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Nuovi candidati per l’impatto mortale?

18 Apr

Alcuni utenti mi hanno chiesto di commentare una notizia apparsa proprio in queste ore su molti siti intenet. Stando a quanto riportato, la NASA avrebbe dichiarato di aver scoperto un nuovo asteroide orbitante vicino alla Terra e che potrebbe rappresentare una notevole minaccia per il genere umano. Per essere precisi, trovate scritto che questo corpo sarebbe molto piu’ pericoloso di Apophis di cui abbiamo parlato, ad esempio, in questo post:

Attenzione, tra poche ore passa Apophis!

Come sapete bene, su Apophis si e’ speculato tantissimo per due motivi principali. Il primo e’ che questo NEO, oggetto vicino alla Terra, per lungo tempo ha avuto una probabilita’ di impatto dalle simulazioni diversa da zero, mentre la seconda ragione si deve a Margherita Hack che in alcune interviste, per smentire le fantasie sul 2012, ha espressamente detto che forse era meglio preoccuparsi di Apophis piuttosto che della fine del calendario Maya. Questa affermazione, fatta ovviamente per sminuire il 2012, ha avuto l’effetto contrario di creare uno stato d’allerta sui meteoriti.

Detto questo, sempre secondo la notizia che stiamo analizzando, il nuovo asteroide appena scoperto sarebbe “1999 RQ36”, che dovrebbe colpire la Terra nel 2182.

Premesso che il 2182 mi sembra abbastanza lontano per iniziare a preoccuparsi, le tante notizie che trovate in rete presentano alcuni punti fondamentali completamente falsi.

Cerchiamo di capire meglio.

Prima di tutto, come suggerisce il nome stesso, l’asteroide in questione e’ stato scoperto nel 1999. La prima osservazione e’ stata fatta nell’ambito del programma LINEAR e l’asteroide e’ costantemente monitorato e studiato dall’osservatorio di Arecibo.

1999 RQ36 ha una forma sferiodale con un diametro medio di 560 metri e una massa di 0.14 miliardi di tonnellate. A livello scientifico, si e’ parlato abbastanza di questo asteroide, soprattutto perche’ e’ stato possibile determinare la sua massa con estrema precisione. Questo risultato e’ stato raggiunto sfruttando le informazioni di 3 radiotelescopi nel mondo e calcolando in maniera molto precisa gli effetti gravitazionali subiti da 1999 RQ36. Come potete facilmente immaginare, questo e’ stato un compito molto arduo, dal momento che per calcoli di queto tipo, si devono considerare tutti i corpi in prossimita’ dell’asteroide, al fine di valutare precisamente le interazioni gravitazionali subite durante il moto.

Probabilmente, leggendo qualche notizia qua e la sui siti scientifici, i nostri amici catastrofisti non hanno capito bene quello di cui si stava parlando e perche’ cosi’ tanto interesse fosse concentrato su questo asteroide. Ovviamente, non dobbiamo dimenticarci il periodo storico che stiamo attraversando. Dopo il fatto russo dell’asteroide su Cheliabynsk, speculare su eventi di questo tipo e’ divenuta una moda molto proficua per tanti siti internet.

Detto questo, come possiamo verificare la reale pericolosita’ di 1999 RQ36?

Per prima cosa, per chi volesse divertirsi a simulare l’impatto di un corpo di questo tipo sulla Terra, abbiamo fatto esperimenti di questo tipo in un altro articolo:

Effetti di un impatto con Nibiru

Seguendo i link riportati, potete accedere ad un programma di simulazione molto carino e con cui potete valutare i reali rischi che un impatto di questo tipo avrebbe per la Terra e per il genere umano.

Detto questo, per poter capire la reale probabilita’ di impatto, non solo di questo asteroide, ma di qualsiasi corpo che volete controllare, basta al solito accedere al sito della NASA sui corpi potenzialmente pericolosi:

NASA, NEO program

In queste pagine trovate il database completo con le informazioni su tutti i NEO potenzialmente pericolosi, insieme anche ai parametri orbitali e ai dati fisici.

Cosa troviamo su 1999 RQ36?

Aprendo la pagina dedicata a questo corpo:

NASA, 1999 RQ36

Vedete che i passaggi ravvicinati alla Terra saranno tra il 2169 e il 2199. Sempre facendo riferimento a questa tabella:

Passaggi ravvicinati per RQ36

Passaggi ravvicinati per RQ36

vedete pero’ che la probabilita’ di impatto non e’ mai superiore allo 0,026%.

Molto probabilmente, un altro fattore che ha contribuito ad alimentare il sospetto su questo corpo e’ che, facendo sempre riferimento alla tabella, non compare la valutazione nella Scala Torino per questo corpo.

