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Come seguire il ciclo solare

15 Set

In un recente post, abbiamo parlato delle ipotesi fatte sul 22 Settembre 2012:

Nuova minaccia il 22 Settembre?

Come abbiamo visto, alcune fonti vorrebbero un massimo di attivita’ solare per questa data, con picchi di emissione molto intensi ed in grado di portare forti disturbi elettromagnetici sulla Terra. Anche in questo caso pero’, siamo di fronte ad una profezia priva di fondamento. Come spiegato nell’articolo, la data e’ frutto di una simulazione fatta nel 2009 ed in cui si era evidenziata la possibilita’ di un forte massimo per il 24esimo ciclo (quello in corso). La previsione e’ stata poi corretta verso il basso alla luce dei nuovi dati raccolti sul Sole e anche il massimo di attivita’ e’ previsto non piu’ per fine settembre 2012, ma per la primavera del 2013.

Dal momento che ho ricevuto diversi commenti di utenti interessati all’attivita’ del Sole, vorrei approfondire il discorso cercando di fornire i riferimenti utili per seguire queste emissioni.

Come sappiamo, ci sono molti telescopi sia a Terra che in orbita che costantemente rilevano l’attivita’ solare e le emissioni. Come spesso avviene per le ricerche astronomiche, questi dati sono disponibili in rete e liberamente utilizzabili da chiunque desideri consultarli.

Un’immagine del Sole di poche ore fa, come potete trovarne molte su web.

In particolare, per avere informazioni riguardo allo stato attuale del ciclo solare, vi consiglio il sito “Space Weather Prediction Center” gestito dal NOAA:

SWPC NOAA

Qui trovate tantissime informazioni e immagini del Sole in tempo reale. Oltre ai dati sul vento solare, come velocita’ e campo magnetico, trovate anche la mappa delle aurore e le ultime immagini in banda X. Particolarmente interessante per la nostra trattazione e’ la pagina sull’avanzamento del ciclo solare.

Per consultare i dati sul ciclo solare, basta cliccare su “Solar Cycle Progression”.

In questa pagina trovate proprio i grafici con i dati raccolti fino ad oggi sia sul numero di macchie solari che sui parametri del flusso dal Sole.

Numero di macchie solari osservato e risultato della simulazione.

Osservate prima di tutto una cosa, prendiamo come esempio il grafico delle macchie solari, vedete che i dati seguono il classico andamento del Sole con periodo di 11 anni. La linea rossa che passa attraverso i punti sperimentali, e vi mostra anche l’andamento nei mesi a venire, e’ proprio il risultato della simulazione.

Nel precedente articolo sul 22 settembre, abbiamo parlato di queste simulazioni fatte sul Sole. Come vedete il risultato di questi calcoli vi da un andamento di massima atteso per i parametri solari. Se, man mano che osservate il Sole, i dati raccolti si discostano troppo dalla linea della simulazione, significa che ci sono degli errori e che la simulazione non e’ veritiera. Proprio per questo motivo, le simulazioni vengono costantemente aggiornate con gli ultimi dati raccolti per ottenere risultati piu’ verosimili.

Detto questo, osserviamo che il prossimo massimo verso cui stiamo andando ha un picco addirittura piu’ basso del precedente. Questo massimo e’ appunto quello citato nella formulazione delle ipotesi sul 22 settembre. Da questi dati, che ripeto sono i dati veri e attuali del Sole, abbiamo avuto una nuova smentita alla forte tempesta magnetica attesa per il 22 Settembre.

Come sempre, internet mostra la sua doppia faccia. Da un lato permette a fantasie e false ipotesi di divulgarsi in tutte le direzioni insinuando il dubbio nelle persone. Dall’atro, ci permette di consultare dati scientifici di libero accesso e da cui attingere informazioni importanti, ma soprattutto veritiere. Fate attenzione, prima di credere a qualsiasi voce, consultate diverse fonti e cercate di fare sempre i relativi distinguo. Per continuare ad analizzare tutti i fenomeni attesi per il 2012, mostrando sempre i dati scientifici, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

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Ecco i temuti effetti di AR1504

24 Giu

In questi post:

Le macchie solari AR1504

Gli effetti di AR1504

Abbiamo parlato del sistema di macchie solari, appunto denominato AR1504, che rimane ancora molto attivo e per cui esiste la probabilita’ di avere emissioni di massa coronale molto intense con brillamenti anche di classe X. Negli articoli riportati, si trovano tutte le spiegazioni necessarie a comprendere questi fenomeni.

