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Requiem per ISON

1 Dic

La prima volta che ne abbiamo parlato, i catastrofisti neanche la conoscevano talmente erano impegnati a sparare cavolate sul calendario Maya:

2013 o ancora piu’ oltre?

E se ci salvassimo?

Gia’ da tempo, avevamo capito che questo sarebbe diventato l’argomento piu’ discusso del 2013 ed infatti cosi’ e’ stato. Come avete capito, stiamo parlando della cometa ISON.

Per tutto il 2013 l’abbiamo seguita dando di tanto in tanto qualche aggiornamento, consapevoli che all’avvicinarsi al perielio le storie sarebbero cresciute a dismisura:

Rapido aggiornamento sulla ISON

Che la ISON abbia pieta’ di noi!

– Se la Ison non e’ cometa, allora e’ …

Alla fine, siamo arrivati al momento chiave della traiettoria nel sistema solare, il perielio, punto di minimo avvicinamento al Sole. Come visto nei precedenti articoli, le aspettative sula ISON erano diminuite man mano che le osservazioni divenivano migliori e maggiori informazioni erano ricavabili dai dati. Purtroppo, il piccolo nucleo della cometa e la traiettoria cosi’ radente, facevano capire quanto il passaggio vicino al Sole potesse essere rischioso per la sopravvivenza della ISON.

Alla fine, siamo giunti al perielio il 28 Novembre 2013. Dalle prime immagini catturate dai telescopi che osservavano il Sole, sembrava che la cometa non ce l’avesse fatta e si fosse disintegrata. Noi pero’, in questo articolo:

Ce la fa o non ce la fa?

mostravamo immagini in cui si vedeva qualcosa emergere dall’altra parte del Sole. Con un appello alla calma, abbiamo visto come l’attesa era l’unico modo per capire il reale destino della ISON. A riprova di questo, proprio osservando le immagini che abbiamo riportato nell’articolo, anche la NASA e l’ESA sono state costrette ad un passo indietro dopo aver annunciato da subito la distruzione della cometa.

Oggi, 1 dicembre 2013, penso sia giunto il momento di celebrare e ricordare la ISON. Purtroppo, non per i catastrofisti ma per lo spettacolo natalizio che ci avrebbe regalato, la cometa non e’ sopravvissuta al perielio.

Perche’ decidiamo adesso di dare questa notizia? Se provate a fare una ricerca su internet, troverete notizie completamente discordanti tra loro: c’e’ chi parla di distruzione della cometa, chi di nucleo passato indenne, chi sostiene che una parte del nucleo stia continuando sull’orbita stabilita, ecc. Non possono certo mancare poi i tantissimi siti che inventano storie nuove: il passaggio ravvicinato al Sole avrebbe provocato uno spostamento sostanziale dell’orbita della cometa al punto che, dai calcoli effettuati, ora la cometa sarebbe in rotta di collissione con la Terra.

Partiamo proprio dalle assurdita’. Vi siete mai chiesti perche’ le comete passano vicine al Sole e poi se ne riallontanano? Bene, quello e’ proprio l’effetto della forza di gravita’ che determina l’orbita. Ora, l’effetto dell’attrazione solare e’ gia’ contato nell’orbita della cometa perche’, come detto, l’orbita stessa e’ determinata dall’interazione con la nostra stella. Capite quanto sia assudo pensare a variazioni di questa entita’ apportate dal Sole?

Pensate che c’e’ addirittura chi gia’ parla di frammenti di ISON caduti sulla Terra. Vi giuro che non sto scherzando, basta cercare su google per trovare articoli di questo tipo. Anche qui, capite bene come troppo spesso si dimentichi non solo la scienza ma anche un minimo di buon senso.

Bene, detto questo, passiamo invece alla nostra cometa. Come visto nell’articolo precedente, dopo il passaggio al perielio, si e’ visto qualcosa uscire dall’altra parte del Sole esattamente sulla traiettoria attesa per la ISON. Questo qualcosa, come mostrato dal telescopio SOHO, appariva molto luminoso e con una scia. Parlando di questa notizia, eravamo rimasti cauti dicendo che quanto osservato poteva dipendere da molti scenari: il nucleo era sopravvissuto totalmente o solo in parte oppure era andato distrutto e quello che si osservava erano residui polverosi con dimensioni piu’ o meno grandi che si sarebbero dispersi. Come e’ ovvio, per determinare quale fosse la scenario giusto, si doveva aspettare e seguire l’evoluzione vicino al Sole.

