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E ancora con la povera Luna!

15 Ago

In queste pagine, diverse volte abbiamo dedicato articoli alla nostra amata Luna. Il perchè di questo è semplice, come detto in questo articolo:

. La bufala dell’Apollo 20, un evergreen!

data la sua vicinanza, la possibilità di osservarla ad occhio nudo e, purtroppo come in questo caso, la tecnologia sempre più presente nelle nostre vite, la Luna stuzzica da sempre le fantasie più complottiste e possibiliste sull’esistenza degli alieni.

Perchè parlo di tecnologia anche in questo caso?

Tutti conoscono ovviamente il servizio Google Earth, che consente di osservare immagini digitali ad altissima definizione della nostra Terra. Non tutti sanno però che c’è la possibilità di estendere questo servizio anche alla Luna e a Marte, sfruttando le immagini rilasciate dalla NASA e messe a disposizione del grande pubblico.

Come potete facilmente immaginare, questo “servizio” ha un rovescio della medaglia. Non manca infatti chi passa il proprio tempo a osservare queste immagini in cerca di un qualsiasi segnale che possa far presagire la presenza di alieni. Così, ogni minima ombra, sasso e effetto ottico diviene un alieno, una base extraterrestre, un meeting di grigi che tramano contro la Terra, ecc.. Dimenticavo, come sempre il tutto coperto dagli scienziati in camice bianco che sono pagati dal governo per nascondere la verità.

Perchè torno su questo argomento? Molto semplice, nelle ultime ore, un simpatico utente di youtube ha pubblicato un video costruito utilizzando le immagini della Luna e che, nell’arco di pochissimo tempo, è, come si dice oggi, divenuto virale ottenendo qualcosa come quattro milioni di visualizzazioni.

Cosa avrebbe di tanto speciale questo video? Senza troppi giri di parole, ecco a voi il video:

Come avete visto, in queste immagini si vede al centro una figura che, senza il minimo dubbio, rappresenta un soggetto umanoide. Poichè, come noto, ad oggi non ci sono missioni in corso sulla Luna, quello deve essere un alieno lunare. Notate infatti la sua ombra che non lascia proprio spazio ad altre ipotesi.

Non ditemi che sono monotono, ma anche in questo caso giornali nazionali hanno riportato la notizia mostrando le immagini in questione e parlando di forme umanoidi sul nostro satellite! Sapete qual è la cosa più bella? Che questi stessi giornali si chiedono perchè la NASA non abbia ancora smentito la notizia!

Ragioniamo insieme. Ricordate questo articolo:

2012, la NASA non smentisce?

Come scritto qui, non possiamo pensare che la NASA possa passsare le giornate facendo rispondere i suoi dipendenti ad ogni video, foto, sito, ecc., che ogni giorno viene pubblicato sulla rete con prove assolutamnete ridicole!

Secondo voi, c’è bisogno di smentire? Proviamoci insieme.

Per prima cosa, come giustamente criticato da molti altri siti, se fosse reale, data la sua ombra, l’alieno sarebbe alto circa 160 metri. Forse ,un pò troppo cresciuto. Inoltre, come visibile in questa foto:

Foto di un altro punto della Luna in cui si vede la stessa forma.

Foto di un altro punto della Luna in cui si vede la stessa forma.

la stessa identica forma si trova anche in un altro punto della Luna, sempre visualizzato da Google Moon (coordinate: 26°47’13.20″N 3°10’8.65″E). Vi comincia a venire qualche dubbio? Che gli alieni lunari, ripeto alti 160 metri, vadano in giro per la Luna e abbiano tutti la stessa identica forma?

Anche in questo caso, con buona probabilità, quello che si vede nelle immagini potrebbe essere una deformazione nella digitizazzione della foto o, in alternativa, un qualcosa depositato sulla camera al momento dello scatto. La forma umanoide è, come al solito, facilmente spiegabile parlando di pareidolie. Non è l’oggetto ad avere una forma umanoide, siamo noi, o meglio il nostro cervello, a voler vedere una forma che conosciamo. In altri termini: gli occhi vedono quello che il cervello vuol vedere!

