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Il miracolo del sangue di San Gennaro

11 Ago

Nella sezione:

Hai domande o dubbi?

e’ stato richiesto un argomento davvero molto interessante. Come potete leggere, ci e’ stato chiesto di scrivere un articolo sul cosiddetto “miracolo del sangue di San Gennaro”. Credo che questo argomento sia davvero molto interessante perche’, in particolare, esistono due scuole di pensiero molto rigide a riguardo: quelli che credono al miracolo e quelli che invece credono che la scienza abbia gia’ spiegato tutto, mostrando la natura non miracolosa del fatto.

In realta’, cosi’ come spesso avviene su questo blog, non esiste una spiegazione certa e comunemente accettata per la liquefazione del sangue di San Gennaro. Esistono delle ipotesi molto plausibili, ma che hanno subito e continuano a subire molte critiche anche da addetti ai lavori non pienamnete convinti della spiegazione.

Come nostra abitudine, cerchiamo dunque di analizzare in dettaglio la cosa, ragionando in modo autonomo e cercando, qualora ce ne fossero, di provare a rispondere ai punti ancora scoperti della questione.

Partiamo da quello che tutti conoscono: in tre date particolari, il 19 settembre, il sabato che precede la prima domenica di maggio e il 16 dicembre, a Napoli viene organizzata una grande processione in cui viene mostrato il reliquiario con il sangue di San Gennaro. Durante questo rito, il reliquiario viene mosso in modo molto rituale e se il sangue si liquefa allora questo viene visto come un buon auspicio per la citta’. Inutile dire che questa manifestazione e’ molto sentita dai napoletani, da sempre molto devoti al Santo. Proprio per questo motivo, come riprenderemo in seguito, e’ molto difficile provare a dare spiegazioni razionali della cosa, senza incorrere nel nervosismo dei fedeli partenopei.

In particolare, il reliquiario contiene al suo interno due ampolle, una riepita piu’ o meno fino a meta’ e l’altra con poche tracce di “sangue”. Per il momento, permettetemi di scrivere “sangue” tra virgolette perche’ questo e’ uno dei punti maggiormente discussi della questione.

Per inquadrare meglio il problema, ripercorriamo la storia di queste reliquie e ovviamente quella del santo.

Per essere precisi, la storia stessa di San Gennaro e’ molto fumosa e, proprio per questo motivo, diverse fonti hanno addirittura messo in discussione l’esistenza stessa del Santo. Il 19 settembre 305, durante la persecuzione di Diocleziano verso i Cristiani, si racconta che Gennaro, vescovo di Benevento, venne decapitato insieme ad altri fedeli nella solfatara di Pozzuoli. Secondo altre fonti, Gennaro, nella stessa data, venne destinato ai leoni. Questa e’ gia’ una prima incongruenza della storia, ma, nonostante la parte centrale non coincida, la fine e’ sempre la stessa: qualora fosse esisitito, Gennaro sarebbe stato un martire cristiano.

Come usanza nei confronti dei martiri, il sangue ed il corpo di Gennaro vennero raccolti e conservati.

Le cerimonie in onore di San Gennaro vennero istituite nel 1337 ma la prima liquefazione venne osservata il 17 agosto 1389. Cosa significa? Come e’ facile immaginare, il sangue raccolto all’interno delle ampolle appare in forma solida e scura. Per liquefazione si intende il ritorno del sangue allo stato fluido. Detto in altri termini: il sangue ritorna nel suo stato normale, come se fosse appena sgorgato dalla testa del santo. Da allora, come anticipato, il miracolo del sangue viene tentato 3 volte l’anno: nell’anniversario della morte, nell’anniversario dello spostamento dei resti nelle catacombe di Capodimonte e nell’anniversario di una forte eruzione del Vesuvio, durante la quale i napoletani si affidarono completamente al Santo che risparmio’ la citta’.

Analizziamo subito questi fatti: dal 1389, si sono avute circa 11000 liquefazioni del sangue. Il miracolo si e’ ripetuto “quasi” sempre, tranne qualche sparuto caso. In qualche occasione, la liquefazione si e’ avuta anche in date diverse da quelle ufficiali. Teniamo a mente questi particolari, perche’ tra poco entreranno prepontentemente nella discussione.

Bene, abbiamo capito l’origine e la tipologia del miracolo. Ora, cosa possiamo dire a riguardo? Si tratta di un miracolo o esiste una spiegazione scientifica?

Come anticipato, il discorso non e’ semplice, tantomeno con una spiegazione univoca.

Dal punto di vista scientifico, il sangue umano conservato in un’ampolla sigillata coagula diventando solido. Ora, e’ possibile che si rompa il coagulo e il sangue possa ritornare allo stato liquido, ma questo non puo’ certo avvenire con la regolarita’ mostrata dalla reliquia del santo e soprattutto con lo stesso comportamento per secoli.

L’ipotesi di spiegazione scientifica piu’ accettata, e’ stata data nel 1991 da alcuni ricercatori del CICAP. La spiegazione del comportamento del fluido sarebbe da ricercarsi nella tissotropia. Con questo termine si intendono dei materiali, normalmente in uno stato solido o molto denso, che, a seguito di sollecitazioni meccaniche, possono assumere lo stato fluido per un certo tempo. Interrote le sollecitazioni il materiale torna allo stato solido. In natura esistono diversi composti con questa prorieta’. L’esempio classico che viene fatto e’ quello della salsa Ketchup che quando viene scossa si liquefa riuscendo ad uscire dall’orifizio praticato nel contenitore.