Bene, ecco a voi l’evoluzione osservabile dal momento del passaggio fino a poche ore fa:

Cosa mostra il video? Come vedete, l’oggetto che abbiamo visto spuntare dal Sole si sposta lungo la traiettoria attesa per la ISON ma, al passare del tempo, la sua luminosita’ diviene sempre piu’ debole fino a che non scompare del tutto. Cosa significa questo? Semplice, quello che abbiamo visto uscire erano solo residui granulosi del nucleo della ISON. La dimensione di questi resti puo’ essere piu’ o meno grande ma la ridotta compattezza fa si che nel giro di qualche giorno siano completamente sciolti disperdendosi nello spazio.

Questo video pone la parola fine sul viaggio della ISON nella parte interna del nostro Sistema Solare.

Dunque? E’ stato tutto inutile? Assolutamente no, la cometa e’ stata osservata per diverso tempo da numerosi astronomi. Moltissimi dati sono stati raccolti e forniranno importanti informazioni sul comportamento, ancora poco chiaro, di questi affascinanti oggetti celesti. Purtroppo, quella che doveva essere la cometa di Natale e che avrebbe dovuto brillare in cielo nel mese di dicembere non ce l’ha fatta e si e’ sciolta durante l’incontro ravvicinato con il Sole.

Come visto, il nucleo della ISON era troppo piccolo se confrontato con altre comete e la sua traiettoria mostrava un perielio molto ravvicinato. L’insieme di questi fattori e’ stato fatale.

Oggi, e chissa’ ancora per quanto tempo, molti siti catastrofisti hanno iniziato una speculazione sul destino della cometa parlando subito di segreti e misteri non divulgati dagli astronomi. Credo che, visto il video, non sia necessario dover smentire queste ipotesi e capire il reale destino della ISON. Purtroppo, queste speculazioni non termineranno presto per cui preparatevi al peggio.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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E adesso abbiamo i “cani solari”

4 Giu

Solo qualche giorno fa, ho ricevuto un commento molto interessante riguardante quello che secondo la cultura popolare e’ un rarissimo evento naturale, spesso enfatizzato come portatore di qualche presagio o messaggio divino. Come evidenziato dal titolo, si tratta dei cosiddetti “Cani Solari”, dall’inglese “Sun Dog”, anche noti come “Parhelion”, dal greco “Accanto al sole”.

Non sapete di cosa si tratta? Senza tanti giri di parole, vi mostro una foto che vi lascera’ a bocca aperta:

Il fenomeno del Parhelion o Sun Dog

Il fenomeno del Parhelion o Sun Dog

Come vedete, si tratta di una sorta di arcobaleno che si manifesta intorno al sole ma che, a differenza del classico fenomeno conosciouto da tutti, ha i colori invertiti con il rosso all’interno e il violetto all’esterno. Quella mostrata e’ una foto di un Sun Dog completo, cioe’ completamente circolare. Spesso vengono riportate testimonianze di cerchi incompleti come se fossero presenti tre soli in cielo:

Sun dog incompleto come se vi fossero tre soli all'orizzonte

Sun dog incompleto come se vi fossero tre soli all’orizzonte

Come e’ evidente, si tratta di un fenomeno veramente affascinante e che, come riportato, lascia a bocca aperta le fortunate persone che riescono ad assistere al fenomeno.

Ora che abbiamo capito quello di cui stiamo parlando, cerchiamo di capire dal punto di vista scientifico come e perche’ si manifestano questi fenomeni.

Come e’ noto, i classici arcobaleni si formano a causa della dispersione dei raggi solari quando questi passano all’interno di minuscole gocce d’acqua in sospensione dopo un temporale. A causa della riflessione, la luce bianca del Sole, cioe’ composta da diverse lunghezze d’onda, viene scomposta e ciascuna frequenza esce con un angolo diverso, separandosi dalle altre.

