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Nibiru e’ monitorato dall’osservatorio di Arecibo?

15 Ott

Ci risiamo, si torna di nuovo a parlare di Nibiru. Come e’ facile immaginare, con l’avvicinarsi del 21 Dicembre, le notizie sembrano moltiplicarsi in rete. Molte di queste in realta’ sono gia’ state trattate in diversi post:

Nibiru e’ vicino, la prova delle orbite

La NASA torna a parlare di Nibiru

Evidenze di un decimo pianeta?

Nibiru e la devizione delle Pioneer

Nibiru: la prova del trattore gravitazionale

Come detto in altre occasioni, al fine di rafforzare e dare credito alle notizie, molto spesso si citano presunti scienziati di qualche organizzazione mai sentita o, come nella notizia di cui vogliamo parlare ora, laboratori di ricerca conosciuti anche dai non addetti ai lavori.

Il messaggio di Arecibo del 1974. Autore: Arne Nordmann

Proprio in questi giorni, su diversi siti, e’ apparso un nuovo video in cui si parla di evidenze circa l’esistenza di Nibiru e si afferma che il pianeta non solo esisterebbe, ma che sarebbe strattamente monitorato addirittura dall’Osservatorio Astronomico di Arecibo.

Come visto nel libro “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, per chi non lo avesse associato, Arecibo, oltre ad essere un serio osservatorio astronomico, e’ divenuto famoso anche per il messaggio inviato nel 1974, alla volta dell’ammasso di Ercole, per un tentativo di comunicazione con forme di vita extraterrestri.

Come siamo soliti fare, prima di ogni discussione vi riporto il link al video in esame:

Nibiru e Arecibo

Il titolo del video non lascia spazio ad interpretazioni: Nibiru e’ gia’ nel nostro Sistema Solare ed e’ monitorato da Arecibo.

Cerchiamo di analizzare le informazioni contenute nel video e le basi su cui si costruiscono queste affermazioni.

Nel video si identifica Nibiru non come un pianeta, bensi’ come una nana bruna. Come detto piu’ volte, in questo caso si parla di un corpo con una massa maggiore di quella di un pianeta, ma troppo piccola per innescare le reazioni di fusione nucleare. Le nane brune irradiano dunque una luce debole causata dalla loro contrazione.

Anche in questo caso, siamo di fronte ad una manipolazione delle informazioni. Si parla di nana bruna solo perche’ questo genere di corpi, nell’immaginario collettivo, sono meno noti dei pianeti e delle stelle e assumono dunque automaticamente un significato piu’ misterioso. Come abbiamo visto anche nei precedenti post, una prova indiretta dell’ingresso di un corpo molto massivo all’interno del nostro Sistema Solare sarebbe la variazione dell’equilibrio gravitazionale sugli altri pianeti. Come detto, una nana bruna ha una massa molto elevata, dunque per essa valgono esattamente le stesse considerazioni gravitazionali fatte per i pianeti. Anzi, vista la massa maggiore di un pianeta, una nana bruna provocherebbe sconvolgimenti anche maggiori all’interno del Sistema Solare.

Andando avanti, si parla dell’evidenza di questo misterioso corpo in base alle irregolarita’ nell’orbita di Plutone. Anche questa notizia e’ falsa, come meglio spiegato nel libro “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, le irregolarita’ osservate nell’orbita sono state capite nel 1989 quando ci si accorti, dalle misurazioni della Voyager 2, che la massa conosciuta di Nettuno era leggermente sbagliata.

Sempre seguendo il video, il picco di falsita’ si raggiunge quando si dice che un precursore dell’arrivo di Nibiru sara’ il passaggio delle comete Elenin e Ison. Dalla seconda abbiamo parlato in questo post:

E se ci salvassimo?

mostrando come il suo passaggio a distanza minima avverra’ nel dicembre 2013 e comunque non sara’ assolutamente pericoloso per la Terra.

La Elenin, invece, anche detta C/2010 X1, “era” una cometa scoperta nel 2010 appunto dall’astronomo russo Leonid Elenin. Perche’ ho detto “era”? Perche’ la Elenin si frantumo’ al suo passaggio alla minima distanza dal Sole il 10 Settembre 2011. Dunque, un precursore dell’arrivo di Nibiru sarebbe una cometa che e’ stata disintegrata un anno fa?

