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Una nave aliena di 5000 Km????

1 Apr

Per mesi abbiamo cercato di mostrare l’assurdita’ degli articoli pubblicati sui siti complottisti e catastrofisti. Ogni volta, abbiamo cercato di analizzare le notizie in modo capillare, mostrando punto per punto l’origine delle bufale e, soprattutto, la pomposita’ con la quale le distorsioni scientifiche venivano mostrate ai poveri utenti che incappavano in questi siti. Lavoro dispendioso ma, altrimenti non lo porterei avanti, secondo me molto utile per, come dicono anche i catastrofisti, “far aprire gli occhi alla gente”. Il problema non e’ aprire gli occhi sulla scienza marcia o che nasconde verita’, e’ capire come molte persone siano manipolate da questi esseri che raccontano panzane solo per incrementare le visite ai loro spazi web o per guadagnare qualche spicciolo con le pubblicita’.

Poi che succede? Succede che leggo le notizie in rete e mi compare una nuova bufala pubblicizzata da molti di questi siti di “informazione”. Spero mi vogliate personare se prima di iniziare a scrivere ho dovuto aspettare un’oretta, tempo necessario per asciugarmi le lacrime scese a furia di ridere.

Di cosa parlo?

Tutto nasce da questa foto:

Anomalia sulla Terra

Anomalia sulla Terra

inserita in un articolo che, piu’ o meno modificato dai diversi siti ma con lo stesso significato, recita: “Fotografata dalla Stazione Spaziale Internazionale un’enorme anomalia del diametro di 5000 Km”.

5000 Km di diametro? Sulla Terra? E non ce ne siamo accorti? La notizia si fa tremendamente interessante per me che sono cosi’ suscettibile a questi temi.

Vi riporto alcuni estratti:

Il ricercatore inglese Stephen Hannard di ADG (Alien Disclosure Group) ha presentato questa immagine che è stata rilasciata dal Brasilia Planetarium di recente e che mostra un oggetto o comunque una anomalia di enormi proporzioni, a forma di disco, che si presenta sopra l’atmosfera della Terra. 

E’ stato stimato che il disco possiede un diametro di circa 3000 miglia (quasi 5 mila km) , ed è stato fotografato dagli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale.

Non ho idea di che cosa questo oggetto è, posso solo fare delle ipotesi, a questo punto. Ho contattato il Planetario per ulteriori chiarimenti in merito alla presentazione, e pubblicherò un aggiornamento quando ricevo una risposta dettagliata.”

Ovviamente osservando queste immagini,  ci poniamo delle domande:  questa anomalia può essere frutto di esperimentio HAARP? Oppure si tratta di un anomalia magnetica del pianeta? Attendiamo risposte dall’osservatorio e dal ricercatore Stephen Hannard.

Vi rendete conto di cosa cavolo affermano questi psicolabili? Scusate lo sfogo, ma qui veramente stiamo rasentando la pazzia piu’ pura. Frutto dell’esperimento HAARP? Anomalia magnetica? E perche’ no, magari una scia chimica che si e’ allargata troppo!

Primo, questa cosa e’ folle. Secondo, e’ folle pensare che questa notizia e’ stata copiata su molti gruppi di facebook e c’e’ pure gente che ne discute interrogandosi su cosa potrebbe essere questo disco.

Va bene, cerchiamo di interrompere il flusso di emozioni che vanno dal riso isterico alla follia omicida e passiamo in rassegna questa notizia.

Questo fantomatico “ricercatore” citato, tale Stephen Hannard, al solito, non e’ un ricercatore ma quello che i nostri amici complottisti definiscono “ricercatore indipendente”. Come visto in altri articoli, sono persone che passano el giornate su internet cercando di costruire bufale senza lavorare per nessun ente di ricerca accreditato e senza mai produrre qualcosa che possa anche lontanamente assomigliare da un articolo scientifico. Tra l’altro, questo fenomeno e’ molto conosciuto in rete per la grande quantita’ di bufale che ha tirato fuori negli ultimi mesi, principalmente riguardanti sassi, lampioni e piccioni scambiati per ufo.

Cosa dire invece sulla foto in questione?

Molto semplice, come detto, si tratta veramente di un’immagine rilasciata dal planetario di Brasilia ma e’ una ricostruzione non reale. Ripeto, ma secondo voi un qualcosa grande 5000 Km passerebbe innosservato?

Cosa rappresenta in realta’ l’immagine? Si tratta di una simulazione estratta da un filmato dimostrativo proiettato nel planetario per mostrare cosa accadrebbe se un meteorite di grandi dimensioni arrivasse sulla Terra. Quel disco che vedete e’ appunto il risultato della collissione che si propagherebbe per migliaia di kilometri dal punto di impatto. Di questa opportunita’ ne abbiamo parlato in diversi articoli.

Ovviamente, il fatto che l’immagine sia presa dalla stazione spaziale e’ falso. Vi dimostro anche il perche’. Vedete quell’ombra nera che si vede nell’immagine? Quella e’ l’ombra del proiettore utilizzato per proiettare le immagini sulla volta del planetario. Tra l’altro, il planetario di Brasilia e’ equipaggiato con un proiettore di ultima generazione prodotto dalla tedesca Zeiss e specifico per applicazioni di questo tipo. Se volete maggior info, il sistema e’ chiamato Powerdome VIII, come verificabile a questa fonte:

Brasilia Planetarium

Se vedete l’immagine del proiettore:

Powerdome della ZEISS al Planetario di Brasilia

Powerdome della ZEISS al Planetario di Brasilia

Potete anche vedere come l’ombra della prima foto sia propria relativa a questo strumento.

Non credo che sia necessario aggiungere altro. Se le notizie “sensazionaliste” degli ultimi tempi sono queste, sarebbe meglio chiudere alcuni siti!

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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11 settembre 2001: USA sotto attacco

23 Set

Dalla discussione avuta con un nostro caro lettore, mi e’ stato richiesto eplicitamente un articolo sugli attentati dell’11 settembre 2001. Ovviamente, non posso che essere lusingato di questa richiesta, che mi chiede di analizzare con lo stile di questo blog, uno dei fatti piu’ cruenti e significativi degli ultimi anni.

Come sapete bene, proprio da questi fatti, molti analisti fanno iniziare la crisi economica, l’inizio di quella che potrebbe essere considerata una guerra tra Occidente e Islam ma anche un cambio di coscienza globale di una civilta’ che da un giorno all’altra si e’ trovata nell’era moderna. Queste considerazioni, non vengono fatte solo a scopo introduttivo. A mio avviso, questi fattori entrano prepotentemente nell’analisi che viene richiesta per poter inquadrare al meglio i fatti nello specifico.

Trattare il tema dell’11 settembre non e’ di per se facile. Per diversi giorni ho studiato materiale, letto interviste, visionato filmati. Come sapete bene, la rete e’ strapiena di cospirazioni pensate, o anche immaginate, riguardo a questi attentati. Ovviamente, sarebbe impossibile trattarle tutte e con elevato dettaglio. Di questo mi scuso da subito. Sono consapevole che questo articolo potrebbe scatenare una pletora di commenti, forse neanche troppo soft, di qualcuno che crede fortemente che quanto accaduta sia una grande montatura.

Proprio partendo da queste osservazioni, vorrei sottolineare una cosa. Molte teorie affondano le loro radici sul fatto che i servizi segreti sapessero in anticipo degli attentati, discutono del perche’ i caccia siano partiti troppo presto o troppo tardi dalle basi militari, del perche’ il presidente fosse rimasto cosi’ tanto tempo nella famosa scuola elementare invece di correre sul luogo dell’attentato. Se sperate di avere risposte a queste domande, vi dico subito che queste non verranno trattate e non sono materia di questo blog. Perche’? Noi siamo qui per parlare di scienza e per analizzare i complotti e le catastrofi che vengono annunciate. Fate attenzione, ho detto “analizzare”, non “smentire”. Questa e’ la sottile differenza che ci distingue da coloro che sostengono i complotti per partito preso, ma anche da coloro che cercano in tutti i modi di smontarli senza cognizione di causa. Dal nostro punto di vista, cerchiamo sempre di non partire prevenuti, ma di rimanere aperti ad ogni risultato il nostro ragionamento potrebbe raggiungere. In fondo la scienza ci insegna questo, un risultato non e’ bello o brutto a seconda che ci faccia comodo o no, e’ un risultato che deve essere sostenuto da ipotesi oggettive.

Bene, quello che dunque vogliamo analizzare in questo post e’ il discorso della caduta delle torri gemelle, anche dette WTC1 e WTC2, dell’ulteriore edificio caduto a 200 metri dalle torri, il WTC7 e dell’aereo arrivato sul Pentagono.

Come sapete bene, anche perche’ molti hanno fatto fortuna parlando di queste ipotesi, i complottisti sostengono che sia fisicamente impossibile che i due edifici principali del World Trade Center siano caduti per l’impatto degli aerei o per gli incendi sviluppati all’interno. Secondo queste teorie, il dirottamento degli aerei sarebbe stata solo una farsa creata ad hoc. In realta’, le torri sarebbero cadute perche’ precedentemente minate con esplosivo o peggio ancora con termite, una sostanza in grado di sviluppare altissime temperature con un innesco a bassa temperatura. Le prove di questo sarebbero date dalla dinmica del crollo delle torri, perfettamente compatibili con una distruzione pianificata, esattamente quella che viene fatta da esperti per buttare giu’ un palazzo. Altra teoria alternativa che sta riscuotendo sempre piu’ successo in rete, e’ quella di un ordigno nucleare fatto esplodere nel sottosuolo e che avrebbe provocato la caduta delle torri per un cedimento delle fondamenta.

Prima di analizzare il crollo delle torri, vorrei fare qualche ragionamento. Per prima cosa, tutti questi scenari si basano sul fatto che il dirottamento sarebbe stato una farsa. Ma allora la domanda e’: perche’ e’ stato fatto? Nelle innumerevoli ipotesi, non ho mai letto questa risposta. Se le torri fossero state minate o se fossero cadute per l’esplosione di una bomba atomica, perche’ dirottare gli aerei e lanciarli contro uno dei simboli degli USA? Come sapete, stiamo parlando di un attentato terroristico dunque, per sua stessa definizione, volto a creare “terrore” nelle persone. La strategia di questi gruppi non e’ tanto quella di fare migliaia di vittime, quanto quella di dimostrare di poter colpire dove e quando vogliono. Perche’ dico questo? Una delle ipotesi, con o senza esplosivo, e’ che tutto sia stato organizzato dagli USA stessi, cioe’ che quello delle torri gemelle sia stato un auto-attacco. Perche’? Semplice, almeno a quello che dicono i complottisti, questo avrebbe offerto le condizioni per far partire le diverse campagne contro l’Islam, per far crollare regimi totalitari, per impadronirsi del petrolio o di altre risorse, per controllare i paesi orientali, ecc.

