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Ci risiamo: 16 dicembre 2013 ….

28 Ago

Immaginate questa situazione: riuscite a creare un business molto redditizio che pero’, fin dall’inizio, sapete che ha una scadenza certa. Dopo questa data, le vostre rendite si annulleranno e non potrete piu’ andare avanti. Che problema c’e’, intanto facciamo cassa e poi si vedra’. Nell’animo umano pero’, scatta una molla tale per cui, anche se partiamo con un’idea, e’ facile che in corso d’opera la si cambi. Perche’ dovrei rinunciare agli affari? Per colpa di una scadenza? Dunque, in prossimita’ di questa data, cominciamo a pensare come superare questo problema. La cosa piu’ ovvia da fare e’ rimandare sempre piu’ oltre la scadenza. Sappiamo che prima o poi la cosa non funzionera’, ma intanto possiamo allungare, e se siamo bravi, anche di molto tempo il prolungamento dei nostri affari.

Vi e’ piaciuta questa storia? Realistica ma forse troppo impersonale. Ora sostituisco i soggetti rendendo la storia piu’ veritiera. Qualcuno vi dice che il 21 dicmbre 2012 finira’ il calendario Maya. Non sapete nemmeno perche’, pero’ questa storiella vi affascina. Vi mettete seduti e pensate a come sfruttare questa storia che affascina come voi molte altre persone. Inventate tempeste solari, scontri con pianeti mai visti, inventate che ci sara’ un terribile terremoto perche’ riuscite a far credere che i terremoti nel mondo stiano aumentando e tante altre storie di questo calibro.

Ora avete in mano il vostro business. Poco importa se molte persone ci credono e ne sono spaventate. C’e’ anche chi e’ costretto ad andare in cura per l’ansia che siete riusciti a trasmettere. Ma a voi cosa importa? Assolutamente niente. Create siti talmente pieni di pubblicita’ da sembrare macchine di formula 1, scrivete libri barzelletta ma con un titolo accattivante, parlate male di scienza e ricerca perche’ quello e’ il male del secolo. Ora avete i vostri introiti. Come si dice in questi anni di crisi, il lavoro bisogna crearselo e voi ci siete riusciti in pieno. Complimenti. Siete degni di un manuale di new economy. Forse, con una cattiveria peggiore degli squali dell’alta finanza ma anche di questo poco importa.

tzolkin

Attenzione pero’, riprendiamo il discorso scadenza. Quel tizio che vi ha suggerito la storia vi ha detto che il calendario finira’ il 21 dicembre 2012. Man mano che vi avvicinate a questa data, e sapete che non succedera’ niente, cominciate a pensare al vostro futuro. Dovete trovare il modo per allungare il brodo. Qual e’ la soluzione piu’ semplice? Ovvio, dire che c’e’ stato un errore di calcolo e che quindi la data e’ spostata.

Altro punto fondamentale: di quanto la spostiamo? Ci sono due fratelli che hanno proposto una soluzione diversa, ma questa farebbe ricadere la fine del calendario Maya nel 2116:

2012? No, volevamo dire 2116 …

Parliamoci chiaro, non possiamo spaventare le persone parlando di 2116. La gente non riesce nemmeno ad arrivare a fine mese, pensa quanto gliene fregherebbe del 2116.

Ci vuole una soluzione differente, ma qualcosa di astuto supportato da qualche evento naturale per rendere il tutto piu’ credibile.

Alla fine l’idea viene ed e’ veramente geniale. Sentite questa, come sapete, esiste il problema della correlazione, di cui abbiamo parlato in questi post:

Perche’ il mondo dovrebbe finire

2013 o ancora piu’ oltre?

Come detto, quando si cerca di “convertire” le date del lungo computo nel nostro calendario gregoriano, anche se abbiamo capito come funziona il conteggio Maya, dobbiamo trovare dei punti fissi. Detto in altre parole, abbiamo capito come contare e di quanto contare ma per sapere dove finisce il conteggio dobbiamo sapere da dove partire. Ovviamente, non staro’ di nuovo qui a spiegare per filo e per segno come funzionava il sistema di calendari dei Maya. Di questo abbiamo parlato abbondantemente sia nel libro Psicosi 2012 che nel blog.