Oltre ad aver proposto la spiegazione, i ricercatori del CICAP hanno anche realizzato una sospensione con proprieta’ tissotropiche e aspetto molto simile a quello del fluido contenuto nelle ampolle. Per realizzare la sospensione sono stati utilizzati: cloruro ferrico, carbonato di calcio, cloruro di sodio e acqua. Lo studio dei ricercatori e la successiva prova sperimentale sono stati pubblicati addirittura sulla illustre rivista Nature, oltre ad avere enorme eco sia sui giornali italiani che esteri.

Dunque? Tutto spiegato, quello cotenuto nelle ampolle non e’ sangue ma un materiale tissotropico e non si tratta assolutamente di un miracolo. In realta’, come anticipato, non e’ assolutamente cosi’. La spiegazione data ha creato un turbine di discussioni che durano ancora oggi.

Proviamo ad analizzare singolarmente le critiche e le successive risposte date.

Per prima cosa, e’ possibile che al tempo si sia realizzato un materiale con queste caratteristiche? Assolutamente si. I composti utilizzati dal CICAP sono noti da secoli e anche molto abbondanti nella zona del napoletano. Il cloruro ferrico, sotto forma di miosite, e’ molto abbondante sulle pendici del Vesuvio. Il carbonato di calcio e’ la molecole principale, quasi il 95%, che compone il guscio d’uovo. Il cloruro di sodio, il sale per intenderci, e’ disponibile ovunque. Dunque, e’ possibile che un composto del genere sia stato realizzato secoli fa in quella zona.

Attenzione pero’, ci sono altri due punti molto importanti e sui quali la discussione e’ ancora in corso. Prima di tutto, il composto realizzato dal CICAP rimane tissotropico per soli 2 anni. Il miracolo del sangue di San Gennaro avviene da secoli. Inoltre, il ricorso ad un materiale di questo tipo non spiegherebbe assolutamente come mai in alcune occasioni, nonostante i ripetuti scossoni al reliquiario, il sangue non si sia sciolto. Analogamente, non si capisce perche’, in alcune occasioni, il sangue era gia’ in forma liquida prima della processione, senza che qualcuno lo avesse scosso.

C’e’ anche un altro punto fondamentale, nel 1902 venne fatta una prima analisi spettroscopica delle ampolle e questi studi mostrarono la presenza di ossiemoglobina, cioe’ la combinazione del pigmento contenuto nei globuli rossi con l’ossigeno. Detto in altri termini, all’interno delle ampolle c’e’ sangue e non qualche strano gel artificiale.

Dunque? Cosa possiamo dire a riguardo?

Iniziamo dagli studi spettroscopici. Come detto, la prima analisi spettroscopica, con un sistema a prisma, venne fatta nel 1902. La presenza di ossiemoglobina venne pero’ confermata anche da analisi successive. Secondo alcuni biologi dell’universita’ di Napoli, quello contenuto nell’ampolle e’ compatibile con sangue umano antico. Durante la liquefazione pero’, il fluido appare con un colore rosso vivo, come se fosse stata possibile la riattivazione dell’ossiemoglobina. Vi ricordo che le ampolle sono sigillate e che in nessun caso il loro contenuto entra in contatto con l’ossigeno dell’aria.

Capite dunque perche’ ancora oggi e’ acceso il dibattito riguardo al miracolo del sangue di San Gennaro. Esiste una proposta di spiegazione scientifica, ma esistono anche delle controaffermazioni basate su fatti oggettivi. Riassumendo, a favore della tissotropia abbiamo: un fluido con le caratteristiche fisiche simili a quelle della reliquia, ottenuto con materiali disponibili al tempo e nella zona, un comportamento meccanico giusto. A sfavore abbiamo: il gel ottenuto dura solo 2 anni, le analisi condotte mostrano che all’interno delle ampolle c’e’ sangue e non un gel sintetico, l’ipotesi tissotropica non spiega perche’ in alcuni casi il sangue non si sia liquefatto mentre in altri si e’ liquefatto prima ancora di essere sollecitato meccanicamente.

A questo punto, non resta che ragionare autonomamente su questi punti, provando a dire la nostra.

Prima di tutto, e’ il caso di dire che la chiesa non riconosce ufficialmente questo come un miracolo. Ad essere sinceri, qualche anno fa, la chiesa aveva eliminato le tre date relative a San Gennaro dal calendario delle celebrazioni liturgiche. Come e’ facile immaginare, questo ha causato una vera e propria rivolta tra i fedeli napoletani, per cui la chiesa ha deciso di non riconoscere ufficialmente il miracolo, ma di non impedire le celebrazioni.

Riguardo invece alla durata temporale del gel tissotropico, gli stessi ricercatori del CICAP autori del gel, sostengono prima di tutto di aver realizzato diversi campioni, i quali hanno mostrato durate anche fino a 10 anni. Ovviamente, siamo ancora lontani dai secoli del sangue di San Gennaro, ma, come riportato in diverse fonti, non e’ stata neanche prestata la massima cura nella chiusura ermetica del tappo delle provette. Studiando ampolle della stessa epoca, si e’ evidenziato come i tappi siano perfetamente sigillati impedendo l’apertura delle reliquie se non rompendole. In questo caso dunque, anche le ampolle di San Gennaro sono perfettamente chiuse in modo stagno, mentre il gel realizzato in laboratorio no.

