blog abbiamo parlato di nuvole. In particolare, abbiamo affrontato il discorso cercando di analizzare le tante teorie che vorrebbero forme particolari di nubi in concomitanza o prima di un terremoto, ma anche per confutare tutti quei complottisti che di tanto in tanto vorrebbero nuove tipologie di nuvole formate dalla geoingegneria o dalle scie chimiche:

Una nuvola che fa pensare alla fine del mondo

Altra strana nube, questa volta in Giappone

Altra strana nube a Tulsa

Nuvole sismiche

Scoperta nuova nuvola

Perche’ avviene questo? La risposta e’ in realta’ molto semplice, il cielo e’ un laboratorio ideale, accessibile a tutti e, oggi come oggi, facilmente documentabile. Ognuno di noi puo’, alzando lo sguardo, osservare le nuvole che si formano e, ogni qual volta che vede qualcosa di non usale, impressionarsi. Detto questo, la comunicazione globale istantanea che abbiamo a disposizione, permette a tutti di ragiungere potenzialmente un vasto pubblico. Considerazione personale e’ che si dovrebbe sempre riflettere prima di scrivere qualcosa su internet. Molti ignorano il potenziale bacino di utenti che esiste, mentre altri sfruttano proprio questo fatto per divulgare il verbo fantascientifico.

Perche’ parlo di questo?

Negli ultimi giorni, diversi giornali hanno pubblicato foto molto belle di un particolare tipo di nuvola. Spesso pero’, purtroppo accade molto di frequente, gli articoli che trovate in rete sono completamente sprovvisti di una spiegazione scientifica che spieghi l’origine di questi fenomeni.

Gli articoli in questione si riferivano alla nuvole “Mammelolari”, anche dette “Mammatus”.

Di cosa si tratta?

Senza troppi giri di parole, vi mostro subuto una bellissima foto di questo fenomeno:

Nube Mammatus

Nube Mammatus

Come vedete, si tratta di nuvole dalla forma molto particolare, fatte a grumi con punti di salita e discesa. Proprio a questa particolare forma si deve il nome alla nuvola.

Cosa hanno di speciale queste nuvole?

Dal punto di vista complottista e catastrofista assolutamente nulla. Si tratta di formazioni nuvolose perfettamente conosciute e la cui formazione e’ nota. Dico questo per smorzare subito gli animi.

Nonostante questo, e’ invece interessante capire il processo che porta alla formazione delle mammatus.

Queste nuvole si formano in presenza di corenti ascensionali molto intense e con un umidita’ molto elevata negli strati bassi. Questo spostamento di aria, puo’ portare fino alla tropopausa enormi quantita’ di acqua che, salendo verso l’alto, si trasforma in cristalli di ghiaccio.

Quando il temporale e’ passato, lontano dalla corrente ascensionale, il ghiaccio tendera’ a scendere a causa del proprio peso. Ora, quando i piccoli cristalli di ghiaccio escono dalla zona della nube, incontrano aria molto fredda e secca. La variazione di condizioni, comporta la sublimazione dell’acqua che dunque ripassera’ dallo stato solido, cristalli di ghiaccio, a quello aeriforme, vapore acqueo, risalendo verso l’alto.

Data la grande quantita’ di ghiaccio presente, perche’ portata dalla corrente iniziale, questo moto di discesa e sublimazione si presentaera’ con una certa regolarita’ lungo l’area della nube. Proprio questo movimento comporta la formazione della Mammatus con la sua caratteristica forma.

Dal momento che per la formazione e’ richiesta una umidita’ molto elevata, proprio questi giorni di afa, e spesso con temporali pomeridiani, possono portare alla formazione di queste nuvole. Tra l’altro, lo spettacolo piu’ bello si ha quando la nube riflette i raggi solari assumendo una colorazione variopinta in corrispondenza delle salite e delle discese. Ecco un esempio di questo caso:

Nube Mammatus colpita da raggi solari

Nube Mammatus colpita da raggi solari

Concludendo, molto spesso ci capita di parlare di nubi a causa della facilita’ di visualizzazione per il vasto pubblico. Se a questo si aggiungono i catastrofiti e gli utenti impensieriti d qualche fine del mondo, ecco qui che le foto scattate diventano molto popolari in poche ore.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.