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Il risveglio del Marsili?

24 Ago

Viste le richieste che mi sono arrivate via mail, e’ necessario fare ancora piu’ chiarezza sul Vulcano Marsili. Abbiamo gia’ parlato di questo in due articoli in particolare:

Il Vulcano Marsili

Immagine ricostruita del Marsili

Ora, in questi ultimi giorni, su diversi siti web, e’ apparsa la notizia che il Vulcano si sia definitivamente risvegliato. Come abbiamo gia’ detto, se questo fosse vero, rappresenterebbe un rischio reale e concreto per ampi tratti della costa Tirrenica. Un’eventuale attivita’ del vulcano aumenterebbe a dismisura il pericolo Tsunami nel Tirreno con conseguenze a dir poco disastrose.

Da dove nascono queste affermazioni? Su vari siti si legge che l’evidenza del risveglio e’ data dalle numerose frane apparse lungo le pendici del Monte. Queste possono solo essere causate da un aumento della pressione interna del Vulcano, evidenza di un aumentata attivita’ e quindi del risveglio del Vulcano. Queste affermazioni sarebbero il risultato di un lavoro condotto dal prof. Franco Ortolani, ordinario di geologia e direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio dell’universita’di Napoli Federico II, insieme a Silvana Pagliuca del CNR. Attenzione, questa volta il discorso si fa molto serio. Abbiamo delle affermazioni molto importanti fatte (probabilmente) da adetti ai lavori. Ci sarebbero dunque anche i dati a sostegno di questa tesi.

Come abbiamo piu’ volte detto, prima di credere a qualcosa, e’ sempre meglio andare a cercare autonomamente le conferme. Cerchiamo di fare il punto.

Siamo d’accordo che un risveglio del Marsili sarebbe una bomba a orologeria nel Tirreno con possibilita’ di terremoti, maremoti, ma soprattutto rischio Tsunami. Il problema di base delle fonti citate e’ che si sta facendo riferimento a delle affermazioni, effettivamente fatte da Ortolani, ma nel 2004. Quanto detto e’ infatti il resoconto di un intervento fatto durante la conferenza internazionale di Geologia tenutasi a Firenze nell’agosto del 2004.

Ovviamente non esiste nessuna prova scientifica di un risveglio “oggi” del Vulcano Marsili. Nell’intervento del 2004, si cercava di mettere in guardia sui rischi che un’eventualita’ del genere potrebbe avere per l’Italia. In particolare, si evidenziava la necessita’ di attrezzare le nostre coste contro un eventuale Tsunami. Il fatto che ancora oggi non sia stato realizzato nessun lavoro in questo senso non rientra nei meriti di questo blog.

Nel 2004, lo studio era stato fatto principalmente in risposta al maremoto avvenuto a Stromboli nel dicembre del 2002. Come forse ricorderete, in quell’occasione una ripresa dell’attivita’ vulcanica causo’ una frana nella Sciara del Fuoco che a sua volta provoco’ un maremoto. Nonostante il grande spavento, non ci furono notevoli danni, ma solo qualche ferito non grave. Pensandoci bene pero’, il bilancio fu cosi’ leggero dal momento che tutto avvenne in Dicembre. Se fosse avvenuto durante la stagione estiva, il bilancio sarebbe stato decisamente piu’ pesante.

La lava dello Stromboli che si riversa in Mare nel 2002

Il fatto di Stromboli dovrebbe metterci in guardia sui rischi di maremoti causati da attivita’ vulcaniche. Come abbiamo visto, eventi franosi possono portare conseguenze anche disastrose. Viste le dimensioni del Marsili, un’eventuale ripresa dell’attivita’ con rischio anche di frane lungo le dorsali, potrebbe causare seri danni.

Come vedete, la notizia che circola in rete sulle prove del risveglio del Marsili e’ in realta’ un falso. Per costruirla sono state prese notizie datate e messe in relazione con eventi come quello di Stromboli. Cercate sempre di essere vigili e di andarvi a controllare da soli le fonti. Purtroppo molte notizie vengono create appositamente per aumentare la paura e cavalcare l’onda degli ultimi avvenimenti. Per partire dagli eventi sul 2012, ma che in realta’ sono sempre attuali anche fuori dal contesto del 21 Dicembre, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

 

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Aggiornamento sullo Tsunami del Tirreno

21 Lug

Come molti di voi gia’ sanno, il 12 Luglio 2012 e’ avvenuto un fenomeno simile ad uno tsunami (tsunami like) nel Tirreno. Questo fenomeno e’ stato osservato con intensita’ diversa dalla Liguria alla Sicilia. Il picco massimo, con onde alte fino ad 1 metro, e’ stato registrato sulle spiagge davanti a Gaeta (provincia di Latina).