E’ credibile questo? Personalmente spero di no, ma l’analisi di queste considerazioni, come anticipato, non rientra negli scopi di questo articolo. Qui vogliamo solo analizzare gli attentati e capire se e’ possibile che ci sia qualcosa sotto non dichiarato. Poi se volete possiamo parlare del fatto che gli USA non siano un governo trasparente sotto molti aspetti, ma anche qui vi farei notare che nessuno stato lo e’ su determinate questioni, tantomeno l’Italia. Ci sono tantissimi fatti della nostra storia su cui c’e’ ancora un’aura di mistero e di possibile complotto. Non meravigliamoci di questo. Certo, da qui a parlare di auto-attentato ce ne passa.

Torniamo dunque all’attentato. Per prima cosa, vorrei escludere da subito, e chiunque dotato di buon senso dovrebbe farlo altrettanto velocemente, l’ipotesi ordigno nucleare sotterraneo. Perche’? Per prima cosa, un’esplosione nucleare produce radiazioni. E’ vero che si parla di esplosione sotterranea ma chi ce l’ha messa? Come? Possibile che non ci sia stata nessuna fuga di radiazioni?

Se queste considerazioni non vi bastano ve ne dico una definitiva. Se il tutto fosse provocato da un’eplosione sotterranea, sarebbero state colpite prima di tutto le fondamenta delle torri e, di conseguenza, il cedimento sarebbe stato dal basso. Come tutti sanno, con le immagini di quegli attimi ben presenti nelle nostre menti, la caduta e’ iniziata dall’alto, cioe’ da dove sono arrivati gli aerei.

Questo esclude subito l’ipotesi ordigno nucleare.

Bene, passiamo ora all’altra importante teoria complottista: le torri sono state progettate per resistere all’urto di un aereo di linea per cui non potevano crollare. Quelle che hanno provocato il cedimento sono state cariche piazzate in diversi piani e che hanno provocato quella che si chiama una distruzione pianificata.

Prima considerazione, come avrebbero fatto a mettere tutte queste cariche? Con un edificio del genere, le cariche avrebbero dovuto essere in molti piani, in punti diversi ed in zone di normale passaggio di persone. Chi avrebbe avuto la possibilita’ di mettere queste cariche? Come sapete, le torri erano sede di moltissimi uffici ed erano frequentate nell’arco di quasi tutta la giornata. Ah certo, quasi dimenticavo, se l’attentato e’ stato fatto dagli USA, non avevano certo problemi nel piazzare ordigni ed entrare senza destare sospetto.

Considerazione interessante. Vi faccio pero’ riflettere su un’altra cosa, perche’ allora gli aerei? Avete imbottito le torri di esplosivo per farle crollare, perche’ dirottare degli aerei da lanciare contro le torri? Per aumentare l’affetto scenico? L’ipotesi non regge tanto. Inoltre, come avete visto dai video dei crolli, il cedimento e’ iniziato proprio nei piani sopra il punto di impatto, possibile che le cariche siano state fatte brillare nell’esatta sequenza, dall’alto verso il basso, e che i dirottatori abbiano centrato esattamente il punto che avevate concordato in precedenza? Personalmente, credo che si stia passando dal complottismo alla fantascienza.

Qual e’ l’altra motivazione che spinge a pensare che l’attaco sia stato auto-pianificato? Il piano era talmente tanto perfetto e l’esecuzione talmente impeccabile che l’organizzazione poteva solo essere fatta da un governo preparato e interno al paese, dunque gli USA stessi.

Facciamo una considerazione abbastanza meschina, soprattutto se pensiamo ai 3000 morti dell’11 settembre. Gli attentati sono stati perfetti? Assolutamente falso. Vi spiego il perche’. Avete dirottato 4 aerei, due sono andati a segno sulle torri, uno ha fatto danni marginali al pentagono e uno non e’ nemmeno arrivato a destinazione. Siete arrivati contro le torri in un orario sbagliato. Come sapete, gli attentati sono accaduti nelle prime ore della mattinata, quando le torri non erano ancora completamente piene. Se vogliamo essere sadici, un attentato ben riuscito avrebbe scelto un orario diverso, anche solo un paio di ore dopo. Inoltre, avete colpito le torri in punti molto alti. Questo ha consentito alle persone dei piani inferiori, in larga parte, di mettersi in salvo. Tra l’altro uno degli aerei e’ arrivato completamente storto all’impatto colpendo uno spigolo della torre. E’ un piano perfetto? Direi proprio di no. Dunque, anche questa ipotesi secondo me regge poco.

Detto questo, passiamo alla dinamica del crollo.

Secondo l’ipotesi complottista, il cedimento sarebbe stato causato da cariche opportunamente piazzate come in una demolizione controllata. Le prove? Prima di tutto, la caduta perfettamente verticale delle torri, secondo ampi sbuffi di fumo e detriti che uscivano dagli edifici negli istanti precedenti il crollo. Questi sarebbero gli inequivocabili segni dovuti all’esplosione delle cariche.

Perche’ vengono fatte queste ipotesi? Come detto, le torri erano progettate per resistere all’urto di un aereo di linea. Gli incendi sviluppati all’interno degli uffici non potevano di certo raggiungere la temperatura di fusione dell’acciaio delle strutture. Se queste sono venute giu’ e’ perche’ e’ stata usata termite, in grado di raggiungere le temperature di fusione dell’acciaio, o perche’ sono stati causati cedimenti strutturali lungo tutta l’altezza delle torri.

Bene, analizziamo queste considerazioni.

Per prima cosa, gli edifici erano in grado di resistere all’impatto di un aereo, come giustamente ricordato anche dall’ideatore delle Torri Gemelle. Le simulazioni fatte al tempo prevedevano pero’ aerei piu’ piccoli rispetto a quelli utilizzati nel 2001 e, soprattutto, scarichi di carburante. Perche’ questo? Semplice, nei calcoli si era presa in considerazione l’ipotesi in cui un velivolo in fase di atterraggio a New York, dunque con poco carburante, a causa della nebbia finisse contro gli edifici. La dinamica dell’attentato del 2001 e’ completamente diversa con aerei decollati da poco tempo e con serbatoi carichi, anche se non pieni, di kerosene.

Cosa e’ successo nell’impatto? Gli aerei sono penetrati all’iinterno degli edifici. A causa dell’urto, il kerosene dei serbatoi si e’ incendiato provocando la fiammata iniziale che tutti ricorderete.

Ingresso dell'aereo in una delle due torri

Ingresso dell’aereo in una delle due torri

Le fiamme hanno ovviamente provocato il divamparsi di incendi in tutti i piani interessati dall’urto. Vi ricordo che le torri erano sede di molti uffici per cui erano piene di carta, arredi d’ufficio, pc, tutte cose facilmente infiammabili.

Bene, abbiamo l’urto, abbiamo l’incendio, ma le torri sono ancora in piedi. Dunque? Perche’ solo a distanza di decine di minuti si e’ avuto il crollo delle torri, e per di piu’ la seconda colpita e’ caduta per prima?

Le risposte a quete domande sono quelle che segnano il confine tra complotto e spiegazione logica.

Andiamo con ordine.

Come sono fatte le torri?

Su diversi siti, non necessariamente di complottisti, ho letto molte cose inesatte sulla struttura delle torri. Capire questo punto e’ la chiave di interpretazione dei fatti.

La struttura delle torri e’ fatta da una serie di colonne perimetrali che corrono tutt’intorno gli edifici e da una parte di colonne centrali che costituiscono il core:

Struttura con travi di acciaio delle Torri

Struttura con travi di acciaio delle Torri

Abbiamo dunque una struttura portante di colonne d’acciaio, molto solida, ma sufficientemente elastica da resistere non solo ad attentati, ma anche a condizioni naturali e normali di utilizzo. Pensate ad esempio ad una scossa di terremoto che fa vibrare tutta la struttura o anche solo al vento in grado di sollecitare fortemente una struttura alta piu’ di 400 metri.

Come sono legate le due serie di colonne? Ovviamente con dei solai. Anche in questo caso, e’ stato utilizzato acciaio, per creare una struttura legata in questo modo:

Solai in acciaio

Solai in acciaio

Sui solai sono disposti i pavimenti dei vari piani costituiti da lastre di cemento.

Molte delle ipotesi complottiste partono dal fatto che per far crollare una struttura di questo tipo, e’ necessario far fondere completamente l’acciaio. Per ottenere questo risultato, si devono raggiungere temperature superiori ai 1500 gradi, cosa impossibile bruciando kerosene. Tra l’altro, le colonne di fumo nero che ricorderete intorno alle torri, sono sinonimo di cattiva combustione dunque di temperatura non troppo alta. Secondo alcuni, nel calcolo delle temperature, tra l’altro sulla rete ho letto degli strafalcioni incredibili di termodinamica senza distinguere temperatura e calore, mancherebbe l’apporto dei mobili e della carta. Anche in questo caso pero’, viene giustamente fatto notare che non si riesce a raggiungere la temperatura di fusione dell’acciaio.

Vero anche questo. Ma perche’ si dovrebbe far fondere l’acciaio? Premesso che per la fusione servono le temperature di cui abbiamo parlato, gia’ a 500 gradi l’acciaio lascia la sua fase elastica per arrivare a quella plastica. In queste condizioni, il materiale e’ molto morbido e presenta dunque una resistenza strutturale molto minore, anche del 90% inferiore, rispetto alle condizioni ambientali. Perche’ facciamo notare questo? Un materiale in queste condizioni, inficia in modo preponderante la resistenza della struttura.

Secondo i complottisti, la caduta degli edifici sarebbe stata perfettamente verticale, come in una demolizione studiata. Su questo punto, non c’e’ neanche da discutere. Per prima cosa, vi mostro una foto aerea della zona:

Detriti dovuti al crollo in tutta l'area del World Trade Center

Detriti dovuti al crollo in tutta l’area del World Trade Center

Come vedete, i residui dei crolli sono ovunque. Torneremo su questo punto, discutendo la caduta del WTC7.