Ad oggi, le emissioni maggiori sono state in classe M, e non hanno portato nessun disturbo nelle trasmissioni radio neanche a grandi latitudini. In questi punti, la radiazione emessa dal Sole riesce a penetrare lo schermo offerto dal campo magnetico terrestre, le cui linee di forza si chiudono in prossimita’ dei poli.

Per meglio comprendere questo punto, l’effetto delle linee di forza del campo terrestre sulle emissioni solari e’ visibile in questa immagine:

Gli effetti del campo magnetico terrestre sulle emissioni di particelle dal Sole

Al contrario di quanto affermano molti siti filo-catastrofisti, ad oggi nessun effetto pericoloso o straordinario e’ stato causato dall’impatto con le emissioni solari causate da AR1504.

Gli unici effetti osservati a Terra, sono state delle stupende Aurore che sono state visibili anche a latitudini inferiori a quelle standard. Questo proprio a causa delle intense emissioni dovute a questo sistema. Inoltre, l’interazione con le molecole dell’atmosfera, che nell’urto vengono eccitate ed emettono luce a causa della seguente diseccitazione, ha prodotto delle aurore con colori molto accesi e con sfumature davvero particolari. Per precisione e per non essere frainteso, “particolari” anche in questo caso indica qualcosa di diverso dal comune, non intendiamo assolutamente niente di straordinario, non conosciuto o non compreso scientificamente.

Ecco un’immagine di un’aurora osservata in Minnesota:

Una foto dell’aurora in Minnesota. Fonte National Geographic

Questa invece una foto scattata in Oregon:

Una foto dell’aurora in Oregon. Fonte National Geographic

Al momento, i temuti (da parte dei soliti noti) effetti di questo sistema di macchie sono state queste bellissime aurore che vi abbiamo mostrato. Nessun disturbo elettromagnetico ai sistemi satellitari o alla trasmissione di segnali si e’ verificato.

Non lasciatevi suggestionare o convincere da chi vuole farvi credere una teoria non supportandola con dati scientifici o dimostrandovela in modo formale. Per capire a fondo cosa c’e’ di vero nelle profezie del 2012 non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

Gli effetti di AR1504

20 Giu

Come forse ricorderete, in questi due post:

Le macchie solari AR1504

Come seguire l’evoluzione delle macchie solari

abbiamo parlato del gruppo di macchie solari AR1504, spiegando come nei giorni scorsi il gruppo stesse emettendo brillamenti di classe M. Come abbiamo gia’ visto, per quanto intensi, questi brillamenti sono del tutto normali e non ci sono fenomeni particolari da segnalare sul nostro Sole.

Nonostante questo, l’emissione di particelle per opera di queste macchie viene emessa in tutte le direzioni con una possibilita’ di colpire anche la nostra Terra. Come abbiamo gia’ detto, il nostro campo magnetico offre un naturale schermo contro le particelle emesse dal Sole, le quali vengono spinte dalle linee di forza del campo, penetrando nell’atmosfera nelle regioni in prossimita’ dei poli (dove le linee di forze si chiudono e si infittiscono).

Anche se molti siti filo-catastrofisti guardano a questo sistema di macchie come qualcosa di anomalo ed estremamente pericoloso, questi fenomeni sono completamente sotto controllo.

Le particelle emesse hanno raggiunto proprio in queste ore la Terra, dando vita ad un fenomeno ben conosciuto e di grande effetto, e permettetemi anche di aggiungere assolutamente non pericoloso.

Il satellite ACE della NASA, in orbita a circa 900000 miglia di distanza da noi, ha potuto rivelare in anteprima il flusso incidente di particelle, permettendo di prevedere con circa 45 minuti di anticipo l’interazione con la nostra atmosfera. La collissione delle particelle ha dato luogo ad una compressione della nostra magnetopausa, causando delle bellissime aurore.

L’aurora generata delle emissioni di AR1504. Fonte: NASA

A causa della forte intensita’ del brillamento, le aurore generate dalla compressione della magnetopausa sono state visibili anche a latitudini inferiori rispetto al normale. Il fenomeno e’ stato infatti osservato anche da stati come l’Iowa, il South Dakota ed il Nebraska. Anche in questo caso, la bassa latitudine e’ da imputare all’alta intensita’ del flare, ma assolutamente niente di sconvolgente a livello scientifico o non accaduto in passato.