Torniamo a noi, come sappiamo, per risolvere il problema della correlazione ci si basa sulle iscrizioni lasciate dal popolo centro americano. Molte iscrizioni riguardano eventi astronomici di cui i Maya erano ottimi osservatori. In tal senso, trovate ad esempio riportate le eclissi, i passaggi di Venere, ecc accompagnati da una data espressa nel sistema del lungo computo. Ora pero’, questi eventi sono ciclici per cui con un singolo evento non riuscite a risolvere l’equazione. Purtroppo, le iscrizioni arrivate fino a noi non sono tantissime. Come e’ noto, durante la conquista di queste terre, si e’ pensato bene di distruggere molti edifici e documenti perche’ pensati come “pagani”. Poiche’ quindi abbiamo un numero basso di documenti non riusciamo a trovare una sola soluzione per il problema della correlazione, ma tante possibilita’ diverse. La data del 21 dicembre 2012 e’ solo una delle possibili. Ne esistono poi altre decine che spaziano nell’arco anche di centinaia di anni. Per fare un esempio, la soluzione Calleman prevedeva la fine del lungo computo per il 2011, poi c’era quella per il 2012 e tante altre ancora fino, come nel caso dell’articolo riportato prima, al 2116.

Capite che il problema della correlazione non da un buon appiglio ai catastrofisti. Ormai si e’ sparsa la voce, la gente ha capito che le date possibili sono decine non saremmo credibili se ad ogni data riproponessimo le stesse argomentazioni. L’idea geniale e’ dunque questa: per prima cosa, nel calendario gregoriano non esiste l’anno zero ma si passa dal I sec. a.C al I sec. d.C. Siamo sicuri che l’anno zero non sia stato contato? In realta’, gli studiosi Maya si sono interrogati per anni su quale fosse la data di inizio del lungo computo. La data finale si ottiene semplicemente aggiungendo i giorni che completano il conteggio del lungo computo.

Questo particolare pero’ e’ ignorato da alcuni siti che vi propongono nuove date ragionando su queste argomentazioni. Sapete perche’? Perche’ qualcuno ha tirato fuori una nuova data: 16 Dicembre 2013. si, proprio alla fine di quest’anno e molto simile a quella precedente che ha fatto impazzire il mondo.

Purtroppo qualcuno non capendo come si ottiene ha inventato il discorso dell’anno zero gregoriano. E’ ovvio che se anche avessi contato lo zero la data si sposterebbe di un anno preciso invece, come vedete confrontando le date, c’e’ anche una differenza di una manciata di giorni.

Da dove viene allora questa nuova data? Ragionate cosi’, quando e’ iniziato il terzo millennio? Di colpo, si direbbe il 1 gennaio 2000. Attenzione pero’, poiche’ non contiamo l’anno zero, duemila anni finiscono al 31 dicembre 2000 quindi il nuovo millennio comincia il 1 gennaio 2001. Cerchiamo di rendere il tutto piu’ chiaro, ragioniamo con una decade. Partendo da 1, completate 10 anni al termine dell’anno 10 quindi la nuova decade cominciera’ al 1 gennaio 11.

Se questo e’ vero, allora lo facciamo valere anche per il calendario Maya. Nel momento in cui si azzera il lungo computo, analogo del 31 dicembre 1999, poi non comincia il nuovo conteggio, o nel nostro esempio il nuovo millennio, ma dobbiamo aspettare un altro ciclo (1 gennaio 2001).

Bene, oltre al lungo computo, i Maya conteggiavano i giorni dell’anno utilizzando il calendario Haab. Questo era un calendario civile basato sulle stagioni e con una durata di 360 giorni. Nell’analogo dell’esempio del millennio, se al 21/12/2012 inizia l’ultimo giro, la fine del lungo computo sara’ dopo 360 giorni, dunque 16 dicembre 2013.

Ecco spiegata l’origine di questa data.

Fate pero’ attenzione ad una cosa. Seguendo la correlazione piu’ accettata, in formato lungo computo, il 21 dicembre 2012 si scriveva 13.0.0.0.0, dove per la prima cifra il 13 equivale allo zero, mentre il 16 dicembre 2013 si scrive 13.0.1.0.0. Poiche’, come detto, per la prima cifra il 13 e’ lo zero, personalmene non vedo nessuna particolarita’ nella nuova data proposta. Mentre la prima azzerava il conteggio, la seconda non ha nulla di speciale a parte cadere un ciclo Haab dopo la fine del lungo computo. Ripeto pero’, l’origine e’ nell’analogo fatto con il conteggio gregoriano. Altra considerazione, qui non stiamo contando i millenni per capire quando iniziano o finiscono, qui abbiamo, grazie a degli studi non univoci, delle possibili date di inizio del calendario, dopo di che contiamo i giorni previsti dal lungo computo. Personalmente, il ragonamento fatto, oltre a non affascinarmi, non mostra nessuna base oggettivamente discutibile. Come detto all’inizio mi sembra solo di osservare un animale morente che si dimena in tutti i modi per prolungare la sua agonia.

