Tag Archives: neo

Adesso e’ il turno di Marte

27 Feb

Negli ultimi giorni, oltre ovviamente ad ingovernabilita’, spread e premio di maggioranza, argomenti che comunque esulano dalle tematiche di questo blog, molto si e’ parlato di asteroidi e pericolo di impatto con i pianeti.

Come sapete bene, la psicosi su questi argomenti e’ nata dopo l’episodio avvenuto in Russia, in cui un meteorite si e’ frantumato ad alcuni Km da Terra ed i cui frammenti hanno causato un notevole numero di feriti. Di questo abbiamo parlato in diversi post:

Meteorite anche a Cuba e Dark Rift

Pioggia di meteore in Russia

Come anticipato sempre in queste discussioni, questo episodio ha riacceso i tanti complottisti che popolano la rete e di queste tematiche si parla in continuazione su diversi siti citando avvistamenti di nuovi oggetti nei nostri cieli o anche solo spaventando le persone circa il rischio di impatto con la Terra.

Inoltre, a partire dal 2012, molto si e’ parlato di comete citando appunto la ISON, la ELENIN, la PANSTARS. Comete di cui abbiamo parlato in questi post:

Che la ISON abbia pieta’ di noi!

2013 o ancora piu’ oltre?

E se ci salvassimo?

e che molto spesso sono state viste come ipotetiche cause di una prossima fine del mondo.

Sulla scia di questo, in queste ultime ore si e’ diffusa una nuova notizia riguardante una cometa ma sempre in pericolo di impatto con un pianeta del Sistema Solare. Per fortuna, si fa per dire, questa volta il bersaglio dell’oggetto non saremo noi, bensi’ Marte.

A cosa mi riferisco?

La cometa in questione e’ la C/2013 A1, anche detta “Siding Spring” dal nome del laboratorio dove e’ stata osservata per la prima volta. Secondo quanto riportato in rete, questa cometa presenterebbe un elevato rischio di impatto con il pianeta rosso il 19 Ottobre del 2014.

Perche’ questo impatto sta richiamando l’attenzione di molti siti internet? Prima di tutto, come detto in precedenza, questo genere di notizie serve a tenere alto il livello di attenzione delle persone. Proprio per questo motivo, non mancano assolutamente confronti tra Marte e la Terra. Pensate che in caso di impatto, la cometa potrebbe lasciare un cratere sulla superficie del diametro di 500 Km ed una profondita’ massima di 2 Km, causati dall’apparente nucleo della cometa stimato dell’ordine di 40 Km.

Prima di tutto occorre fare una precisazione. Qui stiamo parlando di valori massimi di diametro e profondita’. Come visto in diverse occasioni, il segno lasciato da un eventuale impatto dipende da altri parametri oltre ovviamente al diametro del corpo. Solo per darvi un’idea, l’angolo di impatto sul pianeta modifica in modo sostanziale il cratere risultante. I valori che trovate in rete sono ovviamente massimali solo per sparare numeri grandi ed alimentare le fobie. E’ ovvio che se un corpo di questo tipo impattasse sulla Terra causarebbe notevoli danni, ma ovviamente le informazioni vanno pesate nel verso giusto e comunque questa volta parliamo di Marte e non della Terra.

Dopo questo necessario preambolo sui segni eventuali lasciati dalla cometa, discutiamo invece di questa presunta probabilita’ di impatto con Marte.

La scoperta della C/2013 A1 e’ avvenuta il 3 Gennaio 2013. Subito dopo la sua identificazione, gli astronomi sono andati a ricercare le immagini della porzione di cielo scattate nei mesi precedenti. In questo modo, hanno ritrovato ulteriori immagini risalenti all’8 Dicembre 2012, in cui pero’ questa cometa non era stata notata. Faccio questa precisazione perche’ in realta’ e’ estremamente importante per capire meglio la probabilita’ di impatto con Marte.

Da dicembre 2012 ad oggi, ci sono circa 75 giorni di osservazione del corpo. Questo breve lasso temporale consente di disporre di pochi dati circa la C/2013 A1 e dunque di avere in mano solo poche informazioni circa i suoi parametri orbitali. Per essere piu’ precisi, la scarsita’ delle informazioni consente di avere un’incertezza ancora molto elevata sull’effettiva orbita della cometa.

Perche’ dico questo?

Ad oggi, ripeto con le informazioni ricavate da 75 giorni di osservazione, la distanza a cui ci si aspetta il passaggio della C/2013 A1 da Marte e’ di circa 100000 Km. Dato questo valore cosi’ elevato, perche’ allora si parla di collisione? Come anticipato, l’incertezza su questa misura e’ ancora molto elevata. Quando parliamo di incertezza, intendiamo non un singolo valore, bensi’ un intervallo di valori possibili centrati ovviamente intorno al valore medio. Detto in parole semplici, la distanza a cui la cometa dovrebbe passare da Marte e’ compresa tra 0, dunque impatto certo, e 1200000 Km, cioe’ assolutamente lontana. Capite bene che in questo caso ci sono piu’ di un milione di Km di incertezza di cui tenere conto. In queste condizioni, e’ assolutamente sbagliato parlare sia di impatto certo che di impatto scongiurato.

Ora, tenendo conto del fatto che il valore medio e’ comunque intorno ai 100000 Km, gran parte di questo intervallo previsto di distanze non prevede una collisione tra la cometa e Marte. Questo punto ci fa capire perche’, a livello scientifico, si parla comunque di probabilita’ piccola, anche se non nulla, di impatto.

Questa storia ci ricorda molto quella dell’ipotetico scontro tra la Terra e Apophis, di cui abbiamo parlato in questi post:

Attenzione, tra poche ore passa Apophis!

Asteroidi: sappiamo difenderci?

Anche in questo caso, alle prime osservazioni, la probabilita’ di scontro con la Terra presentava valori piccoli ma non nulli. Proprio da questo e’ nata poi una pesante speculazione parlando appunto di impatto certo. Come visto nei post precedenti, ad oggi, cioe’ disponendo di un campione di dati molto piu’ grande, la probabilita’ di impatto con il nostro pianeta e’ divenuta praticamente nulla.

Il paragone con Apophis ci deve insegnare, nel caso di C/2013 A1 cosi’ come di qualsiasi altro oggetto dello spazio, che le prime osservazioni presentano sempre delle incertezze osservative troppo grandi per poter giungere a qualsiasi conclusione. Per poter disporre di dati certi, occorre aspettare qualche tempo e continuare a monitorare il corpo in questione al fine di raffinare i dati in nostro possesso. Ovviamente, in base a quanto detto, non e’ possibile, al momento, stabilire se il 19 Ottobre 2014 ci sara’ questo impatto oppure no.

Colgo l’occasione anche per ricordarvi il programma NEO della NASA creato appunto per monitorare i corpi orbitanti intorno alla Terra e che possono rappresentare un eventuale pericolo per noi. In queste osservazioni vengono ovviamente inclusi anche gli altri oggetti che sono in giro per il Sistema Solare appunto per seguirne le orbite e misurare le probabilita’ eventuali di impatto con il nostro pianeta. In questo caso trovate anche tutte le informazioni su C/2013 A1, che potete leggere in questa pagina:

NASA NEO C/2013 A1

Nella stessa pagina trovate anche la simulazione dell’orbita della cometa di cui vi riporto un breve video costruito proprio a cavallo dei giorni del presunto impatto:

Come vedete, ad oggi i dati non sono affatto aggiornati. Il 19 Ottobre 2014 la simulazione presenta un valore della distanza da Marte ancora piu’ grande di quella riportata in precedenza. Questa discrepanza e’ dovuta al fatto che i numeri per costruire la simulazione sono basati non su tutto il campione dei 75 giorni di osservazione, ma solo su quelli compresi tra Dicembre 2012 (vecchie foto) e Gennaio 2013 (prima identificazione). Come ormai avrete capito, un campione ancora piu’ piccolo di dati implica ovviamente un’incertezza ancora piu’ grande di quella che abbiamo appena discusso.

Concludendo, esiste la probabilita’ di un impatto tra Marte e la cometa C/2013 A1 per Ottobre 2014. Ad oggi pero’ queste probabilita’ sono stimate usando un campione ancora troppo piccolo di dati il che implica un’incertezza sui valori troppo elevata e assolutamente non risolutiva. Detto questo, occorrera’ aspettare ancora qualche tempo per avere informazioni piu’ precise.

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Annunci

Pioggia di meteore in Russia

15 Feb

Stamattina, tutti i giornali riportano la notizia di una pioggia di meteoriti avvenuta in Russia centrale, nella regione degli Urali e che ha causato diverse centinaia di feriti in 6 citta’ della regione.