Inoltre, e’ evidente dalle prove fotografiche che la caduta degli edifici non e’ stata assolutamente verticale. La parte di torre superiore al punto di ingresso degli aerei, si e’ staccata con un’angolazione molto pronunciata, circa 30 gradi per una torre e 15 per l’altra. Ecco una foto molto esplicativa:

Crollo inclinato della parte alta della torre

Crollo inclinato della parte alta della torre

Vedete quanto e’ inclinata la parte superiore? Non credo che, alla luce di questo, si possa parlare di caduta verticale.

Perche’ sono cadute le torri?

Come detto, gli edifici erano pensati per resistere all’impatto di un aereo, anche se scarico di carburante e di dimensioni minori di quelli dirottati. Nonostante questo, le torri hanno resistito all’impatto, infatti non sono cadute subito a causa dell’urto. La stessa cosa si puo’ dire per l’incendio. Gli edifici erano pensati per resistere 2 ore ad un incendo completo. Eppure sono cadute. Perche’?

Quello che spesso non viene considerato e’ il fattore combinato incendio-impatto.

Vi faccio un esempio molto semplice. Prendete una lattina di bibita da 33 cl. Quella lattina e’ fatta da un sottilissimo foglio di alluminio, ma ha una resistenza a compressione elevatissima. E’ in grado di reggere tranquillamente il peso di una persona. Se pero’ la schiacciate leggermente da un lato, basta una minima pressione per accartocciarla. Bene, quello che e’ successo alle torri e’ del tutto analogo all’esempio della lattina. L’ingresso dell’aereo ha provocato danni ad alcuni dei pilastri perimetrali, questo ovviamente compromette la stabilita’ della struttura, ma non del tutto. Il seguente incendio che si e’ sviluppato, ha portato non la liquefazione dell’acciaio, ma un suo ammorbidimento. Questo ovviamente in tutti quei piani interessati dall’urto. Inoltre, il calore ha modificato pesantemente la resistenza meccanica delle travi utilizzate per i solai. In questo caso, le travi si sono ritirate, a causa della minore resistenza meccanica, tirando le travi perimetrali verso quelle del core centrale.

In questa foto si vede un dettaglio della parte interessata dall’incendio ed in cui e’ chiaramente visibile l’avvicinamento della parete laterale verso l’interno:

Dettaglio dell'incendio con parete che rientra

Dettaglio dell’incendio con parete che rientra

Come detto, questo e’ sintomatico del cedimento meccanico delle travi dei solai.

A questo punto, avete una struttura molto debole in diverse parti. Dopo decine di minuti di incendio, la parte alta, tagliata sotto dall’ingresso dell’aereo, cede sotto il suo peso premendo sulla parte inferiore della torre. Una struttura meccanica gravemente compromessa come quella in esame ad un certo punto non riesce piu’ a resitere al peso e cede su se stessa.

E ‘ dimostrabile questo? Assolutamente si. Sono stati pubblicati diversi articoli con simulazioni FEM, tra l’altro su riviste internazionali, che hanno dimostrato come la caduta delle torri sia perfettamente compatibile, nei tempi e nei modi, con quella dell’attentato avvenuto. Uno di questi e’ scaricabile da questo link:

Usmani

Tra l’altro, proprio a causa del cedimento improvviso sotto il peso, la caduta delle torri e’ risultata quasi istantanea come un corpo in caduta libera. Questo perche’ i piani inferiori che via via venivano interessati, venivano schiacciati da un peso sempre crescente.

Altra considerazione importante, possibile che la torre sia caduta istantaneamente tutta insieme, polverizzando tutto? Anche queste considerazioni sono del tutto false. Prima cosa, come anticipato, la caduta non e’ stata verticale ma i detriti hanno interessato una vasta zona del World Trade Center. Inoltre, non e’ assolutamente vero che si e’ polverizzato tutto. Ci sono diverse prove come questo video:

Video, frammenti

che mostrano la caduta di detriti molto grandi, molto pesanti e soprattutto interi verso il basso.

Altra cosa rimasta in sospeso, cosa dire degli sbuffi che si vedevano durante il crollo delle torri? Per farvi capire meglio, i sostenitori del complotto si riferiscono ad esempi come questo:

Sbuffi di materiale interpretati come detonazioni

Sbuffi di materiale interpretati come detonazioni

Secondo alcuni, questa sarebbe la prova dell’esplosione di alcune bombe lungo la torre. Niente di piu’ falso. Come potete facilmente immaginare, si tratta soltanto dell’aria interna agli edifici che viene compressa per schiacciamento durante la caduta e che riesce a frantumare i vetri esterni. Allo stesso modo, le presunte esplosioni che vengono raccontate da alcuni testimoni durante il crollo, altro non sono che il rumore dei vetri che andavano in frantumi o anche quello delle lastre di cemento che costituivano i pavimenti dei piani. Come detto, a causa della variazione di tenuta dei pilastri del solaio, i pavimenti non possono far altro che cedere e precipitare verso i piani inferiori.

Detto questo, non credo ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che la caduta delle torri e’ stata provocata dalla combinazione dell’impatto dell’aereo e dell’incendio che si e’ sviluppato. Come visto, non solo questo e’ documentabile dalle molte prove fotografiche di quel tremendo giorno, ma ci sono anche numerosi articoli a sostegno che dimostrano la veridicita’ delle ipotesi. Solo questi, e il fatto che la dinamica del crollo sia simulabile, dovrebbero smentire tutte quelle voci che cercano evidenze di qualcosa di diverso nel crollo del WTC1 e 2.

Detto questo, passiamo invece all’altro grande mistero di quel giorno, il crollo del WTC7. Per chi non ne fosse a conoscenza, l’area del World Trade Centrer, era composta da diversi edifici, di altezze diverse. L’11 settembre 2001, oltre alle due torri, cadde anche un altro edificio, appunto detto WTC7, che non venne assolutamente colpito da niente. Perche’ e’ importante questo fatto nelle teorie complottiste? Semplice, il fatto che questo sia caduto senza essere stato colpito, indica chiaramente che gli edifici della zona fossero stati minati precedentemente. Evidenza che sosterrebbe le ipotesi viste prima. Tra l’altro, come evidenziato dai complottisti, il WTC7 non puo’ essere stato colpito da detriti per due buone ragioni. La prima e’ che si trova a circa 200 metri dalla torre piu’ vicina e tra i due vi era un altro edificio, chiamato WTC6, che lo proteggeva completamente e che non e’ andato distrutto dopo il crollo della torre. Il secondo motivo e’ ancora piu’ semplice, dal momento che si e’ trattato di un crollo studiato e verticale e in cui i detriti sono stati polverizzati, niente sarebbe potuto cadere cosi’ lontano.

A questa seconda ipotesi abbiamo gia’ abbondantemente risposto, mostrando come i detriti ci sono, anche di notevole dimensione, e dimostrando come la caduta non sia stata verticale. Questa osservazione e’ dunque da scartare a priori.

Resta pero’ l’altra ipotesi. Tra la torre che crolla e il WTC7 c’e’ un altro edificio che non crolla. Come e’ possibile? Inoltre, il WTC7 e’ caduto dopo diverse ore dalle torri, altro aspetto inspiegabile. Per chi non lo sapesse, anche in questo caso, parliamo di un edificio di 47 piani con struttura in acciaio, dunque non un castello di carte che cade da solo per opera del vento.

Per capire questo crollo, e’ necessario vedere la planimetria del World Trade Center, quando ancora esisteva:

Mappa degli edifici del World Trade Center

Mappa degli edifici del World Trade Center

Come vedete, effettivamente il WTC7 e’ completamente protetto dal WTC6 che impedisce a qualsiasi detrito di danneggiare l’edificio.

Spesso pero’, quelli che pensano i complotti, dimenticano che le spiegazioni piu’ semplici sono quelle che andrebbero considerate per prime. Siamo a New York, Stati Uniti di America, dove si costruiscono grattacieli con altezze completamente diverse. Invece di fermarci alla planimetria, vediamo un prospetto della zona con le altezze in scala degli edifici:

Modello 3D degli edifici del World Trade Center

Modello 3D degli edifici del World Trade Center

Notato niente? Guardate quanto e’ alto il WTC7 rispetto al WTC6 che si trova di fronte. Praticamente questo edificio vede benissimo la torre di fronte ed e’ completamente esposto alla caduta dei detriti.

Cosa e’ successo precisamente l’11 settembre 2001?

Durante la caduta della torre piu’ vicina, il WTC7 ha subito alcuni danni strutturali, come riportato in questa foto:

Dettaglio del WTC7 dopo il crollo della torre piu' vicina

Dettaglio del WTC7 dopo il crollo della torre piu’ vicina

Come si vede, e come indicato enlla foto stessa utilizzata nei rapporti ufficiali, il WTC7 ha subito, durante il crollo della torre, danni evidenti ai piani alti. Sempre a causa della caduta di detriti, sono divampati anche incendi all’interno dell’edificio.

E’ strano questo?

Assolutamente no, come ricorderete bene, ci sono stati numerosissimi casi di incendi a terra a causa di detriti in fiamme caduti dalle torri. Uno di questi ha colpito il WTC7 in cui sono divampati incendi.

Allora, anche qui abbiamo un edificio danneggiato, anche se lievemente, ed un incendio in corso. Poi? Quello che e’ successo e’ evidente, l’edificio e’ stato lasciato crollare. Perche’? Ovviamente, tutti gli occupanti erano stati fatti evacuare. I pompieri erano in notevole difficolta’ per tenere sotto controllo le torri. Abbiamo un edifico vuoto, danneggiato e che brucia. Inoltre, per lungo tempo c’e’ stata mancanza di acqua per cui, anche volendo, i pompieri non hanno avuto modo di domare l’incendio all’interno del WTC7. Detto questo, l’edificio e’ stato lasciato al suo destino. In questo caso, come anticipato, ci e’ voluto molto piu’ tempo affinche’ il WTC7 crollasse e infatti, e su questo sono tutti d’accordo, il crollo e’ avvenuto solo nel pomeriggio inoltrato ora di New York.

Dunque, anche per il WTC7 esiste una spiegazione razionale ottenuta dall’analisi condotta fino a questo punto.

Resta da analizzare l’aereo che e’ arrivato contro il pentangono. In questo caso, le teorie complottiste parlano di una manovra impossibile da fare per un aereo di linea dal momento che il punto di impatto e’ tra il piano terra e il primo piano, dunque troppo vicino al terreno, che il carello si sarebbe abbassato da solo sotto una certa quota, ma soprattutto che un velivolo cosi’ basso avrebbe necessariamente fatto danni attraversando la vicina autostrada. Secondo queste ipotesi, in questo caso non si e’ nemmeno trattato di un aereo, bensi’ di un missile cruise. Questo avvalora l’ipotesi secondo la quale non si e’ trattato di un attentato ma di un auto attacco da parte del governo per permettere le future politiche in medio Oriente.