Come visto in questo articolo:

L’asteroide 2012 DA14

La scala Torino e’ una classificazione del pericolo di impatto dei NEO sulla Terra. Questa scala tiene conto sia della massa dell’asteroide che della sua energia cinetica. Come capite subito, in un eventuale impatto, anche l’energia cinetica posseduta dal proiettile rappresenta un parametro di notevole importanza.

Visto che per 1999RQ36 non compare la valutazione, proviamo a valutare da noi il pericolo di impatto facendo un confronto con un altro asteroide potenzialmente pericoloso: 2007 VK184. In questo caso abbiamo un proiettile un po’ piu’ piccolo, solo 130 metri di diametro, ma che viaggia ad una velocita’ superiore a 1999 RQ36: 19 m/s contro 13 m/s.

NASA, 2007 VK184

Perche’ abbiamo scelto questo corpo? Come vedete sempre consultantdo il sito NASA, VK184 e’ considerato l’osservato speciale per la probabilita’ di impatto sulla Terra. Con questo si intende che e’ il NEO con la probabilita’ di impatto maggiore per il futuro.

Facendo riferimento alla tabella che trovate sulla pagina riportata:

Passaggi ravvicinati per VK184

Passaggi ravvicinati per VK184

Vedete che in questo caso, la probabilita’ maggiore di impatto e’ dell’ordine di 0,055% con il valore 1 nella Scala Torino. Analogamente a quanto avvenne la prima volta con Apophis, anche questo corpo ha dunque un valore diverso da zero della Scala Torino. Proprio per questo motivo, trovate il corpo evidenziato sulla pagina NASA e VK184 viene costantemente monitorato.

Cosa significa 1 nella Scala Torino?

Definizione dei valori della Scala Torino

Definizione dei valori della Scala Torino

Se avete pensato che il valore 1 ci dia la certezza di impatto, siete fuori strada. Ovviamente 1 e’ maggiore di 0, cioe’ della probabilita’ completamente nulla di impatto con la Terra. Nnostante questo, come vedete dalla figura a lato, la scala Torino a valori che vanno da 0 a 10 e che corripondono ad un crescendo di probabilita’ di impatto.

Prendendo la definizione ufficiale della scala Torino, il valore 1 corrisponde a quanto segue:

Osservazioni occasionali possono scoprire il passaggio vicino alla Terra di oggetti che li pongono in un livello di pericolo di collisione. Calcoli e analisi mostrano che le probabilità di collisione sono estremamente basse da non meritare grande attenzione e preoccupazione nella gente comune. Nuove osservazioni molto probabilmente porteranno una riassegnazione al livello 0.

Dunque? Premesso, come visto, che stiamo parlando di passaggio ravvicinati tra piu’ di un secolo, il valore 1 non corrisponde assolutamente a nessun pericolo. Complice anche la lontananza temporale dell’evento considerato, l’orbita dell’asteroide e’ conosciuta con un’incertezza tale da non consentire una valutazione precisa della probabilita’ di impatto. Cosi’ come avvenuto per Apophis, a distanza di anni e grazie alle osservazioni continue ad opera dei tanti telescopi funzionanti a Terra, la probabilita’ di impatto, e duqnue anche il valore della Scala Torino, e’ divenuta completamente nulla.

Detto questo, siete ancora convinti che sia il caso di preoccuparsi di 1999 RQ36? Secondo me, assolutamente no. Ovviamente non vogliamo tranquillizzare per partito preso. Le nostre considerazioni nascono da un’analisi dei parametri attualmente disponibili, ma soprattutto dal tempo che ancora manca per questo passaggio ravvicinato. Molto probabilmente, tra piu’ di un secolo avremo sicuramente, anche se ne fosse richiesto l’utilizzo, un qualche sistema funzionante per poter deviare o distruggere i potenziali pericoli spaziali per la Terra. Di questi sistemi, attualmente in stato di studio, abbiamo parlato in questo post:

Asteroidi: sappiamo difenderci?

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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L’apparizione della monaca di Palermo

28 Mar

Da qualche giorno a questa parte, sulla rete si sta parlando sempre piu’ insistentemente di una nuova apparizione avvenuta a Palermo. Questa volta, non si tratta di un’apparizione della Madonna, bensi’ di una monaca.