Ecco uno dei video di quanto avvenuto:

Come avrete visto, la rete e’ piena di testimonianze fotografiche e video, in cui si vede chiaramente questo corpo entrare in atmosfera, lasciare una lunga scia in cielo e poi arrivare in frammenti fino a terra. Inutile dire che la notizia ha fatto immediatamente il giro del mondo ed ovviamente acceso molti animi catasftrofisti in giro per la rete.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza a riguardo, capendo meglio cosa e’ successo. In questo caso, e’ molto importante perche’ in rete ho letto tantissime inesattezze ma anche speculazioni riguardo a questo evento.

Prima cosa importantissima da dire: l’evento russo e’ assolutamente non legato al passaggio di 2012 DA14 di cui abbiamo parlato in questi post:

– L’asteroide 2012 DA14

2012 DA14: c.v.d.

2012 DA14, ci siamo quasi!

Facilmente in rete trovate titoli del tipo: caduto in Russia DA14, pericolo dallo spazio, gli scienziati hanno mentito. Questo e’ completamente non esatto. Cerchiamo di capire il perche’. Come detto nei post precedenti, 2012 DA14 e’ previsto alla minima distanza stasera intorno alle 20.30. 12 ore di distanza, in termini astronomici, vogliono dire tantissimo. Come visto, DA14 viaggia a circa 8 Km/s per cui all’ora dell’evento russo era ancora troppo lontano dalla Terra. Riguardo a DA14 ribadiamo dunque la sua completa non pericolosita’, ma soprattutto l’assoluta non correlazione con quanto accaduto sugli Urali.

Cosa e’ successo in Russia? Semplicemente un asteroide di piccole dimensioni e’ entrato nella nostra atmosfera e’ arrivato a circa 10-15 Km di altitudine e si e’ rotto in tanti pezzi di dimensioni minori. Parlo di piccole dimensioni, dal momento che corpi di questo tipo difficilmente superano qualche metro di diametro.

Inutile dirvi che asteroidi di questo tipo entrano frequentemente nella nostra atmosfera, ma quasi mai riescono ad arrivare fino a Terra e, ancora con meno probabilita’, riescono a creare feriti. Questa volta, purtroppo, l’oggetto, probabilmente anche a causa della traiettoria seguita in atmosfera, ha lanciato frammenti fino a Terra.

Altra inesattezza che leggo, secondo la stampa migliaia di frammenti sarebbero arrivati a Terra rompendo le finestre. Anche questo e’ in parte sbagliato. Molte finestre sono state rotte tutte insieme dall’onda d’urto dell’esplosione. Ovviamente, come riportato nelle testimonianze, alcuni frammenti sono arrivati a terra ma il loro numero non pensate sia cosi’ elevato come vogliono farvi credere.

Altra informazione sbagliata e’ che il realta’ l’asteroide sia stato distrutto da un missile lanciato nell’ambito del programma di scudo spaziale sviluppato dai russi. Anche questo e’ falso, in particolare nei video non vedete nessuna scia addizionale di un missile che distrugge il corpo. Di sistemi di difesa di questo tipo abbiamo parlato qui:

Asteroidi: sappiamo difenderci?

Come detto prima, le dimensioni del corpo erano troppo piccole per essere individuate dalla rete di monitoraggio per i NEO intorno alla Terra.

Quello che e’ successo e’ che alcuni frammenti maggiori dell’asteroide sono riusciti ad arrivare a Terra e sono chiaramente visibili nei video grazie alla scia di condensa rilasciata nell’atmosfera, cosi’ come gli aerei di linea.

Gia’ l’anno scorso, avevamo parlato del fenomeno dei bolidi:

Bolide a Novara?

Meteorite in Inghilterra provoca terremoti?

Palla di Fuoco nei cieli del Sud Italia

Altro bolide in Sicilia?

In questo caso pero’, gli asteroidi, o i frammenti, non erano arrivati fino a Terra anche se, a causa dell’esplosione e delle scie in cielo, avevano destato l’attenzione e causato lo spavento di molti testimoni.

Per cercare di tranquillizarvi, tutti i giorni c’e’ la possibilita’ che corpi piu’ o meno estesi entrino in atmosfera. La particolarita’ del caso russo e’ che l’asteroide, meglio i suoi frammenti, sono riusciti ad arrivare fino a terra causando addirittura feriti. Come sappiamo, molto spesso, anche se un asteroide arriva a Terra, la probabilita’ maggiore si ha nel colpire zone non popolate o specchi d’acqua del pianeta, molto piu’ ampi delle terre emerse. In questo caso, sfortunatamente, l’oggetto e’ arrivato fino a terra ed in piu’ ha colpito una zona popolata della Russia.

Concludendo, assolutamente nulla di misterioso ne tantomeno di catastrofico in quanto avvenuto. Ovviamente ci sono feriti di mezzo, per cui non vigliamo tranquillizzare per partito preso. Dalle analisi fatte insieme pero’, si evince come casi di questo tipo possono esserci e non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia nei confronti dell’universo che ci circonda.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

2012 DA14, ci siamo quasi!

14 Feb

Diversi mesi fa, avevamo gia’ cominciato a parlare dell’asteroide 2012 DA14:

– L’asteroide 2012 DA14

2012 DA14: c.v.d.

vedendo come questo asteroide di circa 50 metri di diametro, dal peso di circa 130000 tonnellate e scoperto piu’ o meno un anno fa in Spagna, non era assolutamente pericoloso per la Terra, anche se sarebbe passato ad una distanza ravvicinata a cui mai erano stati osservati corpi di questo tipo. In effetti, nel corso dei mesi, grazie alle continue osservazioni fatte dalla NASA e dai tanti osservatori in giro per il mondo, 2012 DA14 era stato subito declassato ad oggetto non pericoloso.

Tra poche ore, precisamente nella serata del 15 Febbraio 2013, questo asteroide passera’ ad una distanza che per un tratto sara’ minore di quella dei tanti satelliti geostazionari che utilizziamo per le telecomunicazioni, per guardare la TV o anche per fare le previsioni del tempo.

Ribadiamo ancora che non esiste nessuna probabilita’ di scontro con la Terra per il prossimo venerdi, ne tantomeno per il 2020, quando 2012 DA14 ci fara’ di nuovo visita. Nonostante questo, poiche’ la distanza minima e’ di circa 28000 Km, questo asteroide sara’ ben visibile dalla Terra e anche da noi in Italia, offrendo, sempre che il cielo si sgombro di nuvole, uno spettacolo unico nel suo genere per molti appassionati.

Vista la piccola dimensione, 2012 DA14 avra’ una magnitudo pari ad 8, cioe’ equivalente a quella di una stella di media intensita’. Questo lo rendera’ visibile anche con un binocolo, ovviamente meglio ancora con un telescopio anche di piccole dimensioni.

Vi riporto una cartina stellare in cui e’ stata tracciata la rotta che seguira’ 2012 DA14 visto proprio dall’Italia. In questo modo potrete trovare dei punti di riferimento in cui aspettare il passaggio dell’asteroide:

Il percorso di 2012 DA14 visto dall'Italia

Il percorso di 2012 DA14 visto dall’Italia

Come riportato nella legenda, ogni punto sulla mappa indica un intervallo di 5 minuti. Visto al binocolo, potrete notare una flebile stella ma che si muove molto velocemente nella volta celeste segnando appunto l’orbita riportata.

Solo per darvi qualche numero, 2012 DA14 si sposta in cielo ad una velocita’ di circa 7.8 Km/s, cioe’ circa 40 volte piu’ veloce di un proiettile sparato da una pistola.

A questo punto, avete tutti i riferimenti per godervi lo spettacolo naturale offerto da 2012 DA14. Pensate che secondo la NASA, la probabilita’ che un oggetto ci passi cosi’ vicino e’ solo di 1 su 40. Capite dunque la particolarita’ di un evento del genere e soprattutto l’interesse e l’attesa per questo prossimo passaggio. Unico consiglio, osservate il cielo verso EST con un orizzonte abbastanza libero. Guardando la cartina riportata, trovate una stella o una costellazione ben riconoscibile e usatela come punto di riferimento. A questo scopo, ottimi esempi sono Comae Berenices, Chara o anche l’ammasso MEL111, facilmente individuabili per la loro forma e per la loro luminosita’. Trovato il punto giusto, puntate il binocolo e aspettate il passaggio di 2012 DA14. A questo punto sara’ facile seguirlo nella sua traiettoria o anche scattare foto lungo il percorso.