Esempi di pareidolie sono comuni anche sulla Terra, dove non è difficile imbattersi in rocce che sembrano animali, campi di grano che ricordano visi umani, ecc., ecc., con tanti altri esempi noti a tutti.

Detto questo, nulla da aggiungere sul filmato in questione. Speriamo solo che questo utente di youtube decida di fare qualche giorno di vacanza piuttosto che stare chiuso in casa a scartabellare foto lunari!

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Luna: quanto c’e’ da scoprire!

7 Feb

Negli ultimi tempi, purtroppo o fortunatamente fate voi, i nostri amici catastrofisti e complottisti stanno vivendo un periodo di magra da notizie sensazionali. Qualcuno e’ sempre alla ricerca di una fine del mondo prossima per questo o quest’altro motivo, altri cercano ancora disperatamente Nibiru, altri poi, al solito, si lanciano nelle ipotesi piu’ arzigogolate alla ricerca della notizia bomba che quasi sempre si chiude con un flop. In questo panorama poco affascinante, non resta che buttarsi su un settore in cui c’e’ sempre qualcosa da trovare e con cui cercare di convincere le persone, l’esplorazione spaziale e le tante prove che quei cattivoni della NASA hanno nascosto evidenze che dimostrerebbero l’esistenza degli alieni.

Perche’ dico questo?

Semplice, negli ultimi giorni, molti siti hanno dato la notizia che qualcosa di nuovo e’ stato scoperto sulla Luna. Il nostro satellite, se non fosse altro per la distanza, e’ da sempre un laboratorio complottista d’eccezione. Questa volta, a far discutere ci ha pensato una foto del lato oscuro scoperta da un utente di youtube e pubblicizzata immediatamente sulla rete.

Senza perdere tempo nella presentazione, vi mostro subito la foto:

 

L'amnomalia trovata sulla superficie lunare

L’amnomalia trovata sulla superficie lunare

Come vedete, si evidenzia una struttura triangolare molto precisa, corredata da quelle che sembrerebbero due file di luci disposte a 90 gradi. Ovviamente, questa foto ha scatenato gli animi un po’ assopiti dei complottisti di tutto il mondo. Senza giri di parole, si tratta di una basa aliena costruita in quello che si chiama Mare Moscoviense. Per darvi un’idea delle dimensioni, parliamo di qualcosa con un lato di circa 200 metri misurabile tenendo in considerazione la risoluzione dell’immagine stessa.

Quella della base aliena non e’ assolutamente l’unica ipotesi e, lasciatemi dire, neanche la piu’ fantasiosa. C’e’ chi parla di tunnel di accesso ad una base sotterranea, chi di varco dimensionale, altri ancora di qualcosa costruito dall’uomo. Gia’, anche se sembra assurdo, sono in molti a creare storie strampalate sulle missioni lunari.

Prima di tutto, come sappiamo bene, c’e’ ancora chi crede che sulla Luna non ci siamo andati. Su questo punto, mi dispiace dirvelo, ma, cari complottisti, vi dovete arrendere. Come sappiamo, prova schiacciante della nostra visita sulla Luna sono gli array di CCR posizionati sulla superificie e con cui, ancora oggi, facciamo misure di distanza Terra-Luna sparando laser da terra e misurando il tempo di ritorno. Di queste tecniche, note come Lunar Laser Ranging, e dei CCR abbiamo parlato in questo articolo:

Ecco perche’ Curiosity non trova gli alieni!