Cosi’ per assonanza, possiamo pensare che anche il fenomeno dei Sun Dog sia dovuto ad un evento similare. Questo infatti e’ corretto. Quello che pero’ distingue questi fenomeni dagli altri piu’ noti, e’ nel mezzo che crea la dispersione.

I Parhelion sono creati dalla dispersione della luce solare a causa di minuscoli cristalli di ghiaccio in sospensione che restano a seguito di un violento temporale freddo o come residui del passaggio di cirri. Generalemente, questi mini cristalli, con spessori compresi tra 0.5 e 1 mm, hanno forma esagonale, per cui, al loro interno, la luce viene scomposta un po’ come avviene quando guardiamo un diamante.

Questa ragionamento, non e’ pero’ sufficiente a spiegare il fenomeno. Se ci pensiamo bene, avendo tanti cristalli esagonali in cielo, ognuno con la sua orientazione, come e’ possibile che venga creata questa forma esattamente circolare? La considerazione e’ corretta, ed infatti quanto detto non e’ ancora sufficiente a spiegare i Sun Dog.

In presenza di cristalli esagonali con orientazione casuale, quello che si forma e’ il fenomeno degli “aloni”, molto meno definiti. Affinche’ si formi un Parhelion e’ necessario che i cristalli siano tutti orientati verticalmente. In questo caso, la luce viene scomposta sullo stesso piano formando appunto queste meravigliose forme di cui abbiamo riportato le foto.

Al contrario di quello che si pensa, i Parhelion non sono cosi’ rari. Affinche’ il fenomeno si formi e’ necessario che, prima di tutto ci siano i cristalli di ghiaccio orientati in modo corretto, ma anche che il Sole sia all’altezza giusta. Geometricamente, quello che si ottiene e’ un angolo di dispersione di 22 gradi rispetto al nostro orizzonte. Ora, molto spesso pero’, questi fenomeni non sono facilmente visibili anche perche’, come vedete dalle foto, per poterli identificare e’ necessario guardare direttamente in direzione del Sole. Detto questo, se il Sole e’ troppo alto in cielo, la sua luce potrebbe arrecare danni alla vista oltre a far diminuire di intensita’ la luce scomposta.

All’inizio dell’articolo, dicevamo che spesso questi fenomeni sono riportati nella storia come presagi divini o segnali del destino. Partendo dai classici greci e latini, le opere sono piene di Parhelion riportati in concomitanza di grandi eventi o di luoghi specifici pregni di significato sociale e religioso. Per darvi qualche esempio, anche Cicerone nel De re publica parla dei Sun Dog ed in particolar modo della discussione nata nel senato romano dopo la comparsa di questi fenomeni. Shakespeare racconta invece nel suo Enrico VI del Parhelion comparso prima di una battaglia nella Guerra delle due Rose.

Concludendo, quello dei Parhelion e’ senza dubbio un fenomeno naturale estremamente affascinante e che, anche se formato in condizioni non rare, molto difficilmente risulta visibile all’occhio umano. Il meccanismo di formazione di questi fenomeni e’ oggi completamente compreso dal punto di vista scientifico ma nel passatto veniva spesso associato con un presagio divino ed importante.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Meteorite in Inghilterra provoca terremoti?

19 Ott

Ieri pomeriggio, 18 Ottobre, verso le 16.15, i dipartimenti di polizia e vigili del fuoco del Devon e della Cornovaglia, nel Regno Unito, sono stati letteralmente innondati di telefonate da parte di persone spaventatissime. Il motivo delle telefonate e’ stata la visione di un misterioso oggetto luminoso che ha solcato i cieli, accompagnato da un fortissimo rumore simile ad un’esplosione e anche da, come raccontato, locali scosse di terremoto.

Premettiamo che la notizia e’ reale ed in queste ore molti siti e giornali stanno riportando la cosa.

Come potete facilmente immaginare, si e’ trattato di un meteorite, anche se ci sono degli aspetti particolari, come l’esplosione e le scosse di terremoto, che meritano di essere approfondite.

