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Germania: UFO in autostrada

28 Set

Eccoci di nuovo, dopo un periodo di assenza sul blog, al solito, dovuto ai molteplici impegni lavorativi ma, soprattutto e ben venga, ai tanti commenti a cui ho dovuto rispondere questa settimana.

Dopo averne discusso insieme ad un mio caro amico, vorrei parlarvi di un caso, non trattato prima anche se risalente a qualche tempo fa, a mio avviso molto interessante. Oltre che per il caso in se, questo documento è importante per mostrarci come ci si deve approcciare di fronte a qualcosa di apparentemente strano o che, in prima battuta, non riusciamo a comprendere.

Diverse volte su questo blog ci siamo trovati a discutere di UFO ma sempre dal punto di vista scientifico. I nostri ragionamenti sono il più delle volte mirati a creare una sana discussione sulla possibile esistenza o meno di forme di vita aliene. Per completezza, trovete alcuni di questi articoli a questo link:

Psicosi 2012, UFO

Ora, senza ulteriori giri di parole, vi mostro subito un video molto interessante e che potrebbe lasciarvi senza fiato:

e anche questo:

Come avete visto, si tratta di due video che contengono lo stesso avvenimento ma riportati da due emittenti diverse. Si vede chiaramente un camion in marcia su un tratto dell’autostrada tedesca A81, nei pressi di Stoccarda, che ad un certo istante viene raggiunto da un fascio di luce che lo fa sollevare da terra causandone lo sbandamento. Inoltre, sempre nei video si vede un tratto della precedente galleria in cui ad un certo punto, dopo che l’aria sembra modificare il suo stato, esce a folle velocità una sfera di luce. Secondo alcuni, questo sarebbe un istante precedente all’incidente del camion e proprio questa sfera sarebbe la sorgente del fascio di luce che ha causato l’incidente.

Bene, video impressionante e molto interessante. Vorrei prendere spunto da questo documento per cercare insieme di capire come ci si deve approcciare a questa tipologia di filmati, senza lasciarci prendere dall’entusiasmo e farci impressionare.

Come scriveva Antoine de Saint-Exupéry nel Piccolo Principe, “L’essenziale è invisibile agli occhi”!

Cosa significa? Lo scopo di video di questo tipo è appunto quello di impressionare le persone che li guardano, concentrando completamente la loro attenzione dove l’autore vuole.

Facciamo un esperimento. Non pensate al camion, al fascio di luce, all’idea che già vi siete fatti dell’alieno, all’incidente, ecc., ma rivediamo il video con attenzione. Molto spesso, chi realizza questi video commette sempre degli errori più o meno macroscopici che sono la chiave di volta per comprendere l’autenticità o meno del documento.

Notiamo prima di tutto una cosa, il primo video è uno spezzone di un telegiornale che si chiama “PNC Breaking News”. Provate a cercare questa emittente su internet. Cosa trovate? Nulla, la PNC non esiste. Ad essere sinceri, esite solo una Pacific News Center:

Pacific News Center

che ha anche un logo simile a quello del video ma non uguale. Basta confrontare attentamente i due loghi per accorgersi di quello che dico.

Andiamo avanti, il secondo video riporta sempre un servizio giornalistico, questa volta dell’emittente 9HPDM. Come chiaro dal video, l’emittente è in lingua tedesca. Benissimo, indovinate un po’? La 9HPDM non esiste ne in Germania ne in nessun’altra parte del mondo!

Pensate sia tutto. L’inviato del primo video, che realizza il servizio e intervista i testimoni, è Christopher Zitterbart. Secondo voi, esiste un giornalista con questo nome? Ma neanche per sogno. A mio avviso, inoltre, Zitterbart senza barba è anche lo stessso che conduce il finto Tg.

Piccola parentesi, sapete chi è Christofer Zitterbart? Abbiamo capito che non è un giornalista ma, in realtà, è un regista indipendente ed è un cofondatore della Watchmen Production GmbH:

Watchmen people

La Watchmen realizza docmentari, film, pubblicità e quant’altro.

Ora, proviamo a fare 2 più 2. Abbiamo un filmato che riguarda qualcosa. La notizia è data da un Tg che non esiste, da un inviato che è un regista indipendente e che ha la struttura per realizzare quello che vuole …. potrebbe essere reale il video?

Detto questo, spero che questo articolo sia utile non per smascherare qualcosa o qualcuno. A mio avviso, si tratta di un reale video ripreso dalle telecamere di sicurezza sulla A81 a cui sono stati aggiunti degli effetti speciali tipo il raggio di luce. Riguardando la dinamica dell’incidente, a mio avviso, il tutto potrebbe essere compatibile con un pneumatico del camion che è scoppiato mandando il mezzo fuori strada. Ora, basterebbe prendere questo video, aggiungere il fascio di luce e il gioco è fatto. Per rendere il lavoro più professionale, inventiamo un falso Tg, inviati falsamente speciali e il gioco è fatto.

Ripeto, spero che questo esempio sia d’aiuto ogni qual volta vi viene mostrato qualcosa di poco chiaro o apparentemente incredibile. Se avete il sospetto che possa trattarsi di un falso, guardate e riguardate ogni singolo fotogramma facendo attenzione ai dettagli, non solo al soggetto centrale appositamente realizzato per catturare la vostra attenzione.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Noi dormiamo ma lo smartphone NO!