Quest’ultimo punto in particolare, ci fa capire il livello del video che stiamo esaminando. Forse, prima di inventare video di questo tipo, gli autori dovrebbero preoccuparsi di studiare meglio le cose da dire.

Ovviamente non esiste nessun collegamento neanche tra Nibiru e l’osservatorio di Arecibo. Come detto in precedenza, si tratta solo di una ipotesi ad-hoc inventata per rafforzare le convinzioni che la scienza sia a conoscenza di questi fatti. Questo e’ purtroppo l’altro lato della medaglia. Parlare di scienziati collusi o che non vogliono condividere informazioni di questo tipo (per motivi di ordine pubblico o perche’ minacciati da qualche potente) e’ un’idea che attecchisce sempre molto bene in alcune persone. Diffondere notizie di questo tipo non fa altro che aumentare questa convinzione.

Concludendo, anche in questo caso si tratta di notizie prive di fondamento. Ho deciso di parlare di questo video, solo perche’ e’ molto ricco di informazioni e ipotesi e, se volete, possiamo vederlo come un riassunto di molte ipotesi assurde fatte sul pianeta X.

Per analizzare in dettaglio tutti gli aspetti su Nibiru e per affrontare finalmente in modo scientifico le profezie sul 2012, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

 

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Nibiru e la deviazione delle Pioneer

18 Set

Ho ricevuto via mail la richiesta di un utente interessato alla deviazione delle sonde Pioneer alla perifieria del Sistema Solare, e se questa rappresenta, come dichiarato su alcuni siti, una prova dell’esistenza di Nibiru.

Dell’esistenza o meno di Nibiru ne abbiamo gia’ parlato abbondantemente su questo blog. Trovate alcuni esempi in questi post:

Evidenze di un decimo pianeta?

La NASA torna a parlare di Nibiru

Nibiru e’ vicino, la prova delle orbite

Tornando al problema in questione, cerchiamo di andare con ordine e di mettere a fuoco prima di tutto il problema delle Pioneer.

Le sonde Pioneer 10 e 11 vennero lanciate nello spazio negli anni ’70. Le traiettorie delle due sonde sono opposte rispetto alla Terra e hanno seguito il percorso mostrato in figura:

Le traiettorie delle sonde Pioneer nel sistema solare.

Tralasciamo in questa trattazione l’importante contributo all’astronomia e all’astrofisica apportato da queste missioni, e concentriamoci sul problema in questione.

Come si vede dall’immagine, dopo un percorso molto lungo, le due sonde si trovano attualmente nella zona periferica del nostro Sistema Solare, oltre l’orbita di Plutone. Gia’ dal 1998, si e’ osservata una deviazione delle due sonde rispetto alla posizione calcolata mediante algoritmi di simulazione.

Cosa significa questo?

Per dirla in parole molto semplici, le due sonde non si trovano nel punto in cui dovrebbero essere o comunque dove ci aspettiamo che fossero. In particolare, la posizione delle sonde risulta piu’ arretrata di circa 400000 Km, come se una forza non considerata frenasse il loro movimento. Solo per darvi qualche numero, dai dati sperimentali si e’ calcolata una decelarazione di 8.74 x 10^(-10) m/s^2, cioe’ zero virgola, nove zeri, 874 metri su secondo al quadrato. Per i non esperti in questo campo, pensate che l’accelerazione impressa dall’attrazione terrestre su un corpo in caduta libera e’ di circa 9,8 m/s^2, cioe’ circa dieci miliardi di volte piu’ grande.

Il numero calcolato e’ dunque piccolissimo, ma il lungo percorso fatto dalle sonde, comporta la deviazione che abbiamo visto, che e’ tutt’altro che trascurabile (400000 Km).

Questa deviazione, nota anche come “effetto pioneer”, e’ rimasta inspiegabile per diversi anni e diverse ipotesi sono state fatte a riguardo. Dal punto di vista scientifico, si e’ pensato addirittura a delle variazioni della legge di gravitazione universale o ad un eccesso di materia oscura nelle zone periferiche. Tutte ipotesi che non hanno trovato conferma dai dati sperimentali.

Come potete facilmente immaginare, anche in questo caso e’ stato chiamato in causa il pianeta Nibiru. L’interazione gravitazionale di questo pianeta sarebbe in grado di deviare considerevolmente la traiettoria delle sonde e questo effetto implicherebbe la presenza del pianeta all’interno del nostro Sistema Solare. Quest’ultima considerazione nasce dal fatto che, affiche’ Nibiru possa rallentare le sonde, la sua posizione deve essere nella zona di spazio tra il Sole e la Pioneer, dunque gia’ all’interno del sistema solare.