In altri post abbiamo gia’ parlato di meteoriti e del rischio di caduta di questi oggetti sulla Terra:

Segni della fine del mondo: caduta di meteoriti

Palla di fuoco nei cieli del Sud Italia

L’asteroide 2012 DA14

Come potete facilmente immaginare, sul web questa notizia e’ stata interpretata come un presagio della fine del mondo o, in altri casi, come un esperimento segreto del governo per prepararsi a chissa’ quale catastrofe.

Cerchiamo di analizzare tutte le informazioni della notizia per fare un po’ di chiarezza.

Prima di tutto abbiamo detto che si e’ trattato di una meteora. Da dove nasce questa convinzione? In questo periodo, la Terra, durante il suo moto intorno al Sole, si trova a passare in una regione di spazio popolata dalle cosiddette Orionidi. Questi altro non sono che detriti della cometa di Halley con grandezze variabili e che possono portare fenomeni meteorici anche, come in questo caso, di grande dimensione. A riprova di questo, potete vedere la pagina di wikipedia in cui si riassumono i diversi sciami in base al periodo dell’anno:

Wikipedia sciami

Come potete vedere, le Orionidi vengono attraversate tra il 2 Ottobre e il 7 Novembre, sono dovute ai residui lasciati dalla cometa di Halley e hanno un grado “forte” di eventi meteorici.

Un’immagine del bolide osservato in Californa il 17 Ottobre

A riprova di questo, pochissimi giorni fa si e’ avuto un altro fenomeno di questo tipo, anche se di intensita’ minore, in California. Questo a dimostrazione che siamo in transito attraverso le Orionidi.

Possiamo dunque affermare che l’evento inglese rientra nel caso dei “bolidi” di cui abbiamo parlato nel post precedentemente riportato.

Resta pero’ da analizzare le informazioni aggiuntive descritte dai testimoni: forte boato e scosse di terremoto.

Alcune testimonianze riportano di un boato simile all’esplosione di un ordigno. Suoni di questo tipo possono essere causati da meteore che attraversano l’atmosfera con velocita’ maggiore di quella del suono. Tutti avranno sentito parlare del boom sonico udibile quando un aereo supera il muro del suono. Questa sorta di “scoppio” e’ dovuto alla compressione dei fronti d’onda sonori causata dall’oggetto che viaggia piu’ velocemente del suono che esso stesso produce. Per meglio capire questo effetto, potete vedere l’animazione a questo link:

Animazione boom sonico

Cambiando la velocita’, potete osservare il diverso movimento dell’aereo rispetto ai fronti d’onda sonori. Mach 1 indica una velocita’ pari a quella del suono. A velocita’ maggiori avviene il boom sonico causato dalla compressione dei fronti.

In questo caso, il rumore e’ del tutto simile a quello di un ordigno che esplode come potete sentire in questo link:

Boom sonico

Ovviamente una meteora puo’ attraversare l’atmosfera a velocita’ supersonica, dipendentemente dalle sue dimensioni e dalla sua velocita’. Per completezza, in questi casi si hanno due distinti boom detti di prua e di coda. Per la maggior parte degli oggetti sotto i 50 metri di diametro i due suoni sono talmente vicini in tempo da apparire come uno solo. Per oggetti piu’ grandi i due boom possono avvenire anche a distanza di decimi di secondo e quindi essere distinguibili.

Questo dunque risponde anche alla testimonianza dell’esplosione.

Resta da discutere delle scosse locali di terremoto. Al contrario di quello che riportano alcuni siti internet, il British Geological Survey non riporta nel suo sito nessun terremoto avvenuto nei luoghi e negli orari dell’evento. Molto probabilmente, non si e’ trattato di reali scosse di terremoto ma di un effetto secondario del boom sonico.

Il forte boato creato dal moto in atmosfera ha messo in vibrazione i vetri delle abitazioni, come infatti riportano molte testimonianze. Questa vibrazione e’ stata scambiata con un movimento tellurico, ma in realta’ e’ stata causata dalle onde sonore dovute al bolide.