E come la mettiamo con le spettroscopie fatte? Il fatto di aver trovato emoglobina, dimostra che c’e’ sangue anzi, per essere precisi, dimostra che e’ contenuta una frazione di sangue nelle ampolle. Come capite bene, niente esclude che nelle ampolle possa essere contenuto un gel tissotropico con un aggiunta di sangue.

Personalmente poi, vorrei riflettere su un aspetto: l’ampolla, come anticipato, non e’ completamente piena. In questo caso, sicuramente all’interno, oltre al sangue, e’ presente un certo volume d’aria. Ora, restando nel caso di volume sigillato in modo perfetto, sicuramente le variazioni dei parametri ambientali potrebbero influire sull’aria piu’ che sul sangue. Non mi risulta che la reliquia sia conservata in atmosfera controllata. Se anche fosse, questo non sarebbe sicuramente vero durante le processioni. In questo caso, un aumento di temperatura, a volume costante, provoca un aumento di pressione nell’aria che per costrizione spinge sul sangue. In questo caso, potremmo avere una sollecitazione, non di taglio, di spinta sul sangue. In questo caso, si potrebbe pensare che anche le condizioni di pressione e temperatura dell’aria influirebbero sull’eventuale liquefazione, cosa, almeno dalle fonti viste, non ancora chiamata in causa. Il considerare i parametri ambientali potrebbe anche spiegare perche’ in alcuni casi il sangue non si e’ sciolto. Se la pressione interna e’ piu’ alta, in questo caso le scosse mecaniche date sarebbero ammortizzate dal volume d’aria in sovrapressione, trasferendo minor impulso al sagnue.

A questo punto, capite dunque che la spiegazione del fenomeno della liquefazione del sangue di San Gennaro non e’ ancora stata data o meglio non e’ stata ancora accettata da tutti rispondendo a tutti i quesiti e le possibili domande. Per rispondere in modo sicuro, direte voi, non basterebbe analizzare il contenuto delle ampolle e vedere cosa contengono? Questa e’ un’osservazione verissima. Purtroppo, non e’ possibile analizzare le reliquie perche’ la Chiesa non lo consente. Non so se e’ il caso di dire la Chiesa di Roma o la Curia di Napoli, fatto sta che ad oggi nessuno ha potuto analizzare in dettaglio il contenuto delle ampolle.

Permettetemi una riflessione. Se analizzando il contenuto delle ampolle si scoprisse che dentro c’e’ un liquido tissotropico, i fedeli perderebbero la loro devozione nei confronti del santo? Personalmente credo di no. Forse, in alcuni casi, la spettacolarizzazione degli eventi conta piu’ della verita’. Detto questo, non resta che aspettare di vedere se l’ipotesi tissotropica possa essere confermata in qualche modo o, eventualmente, trovare un’altra spiegazione certa del miracolo. Alla luce di quanto detto, non parlerei assolutamente di miracolo. A riprova di questo, esistono molte reliquie in Italia contenenti sangue di martiri e molte di queste presentano il fenomeno della liquefazione. Anche su questo punto, molti ribattono dicendo che negli altri casi non si registrano fenomeni di liquefazione in date cosi’ precise. Questo non e’ vero del tutto. Nel Duomo di Ravello, e’ conservata una reliquia con il sangue di San Pantaleone, sangue che regolarmente il 27 luglio, data del martirio avvenuto nel 325, tornerebbe liquido. Vi faccio notare anche un’altra cosa: tutte le ampolle conservate con il sangue dei martiri, non vengono prese e “scosse” in date precise per vedere se il sangue si liquefa o no.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Loch Ness, finalmente la spiegazione?

6 Lug

A proposito di misteri famosi, sicuramente la storia del mostro di Loch Ness ha da sempre fatto sognare molte persone. Forse pero’ non tutti sanno quanto antica sia questa leggenda ma soprattutto quanti tentativi, anche con metodologie scientifiche, siano stati fatti nel corso degli anni per cercare di identificare il famoso Nessie.

Come saprete molto bene, Loch Ness e’ un lago della Scozia in cui, si dice, viva un animale di grandi dimensioni, c’e’ chi parla anche di 15-20 metri. Ad oggi, esistono circa 3500 testimonianze di persone pronte a giurare di aver visto questo mostro. In molti casi, ci sono addirittura delle foto a sostegno del racconto.

Come e’ fatto Nessie?

Molte testimonianze concordano in primis sulle dimensioni a cui abbiamo accennato. Il mostro avrebbe poi un lungo collo e della gambe molto tozze. Secondo molti racconti, oltre a vivere in acqua, il mostro di Loch Ness sarebbe in grado di camminare e spostarsi sulla terraferma, ovviamente per cercare cibo.

Perche’ parliamo ora di questo mostro?

Nei giorni scorsi, ho ricevuto via mail una richiesta di spiegazione su un’ipotesi molto interessante. Secondo questa interpretazione dei risultati, la visione del mostro di Loch Ness sarebbe dovuta semplicemente a dei fenomei tellurici, dunque, terremoti.

Come e’ possibile?