Per chi avesse difficolta’ nell’osservare dal vivo, vi riporto anche il link del Virtual Telescope che offrira’ una diretta streaming del passaggio dell’asteroide:

Virtual Telescope 2012 DA14

In questo caso potrete gustarvi lo spettacolo anche sopra al divano con il telescopio che passo dopo passo seguira’ l’asteroide a grande angolo, mostrando anche le stelle in prossimita’ del suo passaggio.

Concludendo, quello che ci aspetta tra poche ore e’ senza ombra di dubbio uno spettacolo della natura. Se avete la possibilita’, non perdete questa occasione rara di poter osservare la Terra sfiorata da un “sassolino” di 50 metri di diametro e 130000 tonnellate di peso. Sicuramente, il sapere che non c’e’ nessuna probabilita’ di essere colpiti, aiuta a goderci lo spettacolo in tutto rilassamento.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Asteroidi: sappiamo difenderci?

10 Gen

Nei nostri articoli, molte volte ci siamo trovati a discutere di asteroidi che qualcuno voleva in rotta di collisione con la Terra. In particolare, abbiamo parlato di Toutatis, di 2012 DA14, dell’asteroide Nibiru, di Apophis:

Tutto liscio fino al 21/12?

2012 DA14: c.v.d.

E alla fine Nibiru e’ un asteroide!

Attenzione, tra poche ore passa Apophis!

Fino ad oggi, le presunte voci su un impatto con la Terra, si sono fortunatamente rivelate infondate.

Ma se un giorno o l’altro dovesse accadere questo?

Illustrazione di un impatto con un asteroide di grandi dimensioni

Illustrazione di un impatto con un asteroide di grandi dimensioni

In diversi articoli, ho gia’ espresso le mie considerazioni a riguardo. La nostra Terra e’ un solo una pallina nell’immenso universo in cui sfrecciano un numero enorme di “sassi” piu’ o meno grandi. E’ inutile nascondersi dietro un dito, esiste la probabilita’ che prima o poi uno di questi corpi ci colpisca in pieno. Per essere ancora piu’ realisti, il nostro pianeta e’ ricco di crateri lasciati dall’impatto con asteroidi piu’ o meno grandi. Un esempio molto famoso di queste “testimonianze” e’, ad esempio, il cratere Barringer in Arizona:

Il cratere Barringer in Arizona

Il cratere Barringer in Arizona

Per non passare per il catastrofista di turno, come piu’ volte detto, esistono diversi programmi di controllo creati per identificare e monitorare gli oggetti vicini alla Terra e potenzialmente pericolosi. Anche in questo blog, in piu’ occasioni abbiamo citato il programma NEO della NASA:

NASA NEO program

Solo per darvi qualche numero, da una stima della NASA, si pensa che ci siano circa 20000 asteroidi di diametro compreso tra 100 metri ed 1 Km, orbitanti intorno alla Terra. A questi dobbiamo poi sommare quelli di dimensioni superiori al Km, e dunque potenzialmente molto pericolosi, il cui numero sarebbe intorno al migliaio.

Ci tengo a ribadire il fatto che, come piu’ volte dichiarato e fatto vedere dai database, non esiste ad oggi la probabilita’ certa che uno degli oggetti conosciuti possa impattare il nostro pianeta nei prossimi anni.

Di cosa comporterebbe un impatto con un oggetto di grandi dimensioni, ne abbiamo parlato in dettaglio in questo post:

Effetti di un impatto con Nibiru

Come visto, il potenziale danno alla Terra, e agli esseri umani, e’ determinato di molti fattori tra i quali: la massa del proiettile, l’angolo di urto, la superficie su cui avverra’ la collisione, ecc. Nonostante questo, per potenziali asteroidi molto grandi, oltre il Km di raggio, un impatto sarebbe comunque catastrofico.

Ora, sappiamo che nonostante le tante voci catastrofiste, non ci sono asteroidi in rotta di collisione con la Terra. Abbiamo pero’ detto che non escludiamo che questo possa avvenire prima o poi. Dunque? Se un giorno venisse scoperto un proiettile di grandi dimensioni in rotta di collisione con la Terra, cosa potremmo fare? Metterci seduti e aspettare che arrivi o abbiamo delle idee per cercare di evitare lo scontro?

Lo scopo di questo articolo, e’ proprio quello di cercare di dare una risposta a domande di questo tipo. Ripeto, non voglio fare il catastrofista, ma siamo realisti e consapevoli che un potenziale pericolo potrebbe arrivare dallo spazio.

In realta’, non siamo solo noi a parlare di potenziale pericolo, ma molti governi, istituti di ricerca, agenzie e singoli ricercatori, condividendo queste considerazioni, hanno sviluppato diversi programmi di salvaguardia spaziale da utilizzare in caso di pericolo.

Cerchiamo di vedere quali sono queste potenziali idee, ma soprattutto l’applicabilita’ delle stesse.

Tutti voi ricorderete il famoso film Armageddon, in cui per poter distruggere un asteroide in rotta di collisione con la Terra, un team di esperti trivellatori petroliferi viene inviato sul luogo per trivellare e piazzare testate nucleari. Non pensate che questa idea sia del tutto strampalata, anche perche’ non e’ la scienza che ha copiato il cinema, bensi’ il contrario. A partire dagli anni ’80, si e’ cominciato a ragionare su questo problema e quella delle armi nucleari e’ stata una delle prime idee buttate giu’. In questo caso, l’idea e’ molto semplice, si lancia una testa di grandi dimensioni, o una serie di testate minori, che andrebbero ad esplodere sulla superficie dell’asteroide, al fine di vaporizzarlo. I punti deboli di questa tecnica sono in realta’ molti. Prima di tutto, per poter lanciare testate da Terra, il corpo deve gia’ essere molto vicino, secondo, un lancio di testate da Terra, presenterebbe “forse” qualche problema di sicurezza in caso di incidente nelle fasi di partenza del vettore. Il vantaggio maggiore di questo metodo e’ ovviamente quello di avere un riscontro diretto sullo scampato o meno pericolo. Detto in altri termini, se fate centro e distruggete l’asteroide sapete subito di essere salvi.

Idea alternativa a quella delle testate nucleari, e’ ovviamente quella di utilizzare missili non nucleari. In questo caso, si risolverebbero diversi problemi di sicurezza, ma non quello della piccola distanza di aggancio del bersaglio, che spaventerebbe molto in caso di fallimento della missione. Tenete anche conto del fatto che il potere distruttivo di una testata nucleare e’ quasi sicuramente piu’ grande di quello di un missile normale.

Questi metodi, come detto tra i primi ad essere pensati, sono detti ad “energia cinetica”, dal momento che sfruttano un trasferimento diretto di energia da un’esplosione all’asteroide.

Sulla falsa riga di questi metodi, vi e’ poi il progetto “Don Quijote” dell’ESA. In questo caso, l’idea di base e’ essenzialmente la stessa, ma cambiano le modalita’ di trasferimento dell’energia. In parole povere, in questa formulazione, un primo velivolo spaziale, chiamato “Sancho”, verrebbe inviato in direzione del corpo e messo in rotazione rispetto ad esso. Compito di Sancho sarebbe quello di monitorare per diversi mesi i parametri fisici e orbitali dell’asteroide al fine di avere un quadro molto preciso della dinamica del moto. Successivamente, un secondo velivolo, chiamato Hidalgo, verrebbe lanciato nello spazio in rotta di collisione con l’asteroide. Grazie ai parametri raccolti per mesi, l’urto dell’impattatore Hidalgo verrebbe calibrato per ottimizzare l’effetto dell’urto e riuscendo in questo modo a deviare l’oggetto fuori dalla linea di collisione con la Terra.

Pro e contro del progetto “Don Quijote”? Prima di tutto, servirebbero mesi per studiare l’asteroide e determinare i parametri dell’urto da utilizzare. Inoltre, il costo sia del progetto che di un eventuale lancio dei vettori, sarebbe enorme. Attualmente infatti, proprio per mancanza di fondi, gli unici studi di fattibilita’ del progetto sono su carta. Per chi volesse approfondire o verificare, vi riporto anche il link dell’ESA su Don Quijote:

ESA Don Quijote Project

Mettendo da parte la violenza di un urto, esistono anche molti altri metodi “soft” pensati per deviare un ipotetico asteroide in rotta di collisione.

Di questa tipologia, il piu’ studiato e’ certamente il metodo del “Trattore Gravitazionale”. Il nome e’ esattamente quello di un nostro precedente articolo:

Nibiru: la prova del trattore gravitazionale

in cui abbiamo analizzato l’ipotizzato aumento di asteroidi verso la Terra spinti gravitazionalmente da Nibiru all’interno del nostro Sistema Solare.