A questo punto, abbiamo analizzato e risposto a tutte le informazioni contenute nelle testimonianze inglesi. Come potete capire, non e’ necessario ricorrere a ipotetici presagi sulla fine del mondo. Eventi di questo tipo sono conosciuti dalla scienza e, anche se rari e spettacolari, non rappresentano assolutamente qualcosa di straordinario.

Come diciamo spesso, non lasciatevi trasportare dal fiume di informazioni che circolano in rete su questi avvenimenti. Ragionare e consultare fonti diverse puo’ aiutarci a comprendere questi fenomeni senza rifugiarci nello sconosciuto o nel presagio. Per analizzare le profezie del 2012, ma in realta’ per affrontare argomenti come questo, sempre attuali e apparentemente misteriosi, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

Tornado di Fuoco in Australia

19 Set

Qualche giorno fa, il regista Chris Tangey ha ripreso in Australia un fenomeno molto spettacolare. Improvvisamente, e’ apparso dal nulla un tornado interamente di fuoco. Le immagini del singolare evento hanno fatto immediatamente il giro del mondo e sono state proposte anche da molti siti e giornali in Italia.

Tornado di fuoco in Australia

L’apparente tornado aveva un’altezza di circa 30-40 metri ed e’ durato diversi minuti. In rete trovate anche un video di questo fenomeno:

Tornado di Fuoco in Australia

Anche se in diversi post:

Una nuvola che fa pensare alla fine del mondo

Altra strana nube a Tulsa

Strano arcobaleno a Conca della Campania

Nuvole sismiche

abbiamo affrontato fenomeni meteorologici “particolari”, come detto all’inizio, di questo evento si sono gia’ occupate diverse fonti.

Nonostante questo, abbiamo deciso di parlare di questo fenomeno, perche’ su molti siti web si sono dette cose alquanto discutibili circa l’origine del tornado.

Come potete facilmente immaginare, su alcuni siti di stampo catastrofista, il fenomeno e’ stato subito etichettato come inspiegabile dalla scienza e completamente sconosciuto. Da qui a parlare di presagio per l’imminente fine del mondo il passo e’ veramente molto breve.

Nonostante queste speculazioni, il fenomeno e’ in realta’ noto e niente affatto poco probabile.

Come spiegato in diversi siti, l’origine di questo evento e’ da ricercarsi nei cosiddetti “dust devils” o “diavoli di polvere”. In terreni aridi ed in condizione di surriscaldamento elevato, in caso di vento non troppo forte, si possono formare dei piccoli vortici di polvere a livello del terreno. L’aria calda, a causa del gradiente termico e quindi della differenza di densita’, riceve una spinta verso l’alto. Il movimento vorticoso dell’aria tende a richiamare flussi non uniformi ai lati aumentando la rotazione e lo stiramento verso l’alto della colonna di polvere. Il tornado dunque cresce in altezza aumentando la sua velocita’ di rotazione.

Il meccanismo di formazione di un dust devil puo’ essere schematizzato come in figura:

Schema di formazione di un dust devil

L’imprecisione che trovate su molti siti riguardo al tornado di fuoco e’ proprio nella formazione del fenomeno. Come abbiamo visto, la formazione di un dust devil e’ completamente diversa da quella di un tornado. Questi fenomeni possono generarsi infatti anche in condizioni di cielo perfettamente terso. In nessun punto dello schema pero’, abbiamo introdotto lingue di fuoco. Fino a questo punto abbiamo parlato solo di colonne di polvere.

Nel caso australiano, la prossimita’ ad un incendio ha contribuito a creare le condizioni di temperatura necessarie per la formazione del dust devil. Successivamente, sempre a causa dell’incendio, la colonna di aria ha trascinato nel moto turbolento le fiamme dell’incendio, creando lo spettacolo che abbiamo visto.

Riassumendo, il fenomeno ripreso in Australia e’ reale, la sua origine e’ da ricercarsi nella formazione di un dust devil, ma la vicinanza con l’incendio ha causato lo spettacolo di fuoco visto.