Tra le 9 e le 12, il mare si e’ ritirato, anche fino a 20 metri, per poi tornare a riva con onde alte fino ad un metro. Il fenomeno si e’ ripetuto nell’arco temporale detto con frequenza di circa 5 minuti tra un’onda e la successiva.

Abbiamo parlato in dettaglio di questo fenomeno in questi post:

Ora anche gli Tsunami in Italia

I Marrobbi, piccoli Tsunami

Come visto, per quanto raro, questo fenomeno e’ possibile in mari come il Mediterraneo e prende il nome di meteotsunami. A differenza degli Tsunami veri e propri, questo fenomeno e’ generato da cause atmosferiche e dal particolare bacino interessato. In condizioni particolari, si possono creare fenomeni di risonanza con trasferimento di energia al moto ondoso e con la conseguente formazione di onde anomale.

A dimostrazione della normalita’ di questi fenomeni, anche se in genere di intensita’ minore, abbiamo parlato dei Marrobbi sulle coste siciliane. Eventi straordinari, dal punto di vista dell’intensita’, possono avvenire non di frequente, come nel caso del meteotsunami del 1978 in Croazia.

Stiamo tornando su questo argomento perche’ ho ricevuto diversi contatti da persone che chiedono la situazione attuale. Su web si sta speculando molto su questo fenomeno, dichiarando che ancora oggi il mare si sta ritirando di diverse decine di metri in varie regioni tirreniche.

Questo e’ assolutamente falso. Il meteotsunami e’ avvenuto il 12 Luglio, e alle 12 circa e’ tutto rientrato. Ad oggi non sono in corso fenomeni di questo tipo e ovviamente non sono attesi altri eventi. Inoltre, come visto in questo articolo:

Il vulcano Marsili

il meteotsunami non e’ stato dovuto a frane su qualche isola, ne tantomeno ad un risveglio del vulcano Marsili.

Per completezza di informazione, girano su web anche diverse foto false perche’ non relative all’evento in questione.

Un’immagine vera, scattata a Gaeta in cui si vede il mare che si ritira e’ questa:

Una foto del meteotsunami a Gaeta

Su diversi siti c’e’ scritto che la foto e’ stata scattata in Liguria, in Toscana o in Sicilia, solo per far vedere, barando, che il fenomeno e’ stato intenso su tutta la costa tirrenica.

Altre foto invece, non sono proprio relative a questo evento. Un esempio e’ il seguente:

Tsunami in Giappone del Marzo 2011

La foto viene messa solo per far vedere quanto e’ stato intenso il fenomeno in Italia. In realta’ si tratta di un falso, dal momento che la foto e’ relativa allo Tsunami (reale) avvenuto in Giappone nel Marzo 2011.

Al solito, per fare notizia si falsifica qualche informazione cambiando dettagli importanti o foto dell’evento. Spesso pero’, il prezzo di avere una notizia piu’ accattivante e’ quello di incrementare voci false o peggio ancora la paura delle persone. Non credete a tutto quello che vi viene detto, cercate sempre di analizzare le notizie per far chiarezza nel mare di informazioni (reali e non) che soprattutto la rete ci offre. Per conoscere la posizione della scienza su diverse tematiche, prendendo come spunto le profezie sul 2012, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

I Marrobbi, piccoli Tsunami

17 Lug

In questo post, abbiamo parlato dello Tsunami avvenuto qualche giorno fa sulle coste del basso Tirreno, ed in particolare a Gaeta:

Ora anche gli Tsunami in Italia

Come abbiamo visto, l’origine di questi fenomeni non e’ da ricercarsi in terremoti, maremoti o frane su isole del Tirreno, bensi’ a fenomeni atmosferici e alla conformazione del bacino in questione. In meterologia, ci si riferisce a questi fenomeni con il termine di meteotsunami.