Come in questo caso, il principio di funzionamento e’ appunto basato sull’attrazione gravitazionale che si esercita tra due masse secondo la legge di Newton. Cosa significa? In questo metodo, un vettore spaziale di grandi dimensioni viene inviato nello spazio e posizionato in prossimita’ dell’asteroide. L’attrazione gravitazionale esercitata dalla sonda spinge verso di essa il corpo facendolo uscire dalla linea di collisione con la Terra.

Le obiezioni principali principali al trattore gravitazionale, arrivano ovviamente dai lunghissimi tempi necessari per ottenere una variazione significativa, dovuti alla piccola intensita’ della forza gravitazionale con le masse in gioco. Inoltre, come negli altri casi, il costo della missione sarebbe molto elevato e difficilmente sostenibile da una sola nazione.

Effetto simile a quello del trattore, ma in tempi piu’ rapidi, si potrebbe ottenere posizionando un vettore spaziale sulla superficie dell’asteroide e spingendolo utilizzando motori. Anche in questo caso il progetto avrebbe notevoli difficolta’ legate allo sbarco sulla superficie del corpo. Inoltre, il metodo non sarebbe applicabile qualora l’asteroide ruotasse su se stesso molto velocemente.

Il sistema della vela spaziale per deviare l'esteroide

Il sistema della vela spaziale per deviare l’esteroide

Un’ultima variazione possibile del trattore gravitazionale e’ stata invece proposta da due fisici spagnoli, che ipotizzano l’utilizzo di un fascio di ioni sparato da un vettore spaziale verso l’asteroide per deviarne la corsa. In questo caso, l’impulso del fascio agirebbe come una spinta continua e ridurrebbe molto il peso del vettore ipotizzato nella soluzione vista prima. Oltre al costo della missione, in questo caso ci si dovrebbe preoccupare anche di poter disporre di un fascio di ioni operante in continuo per lunghi periodi.

Una possibile soluzione diversa per vaporizzare l’asteroide e’ stata invece proposta dalla NASA pensando ad una vela spaziale da posizionare vicino al corpo. In questo caso, la vela servirebbe per convogliare la radiazione solare e collimarla sulla superficie dell’asteroide, causando la vaporizzazione totale o parziale del materiale che lo compone. Su questa ipotesi, esistono diversi studi a riguardo, fatti anche considerando le possibili variazioni dell’orbita apportate dall’emissione di protoni da parte dell’asteroide quando soggetto all’azione della radiazione solare.

Oltre a questi visti, esistono tantissimi altri potenziali metodi studiati per deviare un asteroide in rotta di collisione con la Terra: verniciatura dell’asteroide per aumentare l’effetto della radiazione solare, incartamento con fogli di alluminio, deviazione di un secondo asteroide piu’ piccolo da lanciare contro il primo, ecc.

Come abbiamo visto, non possiamo certo dire che le idee manchino su questo argomento o che la scienza non si stia preoccupando della cosa. Ognuna di queste ipotesi presenta pro e contro diversi legati al principio fisico da sfruttare. Sperimentalmente, fino ad oggi e’ stato impossibile fare test sul campo su piccoli asteroidi, visto anche il costo proibitivo di missioni di questo tipo. Piu’ volte, abbiamo richiamato anche l’aspetto economico dietro programmi di ricerca di questo tipo. Stiamo pur certi pero’ che, in caso di asteroide in rotta di collisione con la Terra, non sara’ certo il problema economico a fermare una possibile missione di salvezza.

Molti dei programmi visti, sono ancora in fase di studio e la ricerca continua a ritmi molto alti. Questo proprio perche’, come detto in precedenza, dobbiamo convivere con il fatto che esiste la probabilita’ che un oggetto piu’ o meno esteso, prima o poi, possa puntare dritto verso la Terra. L’importante e’ ovviamente non farsi trovare senza idee.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

 

 

 

Attenzione, tra poche ore passa Apophis!

9 Gen

Nelle ultime ore, ho ricevuto diverse mail e messaggi da parte di utenti incuriositi dal passaggio di domani dell’asteroide Apophis. Come forse avrete letto, da qualche giorno, in rete sono comparsi diversi articoli sui soliti siti catastrofisti che parlano del passaggio di questo asteroide “vicino” alla Terra.

Di Apophis, avevamo parlato in questo post, passando in rassegna le date ipotizzate per la prossima fine del mondo:

2013 o ancora piu’ oltre?

Come potete vedere, in questo caso parlavamo di 2036 come data di presunto impatto tra la Terra e questo asteroide.

Perche’ ora si parla di 9 Gennaio 2013?

Effettivamente, per domani e’ atteso un passaggio ravvicinato di Apophis, ma questo non desta assolutamente nessun pericolo. Vi spiego anche il perche’. Apophis gira su un’orbita che interseca quella della Terra in due punti ben precisi, come potete vedere da questa immagine:

L'orbita di Apophis nel sistema solare

L’orbita di Apophis nel sistema solare

Ora, ad ogni passaggio alle intersezioni, potenzialmente potremmo avere un passaggio ravvicinato al nostro pianeta. Dico “potenzialmente” perche’ ovviamente il tutto dipende dalla posizione relativa della Terra in quel preciso momento. Per domani, e’ appunto atteso un passaggio ad una distanza minore rispetto a quella avuta in passato.

Per poter capire meglio questo concetto, ho preparato un video esplicativo con le orbite ed i movimenti dei pianeti interni del Sistema Solare:

Domani, dunque, Apophis si trovera’ a passare nel punto della sua orbita che interseca quella della Terra.

A che distanza passera’ da noi? Siamo sicuri che non ci siano pericoli a riguardo?

Per rispondere a questa domanda, vi invito a vedere questa immagine, tratta dal video di prima, specifica per domani:

Posizione di Apophis e della Terra al 9/1/2013

Posizione di Apophis e della Terra al 9/1/2013

Come vedete, in basso viene riportata anche la distanza tra la Terra e Apophis, che sara’ di 0,0966 unita’ astronomiche.

In questo post, parlando del passaggio della come ISON, abbiamo gia’ fatto un ragionamento del genere:

Che la ISON abbia pieta’ di noi!

Utilizzando la definizione di unita’ astronomica (circa 150 milioni di Km per 1UA), Apophis passera’ ad una distanza di circa 15 milioni di Km. Considerando che la distanza media tra la Terra e la Luna e’ di 380000 Km, non credo ci sia bisogno di preoccuparsi di questo asteroide.

A questo punto pero’, facciamo una riflessione insieme. Perche’ si e’ pubblicizzato cosi’ tanto il passaggio di Apophis a questa grande distanza? La risposta in questo caso e’ molto semplice. Di questo asteroide si e’ parlato molto anche a proposito della fine del mondo nel 2012. In particolare, in diverse interviste, la nostra astrofisica Margherita Hack, ha piu’ volte detto che non c’era nulla di cui preoccuparsi pensando a Nibiru, e ad una sua eventuale collissione con la Terra, bensi’, era molto piu’ pericoloso il passaggio di Apophis nel 2036.

Adesso, tutto comincia ad essere piu’ chiaro.

Nel 2036, ci sara’ veramente un passaggio ravvicinato, molto piu’ di adesso, tra Apophis e la Terra, ma anche in questo caso vi premetto che non c’e’, attualmente, nulla di cui preoccuparsi.

Prima di tutto, di Apophis e del passaggio del 2036, abbiamo parlato in dettaglio nel libro ”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”. Apophis, e’ stato l’unico asteroide potenzialmente pericoloso, ad avere per molto tempo un valore non zero nella scala Torino. Come visto in questo post:

L’asteroide 2012 DA14

questa scala viene utilizzata per tabulare gli asteroidi secondo la loro probabilita’ di impatto con la Terra. Bene, Apophis e’ stato per lungo tempo considerato al valore 1 di questa scala. Questo significa che, per quanto piccola, la probabilita’ eventuale di colpire la Terra era considerata non zero.

Cosa e’ cambiato ora?

Come piu’ volte visto, le orbite degli asteroidi che vengono simulate, presentano sempre delle incertezze legate principalmente alle possibili interazioni gravitazionali durante il moto. Queste variazioni fanno si che l’orbita simulata, deve essere ricalcolata ed affinata costantemente, al fine di correggere i valori con le ultime osservazioni sperimentali. Questo processo, di volta in volta, consente di conoscere con maggior accuratezza la traiettoria dei corpi e anche di capire meglio l’eventuale probabilita’ di impatto con i pianeti.

Proprio grazie alle ultime misure fatte e’ stato possibile calcolare meglio la traiettoria di Apophis e declassarlo dal valore 1 a 0 della scala Torino. Una conferma di questo, potete averla utilizzando il solito database (pubblico) della NASA per gli asteroidi vicini alla Terra. In questa pagina in particolare, trovate tutti i parametri relativi ad Apophis:

Apophis NASA

mentre in quest’altra pagina, vedete i valori della scala Torino per gli oggetti conosciuti e monitorati dalla NASA:

NEO probabilita’ impatto

Cercando 99942 Apophis, potete controllare da soli che il valore attuale della scala Torino per questo asteroide e’ “zero”.