Sulla base di questo ragionamento, e’ sbagliato dire che si tratta di un fenomeno raro. La formazione di dust devil e’ molto frequente nelle zone desertiche del Medio Oriente, del Tibet o degli Stati Uniti. Nel 1999, ad esempio, venne ripreso un diavolo di polvere in Nevada con un’altezza maggiore di 500 metri.

Solo per conoscenza, condizioni ottimali per la formazione di dust devils si possono avere anche al di fuori della Terra. Su Marte, fenomeni di questo tipo sono del tutto usuali e sono stati piu’ volte ripresi anche dalle sonde inviate sul suolo marziano.

Questa, ad esempio, e’ una ripresa fatta dal rover Spirit nel 2005, in cui e’ stato ripreso in dettaglio il transito di un diavolo di polvere (se non visualizzate l’animazione, cliccate sull’immagine):

Un dust devil ripreso dal rover Spirit su Marte

Anche in questo caso, abbiamo visto come partendo da un fenomeno atmosferico, si sia creata una speculazione per sostenere ipotesi catastrofiste. Su alcuni siti, inoltre, la spiegazione scientifica data presenta dei punti molto imprecisi e che possono portare fuori strada i lettori. Come diciamo da tempo, cercate sempre di confrontare diverse fonti prima di affidarvi a questa o quest’altra spiegazione. Solo in questo modo potrete avere un quadro preciso dei fenomeni presentati. Per rimanere informati su tutti gli eventi legati al 2012, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

E il Mar d’Avoz si colora di rosso!

31 Lug

Quello che e’ successo nei giorni scorsi nel mar d’Avoz, e’ veramente impressionante. Da un giorno all’altro, una vasta parte delle acque si sono colorate di un rosso vivo. Prima di parlare dell’avvenimento vi mostro una foto:

Una foto del Mar d’Avoz colorato di rosso

Come vedete la colorazione e’ veramente incredibile. Ovviamente, come potete immaginare visto che ne stiamo parlando, non sono mancate le connessioni tra questo avvenimento e la fine del mondo. Diverse fonti hanno visto in quanto accaduto un chiaro segno dell’imminente fine del mondo. Non manca chi, senza mezzi termini, parla della ribellione della Natura e vede in questo evento un presagio negativo per la prossima fine della nostra Terra.

Al solito, cerchiamo di rimanere con i piedi per terra e analizziamo in maniera scientifica quanto accaduto.

Togliendo le ipotesi catastrofiste, alcuni hanno messo in relazione la strana colorazione con una qualche forma di inquinamento. La zona infatti risulta fortemente inquinata a causa del grande numero di industrie e impianti chimici in prossimita’.

In realta’, l’origine del fenomeno va cercata direttamente nella biologia dell’ecosistema.

L’alta temperatura delle acque, dovuta al clima degli ultimi giorni, ha incrementato notevolmente la fioritura delle alghe brune. Queste ultime sono proprio le responsabili della colorazione. Riguardando attentamente la foto precedente, si vede come sullo strato superficiale dell’acqua siano presenti delle alghe.

A conferma di questo, lungo le rive dello specchio d’acqua sono stati rinvenuti diversi pesci morti. Questo avviene perche’ le alghe per poter crescere e svilupparsi consumano gran parte dell’ossigeno disciolto in acqua, soffocando letteralmente i pesci. Quello che piu’ allarma i ricercatori in questi giorni e’ capire se le condizioni climatiche continueranno a favorire la fioritura delle alghe. Se cosi’ fosse, si assisterebbe ad una grande moria dei pesci che causerebbe grossi danni al delicato, e gia’ compromesso dall’inquinamento, ecosistema del mare.

Anche in questo caso, per quanto affascinante e curioso, il mistero delle acque rosse puo’ essere spiegato facilmente dalla biologia. Non vi e’ dunque nessuna correlazione tra questo evento e la fine del mondo.

Diffidate sempre da chi uole convincervi di qualche teoria senza esporvi le basi del proprio pensiero. Spesso, basta ragionare ed informarsi per capire che un qualsiasi fenomeno, per quanto non convenzionale, e’ riconducibile a qualcosa che gia’ si conosce. Per affrontare senza preconcetti tutte le profezie fatte per il 21 Dicembre, analizzando fenomeni sempre attuali, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.