12 Mar

Torniamo ora a parlare un po’ di tecnologia. Come sapete, ormai, nel bene o nel male, la maggior parte delle persone possiede uno smartphone. Questi piccoli strumenti nascondono al loro interno una capacita’ di calcolo impressionante se paragonata con le ridotte dimensioni, ma soprattutto, per quelli non proprio giovanissimi, se paragonata con quella dei personal computer piu’ costosi che si potevano acquistare anche solo 10 anni fa. Da un lato, questo e’ impressionante ma anche completamente comprensibile. Come sapete, l’elettronica e le capacita’ di calcolo seguono leggi esponenziali di crescita, di riduzione del prezzo e delle dimensioni dei dispositivi e l’insieme di questi parametri fa si che, di volta in volta, esca un prodotto nuovo che faccia impallidire i suoi predecessori.

Ora pero’, quanti di quelli che utilizzano uno smartphone lo utilizzano a pieno delle sue capacita’? In verita’, credo io, davvero un numero esiguo di persone riesce a sfruttare a pieno le capacita’ del proprio telefono se non facendo andare in contemporanea diversi programmi richiedenti la rete internet.

Oltre a questo poi, c’e’ un altro aspetto da considerare. Mediamente, questi piccoli oggetti sono molto energivori e le loro batterie difficilmente durano anche solo una giornata se sfruttati a pieno. Conseguenza di questo e’ che tutte le notti dobbiamo ricaricare la batteria lasciando, come spesso accade, il telefono acceso con la connessione dati o wireless accesa. Durante questa fase di standby, anche se non del tutto, il nostro dispositivo e’ fermo e la sua enorme capacita’ di calcolo non viene sfruttata.

Perche’ faccio questo preambolo iniziale?

Molto semplice, in questi giorni, su diversi giornali, e’ stata lanciata una notizia che ha suscitato il mio interesse se non altro perche’ rilancia le problematiche appena discusse. Come avrete sicuramente letto, un team di ricercatori austriaci ha trovato, almeno da come raccontano i giornali, il modo di sfruttare questa potenza di calcolo per un nobile scopo. Questo gruppo di ricerca e’ coinvolto nello studio dei dati del database Simap, un enorme catalogo contenente al suo interno la struttura di tutte le proteine conosciute. Scopo di questa ricerca e’ quello di studiare le somiglianze tra le proteine con il fine ultimo, tra i tanti altri, di poter trovare cure per alcune delle malattie piu’ critiche che riguardano il genere umano. Gestire una mole di dati cosi’ impressionante non e’ affatto semplice e richiede una capacita’ di calcolo molto elevata. Ovviamente, una capacita’ di calcolo elevata significa un costo altrettanto elevato. Per farvi capire questa relazione, pensate che il costo computazionale aumenta con il quadrato del numero di proteine contenute nel database.

Come gestire una mole cosi’ elevata di dati con costi che non siano insostenibili?

Semplice, stando a quanto riporta la notizia sui giornali, e’ stata programmata una App, uno dei piccoli programmini che girano sui nostri smartphone, che consente di sfruttare lo smartphone per analizzare questi dati. Il nome della App e’ Power Sleep appunto perche’ si tratta di una normale sveglia che puo’ essere impostata all’ora in cui desideriamo alzarci. Al contrario di una normale sveglia, Power Sleep ha pero’ una funzione aggiuntiva. Prima di andare a dormire, mettete il vostro smartphone sotto carica lasciando la connessione WiFi accesa. Non appena la batteria avra’ raggiunto la carica completa, il telefono comunichera’ con un server centrale dando inizio al vero scopo del software. Il server invia paccheti da 1Mb che vengono analizzati dal processore dello smartphone. Il tempo richiesto per questa analisi e’ compreso tra 30 e 60 minuti a seconda della potenza di calcolo. Quando il processo e’ completato, il telefono invia il risultato al server e scarica un altro pacchetto da analizzare. Questa comunicazione dura fino a quando non arriva l’ora impostata per la sveglia e il telefono e’ di nuovo disponibile completamente per l’utente.

Detta in questo modo, sembra una scoperta rivoluzionaria che ci permettera’ di contribuire senza spendere un soldo alla ricerca scientifica.

Perche’ dico “sembra”?

Molto semplice, ovviamente si tratta di un’applicazione utilissima per lo scopo della ricerca scientifica in se, ma questo genere di applicazioni non sono assolutamente una novita’. Questo processo di analisi dei dati e’ quello che viene comunemente definito “calcolo distribuito”. Si tratta di un procedimento molto semplice in cui un processo principale viene diviso in tante parti assegnate a processori diversi che poi comunicheranno il loro singolo risultato ad un server centrale. Grazie al calcolo distribuito e’ possibile sfruttare una rete di computer, o smartphone come in questo caso, invece di investire cifre spropositate in una singola macchina in cui far girare l’intera analisi. Di esempi di questo tipo ce ne sono a bizzeffe anche indietro negli anni. Sicuramente tutti avrete sentito parlare del programma SETI@Home per la ricerca di vita extraterrestre nell’universo. In questo caso, si utilizzavano radiotelescopi per cercare segnali non naturali. L’enorme mole di dati veniva analizzata da chiunque decidesse di installare un piccolo software sul proprio computer per contribuire a questa ricerca.