Andiamo con ordine. Qualche giorno fa, osservando il campanile della chiesa della Madonna della Mercede nel quartiere del Capo, un gruppo di persone si sono fermate sbalordite ad osservare il campanile. Ad un certo punto, qualcuno ha iniziato a gridare sempre piu’ forte puntando il dito verso il campanile e parlando dell’apparizione della Madonna. A questo punto, dal piccolo gruppetto iniziale si e’ arrivati a decine di persone con il naso all’insu’. Chi vedeva l’apparizione della Madonna della Mercede, chi parlava di Santa Rita. Alla fine, tutti sono si sono accordati sul fatto che la sagoma apparsa sul campanile era di una monaca.

Vi ho incuriosito? Ecco una foto scattata da un testimone:

La foto circolante su web

La foto circolante su web

Come potete vedere, sul campanile di destra e’ presente veramente una sagoma che sembrerebbe una monaca. Dopo questa prima ossservazione, ogni sera centinaia di persone si radunano sotto il campanile per attendere l’apparizione della, gia’ chiamata, “Monaca di Palermo”. La cosa incredile e’ che, da questa prima apparizione, tutte le sere, in particolare durante le prime ore della sera, la Monaca appare sul campanile in questa posizione di preghiera. Secondo alcuni, l’apparizione sarebbe un messaggio divino forse collegato all’inizio del pontificato di papa Francesco. Come ovviamente potete immaginare, non manca chi mette in relazione l’apparizione della monaca con un messaggio nefasto o come un avvertimento di qualcosa di misterioso e pericoloso che sarebbe in procinto di accadere.

Ora, indipendentemente dall’essere credenti o meno, dal vedere o no una monaca sul campanile, proviamo un secondo a riflettere su questa apparizione per cercare di capire se c’e’ qualcosa di reale.

Prima abbiamo in realta’ dato un’informazione molto importante che non deve essere lasciata da parte: dalla prima apparizione, tutte le sere, in particolare poche ore dopo il tramonto, appare la monaca sul campanile.

Perche’ questo dettaglio e’ cosi’ importante?

La prima spiegazione razionale che puo’ venire in mente guardando le foto e’ che ovviamente si tratti di un effetto ottico. Di episodi di questo tipo ne abbiamo, ad esempio, parlato in questi post:

Messaggio alieno nelle aurore

La Madonna appare sugli alberi

Ora pero’, per poter sostenere questa tesi, e’ necessario trovare delle prove. Come detto, in questi giorni si sta assistendo ad una vera e propria mania della Monaca con centinaia di persone che tutti i giorni stazionano sotto il campanile per attendere l’apparizione, per pregare o anche solo per curiosita’. Questo particolare rende il web ricchissimo di foto delle apparizioni, alcune migliori altre peggiori, ma soprattutto alcune con maggior risoluzione rispetto a quella da cui siamo partiti.

Prendiamo dunque una foto a maggior risoluzione:

Immagine del campanile a maggior risoluzione

Immagine del campanile a maggior risoluzione

Vista piu’ da vicino, la presunta monaca appare meno definita, anche se e’ ancora ben visibile la sagoma di cui stiamo parlando. Sfruttando la maggior risoluzione della foto, facciamo un ingrandimento della monaca per vedere cosa si vede.

Ecco un ingrandimento del campanile di destra:

Ingrandimento del campanile

Ingrandimento del campanile

Ecco svelato il mistero della monaca. Come vedere, la parte della testa e delle mani della monaca sono soltanto degli scrostamenti del muro sul lato opposto. Il vestito e’ invece dato dal tubo di sostegno della campana e dalla campana dall’altro lato, appena visibile da questa angolazione. Alla luce di queste osservazioni, la figura della monaca di cui stiamo parlando e’ soltanto un effetto dovuto alla sovrapposizione di elementi diversi, tutti ben spiegabili in quel punto.

Facciamo anche un’altra considerazione importante. Ovviamente, vista la composizione degli elementi, ci saranno angolazioni privilegiate per poter osservare la monaca. Questo in realta’ nel caso di Palermo e’ facilmente realizzabile dal momento che le foto sono tutte scattate dalla piazzetta antistante la chiesa. Alla distanza a cui ci troviamo, le persone sotto il campanile godono tutte di una stessa visuale angolare per cui tutti possono vedere la monaca.

Inoltre, come detto, il fatto che le apparizioni avvengano sempre alla stessa ora e’ facilmente spiegabile dal gioco di luce che permette di vedere meglio o peggio la sagoma della monaca. Ad aiutare questo effetto ottico, un importante contributo e’ dato dal faro posizionato lateralmente al campanile e che dunque offre una luce ottimale per favorire questa sovrapposizione mistica.

Concludendo, per quanto suggestiva e affascinante, l’apparizione della Monaca di Palermo e’ in realta’ un falso dovuto alla perfetta sovrapposizione di oggetti e scrostamenti del muro che, dal punto in cui vengono osservati, possono apparire come la sagoma di una monaca.

