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Siamo fuori dal sistema solare … o forse no?

26 Mar

Oggi come oggi, siamo abituati a vedere immagini provenienti dalle nostre sonde e dai nostri telescopi che riguardano corpi e porzioni di cielo sempre piu’ lontane. Grazie a questa tecnologia siamo abituati, sbagliando, a pensare di conoscere ormai tutto cio’ che ci circonda e ad avver ormai avviato un programma di conquista spaziale ben oltre i limiti che solo fino a pochi anni fa potevamo immaginare.

Ora proviamo a farci una domanda: qual’e’ la distanza massima a cui abbiamo mandato un oggetto prodotto da noi? Abituati a ragionare come visto sopra, magari qualcuno potrebbe pensare che le nostre sonde viaggiano tranquillamente verso l’universo profondo inviando immagini. In relta’ non e’ cosi’.

Perche’ dico questo?

Qualche giorno fa, c’e’ stato un comunicato dell’American Geophysical Union che dava l’annuncio che la sonda Voyager 1 era finalmente uscita dal nostro Sistema Solare. Si tratterebbe in realta’ del primo oggetto terrestre che ha attraversato il confine del Sistema Solare.

Peccato che questo annuncio ha richiesto la smentita ufficiale della NASA.

La sonda Voyager 1

La sonda Voyager 1

L’equivoco e’ nato da un interpretazione sbagliata di questo articolo pubblicato dalla NASA:

NASA Intensity change

in cui si parla di variazione dei parametri osservati dalla sonda e dunque , secondo alcune interpretazioni, dell’attraversamento del limite ultimo del Sistema Solare.

Ecco la smentita della NASA, sotto forma di aggiornamento della posizione della Voyager:

NASA Voyager update

Ad oggi, la sonda si trova a circa 18 miliardi di kilometri dal Sole, ben oltre l’orbita dei pianeti del Sistema Solare, ma ancora all’interno di quest’ultimo.

Perche’ e’ nato questo sbaglio?

In realta’, tutto dipende da cosa intendiamo per confine del Sistema Solare. Ovviamente, non possiamo certo pensare che ci sia una linea di demarcazione netta o un cartello con la scritta “Sistema Solare” sbarrata.

Qual’e’ dunque il confine del Sistema Solare? Cosa c’e’ oltre i pianeti piu’ esterni?

Come possiamo immaginare, anche la definizione di questo parametro dipende ovviamente dal Sole e dalla sua influenza nello spazio che lo circonda. In un precedente articolo, abbiamo parlato di una zona molto lontana dal Sole, la nube di Oort, al bordo del del Sistema Solare e definita come il punto di origine di molte comete:

Cos’e’ una cometa

Bene, per poter definire il confine del Sistema Solare e’ necessario considerare due parametri fondamentali: il vento solare e la gravitazione, cioe’ la forza di attrazione esercitata dal Sole. Il limite esterno tracciato dal vento solare, arriva a circa 4 volte la distanza di Plutone dalla nostra Stella. Se invece ragioniamo sulla forza gravitazionale, matematicamente questa forza avrebbe un raggio d’azione infinito, ma si definisce una “sfera di Hill” come lo spazio in cui l’interazione puo’ essere considerata non nulla. Nel caso del Sole, la sfera di Hill avrebbe un raggio circa 1000 volte maggiore della distanza Sole-Plutone.

Come vedete, la definizione di confine del Sistema Solare non e’ affatto univoca ne tantomeno ben determinata. Nonostante questo, si e’ soliti definire il passaggio tra il Sistema Solare e lo spazio interstellare come il punto in cui l’influenza magnetica del Sole non viene piu’ esercitata.

Secondo questa definizione operativa, la Voyager 1 non avrebbe ancora superato il confine del Sistema Solare. Come potete leggere nel comunicato stampa della NASA, la sonda si trova in una regione, definita “magnetic highway”, in cui le particelle cariche subiscono una brusca variazione del moto a causa della variazione dell’intensita’ del campo magnetico. Se c’e’ ancora un campo magnetico, siamo ancora nel sistema solare.

A conferma di questo, sempre nel comunicato NASA si legge: una variazione dell’orientazione del campo magnetico e’ l’ultimo indicatore che segna il passaggio nello spazio interstellare. Dunque, la Voyager 1 e’ ancora nel nostro sistema solare.

Se vogliamo, questa e’ una discussione di forma o di definizione di parametri. E’ comunque molto interessante ragionare su quello che dovrebbe essere il confine del nostro Sistema Solare.

Nonostane le definizioni, due parole vanno spese sulle sonde Voyager che sono state lanciate nel 1977 con lo scopo di misurare importanti parametri di Giove e Saturno. Dopo 36 anni di navigazione nello spazio, queste eccezionali sonde ci hanno permesso di studiare molti aspetti del sistema solare e di aumentare senza dubbio le nostre conoscenze dello spazio. Di questa eccezionale missione abbiamo parlato anche in questi altri post:

Storia astronomica di Nibiru

Il vaticano a caccia di Nibiru

Proprio il fatto che queste sonde abbiano attraversato l’orbita dei pianeti esterni ha portato molti a metterle in relazione con la scoperta di Nibiru. Come sappiamo bene, di questo corpo non c’e’ assolutamente traccia. Per chi lo avesse perso, nell’articolo riportato in precedenza sulla storia del pianeta, potete leggere come quella del Decimo Pianeta fu veramente un’ipotesi scientifica del passato, ma che oggi abbiamo potuto mettere da parte grazie all’aumentata conoscenza proprio del Sistema Solare.

 

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Il Vaticano a caccia di Nibiru

16 Gen

In questo post, vorrei tornare a parlare di Nibiru, ma in modo diverso rispetto a quanto fatto fino ad oggi. Del decimo pianeta, abbiamo parlato in tantissime occasioni, discutendo la natura dell’eventuale corpo, la sua posizione, gli effetti che apporterebbe nel Sistema Solare, ma soprattutto discutendo la sua esistenza prima ancora di verificare la possibilita’ di una collisione con la Terra. Vi segnalo alcuni post riassuntivi in cui ne abbiamo parlato:

Nibiru, il pianeta degli innamorati

Nibiru e’ vicino, la prova delle orbite

Nibiru e la deviazione delle Pioneer

Nibiru: la prova del trattore gravitazionale

Asteroide Nibiru: considerazioni scientifiche

Storia astronomica di Nibiru

La NASA torna a parlare di Nibiru

2012, la NASA non smentisce?

Fino a questo punto, il tema principale del complottismo dilagante in rete era ovviamente quello riguardante la scienza collusa con qualche governo (il preferito e’ sempre quello degli USA) o qualche spietata agenzia federale (in questo caso la moda costante e’ quella della CIA).

Vaticano

Ora, esiste anche un’altra teoria complottista, di cui non avevamo ancora parlato, che prende il nome di “Secretum Omega” e che vederebbe in questo caso scendere in campo addirittura il Vaticano.

Voi direte, cosa c’entra il Vaticano con il pianeta X?

Vi racconto la storia.

Nel 1990 il Vaticano avrebbe finanziato un programma di esplorazione spaziale basato su tecnologia NASA e indicato col nome di progetto SILOE. Lo studio prevedeva il lancio di una sonda spaziale inviata appositamente per la ricerca di Nibiru.