Nel caso di Power Sleep, i ricercatori austriaci si sono affidati ad una societa’ che si occupa proprio di calcolo distribuito e si chiama BOINC. Vi riporto anche il link alla loro pagina italiana in cui compare, proprio in prima pagina, una descrizione sul funzionamento e sull’importanza del calcolo distribuito:

BOINC Italia

Come potete leggere, esistono decine di applicazioni per il calcolo distribuito gestite da BOINC e molte di queste riguardano proprio analisi scientifiche dei dati. Il perche’ di questo e’ facilmente comprensibile, le applicazioni scientifiche sono quelle che producono la maggior mole di dati e che richiederebbero super-computer sempre piu’ potenti per la loro analisi. Grazie a BOINC e al calcolo distribuito, e’ possibile sfruttare a titolo gratuito computer, smartphone e tablet privati per velocizzare il calcolo e risparmiare notevoli capitali che incidono fortemente sul costo della ricerca. Visto che lo abbiamo citato, BOINC nacque qualche anno fa proprio per gestire il progetto SETI@Home. Tra i programmi disponibili ora trovate ad esempio: LHC@Home per l’analisi dei dati del collisore LHC del CERN, Orbit@Home per l’analisi delle traiettorie degli asteroidi vicini alla Terra, Einstein@Home per la ricerca di onde gravitazionali e cosi’ via. Per una lista piu’ completa dei programmi scientifici di calcolo distribuito potete far riferimento alla pagina di Wikipedia che ne parla:

Wiki, esempi calcolo distribuito

Concludendo, al solito la notizia e’ stata data sui maggiori giornali con toni enfatici volti piu’ a impressionare che non ha mostrare l’importanza scientifica di applicazioni di questo tipo. Esempi di calcolo distribuito ce ne sono tantissimi e molti di questi sfruttano il servizio BOINC per dialogare con gli utenti che volontariamente decidono di sostenere un programma piuttosto che un altro. Power Sleep ha sicuramente un nobile scopo se pensiamo all’importanza del mantenimento del database Simap e per i risultati che ricerche di questo tipo dovrebbero portare per l’intero genere umano.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Scie chimiche: il silenzio non puo’ durare oltre!

10 Feb

Ormai da qualche anno gli amici, si fa per dire, complottisti non fanno altro che gridare e mostrare prove per sensibilizzare l’opinione pubblica al problema delle scie chimiche. Siti internet, blog, forum, ecc tentano in tutti i modi di far capire alle persone questo immenso problema. Nuovo ordine mondiale, organizzazioni segrete, massoneria, scienza corrotta, piloti di linea, tutti soggetti coinvolti nel grande e diabolico progetto per utilizzare la geoingegneria per uccidere noi poveri esseri che abitiamo questo pianeta.

Dicamocelo, e’ veramente un problema serio. Proprio per questo motivo ne abbiamo parlato diverse volte con numerosi articoli:

Alcune considerazione sulle scie chimiche

Scie Chimiche: il prelievo in quota

Scie chimiche e cloud seeding

Come difendersi dalle scie chimiche

Il Dibromoetano e le scie chimiche

A-380 modificato per spargere scie chimiche

Scie chimiche, ora abbiamo la prova

L’accordo Italia-USA per spargere scie chimiche

Scie chimiche, la prova storica!

Scie chimiche con la scusa dei vaccini!

Noi, in prima persona, abbiamo infatti mostrato la serieta’ di questo problema. Quale problema? Semplice, quello di alcuni pazzi senza senno che continuano a gridare a gran voce senza mostrare la minima prova. Perche’ dobbiamo essere noi a dimostrare che le scie non esistono? Vi rendete conto l’assurdita’ di questa affermazione? Se io propongo una teoria o un’ipotesi mai avanzata prima, devo sforzarmi per cercare prove atte a dimostrare la veridicita’ delle mie affermazioni. Questo dovrebbe essere normale. Per le scie, invece, continuo a leggere affermazioni inverosimili di speculatori che chiedono alla scienza di dimostrare che le scie non esistono. Vi rendete conto? Se oggi scrivessi un articolo per dire che l’acqua va in salita ci credereste? Assolutamente no. Bene, l’assurdita’ delle affermazioni e’ del tutto paragonabile.

Perche’ ho definito questi soggetti “speculatori”? Semplice e scontato, sono persone che hanno preso, come si suol dire, la palla al balzo per guadagnare sulla credulita’ della gente. Come? L’ho detto numerose volte e continuero’ a ripeterlo: pubblicita’, banner, visite ai siti. Tutte cose che fanno guadagnare questi soggetti. Piu’ di qualche volta qualcuno ha provato a dire che anche questo blog e’ paragonabile perche’ nato per vendere un libro. Chi mi conosce e frequenta questo sito, sa bene quanta falsita’ ci sia in queste affermazioni. Ho scritto un libro? Certo. L’ho scritto per spiegare l’assurdita’ delle ipotesi sul 21 dicembre 2012. Proprio da questo libro e’ nato il blog. Inizialmente per pubblicizzare il libro ma, non sono mai stato un buon venditore, mi sono fatto quasi subito prendere la mano e il blog e’ cresciuto e si e’ sviluppato come una cosa a se stante. C’e’ un link alla fine di ogni articolo che rimanda alla pagina del libro? Vero anche questo ma, quando siete entrati su questo sito, vi ho chiesto di comprare il libro? Ho chiesto una prova d’acquisto? Assolutamente no e non lo faro’ mai. Qui ci sono piu’ di 600 articoli di scienza vera, liberamente fruibili da tutti senza spendere un euro e, cosa non da poco, senza che un euro entri nelle mie tasche.