 

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Attenzione, tra poche ore passa Apophis!

9 Gen

Nelle ultime ore, ho ricevuto diverse mail e messaggi da parte di utenti incuriositi dal passaggio di domani dell’asteroide Apophis. Come forse avrete letto, da qualche giorno, in rete sono comparsi diversi articoli sui soliti siti catastrofisti che parlano del passaggio di questo asteroide “vicino” alla Terra.

Di Apophis, avevamo parlato in questo post, passando in rassegna le date ipotizzate per la prossima fine del mondo:

2013 o ancora piu’ oltre?

Come potete vedere, in questo caso parlavamo di 2036 come data di presunto impatto tra la Terra e questo asteroide.

Perche’ ora si parla di 9 Gennaio 2013?

Effettivamente, per domani e’ atteso un passaggio ravvicinato di Apophis, ma questo non desta assolutamente nessun pericolo. Vi spiego anche il perche’. Apophis gira su un’orbita che interseca quella della Terra in due punti ben precisi, come potete vedere da questa immagine:

L'orbita di Apophis nel sistema solare

L’orbita di Apophis nel sistema solare

Ora, ad ogni passaggio alle intersezioni, potenzialmente potremmo avere un passaggio ravvicinato al nostro pianeta. Dico “potenzialmente” perche’ ovviamente il tutto dipende dalla posizione relativa della Terra in quel preciso momento. Per domani, e’ appunto atteso un passaggio ad una distanza minore rispetto a quella avuta in passato.

Per poter capire meglio questo concetto, ho preparato un video esplicativo con le orbite ed i movimenti dei pianeti interni del Sistema Solare:

Domani, dunque, Apophis si trovera’ a passare nel punto della sua orbita che interseca quella della Terra.

A che distanza passera’ da noi? Siamo sicuri che non ci siano pericoli a riguardo?

Per rispondere a questa domanda, vi invito a vedere questa immagine, tratta dal video di prima, specifica per domani:

Posizione di Apophis e della Terra al 9/1/2013

Posizione di Apophis e della Terra al 9/1/2013

Come vedete, in basso viene riportata anche la distanza tra la Terra e Apophis, che sara’ di 0,0966 unita’ astronomiche.

In questo post, parlando del passaggio della come ISON, abbiamo gia’ fatto un ragionamento del genere:

Che la ISON abbia pieta’ di noi!

Utilizzando la definizione di unita’ astronomica (circa 150 milioni di Km per 1UA), Apophis passera’ ad una distanza di circa 15 milioni di Km. Considerando che la distanza media tra la Terra e la Luna e’ di 380000 Km, non credo ci sia bisogno di preoccuparsi di questo asteroide.

A questo punto pero’, facciamo una riflessione insieme. Perche’ si e’ pubblicizzato cosi’ tanto il passaggio di Apophis a questa grande distanza? La risposta in questo caso e’ molto semplice. Di questo asteroide si e’ parlato molto anche a proposito della fine del mondo nel 2012. In particolare, in diverse interviste, la nostra astrofisica Margherita Hack, ha piu’ volte detto che non c’era nulla di cui preoccuparsi pensando a Nibiru, e ad una sua eventuale collissione con la Terra, bensi’, era molto piu’ pericoloso il passaggio di Apophis nel 2036.

Adesso, tutto comincia ad essere piu’ chiaro.

Nel 2036, ci sara’ veramente un passaggio ravvicinato, molto piu’ di adesso, tra Apophis e la Terra, ma anche in questo caso vi premetto che non c’e’, attualmente, nulla di cui preoccuparsi.

Prima di tutto, di Apophis e del passaggio del 2036, abbiamo parlato in dettaglio nel libro ”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”. Apophis, e’ stato l’unico asteroide potenzialmente pericoloso, ad avere per molto tempo un valore non zero nella scala Torino. Come visto in questo post:

L’asteroide 2012 DA14

questa scala viene utilizzata per tabulare gli asteroidi secondo la loro probabilita’ di impatto con la Terra. Bene, Apophis e’ stato per lungo tempo considerato al valore 1 di questa scala. Questo significa che, per quanto piccola, la probabilita’ eventuale di colpire la Terra era considerata non zero.

Cosa e’ cambiato ora?

Come piu’ volte visto, le orbite degli asteroidi che vengono simulate, presentano sempre delle incertezze legate principalmente alle possibili interazioni gravitazionali durante il moto. Queste variazioni fanno si che l’orbita simulata, deve essere ricalcolata ed affinata costantemente, al fine di correggere i valori con le ultime osservazioni sperimentali. Questo processo, di volta in volta, consente di conoscere con maggior accuratezza la traiettoria dei corpi e anche di capire meglio l’eventuale probabilita’ di impatto con i pianeti.