Visto la forte attivita’ ancora in corso nella regione AR1504, non e’ da escludere la possibilita’ di avere ulteriori aurore, e nemmeno l’eventualita’ di arrivare ad un brillamento di classe X. Come abbiamo visto sempre in questo articolo:

Le macchie solari AR1504

anche questo e’ un fenomeno del tutto normale e assolutamente conosciuto dalla scienza.

Se volete continuare a ragionare sulle profezie legate al 2012, ma avendo la possibilita’ di discutere su fenomeni sempre attuali e poco conosciuti dal grande pubblico, non perdete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

Come seguire l’evoluzione delle macchie solari

18 Giu

Nel precedente articolo:

Le macchie solari AR1504

abbiamo parlato del sistema di macchie solari AR1504, tanto citato in questi ultimi giorni in relazione alle profezie del 2012, dimostrando come questo non abbia assolutamente caratteristiche eccezionali, ne tantomeno preoccupanti per gli esseri umani.

Come abbiamo piu’ volte detto, tantissimi parametri, non solo solari, sono costantemente tenuti sotto controllo dai laboratori sia a Terra che in orbita. Tra questi, ve ne sono alcuni, anche molto famosi e conosciuti, che consentono di visualizzare in tempo reale i dati acquisiti.

Immagine del Sole nel visibile al 18/06/2012

Anche se non siete astrofili o dotati di sistemi per l’osservaione diretta del Sole, potete controllare in ogni momento i parametri della nostra Stella, semplicemente utilizzando le risorse su web.

La NASA offre la possibilita’ di controllare molti parametri del Sole, registrati dalla sonda Soho, visitando la pagina web:

Space weather

qui trovate tantissime informazioni e potete controllare direttamente da voi, senza dovervi affidare a fonti poco certe, l’andamento temporale delle macchie solari e i flussi di diverse particelle emesse verso lo spazio.

Anche se non siete esperti del settore, guardando il grafico, ad esempio, dell’emissione dei protoni nel tempo, vedete subito che ci sono delle fluttuazioni nel numero di particelle a diverse energie, ma queste fluttuazioni sono del tutto normali e dovute alle naturali variazioni del Sole.

Sempre sal sito NASA e’ possibile vedere le immagini del Sole a diverse lunghezze d’onda, riuscendo a distinguere molto chiaramente il sistema di macchie AR1504.

Spettro di emissione di protoni dal Sole

Come detto nel precedente articolo, in questi giorni il sistema sta cambiando molto rapidamente, emettendo flare di classe M. Questo effetto e’ ben visibile gurdando gli spettri di emissione nel tempo, in cui si vede molto bene un picco rispetto alla media proprio intorno al 16-17 Giugno 2012.

Come vedete, ad oggi internet offre moltissime possibilita’. Diffidate sempre dalle fonti che vogliono farvi credere qualcosa, senza darvi spiegazioni dettagliate e senza offrirvi la possibilita’ di controllare da voi stessi i dati e le affermazioni fatte. Esistono molti siti che permettono di controllare database di dati su diversi fenomeni. Oltre a questo sui parametri del Sole, abbiamo anche visto diversi archivi internazionali che ci consentono di consultare le statistiche dei terremoti o altri fenomeni naturali di interesse per la Terra. Prima di credere a questa o a quell’altra fonte, cerchiamo di avere un’idea autonoma dei fenomeni e capiamo se la notizia che stiamo leggendo e’ veritiera oppure no.

Se volete continuare ad analizzare le profezie sul 2012, ma che in realta’ offrono molti spunti per un’attenta analisi di alcuni fenomeni naturali non legati solo alla profezia Maya, leggiamo insieme Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

Le macchie solari AR1504

18 Giu

Una delle profezie catastrofiche fatte sul 2012, vorrebbe per la fine di quest’anno un’intensa attivita’ solare, con conseguente espulsione di radiazione dal Sole alla Terra.

Ampio spazio e’ stato dato alla discussione di questi fenomeni nel libro Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

Brevemente, sappiamo che il nostro Sole non ha un’attivita’ costante nel tempo, ma presenta dei massimi e dei minimi con periodi ben precisi, caratterizzati dalla minore o maggiore espulsione di radiazione verso lo spazio. Indice di questa attivita’ solare, sono le cosiddette “macchie solari”. Regioni a temperatura minore visibili sulla superficie del Sole, che quando osservate, proprio a causa della minore temperatura, appaiono come delle macchie scure.