Le condizioni necessarie per la formazione di un meteotsunami sono una rapida variazione della pressione, un bacino allungato e il vento che soffia nella direzione di allungamento del bacino. In questi casi, si possono avere fenomeni di risonanza con trasferimento di energia dal vento al mare e quindi alla costa.

A riprova di questa tesi, nell’articolo precedente abbiamo parlato del meteotsunami avvenuto nel 1978 sulle coste della Croazia. In questo caso si raggiunsero onde di 3 metri con picchi in alcune zone fino a 6 metri.

In questi giorni, su diversi siti, si leggono informazioni false su questo evento. In Croazia lo tsunami non ha fatto vittime, ma solo alcuni danni materiali. Come abbiamo gia’ visto, ci furono due diversi fenomeni distanti tra loro quasi un’ora. La prima onda, di intensita’ minore, mise in allarme gli abitanti del posto, per cui la seconda onda non provoco’ assolutamente vittime. Ovviamente, fenomeni di questo tipo portano allagamenti nelle zone in prossimita’ della costa con conseguenti danni soprattutto ai primi piani o ai livelli interrati.

A questo punto, vorrei riflettere su una cosa. Se questi fenomeni sono noti e se il nostro bacino mediterraneo ha la struttura adatta per la formazione dei meteotsunami, e’ possibile che tra il 1978 e il 2012 non ci sia stato nessun evento di questo tipo?

La costa siciliana tra Mazzara e Pozzalo in cui si formano i Marrobbi.

Ovviamente ci sono stati meteotsunami, ma non ne abbiamo sentito parlare perche’ in genere la loro intensita’ e’ talmente bassa da rendere non osservabili gli effetti. In condizioni particolari, e ovviamente non convenzionali, si puo’ arrivare ad intensita’ maggiori, come nel caso della Croazia e delle coste Tirreniche.

In Sicilia, e precisamente tra Mazzara del Vallo e Pozzallo, cioe’ sulla costa sud-ovest della nostra isola, i pescatori convivono con un fenomeno chiamato in dialetto “Marrobbi”. Questi altro non sono che meteotsunami di bassa intensita’. A causa della struttura del bacino, anche qui molto allungata, si innescano le condizioni ottimali per la formazione di questi eventi. I Marrobbi consistono in una ritirata del mare e una successiva onda che arriva sulla costa. In genere, questi fenomeni sono cosi’ poco intensi da passare del tutto inosservati da chi, come i pescatori, non convivono tutti i giorni con il mare. Vista la scarsa forza dei marrobbi, molto spessi questi possono essere confusi con il moto stesso delle maree.

Come vedete, ci sono conferme in Italia della formazione dei meteotsunami. Il meccanismo alla base, di quanto accaduto nei giorni scorsi, e’ del tutto noto. La particolarita’ dell’evento e’ nell’altezza delle onde che si sono formate. Attenzione, parliamo di particolarita’ per indicare che non e’ la forza usuale degli eventi registrati. Sappiamo pero’ che e’ possibile avere un trasferimento massimo di energia e condizioni particolari dal punto di vista atmosferico, che possono creare onde anche di qualche metro.

Impariamo a ragionare con la nostra testa e cerchiamo sempre conferme scientifiche e con dati certi alle teorie che vogliono farci credere. Troppo spesso, cercano di inculcarci ipotesi strane che, con poco allenamento, possiamo smascherare. Per approfondire questi argomenti, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

 

 

Il Vulcano Marsili

15 Lug

In alcuni post precedenti abbiamo parlato sia del terremoto avvenuto ad Ischia che del meteotsunami formato nel basso tirreno, in particolare a Gaeta con onde alte 1 metro:

“Terremoto” anche ad Ischia

Ora anche gli Tsunami in Italia

In particolare, abbiamo visto come il terremoto di Ischia sia in realta’ un evento di bassa intensita’ registrato ad una profondita’ di 480 Km, mentre lo tsunami altro non era che un meteotsunami formato in particolari condizioni sia meteo che geomorfologiche del bacino.

Anche se questi eventi sono compresi, su alcuni siti, vengono dichiarati come straordinari e vengono messi in relazione con il risveglio del vulcano Marsili.

Da quanto detto, sappiamo che l’origine di questi eventi non e’ affatto straordinaria, ma queste voci ci offrono la possibilita’ di parlare appunto del vulcano Marsili che non tutti potrebbero conoscere.