La sonda sarebbe stata realizzata in gran segreto all’interno dell’area 51 ed inviata sfruttando proprio un vettore degli Stati Uniti.

Nel 1995 SILOE avrebbe effettivamente scoperto il decimo pianeta e avrebbe inviato un filmato di 2 minuti in cui viene ripreso il pianeta X oltre l’orbita di Plutone.

Come facciamo a sapere queste cose?

Il progetto di ricerca sarebbe stato gestito in Vaticano dai Gesuiti. Un membro proprio dei Gesuiti avrebbe contatto nel 2000 un ricercatore indipendente, di nome Cristoforo Barbato, per consegnargli il filmato.

Esistono anche ulteriori prove di queste affermazioni.

Successivamente, avendo individuato Nibiru in rotta di collisione con la Terra, il Vaticano avrebbe costruito un apposito osservatorio in Arizona, operante nella banda dell’infrarosso, proprio per monitorare il pianeta. L’osservatorio sarebbe gestito direttamente dai Gesuiti e prende il nome di “Lucifer”.

Capite bene come questo nome si addica veramente poco ad un telescopio costruito e gestito direttamente dal Vaticano!

Perche’ il Vaticano avrebbe speso miliardi di euro per inviare una sonda nello spazio e per costruire il telescopio? Che importanza avrebbe Nibiru in questo caso?

La risposta e’ semplice, Nibiru sarebbe abitato e precisamente i suoi occupanti sarebbero una razza superiore, forse i creatori stessi del nostro Universo.

A questo punto, ci sono due alternative: o state pensando ad un film di fantascienza oppure pensate che prima o poi doveva saltare fuori il Vaticano in tutta questa storia.

Torniamo ad essere seri e cerchiamo di valutare queste informazioni. C’e’ molta carne al fuoco, per cui analizziamo passo passo la teoria che trovate in rete.

Nel 1990 il Vaticano avrebbe lanciato la sonda e nel 1995 questa avrebbe individuato Nibiru oltre Plutone e realizzato il famoso filmato.

Allora, voi oggi partite dalla Terra per cercare Nibiru, senza sapere dove si trova. Da che parte andate? Ovviamente non lo sapete, una direzione vale l’altra non sapendo dove cercare. Il Vaticano invece ha avuto fortuna, ha lanciato una sonda in una direzione ed ha trovato Nibiru. Supponiamo per assurdo che questo sia possibile. SILOE e’ partita, o meglio sarebbe partita, nel 1990 e nel 1995 sarebbe arrivata oltre l’orbita di Plutone. Facciamo una considerazione. La Voyager-2 ha impiegato 12 anni per arrivare dalle parti di Nettuno. Essendo stata lanciata nel 1989 ed avendo SILOE, come dichiarato, tecnologia NASA, e’ lecito pensare che le sonde siano simili tra loro, poiche’ inviate a distanza di un anno. Perche’ per la Voyager 12 anni mentre per SILOE solo 5? La teoria complottista ha una risposta anche per questo. SILOE non sarebbe dotata di motori tradizionali, ma di un motore ad impulsi elettromagnetici.

Primo, cosa sarebbe un motore ad impulsi elettromagnetici? E’ sempre la solita storia, si riempiono pagine di paroloni senza senso al solo scopo di accendere la curiosita’ delle persone e per cercare di convincere la platea. Forse i nostri cari amici complottisti che sostengono questa teoria non sanno che le sonde non hanno propulsione nei viaggi spaziali. E allora come si muovono? Semplicemente sfruttando la spinta gravitazionale dei pianeti che attraversano. Questo e’ il cosiddetto “effetto fionda” di cui spesso si sente parlare.

Stiamo gia’ capendo che la teoria non sta in piedi, ma andiamo avanti per capire meglio.

Sul fatto che la sonda sia stata realizzata nell’area 51, non poteva che essere cosi’, nella migliore tradizione complottista. Dell’area 51 abbiamo parlato in un recente post, parlando proprio dei progetti segreti sviluppati in questa base militare. Solo per darvi un’idea, gli anni indicati erano quelli piu’ fervidi per i complottismi sull’area 51 dal momento che la segretezza era massima. Il perche’? Perche’ proprio in quegli anni, gli USA stavano realizzando i prototipi dello stealth. Trovate il post sull’area 51 qui:

Area 51: verita’ e fantasie

Andiamo ancora avanti. Un gesuita avrebbe consegnato il famoso video ad un ricercatore indipendente di nome Cristoforo Barbato. Chi e’ Barbato? E’ un giornalista che in quegli anni scriveva racconti inventati in puro stile complottista/catastrofista per una rivista di nome “Stargate” che tra l’altro venne chiusa solo un anno dopo la presunta storia, nel 2001.

Diciamo che i conti, i nostri pero’, cominciano a tornare.

Successivamente poi il Vaticano avrebbe costruito questo famoso telescopio Lucifer. Anche in questo caso, la notizia e’ una leggenda. Uso questa definizione, perche’ parte da fatti reali, per poi finire nella bufala.

Il Vaticano, forse non tutti ne sono a conoscenza, ha un organismo di studio scientifico che comprende diversi osservatori in giro per il mondo. Questo organo venne formato nel 1578 per volere di papa Gregorio XIII, che fece erigere la torre gregoriana per l’osservazione del cielo. Trovate tutte le informazioni sul sito internet:

Vatican Observatory

Bene, cosa possiamo dire su Lucifer? L’osservatorio Vaticano e’ membro del consorzio di ricerca del Monte Graham, che si trova veramente in Arizona. In questo consorzio confluiscono diversi istituti di ricerca di diverse nazioni. Come detto, il Vaticano e’ membro del consorzio, ma non e’ certo l’unico proprietario di questo.

Sul Monte Graham, una collaborazione che comprende Italia, Germania e Stati Uniti ha realizzato il telescopio LBT, cioe’ “Large Binocular Telescope”. Quando diciamo Italia, intendiamo Italia con l’Istituto di Astrofisica, non il Vaticano.

Bene, LBT include lo spettrometro Lucifer. Se volete, include anche un sistema operante nel visibile chiamato Nirvana, ma lasciamo stare. Perche’ si chiama Lucifer? Semplice, il nome Lucifero significa appunto “portatore di luce” ed e’ stato scelto perche’ lo spettrometro lavora nella banda IR non visibile ai nostri occhi.

Trovate tutte le informazioni su LBT e sui suoi componenti nella pagina di wikipedia dedicata al progetto:

Wikipedia LBT

Ripeto, come potete verificare nel riquadro a destra, che la collaborazione che ha realizzato il telescopio non include assolutamente il Vaticano.

Il gran polverone mediatico scatenato dal sospetto che il Vaticano avesse chiamato un suo telescopio Lucifer, ha portato il direttore del Vatican Observatory a pubblicare una pagina di smentita ufficiale a queste voci, e che trovate a questo indirizzo:

Vatican Observatory, smentita Lucifer

Dunque? La sonda SILOE e’ una bufala. Le presunte informazioni che girano in rete, includono delle assurdita’ dal punto di vista scientifico molto significative. L’origine del complotto porta direttamente a giornalisti di pseudo-riviste complottiste, e non ha nessuna prova a sostegno.