Tolta questa ipotesi, c’e’ invece chi crede epiloghi diversi per le missioni lunari. Secondo alcuni, nella celebre missione dell’Apollo 11, ci sarebbe stato anche un altro astronauta poi lasciato, come prevedeva la missione, sul nostro satellite. Questo sfortunato eroe sarebbe stato selezionato appunto per rimanere a vita sulla Luna dotato di generatori di ossigeno e cibo. Altra ipotesi affascinante e’ che invece ci siano state numerose missioni precedenti all’Apollo 11 con lo scopo di portare rifornimenti e costruire serre sul satellite.

Lasciate queste fantasiose ipotesi, torniamo alla foto da cui siamo partiti.

Di cosa si tratta?

Per poter rispondere a questa domanda, e’ necessario fare delle considerazioni pratiche. Prima cosa, da dove e’ stata estrapolata questa immagine? Come forse avrete letto, l’utente ha trovato questa anomalia utilizzando Google Moon, il software di Mountain View che consente di osservare la superificie lunare.

Lasciatemi fare una considerazione che non posso proprio risparmiarmi. Ma questi utenti della rete, come passano le loro giornate? Come spesso avviene, arriva qualcuno che mostra anomalie microscopiche sulla Terra, sulla Luna, su Marte, ecc. Ma queste persone, passano la loro vita a scartabellare archivi spaziali alla ricerca di cose strane da pubblicare in rete? Il discorso non e’ affatto banale, tra milioni di foto a cui si ha accesso mediante la rete, ogni tanto esce qualcuno che mostra cose particolari. Ma quante foto vi siete visti?

Chiusa la parentesi, parliamo della foto. Sapete come e’ costruito il programma Google Moon? Esattamente come Google Earth. Se per avere le immagini 3D delle strade Google utilizza le sue celebri “car” che scattano foto a destra e a manca, non possiamo certo pensare che il colosso del motore di ricerca abbia satelliti in giro per lo spazio che fanno foto di ogni angolo di pianeta.

Per costruire le mappe satellitari, Google utilizza vari archivi presenti in rete e fa un collage molto attento di quelli che possiamo vedere come pezzi di un puzzle. Come potete facilmente immaginare, si tratta di foto a risoluzione, luminosita’ e contrasto diversi. Per poterle affiancare si sfrutta dunque un software in grado di rendere compatibili le immagini per poi “appicicarle” una di fianco all’altra. Questo avviene in tutti i programmi di Google. Ora, come e’ noto, a volte succede che questo programma sbagli creando effetti molto curiosi. Non e’ certo una rarita’ trovare nella versione Earth paesi scomparsi, sdoppiati, strane linee che non esistono, nubi che si interrompono seguendo linee rette, ecc.

Come avrete capito, stiamo lentamente andando verso l’ipotesi piu’ plausibile per spiegare l’anomalia mostrata. Altra considerazione, se quel qualcosa che vediamo fosse veramente un manufatto reale, sicuramente sarebbe unico sulla superficie lunare o meglio, non ci sarebbero tanti oggetti simili sulla Luna.

Ora vi mostro qualche altra immagine:

Altre anomalie simili trovate su Google Moon

Altre anomalie simili trovate su Google Moon

Guardate un po’ quante basi lunari si possono trovare andando a esplorare virtualmente la superficie. Come vedete, si tratta di strutture molto simili a quella da cui siamo partiti e tutte presenti nel lato oscuro della Luna.

Dunque?

Anche in questo caso, siamo di fronte alla solita bufala pubblicizzata alla grande sulla rete per mostrare cose che non esistono. Guardando foto brulle ma ricche di sfumature delle superfici dei pianeti, e’ facile trovare qualcosa che assomigli a qualcos’altro o, come nel caso delle immagini di Google riadattate, trovare anomalie e difetti di immagine. Purtroppo, questo non e’ il primo caso e non sara’ sicuramente l’ultimo.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Un arcobaleno di notte?