Foto di una macchia solare

La presenza di tante macchie solari, indica un picco nell’attivita’ magnetica del Sole, a cui consegue un aumento dell’espulsione di energia sotto forma di radiazione verso lo spazio e quindi verso la Terra. Il nostro pianeta ha un naturale schermo contro queste particelle, grazie alla presenza del campo magnetico. Questo spinge le particelle verso i poli, dove le linee di forza del campo si chiudono, dando vita ad esempio al fenomeno delle aurore, causate proprio dall’interazione delle particelle solari con le molecole dell’atmosfera.

In presenza di flussi molto elevati ed energetici di particelle, queste possono provocare disturbi sul nostro pianeta, causando interferenze nei sistemi di telecomunicazione, nel GPS o comunque spostare lo spettro dei raggi solari verso regioni piu’ estreme.

Fatta questa introduzione, su alcuni siti filo-catastrofisti, stanno comparendo in questi giorni moltissimi articoli su uno specifico gruppo di macchie solari, dette appunto AR1504, che stanno mostrando un’evoluzione molto rapida ed intensa. Secondo queste fonti, questi fenomeni sarebbero proprio l’inizio della forte attivita’ solare, che avrebbe il suo picco nel dicembre del 2012, e che causerebbe danni inimmaginabili sulla Terra.

Lasciamo la discussione sull’attivita’, e sui possibili danni che potrebbe causare sulla Terra, al libro Psicosi 2012. Le risposte della scienza, e concentriamoci invece sul gruppo AR1504.

Prima di tutto, dobbiamo dire che l’evoluzione del gruppo di macchie e’ effettivamente molto veloce ed intenso, ma nessuno di questi aspetti mostra caratteri anomali o non visti in precedenza durante le osservazioni del Sole.

Inoltre, su molti siti trovate scritto che le macchie stanno mutando con conseguente emissione di massa coronale. Anche questo e’ vero, ed e’ un fenomeno noto. In fisica solare, ci si riferisce a questo fenomeno come CME, cioe’ espulsione di massa coronale. E’ un fenomeno per cui dalla zona del Sole vengono emessi getti di plasma composto principalmente da elettroni e protoni. Queste particelle vengono spinte dal campo magnetico della corona e vengono espulse verso l’esterno.

Per amplificare il fenomeno, su molti articoli trovate scritto che il sistema AR1504 sta espellendo proprio in questi giorni flare solari di classe X, ovviamente senza specificare di cosa si tratta. Notate anche qui il giochino fatto per aumentare la paura delle persone. Dire che e’ in corso un flare di classe X, indica qualcosa di misterioso e, ignorando il termine, di potenzialmente dannoso per gli esseri umani.

Cerchiamo di spiegare anche questo punto in modo semplice. I flares solari, o anche detti brillamenti, sono al solito delle esplulsioni di particelle verso l’esterno che avvengono nella fotosfera del Sole. I brillamenti vengono classificati in funzione del flusso di particelle che viene emesso, e si indicano con le lettere A, B, C, M o X in funzione della loro luminosita’ nei raggi X. Ciascuna lettera indica un flusso maggiore di un fattore 10 rispetto alla lettera precedente.

Il gruppo di macchie AR1504

Per dovere di cronaca, in questi giorni il sistema AR1504 sta emettendo brillamenti di classe M, ma, con buona probabilita’, si arrivera’ anche ad emissioni in classe X. Tra questi, si usa indicare i flares anche in multipli di classe X, detti X1, X2, e cosi’ via.

Avere un brillamento in classe X, puo’ provocare disturbi sulla Terra, ma assolutamente nessun sconvolgimento a livello mondiale. Tra i brillamenti piu’ intensi registrati, si ricordano quelli del 16 agosto 1999 in cui si registro’ un brillamento di classe X19 o quello piu’ intenso del 4 novembre 2003 che fu stimato come X45. Non mi sembra assolutamente che ci sia stata la fine del mondo nel 1999 o a maggior ragione nel 2003.

Detto questo, il sistema di macchie solari AR1504, rappresenta effettivamente un gruppo molto intenso, ma assolutamente non possiamo dire che il fenomeno rappresenti qualcosa di mai visto prima, o di distruttivo per il nostro pianeta. In questi giorni, molti astrofili stanno seguendo l’evoluzione di queste macchie, come potete vedere leggendo qualche forum di appassionati, e, ovviamente, tutti i piu’ grandi centri di ricerca in fisica solare registrano in continuazione i dati del nostro Sole, tra cui quelli di questo sistema di macchie.