Anche per quanto riguarda la storia di Lucifer, abbiamo visto a cosa serve questo sistema, perche’ prende questo nome, ma soprattutto abbiamo visto come il Vaticano sia completamente estraneo a questa faccenda.

Concludendo, siamo di fronte alla solita ipotesi complottista senza nessun riscontro reale. Come abbiamo visto, tantissimi elementi classici a cui siamo abituati sono stati sapientemente mescolati per creare questa storia. Purtroppo, o per fortuna, basta un minimo di considerazione sulle informazioni che troviamo per smentire tutta la storia e far crollare il castello di carte.

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Cos’e’ una cometa?

4 Gen

Piu’ volte ci siamo trovati a parlare di comete. Molti spunti a questo discorso vengono ovviamente dai tanti eventi attesi per il 2013 e per il passaggio in particolare della cometa ISON:

Che la ISON abbia pieta’ di noi!

2013 o ancora piu’ oltre?

E se ci salvassimo?

Fino a questo punto, abbiamo parlato di traiettoria, di probabilita’ di impatto, di afelio, di perielio, di magnitudo, ecc. La domanda che pero’ molti si pongono e’ la seguente: “cos’e’ una cometa?”. Apparentemente questa domanda puo’ sembrare molto semplice. Fin da bambini ci hanno detto che le comete altro non sono che palle di neve sporca che passando in prossimita’ del Sole vengono in parte sciolte formando una lunga coda in cielo.

Diciamo che questa premessa potrebbe anche essere giusta, ma, dal momento che stiamo parlando molto dettagliatamente di comete, credo sia giunto il momento di provare a rispondere ad alcune domande molto importanti. Oltre a quella anticipata sulla natura delle comete, l’altro punto importante da sciogliere e’, ad esempio, “da dove provengono le comete?”.

Cerchiamo di andare con ordine su questi punti parlando di scienza, ma senza creare confusione con concetti troppo avanzati e non utili ad una comprensione di base.

Una cometa e’ composta da un nucleo centrale, detto appunto “nucleo cometario”, e, durante il suo moto, da una lunga coda. Per quanto riguarda il nucleo, questo e’ composto di roccia, polvere e gas congelati, tra cui acqua, metano e ammoniaca. Da questa informazione capite perche’ si parla di “palle di neve sporca” riferendosi ai nuclei cometari. Per quanto riguarda le dimensioni, si pensa che la maggior parte dei nuclei abbia diametri inferiori ai 20Km.

Un'immagine della cometa di Holmes

Un’immagine della cometa di Holmes

Per quanto riguarda la coda, come anticipato, il passaggio delle comete in prossimita’ del Sole fa sciogliere gli strati piu’ esterni del nucleo. Fate attenzione su questo punto, in generale si deve distinguere tra coda e chioma di una cometa. I gas evaporati per effetto del Sole, formano un alone intorno alla cometa detto appunto chioma. L’effetto esercitato invece dal vento solare sulla chioma della cometa forma appunto la lunga scia che chiamiamo “coda della cometa”.

Fin qui tutto bene. Facciamo pero’ un’osservazione importante che ci permette di andare al secondo punto della discussione. Abbiamo detto che le comete hanno un nucleo composto da qualcosa di ghiacciato. Come e’ possibile questo? Parliamo anche di vapore acqueo, da dove proviene?

La risposta a queste domande ci permette di fare un’importante considerazione sia sull’origine che sulla provenienza delle comete.

Ad oggi, si pensa che la maggior parte delle comete provenga da quella regione del Sistema Solare detta “Nube di Oort”. Questa zona sarebbe ricca di nuclei cometari che, come discuteremo in seguito, vengono a volte strappati e messi in orbita nel sistema solare rendendo le comete visibili anche dalla Terra.

Dunque? Cos’e’ questa nube di Oort e perche’ si comporta come un surgelatore di nuclei cometari?

oort

Questa regione venne ipotizzata per la prima volta proprio dal fisico olandese Oort il quale fece un’analisi statistica delle orbite delle comete conosciute, cercando di individuare la regione di massimo allontanamento dal Sole. Da questi calcoli ricavo’ una probabile fascia compresa tra 0.3 e 1.5 anni luce di distanza dal Sole, dunque molto periferica nel nostro sistema solare e ben oltre l’orbita di Plutone.

Secondo le ipotesi, la nube di Oort sarebbe quindi composta da una miriade di nuclei cometari quasi fermi.

Perche’ esiste una regione di questo tipo?

In questo caso entriamo nel campo delle ipotesi. Secondo la teoria piu’ accreditata, la nube di Oort sarebbe un residuo della formazione del nostro sistema solare. Mi spiego meglio. Il nostro sistema solare si e’ formato circa 5 miliardi di anni fa a causa di un addensamento di polveri stellari e gas. Il collasso di questa nuvola ha creato il Sole ed i pianeti rocciosi interni, mentre il materiale piu’ lontano, non addensato completamente, ha formato i pianeti gassosi piu’ grandi e periferici. Andando ancora piu’ verso l’esterno, le forze in gioco non erano sufficienti ad addensare gas per cui questi residui sono rimasti nella parte periferica formando appunto la nube di Oort. Le basse temperature hanno contributo a creare piccoli nuclei di addensamento che sarebbero appunto le comete che popolano la regione.

Questa teoria spiegherebbe sia la nascita della regione particolare sia la presenza di nuclei cometari ghiacciati. Vi ripeto che siamo nel campo delle ipotesi. Purtroppo, anche l’esistenza della nube di Oort stessa e’ un’ipotesi. L’enorme distanza dal Sole e la presenza di relativamente piccoli oggetti orbitanti, rende questa regione invisibile anche ai nostri modermi telescopi.

A questo punto, resta da chiarire perche’, a volte, qualche nucleo si stacca entrando in orbita e formando le comete cosi’ come le vediamo da Terra.

Come detto molte volte, cio’ che e’ responsabile del moto dei corpi nel nostro sistema solare, e’ la forza di gravita’. Il moto dei pianeti intorno al Sole puo’ essere sufficiente a modificare l’equilibrio dei nuclei nella nube, trainandoli nella parte interna del sistema solare. Questo spostamento dal punto di equilibrio, mette gli oggetti in moto su orbite che, in base ai parametri meccanici, possono assumere forme diverse, divenendo orbite chiuse, e quindi generando oggetti periodici nel loro passaggio, oppure orbite aperte, creando corpi che passeranno una sola volta.

Abbiamo gia’ parlato di questi effetti analizzando, ad esempio, alcune delle ipotesi circa l’esistenza di Nibiru. Anche in questo caso, la presenza di un corpo anomalo all’interno del sistema solare, provocherebbe degli squilibri alla nube di Oort spingendo una quantita’ maggiore di nuclei all’interno. Per chi lo avesse perso, potete trovare questa discussione in questo post:

Nibiru: la prova del trattore gravitazionale

A questo punto, resta da fare solo un’altra breve considerazione sulle comete. Come detto, la nube di Oort si troverebbe ad una distanza molto grande dal Sole e dai pianeti interni. A causa di questo, si pensa infatti che la teoria dell’esistenza di questa regione potrebbe spiegare solo l’origine delle comete a lungo raggio, cioe’ con orbite molto lunghe. Per spiegare invece le molte comete a breve periodo che si osservano anche dalla Terra, viene ipotizzata una seconda regione, questa volta piu’ interna al sistema solare, e nota come fascia di Kuiper. Per quanto riguarda l’origine, tutte e due le regioni sarebbero un ricordo della formazione del sistema solare.