22 Giu

Da sempre, gli arcobaleni rappresentano uno dei principali spettacoli naturali che di sovente appaiono nei nostri cieli. Ognuno di noi, rimane sempre incantato ad ammirare questo fenomeno. Come sappiamo, la spiegazione scientifica degli arcobaleni e’ semplicemente data dal fenomeno della dispersione cromatica, cioe’ dalla luce che, attraversando le gocce d’acqua rimaste nel cielo a seguito di un temporale, viene separata nelle sue componenti, cioe’ nei diversi colori.

Oltre al classico arcobaleno, in alcuni casi piu’ rari, possono essere visibili anche eventi doppi o tripli. Quello che pero’ molti ignorano e’ che un arcobaleno puo’ in casi ancora piu’ rari, essere visibile di notte. Proprio per questo motivo, credo sia interessante parlare di questi fenomeni poco noti ma sicuramente affacinanti.

Senza inutili giri di parole, vi mostro una foto del fenomeno di cui vogliamo parlare:

Esempio di moonbow, un arcobaleno notturno

Esempio di moonbow, un arcobaleno notturno

Come vedete dalla foto, si tratta proprio di un arcobaleno fotografato durante le ore notturne. Spesso, questi fenomeni appaiono come dei poco brillanti archi bianchi.

Come e’ possibile un fenomeno del genere?

Come forse starete pensando, la causa degli arcobaleni notturni e’ senza dubbio la nostra luna. Proprio per questo motivo, in ingelse, mentre un arcobaleno e’ detto “rainbow”, l’arcobaleno notturno e’ anche chiamata “Moonbow”.

Come avviene il fenomeno?

La spiegazione ottica e’ esattamente la stessa del classico arcobaleno, con l’unica variante della sorgente di luce che crea il fenomeno. Come sappiamo bene, durante la notte la Luna appare brillante a causa della luce riflessa dal nostro satellite proveniente dal Sole.

Se il meccanismo e’ lo stesso, perche’ spesso questi archi appaiono bianchi?

Anche la risposta a questa domanda e’ facilmente comprensibile. Dal momento che l’intensita’ di luce riflessa dalla luna e’ sicuramente inferiore a quella diretta del Sole, i moonbow appaiono molto meno intensi. In questo caso, la debole luce non e’ sufficiente ad attivare le cellule cono del colore degli occhi umani.

Data la lieve intensita’ del fenomeno, l’arcobaleno notturno e’ visibile solo in condizioni molto particolari. Prima di tutto, l’arco e’ visibile in direzione opposta a quella della Luna. Inoltre, la Luna deve essere piu’ bassa di 42 gradi all’orizzonte per offrire la massima luminosita’, oltre, ovviamente, ad essere piena o quasi. Nonostante queste condizioni, non e’ assolutamente certo poter osservare un moonbow perche’, come anticipato, l’intensita’ e’ talmente debole da rendere il fenomeno molto raro.

Fate attenzione, spesso il moonbow viene confuso con il fenomeno dell’alone, cioe’ con quel cerchio colorato che con piu’ frequenza si forma intorno alla Luna. Come visto in questo articolo riguardante il Sole:

E adesso abbiamo i “cani solari”

questo fenomeno e’ semplicemente dovuto ai piccoli cristalli di ghiaccio residuo di un cirro che possono offrire una superficie di dispersione per la luce riflessa dal nostro satellite.

Con molta piu’ frequenza e’ invece possibile osservare uno “Spray Moonbow”. In questo caso, le gocce d’acqua per la dispersione della luce, non sono quelle residuo di un temporale, bensi’ quelle di una cascata. Come e’ noto, in prossimita’ di una cascata, l’aria intorno e’ completamente riempita di minuscole goccioline d’acqua. Queste possono, nelle condizioni viste sopra, permettere la dispersione cromatica della luce e formare un moonbow. Ecco una foto di uno spray moonbow:

Spray Moonbow formato dall'acqua di una cascata

Spray Moonbow formato dall’acqua di una cascata

Fenomeni del genre sono, ad esempio, abbastanza visibili nei parchi naturali dove si trovano cascate, grazie anche al minore inquinamento luminoso dato dalle luci artificiali.