Prima cosa, molte delle foto che trovate in rete e che parlano di foro troppo piccolo e incompatibile con quello che lascerebbe un aereo sono false. Quelle reali, dimenticano di considerare che molte delle parti dell’aereo sono in realta’ estremamente leggere e dunque dotate di potere di penetrazione molto basso, soprattutto se rapportate con una struttura di cemento armato rinforzato come quella del pentagono. Detto questo, mi sento di escludere subito l’ipotesi missile.

Restano pero’ le altre supposizioni. Prima di tutto, e’ assolutamente falso dire che i carrelli degli aerei si abbassano da soli. Inoltre, non mi sembra che sia cosi’ impossibile centrare il bersaglio. Come giustamente fatto notare nelle controipotesi, ogni giorno tutti gli aerei centrano il bersaglio rappresentato dalla pista di atterraggio. Ci sono tantissimi aereoporti in cui le piste sono in posizioni davvero scomode, vicino al mare, deitro le montagne, ecc. Condizioni che devono essere studiate molto bene, ma che vengono eseguite senza problemi.

Inoltre, non e’ affatto vero che il volo radente dell’aereo non e’ passato sulla vicina autostrada. Vi mostro una foto:

Palo divelto sull'autostrada di fronte al pentagono

Palo divelto sull’autostrada di fronte al pentagono

Come vedete, questi sono i piloni dell’illuminazione dell’autostrada che sono stati abbattutti dal passaggio dell’aereo. Questa ipotesi viene utilizzata per mostrare l’incompatibilita’ della traiettoria seguita. Se l’aereo non ha toccato l’autostrada, come ha fatto a volare poi rasoterra vicino al pentagono? Questo implicherebbe una manovra non possibile con un aereo di quelle dimensioni. Questa foto che ho mostrato, come tante altre che trovate in rete, mostrano l’esatto contrario. Al passaggio sull’autostrada, il volo dirottato era gia’ molto basso e puntava dritto contro il pentangono.

Riassumendo, i crolli delle torri gemelle e del WTC7 sono perfettamente compatibili con la versione ufficiale. Inoltre, le simulazioni FEM fatte sugli edifici per studiare la dinamica dell’impatto hanno dato risultati perfettamente compatibili con quelli visti in quel tragico giorno. Questo solo per mentire tutte quelle voci che vorrebbero l’attentato mediante aerei solo una messa in scena per distrarre dalle cariche piazzate all’interno dell’edificio. Come visto, il crollo del WTC7 e’ del tutto compatibile con la caduta dei detriti che hanno dapprima danneggiato l’edificio e poi fatto divampare l’incendio che ha bruciato per ore. Questo dimostra anche la non fondatezza delle ipotesi sulla caduta verticale o sulla demolizione programmata delle torri.

Per quanto riguarda il pentagono, come visto, la traiettoria seguita dall’aereo e’ perfettamente compatibile con quella pensata. Il velivolo ha volato in assetto quasi parallelo al terreno gia’ quando si trovava sopra la vicina autostrda. A riprova di questo, ci sono prove fotografiche che mostrano i pali dell’illuminazione divelti dal passaggio a bassa quota. Questo anche per escludere l’ipotesi quanto mai fantasiosa del missile cruise.

Ultima considerazione. Come detto all’inizio di questo lunghissimo articolo, il mio scopo era solo quello di analizzare i crolli e ragionare sulle tante ipotesi di complotto che si sono alimentate nel corso degli anni. Non voglio fare un trattato di economia e politica internazionale, ne tantomeno parlare di governo centrale degli Stati Uniti. Possiamo dire che gli attentatori erano pagati dal governo USA? Personalmente, credo di no, ma non sta a me dirlo ne tantomeno riuscire a dimostrarlo ragionando scientificamente.

Vorrei pero’ farvi riflettere su un’ultima cosa. A mio avviso, gli attentati dell’11 settembre 2001 hanno mostrato un paese non pronto ad attacchi di questo tipo. Molti fanno ipotesi complottiste ragionando sul fatto che i caccia non si siano alzati per abbattere gli aerei dirottati o che non ci fosse un adeguato sistema di controllo e difesa. Secondo me, il discorso non e’ neanche questo. Gli Stati Uniti, prima del 2001, erano abituati a combattere guerre fuori dai loro confini. Con l’attentato del World Trade Center hanno scoperto che il mondo globalizzato era in grado di portare la guerra anche dentro i loro confini. E’ facile pensare ad una potenza bellica perfetta finche’ questa non viene testata sul campo. Nel caso degli USA, fino a quel momento, il paese pensava di essere invincibile e immune da attacchi di questo tipo. Purtroppo, anche sotto questo aspetto, l’11 settembre 2001 ha segnato un momento di svolta epocale.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Le spettacolari Roll Clouds

9 Lug

Uno dei laboratori scientifici frequentabili da tutti e’ sicuramente il cielo. Leggendo questa frase, il primo pensiero che viene in mente e’ sicuramente quello di un bel cielo stellato. Miliardi di piccoli puntini luminosi che, dietro un apparente calma e staticita’, nascondono dinamiche, a volte anche violente, di un universo “vivo” che si modifica nel tempo. Ora pero’, senza dover chiamare in causa argomenti astronomici, il cielo sulla nostra testa e’ anche l’atmosfera. Come sappiamo bene, anche qui parliamo di un ecosistema vivo e che puo’, in alcuni casi, riservarci spettacoli tali da lasciarci a bocca aperta.

Molte volte su questo blog abbiamo parlato di nuvole:

Una nuvola che fa pensare alla fine del mondo

Altra strana nube, questa volta in Giappone

Altra strana nube a Tulsa

Nuvole sismiche

Scoperta nuova nuvola?

Perche’ lo abbiamo fatto? Come visto, esistono diverse tipologie di nuvole, alcune piu’ comuni altre molto meno. In questo contesto storico/mediatico di una continua ricerca di segni premonitori o di qualche fine del mondo pronta ad intervenire, osservare una formazione nuvolosa “strana” non puo’ che accendere gli animi catastrofisti di molti siti, pronti a speculare su queste osservazioni. Negli articoli precedenti, abbiamo in particolare parlato di tantissime formazioni nuvolose poco note e che, ogni volta che sono comparse, hanno fatto il giro del web in pochissimo tempo, utilizzate per far credere di essere in presenza di un segnale antecedente a qualcosa di “pericoloso” in arrivo.

Come avrete gia’ capito, stiamo per tornare a parlare proprio di nubi.

Piccolo preambolo, la NASA ogni giorno pubblica una foto scelta tra le tante in loro possesso, per mostrarla su un sito appositamente creato. Il titolo di questa pagina e’ “Astronomy Picture of the day”, cioe’ la foto astronomica del giorno. Questa pagina e’ raggiungibile da questo link:

NASA, APOD

Giorno per giorno, vengono pubblicate immagini bellissime, relative al cosmo o a qualche raro fenomeno naturale, sempre accompagnate da una breve descrizione scientifica.

Proprio su questo sito, pochi giorni fa e’ stata pubblicata la foto che vi mostro:

Roll Cloud a Maldonado in Uruguay

Roll Cloud a Maldonado in Uruguay

Cosa sarebbe questa strana formazione che si vede nell’immagine?

“Apparentemente” sembra una nuvola, ed infatti lo e’. Ma prima di spiegare di cosa si tratta, come nostra abitudine, vi parlo delle spiegazioni fantasiose che si trovano in rete. Secondo molti siti, si trattarebbe di un fenomeno assolutamente non naturale. Per alcuni il fenomeno sarebbe legato alle scie chimiche. Questa specie di rotolo che si vede sarebbe appunto una nuova tipologia di scia chimica, ovviamente concepita per sterminare la razza umana. Su questo fronte la fantasia non e’ mai troppa. Altri ancora parlano invece di una porta di collegamento dimensionale tra il nostro mondo ed uno ad esso parallelo. Anche in questo caso, sarebbe il caso di smettere di guardare film di fantascienza. Secondo altri ancora, la nube osservata sarebbe una corsia preferenziale per i soliti alieni che non vedono l’ora di invadere il nostro mondo.

Per dovere di cronaca, abbiamo visto le ipotesi catastrofiste, ora pero’ parliamo di scienza.

Negli articoli precedenti, abbiamo gia’ visto il fenomeno delle nubi ad arco. Quella che si vede nella nostra attuale foto, e’ proprio una manifestazione particolare di nube ad arco, chiamata, come poteva essere diversamente, “Roll Cloud”, cioe’ nube arrotolata.

Cosa sarebbe una roll cloud?

Si tratta di un fenomeno abbastanza raro, ma su cui e’ comunque presente una discreta quantita’ di immagini su web. In presenza di un fronte temporalesco in avanzamento, in alcuni casi si possono avere correnti fredde discendenti che arrivano quasi a livello della superficie. Ora, queste correnti possono incontrare aria piu’ calda e umida che viene dunque spinta verso l’alto. Salendo, la temperatura dell’aria diminuisce e potrebbe scendere al di sotto del punto di rugiada, formando appunto una nube. Queste sono appunto le condizioni per la formazione della Roll Cloud.

Come e’ facilmente intuibile, se il fronte avanza in modo regolare, si possono formare nubi lunghe anche centinaia di kilometri. Proprio il continuo movimento di aria discendente, fredda, e ascendente, umida, puo’ formare una struttura arrotolata come quella mostrata nella foto.

Cosa si nota dalla foto?

Osserviamo per prima cosa che la foto e’ stata scattata in riva al mare. Questo e’ sicuramente il posto ideale per avere masse di aria umida a livello del terreno da spingere verso l’alto. L’immagine in questione e’ stata scattata da Daniela Mirner Eberl sulla spiaggia di Las Olas a Maldonado in Uruguay.

Dove si trova il fronte temporalesco?

In realta’, il fronte vero e proprio e’ gia’ passato. Quello che rimane, nelle condizioni giuste, e’ soltanto questo spettacolo naturale, ovviamente con una durata nel tempo ristretta.

In realta’, si tratta di una foto del 2009 che, vista la sua bellezza, viene spesso riproposta da qualche sito. Purtroppo, ogni volta che questo avviene, la foto salta subito agli onori delle cronache con le spiegazioni piu’ assurde.

Come anticipato, queste nuvole sono gia’ conosciute e la bibliografia e’ ricca di immagini scattate in giro per il mondo.