Come potete vedere anche dall’immagine riportata in precedenza, la fascia di Kuiper si trova oltre l’orbita di Nettuno. Questa zona non solo e’ stata osservata direttamente, ma sono stati scoperti anche diversi corpi orbitanti in questa zona e che rientrano nella categoria dei planetoidi. Vista la minore distanza rispetto alla nube di Oort, si e’ ipotizzato invece che le comete a corto raggio provengano proprio da questa regione piu’ vicina e che vengano spinte all’interno del sistema solare sempre per lo stesso squilibrio gravitazionale dovuto al moto dei pianeti interni.

Detto questo, spero di essere riuscito a farvi comprendere in modo semplice la nascita delle comete. Solo per curiosita’, vi dico che le stime scientifiche prevedono un numero di nuclei cometari nella nube di Oort dell’ordine delle centinaia di miliardi. Questo ci fa capire la grandezza del serbatoio a disposizione.

Per quanto riguarda invece la morte di una cometa, in questo caso il discorso e’ molto piu’ semplice. Nel caso di comete periodiche, i ripetuti passaggi al perielio possono esaurire la cometa che andrebbe dunque a perdere la sua coda. Per le comete con nucleo piu’ denso, abbiamo dunque la formazione di un asteroide, per quelle con nuclei piu’ fragili o che subiscono stress meccanici dovuti all’interazione gravitazionale, il nucleo si puo’ vaporizzare facendo completamente scomparire la cometa.

Questi semplici concetti dovrebbero essere sufficienti per farci capire non solo cos’e’ una cometa, ma anche la sua origine e la sua morte all’interno del sistema Solare.

 

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

 

 

Il crop di Avebury Manor del 2008

27 Nov

In questo post vorrei tornare a parlare di crop circle, perche’ ho ricevuto una mail che mi chiedeva di esprimere il mio punto di vista su un cerchio comparso ad Avebury Manor. Anche se si tratta di un cerchio del 2008, ad oggi non esiste ancora un’interpretazione univoca del pittogramma che rappresenta uno dei disegni piu’ complessi realizzati.

Di cerchi nel grano ci siamo occupati in diversi post:

Crop Poirino 2011: sono stati gli alieni?

– Ancora sui cerchi nel grano

– Nuovo cerchio, nuova data!

– 4 Agosto: una nuova conferma

– 21 Dicembre 2012: cerchi nel grano

Ho deciso di scrivere questo articolo perche’ trovo il pittogramma di Avebury Manor estremamente interessante e ricco di contenuti legati sempre alle profezie del 2012 ed in particolare al filone astronomico. Inoltre, l’analisi di questo cerchio ci consente di fare un ottimo riassunto degli articoli a riguardo gia’ postati e discussi su questo blog.

Come anticipato, stiamo parlando di cerchio comparso a Luglio del 2008 ed in realta’ realizzato in due riprese.

Prima di tutto, vi mostro una foto aerea del primo cerchio apparso il 15 Luglio, insieme ad un disegno che mostra meglio la forma:

Il primo disegno di Avebury Manor

In questo cerchio, si vede una chiara rappresentazione del sistema solare completo di tutti i pianeti. In particolare, notiamo che i pianeti piu’ interni sono indicati con un simbolo diverso da quelli piu’ esterni. Inoltre, Saturno viene indicato con due centri concentrici, molto probabilmente per indicare i suoi cerchi.

Notiamo anche un particolare molto importante. A differenza di tutti gli altri pianeti, Plutone ha un’orbita decentrata rispetto al Sole. Perche’ questo? Molto probabilmente per indicare le perturbazioni alla sua orbita che dovrebbero essere visibili oggi e causate dalla presenza di un corpo molto massivo orbitante subito all’esterno, o ormai all’interno, del sistema solare.

Su questo punto, abbiamo gia’ discusso la diatriba astronomica avvenuta fino agli anni ’90, smentendo, alla luce dei nuovi dati, le eventuali perturbazioni delle orbite dei pianeti esterni:

Storia astronomica di Nibiru

Fin qui il messaggio e’ chiaro. Circa una settimana dopo questo primo disegno, sono state apportate delle modifiche molto importanti al pittogramma. Questo cerchio rappresenta un esempio molto importante dal momento che ci vuole raccontare, attraverso le sue modifiche, una storia come se la vedessimo evolvere nel tempo.

Ecco un’immagine delle modifiche avvenute al disegno originale il 22 Luglio sempre del 2008:

Avebury Manor il 22 Luglio 2008

Il disegno e’ veramente ricchissimo di particolari.

Cominciamo con l’analizzare la parte piu’ a sinistra, cioe’ quella modificata partendo dal disegno originale.

A differenza di prima, notiamo che il cerchio rappresentante il Sole e’ stato notevolmente ingrandito, al punto da inglobare completamente sia Mercurio che Venere. Questa modifica, con una buona probabilita’ rappresenterebbe l’aumentata attivita’ solare, di cui tanto abbiamo discusso, per il 2012. In particolare, abbiamo discusso e smentito un pericoloso massimo solare non solo per il 2012, ma anche per il 2013 con il massimo atteso del 24 ciclo:

Nuova minaccia il 22 settembre

Come seguire il ciclo solare

Disegno rappresentante Nibiru

Notiamo anche un altro particolare importante. In basso a destra e’ comparso un nuovo dettaglio prima assente. Questo insieme di cerchi con buona probabilita’ rappresenta l’ingresso nel sistema solare del pianeta Nibiru. La presenza di piu’ cerchi in sequenza potrebbe rappresentare sia la scia per indicare il movimento del pianeta, sia un gruppo di comete portate dalle variazioni gravitazionali del decimo pianeta. Secondo alcune ipotesi poi, Nibiru non sarebbe neanche un pianeta singolo, ma bensi’ un piccolo sistema solare in miniatura. In questa concezione, i vari cerchi che compaiono nel disegno potrebbero con buona probabilita’ rappresentare i pianeti del mini sistema associato a Nibiru.

Arriviamo ora al disegno a sinistra piu’ ricco di particolari. Prima di tutto, vediamo che compare un grosso cerchio nel mezzo del disegno:

Dettaglio della modifica di Avebury Manor

Secondo alcuni, questo potrebbe rappresentare l’orbita della Luna intorno alla Terra. Secondo il mio punto di vista, si tratta invece di una rappresentazione in grande non dell’orbita della Luna, bensi’ dell’orbita della Terra. In questa visione, il cerchietto al centro rappresenterebbe il Sole. Faccio questa ipotesi perche’, come si nota, il cerchio in orbita sulla circonferenza grande presenta a sua volta una piccola orbita intorno. In questa ipotesi, la seconda orbita piu’ piccola rappresenterebbe la Luna che gira intorno alla Terra, mentre nella prima ipotesi che trovate in rete, non viene fornita una spiegazione a riguardo. Il motivo di questo particolare, sarebbe proprio quello di porre l’attenzione sulla Terra e sul pericolo del 21 Dicembre.