Questo solo per fare un inciso e specificare, per l’ennesima volta, cosa significa fare divulgazione e non speculazione!

Perche’ torno nuovamente su queste tematiche? Qualche giorno fa, come mia abitudine, sono andato a “documentarmi” su quei simpatici siti per vedere le ultime novita’ del settore bufala. Trovo un articolo molto interessante che inizia in questo modo:

Era impossibile pensare ad un totale silenzio dei Media Nazionali riguardo al problema della Geo-Ingegneria Clandestina meglio conosciuta col nome SCIE CHIMICHE.

Un Tg nazionale parla di scie chimiche?

Leggo l’articolo e scopro che in realta’ non si tratta di un Tg nazionale bensi’ di un’emittente locale chiamata “Videolina”. Si tratta di una emittente privata della Sardegna. Per carita’, non voglio aggiungere bufale a bufale. Videolina non puo’ essere considerata una “piccola” emittente, come potete leggere vedendo la sua storia raccontata su wikipedia:

Wiki Videolina

Certo, da qui a definirla come un “Media nazionale” ce ne passa parecchio!

Per completezza di informazioni vi riporto anche il famoso servizio del Tg di Videolina in cui si fa questa presunta inchiesta sulle scie chimiche:

Come avete potuto vedere ed ascoltare vengono nuovamente chiamate in causa tutte le presunte “prove” gia’ piu’ volte sbugiardate negli articoli precedenti.

Perche’ un’emittente, anche se privata e regionale, parla di queste illazioni senza prova scientifica? Semplice, per lo stesso identico motivo che spinge i complottisti a creare siti, forum e blog: soldi! Come detto in numerose occasioni, quello delle scie chimiche e’ un business ricco e che fa aumentare gli ascolti. La colpa di questo non e’ certo di quelli che cavalcano l’onda, bensi’ di tutti quelli che ancora credono a queste affermazioni. Noi non vogliamo convincervi per partito preso ma, come fatto negli altri articoli, sbugiardando di volta in volta tutte le affermazioni. Non credete a me o a altri che dicono che le scie non esistono ma, per carita’, non credete neanche a coloro che vogliono inculcarvi questa idea. Dovete credere solo a voi stessi! Studiate, analizzate le prove, le affermazioni e, fatevi una vostra idea. Vi hanno convinto sull’esistenza delle scie chimiche? Come? Quali prove inconfutabili sono state mostrate? Personalmente, non ho visto nessuna prova se non affermazioni senza veridicita’ scientifica.

Tornando a Videolina, a riprova di quanto affermato sopra, non e’ assolutamente la prima volta che viene fatto un servizio di questo tipo. Basta fare una ricerca sulla rete per vedere quanti servizi sono stati fatti sulle scie chimiche:

Videlina, servizi scie

Come vedete le inchieste partono gia’ dal 2011.

Pensate sia la sola inchiesta fatta da questa emittente in cerca della verita’? Assolutamente no.

Questi sono i servizi sugli ufo:

Videolina, UFO

Questi quelli su Atlantide:

Videolina, Atlantide

Questi quelli sulle morie di animali:

Videolina, Moria animali

Devo continuare? Credo che questo sia sufficiente a farvi capire la tipologia di inchieste sul mistero fatte da Videolina. Ovviamente, di volta in volta, collaborano con le inchieste nomi “famosi” del complottismo italiano in cerca, ovviamente e come l’emittente, di pubblicita’ per i loro scopi lucrosi.

Prima di chiudere, vi segnalo anche un altro documento importante. Non tutti hanno la capacita’, la fantasia o i mezzi per costruire siti internet o mandare servizi televisivi. Visto che l’occasione e’ ghiotta, ognuno cerca di sfruttarla come puo’ inventandosi qualcosa di personale. Tra questi, c’e’ un presunto artista, tale Manlio Calafrocampano, che ha contribuito alla causa scrivendo e cantando un inno per i “guerrieri” che ogni giorno lottano per mostrare al mondo la verita’ sulle scie chimiche. Ecco a voi la canzone:

Canzone scie chimiche

Come avete visto, il titolo e’ “Scie Chimiche (HAARP)” ma si, perche’ non mettere dentro anche HAARP che fa tanto discutere! Ma chiamiamo il brano “scie chimiche, Haarp, NWO, alieni, CIA puzza VIA, scienziati assassini!”. In fondo, se dobbiamo fare pubblicita’, facciamola per bene!

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Cos’e’ successo in Sardegna?