Questa che vi riporto e’, ad esempio, una foto scattata in Australia dal fotografo Rob Sharrock proprio sopra la sua abitazione:

Roll Cloud in Australia

Roll Cloud in Australia

Dunque? Da quanto detto, non vi e’ assolutamente nessun mistero riguardante la foto pubblicata dalla NASA. Si tratta di un fenomeno noto e conosciuto con il nome di Roll Cloud. I meccanismi alla base di queste formazioni sono del tutto noti e non necessitano certo di spiegazioni fantasiose.

Purtroppo, tipologie particolari di nuvole non possono che richiamare l’attenzione dei tanti siti catastrofisti che, negli ultimi giorni, sono un po’ carenti di argomenti su cui speculare!

 

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La mano di Dio sulle dimissioni del Papa

13 Feb

Come era facile immaginare, da ieri tutti i giornali, i siti internet e le trasmissioni TV non fanno altro che parlare delle dimissioni di papa Bendetto XVI. Se vogliamo questo e’ giusto, dal momento che si tratta di una notizia unica nel nostro tempo. Nessuno di noi avrebbe mai pensato alle dimissioni di un papa. Forse qualcuno, attraverso i propri ricordi scolastici, ricordava Celestino V, ma sembravano delle cose appartenenti ad un lontano passato.

Quello che pero’ e’ sbagliato, e’ che da ieri in molti stanno parlando senza sosta della profezia di Malachia e della prossima fine di Roma:

2012 e la profezia di Malachia

Si avvera la profezia di Malachia

In questo modo si sta creando un nuovo caso mediatico dopo quello del 21 Dicembre 2012 legato alla profezia Maya. In particolare, non e’ chiaro cosa si intenda per la fine di Roma. C’e’ chi azzarda la distruzione della capitale, la fine della Cristianita’, la fine del papato e chi, senza mezze misure, parla della fine del mondo.

Come visto, molto probabilmente la profezia e’ un falso storico, ben piu’ recente della presunta data e neanche attribuibile a San Malachia.

Premesso questo, c’e’ anche un altro presunto segnale che sta facendo pensare che sia in corso qualche sconvolgimento senza precedenti. Poche ore dopo l’annuncio di Benedetto XVI, cioe’ nella serata del 11 Febbraio, sembrerebbe sia caduto un fulmine molto potente proprio sulla Basilica di San Pietro. Eccovi la foto che sta facendo il giro del mondo:

Il fulmine caduto sulla Basilica di San Pietro l'11 Febbraio

Il fulmine caduto sulla Basilica di San Pietro l’11 Febbraio

Questa foto e’ stata scattata da Alessandro di Meo, fotografo dell’ANSA. Capite bene come questa immagine abbia accesso ancora di piu’ gli animi dei catastrofisti. Solo poche ore dopo l’annuncio, un fulmine cade sul simbolo della cristianita’. Ovviamente, c’e’ chi parla di segnale divino o anche solo di un altro segno premonitore che dovrebbe farci riflettere su qualcosa che sta accadendo.

Come se non bastasse, in rete e’ comparsa anche una seconda foto di un fulmine caduto, sempre in Italia, e sempre su un importante simbolo della Cristianita’, cioe’ il Duomo di Milano:

La foto falsa del fulmine su Milano

La foto falsa del fulmine su Milano

Cerchiamo di capire meglio questa storia facendo considerazioni oggettive e senza lasciarci trasportare da facili sensazionalismi.

Inizio subito col dirvi che la foto del Duomo di Milano e’ falsa. Senza ombra di dubbio, la foto e’ stata realizzata da qualche buontempone prendendo spunto proprio da quella di San Pietro. Come faccio a dire questo? Guardate bene la scia del fulmine. Notate che in realta’ nelle due foto compare esattamente lo stesso fulmine. Questo significa che la seconda foto e’ stata realizzata facendo copia/incolla della saetta di San Pietro.

Per la prima foto invece? Questa foto con buona probabilita’ e’ reale. Certo e’ difficile pensare di poter realizzare una foto cosi’ spettacolare di un evento che dura pochissimo tempo. Questo e’ vero, ma foto del genere vengono fatte mettendo la macchinetta sul cavalletto, per tenerla immobile, e poi inquadrando un paesaggio, o un edificio come in questo caso, con tempi di esposizione molto lunghi. Se durate l’apertura dell’obiettivo cade un fulmine, il gioco e’ fatto.

Tenete anche presente che la foto e’ stata fatta da un fotografo professionista dell’ANSA che nulla avrebbe da guadagnare realizzando una foto falsa in un giorno in cui a San Pietro c’erano centinaia di persone.

Premesso questo, veniamo ai fatti. Addirittura ho ascoltato alcune trasmissioni che raccontavano di fatto miracoloso perche’ si e’ trattato anche di un fulmine a ciel sereno. Niente di piu’ falso. Pensate che l’11 Febbraio, nei paesi dei Castelli Romani piu’ alti nevicava copiosamente mentre in quelli piu’ bassi, cosi’ come a Roma, pioveva a dirotto. Chi e’ di queste parti puo’ confermare, gli altri basta che pensino ai numerosi collegamenti da San Pietro fatti da tutti i telegiornali. Ogni volta il cronista stava sotto l’ombrello. Dunque, il fulmine a ciel sereno possiamo anche dimenticarlo.

Riassumendo, la foto e’ vera, non si e’ trattato di un fulmine a ciel sereno, ma e’ possibile che proprio l’11 sia caduto un fulmine sulla Basilica? E’ strano questo?

La parte piu’ alta della lanterna della Cupola e’ alta ben 130 metri. Questa altezza la rende da sempre molto soggetta ad essere colpita da fulmini. A riprova di questo, gia’ nel 1809 sulla lanterna fu installato un parafulmine dopo che, a causa dei numerosi eventi accaduti, l’energia delle saette aveva danneggiato notevolmente la copertura in piombo della cupola.

Questo primo parafulmine in realta’ non si e’ dimostrato del tutto efficiente per proteggere l’importante monumento. In un articolo del 2005, l’arcivescovo Comastri racconta dei lavori in corso per il restauro dell’esterno della Cupola ma anche dell’installazione di un nuovo parafulmine viste le continue scariche che arrivavano sulla Cupola:

2005, Comastri

Facciamo ancora piu’ chiarezza, pensando brevemente a come funziona un parafulmine.

Questo dispositivo venne inventato da Franklin ed utilizzato la prima volta a Parigi nel 1752. Molti possono pensare che un sistema di questo tipo sia semplicemente realizzato con una lunga asta metallica posta sopra un tetto. Niente di piu’ sbagliato.

Quando un fulmine colpisce qualcosa, cio’ che provoca danni non e’ quasi mai la corrente elettrica, bensi’ il calore sviluppato lungo il percorso fatto dal fulmine. La stessa cosa e’ avvenuta a San Pietro, in cui il calore aveva in parte sciolto il piombo della copertura rovinando la struttura. Per questo motivo, il parafulmine deve essere collegato a terra mediante un filo di sezione adatta. In questo modo, si crea un percorso dedicato e sicuro dove far passare il fulmine facendolo scaricare a terra.

Per potere attirare i fulmini, la parte piu’ alta dell’asta viene rivestita di un metallo nobile ad alta conducibilita’. In questo modo il parafulmine fa da vera e propia calamita evitando danni agli edifici circostanti.

Dunque? Abbiamo visto che, tra le altre cose, lo scopo del parafulmine e’ quello di attirare i fulmini. A Roma era in corso un temporale, la Cupola e’ uno degli edifici piu’ alti della zona, in cima alla cupola c’e’ un parafulmine. Detto questo non mi sembra assolutamente strano che un fulmine sia caduto sulla lanterna di San Pietro. A riprova, basta ripensare all’articolo del 2005 e ai danni causati dai tantissmi fulmini che continuamente cadono su San Pietro.

Concludendo, non credo ci sia assolutamente nulla da discutere riguardo a questo fulmine. Come ormai siamo abituati, si tende sempre a mescolare le carte per dare credibilita’ a teorie assurde gia’ vagliate e smentite da tempo. Quello che purtroppo e’ vero, e’ che tra abdicazione papale, Conclave e prossimo pontefice, ci sara’ ancora molto da discutere sulla profezia di Malachia.

 

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Effetto gregge: l’esagono su Saturno

7 Feb

Solo qualche giorno fa, avevamo parlato della notizia della tempesta in corso su Saturno:

Sistema solare: previsioni meteo

Come visto, le informazioni che venivano date su internet erano in parte sbagliate, ma, soprattutto, erano tutte caricate di un enfasi e di un complottismo, lasciatemelo dire, a volte ridicolo.

Ora cosa succede? Oggi sfogliando le pagine internet mi trovo di fronte ad una nuova sensazionale notizia: “Su Saturno sarebbe stato avvistato uno strano esagono, estremamente regolare e di dimensioni enormi”. Col sorriso sulle labbra, e tra poco capirete anche voi il perche’, cerco di informarmi meglio, facendo la parte di quello che non conosce di cosa si sta parlando. Con mia sorpresa, trovo la notizia su decine di siti ma con informazioni non sempre concordi.

Prima di tutto, vi mostro una foto per farvi capire a cosa mi sto riferendo:

La struttura esagonale al polo nord di Saturno

La struttura esagonale al polo nord di Saturno

Perche’ i siti di “informazione” non sono d’accordo? C’e’ chi dice che e’ stato avvistato ora per la prima volta, mettendolo anche in relazione alla tempesta sempre su Saturno di cui abbiamo parlato nel precedente post, c’e’ chi dice che e’ stato avvistato per la prima volta nel 2006, ma soprattutto, e su questo sono praticamente tutti d’accordo, “la scienza non sa di cosa si tratti”!

Nulla di sorprendente, a cose di questo tipo siamo ormai abituati. Come potete immaginare, molti siti si sono limitati a fare copia/incolla tra di loro, senza nemmeno pensare a quello che stavano pubblicando. Proprio per questo motivo ho chiamato il post “effetto gregge”, proprio per indicare un effetto, realmente studiato in psicologia, che schematizza il comportamento all’unisono, senza una ragione apparente, di soggetti diversi fatto solo a scopo emulativo. Per intenderci, e senza parlare di psicologia, i “pecoroni” come li conoscono tutti.

Pensate che io stia esagerando?

Ecco alcune delle frasi prese da un sito internet, che non riporto proprio per evitare la diffusione di notizie false, chiaramente catastrofiste:

La tempesta rappresentava una assoluta novità osservativa su pianeti che non siano la Terra

Anche in questo caso, gli scienziati non sanno cosa pensare, né hanno idea dell’origine del bizzarro comportamento climatico dei pianeti.