Proprio grazie alle ultime misure fatte e’ stato possibile calcolare meglio la traiettoria di Apophis e declassarlo dal valore 1 a 0 della scala Torino. Una conferma di questo, potete averla utilizzando il solito database (pubblico) della NASA per gli asteroidi vicini alla Terra. In questa pagina in particolare, trovate tutti i parametri relativi ad Apophis:

Apophis NASA

mentre in quest’altra pagina, vedete i valori della scala Torino per gli oggetti conosciuti e monitorati dalla NASA:

NEO probabilita’ impatto

Cercando 99942 Apophis, potete controllare da soli che il valore attuale della scala Torino per questo asteroide e’ “zero”.

Per completezza di informazione, a che distanza ci si aspetta il passaggio di Apophis nel 2036?

In questo caso, la distanza minima dovrebbe essere intorno ai 15000 Km, quindi molto inferiore a quella attesa tra poche ore e anche inferiore a quella dei satelliti geostazionari.

Nonostante questo valore, ad oggi, come visto nell’articolo, anche per questa data non vi sono indicazioni circa un possibile impatto di Apophis con la nostra Terra, come confermato dal valore zero della scala Torino.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

Primi segnali della fine del mondo?

16 Dic

Ecco qui, ormai ci siamo, il 21 Dicembre e’ alle porte. Tutti quelli che si sentivano tranquilli, avranno avuto un brutto risveglio aprendo internet e leggendo titoli di questo tipo:

Meteorite precipita a Palermo. Primi segni della fine del mondo?

Profezia Maya, meteorite cade a Palermo. Un segno della fine del mondo?

Cosa e’ successo?

Sabato sera, diverse persone giurano di aver visto vicino Palermo una lunga scia rossa in cielo. Come riportato dai giornali, tra i testimoni ci sarebbe anche una bimba del quartiere Brancaccio che avrebbe anche visto cadere un misterioso oggetto in un campo vicino alla sua abitazione. Stamattina la bambina si sarebbe recata in questo campo e avrebbe trovato una grossa pietra scura ancora calda.

Ecco le foto che trovate sui giornali:

Il meteorite caduto a Palermo

Il meteorite caduto a Palermo

Di cosa si tratta?

Ovviamente non vi dico nulla di nuovo dicendo che si tratta di un meteorite caduto dal cielo.

Dunque? Che relazione c’e’ con il 2012?

Ovviamente non vi e’ nessuna relazione con le profezie del 2012. A dispetto di quanto vorrebbero farvi credere i giornali, si tratta di un evento assolutamente non straordinario dal punto di vista scientifico.

Spieghiamo il perche’.

Di meteoriti ci siamo occupati diverse volte, in particolare in questi post:

Segni della fine del mondo: caduta di meteoriti

Palla di fuoco nei cieli del Sud Italia

Meteorite in Inghilterra provoca Terremoti?

Come detto in precedenza, ogni anno, nel mondo, cadono circa 500 oggetti del diametro superiore ai 10 cm. Quando parliamo di oggetti che cadono, intendiamo solo quelli che arrivano a Terra, non tutti i corpi che impattano la parte alta dell’atmosfera e che ovviamente sono molti di piu’.

La roccia ritrovata a Palermo, ha un diametro di circa 15 cm e un peso intorno ai 500 grammi. Dalle statistiche appena riportate, capiamo subito che questo evento non ha assolutamente nulla di eccezionale.

Facciamo pero’ una considerazione aggiuntiva. Perche’ una notizia del genere assume cosi’ tanta importanza?

Prima di tutto perche’ l’evento e’ avvenuto a ridosso del 21 Dicembre. Questo particolare, ne fa un ottimo candidato per continuare ad alimentare le teorie catastrofiste sul 2012.

Oltre a questo evidente motivo, il ritrovamento di un meteorite di queste dimensioni, non e’ straordinario, ma neanche troppo comune. Di fronte ai 500 oggetti che cadono all’anno, molti si chiederanno perche’ non si sente parlare frequentemente di cadute a Terra?

Cerchiamo di ragionare su questo punto.

Per prima cosa, parliamo di statistica, ovviamente in modo semplice. I meteoriti possono cadere, senza distinzione, in una qualsiasi zona della Terra. Questo particolare rende la superificie uniforme dal punto di vista delle probabilita’.