Rappresentazione delle perturbazioni apportate da Nibiru

In alto a sinistra rispetto a questo disegno, compare poi una forma ellittica molto decorata. Nella mia interpretazione, questo disegno rappresenterebbe nuovamente l’orbita della Terra intorno al Sole, ma a differenza di prima, l’orbita viene mostrata come ellittica, con il Sole che occupa uno dei due fuochi, come indicato dalle leggi di Keplero. Il disegno offre anche altri particolari interessanti. Le decorazioni che compaiono intorno all’ellisse indicano invece le perturbazioni dell’orbita della Terra, causate appunto dall’ingresso del pianeta X nel sistema Solare. Come abbiamo discusso piu’ volte, la presenza di una massa estranea nel sistema solare provocherebbe perturbazioni gravitazionali in tutti i pianeti del sistema. Come sappiamo bene, e come abbiamo discusso ad esempio in questo post:

Nibiru e’ vicino, la prima delle orbite

ad oggi non c’e’ nessuna evidenza di queste perturbazioni, argomentazione molto importante dal punto di vista scientifico per smentire la presenza di un corpo massivo all’interno del sistema solare.

Altra rappresentazione di Nibiru

Sempre nella parte in alto, c’e’ un altro disegno molto importante e su cui molte fonti sono in accordo. Si nota infatti quella che potrebbe essere una cometa o nuovamente la rappresentazione dell’ingresso del pianeta X nel sistema solare. A riprova di quanto affermato sul disegno ellittico, notiamo che questa rappresentazione si trova proprio in prossimita’ di quella appena discussa. Come sappiamo bene, non ci sono evidenze di un aumento del numero di comete in arrivo sulla Terra o un incremento del numero di asteroidi in rotta di collisione con la Terra:

Nibiru: la prova del trattore gravitazionale

A questo punto, possiamo spostarci nella parte bassa del disegno, anche questa molto ricca di particolari:

I disegni della parte in basso di Avebury Manor

Partendo da destra troviamo per prima cosa un simbolo rappresentante, secondo molte interpretazioni, la Via Lattea. Questo primo simbolo ci fa capire di cosa stiamo parlando. Mentre nelle altre zone del disegno ci stavamo riferendo ad una visione ristretta al nostro sistema solare, adesso si sta facendo riferimento ad un discorso molto piu’ ampio, che vede l’intera galassia come scenario. Continuando verso sinistra troviamo poi il simbolo del serpente. Nella cultura Maya, il serpente rappresentava l’animale guida, metafora della saggezza. In altri termini, questo disegno ci sta dicendo che il messaggio rappresentato dal pittogramma e’ una guida e un avvertimento per l’umanita’.

Scalando ancora verso sinistra, troviamo il simbolo della lumaca. Questo simbolo e’ presente in tantissimi ritrovamenti Maya e rappresenta il percorso spirituale ed il contatto con le divinita’ della Natura. La spiegazione di questo ultimo punto e’ chiara pensando al guscio a spirale di questo animale.

Spostandoci ancora a sinistra, troviamo infatti il simbolo della spirale, appunto per riprendere il discorso della lumaca. Questo simbolo rappresenta nella cultura Maya il Dio Hunab Ku, o meglio il centro della Via Lattea. Come abbiamo visto in questo articolo:

Nuova sconvolgente teoria?

nel centro della Via Lattea e’ presente un buco nero e le masse della Galassia hanno un centro di rotazione comune intorno a questo punto. In particolare, proprio pochi giorni fa, abbiamo discusso anche della teoria di Nexus 2012, discutendo e smentendo le profezie che vorrebbero il rischio di una potente emissione dal centro galattico verso la Terra in concomitanza del 21 Dicembre:

– Nexus 2012: bomba a orologeria

Per finire, l’ultimo disegno a sinistra rappresenta nuovamente il Sole e la Terra, insieme alla Luna, legati da una linea continua che con buona probabilita’ rappresenterebbe nuovamente le emissioni solari attese per il 2012.

A questo punto abbiamo discusso in dettaglio ogni singola componente del crop di Avebury Manor. Come avete visto, questo cerchio ci permette di fare un riassunto molto completo delle diverse teorie sul 2012. Tutti gli avvenimenti mostrati nel pittogramma sono stati gia’ discussi su questo blog e smentiti discutendo e mostrando dati scientifici ufficiali e liberamente accessibili.

Concludendo, questo pittogramma racchiude molti elementi citati per il 2012, mostrandoli con una dovizia di particolari veramente ben orchestrata. Ad oggi pero’, praticamente tutte queste ipotesi sono state gia’ discusse e smentite dalla scienza ufficiale.

Per un’analisi scientifica di tutte le profezie legate al 21 Dicembre, ma soprattutto per discutere argomenti scientifici molto spesso considerati ostici dai non addetti ai lavori, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

 

 

Storia astronomica di Nibiru

31 Ott

Come sappiamo, uno degli argomenti piu’ citati nelle profezie del 2012 e’ l’esistenza, e l’eventuale scontro con la Terra, di un decimo pianeta del Sistema Solare. Cercando in rete, trovate molte varianti possibili su questo corpo celeste. Oltre ad un pianeta, qualcuno ipotizza una nana bruna, una nana bianca, un buco nero, un sistema solare, e anche dal punto di vista del nome oltre a Nibiru trovate Tyche, Tiamat e Pianeta X. In particolare, questo ultimo nome ha la duplice funzione di indicare il decimo pianeta del Sistema Solare ma anche la natura misteriosa del corpo.

Del pianeta Nibiru, limitiamoci a considerarlo tale e chiamarlo in questo modo, abbiamo parlato in moltissimi post. Alcuni esempi sono:

Finalmente le foto di Nibiru

Nibiru e’ vicino, la prova delle orbite

La NASA torna a parlare di Nibiru

Evidenze di un decimo pianeta?

Nibiru e la deviazione delle Pioneer

Nibiru: la prova del trattore gravitazionale

Nibiru e’ monitorato dall’osservatorio di Arecibo?

Come abbiamo visto, ad oggi, non vi e’ assolutamente nessuna evidenza dell’esistenza di questo decimo pianeta. La rete abbonda di video, foto e presunte prove, ma, come detto, in molti casi si tratta o di materiale falso  o di materiale reale ma non riguardante Nibiru. Un chiaro esempio di quest’ultimo caso e’ dato dal post precedente sulle foto del pianeta.

Dell’origine storica di Nibiru, cosi’ come delle diverse ipotesi a riguardo e delle misura scientifiche “vere”, ne abbiamo parlato abbondantemente nel libro “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”. In quest post, invece, vogliamo raccontare l’origine e la ricerca “scientifica” del decimo pianeta.