Per completezza di informazione, a che distanza ci si aspetta il passaggio di Apophis nel 2036?

In questo caso, la distanza minima dovrebbe essere intorno ai 15000 Km, quindi molto inferiore a quella attesa tra poche ore e anche inferiore a quella dei satelliti geostazionari.

Nonostante questo valore, ad oggi, come visto nell’articolo, anche per questa data non vi sono indicazioni circa un possibile impatto di Apophis con la nostra Terra, come confermato dal valore zero della scala Torino.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

Che la ISON abbia pieta’ di noi!

2 Gen

Ho ricevuto molti commenti e messaggi da parte di lettori che chiedevano maggiori informazioni riguardo alla cometa ISON. Di questo corpo celeste abbiamo gia’ parlato in diverse occasioni:

2013 o ancora piu’ oltre?

E se ci salvassimo?

Come sappiamo, la ISON passera’ alla minima distanza dalla Terra intorno alla fine di Dicembre del 2013 e come abbiamo piu’ volte ripetuto, questa corpo, al calcolo attuale della traiettoria, non ha probabilita’ di impatto con la Terra. Cio’ che rende particolarmente interessante questa cometa, e’ la sua distanza al perielio e il fatto che al momento non ha subito stress termici ne meccanici. Se le previsioni sono esatte, questa cometa potrebbe avere una magnitudo negativa e questo la renderebbe perfettamente visibile ad occhio nudo anche in pieno giorno. Se tutto rimanesse invariato, la ISON sarebbe molto piu’ luminosa sia di Venere che della Luna, con una lunga coda visibile dall’emisfero boreale.

Nonostante questa premessa, molti chiedono ancora novita’ riguardo a questa cometa, anche perche’ sui soliti siti catastrofisti si comincia a parlare molto insistentemente di questo passaggio a Dicembre, parlando di probabile impatto con la Terra.

Detto questo, vorrei fare un gioco al contrario. Questa volta vorrei fare io la parte del catastrofista, anticipando i tantissimi siti di cui spesso abbiamo parlato, mostrandovi un video molto interessante che ho preparato.

Guardate e giudicate:

Come avete capito si tratta di una simulazione dell’orbita della ISON all’interno del sistema solare da giugno 2013 fino a Febbraio 2014, quando la cometa sara’ passata.

Avete visto bene? Cosa dovrebbe succedere il 29 Dicembre 2013?

Dal video si vede chiaramente come la cometa dovrebbe impattare la Terra in questa data. Ma allora? Tutto quello detto fino a questo punto e’ falso?

Assolutamente no. Come vi ho anticipato, mi sono divertito anche io a fare la parte del catastrofista, costruendo questo video. Per essere precisi, il video e’ reale, non l’ho costruito da zero, ma ho utilizzato i dati ed il software della NASA che trovate nelle pagine del programma di studio degli oggetti vicini alla Terra. Di questo programma abbiamo gia’ parlato in diverse occasioni e lo trovate a questo indirizzo:

NASA NEO program

A questo punto, basta temporeggiare e’ il caso di dire come stanno in realta’ le cose. Se il video e’ reale, perche’ non c’e’ probabilita’ di impatto con la Terra?

Il video mostrato e’ girato con una prospettiva schiacciata rispetto al piano dei pianeti del sistema solare. L’orbita della ISON interseca il sistema solare con una traiettoria quasi ortogonale a questo piano. Per dirlo in altre parole, stiamo guardando il video dalla prospettiva sbagliata per cui tutto ci appare schiacciato sullo schermo. Notate prima di tutto un dato importante. Sul video viene mostrato giorno per giorno la distanza tra la cometa e la Terra. Al 29 Dicembre 2013, giorno del presunto impatto, la distanza e’ di 0.431 unita’ astronomiche, cioe’ circa 65 milioni di kilometri. Direi che dunque e’ ben lontana dall’impatto.

A riprova, vi mostro due video girati da una prospettiva diversa. Cominciamo da questo in cui abbiamo girato solo poco la visuale:

Come vedete al minimo avvicinamento ora i due corpi non sembrano piu’ collidere. Giriamo adesso completamente la prospettiva e mettiamoci proprio sul piano dei pianeti del sistema solare:

Adesso tutto e’ perfettamente chiaro. Vedete che, dopo il passaggio al perielio, cioe’ la minima distanza dal Sole, la ISON si muove su un’orbita ben piu’ alta di quella della Terra.

Questo e’ stato un semplice esperimento catastrofista. Come avete visto, mi sono limitato ad utilizzare un software della NASA per farvi vedere le cose come volevo che le guardaste. Questa e’ la riprova di come sia semplice far apparire le cose diverse dalla realta’.

Ora l’esperimento e’ concluso, siamo riusciti ad anticipare i catastrofisti mostrando noi un possibile video da far girare in internet. Questa volta pero’ e’ venuta prima la spiegazione della catastrofe!

Detto questo, parliamo invece un po’ di scienza, andando leggermente piu’ a fondo nei dettagli di questa cometa.

La ISON e’ una cometa radente non periodica. Molte semplicemente potete capire che il “non periodica” significa che non e’ un corpo su un orbita chiusa e dunque non ci saranno passaggi successivi oltre a quello del 2013. Radente significa invece che il suo perielio sara’ molto vicino alla superficie del Sole. Proprio questa caratteristica rende la sua sopravvivenza molto incerta. Esiste infatti la probabilita’ che la cometa venga distrutta al passaggio vicino al Sole, cosi’ come e’ ad esempio successo per la Elenin, di cui abbiamo parlato in questo post:

Nibiru e’ monitorato dall’osservatorio di Arecibo?

La ISON e’ stata scoperta il 21 Settembre 2012 da due astronomi russi e al momento si trova in prossimita’ dell’orbita di Giove, come possiamo vedere da questa immagine:

La posizione della ISON al 2 Gennaio 2012

La posizione della ISON al 2 Gennaio 2012

Per quanto rigarda i parametri fisici e orbitali della cometa, possiamo al solito interrogare il database del programma NEO. Troviamo tutte le informazioni alla pagina dedicata:

NASA NEO ISON

Allo stesso indirizzo trovate anche l’applet per visualizzare l’orbita della cometa, che ho utilizzato per realizzare i video che abbiamo discusso in precedenza.

Dunque? A questo punto possiamo fare delle conclusioni molto importanti. Prima di tutto, come dimostrato, non vi e’ nessun pericolo che la cometa possa impattare sulla Terra al suo passaggio alla minima distanza. Per dirla tutta, ad oggi non siamo in grado di stimare se la cometa potra’ sopravvivere al passaggio al perielio.

L’altra conclusione importante e’ legata invece al solito complottismo che dilaga in rete. Come avete visto, la ISON e’ una cometa conosciuta. Fin dalla sua scoperta ne abbiamo parlato senza remore e senza nascondere nessun dato importante. Tra l’altro, tutti i parametri mostrati sono stati presi dal solito database della NASA che, ripeto nuovamente, e’ pubblico e liberamente accessibile a tutti.

Inoltre, in questo caso abbiamo fatto un chiaro esempio di distorsione catastrofista. Come mostrato, e’ molto facile modificare a nostro favore prove video o fotografiche per far apparire le cose diverse da quello che sono in realta’. Fate sempre attenzione alle informazioni che trovate in rete. Molto spesso si pubblicano articoli e discussioni con il solo scopo di aumentare l’allarmismo e diffondere il terrore.

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

2013 o ancora piu’ oltre?

24 Dic

Dopo l’enorme delusione incassata dai tantissimi siti catastrofisti nati o alimentati dalla fine del calendario Maya, non potete certo sperare che tutto si risolva nel silenzio.

Come detto molte volte, questa che sembrerebbe una manna dal cielo per molte fonti, cioe’ la fine del mondo, e’ solo rimandata.

A questo punto, resta da capire pero’ la cosa piu’ importante: rimandata a quando?

Dopo il 21/12 si e’ scatenata una corsa alla prossima data utile da sfruttare e da pubblicizzare. Girando in rete, ma anche scartabellando gli articoli gia’ pubblicati, potete trovare date abbastanza future, ma anche alcune molto vicine.

Vi riporto un riassunto delle principali date che trovate in rete, ovviamente con un commento.