Per rendere il tutto piu’ credibile, servirebbe un evento naturale tale da far concentrare l’attenzione sulla nuova data. Anche su questo abbiamo, nel vero senso della parola, una “manna dal cielo”: la cometa ISON. Questa solchera’ i nostri cieli proprio a dicembre di quest’anno e, come sembrerebbe dalla premesse, offrira’ uno spettacolo straordinario per la luminosit’a che si potrebbe raggiungere, tale da rendere la cometa visibile anche in pieno giorno. Cosa ci inventiamo sulla ISON? Semplice, i Maya avevano previsto il suo passaggio e a dicembre la cometa impattera’ sulla Terra distruggendo gran parte della vita. Poi ci mettiamo anche che la ISON non e’ una cometa ma un mini sistema planetario che ruota intorno a Nibiru. Ecco fatto, ora abbiamo allungato il brdo in modo affascinante, per di piu’ non dobbiamo nemmeno sforzarci troppo, le argomentazioni portate al 21/12/2012 possono essere riproposte per la nuova data. Della ISON abbiamo parlato qui:

E se ci salvassimo?

Che la ISON abbia pieta’ di noi!

Mostrando l’assurdita’ di quanto affermato sulla rete e l’assoluto non pericolo di impatto per questa cometa.

Concludendo, la nuova data del 16 dicembre 2013 viene da considerazioni fatte paragonando il lungo computo Maya con il nostro calendario Gregoriano. Ragionamenti pero’ avulsi dal problema della correlazione che fornisce comunque gia’ di suo diverse date possibili per l’inizio, o equivalentemente per la fine, del lungo computo. Come e’ chiaro, ad oggi non esiste una data univoca per la fine del calendario Maya e alle soluzioni storiacamente possibili non si fa altro che aggiungere date di comodo senza nessuna base solida. Purtroppo, difficilmente i catastrofisti abbandoneranno l’osso della fine del mondo. L’unico modo per far terminare questa barzelletta e’ capire l’assurdita’ di quello che viene proposto.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Le folgoriti

25 Lug

Come sapete molto bene, oltre ai tanti siti fantascientifici, complottisti, catastrofisti, ecc, ogni tanto anche siti seri cadono nella trappola della rete, pubblicando notizie a sproposito. Spesso, l’errore che viene commesso e’ il piu’ facile che un giornalista dovrebbe evitare: controllare sempre le proprie fonti!

Perche’ dico questo?

Vorrei approfittare di una foto che circola su web, per parlare di un argomento, a mio avviso molto affascinante, e sconosciuto ai piu’.

Ragioniamo prima di tutto su una cosa: cosa succede quando un fulmine arriva a terra? Come potete immaginare, si tratta di una scarica molto potente e, ovviamente, in grado di portare ad alta temperatura il punto della caduta.

Bene, in particolare, quando un fulmine cade sulla sabbia, o comunque su un terreno ricco di quarzo, la temperatura raggiunta puo’ liquefare il minerale, portando a delle formazioni simil-vetrose, dette “folgoriti”. Queste altro non sono che ammassi di vetro, cavi all’interno, e che possono presentare formazioni ramificate a causa del passaggio della corrente. Proprio per questo motivo, le folgoriti vengono spesso chiamate “fulmini pietrificati”.

Prima di procedere, vorrei mostrarvi la foto a cui mi sono riferito all’inizio dell’articolo:

Presunta folgorite

Presunta folgorite

Questa immagine e’ apparsa per la prima volta sul social network reddit:

Reddit, immagine

accompagnata dal titolo: “Questo e’ quello che succede quando un fulmine colpisce la sabbia”.

E’ possibile che si tratti veramente di una folgorite?

Come anticipato, le folgoriti sono strutture simil vetrose, cave all’interno e proprio per questo estremamente delicate. Oltre a questo, per come avviene il processo di formazione, le folgoriti si trovano al di sotto del terreno sabbioso. Ovviamente, venti e altri fenomeni naturali, possono portarle all’esterno ma gli stessi fenomeni possono rompere molto facilmente la struttura.

Ora, la foto che vi ho mostrato e’ stata scattata su una spiaggia di Porto Rico, normalmente affollati di bagnanti, dunque ancor piu’ esposta a pericolose interazioni.

Proprio queste considerazioni, ci fanno pensare che la foto non sia reale.

A pensare male si compie peccato, ma spesso si indovina. La foto riprende in realta’ una parte di una scultura piu’ grande, realizzata da un artista specializzato in opere con la sabbia. La foto completa e’ infatti depositata su Flickr:

Flickr, foto

e l’autore l’ha firmata con il nickname “sandcastematt”.