Non abbiamo mai visto niente del genere su nessun altro pianeta. Anzi, la densa atmosfera di Saturno è dominata da onde che plasmano le nubi in modo circolare e celle convettive che fanno lo stesso lavoro, per cui è forse il pianeta del sistema solare in cui meno ti potresti aspettare l’apparizione di una formazione ciclonica in forma di una precisa figura geometrica a sei facce.

Ed ovviamente non poteva certo mancare Nibiru per la spiegazione di questo esagono:

Alcuni ricercatori parlano dell’influenza gravitazionale di un eso-pianeta, come ad esempio l’ormai famoso Pianeta X, di cui in questo periodo se ne sta sempre parlando di più.

Ora, cerchiamo di capire in modo autonomo di cosa si tratta.

Prima di tutto, al contrario di quanto vi si vorrebbe far credere, quell’esagono e’ li almeno dal 1981, anno in cui venne fotografato per la prima volta dalla sonda Voyager-1. Se andate a visitare la pagina wikipedia su questo argomento:

Wikipedia, esagono di Saturno

trovate, nella prima riga, dunque senza nemmeno lo sforzo di leggere tutto, “è uno schema nuvoloso persistente di forma esagonale, al polo nord di Saturno“. Gia’ questo vi fa capire l’assurdita’ della notizia rispolverata e copiata da tanti siti senza ragionare sulle fonti.

Gia’ in passato avevamo visto comportamenti di questo tipo, anche su siti e giornali di diffusione nazionale:

Controllare le fonti!

Tralasciando questi comportamenti, capiamo dunque cos’e’ questa formazione esagonale osservata sulla superficie di Saturno.

Il fatto che sia una tempesta e’ vero, in particolare le ultime immagini scattate dalla sonda Cassini hanno mostrato la parte interna dell’esagono ad alta risoluzione. Intorno al polo nord di Saturno e’ presente un enorme ciclone di 2500 Km di diametro con vortici atmosferici che ruotano ad altissima velocita’, come potete vedere dall’immagine presa dall’archivio NASA:

Il tornado al centro dell'esagono di Saturno

Il tornado al centro dell’esagono di Saturno

Come abbiamo discusso nell’altro post su Saturno, le tempeste su questo pianeta non sono affatto un fenomeno raro e, a differenza di quanto avviene sulla Terra, la morfologia del pianeta e la sua atmosfera possono creare perturbazioni estremamente intense e che possono durare decine di anni. Sempre nel post precedente, abbiamo fatto il confronto tra le tempeste su Saturno e la grande macchia rossa di Giove, proprio per mostrare come fenomeni di questo tipo siano del tutto normali anche per altri pianeti del Sistema Solare.

Detto questo, sembrerebbe tutto chiaro, ma un punto scoperto ancora rimane. Perche’ si forma quella struttura esagonale cosi’ apparentemente perfetta e regolare?

Interno del cilindro utilizzato all'universita' di Oxford. Il colore verde e' dovuto a coloranti utilizzati per tracciare i fluidi.

Interno del cilindro utilizzato all’universita’ di Oxford. Il colore verde e’ dovuto a coloranti utilizzati per tracciare i fluidi.

In realta’, una spiegazione ufficiale della scienza ancora manca anche se, un paio di anni fa, dei fisici dell’universita’ di Oxford hanno fatto un interessante esperimento per cercare di riprodurre in laboratorio la struttura della tempesta.

L’esperimento e’ molto semplice: viene messo un cilindro con 30 litri di acqua su una piattaforma rotante a bassa velocita’. Successivamente, all’interno del volume di fluido, viene messo un anello in grado di ruotare a velocita’ molto piu’ sostenuta. A cosa serve questo? L’acqua del cilindro rappresenta l’atmosfera di Saturno, mentre l’anello in rotazione simula le correnti d’aria ad alta velocita’ che alimentano la tempesta, come mostrato nelle ultime foto di Cassini.

Cosa ha mostrato l’esperimento? In base alla differenza di velocita’ tra la piattaforma e l’anello, i ricercatori sono riusciti a creare strutture a forma di esagono, ma anche triangoli, cerchi, ellissi, ottagoni, ecc. Alla luce di questo, si puo’ supporre che molto probabilmente in prossimita’ del polo Nord di Saturno, siano presenti correnti d’aria piu’ veloci rispetto a quelle atmosferiche standard, e questa differenza sia in grado di formare la struttura esagonale. Sempre secondo i ricercatori, strutture di questo tipo possono formarsi anche sulla Terra, ma la differenza di atmosfera rispetto a Saturno, renderebbe queste formazioni visibili per tempi brevissimi.

Purtroppo l’articolo in questione e’ a pagamento, ma potete comunque leggere l’abstract della ricerca a questo indirizzo:

ScienceDirect Esagono

Concludendo, la notizia che potete leggere in questi giorni su diversi siti, e’ volutamente forzata. L’evidenza della struttura esagonale su Saturno non e’ affatto una scoperta di questi giorni. Come visto nell’articolo, la strana formazione racchiude una tempesta di notevoli dimensioni e, molto probabilmente, la forma geometrica e’ dovuta a forti correnti molto piu’ veloci di quelle atmosferiche.

 

 

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Marconi, Tesla e l’evidenza aliena

23 Gen

Nel precedente post:

Black Knight e segnali dallo spazio

abbiamo parlato del presunto satellite alieno Black Knight e dell’ipotesi complottista che vorrebbe una massiccia operazione di copertura per impedire la diffusione delle prove dell’esistenza di forme di vita extraterrestre gia’ vicine a noi.

Come visto, anche in questo caso, si tratta di una montatura mediatica, in cui vengono messi insieme diversi elementi, anche relativi a periodi storici diversi, creando appunto una storia apparentemente credibile, ma che cede ad un’analisi cronologica dei fatti.

Nel precedente post, abbiamo pero’ lasciato un punto in sospeso. Resta da chiarire e discutere se veramente durante i primi esperimenti di ricezione e trasmissione di onde radio, fossero stati trovati segnali inspiegabili dal punto di vista naturale e imputabili a forme di vita non terrestre.

Solo per completezza di informazione, in alcuni casi si parla non solo di evidenza di segnali alieni, ma addirittura che Tesla e Marconi fossero in stretto contatto con queste forme di vita e che proprio da queste comunicazioni abbiano ottenuto l’ispirazione per le formidabili innovazioni scientifiche pensate in quegli anni.

Tralasciando queste ipotesi fantasiose, concentriamoci invece sui segnali.

Di Tesla abbiamo gia’ parlato in due post precedenti:

Il Raggio della Morte

Il Raggio del Dolore

Come detto in questo caso, Tesla rappresenta da sempre una delle figure piu’ amate e citate nelle teorie complottiste. Le sue innovazioni hanno spinto, a volte anche per colpa della disinformazione o anche della censura subita dallo scienziato, ipotesi incredibili di invenzioni miracolose e ancora oggi non del tutto capite. Come detto in precedenza, stiamo parlando di un grande scienziato, non capito al tempo, ma la cui memoria viene solo sporcata ulteriormente e coperta di ridicolo attraverso queste idee complottiste.

Fatta questa doverosa premessa, veniamo al dunque, cioe’ ai segnali captati sotto forma di onde radio.

Storicamente, sembrerebbe che entrambi gli scienziati abbiano evidenziato segnali non spiegabili mediante le loro apparecchiature. E’ possibile che si tratti veramente di segnali alieni? Qual’e’ l’origine di questi messaggi?

Prima di saltare a facili conclusioni, vi invito a fare una riflessione. Storicamente, siamo intorno ai primi anni del 1900. Questo solo per inquadrare il contesto storico anche in base alle conoscenze scientifiche che si avevano al tempo.

Concentrandoci su Marconi, a riprova di quanto affermato, vi mostro un articolo del 1920 del New York Times in cui si parla proprio di questi misteriosi segnali e della ricerca dell’origine aliena proposta dallo stesso Marconi:

Articolo storico del New York Times che parla dei segnali alieni di Marconi

Articolo del 1920 del New York Times che parla dei segnali alieni di Marconi

Come vedete, non stiamo parlando di falsita’ storiche. L’articolo e’ reale e il nostro Marconi aveva veramente formulato l’ipotesi che potesse trattarsi di un segnale di origine aliena, o meglio non di origine terrestre, non conoscendo sorgenti possibili in grado di produrre oscillazioni di questo tipo.

Per capire l’origine di questi segnali, dobbiamo ripensare al contesto storico in cui siamo inseriti.

Al tempo, non si aveva una conoscenza come quella attuale delle onde elettromagnetiche, ma soprattutto si ignoravano molte sorgenti, anche di onde radio, presenti a terra e nello spazio.

La prima ipotesi semplice che possiamo fare e’ che i segnali fossero codici Morse trasmessi da un altro punto della Terra. Nel 1920, questa tecnologia era gia’ conosciuta ed utilizzata, ma si ignorava che segnali di questo tipo potessero viaggiare anche per lunghe distanze attraverso la nostra atmosfera. Solo nel 1926 venne infatti scoperta la ionosfera.

Una prova di questo, potrebbe essere, come riportato anche nell’articolo del NYT, il fatto che di questi segnali non ve ne fosse traccia negli esperimenti di Eiffel. Vista anche la tecnologia del tempo, non possiamo certo escludere che si potesse trattare di un rumore di fondo presente nelle apparecchiature elettriche utilizzate.

Se proprio vogliamo uscire dai confini della Terra, oggi come oggi, sappiamo che il nostro universo non e’ affatto muto dal punto di vista delle onde radio. Esistono tantissime famiglie di oggetti in grado di emettere onde radio a frequenza e potenze diverse. Per chi lo ignorasse, esiste proprio una branca dell’astronomia che si chiama radio-astronomia. In questo contesto, si esplora proprio l’universo scadagliando e cercando emettitori di onde radio. L’esempio piu’ semplice e che forse ricorderete tutti, giusto per rimanere in tema, e’ il radio telescopio protagonista del film Contact.

Vediamo quali possono essere le sorgenti di onde radio anche vicine a noi.

Prima tra tutte, dobbiamo sicuramente annoverare Giove. Questo pianeta ha una magnetosfera, cioe’ la zona in cui fa sentire l’effetto del suo campo magnetico,  molto estesa e la cui ampiezza puo’ superare l’orbita di Saturno. Effetto di questo forte campo magnetico sono le persistenti aurore che si formano sui poli di questo pianeta e, appunto, le intense emissioni radio emesse verso lo spazio. Si pensi che in base a queste caratteristiche, Giove viene spesso indicato anche come una debole radio-pulsar, proprio per indicare l’emissione di segnali di questo tipo.