 

15 Febbraio 2013

Questa la conosciamo fin troppo bene. Il 15 febbraio l’apocalisse dovrebbe arrivare a causa dello scontro del nostro pianeta con l’asteroide 2012 DA14. Come ricorderete, stiamo parlando di un “sassetto” di 50 metri di diametro e 130000 tonnellate di peso. Per capire l’effetto di un impatto con un corpo di questo tipo, basta fare riferimento a questo post:

Effetti di un impatto con Nibiru

Purtroppo, per il 2013, la probabilita’ di impatto con la Terra e’ del tutto nulla, come dimostrato dal calcolo della traiettoria aggiornata anche con gli ultimi dati raccolti attraverso le osservazioni. Di questo abbiamo parlato qui:

L’asteroide 2012 DA14

2012 DA14: c.v.d.

 

Dicembre 2013

Anche per questa data il pericolo dovrebbe piovere dall’alto. Come visto in questo post:

E se ci salvassimo?

A Dicembre del prossimo anno, la cometa ISON dovrebbe passare alla minima distanza dalla Terra. I calcoli attuali sull’orbita dell’oggetto sono sufficienti per farci dormire sonni tranquilli. La notizia piu’ importante e’ che questa cometa al suo passaggio al perielio, potrebbe diventare l’oggetto piu’ luminoso mai osservato da Terra. Alla luce di questo, non possiamo che aspettare con ansia il suo passaggio per goderci lo spettacolo.

 

2026

Il 2026 diviene una data possibile grazie al prossimo passaggio ravvicinato dell’asteroide 2012 DA14. Come visto sempre in questo post:

2012 DA14: c.v.d.

I numeri che trovate in rete sono fuorvianti. La probabilita’ integrata tra il 2026 e il 2069, cioe’ la probabilita’ sommata su tutti i passaggi tra le due date, e’ del 0,033% e non, come annunciato in rete, la probabiita’ di impatto per il passaggio nel 2026. Anche in questo caso, possiamo stare tranquilli, considerando anche che questa cometa e’ un osservato speciale per i telescopi in orbita proprio al fine di migliorare il calcolo della traiettoria alla luce dei nuovi dati acquisiti.

 

2036

Passaggio dell’asteroide Apophis. Stanto a quanto si legge in rete, questo asteroide potrebbe causare una nuova estinzione paragonabile a quella dei dinosauri. Unica differenza che questa volta sulla Terra ci siamo noi. Di questo asteroide, abbiamo parlato in dettaglio nel libro ”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.. In particolare, abbiamo visto come la probabilita’ di impatto con la Terra, sia stata notevolmente ridimensionata correggendo per i nuovi dati. Apophis resta comunque un corpo osservato con attenzione, e su cui l’ultima parola non e’ ancora stata data.

 

2038

Cambiamo tematica e spostiamoci ora su Nostradamus. Di questo profeta abbiamo parlato in diversi post:

Le centurie di Nostradamus

I vaticinia di Nostradamus

Ma in una famosa quartina Nostradamus afferma: “Quando Giorgio Dio crocifiggerà / e Marco lo risusciterà / e San Giovanni lo porterà.”. Secondo alcuni, il significato di queste affermazioni e’ che ci sara’ la fine del mondo nell’anno in cui la Pasqua cadra’ il 25 Aprile (San Marco), dal momento che il venerdi Santo cadra’ il 23 Aprile (Crocifissione di Gesu’ il giorno di San Giorgio), con il Corpus Domini a Giugno. Questa combinazione di date sara’ possibile appunto nel 2038. Molte volte abbiamo parlato di Nostradamus e molte volte alcune date per la fine del mondo sono state ricavate dalle sue profezie. Come sapete bene, dal momento che siamo qui, nessuna di queste si e’ avverata.

 

2060

Questa data ha un significato molto particolare, dal momento che sarebbe stata profetizzata niente meno che dal grande scienziato Isaac Newton. Secondo le fonti storiche, la data sarebbe contenuta in una lettera del 1704 soperta solo dopo la morte di Newton. Al contrario di quanto si possa pensare, non c’e’ assolutamente nulla di scientifico in questa profezia. Newton sarebbe arrivato alla data interpretando per conto suo i testi sacri, in particolare il libro di Daniele. Di questo libro abbiamo parlato in dettaglio in questo post:

Il Libro di Daniele

Cosa c’e’ di vero? Si tratta di interpretazioni numerologiche di un testo sacro. Come sappiamo bene, giocando con i numeri, e’ possibile ricavare tutto quello che cerchiamo interpretando il risultato a nostro piacimento, come dimostrato in quest’articolo:

Il codice segreto della Bibbia

 

2116

E se anche dovessimo sopravvivere a tutte queste date per il XXI secolo, abbiamo sempre la soluzione di riserva per la fine del lungo computo. Come visto in questo post:

2012? No, volevamo dire 2116 …

e come dimostrato in dettaglio nel libro ”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, l’esatta conversione tra il nostro attuale calendario gregoriano e quello Maya, non e’ affatto univoca ne’ tantomeno banale. Ci siamo riferiti a questo come il “problema della correlazione”. Esistono diverse teorie per la temporizzazione dei due sistemi di conteggio, basati sui ritrovamenti Maya principalmente di natura astronomica. Dopo quella del 2012, la prossima data piu’ probabile e’ appunto quella del 2116. Come detto, stiamo parlando di date “piu’ probabili”, sempre ammesso che la fine del lungo computo abbia un significato catastrofico.

Concludendo, il panorama catastrofico offre tantissimi appuntamenti possibili e da attendere per la fine del mondo. Di molti di questi abbiamo gia’ parlato in dettaglio, smentendoli clamorosamente. Non temete, non rimarranno sicuramente solo queste date. Come ormai sappiamo bene, la fantasia corre sempre molto velocemente e la rete e’ sempre piena di buontemponi pronti a scommettere su una data per l’apocalisse.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

 

 

 

 

 

Tutto liscio fino al 21/12?

9 Dic

Mancano meno di due settimane alla fatidica data del 21/12. Chi pensava di vivere serenamente questo breve lasso di tempo che ci separa dalla tanto annunciata fine del mondo, si sbagliava di grosso.

A minacciare, almeno secondo quanto riportato su internet, la nostra esistenza ci pensera’ l’asteroide Toutatis il 12 Dicembre 2012.

Come potete facilmente immaginare, si tratta di un oggetto “near Earth”, cioe’ uno dei tanti asteroidi che hanno un perielio ravvicinato alla Terra e che costantemente vengono seguiti da diversi telescopi e istituti sparsi per il mondo.

Toutatis e’ stato scoperto nel 1989 da C.Pollas, ha un diametro medio di 5.3 Km e interseca l’orbita della Terra in media ogni 4 anni. Il nome deriva dalla divinita’ celtica che rappresentava la guerra, la fertilita’ e la ricchezza.

Per avere tutte le informazioni sui parametri orbitali e specifici di questo corpo, potete visitare la pagina ad esso dedicata dal JPL:

JPL, Toutatis

Come vedete, il 29 Settembre 2004, l’asteroide si e’ avvicinato ad una distanza molto minore rispetto ai precedenti passaggi vicino alla Terra. Siamo comunque ad una distanza intorno a 1.5 milioni di Km, cioe’ piu’ di 4 volte la distanza media Terra-Luna.

L'orbita di Toutatis nel Sistema Solare

L’orbita di Toutatis nel Sistema Solare

In figura viene riportata anche l’orbita di Toutatis nel Sistema Solare in cui e’ possibile vedere in quali punti interseca il passaggio di altri pianeti.

Fin qui, direte voi, tutto ok. Per il prossimo passaggio?

Assolutamente nulla anche per il prossimo passaggio ravvicinato che ci sara’ il 12 Dicembre 2012. La distanza dalla Terra in questa data, sara’ molto maggiore di quella del 2004, per cui questo NEO non e’ neanche citato dalla NASA tra quelli anche lontanamente pericolosi.

In questo precedente post:

2012 DA14: c.v.d.

parlando di 2012 DA14, abbiamo gia’ accennato al programma della NASA per seguire gli oggetti vicini alla Terra, ed in particolare abbiamo indicato questo link:

NASA NEO program

in cui potete controllare da soli tutti i NEO scoperti e seguiti dalla NASA. Come vedete, tra quelli seguiti con attenzione non compare nemmeno Toutatis.

E allora? Perche’ stiamo parlando di questo asteroide?

Perche’ alcuni tra i piu’ noti siti catastrofisti italiani stanno speculando anche su questo “sasso” che passera’ lontanissimo da noi. Al solito evito di riportarvi il link diretto per ovvi motivi, ma trovate la notizia con un titolo di questo tipo:

Toutatis il gigantesco asteroide sara’ molto vicino alla Terra il 12 Dicembre 2012

Il titolo non lascia presagire nulla di buono. Andando a leggere, trovate proprio una chiara applicazione di quello che siamo soliti chiamare “effetto confusione”. Ecco quello che dice l’articolo:

Il gigantesco asteroide , sara’molto vicino alla Terra il 12 di dicembre 2012.