Ora, solo il 29% del pianeta e’ occupato da Terre emerse. Capite dunque subito che circa il 70% dei meteoriti finira’ in mare e dunque non possono essere recuperati.

Tenendo a mente i 500 oggetti l’anno, 350 andranno in mare, e solo 150 sulla terra.

Andiamo avanti. Il 30% del pianeta e’ occupato da terre emerse, ma quale frazione di queste e’ realmente occupato dall’uomo? Se un meteorite cade nel deserto del Sahara, non se ne accorge nessuno.

Secondo una stima grossolana, solo il 2% delle terre emerse e’ realmente occupato da insediamenti urbani. Ovviamente il 2% del 29%.

Utilizzando questi numeri, ripeto grossolani, ma che ci consentono di fare una stima realistica, di 500 meteoriti caduti all’anno, solo 3, in media, cadranno su insediamenti urbani (il 2% del 29% di 500). Capite dunque che il ritrovamento di un meteorite in una zona urbana non sia cosi’ raro, ma neanche troppo frequente. Ecco a voi spiegato il mistero dei 500 oggetti caduti all’anno sulla Terra e di cui non si parla.

Attualmente, sono in corso analisi per capire la reale natura del “sasso” trovato a Palermo. Guardando la foto, potrebbe realmente trattarsi di un meteorite. Cosa facciamo a riconoscerlo? Prima di tutto un meteorite caduto da poco assume la colorazione scura dovuta alla crosta di fusione. Inoltre, la superificie non e’ quasi mai sferica e presenta dei solchi piu’ o meno profondi detti regmagliti. Questi sono dovuti all’evaporazione selettiva di alcuni elementi a piu’ basso punto di fusione. Dalla foto, il ritrovamento di Palermo sembrerebbe avere tutte queste caratteristiche.

Per chi non lo sapesse, esistono diversi siti per l’acquisto e la vendita di meteoriti. Per dirla tutta, esiste un vero e proprio mercato con quotazioni diverse in base alla struttura e alla composizione del meteorite. Ecco un esempio di sito di compravendita:

Meteorites for Sell

Per i prezzi, si va da una decina fino anche a 1000 dollari al grammo. Invece di pensare ai segnali della fine del mondo, se trovate un meteorite, pensate che forse avete trovato una piccola fortuna!

Ormai ci siamo, mancano pochi giorni al 21/12. Fate attenzione, ora come non mai, qualsiasi notizia potrebbe diventare la pistola fumante per la fine del mondo. Per un’analisi scientifica delle profezie sul 2012, ma soprattutto per leggere un libro di divulgazione della scienza semplice e accessibile a tutti, indipendentemente dai Maya, non perdete in libreria ”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

 

 

I Marrobbi, piccoli Tsunami

17 Lug

In questo post, abbiamo parlato dello Tsunami avvenuto qualche giorno fa sulle coste del basso Tirreno, ed in particolare a Gaeta:

Ora anche gli Tsunami in Italia

Come abbiamo visto, l’origine di questi fenomeni non e’ da ricercarsi in terremoti, maremoti o frane su isole del Tirreno, bensi’ a fenomeni atmosferici e alla conformazione del bacino in questione. In meterologia, ci si riferisce a questi fenomeni con il termine di meteotsunami.

Le condizioni necessarie per la formazione di un meteotsunami sono una rapida variazione della pressione, un bacino allungato e il vento che soffia nella direzione di allungamento del bacino. In questi casi, si possono avere fenomeni di risonanza con trasferimento di energia dal vento al mare e quindi alla costa.

A riprova di questa tesi, nell’articolo precedente abbiamo parlato del meteotsunami avvenuto nel 1978 sulle coste della Croazia. In questo caso si raggiunsero onde di 3 metri con picchi in alcune zone fino a 6 metri.

In questi giorni, su diversi siti, si leggono informazioni false su questo evento. In Croazia lo tsunami non ha fatto vittime, ma solo alcuni danni materiali. Come abbiamo gia’ visto, ci furono due diversi fenomeni distanti tra loro quasi un’ora. La prima onda, di intensita’ minore, mise in allarme gli abitanti del posto, per cui la seconda onda non provoco’ assolutamente vittime. Ovviamente, fenomeni di questo tipo portano allagamenti nelle zone in prossimita’ della costa con conseguenti danni soprattutto ai primi piani o ai livelli interrati.

A questo punto, vorrei riflettere su una cosa. Se questi fenomeni sono noti e se il nostro bacino mediterraneo ha la struttura adatta per la formazione dei meteotsunami, e’ possibile che tra il 1978 e il 2012 non ci sia stato nessun evento di questo tipo?