Anche se questo dimostra la bufala mediatica, come anticipato pubblicata su tantissimi siti, e’ interessante dare ancora qualche dettaglio sulle folgoriti.

La sostanza che forma le folgotiti viene anche detta Lechatelierite, classificata come mineraloide. Questo si puo’ formare anche a seguito dell’impatto con un meteorite o successivamente ad un’eruzione vulcanica. Tutti processi che possono far raggiungere la temperatura di fusione della silice.

Foto di una reale folgorite

Foto di una reale folgorite

Data l’estrema fragilita’ delle folgoriti, i ritrovamenti sono abbastanza rari. Fragilita’ ancora piu’ marcata pensando che le folgoriti possono raggiungere anche diversi metri di lunghezza. Ad oggi, ci sono diversi reperti conservati in vari musei. Il piu’ famoso e’ senza dubbio quello conservato nell’universita’ di Yale, ritrovato nel Connecticut, e lungo ben 4 metri. Un’altra folgorite e’ conservata nel museo di Storia Naturale di Londra, in realta’ divisa in spezzoni fino a 50 cm, anche se la dimensione originale era di 3 metri.

Proprio la considerazione fatta all’inizio sulla formazione sotterranea ci fa capire la difficolta’ nell’estrazione della folgorite. Immaginate un ramo di vetro lungo 4 metri sotterrato nella sabbia e delicatissimo se sollecitato.

Nel secolo scorso, i pezzi di folgorite erano utilizzati anche per produrre amuleti. Secondo la concezione che un fulmine non colpisce mai per due volte lo stesso punto, portare questi amuleti scongiurava questo genere di pericoli. Oggi, sappiamo che anche questa considerazione e’ falsa. Per farvi un esempio, molte folgoriti vengono ritrovate sul Monte Thielsen in Oregon, chiamato “il parafulmine della Catena delle cascate” a causa dei frequenti fulmini che vi cadono. Qui ovviamente non siamo al mare e le folgoriti si formano sugli strati esterni delle rocce, presentando un colore diverso a causa della diversa composizione di minerali.

Concludendo, la foto da cui siamo partiti si e’ rivelata un falso, immagine modificata e fatta girare su internet, come al solito, non dagli autori iniziali. Nonostante questo, presentare l’argomento ci ha permesso di parlare delle folgoriti. Queste stupende strutture si formano quando un fulmine colpisce la sabbia, liquefando la silice e formando strutture amorfe di sicuro impatto visivo.

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Il progetto Blue Beam

29 Mar

Rieccoci di nuovo a parlare di teoria del complotto e di cospirazioni fatte da misteriosi governi ombra a danno della povera popolazione mondiale che, in un modo o nell’altro, prima o poi dovra’ essere sterminata, resa schiava, convertita, ecc.

Questa volta vorrei parlarvi del cosiddetto progetto “Blue Beam”. Questo argomento mi e’ stato richiesto da diversi lettori che hanno chiesto un mio punto di vista, anche se, come vedremo, diversi argomenti che verranno trattati sono in parte stati gia’ discussi su questo blog. In questo caso, potremmo definire questa teoria del complotto un po’ come un riassunto di tante teorie tutte insieme proprio, come ormai siamo abituati, per creare confusione nelle persone che provano a documentarsi.

Veniamo a noi, cosa sarebbe questo progetto “Blue Beam”?

Questo sarebbe un complotto creato appositamente per riunire tutte le popolazioni del mondo sotto una nuova religione New Age con a capo l’Anticristo. Tutto questo sarebbe ad opera, al solito, degli Illiuminati o del Nuovo Ordine Mondiale, di cui abbiamo parlato in questi post:

Il complotto del complottista

Come si alimenta il sospetto

Il fenomeno Adam Kadmon

Il primo a parlare del Blue Beam fu Serge Monast, un giornalista investigativo con particolari interessi alle teorie cospirazioniste. In particolare, nel 1994, Monast pubblico’ il libro “Project Blue Beam” in cui metteva nero su bianco questa teoria, ovviamente senza citare nessuna fonte ufficiale ne’ tantomeno evidenze scientifiche delle ipotesi utilizzate.

Senza perderci in inutili dettagli, veniamo subito al complotto.

Prima di tutto, come anticipato, Monast pubblico’ la sua idea nel 1994 e nel 1996 mori’ di infarto. Se provate a reperire informazioni sui siti che sostengono questa teoria, trovate che a poche settimane da Monast anche un altro giornalista che sosteneva questa teoria mori’ di infarto. Ecco il primo spunto complottista: evidentemente i due giornalisti sono stati eliminati per non far trapelare le informazioni.