26 Nov

Qualche giorno fa, mi contatta la nostra cara amica e sostenitrice del blog Patrizia. Mi chiede l’autorizzazione per poter scrivere un articolo su quanto avvenuto in Sardegna per Psicosi 2012. Premetto subito che Patrizia oltre ad essere una geologa, vive proprio in Sardegna e quindi ha vissuto, fortunatamente senza problemi nella sua zona, quanto avvenuto solo pochi giorni fa.

Dopo 594 articoli scritti di mio pugno, vi propongo questo articolo scritto da Patrizia e sul quale il sottoscritto non ha assolutamente messo mano. Secondo me, l’articolo e’ scritto benissimo e sposa in pieno la filosofia e lo stile di Psicosi 2012. Spero che anche la vostra opinione sia favorevole e, per qualsiasi commento, Patrizia e’ sempre disponibile, come fatto fino ad oggi, al dialogo e ad una sana discussione costruttiva.

 

Da Patrizia: Cos’e’ successo in Sardegna?  

 

Il 18 novembre scorso la Sardegna è stata devastata dal ciclone Cleopatra. Una bolla di aria fredda si è staccata da una perturbazione atlantica e, passando sopra il Mediterraneo eccezionalmente caldo, si è caricata oltremodo dando origine ad un ciclone dalla forma a V, cioè con due fronti che si sono abbattuti sull’isola, rispettivamente su Ogliastra e Gallura l’uno, su Oristanese e Medio Campidano l’altro.  Quello che nel linguaggio mediatico viene indicato come “bomba d’acqua” è, in meteorologia, un evento da cumulonembo, cioè una nube che può raggiungere i 12000 metri di altezza e avere la base a 300 metri dal suolo e che può scaricare enormi volumi di acqua in decine di minuti o anche in diverse ore. Cleopatra era un sistema lungo trecento km, formato da una serie di queste nubi, alcune delle quali hanno superato i 12000 metri di altezza, per cui aveva una potenza intrinseca che è stata però esaltata dalla particolare morfologia del territorio sardo. Vale a dire che la perturbazione ha trovato nelle montagne degli ostacoli fisici che l’hanno “costretta” a scaricare l’acqua. Riportiamo di seguito i dati pluviometrici di alcune località colpite che, a nostro avviso, sono maggiormente rappresentative dell’entità del fenomeno.

Fig.1: Curve delle precipitazioni cumulate

Fig.1: Curve delle precipitazioni cumulate

Osserviamo, innanzitutto, che sulla costa (Golfo Aranci) le piogge sono state meno intense rispetto alle zone di montagna (Mamone) o a ridosso delle stesse (Padru), dove i quantitativi di precipitazioni cumulate nello stesso intervallo temporale- all’incirca 16 ore- sono nettamente superiori. In particolare il tratto di curva che improvvisamente subisce un’impennata corrisponde all’evento da cumulonembo. I dati sono forniti dalla rete pluviometrica del Servizio Idrografico Regionale.

Per evidenziare ancora di più la quantità delle precipitazioni del 18 novembre si possono osservare in figura 2 i dati forniti dal Dipartimento Idrometeoclimatico Regionale.  Nella figura 3 sono riportati i comuni dei quali vengono forniti i dati sulle precipitazioni.

Fig.2: Precipitazioni del 18 novembre

Fig.2: Precipitazioni del 18 novembre

Nella maggior parte dei casi è caduta in meno di 24 ore una quantità di pioggia pari alla metà della pioggia annuale, evidenziando ancora una volta la tendenza alla irregolarità nella distribuzione delle precipitazioni, che si concentrano in periodi di tempo limitati.

Fig.3: Comuni della Sardegna

Fig.3: Comuni della Sardegna

Cos’è successo invece ad Olbia?

Dai dati riportati da L’Unione Sarda del 20 novembre, ad Olbia il 18 novembre sono caduti “soltanto” 93 mm di pioggia. E allora perché c’è stato il disastro?

Olbia si trova su una pianura alluvionale, vale a dire un territorio “costruito” nel corso del tempo geologico dai materiali trasportati e depositati dai corsi d’acqua. Molti alvei sono stati riempiti per essere inseriti nel tessuto urbano come strade. Durante un evento da cumulonembo, le strade urbane si trasformano nella parte superiore dell’alveo, cioè si trasformano in vie preferenziali per i flussi d’acqua, per decine di minuti o per qualche ora. In realtà si tratta di acqua mista a fango e detriti di ogni genere, quindi una vera e propria onda di piena. Olbia, quindi, è stata investita dall’onda di piena proveniente da Monte Pinu e dintorni che ha provocato l’esondazione di due metri dei suoi canali. Indubbiamente i danni sono stati amplificati da uno scorretto sviluppo edilizio, non supportato da un adeguato piano di gestione del territorio. Si palleggiano la patata bollente del mancato e/o inadeguato allertamento il capo della Protezione civile e i sindaci dei vari comuni colpiti. L’allarme è stato dato come “elevato” (in una scala di tre tipi di allarme: ordinario, moderato, elevato) ma nessuno ha capito l’entità dell’evento. Il sindaco di Olbia, per esempio, ha dichiarato che, nonostante l’allarme, non si poteva prevedere l’esondazione dei canali. Senza voler polemizzare, una dichiarazione di questo tipo non sta né in cielo né in terra, visto che Olbia è soggetta a frequenti allagamenti! I media hanno sostenuto la tesi dell’eccezionalità dell’evento. In realtà fenomeni come Cleopatra sono storicamente conosciuti: basti ricordare l’alluvione del 1951 quando in Sardegna si registrarono 1500 mm di pioggia in tre giorni.