Dato che Toutatis fa molti approcci vicini la Terra,  come nel 1992, 1996, 2000, 2004, 2008, e  2012, è elencato come un oggetto potenzialmente rischioso.

Chissa’ da chi e’ elencato come oggetto potenzialmente pericoloso diremo noi.

Solo alla fine dell’articolo poi, si dichiara che l’orbita dell’oggetto e’ ben conosciuta e che la probabilita’ di impatto per i prossimi 600 anni e’ praticamente nulla.

Ma come? Prima si dice che e’ potenzialmente pericoloso, che passera’ vicino alla Terra e poi che la probabilita’ di impatto e’ praticamente nulla. Come vedete, questo e’ un chiaro esempio di notizia catastrofista costruita solo per mantenere alto il livello di guardia delle persone. Articoli di questo tipo, continuano solo ad agitare gli animi di tutti quelli che sono spaventati da questo 21/12 e che leggendo quanto riportato non fanno altro che continuare a leggere su web informazioni in cerca di aggiornamenti.

Ribadisco nuovamente, solo per chi crede nei complotti su questi argomenti, che la pagina della NASA sui NEO e’ liberamente accessibile e trovate anche corpi con probabilita’ di impatto diversa da zero. Ovviamente si tratta di traiettorie preliminari. Ad oggi non c’e’ assolutamente nessun corpo che potrebbe impattare con certezza la nostra Terra nei prossimi anni.

Come detto in diverse occasioni, non ci stiamo nascondendo, ne tantomeno stiamo tranquillizzando le persone senza farle ragionare. Programmi come quello della NASA sono necessari perche’ esiste la probabilita’ che prima o poi la Terra venga colpita da un oggetto di grande dimensione. Con questo intendiamo sopra i 100 metri di diametro.

Pensateci bene, noi viviamo su una “palla” in mezzo all’universo, intorno alla quale ruotano tantissimi oggetti. Sarebbe un atteggiamento sbagliato pensare di essere immuni ad impatti di questo tipo. Sono accaduti in passato e potrebbero accadere di nuovo in futuro. Scopo della ricerca e’ appunto quello di monitorare lo spazio intorno a noi e, qualora necessario, studiare un piano per scongiurare un eventuale pericolo.

Per favore, come si dice dalle mie parti, non fasciamoci la testa prima di romperla!

Come sappiamo e come ribadito con questo esempio, la rete e’ piena di tranelli creati appositamente per mantenere alta la paura delle persone. Per analizzare in modo rigoroso e scientifico tutte le profezie sul 2012, non perdete in libreria ”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

2012 DA14: c.v.d.

18 Nov

Mancano ormai soltanto 33 giorni alla fatidica data del 21 Dicembre. Come e’ ovvio, in quest’ultimo periodo stiamo osservando due correnti di pensiero ben distinte tra i catastrofisti. Naturalmente, non mancano quelli in cerca di, molto spesso, improbabili segnali dell’imminente catastrofe e da cui ogni giorno sentiamo nuove notizie e profezie che si sovrappongono in modo confuso all’avvicinarsi del 21 dicembre. Di contro, alcuni piu’ lungimiranti catastrofisti stanno passando dall’altra parte della barricata, cominciando a fare piccoli passi indietro. In questo caso, in mancanza di prove oggettive che lascino presagire qualsivoglia evento, alcune fonti cominciano a smentire la profezia del 21 Dicembre spostando avanti nel tempo la comunque certa fine del calendario Maya.

Lasciatemi dire che, molto spesso, questi ripensamenti avvengono in modo quasi “politico” cambiando letteralmente punto di vista dal giorno alla notte o addirittura smentendo i loro stessi proclami.

Perche’ sto parlando di questo? Semplicemente perche’ in questi giorni si comincia a parlare molto intensamente di una nuova data per la fine del mondo, il 15 Febbraio 2013.

Dal momento che ho ricevuto diversi messaggi di utenti che chiedevano spiegazioni a riguardo, ho deciso di ritornare sull’argomento. Dico ritornare perche’, al contrario dei tanti siti catastrofisti che trovate in rete, e che solo oggi scoprono la cosa, in questo blog abbiamo parlato di questa nuova ipotesi addirittura a fine Maggio.

Perche’ si parla di 15 Febbraio 2013?

In questa data ci sara’ il passaggio alla minima distanza dalla Terra dell’asteroide 2012 DA14. Vi riporto anche il link, ripeto di Maggio 2012, in cui vi avevamo parlato di questo avvenimento:

L’asteroide 2012 DA14

Come anticipato al tempo, ero sicuro che il passaggio di questo asteroide avrebbe offerto la soluzione di riserva per i convinti del 21 Dicembre. Da qui il titolo del post, in cui c.v.d., in linguaggio matematico, sta appunto per “come volevasi dimostrare”.

In altri post ci siamo gia’ occupati del rischio asteroidi:

Segni della fine del mondo: caduta di meteoriti

ma in particolare abbiamo analizzato scientificamente le conseguenze di un impatto con un corpo di grandi dimensioni, in questo post:

Effetti di un impatto con Nibiru

Passaggio di 2012 DA14 il 15 Febbraio 2013

Se leggete il precedente post su 2012 DA14, avevamo detto che il passaggio alla minima distanza del corpo sarebbe avvenuto proprio il 15 Febbraio 2013, ma ad una distanza minima dalla Terra pari a circa 30000 Km, cioe’ 5 raggi terrestri. Questa altezza e’ comunque interna rispetto a quella utilizzata dai satelliti geostazionari, che viaggiano ad un altitudine di circa 42000 kilometri.

A distanza di 9 mesi, e a seguito delle continue osservazioni e misurazioni, i valori riportati sono ancora validi non avendo subito grosse correzioni. In particolare, come visto in precedenza, il rischio di impatto per il 2013 e’ considerato nullo. Queste considerazioni vengono fatte simulando la traiettoria del corpo, che vi ricordo ha una massa di 130000 tonnellate e un diametro di circa 50 metri.

Nonostante questi risultati dovrebbero essere sufficienti a scongiurare il pericolo per il 2013, questo asteroide e’ ancora un osservato speciale degli astronomi.

Mentre il passaggio del 2013 e’ ben noto dal punto di vista probabilistico, un po’ meno lo e’ quello successivo che dovrebbe avvenire nel 2026.

Se da un lato i catastrofisti si ricredono, non vorrei certo lanciare allarmi io per il futuro. Cosa significa che non e’ ben noto il suo passaggio nel 2026?

Come sappiamo, l’orbita di un qualsiasi corpo nello spazio e’ determinata dalle interazioni gravitazionali che questo subisce per opera di pianeti, Sole, altri asteroidi, ecc. Sulla base dei parametri misurati al momento, l’orbita di 2012 DA14 e’ ben definita vista anche la sua relativa prossimita’ alla Terra. Per poter definire altrettanto bene il successivo passaggio, sara’ necessario raccogliere altri dati aggiornati via via che l’asteroide si sposta nello spazio subendo influenze gravitazionali.

Al momento, ma ripeto con le grandi incertezze dovute alla conoscenza dei parametri futuri, c’e’ una probabilita’ cumulativa del 0,033% che l’asteroide possa scontrarsi sulla Terra tra il 2026 e il 2069.

E su questi valori troviamo un ulteriore dato sbagliato fornito da tantissimi siti catastrofisti o di pseudo-divulgazione scientifica che trovate in rete. Come scritto sopra, stiamo parlando di probabilita’ cumulativa tra il 2026 e il 2069. Cosa significa? In questo intervallo di date, ci saranno diversi passaggi dell’asteroide piu’ o meno vicini alla Terra. Probabilita’ “cumulativa” significa che la somma delle probabilita’ di impatto in tutti questi passaggi e’ del 0,033%.

Al contrario, in rete trovate che la probabilita’ del 0,033% e’ relativa al solo passaggio nel 2026. In alcuni casi, solo per far sembrare l’evento piu’ prossimo, alcune fonti spostano, senza nessun motivo scientifico, il 2026 al 2020, ma per questo capite bene le motivazioni.

Riassumendo, 2012 DA14 passera’ ad una distanza di 30000 kilometri dalla Terra il 15 Febbraio 2013. In questo caso assolutamente nessun pericolo. Per i successivi passaggi, la probabilita’ cumulativa, ora sappiamo cosa significa, di impatto tra 2026 e 2069 e del 0,033%.