Ora, a parte che da nessuna parte ho trovato riferimenti al secondo giornalista, nessun nome o altri dettagli, ragioniamo un secondo: in genere, le persone che muiono di infarto hanno problemi cardiaci? A mio avviso, non e’ assolutamente detto, per cui non capisco come uno che muore di infarto debba per forza essere stato assasinato.

Ma tralasciamo questi dettagli e andiamo a parlare proprio del progetto.

Come anticipato, a differenza delle altre teorie, il complotto Blue Beam andrebbe a far leva sulla fede religiosa delle popolazioni del mondo. In particolare, per arrivare allo scopo ultimo di istituire la nuova religione, il progetto si articolerebbe in quattro fasi distinte.

FASE 1: Crollo della conocenza archeologica

Nella prima fase, si punterebbe a far cadere tutte le convinzioni archeologiche che gli essere umani hanno acquisito nel corso dei secoli. Come avverrebbe questo? Prima di tutto verrebbero creati terremoti in diverse parti del mondo, con il solo scopo di portare alla luce nuovi reperti, in realta’ appositamente posizionati nel punto del sisma. La scoperta di questi reperti sarebbe in grado di mettere in dubbio le certezze umane sulle diverse dottrine religiose, mostrando come nel corso dei secoli ci sia stata una cattiva interpretazione dei ritrovamenti ed in particolare delle dottrine religiose del pianeta.

Come creare terremoti falsi? Ma che domanda, attraverso HAARP!

Senza ritornare su questo argomento, di HAARP, di come funziona e dell’impossibilita’ di creare terremoti indotti in questo modo, abbiamo parlato in questi post:

Haarp e terremoti indotti?

Haarp, la causa di tutti i mali?

Cari giornalisti … almeno voi!

Come visto, i diversi siti che cercano di convincere dell’utilizzo come arma del sistema HAARP, utilizzano dati falsi e vengono del tutto sconvolte teorie scientifiche basilari che chiunque potrebbe verificare.

Andiamo avanti con il progetto Blue Beam.

FASE 2: Lo spettacolo spaziale

Quando le conoscenze archeologiche saranno state spazzate via e le convinzioni religiose cominceranno a scricchiolare, ci sara’ un impressionante spettacolo spaziale con luci, suoni, laser, ecc visibile da tutte le parti del mondo. In particolare, durante lo spettacolo verranno proiettate immagini e suoni diversi nei diversi paesi appunto per fare leva sul culto religioso di quella particolare zona.

Stando sempre a quanto riportato da Monast, si tratterebbe di immagini olografiche create appunto nel cielo sfruttando imponenti sistemi tecnologicamente avanzati.

Come e’ possibile realizzare tutto questo?

Sempre secondo la teoria, la tecnologa per fare questo sarebbe gia’ disponibile e sarebbe ovviamente, rullo di tamburi, HAARP anche in questo caso. Come avviene questo? Semplice, Haarp sarebbe in grado di creare aurore boreali modellando la figura mostrata in base a quello che si vuole mostrare. Anche in questo caso, ma forse ancora piu’ di prima, siamo nel campo delle fantasie. E’ impossibile creare aurore boreali e dare la forma che vogliamo addirittura per creare ologrammi. In questo post:

Messaggio alieno nelle aurore

avevamo parlato del presunto alieno rappresentato da un’aurora, mostrando in realta’ l’assurdita di questa ipotesi.

Ma siamo solo alla fase 2. Andiamo avanti.

FASE 3: Comunicazione Bidirezionale Elettronica Telepatica

Comunicazione Bidirezionale Elettronica Telepatica? Ma che significa? Qui viene il bello, sempre mediante onde a bassa frequenza ma a potenza enorme (almeno questo viene detto), si potrebbe comandare la mente delle persone. In particolare, nel progetto blue beam, il controllo sarebbe esercitato per far cadere le convinzioni delle persone e per mettere del tutto in dubbio tutte le credenze religiose presenti fino a quel momento. A questo punto, dopo questa fase, e’ come se il cervello di tutti gli uomini venisse azzerato dal punto di vista della fede religiosa, lasciando terreno fertile per insinuare la nuova religione.

Come e’ possibile modificare il pensiero collettivo? Ovviamente sempre tramite l’immancabile HAARP, ma questa volta c’e’ bisogno di un aiuto per raggiungere uno scopo cosi’ difficile. Provate ad indovinare da chi potrebbe arrivare questo aiuto? Dalle scie chimiche!