Molti, anche tra i sostenitori della sua esistenza, ignorano il fatto che la scienza ha per diversi anni cercato un decimo pianeta e su questi argomenti c’e’ stato un dibattito, anche acceso, tra diversi astronomi. Prima di addentrarci in questa rivisitazione storica e’ pero’ necessario fare una piccola introduzione scientifica spiegando alcuni concetti importanti.

Come sapete, il nostro sistema solare e’ costituito da un Sole, di grande massa, e da una serie di pianeti che orbitano intorno a questa stella centrale su orbite ellittiche. La forza gravitazionale e’ la “colla” che tiene in equilibrio tutto il sistema. Questa interazione e’ di tipo attrattivo e dipende direttamente dalle masse dei pianeti considerati e inversamente dal quadrato della loro distanza. Ogni pianeta ruota dunque intorno al Sole grazie all’attrazione gravitazionale.

Anche se l’interazione principale e’ quella del Sole, dal momento che la forza gravitazionale si esercita tra ciascuna coppia di pianeti, ogni corpo risentira’ anche dell’attrazione degli altri pianeti ed in particolare di quelli ad esso piu’ vicini. Date le masse, questa interazione sara’ molto meno intensa di quella del Sole, e costituira’ una “correzione” rispetto a quella dominante della stella centrale.

Abbiamo fatto questa premessa solo per presentare un metodo indiretto di ricerca dei corpi celesti. Nell’astronomia, anche se non siete in grado di vedere direttamente un corpo, potreste riuscire ad individuarlo osservando i suoi effetti, cioe’ le perturbazioni gravitazionali apportate da questo sugli altri corpi nelle vicinanze.

Facciamo un esempio. Immaginate di vedere soltanto 3 pianeti che orbitano intorno al Sole. Mediante calcoli matematici siamo in grado di calcolare in modo preciso le orbite occupate da questi pianeti considerando l’interazione con il Sole, principale, e le interazioni tra ciascuna coppia di pianeti, correzioni. Ora avete il vostro modello matematico, ovviamente basato sulla fisica. Andiamo poi a confrontare questo risultato con quello che vedete realmente con i telescopi. Se la vostra simulazione coincide con quello che vedete significa che il vostro modello e’ reale. In caso contrario, dando ovviamente per scontato che i calcoli siano fatti bene, misurate delle discrepanze tra mondo reale e simulazione. A cosa sono dovute? Una delle ipotesi piu’ probabili e’ che ci sia un altro corpo, che non avete considerato nella simulazione, e che apporti delle modificazioni alla forza di gravita’.

Seguendo questo schema, e’ stato possibile, ad esempio, scoprire Nettuno nel 1846. Dalle incongruenze tra simulazione e realta’ nell’orbita di Urano, gli astronomi ipotizzarono la presenza di un altro pianeta piu’ esterno che perturbasse con la sua presenza l’orbita di Urano. Allo stesso modo, nel 1930 venne scoperto anche Plutone, poi declassato da pianeta a planetoide.

Ora, nonostante la scoperta di Nettuno e Plutone, l’orbita calcolata di Urano presentava ancora delle piccole perturbazioni rispetto a quella osservata dagli astronomi. Seguendo il ragionamento appena fatto, queste perturbazioni potevano essere dovute ad un altro pianeta, appunto il decimo del Sistema Solare, che perturbasse gravitazionalmente con la sua presenza il moto di Urano.

Siamo intorno agli anni ’70 e partendo da queste misurazioni ebbe inizio la ricerca del decimo pianeta del Sistema Solare.

Molti astronomi si dedicarono allo studio e alla ricerca del pianeta X, tra questi Harrington, Jackson, Killen e Maltese, solo per citarne alcuni. Stiamo parlando di astronomi di notevole esperienza e che attraverso la ricerca del decimo pianeta pubblicarono articoli pioneristici su diversi argomenti astronomici molto importanti come lo studio dei sistemi binari, le risonanze tra pianeti, l’interazione gravitazionale a molti corpi e cosi’ via.

Pianeti del Sistema Solare incluso Nibiru

Ora, ripensiamo a quanto detto sull’equilibrio gravitazionale del Sistema Solare. Mediante simulazioni e confrontando di volta in volta i risultati con quanto osservato nella realta’, e’ possibile, mediante calcoli matematici, ipotizzare la posizione, l’orbita e la massa che dovrebbe avere il decimo pianeta per spiegare le perturbazioni osservate. Detto in altri termini, e’ possibile “aggiustare” la simulazione ipotizzando un pianeta addizionale la cui presenza sia in grado di far coincidere la simulazione con la realta’. Proprio da questi calcoli vengono estratti i parametri che spesso trovate in rete su Nibiru riguardanti la sua grandezza, la sua orbita, la distanza dal Sole e la posizione attuale nel sistema solare.

Fin qui dunque e’ tutto chiaro. Procedendo come per le scoperte di Nettuno e Plutone, si ipotizza la presenza di un ulteriore pianeta in grado di spiegare le perturbazioni ancora ossservate nell’orbita di Urano.

A differenza pero’ di Nettuno e Plutone, il decimo pianeta ipotizzato non e’ mai stato osservato, tantomeno nella posizione indicata dalle simulazioni fatte dai vari astronomi.

Questo risolve solo una parte del problema. Anche se non abbiamo osservato il decimo pianeta, sappiamo che Urano presenta delle perturbazioni nella sua orbita. Come detto in precedenza, in astronomia anche se non osserviamo direttamente un corpo possiamo intuire la sua presenza dagli effetti gravitazionali apportati ai pianeti vicini. Le perturbazioni dell’orbita di Urano possono essere una prova dell’esistenza del decimo pianeta. Forse non lo osserviamo perche’ noi non siamo in grado di farlo.  Questo ragionamento e’ quello portato avanti in moltissimi siti a favore di Nibiru e astronomicamente, in base a quanto detto fino a questo punto, e’ un discorso assolutamente lecito.

Dunque? Cosa non abbiamo considerato?

Torniamo a ragionare su quanto detto riguardo all’attrazione gravitazionale. Due corpi qualsiasi si attraggono mediante la forza di gravita’. Questa interazione dipende direttamente dalle masse dei pianeti ed e’ inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Teniamo questo a mente.

L’orbita di Urano dipende principalmente dall’interazione con il Sole, ma anche dalle correzioni apportate dagli altri pianeti intorno ad esso. Essendo Nettuno subito dopo Urano, questo avra’ un’attrazione importante sulla sua orbita.

Proprio queste considerazioni sono alla base dell’inesistenza del decimo pianeta. Nelle simulazioni erano presenti delle discrepanze nell’orbita di Urano proprio perche’ era considerata una massa leggermente sbagliata di Nettuno. Ragioniamo insieme. La forza gravitazionale con cui Nettuno disturba Urano, dipende, come detto, dalla massa di entrambi i pianeti. Se utilizziamo una massa di Nettuno leggermente diversa da quella reale, nella simulazione avremo una perturbazione diversa rispetto a quella reale e dunque un orbita simulata leggermente diversa da quella osservata. Proprio questa differenza ci porta a cercare un ulteriore pianeta che giustifichi la perturbazione osservata.