Per approfondire il discorso sull’attivita’ solare, capire se effettivamente ci si aspetta un picco alla fine del 2012 e comprendere se e quanto questi fenomeni possono essere dannosi per la Terra, leggete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

Evidenze dal Sole?

28 Apr

Molta curiosita’, anche in campo scientifico, ha suscitato una foto del Sole raccolta dall’Osservatorio Dinamico Solare (SDO) della NASA durante il mese di Marzo. Come si puo’ notare dall’immagine riportata, si osserva una strana macchia sulla superficie del Sole che sembrerebbe avere una forma quasi triangolare, o comunque dai contorni molto ben delineati.

Immagine della macchia triangolare sulla superficie del sole raccolta dal SDO della NASA.

Molto spesso ci siamo imbattuti in immagini false riportate da siti internet o da riviste poco scientifiche, in questo caso, al contrario, l’immagine e’ reale ed e’ stata veramente scattata dall’osservatorio della Nasa. Per completezza di informazione, la stessa figura appare anche in immagini raccolte nello stesso momento ma a diverse lunghezze d’onda.

E’ scontato immaginare quanto si stia speculando su questa immagine. Molte fonti internet e di stampa, vedono questa formazione come un presagio di una imminente tempesta solare senza precedenti attesa proprio per il 21 Dicembre 2012. Altre fonti, vedrebbero la formazione come un segno dell’universo all’imminente fine del Lungo Computo Maya e quindi alle variazioni dell’ordine dell’universo che questo evento porterebbe.

La scienza, ovviamente, si e’ interrogata ed ha analizzato i dati dell’attivita’ solare per cercare di comprendere l’origine della formazione di questa macchia e soprattutto il significato fisico di un evento del genere.

Come abbiamo raccontato in altri articoli, l’attivita’ solare, intesa come emissione di particelle verso lo spazio, non e’ costante nel tempo, ma presenta dei massimi e dei minimi statisticamente regolari nel tempo. Sempre da quanto affermato in precedenza, tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, gli astronomi si apsettano l’inizio di un periodo di massima attivita’ solare, dal momento che attualemente stiamo attraversando un periodo di minimo caratterizzato da un ridotto numero di macchie solari sulla superficie del sole.

L’origine della macchia di cui stiamo discutendo e’ proprio da ricercarsi nell’attivita’ solare. Le zone piu’ chiare sulla superficie del Sole sono quelle in cui le linee di forza del campo magnetico presentano delle configurazioni “annodate” che si chiudono su se stesse. Queste irregolarita’ nel campo magnetico provocano dei brillamenti, cioe’ notevoli emissioni di energia verso lo spazio, che rendono dunque la zona piu’ chiara rispetto al resto. Al contrario, vi possono essere delle zone sulla superficie del Sole in cui le linee di forza sono aperte e regolari ed in cui non si ha emissione elevata di energia verso l’esterno. Queste zone di spazio vengono anche dette “buchi coronali”. Mettendo a confronto le due zone, le prime appaiono dunque molto piu’ brillanti delle seconde anche se ossservate a lunghezze d’onda diverse da quelle visibili.

Il contorno dei buchi coronali e’ modellato dunque dalla configurazione dei campi magnetici e puo’ assumere configurazioni, come in questo caso, molto complesse. Da queste considerazioni, e’ dunque possibile che si formi, con una certa probabilita’, una figura che assimiglia ad un triangolo.

Vorrei pero’ concludere questo articolo con una considerazione aggiuntiva. Se osserviamo bene l’immagine del Sole, siamo veramente convinti che l’immagine sia perfettamente un triangolo? Come sempre accade in questi casi, la nostra testa riesce a visualizzare quello che vogliamo vedere e non quello che veramente abbiamo davanti. Non vorrei sembrare il solito disfattista, ma il voler vedere un triangolo nell’immagine e’ paragonabile al voler vedere una figura conosciuta prendendo un certo numero di stelle, cosi’ come viene fatto con le costellazioni, o il voler vedere una faccia con occhi, naso e bocca sulla superficie visibile della Luna.

Tantissime altre ipotesi sono state fatte a supporto di una imminente fine del mondo il 21 Dicembre 2012. Sono tutte false o c’e’ qualcosa di vero? Cosa dobbiamo aspettarci per la fine del Lungo Computo del calendario Maya? Scopriamolo insieme leggendo Psicosi 2012. Le risposte della scienza.