Di questo argomento, molto spinoso, e permettetemi di dire anche in modo piu’ serio, abbiamo parlato in questi post:

Alcune considerazione sulle scie chimiche

Scie Chimiche: il prelievo in quota

Scie chimiche e cloud seeding

Come difendersi dalle scie chimiche

Il Dibromoetano e le scie chimiche

A-380 modificato per spargere scie chimiche

Premesso che, come potete leggere in tutti i post, non esiste nessuna prova scientifica, oggettiva ed insindacabile sulle scie chimiche, e’ ancora piu’ assurdo mettere in relazione questo argomento con il controllo della mente.

Detto questo, ormai tutto sarebbe pronto per la quarta fase.

FASE 4: manifestazione universale

Pensate sia ora della nuova religione? Non dobbiamo essere frettolosi. Nella quarta fase, sempre con tecnologie simili a quelle viste prima, in diverse parti del mondo, tramite ologrammi, si farebbe credere che e’ in corso un’invasione aliena. Secondo i sostenitori di questa teoria infatti, il recente aumento di avvistamenti alieni altro non sarebbero che le prove in corso per costruire ologrammi sempre piu’ perfetti.

Perche’ si dovrebbe simulare un’invasione aliena?

Visto il pericolo, le maggiori potenze mondiali tenterebbero di scacciare gli invasori utilizzando il loro arsenale nucleare. Quando pero’ si capira’ che l’invasione era falsa, l’ONU sanzionera’ tutti i paesi imponendo lo smantellamento degli arsenali atomici.

E adesso che c’entra l’ONU? Semplice, anche loro fanno parte del nuovo ordine mondiale, come avete fatto a non pensarci!

A questo punto, con i paesi senza armamenti e le religioni azzerate, si pensera’ ad instaurare la nuova religione condivisa per tutti gli esseri umani ma, soprattutto, il nuovo governo mondiale.

Questa e’ la teoria complottista del Blue Beam. Pensate sia assurda? Purtroppo ci sono molti siti che sostengono questa teoria e che tutti i giorni cercano evidenze negli avvenimenti mondiali per mostrare l’inizio di questo progetto.

Non credo sia necessario aggiungere altro. Come anticipato all’inizio, per tutte le fasi abbiamo risposto citando post gia’ trattati ma, soprattutto, riprendendo quanto gia’ scritto e le spiegazioni circa la non fondatezza di queste teorie. Sicuramente, parlare del progetto Blue Beam ci ha permesso di fare un ottimo riassunto delle principali teorie complottiste trattate e di rinfrescare alcuni punti.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Quello che i nostri occhi vedono

5 Nov

Rimanendo sempre ancorati alle profezie del 2012, vorrei questa volta condividere con voi una riflessione. In particolare, mi piacerebbe ragionare sui tanti ritrovamenti antichi in cui molti vedono evidenti segni extraterrestri.

Il discorso e’ ovviamente molto ampio, come sapete esistono una miriade di tavolette, iscrizioni, sculture, ecc in cui, ad un primo sguardo, molti di noi ci vedono una raffigurazione di un disco volante, di un alieno, di una sala di controllo e via dicendo.

Ho deciso di parlare di questo argomento, vedendo su diversi social network e siti internet un’immagine particolare che racchiude alcuni di questi ritrovamenti.

Questa e’ la foto in questione:

Ritrovamenti egizi in cui si vedono disegni rappresentanti forme di vita aliene

Come potete vedere nell’immagine, in queste raffigurazioni appaiono dei disegni molto particolari che, senza ombra di dubbio, ci fanno pensare ad esseri extraterrestri o a dischi volanti. Molto spesso, questo tipo di disegni vengono mostrati per dimostrare i contatti avvenuti nel passato, ad esempio, tra la civilta’ egizia e gli extraterrestri. A questo c’e’ ovviamente da aggiungere il capolavoro edilizio di costruzione delle piramidi che fa da cassa di risonanza a questo tipo di teorie.

Ora il mio pensiero e’ proprio questo: i disegni che vediamo sono veramente quello che sembrano?

Rispondere a questa domanda non e’ affatto banale e per rispondere vorrei chiamare in causa un altro famoso ritrovamento antico, questa volta Maya: il coperchio del saracofago di re Pakal.

Di questo reperto ne abbiamo parlato in dettaglio, raccontando la sua storia e il suo significato, nel libro “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”. Vorrei chiamarlo in causa perche’, come molti di voi gia’ sapranno, da questo ritrovamento nasce la teoria che vorrebbe un contatto nel passato tra la civilta’ Maya e forme di vita aliena.