Concludendo, il fenomeno dei Moonbow avviene esattamente come negli arcobaleni, l’unica variante e’ che la sorgente di luce e’ offerta dai raggi riflessi dalla Luna. Data la debole intensita’, il fenomeno e’ molto raro e spesso appare come un arco bianco non colorato. Anche in questo caso, possiamo dire che la natura e’ in grado di offrirci spettacoli davvero senza eguali.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Luna rosa e non solo!

16 Giu

Qualche giorno fa, avevamo parlato dell’importante luna piena attesa per il 23 Giugno:

Spettacolo lunare per il 23 Giugno

Importante per il semplice fatto che la luna si trovera’ ad una distanza molto vicina alla Terra e per questo motivo apparira’ molto grande. Sicuramente, sperando nella clemenza delle nubi per questa data, lo spettacolo naturale sara’ assicurato.

Perche’ torno sul discorso? Come potete leggere nei commenti dell’articolo, un nostro lettore si e’ giustamente posto una domanda molto interessante: perche’ si parla di luna rosa? Come sappiamo, tipicamente, quando sorge, la Luna appare con una colorazione rossastra. Questo effetto e’ dovuto al percorso piu’ lungo fatto dai raggi riflessi nell’atmosfera che dunque tendono a perdere le componenti piu’ bluastre mantenendo solo quelle piu’ vicine al rosso.

In diverse fonti, cosi’ come nel nostro articolo, si fa riferimento alla luna piena del 23 come alla “Luna Rosa”. Da dove viene questo nome? Come potrebbe assumere questa colorazione la luna piena il 23 Giugno?

Come discusso nei commenti dell’articolo, la denominazione “rosa” non viene assolutamente dalla colorazione che la Luna assumera’, ma e’ solo il nome che viene storicamente attribuito alla luna piena di Giugno. Purtroppo, come evidenziato sempre nei commenti dell’articolo, molto spesso si ricorre al copia/incolla tra i diversi siti, e nessuno si pone mai una domanda su quello che viene scritto. Se provate a verificare da soli online, vi rendete conto di come tutti i siti parlino tranquillamente di luna rosa facendo esplicito riferimento al colore della luna.

Detto questo, e’ il caso di spiegare in dettaglio l’origine di questo nome.

Come anticipato, il rosa viene dal riferimento all’antico nome attribuito alla luna piena di Giugno. In realta’, quella di questo mese non e’ detta “Luna Rosa”, bensi’ “Luna della Fragola”.

Perche’ questo nome?

Come sappiamo, la luna piena e’ un fenomeno che si ripresenta con regolarita’ e che dunque puo’ essere utilizzata, cosi’ come le stagioni, per misurare il tempo. Quelli che noi chiamiamo mesi, vengono proprio dal riferimento alle fasi lunari. Detto questo, molte civilta’ hanno attribuito un nome specifico a ciascuna luna piena facendo riferimento proprio al particolare periodo dell’anno. I nomi piu’ utilizzati vengono tramandati dalle popolazioni native americane, che vivevano proprio a stretto contatto con la natura e che dunque facevano spesso riferimento ai cicli lunari per misurare il tempo e per separare tra loro le stagioni.

Vediamo dunque quali sono questi nomi attribuiti alla Luna piena e il perche’ di queste definizioni:

Gennaio: Luna piena del Lupo. Come detto, molti di questi nomi derivano dalla cultura indiana delle popolazioni native americane. Il perche’ di questo nome e’ semplice, nel mese di Gennaio, durante la notte, i lupi erano soliti ululare per lamentare la fame.

Febbraio: Luna piena della neve. Il Perche’ di questo nome mi sembra evidente dal momento che in Febbraio cadevano le nevicate piu’ copiose. Alcune popolazioni chiamavano questa “luna piena della fame”. Anche in questo caso il motivo e’ dettato dalle nevicate che rendevano meno disponibile il cibo.