Da dove nascono queste considerazioni? Quando si calcola la traiettoria di un oggetto come una sonda, si tiene conto delle interazioni di tutti i corpi circostanti. Se si evidenzia una differenza tra il percorso osservato e quello calcolato, significa che non abbiamo considerato un effetto nel nostro algoritmo. Capite dunque l’importanza di questo effetto e il perche’ la scienza si e’ interrogata cosi’ a lungo su questa deviazione. La comprensione dell’effetto pioneer avrebbe potuto aprire la strada a nuove conoscenze sul nostro universo e sulla sua struttura.

Una prima spiegazione di questo effetto, e’ stata data solo nel 2011 da un gruppo di ricercatori dell’Istituto del Plasma e della Fusione Nucleare di Lisbona. Secondo questa spiegazione, la decelerazione delle sonde pioneer sarebbe causata da effetti termici sull’antenna paraboloide. Cerchiamo di spiegare meglio.

Le pioneer viaggiano nello spazio in assetto giroscopico. Una grossa antenna di 2,7 metri di diametro consentiva alle sonde di inviare segnali a Terra. Questa antenna e’ sempre rivolta verso la Terra e dunque, considerando la posizione delle sonde, verso il Sole.

Disegno della Pioneer 10 con l’antenna paraboloide.

Durante il percorso, il calore dissipato dalla strumentazione elettronica di bordo, viene in parte riflesso dall’antenna posteriore delle sonde, fornendo una forza debole e costante nel verso opposto del moto. Il risultato di questa componente e’ dunque una decelerazione delle sonde.

Modello semplificato degli effetti termici

Questi effetti termici non erano stati calcolati nel modello originale del moto delle Pioneer e proprio per questo motivo si e’ evidenziata la discrepanza dalla traiettoria osservata.

Come si vede in figura, la dissipazione del calore avviene in parte attraverso l’antenna. La forma e la struttura di quest’ultima crea una sorta di propulsione sulla parte posteriore della parabola. Dalle considerazioni fatte sulla direzione dell’antenna, questa propulsione comporta una spinta nella direzione opposta del moto, dunque una decelarazione.

Per completezza di informazione, vi riporto anche il link dove trovate l’articolo originale del 2011:

Modelling the reflective thermal contribution to the acceleration of the Pioneer

Le conclusioni dell’articolo affermano che l’effetto apportato dalla dissipazione termica del calore e’ del tutto compatibile con i valori di decelarazione misurati.

Nonostante queste conclusioni, a causa della difficolta’ nel quantificare l’effetto termico, alcune fonti, soprattutto di stampo catastrofista, hanno continuato a negare questa ipotesi avvalorando l’ipotesi Nibiru per la deviazione delle Pioneer.

A sostegno dell’effetto termico pero’, e’ stato pubblicato un nuovo articolo nel 2012 sulla rivista scientifica Physical Review Letters. In questo caso, per dimostrare l’importanza della dissipazione del calore attraverso l’antenna e’ stata fatta una vera e propria simulazione ingegneristica della Pioneer. Nel calcolo le equazioni sui parametri termici sono state risolte utilizzando i dati delle posizioni delle sonde come condizioni al contorno.

In questo caso, si osserva come, inserendo la dissipazione anisotropa del calore attraverso l’antenna, il modello fornisce un risultato del tutto compatibile con le attuali posizioni delle sonde, dunque non vi sono piu’ le discrepanze da cui siamo partiti.

Concludendo, l’effetto Pioneer, cioe’ la discrepanza della posizione delle sonde rispetto al modello utilizzato, puo’ essere facilmente corretta tenendo conto della dissipazione del calore prodotto dalla strumentazione attraverso l’antenna paraboloide.

Non vi e’ dunque nessun effetto di nuova fisica o nessun contributo da parte di Nibiru di cui tener conto in questo calcolo. Anche in questo caso, possiamo smentire questa ipotesi come prova dell’esistenza di questo decimo pianeta.

Come vedete, partendo dalle ipotesi sul 2012, e’ possibile esplorare e discutere argomenti molto attuali e la cui divulgazione spesso e’ lasciata a siti dichiaratamente catastrofisti. Per continuare a ragionare su questi argomenti, cercando di fare chiarezza in modo semplice ed accessibile, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.