Ma come si possono prevedere questi fenomeni e prevenirne i danni?

Il professore Ortolani, ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli, sostiene che, per mettere in salvo la vita dei cittadini, occorre un sistema di allarme idrogeologico immediato.

Vale a dire un sistema di pluviometri che registrino la pioggia ogni 2-3 minuti in maniera tale da individuare sul nascere l’evento bomba d’acqua (questo è possibile esaminando la curva pluviometrica che, come abbiamo visto, subisce un’impennata all’inizio del fenomeno). Inoltre, conoscendo la morfologia del territorio urbanizzato e non urbanizzato, si possono individuare le vie preferenziali dei flussi d’acqua e detriti provenienti dalle precipitazioni lungo i versanti. Quando si ha la certezza che si tratta di una bomba d’acqua, cioè dopo qualche minuto dall’inizio del fenomeno, si fa scattare l’allarme meteo immediato e si mette in atto il piano di protezione civile pregresso, che può prevedere per esempio l’evacuazione delle abitazioni lungo le fasce fluviali che saranno interessante dalla piena, oppure l’evacuazione delle strade e dei piani seminterrati, a seconda dell’entità del fenomeno.

Per concludere, vorremmo riportare una notizia emblematica: prima che Cleopatra arrivasse, all’ingresso di Terralba, uno dei paesi più colpiti dal ciclone, c’erano cartelli con su scritto NO AI VINCOLI IDROGEOLOGICI. Il rispetto del territorio veniva visto come un ostacolo allo sviluppo economico legato all’edilizia! Chissà se i morti di questa volta faranno riflettere un po’ di più sui nostri abusi all’ambiente.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Il Vaticano a caccia di Nibiru

16 Gen

In questo post, vorrei tornare a parlare di Nibiru, ma in modo diverso rispetto a quanto fatto fino ad oggi. Del decimo pianeta, abbiamo parlato in tantissime occasioni, discutendo la natura dell’eventuale corpo, la sua posizione, gli effetti che apporterebbe nel Sistema Solare, ma soprattutto discutendo la sua esistenza prima ancora di verificare la possibilita’ di una collisione con la Terra. Vi segnalo alcuni post riassuntivi in cui ne abbiamo parlato:

Nibiru, il pianeta degli innamorati

Nibiru e’ vicino, la prova delle orbite

Nibiru e la deviazione delle Pioneer

Nibiru: la prova del trattore gravitazionale

Asteroide Nibiru: considerazioni scientifiche

Storia astronomica di Nibiru

La NASA torna a parlare di Nibiru

2012, la NASA non smentisce?

Fino a questo punto, il tema principale del complottismo dilagante in rete era ovviamente quello riguardante la scienza collusa con qualche governo (il preferito e’ sempre quello degli USA) o qualche spietata agenzia federale (in questo caso la moda costante e’ quella della CIA).

Vaticano

Ora, esiste anche un’altra teoria complottista, di cui non avevamo ancora parlato, che prende il nome di “Secretum Omega” e che vederebbe in questo caso scendere in campo addirittura il Vaticano.

Voi direte, cosa c’entra il Vaticano con il pianeta X?

Vi racconto la storia.

Nel 1990 il Vaticano avrebbe finanziato un programma di esplorazione spaziale basato su tecnologia NASA e indicato col nome di progetto SILOE. Lo studio prevedeva il lancio di una sonda spaziale inviata appositamente per la ricerca di Nibiru.

La sonda sarebbe stata realizzata in gran segreto all’interno dell’area 51 ed inviata sfruttando proprio un vettore degli Stati Uniti.

Nel 1995 SILOE avrebbe effettivamente scoperto il decimo pianeta e avrebbe inviato un filmato di 2 minuti in cui viene ripreso il pianeta X oltre l’orbita di Plutone.

Come facciamo a sapere queste cose?

Il progetto di ricerca sarebbe stato gestito in Vaticano dai Gesuiti. Un membro proprio dei Gesuiti avrebbe contatto nel 2000 un ricercatore indipendente, di nome Cristoforo Barbato, per consegnargli il filmato.

Esistono anche ulteriori prove di queste affermazioni.

Successivamente, avendo individuato Nibiru in rotta di collisione con la Terra, il Vaticano avrebbe costruito un apposito osservatorio in Arizona, operante nella banda dell’infrarosso, proprio per monitorare il pianeta. L’osservatorio sarebbe gestito direttamente dai Gesuiti e prende il nome di “Lucifer”.

Capite bene come questo nome si addica veramente poco ad un telescopio costruito e gestito direttamente dal Vaticano!

Perche’ il Vaticano avrebbe speso miliardi di euro per inviare una sonda nello spazio e per costruire il telescopio? Che importanza avrebbe Nibiru in questo caso?

La risposta e’ semplice, Nibiru sarebbe abitato e precisamente i suoi occupanti sarebbero una razza superiore, forse i creatori stessi del nostro Universo.