Per quanto riguarda i segnali captati da Tesla, con molta probabilita’ si trattava di segnali emessi da nuvole interstellari o da giganti rosse e captate nel suo laboratorio di Colorado Springs. Secondo lo scienziato, si trattava invece di segnali provenienti da Marte, ipotesi questa mai verificata dal punto di vista scientifico, anche alla luce delle attuali conoscenze.

Anche il nostro Sole e’ una sorgente radio, ed in particolare e’ la piu’ potente per lunghezze d’onda inferiori al metro. Storicamente, la prima radio sorgente venne individuata e studiata nel 1932, dunque successivamente agli anni di cui stiamo parlando, dall’astronomo Karl Jansky.

Per essere precisi, moltissime classi di corpi emettono onde radio. Il buco nero al centro della galassia, i resti delle supernove, le radio pulsar, alcune galassie, ecc. Nel nostro universo e’ anche presente una sorta di rumore di fondo, noto come “fondo di microonde cosmico” o CMB, che altro non e’ che il residuo dell’esplosione del Big Bang.

Dunque, il fatto che Tesla e Marconi avessero captato dei segnali ignoti nei loro strumenti e’ una verita’ storica. Cio’ che invece non e’ veritiera e’ la spiegazione aliena di queste onde radio. Come visto nell’articolo, la ionosfera puo’ essere utilizzata, come in realta’ facciamo oggi, come una guida d’onda per trasmettere segnali a lunga distanza. Il nostro universo, ma anche solo tanti corpi che popolano il nostro Sistema Solare, sono stati poi successivamente scoperti come forti emettitori di segnali di questo tipo. Alla luce di questo, ma soprattutto a causa della non evidenza di segnali anomali in altre apparecchiature dello stesso periodo, possiamo facilmente affermare che l’origine di questi presunti segnali e’ da ricercarsi in una qualche sorgente, anche non nota al tempo. L’ipotesi sbagliata nasce ovviamente dalle limitate conoscenze astronomiche degli anni che stiamo analizzando alla luce della novita’ tecnologica proposta proprio dagli scienziati in questione.

 

 

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Black Knight e segnali dallo spazio

23 Gen

In questo articolo, torniamo di nuovo ad occuparci di complotti, ed in particolare, di quella materia che tanto intriga i complottisti, cioe’ gli extraterrestri.

Questa volta pero’, non vogliamo raccontare la solita storia di avvistamenti fatti a Terra e ripresi in qualche video trovato in rete. Vogliamo parlare di un avvistamento molto particolare e fatto direttamente nello spazio vicino alla Terra. Un satellite molto misterioso e da molti creduto di chiara origine aliena, il cosiddetto Black Knight, letteralmente “cavaliere oscuro”.

Di cosa si tratta? Per capirlo vi riporto la storia che trovate, piu’ o meno romanza ma a grandi linee concorde su vari siti.

Durante i primi esperimenti sulla trasmissione e ricezione di segnali radio, sia Tesla che Marconi riportano di aver trovato alcuni segnali regolari, a detta loro, provenienti dallo spazio. La regolarita’ di questi segnali sembrerebbe non essere compatibile con una qualche emissione terrestre, per cui entrambi parlano di segnali di origine extraterrestre. Il punto di partenza di questi segnali non trova un punto di accordo, c’e’ chi parla di Marte, chi di Giove, chi ancora di segnali emessi in prossimita’ della Terra e poi captati da queste prime rudimentali stazioni che si realizzavano. Per darvi un’idea, siamo intorno ai primi decenni del ‘900.

Questa storia rimase apparentemente, almeno a quanto si legge, insoluta fino al 1960, anno in cui venne scoperto in orbita intorno alla Terra un enorme satellite artificiale. Il satellite desto’ particolare interesse nelle due super potenze, gli Stati Uniti e la Russia, entrambe impegnate nella conquista dello spazio. Il motivo principale di questo interesse e’ che nessuno dei due aveva la tecnologia per mandare in orbita un satellite di tali dimensioni, ribattezzato poi Black Knight.

Successivamente alla prima osservazione, alcuni operatori raccontavano di ricevere strani segnali in codice Morse, provenienti proprio dallo spazio vicino alla Terra. La relazione tra questi segnali e l’appena scoperto Black Knight apparve subito evidente, cosi’ come la relazione con i suddetti segnali registrati a Terra alcuni anni prima durante gli esperimenti nella trasmissione di radioonde.

Di che messaggi si tratta?

Sempre seguendo la storia, alcuni operatori riuscirono a decifrare questo misterioso codice spaziale, trovando che in realta’ rappresentava una mappa. Piu’ precisamente, si trattava della mappa del cielo osservabile da Terra 13000 anni fa e che aveva come punto di arrivo il sistema solare di Izar, una stella doppia che si trova nella costellazione di Boote.

Dopo il 1960, in diverse occasioni si torno’ a parlare di Black Knight, e in diverse missioni si parlava dell’osservazione di questo misterioso satellite. Nel 1998, durante la missione STS-88, vennero finalmente scattate delle foto del Black Knight.

Eccovi le foto:

Le foto scattate durante la missione STS-88

Le foto scattate durante la missione STS-88. Fonte: Il Navigatore Curioso

Ora, queste foto sarebbero state prelevate dal sito della NASA, dove pero’ sarebbero state caricate per errore dal momento che sarebbero dovute rimanere segrete.

Nel 2011, si sarebbe corretto questo errore e addirittura le pagine che le contenevano sarebbero state cancellate dal sito della NASA. A riprova di questo, in rete trovate gli indirizzi web dove erano visualizzate le pagine, questo e’ un esempio:

Sito NASA, Black Knight

ma se provate ad andarci trovate che la pagina non esiste piu’. Questa sarebbe proprio la dimostrazione non solo dell’origine aliena del Black Knight, ma soprattutto del complotto in corso per nascondere questa evidenza alla popolazione.

La storia, come anticipato, a meno di sfumature romanzate, e’ questa. Ora, cerchiamo di analizzarla e capire meglio di cosa si tratta, se c’e’ un complotto sotto e soprattutto cosa c’e’ di vero sul misterioso satellite.

Partiamo proprio dalla fine delle storia e dalla prove fotografiche cancellate sul sito NASA.

Premessa, le foto sono reali e sono state veramente scattate durante la missione STS-88. Quello che pero’ molti siti dimenticano di dirvi e’ che non sono piu’ in quella pagina, perche’ sono state spostate. Spostate non significa “nascoste”. Durante un aggiornamento del database fotografico, molte foto di vecchie missioni sono state riordinate e sistemate per una migliore visualizzazione da parte dell’utente. Volete una prova di questo? Vi fornisco direttamente i link delle 6 immagini cercate, sempre sul dominio NASA, ed ora disponibili addirittura a diverse risoluzioni, senza modifiche a posteriori e sempre liberamente accessibili:

Black Knight, Foto 1

Black Knight, Foto 2

Black Knight, Foto 3

Black Knight, Foto 4

Black Knight, Foto 5

Black Knight, Foto 6

Eccovi un esempio per farvi vedere che si tratta delle stesse immagini riportate in precedenza:

Immagine del STS-88

Immagine del STS-88

Dunque? E’ gia’ caduta miseramente l’ipotesi complotto. Notiamo poi la descrizione dell’immagine presente sul sito della NASA. Sono classificate come “Space Debris“, cioe’ come “detriti spaziali”. Di cosa si tratta? Residui di lanci precedenti, pezzi di qualcosa destinati ad orbitare intorno alla Terra, ecc. Appunto “spazzatura cosmica”.

Domanda. Pero’ si parla del Black Kinght a partire dal 1960, di che detrito si tratterebbe?

La storia dei lanci di oggetti nello spazio comincia dal 1957 e guarda caso gia’ dal 1960 si parla di questo misterioso satellite. Le foto, quelle che abbiamo visto, sono arrivate solo nel 1998, quando erano stati fatti circa 3000 lanci di razzi, vettori, satelliti, ecc nello spazio. Questo particolare sembra molto curioso. Se il Black Knight fosse stato veramente osservato gia’ in molte missioni umane nello spazio, perche’ non esiste nemmeno una prova fotografica?

La risposta e’ molto semplice, la storia del Black Knight venne proposta, cosi’ come raccontata in questo post, nel libro “Disneyland of the God” del 1988. Proprio in questo testo vengono messe in relazione le osservazioni fatte da Marconi e Tesla con questo misterioso satellite e viene proposta la teoria del complotto per tenere nascosta l’evidenza di alieni intorno a noi.

Le foto viste, mai scomparse dal sito NASA, sono dunque del 1998 e relative a detriti spaziali. Sempre curiosando nel database fotografico, possiamo visualizzare altre foto di detriti spaziali, alcune anche precedenti a quelle viste.

Ecco una foto del 1990, scattata dalla missione STS-35, e sempre presente nel catalogo “space debris”:

Immagine scattata dalla missione STS-35

Immagine scattata dalla missione STS-35

Forse questa non e’ stata vista dai complottisti, altrimenti ci sarebbero addirittura due satelliti extraterrestri in orbita intorno alla Terra.

Come vedete, non c’e’ assolutamente nessun mistero intorno a questo presunto satellite alieno in orbita intorno alla Terra. Le foto non sono mai state caricate per errore, non sono mai state cancellate e sono sempre sul sito NASA liberamente accessibili a tutti.

La cronologia della storia raccontata ci fa capire come il complotto sia solo architettato e costruito mettendo insieme vari racconti, spesso citati in questi contesti: missioni spaziali, alieni, segnali radio, ecc. Dunque, i fatti raccontati sono solo un mix di questi ingredienti, perfettamente amalgamati tra loro, per avvolgere il tutto in un’aura di mistero.

Resta pero’ ancora da chiarire, cosa fossero, se di realta’ si parla, i segnali captati da Marconi e Tesla sotto forma di onde radio. Vista l’importanza di questi argomenti e della discussione scientifico-storica che ne possiamo fare, ho deciso di inserire un post dedicato che trovate qui:

Marconi, Tesla e l’evidenza aliena

 

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Nel 2012 anche l’arca di Noe’ e’ … made in China

30 Nov

Piu’ volte abbiamo parlato delle diverse soluzioni proposte per salvarsi dalle catastrofi annunciate per il 21 Dicembre. Su questi temi, la rete offre veramente tantissimi spunti interessanti e variegati. Si passa dai luoghi immuni per motivi storici, a costosissimi bunker sotterranei, fino ad arrivare ai viaggi nelle terre dei Maya:

La salvezza e’ vicina … precisamente a Ceglie in Italia!