Quasi tutte le testimonianze concordano sul fatto che prima della visione del mostro, si possono sentire dei tremori dalla Terra. Fino ad oggi, questo era interpretato chiamando in causa la grande massa di Nessie, capace di spostare grossi volumi di acqua e di far increspare la superficie del lago. L’ipotesi odierna vorrebbe invece che quelle increspature del lago, che poi da molti vengono automaticamente identificate con la presenza di Nessie, altro non siano che lievi scosse sismiche.

Questa affascinante ipotesi e’ stata fatta da un geologo italiano, Luigi Picardi. I tremori osservati sarebbeero dovuti alla vicina faglia di Great Glen. Qui, per la strutura stessa della faglia e del terremoto, i sismi raggiungerebbero con notevole difficolta’ un grado troppo elevato, ma assicurerebbero un certo numero di sismi di bassa magnitudine, sufficienti dunque a giustificare i frequenti avvistamenti annui.

Come potete facilmente immaginare, questa semplice spiegazione e’ stata subito messa in discussione dalle tante associazioni che hanno creato il loro giro d’affari sfruttando la storia del mostro di Loch Ness. Ad oggi, questo lago vanta un enorme numero di turisti all’anno, spinti proprio dalla curiosita’ e dalla speranza di poter avvistare il mostro.

Quali sono le accuse mosse contro l’ipotesi tellurica?

Secono le critiche, la faglia di Great glen, contro cui si e’ puntato il dito, sarebbe troppo lontano dal lago, 70Km, da poter giustificare il tremore delle acque. Tra l’altro, non esistono prove in grado di sostenere l’ipotesi che la faglia sia attiva ed in grado di generare con alta frequenza sismi di bassa intensita’.

Ora, si dovra’ lavorare sull’ipotesi, ma soprattutto monitorare la faglia, per poter capire se l’ipotesi sismica e’ possibile oppure no. Nonostante questo, credo sia molto interessante raccontare un po’ la storia degli avvistamente di Nessie, soprattutto per poter capire se l’ipotesi sismica e’ reale oppure no.

Forse non tutti sanno che il presunto primo avvistamento di un mostro all’intrerno del lago di Lochness risale addirittura al 565 d.C.. L’avvistamento venne fatta da un monaco, tale Columba, divenuto poi santo. Nella biografia del monaco si legge che Columba ando’ in Scozia per portare il Cristianesimo e sulle sponde del lago gli si paleso’ di fronte il terribile Nessie, famoso per aver gia’ divorato un abitante del vicino villaggio. Il monaco riusci’ a scacciare Nessi in acqua semplicemente disegnando un crocifisso in aria di fronte al mostro.

Quello raccontato nella biografia di Columba e’ senza dubbio il primo avvistamento del mostro di Loch Ness. Successivamente pero’, per quasi 1500 anni, non si parlo’ piu’ di Nessie.

La leggenda di Nessi ricomincia tra il 1933 e il 1935, da dove poi inizia il boom del mostro. Geologicamente, a riprova dell’ipotesi sismica, l’ultimo terremoto di intensita’ maggiore della faglia di Great Glen e’ priprio nel 1934. Ora direte voi, c’e’ stato un solo terremoto nel ’34 ma tantissimi avvistamenti tra il ’33 e il ’35. Come e’ possibile?

La risposta a questa domanda e’ molto semplice. Vi faccio presente che siamo negli anni ’30. Ovviamente, la sensibilita’, ma anche la copertura, dei simografi era molto limitata rispetto a quella di oggi. Ora, se c’e’ stato un terremoto nel 1934, e’ molto probabile che prima e dopo la scossa principale la terra abbia tremato con un intensita’ minore. Come visto, nella teoria da cui siamo partiti, sono necessarie lievi scosse per innescare il movimento delle acque del lago.

Come anticipato, ci sono tantissime testimonianze di persone che giurano di aver visto Nessie. La piu’ famosa foto del mostro, venne scattata proprio nel 1934. Questa e’ la foto in questione:

 

La foto del mostro di Locjh Ness del 1934

La foto del mostro di Locjh Ness del 1934

Come vedete, si nota chiaramente la sagoma di Nessie con un collo particolarmente pronunciato. Questa e’ una delle prove piu’ importanti utilizzate a sostegno dell’ipotesi del mostro. Tutte le altre prove che girano, sono in realta’ scattate a bassisima risoluzione o da troppo lontano, condizioni che rendono impossibile distinguere il mostro da, ad esempio, un tronco galleggiante sul lago. Oltre a queste, come potete immaginare, la letteratura e’ piena di foto palesemente false o comunque ritoccate al pc.

 

Il trucco usato nel 1934

Il trucco usato nel 1934

Cosa possiamo dire pero’ della foto del ’34? Qui la risoluzione e’ buona e il mostro si vede molto bene. Semplice, anche questa foto e’ un falso. Come possiamo dire questo? In realta’, nel 1994 gli stesssi autori del celebre scatto dichiararono di aver creato la montatura utilizzando un piccolo sommergibile giocattolo a cui era stata attaccata la parte del collo con testa. A fianco vedete un’immagine che fa capire i materiali utilizzati e come era costruito il falso mostro.

Dunque? Come concludere?