Marzo: Luna Tiepida. Il nome deriva dai primi aumenti di temperatura che si avevano per l’ingresso della primavera. Questa era una luna molto importante per queste popolazioni abituate a vivere soprattutto di caccia e di raccolto. La Luna tiepida segnava il passaggio verso i mesi di abbondanza dopo il freddo inverno. Altro nome che trovate e’ “Luna piena del Verme”. Il motivo di questo nome deriva dall’ammorbidimento del terreno dopo le nevicate che consentiva ai vermi di salire in superficie offrendo cibo per gli uccelli che tornavano.

Aprile: Luna piena Rosa. Il nome, come anticipato, non viene assolutamente dal colore della Luna, bensi’ indica la fioritura di molti arbusti. Altro nome utilizzato e’ infatti “luna piena dell’erba germogliante”.

Maggio: Luna piena del fiore. Considerando il periodo dell’anno, non credo che sia necessario spiegare il motivo di questo nome.

Giugno: Luna piena della Fragola. Ecco la Luna da cui siamo partiti con questa nostra discussione. L’origine del nome viene dal mese di raccolta delle fragole che nelle pianure nord americane avveniva in questo mese. Come anticipato, poiche’ il plenilunio avviene intorno alle 7 del mattino, i raggi solari riflessi dalla luna assumono una colorazione molto tenue che appare spesso rosata. Proprio per questo motivo, i coloni europei che arrivarono negli Stati Uniti chiamavo questa Luna Rosa, da cui il nome che trovate nei diversi articoli.

Luglio: Luna del Cervo. Le corna del cervo maschio si rinnovano ogni anno ed iniziano a crescere proprio nel mese di Luglio. Proprio per questo motivo, i nativi americani chiamavano questa Luna del Cervo o, in alternativa, Luna delle corna.

Agosto: Luna dello storione. Il nome deriva dall’abbondanza di pesce nei laghi che offrivano grosse possibilita’ di pesca. Come detto, questi nomi erano utilizzati per indicare e caratterizzare particolari periodi dell’anno che venivano ricordati per qualcosa di importante o utile al funzionamento e al mantenimento della tribu’.

Settembre: Luna piena del raccolto. L’origine del nome e’ evidente ed inoltre questa luna era importante perche’ alla sua luce i nativi potevano raccogliere il grano da conservare per i mesi invernali.

Ottobre: Luna piena del cacciatore. Questo era il periodo migliore per cacciare. Ad Ottobre infatti, i cervi sono ingrassati dopo l’estate e il fogliame e’ caduto, lasciando spazio libero alla vista.

Novembre: Luna piena del castoro. C’e’ una doppia interpretazione per questo nome. Secondo alcuni indica il momento in cui venivno piazzate le trappole per i castori prima che la paludi venissero congelate dall’inverno alle porte. Secondo altri, il nome indica invece il periodo in cui i castori erano piu’ attivi nella costruzione delle dighe.

Dicembre: Luna piena fredda. Visto l’ormai prossimo inverno, non credo sia il caso di spiegare l’origine di questo nome.

Ora pero’, dal momento che il ciclo lunare e’ piu’ corto della durata media dei nostri mesi, circa ogni 2 anni e mezzo, ci possono essere 13 lune piene invece di 12. In questi casi, la tredicesima luna piena e’ detta “Luna Blu”, appunto Blue Moon.

Concludendo, a questo punto dovrebbe essere chiaro a tutti l’origine del nome Luna Rosa per il 23 Giugno. Come visto, questo e’ il nome con cui i coloni americani indicavano la Luna piena di Giugno in contrapposizione al nome “Luna della Fragola” utilizzato dai nativi americani.

E’ interessante vedere come i nativi americani erano soliti chiamare le diverse lune piene dell’anno, appunto perche’ questo ci riporta alla mente la societa’ a contatto con la natura che gli indiani avevano creato ed i particolari momenti dell’anno fondamentali per il mantenimento della popolazione.

 

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