A questo punto, ci sono due alternative: o state pensando ad un film di fantascienza oppure pensate che prima o poi doveva saltare fuori il Vaticano in tutta questa storia.

Torniamo ad essere seri e cerchiamo di valutare queste informazioni. C’e’ molta carne al fuoco, per cui analizziamo passo passo la teoria che trovate in rete.

Nel 1990 il Vaticano avrebbe lanciato la sonda e nel 1995 questa avrebbe individuato Nibiru oltre Plutone e realizzato il famoso filmato.

Allora, voi oggi partite dalla Terra per cercare Nibiru, senza sapere dove si trova. Da che parte andate? Ovviamente non lo sapete, una direzione vale l’altra non sapendo dove cercare. Il Vaticano invece ha avuto fortuna, ha lanciato una sonda in una direzione ed ha trovato Nibiru. Supponiamo per assurdo che questo sia possibile. SILOE e’ partita, o meglio sarebbe partita, nel 1990 e nel 1995 sarebbe arrivata oltre l’orbita di Plutone. Facciamo una considerazione. La Voyager-2 ha impiegato 12 anni per arrivare dalle parti di Nettuno. Essendo stata lanciata nel 1989 ed avendo SILOE, come dichiarato, tecnologia NASA, e’ lecito pensare che le sonde siano simili tra loro, poiche’ inviate a distanza di un anno. Perche’ per la Voyager 12 anni mentre per SILOE solo 5? La teoria complottista ha una risposta anche per questo. SILOE non sarebbe dotata di motori tradizionali, ma di un motore ad impulsi elettromagnetici.

Primo, cosa sarebbe un motore ad impulsi elettromagnetici? E’ sempre la solita storia, si riempiono pagine di paroloni senza senso al solo scopo di accendere la curiosita’ delle persone e per cercare di convincere la platea. Forse i nostri cari amici complottisti che sostengono questa teoria non sanno che le sonde non hanno propulsione nei viaggi spaziali. E allora come si muovono? Semplicemente sfruttando la spinta gravitazionale dei pianeti che attraversano. Questo e’ il cosiddetto “effetto fionda” di cui spesso si sente parlare.

Stiamo gia’ capendo che la teoria non sta in piedi, ma andiamo avanti per capire meglio.

Sul fatto che la sonda sia stata realizzata nell’area 51, non poteva che essere cosi’, nella migliore tradizione complottista. Dell’area 51 abbiamo parlato in un recente post, parlando proprio dei progetti segreti sviluppati in questa base militare. Solo per darvi un’idea, gli anni indicati erano quelli piu’ fervidi per i complottismi sull’area 51 dal momento che la segretezza era massima. Il perche’? Perche’ proprio in quegli anni, gli USA stavano realizzando i prototipi dello stealth. Trovate il post sull’area 51 qui:

Area 51: verita’ e fantasie

Andiamo ancora avanti. Un gesuita avrebbe consegnato il famoso video ad un ricercatore indipendente di nome Cristoforo Barbato. Chi e’ Barbato? E’ un giornalista che in quegli anni scriveva racconti inventati in puro stile complottista/catastrofista per una rivista di nome “Stargate” che tra l’altro venne chiusa solo un anno dopo la presunta storia, nel 2001.

Diciamo che i conti, i nostri pero’, cominciano a tornare.

Successivamente poi il Vaticano avrebbe costruito questo famoso telescopio Lucifer. Anche in questo caso, la notizia e’ una leggenda. Uso questa definizione, perche’ parte da fatti reali, per poi finire nella bufala.

Il Vaticano, forse non tutti ne sono a conoscenza, ha un organismo di studio scientifico che comprende diversi osservatori in giro per il mondo. Questo organo venne formato nel 1578 per volere di papa Gregorio XIII, che fece erigere la torre gregoriana per l’osservazione del cielo. Trovate tutte le informazioni sul sito internet:

Vatican Observatory

Bene, cosa possiamo dire su Lucifer? L’osservatorio Vaticano e’ membro del consorzio di ricerca del Monte Graham, che si trova veramente in Arizona. In questo consorzio confluiscono diversi istituti di ricerca di diverse nazioni. Come detto, il Vaticano e’ membro del consorzio, ma non e’ certo l’unico proprietario di questo.

Sul Monte Graham, una collaborazione che comprende Italia, Germania e Stati Uniti ha realizzato il telescopio LBT, cioe’ “Large Binocular Telescope”. Quando diciamo Italia, intendiamo Italia con l’Istituto di Astrofisica, non il Vaticano.

Bene, LBT include lo spettrometro Lucifer. Se volete, include anche un sistema operante nel visibile chiamato Nirvana, ma lasciamo stare. Perche’ si chiama Lucifer? Semplice, il nome Lucifero significa appunto “portatore di luce” ed e’ stato scelto perche’ lo spettrometro lavora nella banda IR non visibile ai nostri occhi.

Trovate tutte le informazioni su LBT e sui suoi componenti nella pagina di wikipedia dedicata al progetto:

Wikipedia LBT

Ripeto, come potete verificare nel riquadro a destra, che la collaborazione che ha realizzato il telescopio non include assolutamente il Vaticano.