A mio avviso, l’ipotesi di connessione tra sismi e mostro di Loch Ness e’ veritiera. Alla luce di questa proposta, anche le osservazioni storiche del mostro sarebbero comprensibili. Come detto, il tutto sarebbe dovuto ai movimenti delle acque per opera di piccoli terremoti e da qui in poi, come e’ del tutto possibile, la fantasia finirebbe il lavoro. Come visto nell’articolo, molte delle prove fotografiche riportate sono prese da molto lontano o sono palesemente dei falsi. La foto storica di Nessie, utilizzata da sempre come prova della sua esistenza, e’ in realta’ un falso, come dichiarato dagli stessi autori a distanza di 60 anni. A questo punto, non resta che aspettare le necessarie ulteriori verifiche per capire quanto l’ipotesi sismica possa assere reale. Di sicuro, il lavoro di ricerca non avra’ il sostegno delle associazioni locali che hanno creato un ottimo business sfruttando la storia del mostro per incrementare il turismo.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Superstizioni e scaramanzie

7 Mag

In un commento lasciato nell’apposita sezione:

Hai domande o dubbi?

una nostra cara lettrice, mi ha chiesto di scrivere un articolo riguardante le superstizioni. Come tutti sapete, in questo caso parliamo di usanze e modi di fare che, in modo o nell’altro, porterebbero sfortuna a chi non li compie. Credo che questo discorso sia estremamente interessante anche nell’ambito delle profezie che siamo soliti trattare su questo blog. Vi faccio un esempio, formulare o credere a delle profezie, corrisponde quasi sempre ad attendere un evento nefasto scatenato da qualcosa di poco controllabile. Allo stesso modo, i gesti scaramantici servono per allontanare le disgrazie che potrebbero accadere qualora un particolare gesto non venisse compiuto. Ognuno di noi ha i suoi gesti scaramantici che compie, magari inconsciamente, ripetutamente prima di qualcosa. Fate attenzione, nel momento in cui un gesto viene compiuto sistematicamente prima di qualcosa e, qualora non venisse fatto questo potesse portare uno stato di ansia eccessiva, non parliamo piu’ di scaramanzia ma di manie ossesivo compulsive. Al solito, c’e’ sempre un limite che deve essere rispettato per non cadere in vere e proprie fobie.

Diverso e’ invece il discorso delle superstizioni. Qui parliamo proprio di particolari eventi che potrebbero portare fortuna o sfortuna qualora venissero fatti, ma sono gesti comuni, molto spesso tramandati dalla storia o dalle usanze popolari. Come sappiamo bene, molto spesso cio’ che viene dall’antichita’ e’ visto con una sorta di rispetto che tende a mitizzare queste leggende e a renderle necessariamente vere.

Ora, ovviamente sarebbe impossibile parlare di tutte le superstizioni esistenti, dal momento che il loro numero diverge molto facilmente e soprattutto quando ci si appella alla cultura popolare di alcune zone, si rischia veramente di scrivere una enciclopedia sull’argomento. Documentandomi su queste tematiche, ho potuto constatare come molto spesso diverse superstizioni siano in contrapposizione tra loro. Magari, secondo la cultura di una regione, un gesto puo’ portare fortuna, secondo altre invece e’ portatore di gravi sventure.

Prima di tutto, cerchiamo di fare una considerazione oggettiva. Come anticipato, molte superstizioni vengono tramandate dalla storia. Tolto il rispetto per le culture antiche, molto spesso si tratta di credenze legate all’ignoranza delle persone su argomenti specifici. Oggi, la nostra aumentata consapevolezza, ci dovrebbe far ragionare e farci capire come tanti gesti che nel passato assumevano un’aura quasi magica, sono facilmente spiegabili attraverso la conoscenza.

Da sempre sono stato incuriosito da queste tematiche. Molto spesso, mi sono trovato a chiedere a delle persone come mai credessero in certe superstizioni e moltissime volte, mi sono sentito rispondere: “non ci credo, ma, nel dubbio, rispettarle non mi costa nulla”. Bene, credo che una risposta di questo tipo ci faccia capire come il dubbio sia sempre presente nell’animo umano ma soprattutto come la fiducia nella nostra conoscenza possa essere definita “quanto basta”, cioe’, lasciamo sempre un velo di mistero che non fa mai male.

Alal luce di queste considerazioni, vorrei passare in esame le superstizioni piu’ popolari appunto per mostrare la loro origine storica ma soprattutto il contesto storico da cui ci sono state tramandate.

Sicuramente tutti conoscono la fama negativa del numero 17. Come sapete, in Italia ed in altri paesi, questo numero e’ sinonimo di malaugurio mentre in tantissimi altri paesi e’ considerato un portafortuna mentre il 13 e’ visto di cattivo occhio. Perche’ questa differenza? Come anticipato, questo avviene per molte superstizioni. Quello che puo’ essere vero per una cultura, puo’ avere un significato oppposto per un ‘altra.

Riguardo al 17, la sua fama e’ talmente nota che si parla di “Eptacaidecafobia” per indicare la paura in questo numero. Il primo ad indicare il 17 come numero negativo fu addirittura Pitagora. Il 17 si trova infatti tra il 16 ed il 18, considerati numeri molto positivi in quanto rappresentanti le aree dei quadrilateri 4×4 e 6×3. Al contrario, il 17, essendo un numero primo, non puo’ essere visto in nessun caso come l’area di un poligono dai lati interi. Diversa spiegazione viene invece dalla cultura romana, sicuramente a noi piu’ vicina. Nell’antica Roma, si usava scrivere sulle lapidi dei defunti la parola “VIXI” per indicare “ho vissuto”. Bene, l’anagramma di VIXI e’ XVII, che in numerazione romana indica il 17. Proprio da questo fatto nasce la cultura italica del vedere il 17 come numero sfortunato.