La costa siciliana tra Mazzara e Pozzalo in cui si formano i Marrobbi.

Ovviamente ci sono stati meteotsunami, ma non ne abbiamo sentito parlare perche’ in genere la loro intensita’ e’ talmente bassa da rendere non osservabili gli effetti. In condizioni particolari, e ovviamente non convenzionali, si puo’ arrivare ad intensita’ maggiori, come nel caso della Croazia e delle coste Tirreniche.

In Sicilia, e precisamente tra Mazzara del Vallo e Pozzallo, cioe’ sulla costa sud-ovest della nostra isola, i pescatori convivono con un fenomeno chiamato in dialetto “Marrobbi”. Questi altro non sono che meteotsunami di bassa intensita’. A causa della struttura del bacino, anche qui molto allungata, si innescano le condizioni ottimali per la formazione di questi eventi. I Marrobbi consistono in una ritirata del mare e una successiva onda che arriva sulla costa. In genere, questi fenomeni sono cosi’ poco intensi da passare del tutto inosservati da chi, come i pescatori, non convivono tutti i giorni con il mare. Vista la scarsa forza dei marrobbi, molto spessi questi possono essere confusi con il moto stesso delle maree.

Come vedete, ci sono conferme in Italia della formazione dei meteotsunami. Il meccanismo alla base, di quanto accaduto nei giorni scorsi, e’ del tutto noto. La particolarita’ dell’evento e’ nell’altezza delle onde che si sono formate. Attenzione, parliamo di particolarita’ per indicare che non e’ la forza usuale degli eventi registrati. Sappiamo pero’ che e’ possibile avere un trasferimento massimo di energia e condizioni particolari dal punto di vista atmosferico, che possono creare onde anche di qualche metro.

Impariamo a ragionare con la nostra testa e cerchiamo sempre conferme scientifiche e con dati certi alle teorie che vogliono farci credere. Troppo spesso, cercano di inculcarci ipotesi strane che, con poco allenamento, possiamo smascherare. Per approfondire questi argomenti, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

 

 

Ora anche gli Tsunami in Italia?

14 Lug

Sulla scia di questo post:

Terrorismo psicologico

in questi giorni e’ quasi divertente leggere i giornali. Non fraintendete, non mi sto assolutamente riferendo ad eventi gravi che hanno causato vittime e danni, ma ai continui titoloni dei giornali volti solo ad aumentare la paura delle persone.

In questo blog abbiamo parlato a lungo di terremoti, spaziando tra cause astronomiche, falsi proclami o eventi fuori dal comune in zone non sismiche che hanno raggiunto addirittura una magnitudo 3, per fortuna senza causare danni (e’ un miracolo che un evento di magitudo 3 non abbia causato danni …). Ovviamente sto facendo della facile ironia sulle notizie di questi ultimi giorni. Per riprendere i post su questi argomenti basta leggere:

Riassunto sui terremoti

Ancora terremoti in Emilia?

Emilia 13-16 luglio: un po’ di statistica

Abbiamo fatto questa introduzione perche’ dopo la serie di terremoti pubblicizzati, ora arrivano anche le notizie sugli Tsunami.

Anche questa e’ una notizia con una forte eco. Non siamo abituati a parlare di tsunami in Italia, anche solo pensare ad un evento del genere, avendo ancora negli occhi le scene ad esempio dell’onda giapponese, crea non poca paura in molte persone.

La mattina del 13 Luglio 2012, si e’ verificato un piccolo tsunami sulle coste del basso Tirreno, durato dalle 10 alle 12. Il fenomeno era molto esteso ed e’ stato osservato con intensita’ e frequenza diversa tra La Spezia e Palermo. A Gaeta, ad esempio, il fenomeno e’ durato 3 ore. Il mare si ritirava di 20-30 metri e tornava con onde alte circa 1 metro e con una frequenza di circa 3 minuti.

La notizia e’ ovviamente vera. Data la frequenza delle onde, ma l’altezza non troppo grande, ci si riferisce a questi eventi come “Tsunami like”, per ditinguerli dagli Tsunami con onde maggiori, o dalle tempeste marine con frequenza molto piu’ alta (in caso di tempesta le onde arrivano una di seguito all’altra).

Su molti siti il fenomeno e’ catalogato come estremamente raro e inspiegabile. Questo ovviamente aumenta ancora di piu’ il timore. In Italia non siamo abituati a parlare di Tsunami e inoltre non sappiamo neanche perche’ questo e’ avvenuto. Alcuni hanno messo in relazione l’ultimo terremoto di Ischia con lo Tsunami:

–  “Terremoto” anche ad Ischia

ma la bassa intensita’ del sisma non spiega le onde. Altri hanno pensato ad una perturbazione ad alta quota, ma l’aeronautica militare ha smentito la presenza di vere e proprio tempeste. Qual’e’ dunque la causa dello Tsunami?