Il gran polverone mediatico scatenato dal sospetto che il Vaticano avesse chiamato un suo telescopio Lucifer, ha portato il direttore del Vatican Observatory a pubblicare una pagina di smentita ufficiale a queste voci, e che trovate a questo indirizzo:

Vatican Observatory, smentita Lucifer

Dunque? La sonda SILOE e’ una bufala. Le presunte informazioni che girano in rete, includono delle assurdita’ dal punto di vista scientifico molto significative. L’origine del complotto porta direttamente a giornalisti di pseudo-riviste complottiste, e non ha nessuna prova a sostegno.

Anche per quanto riguarda la storia di Lucifer, abbiamo visto a cosa serve questo sistema, perche’ prende questo nome, ma soprattutto abbiamo visto come il Vaticano sia completamente estraneo a questa faccenda.

Concludendo, siamo di fronte alla solita ipotesi complottista senza nessun riscontro reale. Come abbiamo visto, tantissimi elementi classici a cui siamo abituati sono stati sapientemente mescolati per creare questa storia. Purtroppo, o per fortuna, basta un minimo di considerazione sulle informazioni che troviamo per smentire tutta la storia e far crollare il castello di carte.

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Programma dell’invasione

3 Ago

Nel mare di informazioni che girano sulla rete in questi ultimi giorni, e’molto facile confondersi o perdersi tra ipotesi a volte anche in contrasto tra loro.

Dal momento che piu’ di qualcuno mi ha contattato per richiedere informazioni e il mio punto di vista specifico sulla connessione tra il 4 Agosto e Londra, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Come abbiamo visto, lo spunto iniziale a questa idea di un qualche evento straordinario il 4 Agosto e’ stata data in particolare da due cerchi nel grano apparsi in Inghilterra.

Trovate tutte le informazioni, e le nostre critiche, in questi due post:

Nuovo cerchio, nuova data

4 Agosto, una nuova conferma

Riassumendo, se mettiamo insieme le informazioni dei due disegni, si evince che l’evento straordinario dovrebbe avvenire domani, cioe’ il 4 Agosto 2012, alle 19, 43 minuti e 53 secondi.

Ora, in cosa consiste questo evento straordinario?

Molte fonti su web sono convinte che si tratti di un’invasione aliena. Questa informazione viene ricavata prendendo in esame le ultime dichiarazioni della Confederazione Galattica. Abbiamo parlato di questo nel post:

La fine del mondo e’ vicina, parola della CG

Per creare una conferma di questa ipotesi, sulla rete e’ stato ritirato fuori un video, in realta’ di un anno fa, che a suo tempo aveva creato un caso mediatico. In questo video si vede una presunta notizia data dal tg3 in cui si dichiara che ci sara’ un’invasione aliena. Come abbiamo visto in questo post:

Arrivano gli alieni, parola del tg3

si tratta di un video non reale, realizzato solo come trailer di un film italiano dal titolo “l’ultimo terrestre”.

Ora, la connessione tra questa invasione e le olimpiadi di Londra e’ stata creata solo da supposizioni sulla rete. In particolare, su molti siti si parla di un’invasione di Pleadiani, cioe’ alieni provenienti dall’ammasso delle Pleiadi. Sempre non basandosi su nulla, si cerca di rassicurare la popolazione che i Pleadiani siano un popolo pacifico e amante delle arti.

Rimarchiamo ancora il fatto che queste ultime informazioni non sono basate su nulla se non delle ipotesi fatte sulla rete. Sempre allo stesso modo, si dice che l’invasione aliena ci sara’ in concomitanza con un qualche evento di importanza mondiale. Questo solo per avere una maggiore risonanza. Forse dalle stesse ipotesi che i Pleadini siano pacifici deriva anche che siano un po’ esibizionisti.

Ovviamente, se pensiamo ad un evento di questi giorni seguito in tutto il mondo in diretta, possiamo solo pensare alle Olimpiadi di Londra. Il programma di domani prevede alcune gare di atletica che saranno svolte presso lo Stadio Olimpico di Londra. Questo potrebbe essere il posto migliore per atterrare con i dischi volanti, visto che le altre gare in programma saranno svolte all’interno di edifici.

Se ci andiamo a vedere il programma, basandoci sull’ora prevista dai cerchi nel grano, l’invasione ci sara’ nel momento in cui saranno in corso le semifinali dei 100m donne e la finale, sempre femminile, del lancio del disco.

Mi raccomando, ricordatevi che a Londra c’e’ un ora di fuso rispetto all’Italia. L’invasione aliena ci sara’ dunque con un’ora di ritardo in Italia.

Ora, tornando seri, come abbiamo visto nei post riportati, ci sono solide evidenze per la realizzazione umana dei cerchi inglesi. Le ipotesi dell’invasione pleadiana e la connessione con Londra invece non si basano  assolutamente su nessuna prova. Forse, l’unico fenomeno che osserveremo domani sara’ un picco di ascolti per le olimpiadi nell’ora stabilita.

E’ molto facile cadere nei tantissimi tranelli che in questi mesi si stanno costruendo sulla rete. L’unico modo per fare chiarezza e’ sempre quello di informarsi e confrontare diverse fonti. Ricordatevi, prima di fare vostra un’idea, ragionateci sopra e cercate di analizzarla in dettaglio. Per vedere tutti gli eventi attesi per il 2012, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.