Discorso diverso avviene invece per il 13, considerato sfortunato in molte culture anglosassoni. In questo caso, l’origine e’ da ricercarsi nella storia dell’ultima cena. Come e’ noto, il tredicesimo “ospite” tra i 12 apostoli era proprio Gesu’ Cristo, che poco dopo venne ucciso in croce.

Sempre di origine biblica e’ la concezione che il venerdi sia un numero sfortunato. Come e’ noto, di venerdi mori’ Gesu’ Cristo (venerdi santo) e dunque, in base alla cultura, si indica come giorno sfortunato il venerdi 13 o il venerdi 17.

Cambiando argomento, ma sempre restando in tema di superstizioni, una delle piu’ note e’ quella che riguarda la caduta di sale o di olio in terra. In questo caso, l’origine e’ molto semplice e, al solito, viene tramandata dal passato quando il sale e l’olio rappresentavano dei beni molto costosi. Proprio per questo motivo, la perdita di questi beni era vista come un cattivo auspicio, economico in questo caso, per gli abitanti della casa. Sempre legato al costo elevato nel passato di alcuni beni, e’ la superstizione di 7 anni di sventura facendo cadere uno specchio. In  questo caso pero’, oltre al danno economico, che nel passato era determinante, e’ interessante capire l’origine proprio dei 7 anni di sventura. Anche in questo caso, dobbiamo appellarci all’antica Roma. Secondo la tradizione dell’impero, la vita era solita rinnovarsi ogni 7 anni mentre lo specchio era, grazie alle sue proprieta’ riflettenti, in grado di imprigionare una parte dell’anima di chi ci si specchiava. In questo senso, rompere lo specchio significava intrappolare l’anima dello sfortunato fino a che la vita non si sarebbe rinnovata dopo 7 anni.

Visto che nel commento mi e’ stato anche chiesto esplicitamente, parlero’ anche della superstizione del non passare sotto una scala aperta. In questo caso, troviamo una duplice origine per questa credenza. In primis, come in molti altri casi, abbiamo un’origine biblica della cosa. La scala appoggiata al muro, sarebbe un simbolo della trinita’ divina espressa attraverso il triangolo. Passare sotto la scala sarebbe equivalente ad interrompere il triangolo e quindi a mettere in discussione la trinita’. Storicamente invece, questa superstizione nasce da ovvi motivi di sicurezza. In passato, le scale utilizzate per riparare i tetti, non erano provviste di gommini antiscivolo, per cui era molto frequente che la scala scivolasse lungo il muro con il rischio di cadere sulla testa dello sfortunato passante. Da qui, l’origine della profezia che vedrebbe come segno nefasto quello di passare sotto la scala aperta.

Sempre legata alla cultura popolare e’, ad esempio, la superstizione del non aprire un ombrello dentro casa. In questo caso infatti, aprire un ombrello all’interno della propria abitazione sarebbe equivalente a dire che il tetto non ci protegge abbastanza o che , purtroppo, non abbiamo un tetto sotto cui stare.

Come capite bene, soprattutto per le profezie che vengono dalla cultura popolare, l’origine delle superstizioni e’ da ricercarsi nei gesti fatti in passato e che potevano indicare uno stato di indigenza delle persone. Ripetere quei gesti era dunque visto come simbolo di malaugurio per chi li compiva.

Superstizioni invece legate alla salute sono quelle che riguardano il non poggiare il cappello sul letto e non rifare mai un letto in tre persone. Nel primo caso, sempre nel passato, quando un dottore faceva visita domestica ad un malato grave, era solito sedersi vicino al letto del paziente e poggiare il proprio cappello sul materasso. Compiere questo gesto significherebbe dunque attirare un medico per persone malate nell’abitazione. La stessa cosa vale per il detto di non rifare il letto in tre. Per rifare un letto bastano due persone. In pasato, quando ne servivano tre? Sempre quando c’era un malato grave che non poteva alzarsi. In questo caso, mentre due rifacevano il letto, una terza persona era incaricata di sollevare il malato.

Solo per concludere, vi parlo di un’ultima superstizione invece piu’ recente: quella secondo cui se si accendono piu’ sigarette con lo stesso fiammifero, il piu’ giovane del gruppo morira’ presto. In questo caso, l’origine viene dalla prima guerra mondiale, quando, per risparmiare beni preziosi, si era soliti accendere con un fiammifero le sigarette di piu’ soldati. In questo caso, un cecchino appostato, vedendo la fiamma, aveva tutto il tempo di prendere la mira e fare fuoco. Per motivi gerarchici, chi era l’ultimo ad accendere la propria sigaretta? Ovviamente il piu’ giovane del gruppo, che dunque rappresentava un facile bersaglio per il cecchino.