Cerchiamo al solito di fare un po’ di chiarezza anche su questo argomento.

Prima di tutto dobbiamo dire che le nostre coste sono state negli anni teatro di diversi eventi di questo tipo. Parliamo sempre di eventi di bassa intensita’, ma comunque che sono accaduti in diverse zone del Mediterraneo. Per farvi degli esempi (basta cercare su web per avere conferma) si sono registrati Tsunami in Calabria nei primi anni del 1900 (1905-1908), nelle Eolie nel 1916 e nel 1919, e cosi’ via a Palermo, Ancona, Alassio e anche sulle coste Croate sempre affacciate sull’Adriatico.

Le cause di questi Tsunami storici in realta’ non sono le stesse. Passiamo da terremoti con epicentro in mare a frane in determinate zone che possono provocare movimenti ondulatori. Come abbiamo gia’ detto pero’, l’evento di qualche giorno fa non e’ spiegabile in questi termini.

Per capire l’origine dell’ultimo Tsunami tirrenico, possiamo riferirci ad un altro evento del genere registrato nel 1978. In quest’anno si registro’ uno Tsunami tra Giulianova e Bari anche se gli effetti maggiori si ebbero sulle coste dell’allora Jugoslavia. Alle 5.15 del 21 giugno 1978, la popolazione viene svegliata da onde di Tsunami alte fino a 2.5 metri che arrivano sulla costa. A seguito di questo, il mare si ritira nuovamente e, alle ore 8 circa, arriva una seconda ondata con onde alte fino a 6 metri. Le onde non provocano vittime ma i danni al porto e alle abitazioni sono ingenti.

Questo evento, anche piu’ violento di quello di ieri, e’ rimasto inspiegabile per anni portando anche accese discussioni nella comunita’ scientifica.

La spiegazione definitiva dello tsunami del ’78 e’ arrivata dopo 30 anni, nel 2008, classificando questo evento come “meteotsunami”.

I meteotsunami sono fenomeni rari generati in particolari condizioni meteorologiche e del bacino in cui si sviluppano. Grazie all’introduzione di questa categoria e’ stato possibile spiegare le cause di diversi eventi registrati nel mondo anche in Australia, Nuove Zelanda e Giappone.

Per la formazione di un meteotsunami e’ necessario un bacino di dimensioni ridotte e allungato (come un porto o una baia) e rapide variazioni della pressione atmosferica dovute, ad esempio, ad una tempesta o ad una rapida variazione del vento. Se la direzione del vento e’ simile alla direzione di massimo sviluppo del bacino si possono avere fenomeni di risonanza con trasmissione di energia dal vento al mare e da quest’ultimo alla costa. Ovviamente, piu’ la direzione del vento e’ vicina, al limite coincidente, con lo sviluppo dello specchio d’acqua, maggiore e’ il trasferimento di energia.

Da quanto detto, i diversi mari che compongono il Mediterraneo hanno le caratteristiche morfologiche adatte. Si pensi ad esempio alla forma allungata dell’Adriatico teatro dell’evento del 1978. Il meteotsunami e’ dovuto dunque a cause atmosferiche e morfologiche e questo lo distingue dagli Tsunami nel senso stretto del termine, anche se l’effetto e’ comparabile ma di dimensioni minori.

Alla luce di questa classificazione possiamo spiegare anche lo Tsunami del 13 Luglio. Ieri infatti, si sono registrati abbassamenti di temperatura sull’Italia, dopo giorni di caldo afoso, con i primi temporali sul basso Tirreno. A causa dell’alta temperatura delle acque, le variazioni meteo hanno portato forti correnti ascensionali con incremento del gradiente termico verticale. Queste condizioni, che potete verificare guardando un qualsiasi bollettino meteo di ieri, hanno causato l’instabilita’ necessaria per la formazione del meteotsunami. Le condizioni morfologiche sono invece naturalmente offerte dai nostri mari.

Al solito, si tirano fuori titoli sensazionali con un velo di mistero solo ed esclusivamente per far credere che qualcosa di strano sta accadendo. Non lasciatevi trasportare o convincere subito. Ragionate e cercate di informarvi autonomamente, e’ l’unico modo per non cadere nelle continue trappole che vengono messe da fonti poco affidabili. Se volete continuare ad analizzare eventi legati al 2012, ma non solo legati alla profezia Maya bensi’ fenomeni sempre attuali, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.