Solo per completezza, questo asteroide e’ considerato al valore zero della scala Torino (di cui abbiamo parlato nel precedente post sull’asteroide) dunque con una probabilita’ remota di impattare la Terra.

Giusto per smentire nuovamente i complottisti della scienza, tutte le informazioni su questo asteroide, cosi’ come per tutti gli altri, compresa la probabilita’ di impatto sulla Terra, possono essere liberamente consultate studiando le pagine web del programma NEO della NASA:

NASA NEO program

di cui abbiamo gia’ avuto modo di parlare in passato. In particolare, trovate le informazioni su 2012 DA14 a questo link:

NEO 2012 DA14

In questo modo, avete anche la possibilita’ di verificare autonomamente i dati riportati in questo articolo.

Visti i presupposti, questo rush finale per il 21 Dicembre si preannuncia molto interessante dal punto di vista scientifico. Nei prossimi giorni assisteremo sicuramente alla nascita di nuove ipotesi o alla formulazione di nuove interessanti teorie su cui sara’ interessante discutere insieme.

Ricordatevi sempre, l’unico modo per non cadere nella trappola del catastrofismo e’ quello di ragionare autonomamente cercando ulteriori fonti e mettendo sempre in discussione qualsiasi notizia non supportata da dati certi. Per un’analisi dettagliata delle profezie sul 2012, ragionando scientificamente e senza preconcetti sulle singole ipotesi, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

 

 

Asteroide Nibiru: considerazioni scientifiche

9 Nov

Nei post precedenti, abbiamo parlato della presunta notizia della CNN circa un asteroide di nome Nibiru, in rotta di collisione con la Terra:

E alla fine Nibiru e’ un asteroide

Come abbiamo visto, si tratta di una notizia falsa, assolutamente non data dalla CNN ma che era solo pubblicata su iReporter, un servizio di terze parti della CNN.

In particolare, in quest’altro articolo:

Aggiornamento sull’asteroide Nibiru

abbiamo parlato del programma NEO della NASA, creato appositamente per studiare e monitorare eventuali oggetti orbitanti intorno alla Terra. Per nessuno di questi, allo stato attuale, esiste una probabilita’ tangibile di collisione con il nostro pianeta.

Nonostante questa premessa, sul web si continua ancora molto a parlare di questo asteroide. Molte persone sono, diciamo, preoccupate dalla notizia perche’ ad oggi nessuna smentita ufficiale e’ arrivata ne’ dalla CNN, ne’ tantomeno dalla NASA, direttamente citata come fonte primaria della notizia.

Ora, premesso il fatto che anche in assenza di prove a sostegno di questa tesi, si tenda piu’ a credere a bufale inventate da qualche simpatico utente, e’ doveroso fare qualche considerazione aggiuntiva sui dati in nostro possesso.

Prima di tutto, proviamo a pensare perche’ la NASA non ha dato una smentita ufficiale. La notizia in questione e’ apparsa su alcune fonti estere come, solo per fare un esempio, Al Jazeera, ma l’esplosione mediatica e’ avvenuta soprattutto in Italia. Per dimostrare questa affermazione, possiamo utilizzare semplicemente google. In questo momento (9 Novembre 2012, 2.20 am), ci sono 4500 risultati in italiano cercando “Nibiru asteroide” nell’ultima settimana, contro i 4000 risultati in lingua diversa dall’italiano. E’ vero che il numero e’ quasi paragonabile, ma stiamo confrontando un primo numero in Italia con uno distribuito in tutto il mondo.

Partendo dunque dal presupposto di una diffusione locale della notizia, gia’ questo ci fa pensare al perche’ la NASA non ha dato una smentita ufficiale. Tutti i giorni vengono pubblicate centinaia di foto, video, documenti a sostegno dell’esistenza di Nibiru. Se si dovesse smentire ognuna di queste “evidenze”, la NASA dovrebbe creare un ufficio apposito. Inoltre, piu’ volte l’agenzia ha smentito ufficialmente l’esistenza di Nibiru. In questo post:

La NASA torna a parlare di Nibiru

abbiamo discusso proprio l’ultima smentita in ordine cronologico. Inoltre, in diverse pagine del portale NASA si parla di Nibiru e 2012 ed, in particolare, in alcune di queste:

NASA 2012-1

NASA 2012-2

si smentisce proprio l’ipotesi che la Terra possa essere colpita da un asteroide entro la fine del 2012.

Dunque, non e’ assolutamente vero che la NASA non parla di Nibiru o del 2012. Lo ha fatto, anche in tempi recenti, discutendo le diverse ipotesi di eventi in ambito astronomico.

Se questo non fosse ancora sufficiente, vorrei fare anche alcune considerazioni “scientifiche” su questo presunto asteroide. Dalla notizia iniziale, sappiamo che questo corpo dovrebbe essere grande come il Texas e che dovrebbe impattare con una probabilita’ del 30% a cavallo tra la fine di Novembre e l’inizio di Dicembre.

Riflettiamo su questi dati. Grande come il Texas significa che dovrebbe avere un’estensione dell’ordine del migliaio di kilometri. Se deve impattare con la Terra per la fine di Novembre, significa che abbiamo piu’ o meno 20 giorni.

Cerchiamo di valutare con che velocita’ si muove questo asteroide. Questo parametro non e’ univocamente definito per i diversi corpi. Per fare un calcolo del tutto approssimativo, basta pensare che per gli asteroidi piu’ lenti le velocita’ al perielio e all’afelio sono rispettivamente 15000 Km/h e 5000 Km/h, mentre per quelli piu’ veloci sono circa 300000 Km/h e 100000 Km/h. Non sapendo in che punto dell’orbita si troverebbe Nibiru ne’ tantomeno a quale categoria appartiene, possiamo assumere, in via del tutto approssimativa, una media dei valori, cioe’ una velocita’ di circa 100000 Km/h.

Dunque cosa abbiamo ora. Un asteroide di circa 1000 Km di diametro, che viaggia a 100000 Km/h e che arriverebbe sulla Terra tra 20 giorni.

Dai dati ottenuti, si calcola facilmente come, in questo istante, Nibiru si dovrebbe trovare a circa 50 milioni di Km da noi.

Cosa significa 50 milioni di kilometri? Ricordando che stiamo facendo un calcolo del tutto approssimativo, questo asteroide si dovrebbe trovare piu’ o meno alla stessa distanza media che separa la Terra da Marte.

Inoltre, se consideriamo il diametro del corpo e la sua distanza dalla Terra, l’oggetto avrebbe un’apertura angolare, detto in altri termini una visibilita’ da Terra, paragonabile a quella di Saturno. Non sapendo di cosa dovrebbe essere fatto questo asteroide, non possiamo valutare la sua albedo, cioe’ quanta luce solare riflette e dunque la sua luminosita’. Se pero’ consideriamo che molti asteroidi presentano albedo abbastanza elevate, possiamo supporre che anche Nibiru sarebbe abbastanza luminoso.

Cosa possiamo concludere da queste considerazioni matematiche? Stando a quanto riportato dalla famosa notizia di iReporter, dovremmo avere un asteroide con un diametro di 1000 Km, che ci viene incontro a 100000 Km/h, si trova ad una distanza paragonabile a quella Terra-Marte e avrebbe un’apertura angolare paragonabile a quella di Venere.

Leggendo questi dati, mi sembra evidente che se questo corpo fosse esistito, sarebbe gia’ stato osservato direttamente dai telescopi. Non pensate, come affermato nell’articolo originale, ad una copertura della NASA. Con i valori trovati, Nibiru sarebbe stato osservabile anche dai tantissimi astrofili sparsi in tutto il mondo con telescopi neanche di qualita’ elevatissima. Ovviamente, non c’e’ traccia di osservazioni di questo asteroide.

Concludendo, non trovo sconvolgente che la NASA non voglia, o non abbia tempo, di rilasciare una dichiarazione ufficiale su una notizia che sta facendo scalpore principalmente in Italia. Nonostante questo, da semplici calcoli matematici, fatti sfruttando valori che chiunque puo’ confrontare su internet, appare evidente che se la notizia fosse reale, questo corpo sarebbe gia’ perfettamente visibile, non solo da osservatori e agenzie spaziali, ma anche da semplici astrofili.

A questo punto, mi sembra che non ci siano piu’ dubbi nell’etichettare la notizia dell’asteroide Nibiru come una bufala.

Le profezie del 2012 offrono un ottimo spunto iniziale per discutere aspetti sempre attuali e che suscitano curiosita’ nei non addetti ai lavori. Comprendere questi fenomeni rappresenta dunque un valore aggiunto rispetto alle sole profezie del 21 Dicembre. Per un’analisi completa del 2012 in chiave scientifica, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.