In particolare, nel libro “Psicosi 2012. Le risposte della scienza” si e’ spiegato in dettaglio il nesso tra Maya terrestri e Maya galattici, e, come potete vedere nell’indice del libro:

Ecco l’indice del libro

questi argomenti sono stati poi utilizzati per introdurre il punto di vista della scienza sull’esistenza o meno di forme di vita aliena. Molti, purtroppo, ignorano che la scienza ufficiale si e’ posta, e continua a porsi, questo tipo di domande. Non ci riferiamo a presunti avvistamenti UFO, ma proprio ad un discorso scientifico sulla possibilita’ o meno che altre forme di vita intelligente possano vivere nel nostro universo.

Tornando all’argomento del post, ecco una foto del sarcofago di re Pakal:

L’atronauta di Palenque, ovvero il coperchio del sarcofago di re Pakal

Guardando il disegno la prima cosa che ci appare e’ appunto re Pakal intento a manovrare quella che sembra una navicella spaziale. Nella parte destra sembrerebbe esserci anche una sorta di fiamma, indicante appunto i motori dell’astronave. Guardando l’immagine capite immediatamente perche’ questo reperto e’ anche detto “l’astronauta di Palenque”.

Perche’ ho chiamato in causa questa immagine? Sostanzialmente siamo di fronte ad un reperto simile a quelli che abbiamo visto precedentemente. Abbiamo delle raffigurazioni che sembrano indicare un chiaro contatto tra civilta’ antiche e forme di vita aliene.

In realta’, come dimostrato anche nel libro “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, il sarcofago di re Pakal e’ del tutto compreso dal punto di vista archeologico, e non rappresenta affatto un astronauta.

Per dimostrare queste affermazioni, vi riporto nuovamente l’immagine del sarcofago, ma questa volta evidenziando con dei colori alcuni particolari importanti:

L’astronauta di Palenque con alcuni dettagli colorati

Ho preso questa immagine colorata appunto per far risaltare agli occhi alcune parti distinte che formano la figura nel suo complesso.

La fitta trama che compone il disegno complessivo, e’ in realta’ formata da diversi disegni sovrapposti tra loro. Oltre alla figura centrale, che ovviamente raffigura re Pakal, trovate 5 glifi distinti e che vi riporto isolati nell’immagine seguente:

I 5 glifi che compongono l’astronauta di Palenque

Perche’ e’ importante scorporare il disegno complessivo? Questi 5 glifi che compaiono sul sarcofago di re Pakal, sono tutti simboli molto utilizzati nella cultura Maya e che ritroviamo singolarmente in diverse iscrizioni Maya. Come potete leggere nella figura stessa, i glifi sono tutti legati a divinita’ o a simbolismi indicanti il passaggio tra la vita e la morte. Ora, trovare simboli di questo tipo, rappresentati sul coperchio di un sarcofago, ci stupisce? Assolutamente no. Il fatto che troviamo cosi’ tanti simboli insieme, finemente sovrapposti uno all’altro, e’ facilmente comprensibile se pensiamo che stiamo analizzando il sarcofago di un re.

Cosa ci insegna questo esempio? Quando osserviamo qualcosa, i nostri occhi a volte vedono quello che la nostra testa ci impone di vedere. Ripensate all’astronauta di Palenque. Nessun Maya avrebbe visto nel sarcofago la rappresentazione di re Pakal intento a guidare un’astronave. Siamo noi, abituati a ragionare e vedere cose diverse, a volerci vedere un’astronave. In tutto questo poi, dobbiamo aggiungere il convincimento di chi ci mostra l’immagine. Se chi ci mostra l’immagine ci suggerisce anche cosa dobbiamo vedere, allora il gioco e’ fatto.

Ritornando all’immagine egizia iniziale, quei simboli che abbiamo visto e che a chiunque potrebbero sembrare dischi volanti o alieni, molto probabilmente avevano un significato completamente diverso per gli egizi che li disegnavano. Cosi’ come avviene per l’astronauta di Palenque, siamo noi a volerci vedere entita’ aliene, perche’ questo e’ quello che vogliamo vedere.

Quello che a prima vista puo’ sembrarci evidente, magari ad un’analisi piu’ attenta non lo e’ piu’.  Prima di credere a qualsivoglia ipotesi, ragionate sempre con la vostra testa e cercate di documentarvi in maniera indipendente. Solo in questo modo potrete risalire alla verita’.

Per un discorso piu’ approfondito sull’astronauta di Palenque o per capire finalmente il vero punto di vista della scienza circa l’esistenza di forme di vita extraterrestri, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

 

 

2012? No, volevamo dire 2116 …

2 Nov

Partiamo da quello che sappiamo e che tutti i giorni TV, internet e giornali ci ricordano, il 21 Dicembre 2012 ci sara’ la fine del mondo o, se preferite, un grande cambiamento per l’umanita’, l’inizio della eta’ dell’oro, la rivelazione, ecc ecc. Sappiamo anche che questa data indica la fine del Lungo Computo Maya. Del perche’ questa data abbia assunto un significato cosi’ nefasto ci siamo gia’ occupati in questo post:

Perche’ il mondo dovrebbe finire?