Questo e’ esattamente quello che e’ successo storicamente. La massa di Nettuno conosciuta fino agli inizi degli anni ’90 differiva da quella reale di un -0.5%. Questa apparentemente piccola differenza e’ responsabile delle discrepanze osservata tra teoria e simulazione. Il valore preciso della massa di Nettuno venne calcolato solo nel 1990 a seguito del passaggio sopra il pianeta della sonda Voyager 2. Proprio in questa occasione si pote’ misurare con precisione la massa ed accorgersi della differenza rispetto al valore fino a quel punto conosciuto in astronomia, e dunque utilizzato nelle simulazioni.

Nel 1993 venne infatti pubblicato un articolo di Standish dal titolo: “Pianeta X: Nessuna evidenza dinamica nelle osservazioni ottiche”. Potete leggere l’articolo da questo link:

Articolo Standish 1993

Come si legge nell’introduzione: “Viene mostrato come le anomalie nell’orbita di Urano scompaiono prendendo in esame il valore corretto della massa di Nettuno“. E ancora: “Non c’e’ nessuna evidenza che richieda o indichi l’esistenza di un oggetto delle dimensioni di un pianeta (oltre Plutone). A questo punto non vi e’ piu’ nessuna necessita’ di ipotizzare l’esistenza di un decimo pianeta nel Sistema Solare“.

Questo articolo, datato 1993, e’ la conclusione della ricerca astronomica del decimo pianeta. Da quanto detto, non erano sbagliate le simulazioni fatte o i parametri calcolati del decimo pianeta, quello che era sbagliato era il punto di partenza della discussione. Le anomalie nell’orbita di Urano, cioe’ le differenze tra l’orbita osservata e quella calcolata, e da cui si ipotizzo’ l’esistenza di Nibiru, non erano reali, ma dovute all’errore sulla massa di Nettuno. Misurando meglio la massa del pianeta, le anomalie scompaiono e non c’e’ nessuna necessita’ di ipotizzare un decimo pianeta.

Come vedete, nel corso degli anni gli astronomi hanno cercato un decimo pianeta nel sistema solare. Oltre all’introduzione sumera, molti sostenitori di Nibiru si rifanno a questa parte storica per sostenere le loro ipotesi. Quella che pero’ viene spesso ignorata, e’ proprio la conclusione scientifica a cui si e’ giunti nel 1993. Il decimo pianeta viene ipotizzato per spiegare qualcosa. Se questo qualcosa in realta’ non esiste, perche’ c’era un errore a monte, non serve parlare del decimo pianeta.

Non lasciatevi convincere da ipotesi senza fondamento o non supportate da prove. Seguendo un approccio scientifico, possiamo motivare i nostri ragionamenti e le nostre conclusioni mostrando dati, leggi fisiche e, come in questo caso, articoli di astronomia consultabili a tutti. Per affrontare scientificamente, ma senza nessun preconcetto, tutte le profezie del 2012, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

Nibiru e’ monitorato dall’osservatorio di Arecibo?

15 Ott

Ci risiamo, si torna di nuovo a parlare di Nibiru. Come e’ facile immaginare, con l’avvicinarsi del 21 Dicembre, le notizie sembrano moltiplicarsi in rete. Molte di queste in realta’ sono gia’ state trattate in diversi post:

Nibiru e’ vicino, la prova delle orbite

La NASA torna a parlare di Nibiru

Evidenze di un decimo pianeta?

Nibiru e la devizione delle Pioneer

Nibiru: la prova del trattore gravitazionale

Come detto in altre occasioni, al fine di rafforzare e dare credito alle notizie, molto spesso si citano presunti scienziati di qualche organizzazione mai sentita o, come nella notizia di cui vogliamo parlare ora, laboratori di ricerca conosciuti anche dai non addetti ai lavori.

Il messaggio di Arecibo del 1974. Autore: Arne Nordmann

Proprio in questi giorni, su diversi siti, e’ apparso un nuovo video in cui si parla di evidenze circa l’esistenza di Nibiru e si afferma che il pianeta non solo esisterebbe, ma che sarebbe strattamente monitorato addirittura dall’Osservatorio Astronomico di Arecibo.

Come visto nel libro “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, per chi non lo avesse associato, Arecibo, oltre ad essere un serio osservatorio astronomico, e’ divenuto famoso anche per il messaggio inviato nel 1974, alla volta dell’ammasso di Ercole, per un tentativo di comunicazione con forme di vita extraterrestri.

Come siamo soliti fare, prima di ogni discussione vi riporto il link al video in esame:

Nibiru e Arecibo

Il titolo del video non lascia spazio ad interpretazioni: Nibiru e’ gia’ nel nostro Sistema Solare ed e’ monitorato da Arecibo.

Cerchiamo di analizzare le informazioni contenute nel video e le basi su cui si costruiscono queste affermazioni.

Nel video si identifica Nibiru non come un pianeta, bensi’ come una nana bruna. Come detto piu’ volte, in questo caso si parla di un corpo con una massa maggiore di quella di un pianeta, ma troppo piccola per innescare le reazioni di fusione nucleare. Le nane brune irradiano dunque una luce debole causata dalla loro contrazione.

Anche in questo caso, siamo di fronte ad una manipolazione delle informazioni. Si parla di nana bruna solo perche’ questo genere di corpi, nell’immaginario collettivo, sono meno noti dei pianeti e delle stelle e assumono dunque automaticamente un significato piu’ misterioso. Come abbiamo visto anche nei precedenti post, una prova indiretta dell’ingresso di un corpo molto massivo all’interno del nostro Sistema Solare sarebbe la variazione dell’equilibrio gravitazionale sugli altri pianeti. Come detto, una nana bruna ha una massa molto elevata, dunque per essa valgono esattamente le stesse considerazioni gravitazionali fatte per i pianeti. Anzi, vista la massa maggiore di un pianeta, una nana bruna provocherebbe sconvolgimenti anche maggiori all’interno del Sistema Solare.

Andando avanti, si parla dell’evidenza di questo misterioso corpo in base alle irregolarita’ nell’orbita di Plutone. Anche questa notizia e’ falsa, come meglio spiegato nel libro “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, le irregolarita’ osservate nell’orbita sono state capite nel 1989 quando ci si accorti, dalle misurazioni della Voyager 2, che la massa conosciuta di Nettuno era leggermente sbagliata.

Sempre seguendo il video, il picco di falsita’ si raggiunge quando si dice che un precursore dell’arrivo di Nibiru sara’ il passaggio delle comete Elenin e Ison. Dalla seconda abbiamo parlato in questo post:

E se ci salvassimo?

mostrando come il suo passaggio a distanza minima avverra’ nel dicembre 2013 e comunque non sara’ assolutamente pericoloso per la Terra.

La Elenin, invece, anche detta C/2010 X1, “era” una cometa scoperta nel 2010 appunto dall’astronomo russo Leonid Elenin. Perche’ ho detto “era”? Perche’ la Elenin si frantumo’ al suo passaggio alla minima distanza dal Sole il 10 Settembre 2011. Dunque, un precursore dell’arrivo di Nibiru sarebbe una cometa che e’ stata disintegrata un anno fa?

Quest’ultimo punto in particolare, ci fa capire il livello del video che stiamo esaminando. Forse, prima di inventare video di questo tipo, gli autori dovrebbero preoccuparsi di studiare meglio le cose da dire.