Ovviamente ci sarebbero tantissime altre superstizioni da trattare, ma, almeno secondo me, queste sono quelle piu’ popolari e la cui origine e’ piu o meno nota. Come detto all’inizio, molte di queste storie provengono dal passato e dalla cultura popolare. Capire l’origine di questi gesti, ci fa ricordare lo stato di indigenza in cui magari vivevano i nostri antenati. Oggi, ripetere questi gesti e’ solo una tradizione tramandata da generazioni, ma che non offre nessun vantaggio. Come anticipato pero’, per molti, fare questi gesti non costa nulla per cui continueranno a farli senza problemi e anche a tramandarli alle generazioni future.

 

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2013 o ancora piu’ oltre?

24 Dic

Dopo l’enorme delusione incassata dai tantissimi siti catastrofisti nati o alimentati dalla fine del calendario Maya, non potete certo sperare che tutto si risolva nel silenzio.

Come detto molte volte, questa che sembrerebbe una manna dal cielo per molte fonti, cioe’ la fine del mondo, e’ solo rimandata.

A questo punto, resta da capire pero’ la cosa piu’ importante: rimandata a quando?

Dopo il 21/12 si e’ scatenata una corsa alla prossima data utile da sfruttare e da pubblicizzare. Girando in rete, ma anche scartabellando gli articoli gia’ pubblicati, potete trovare date abbastanza future, ma anche alcune molto vicine.

Vi riporto un riassunto delle principali date che trovate in rete, ovviamente con un commento.

 

15 Febbraio 2013

Questa la conosciamo fin troppo bene. Il 15 febbraio l’apocalisse dovrebbe arrivare a causa dello scontro del nostro pianeta con l’asteroide 2012 DA14. Come ricorderete, stiamo parlando di un “sassetto” di 50 metri di diametro e 130000 tonnellate di peso. Per capire l’effetto di un impatto con un corpo di questo tipo, basta fare riferimento a questo post:

Effetti di un impatto con Nibiru

Purtroppo, per il 2013, la probabilita’ di impatto con la Terra e’ del tutto nulla, come dimostrato dal calcolo della traiettoria aggiornata anche con gli ultimi dati raccolti attraverso le osservazioni. Di questo abbiamo parlato qui:

L’asteroide 2012 DA14

2012 DA14: c.v.d.

 

Dicembre 2013

Anche per questa data il pericolo dovrebbe piovere dall’alto. Come visto in questo post:

E se ci salvassimo?

A Dicembre del prossimo anno, la cometa ISON dovrebbe passare alla minima distanza dalla Terra. I calcoli attuali sull’orbita dell’oggetto sono sufficienti per farci dormire sonni tranquilli. La notizia piu’ importante e’ che questa cometa al suo passaggio al perielio, potrebbe diventare l’oggetto piu’ luminoso mai osservato da Terra. Alla luce di questo, non possiamo che aspettare con ansia il suo passaggio per goderci lo spettacolo.

 

2026

Il 2026 diviene una data possibile grazie al prossimo passaggio ravvicinato dell’asteroide 2012 DA14. Come visto sempre in questo post:

2012 DA14: c.v.d.

I numeri che trovate in rete sono fuorvianti. La probabilita’ integrata tra il 2026 e il 2069, cioe’ la probabilita’ sommata su tutti i passaggi tra le due date, e’ del 0,033% e non, come annunciato in rete, la probabiita’ di impatto per il passaggio nel 2026. Anche in questo caso, possiamo stare tranquilli, considerando anche che questa cometa e’ un osservato speciale per i telescopi in orbita proprio al fine di migliorare il calcolo della traiettoria alla luce dei nuovi dati acquisiti.

 

2036

Passaggio dell’asteroide Apophis. Stanto a quanto si legge in rete, questo asteroide potrebbe causare una nuova estinzione paragonabile a quella dei dinosauri. Unica differenza che questa volta sulla Terra ci siamo noi. Di questo asteroide, abbiamo parlato in dettaglio nel libro ”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.. In particolare, abbiamo visto come la probabilita’ di impatto con la Terra, sia stata notevolmente ridimensionata correggendo per i nuovi dati. Apophis resta comunque un corpo osservato con attenzione, e su cui l’ultima parola non e’ ancora stata data.

 

2038

Cambiamo tematica e spostiamoci ora su Nostradamus. Di questo profeta abbiamo parlato in diversi post:

Le centurie di Nostradamus

I vaticinia di Nostradamus

Ma in una famosa quartina Nostradamus afferma: “Quando Giorgio Dio crocifiggerà / e Marco lo risusciterà / e San Giovanni lo porterà.”. Secondo alcuni, il significato di queste affermazioni e’ che ci sara’ la fine del mondo nell’anno in cui la Pasqua cadra’ il 25 Aprile (San Marco), dal momento che il venerdi Santo cadra’ il 23 Aprile (Crocifissione di Gesu’ il giorno di San Giorgio), con il Corpus Domini a Giugno. Questa combinazione di date sara’ possibile appunto nel 2038. Molte volte abbiamo parlato di Nostradamus e molte volte alcune date per la fine del mondo sono state ricavate dalle sue profezie. Come sapete bene, dal momento che siamo qui, nessuna di queste si e’ avverata.