Nell’ultimo anno poi, diversi nuovi ritrovamenti Maya ci hanno fatto prima ricredere sulla fine del calendario e poi nuovamente confermare questa data:

Scoperto in Guatemala il piu’ antico calendario Maya

Nuova conferma Maya al 2012

Nuovo ritrovamento conferma il 21 Dicembre

Della struttura del calendario, della sua conclusione e di cosa questa data significasse per i Maya ne abbiamo discusso in dettaglio nel libro “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

Perche’ stiamo tornando su questi argomenti? In questi ultimi giorni si e’ tornati abbondantemente a parlare della data conclusiva del Lungo Computo a causa di una nuova sensazionale notizia. Stando a quanto si legge, soprattutto su web, un nuovo studio metterebbe in discussione la data del 21 Dicembre 2012 come giorno conclusivo del calendario Maya. Lo studio sarebbe stato realizzato da due fratelli, Bohumil e Vladimir Bohm, rispettivamente un matematico ed un docente di storia a cultura Maya, e pubblicato sulla rivista scientifica Astronomische Nachrichten.

Lo studio condotto dai fratelli Bohm riguarda direttamente il problema della correlazione, cioe’ come convertire le date dal Lungo Computo nel nostro calendario gregoriano. Secondo l’articolo, l’associazione che porta al 21 Dicembre 2012 non sarebbe in realta’ corretta. Nel precedente calcolo, condotto dall’archeologo John Eric Sidney Thompson, non sarebbe stato considerato un lungo periodo di guerra che blocco’ il conteggio dei giorni nel sistema Maya. Se si corregge l’errore riaggiornando il conteggio, ci si accorge che la data conclusiva del Lungo Computo viene spostata in avanti e precisamente al 2116, cioe’ ben 114 anni piu’ tardi.

Cominciamo subito col dire che l’articolo e’ vero e gli autori sono veramente esperti come riportato nella notizia che circola in queste ore. Quello che invece e’ completamente falso e’ che si tratta di una notizia dell’ultim’ora. Questo studio e’ stato pubblicato nel 2008, cioe’ ben 4 anni fa. La rivista in questione e’ a pagamento, ma a dimostrazione di quanto affermato, vi riporto il link dove potete vedere la prima pagina dell’articolo:

Articolo fratelli Bohm

Raffigurazione dei fratelli Bohm

Dunque tutto rimandato al 2116? Diciamo si e no. Come detto sopra, la corretta conversione tra le date espresse nel sistema del Lungo Computo e il nostro attuale calendario Gregoriano e’ affetta dal problema della correlazione. Di questo se ne parla in dettaglio nel libro “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

Cerchiamo di capire meglio questo problema. Esistono diversi ritrovamenti Maya che indicano eventi specifici e riportano l’indicazione temporale espressa nel Lungo Computo. Di questi, gli eventi utili per definire la conversione sono quelli astronomici. Se ad esempio troviamo una raffigurazione di un’eclissi solare possiamo tornare indietro e vedere quando sono avvenute le eclissi solari. Ora pero’, quasi tutti gli eventi astronomici sono caratterizzati da una certa ciclicita’. Questo significa che con questo metodo possiamo avere piu’ soluzioni possibili per la conversione delle date. Allo stesso modo dunque, non esiste una relazione univoca tra la fine del lungo computo e il nostro calendario.

La data del 21 Dicembre 2012 non e’ affatto univoca. Esistono moltissime altre ipotesi di data per la fine del lungo computo, anche molto diverse tra loro. Per darvi un’idea, sono state fatte ipotesi diverse anche di migliaia di anni. La soluzione proposta dai fratelli Bohm e’ solo una di queste.

Cosa significa questo? In primis che la notizia che stiamo analizzando e’ uscita fuori in questi giorni per qualche motivo, ma non e’ affatto una novita’. Inoltre, la soluzione del 2116 e’ solo una delle tante proposte fatte per la fine del Lungo Computo Maya. Come abbiamo visto, non esiste una data unica conclusiva per il conteggio, e dunque anche il 2012 e’ solo una delle ipotesi tra le tante fatte.

Per capire come era strutturato il sistema di calendari Maya e soprattutto per affrontare in dettaglio il problema della correlazione, vedendo anche le varie ipotesi fatte nel corso degli anni da archeologi, matematici e studiosi in generale, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.