La posizione del Marsili rispetto anche agli altri vulcani emersi nel Tirreno.

Il Marsili e’ appunto un vulcano sottomarino facente parte della cosidetta fascia Eoliana. Si trova a circa 140 Km a nord della Sicilia e a 150 Km a ovest della Calabria. Il Marsili ha una larghezza di circa 30 Km ed una lunghezza di ben 70 Km. Anche se molti potevano ignorare la sua esistenza, il Marsili e’ il piu’ esteso vulcano d’Europa. La sua altezza e’ di circa 3000 metri dal fondo marino, e la sua sommita’ arriva a 450 metri dal livello del Tirreno.

Questo vulcano venno scoperto intorno al 1920, ma uno studio specifico venne iniziato soltanto nel 2005 per opera del CNR.

Il Marsili e’ un vulcano attivo e su i suoi fianchi si stanno sviluppando numerosissimi apparati vulcanici secondari. Secondo gli esperti, l’attivita’ vulcanica del Marsili  e’ iniziata circa 200000 anni fa.

Nel febbraio del 2010, la nava oceanografica Urania del CNR ha individuato rischi di crolli potenzialmente pericolosi sui fianchi del Marsili. Il dato piu’ importante e’ che, data la struttura attuale del vulcano, si potrebbe verificare, come gia’ accaduto in altri casi, un esteso collasso in un unico evento del crinale del Marsili. Inoltre, e’ stata individuata una regione estremamente grande della sommita’ del vulcano composta da rocce di bassa densita’. Anche questo potrebbe portare ad un collasso con ampia fuoriuscita di magma.

Da quanto detto, e’ facile capire il perche’ i nuovi eventi registrati ad Ischia e Gaeta siano stati attribuiti ad un aumento dell’attivita’ vulcanica del Marsili. Anche escludendo queste correlazioni, il Marsili e’ un vulcano potenzialmente pericoloso che dovrebbe essere tenuto sotto controllo. Un eventuale collasso del vulcano o un aumento della fuoriuscita di magma, potrebbe innescare terremoti e maremoti nel Tirreno di grande intensita’.

Come dichiarato da Enzo Boschi in un’intervista del 2010 sul corriere della Sera, un collasso del Marsili scatenerebbe un potente tsunami che investirebbe le coste della Campania, della Calabria e della Sicilia provocando enormi disastri.

Detto questo facciamo il punto della situazione. Il Marsili e’ un vulcano attivo e potenzialmente pericoloso. Per la sua struttura morfologica e strutturale, un collasso di questo gigante potrebbe avvenire anche domani. Proprio per questo motivo, molti istituti di ricerca monitorano continuamente questo vulcano.

Non e’ invece vero che il vulcano si e’ risvegliato in questi ultimi mesi causando i terremoti dell’Emilia, di Roma e di Ischia. Il vulcano e’ gia’ attivo, ma comunque non puo’ essere messo in relazione con questi eventi. Anche lo tsunami di Gaeta non e’ stato causato dal Marsili, ma bensi’ rientra nella categoria dei meteotsunami, di cui abbiamo gia’ parlato.

Ad oggi non vi sono evidenze di un intensificarsi dell’attivita’ vulcanica del Marsili. Come detto, questo non esclude che la sua attivita’ possa aumentare nei prossimi tempi. Monitorare il Marsili, cosi’ come tutti i vulcani potenzialmente pericolosi anche sulla terraferma, e’ l’unico modo per fare prevenzione. Non possiamo certo pensare di spegnere un vulcano e di tapparlo per sempre. Possiamo pero’ tenere queste bombe sotto controllo ed organizzare dei piani di emergenza in modo da limitare al massimo i danni.

Ripetiamo per l’ultima volta, non vi sono evidenze che il Marsili possa causare danni e distruzione nel 2012, e possiamo altresi’ escludere ogni possibile correlazione tra questo vulcano e gli ultimi terremoti avvenuti in Italia.

In questo caso abbiamo trovato un evento verosimile per il 2012. Anche se non vi e’ evidenza che qualcosa possa accadere il 21 Dicembre, queste voci hanno un fondamento reale. Esistono altri eventi indicati per il 2012 che potrebbero veramente accadere? Scopriamolo insieme leggendo Psicosi 2012. Le risposte della scienza.