 

2060

Questa data ha un significato molto particolare, dal momento che sarebbe stata profetizzata niente meno che dal grande scienziato Isaac Newton. Secondo le fonti storiche, la data sarebbe contenuta in una lettera del 1704 soperta solo dopo la morte di Newton. Al contrario di quanto si possa pensare, non c’e’ assolutamente nulla di scientifico in questa profezia. Newton sarebbe arrivato alla data interpretando per conto suo i testi sacri, in particolare il libro di Daniele. Di questo libro abbiamo parlato in dettaglio in questo post:

Il Libro di Daniele

Cosa c’e’ di vero? Si tratta di interpretazioni numerologiche di un testo sacro. Come sappiamo bene, giocando con i numeri, e’ possibile ricavare tutto quello che cerchiamo interpretando il risultato a nostro piacimento, come dimostrato in quest’articolo:

Il codice segreto della Bibbia

 

2116

E se anche dovessimo sopravvivere a tutte queste date per il XXI secolo, abbiamo sempre la soluzione di riserva per la fine del lungo computo. Come visto in questo post:

2012? No, volevamo dire 2116 …

e come dimostrato in dettaglio nel libro ”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, l’esatta conversione tra il nostro attuale calendario gregoriano e quello Maya, non e’ affatto univoca ne’ tantomeno banale. Ci siamo riferiti a questo come il “problema della correlazione”. Esistono diverse teorie per la temporizzazione dei due sistemi di conteggio, basati sui ritrovamenti Maya principalmente di natura astronomica. Dopo quella del 2012, la prossima data piu’ probabile e’ appunto quella del 2116. Come detto, stiamo parlando di date “piu’ probabili”, sempre ammesso che la fine del lungo computo abbia un significato catastrofico.

Concludendo, il panorama catastrofico offre tantissimi appuntamenti possibili e da attendere per la fine del mondo. Di molti di questi abbiamo gia’ parlato in dettaglio, smentendoli clamorosamente. Non temete, non rimarranno sicuramente solo queste date. Come ormai sappiamo bene, la fantasia corre sempre molto velocemente e la rete e’ sempre piena di buontemponi pronti a scommettere su una data per l’apocalisse.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

 

 

 

 

 

Bugarach completo? Andiamo a Torino!

25 Ott

Come era facile immaginare, con l’avvicinarsi del 21 Dicembre, cominciano a moltiplicarsi le notizie circa luoghi, paesi, montagne che si salverebbero dalla fine del mondo per i motivi piu’ disparati.

In questo blog, abbiamo gia’ parlato della cittadina francese di Bugarach:

Aspettare il 21 Dicembre sui Pirenei

e della legenda secondo la quale nei pressi di questa cittadina dei Pirenei sarebbe custodito niente meno che il Santo Graal. Proprio l’importante reliquia, insieme ad una moltitudine di altre legende, consentirebbe a questo luogo di scampare la distruzione di massa.

Come abbiamo gia’ discusso, negli ultimi tempi molti operatori del settore e addetti ai lavori, hanno fiutato l’affare dell’apocalisse, sfruttando le credenze popolari per lucro turistico. Su questa linea, abbiamo visto, ad esempio, l’aumento del prezzo dei biglietti aerei per il Centro America, altra meta interessante dove trascorrere il 21 Dicembre:

Dove trascorrere il 21 Dicembre

Per quanto riguarda la nostra penisola, avevamo gia’ parlato del “giardino di pace” di Ceglie:

La salvezza e’ vicina … precisamente a Cegli in Italia

mostrando come in questo caso non si parlasse di salvezza per motivi storici e culturali, bensi’ come oasi di tranquillita’ in cui rifondare piccole comunita’ di sopravvissuti dopo la catastrofe.

Negli ultimi tempi anche un’altro paesino italico e’ stato individuato come luogo di salvezza per la fine del mondo. Stiamo parlando di Pradeltorno una frazione del comune di Angrogna in provincia di Torino. Questo piccolo centro abitato sarebbe il secondo luogo, dopo Bugarach, a livello mondiale, che si salverebbe dopo il 21 Dicembre.

Perche’ Pradeltorno si salverebbe?

Pradeltorno in inverno coperta di neve

Il comune di Argogna e’ uno dei centri piu’ importanti della chiesa Valdese. Secondo la legenda, in questi luoghi venne custodito, per un certo periodo di tempo, il Santo Graal prima che questo venisse definitivamente portato a Bugarach.

Sempre secondo la legenda, i valdesi erano soliti praticare riti religiosi, che possiamo definire “magici”, proprio in presenza del Graal, durante la sua permanenza in quei luoghi. Queste celebrazioni resero la frazione di Pradeltorno protetta da qualsiasi tipo di cataclisma, sia naturale che antropologico. Il motivo di questa protezione era appunto quello di custodire in un luogo sicuro l’importante reliquia.

Come potete facilmente immaginare, si tratta di una legenda. Non vi e’ nessuna prova storica non solo dei riti valdesi, ma neanche della permanenza del Graal nel piccolo paese.

Nonostante questo, si sta scatenando una nuova corsa alla prenotazione per assicurarsi un posto in cui assistere alla fine del mondo in tutta tranquillita’.

Anche in questo caso, a parte le dichiarazioni di problemi logistici da parte delle amministrazioni locali, capite bene che un periodo di turismo di massa puo’ solo far bene alle casse della comunita’.

Cosa dobbiamo veramente aspettarci da questo 21 Dicembre? E’ possibile che tutte queste profezie siano in realta’ delle montature mediatiche? Per scoprire il punto di vista della scienza su questi argomenti, affrontando ciascun tema senza preconcetti ne tare mentali, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.