Ovviamente non esiste nessun collegamento neanche tra Nibiru e l’osservatorio di Arecibo. Come detto in precedenza, si tratta solo di una ipotesi ad-hoc inventata per rafforzare le convinzioni che la scienza sia a conoscenza di questi fatti. Questo e’ purtroppo l’altro lato della medaglia. Parlare di scienziati collusi o che non vogliono condividere informazioni di questo tipo (per motivi di ordine pubblico o perche’ minacciati da qualche potente) e’ un’idea che attecchisce sempre molto bene in alcune persone. Diffondere notizie di questo tipo non fa altro che aumentare questa convinzione.

Concludendo, anche in questo caso si tratta di notizie prive di fondamento. Ho deciso di parlare di questo video, solo perche’ e’ molto ricco di informazioni e ipotesi e, se volete, possiamo vederlo come un riassunto di molte ipotesi assurde fatte sul pianeta X.

Per analizzare in dettaglio tutti gli aspetti su Nibiru e per affrontare finalmente in modo scientifico le profezie sul 2012, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

 

Evidenze di un decimo pianeta?

26 Lug

Torniamo nuovamente a parlare di un decimo pianeta nel sistema Solare, ma questa volte prendendo in esame (finalmente) dei dati scientifici. Fate attenzione, stiamo parlando di un “Decimo Pianeta”, se volete possiamo anche chiamarlo Nibiru, ma non nel senso in cui siamo abituati a considerarlo. Leggendo l’articolo queste affermazioni vi saranno piu’ chiare.

In altri post abbiamo gia’ parlato dell’esistenza del “Pianeta X”, dove la “X” sta appunto per misterioso, o anche per “Decimo”, dal momento che la sua osservazione nel Sistema Solare porterebbe a dieci i pianeti che conosciamo (anche se Plutone e’ stato declassato da pianeta a pianetoide, ma non ci curiamo di questo). Gli articolo in questione sono:

Misterioso oggetto vicino al Sole

Il mondo dopo il 21 Dicembre 2012

Nibiru e’ vicino?

Scontro Terra-Nibiru a Luglio?

Torniamo su questo argomento perche’, proprio in questi giorni, l’astronomo Rodney Gomes, dell’Osservatorio Nazionale del Brasile, ha presentato dei risultati interessanti riguardo all’orbita di alcuni oggetti massivi nella fascia di Kuiper. Questa fascia, che si trova all’estrema periferia del nostro Sistema Solare, oltre Plutone, e’ composta da un numero molto elevato di oggetti compatti e con masse anche molto elevate. Negli ultimi anni sono stati individuati e classificati diversi corpi in questa fascia, alcuni con diametri dell’ordine di qualche centinaio di kilometri, altri invece sono dei pianeti nani, come lo stesso Plutone, con un diametro fino a qualche migliaio di kilometri.

Per meglio comprendere la posizione e la struttura della fascia di Kuiper, potete riferirvi alla seguente figura:

Posizione della fascia di Kuiper nel Sistema Solare

Gomes ha utilizzato i dati degli oggetti piu’ grandi della fascia di Kuiper per calcolare con modelli computerizzati la loro orbita. Proprio dalla studio di queste traiettorie ideali, sono emerse delle discrepanze rispetto al valore reale osservato.

Cosa significa questo? Per calcolare l’orbita di un corpo, e’ necessario considerare l’attrazione gravitazionale da parte dei corpi che lo circondano. La sovrapposizione di queste forze determina il tipo di orbita seguita dall’oggetto.

Gomes ha appunto osservato che, per alcuni oggetti della fascia di Kuiper, le traiettorie ricavate dal modello sono diverse da quelle che in realta’ sono state osservate. Come potete capire, uno dei motivi per cui questo puo’ accadere e’ quello di non considerare alcuni oggetti massivi che esercitano una forza gravitazionale sul corpo in esame. In soldoni, pensate di aver considerato tutte le forze agenti, ma state dimenticando qualcosa.

Secondo Gomes, l’ipotesi piu’ semplice per spiegare queste discrepanze e’ quella di aggiungere un pianeta che orbiti a grande distanza dal Sole, ma con una massa sufficiente a “disturbare” gli oggetti della fascia di Kuiper. Questo sarebbe appunto il “decimo pianeta” del Sistema Solare. Dai calcoli, il corpo in esame potrebbe essere grande come Nettuno, cioe’ quattro volte la Terra, orbitante a 225 miliardi di kilometri dal Sole. In alternativa, il decimo pianeta potrebbe avere una massa paragonabile a quella di Marte, cioe’ la meta’ di quella della Terra, ma con un’orbita molto allungata che, durante il suo percorso, arriva fino a circa 8 miliardi di kilometri dal Sole. Proprio la lontananza di questo pianeta e la sua posizione in prossimita’ della fascia di Kuiper lo renderebbero difficilmente osservabile da Terra.

Le ipotesi di Gomes non sono fantasiose, ma non tutta la comunita’ astronomica e’ in accordo con queste. Prima di tutto, occorre precisare che i calcoli non danno un’indicazione su dove cercare il pianeta, ma si limitano a descrivere l’effetto della sua presenza. Inoltre, i dati non sono sufficienti da poter affermare con sicurezza che l’effetto osservato sia dovuto ad un pianeta. Il metodo della correzione alle orbite e’ scientificamente valido, basti pensare che in questo modo sono stati scoperti sia Nettuno che Plutone. Ovviamente pero’, si deve credere in modo assoluto al modello utilizzato. Vista la complessita’ e l’enorme numero di corpi nella fascia di Kuiper, dobbiamo essere sicuri di non aver trascurato nel modello delle componenti gravitazionali che, con la loro aggiunta, riporterebbero i risultati del modello matematico ai risultati veri. Inoltre, la presenza di un oggetto cosi’ massivo dovrebbe apportare delle correzioni anche alle orbite dei pianeti periferici del Sistema Solare, in realta’ mai osservate.

Come vedete, siamo ancora nel campo delle ipotesi. Siamo di fronte ad un problema scientifico non risolto e su cui si dovra’ lavorare ancora per certificare il modello di Gomes e per chiarire la presenza o meno di un decimo pianeta.

Osservate pero’ una cosa fondamentale. Anche se fosse vera l’ipotesi di un decimo pianeta, nessuno sta parlando di un oggetto libero nel Sistema Solare e che potrebbe colpire la Terra. Su alcuni siti si riporta la notizia come la certezza scientifica dell’esistenza di Nibiru. Questo non e’ vero. Come detto, non si ha la certezza che l’effetto osservato sia dovuto ad un decimo pianeta, ne tantomeno si stanno confermando le ipotesi nefaste attribuite alla presenza di Nibiru vicino alla Terra.

Come avete visto, la scienza e’ sempre alla ricerca di nuove risposte. Nessuna ipotesi viene mai scartata a priori nella comprensione di un problema. Non lasciatevi pero’ confondere da distorsioni dei risultati fatte solo per convincervi di un’ipotesi non reale. Per un approfondimento dettagliato su Nibiru, sulla sua ricerca e su tutte le ipotesi fatte in questi anni, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.