– Aspettare il 21 Dicembre sui Pirenei

– Dove trascorrere il 21 Dicembre

– Bugarach completo? Andiamo a Torino!

Una soluzione alternativa viene invece dalla Cina, dove, nella regione di Urumqi Xinjiang, un fervido sostenitore della fine del mondo, tale Lu Zhenhai, sta costruendo addirittura una sua personale Arca di Noe’.

Avendo ormai fatto il callo alle diverse psicosi sul 2012, capite bene che la notizia e’ reale.

Attualmente l’Arca e’ in costruzione ma il suo creatore e’ in uno stato molto avanzato dei lavori che saranno senza dubbio terminati qualche giorno prima del 21 Dicembre. Le spese sostenute per la costruzione del manufatto si aggirano intorno ai 160000 dollari.

Eccovi una foto di come appare l’arca vista dall’esterno:

Esterno dell’arca costruita in Cina

Mentre in questa foto viene mostrato l’interno della struttura:

Interno dell’arca cinese

Sull’arca sono ovviamente presenti una cucina, dei bagni, dei condizionatori per garantire il ricambio dell’aria all’interno e dei generatori di corrente elettrica. L’arca e’ in grado di ospitare fino a 20 persone ed e’ gia’ stata equipaggiata con cibo sufficiente a garantire un mese di sopravvivenza.

A questo punto pero’ sorge qualche dubbio, che forse l’intraprendente novello Noe’ non ha valutato a pieno.

Prima di tutto, la salvezza sarebbe garantita solo per 1 mese. Entro questo tempo, l’equipaggio dovrebbe essere in grado di trovare una terra emersa in cui reperire nuovo cibo per garantire la sopravvivenza.

Ma se vogliamo questo e’ un problema secondario.

L’altro dubbio che mi e’ venuto in mente leggendo la notizia, e’ proprio sull’utilita’ dell’arca. Costruire un arca, garantisce la sopravvivenza se la fine del mondo dovesse essere causata da inondazioni.

Su queste pagine, abbiamo discusso molti eventi profetizzati per il 21 Dicembre, ma solo alcuni di questi prevedevano inondazioni su vaste aree del pianeta.

Forse  il signor Lu Zhenhai si e’ affidato allo scenario di cui abbiamo parlato in questo post:

Il mondo dopo il 21 Dicembre 2012

e si e’ basato sulle mappe ipotizzate per il dopo 21 Dicembre, in cui la Cina verrebbe completamente sommersa dalle acque.

Partendo dal presupposto che nessuno degli eventi profetizzati per il 21 Dicembre ha una probabilita’ seppur minima di accadere, l’idea di costruire un’arca ci sembra quanto meno bizzarra e, anche in caso di catastrofi, non necessariamente utile. Ovviamente non c’e’ niente di male nel voler costruire un’arca, al massimo rimarra’ un monumento al 2012 nel giardino del signor Zhenhai.

Per affrontare in modo scientifico tutte le profezie per il 21 Dicembre 2012, ma soprattutto per parlare di scienza in modo divulgativo e semplice, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

Asteroide Nibiru: considerazioni scientifiche

9 Nov

Nei post precedenti, abbiamo parlato della presunta notizia della CNN circa un asteroide di nome Nibiru, in rotta di collisione con la Terra:

E alla fine Nibiru e’ un asteroide

Come abbiamo visto, si tratta di una notizia falsa, assolutamente non data dalla CNN ma che era solo pubblicata su iReporter, un servizio di terze parti della CNN.

In particolare, in quest’altro articolo:

Aggiornamento sull’asteroide Nibiru

abbiamo parlato del programma NEO della NASA, creato appositamente per studiare e monitorare eventuali oggetti orbitanti intorno alla Terra. Per nessuno di questi, allo stato attuale, esiste una probabilita’ tangibile di collisione con il nostro pianeta.

Nonostante questa premessa, sul web si continua ancora molto a parlare di questo asteroide. Molte persone sono, diciamo, preoccupate dalla notizia perche’ ad oggi nessuna smentita ufficiale e’ arrivata ne’ dalla CNN, ne’ tantomeno dalla NASA, direttamente citata come fonte primaria della notizia.

Ora, premesso il fatto che anche in assenza di prove a sostegno di questa tesi, si tenda piu’ a credere a bufale inventate da qualche simpatico utente, e’ doveroso fare qualche considerazione aggiuntiva sui dati in nostro possesso.

Prima di tutto, proviamo a pensare perche’ la NASA non ha dato una smentita ufficiale. La notizia in questione e’ apparsa su alcune fonti estere come, solo per fare un esempio, Al Jazeera, ma l’esplosione mediatica e’ avvenuta soprattutto in Italia. Per dimostrare questa affermazione, possiamo utilizzare semplicemente google. In questo momento (9 Novembre 2012, 2.20 am), ci sono 4500 risultati in italiano cercando “Nibiru asteroide” nell’ultima settimana, contro i 4000 risultati in lingua diversa dall’italiano. E’ vero che il numero e’ quasi paragonabile, ma stiamo confrontando un primo numero in Italia con uno distribuito in tutto il mondo.

Partendo dunque dal presupposto di una diffusione locale della notizia, gia’ questo ci fa pensare al perche’ la NASA non ha dato una smentita ufficiale. Tutti i giorni vengono pubblicate centinaia di foto, video, documenti a sostegno dell’esistenza di Nibiru. Se si dovesse smentire ognuna di queste “evidenze”, la NASA dovrebbe creare un ufficio apposito. Inoltre, piu’ volte l’agenzia ha smentito ufficialmente l’esistenza di Nibiru. In questo post:

La NASA torna a parlare di Nibiru

abbiamo discusso proprio l’ultima smentita in ordine cronologico. Inoltre, in diverse pagine del portale NASA si parla di Nibiru e 2012 ed, in particolare, in alcune di queste:

NASA 2012-1

NASA 2012-2

si smentisce proprio l’ipotesi che la Terra possa essere colpita da un asteroide entro la fine del 2012.

Dunque, non e’ assolutamente vero che la NASA non parla di Nibiru o del 2012. Lo ha fatto, anche in tempi recenti, discutendo le diverse ipotesi di eventi in ambito astronomico.

Se questo non fosse ancora sufficiente, vorrei fare anche alcune considerazioni “scientifiche” su questo presunto asteroide. Dalla notizia iniziale, sappiamo che questo corpo dovrebbe essere grande come il Texas e che dovrebbe impattare con una probabilita’ del 30% a cavallo tra la fine di Novembre e l’inizio di Dicembre.

Riflettiamo su questi dati. Grande come il Texas significa che dovrebbe avere un’estensione dell’ordine del migliaio di kilometri. Se deve impattare con la Terra per la fine di Novembre, significa che abbiamo piu’ o meno 20 giorni.

Cerchiamo di valutare con che velocita’ si muove questo asteroide. Questo parametro non e’ univocamente definito per i diversi corpi. Per fare un calcolo del tutto approssimativo, basta pensare che per gli asteroidi piu’ lenti le velocita’ al perielio e all’afelio sono rispettivamente 15000 Km/h e 5000 Km/h, mentre per quelli piu’ veloci sono circa 300000 Km/h e 100000 Km/h. Non sapendo in che punto dell’orbita si troverebbe Nibiru ne’ tantomeno a quale categoria appartiene, possiamo assumere, in via del tutto approssimativa, una media dei valori, cioe’ una velocita’ di circa 100000 Km/h.

Dunque cosa abbiamo ora. Un asteroide di circa 1000 Km di diametro, che viaggia a 100000 Km/h e che arriverebbe sulla Terra tra 20 giorni.

Dai dati ottenuti, si calcola facilmente come, in questo istante, Nibiru si dovrebbe trovare a circa 50 milioni di Km da noi.

Cosa significa 50 milioni di kilometri? Ricordando che stiamo facendo un calcolo del tutto approssimativo, questo asteroide si dovrebbe trovare piu’ o meno alla stessa distanza media che separa la Terra da Marte.

Inoltre, se consideriamo il diametro del corpo e la sua distanza dalla Terra, l’oggetto avrebbe un’apertura angolare, detto in altri termini una visibilita’ da Terra, paragonabile a quella di Saturno. Non sapendo di cosa dovrebbe essere fatto questo asteroide, non possiamo valutare la sua albedo, cioe’ quanta luce solare riflette e dunque la sua luminosita’. Se pero’ consideriamo che molti asteroidi presentano albedo abbastanza elevate, possiamo supporre che anche Nibiru sarebbe abbastanza luminoso.

Cosa possiamo concludere da queste considerazioni matematiche? Stando a quanto riportato dalla famosa notizia di iReporter, dovremmo avere un asteroide con un diametro di 1000 Km, che ci viene incontro a 100000 Km/h, si trova ad una distanza paragonabile a quella Terra-Marte e avrebbe un’apertura angolare paragonabile a quella di Venere.

Leggendo questi dati, mi sembra evidente che se questo corpo fosse esistito, sarebbe gia’ stato osservato direttamente dai telescopi. Non pensate, come affermato nell’articolo originale, ad una copertura della NASA. Con i valori trovati, Nibiru sarebbe stato osservabile anche dai tantissimi astrofili sparsi in tutto il mondo con telescopi neanche di qualita’ elevatissima. Ovviamente, non c’e’ traccia di osservazioni di questo asteroide.

Concludendo, non trovo sconvolgente che la NASA non voglia, o non abbia tempo, di rilasciare una dichiarazione ufficiale su una notizia che sta facendo scalpore principalmente in Italia. Nonostante questo, da semplici calcoli matematici, fatti sfruttando valori che chiunque puo’ confrontare su internet, appare evidente che se la notizia fosse reale, questo corpo sarebbe gia’ perfettamente visibile, non solo da osservatori e agenzie spaziali, ma anche da semplici astrofili.

A questo punto, mi sembra che non ci siano piu’ dubbi nell’etichettare la notizia dell’asteroide Nibiru come una bufala.

Le profezie del 2012 offrono un ottimo spunto iniziale per discutere aspetti sempre attuali e che suscitano curiosita’ nei non addetti ai lavori. Comprendere questi fenomeni rappresenta dunque un valore aggiunto rispetto alle sole profezie del 21 Dicembre. Per un’analisi completa del 2012 in chiave scientifica, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.