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Aggiornamento sullo Tsunami del Tirreno

21 Lug

Come molti di voi gia’ sanno, il 12 Luglio 2012 e’ avvenuto un fenomeno simile ad uno tsunami (tsunami like) nel Tirreno. Questo fenomeno e’ stato osservato con intensita’ diversa dalla Liguria alla Sicilia. Il picco massimo, con onde alte fino ad 1 metro, e’ stato registrato sulle spiagge davanti a Gaeta (provincia di Latina).

Tra le 9 e le 12, il mare si e’ ritirato, anche fino a 20 metri, per poi tornare a riva con onde alte fino ad un metro. Il fenomeno si e’ ripetuto nell’arco temporale detto con frequenza di circa 5 minuti tra un’onda e la successiva.

Abbiamo parlato in dettaglio di questo fenomeno in questi post:

Ora anche gli Tsunami in Italia

I Marrobbi, piccoli Tsunami

Come visto, per quanto raro, questo fenomeno e’ possibile in mari come il Mediterraneo e prende il nome di meteotsunami. A differenza degli Tsunami veri e propri, questo fenomeno e’ generato da cause atmosferiche e dal particolare bacino interessato. In condizioni particolari, si possono creare fenomeni di risonanza con trasferimento di energia al moto ondoso e con la conseguente formazione di onde anomale.

A dimostrazione della normalita’ di questi fenomeni, anche se in genere di intensita’ minore, abbiamo parlato dei Marrobbi sulle coste siciliane. Eventi straordinari, dal punto di vista dell’intensita’, possono avvenire non di frequente, come nel caso del meteotsunami del 1978 in Croazia.

Stiamo tornando su questo argomento perche’ ho ricevuto diversi contatti da persone che chiedono la situazione attuale. Su web si sta speculando molto su questo fenomeno, dichiarando che ancora oggi il mare si sta ritirando di diverse decine di metri in varie regioni tirreniche.

Questo e’ assolutamente falso. Il meteotsunami e’ avvenuto il 12 Luglio, e alle 12 circa e’ tutto rientrato. Ad oggi non sono in corso fenomeni di questo tipo e ovviamente non sono attesi altri eventi. Inoltre, come visto in questo articolo:

Il vulcano Marsili

il meteotsunami non e’ stato dovuto a frane su qualche isola, ne tantomeno ad un risveglio del vulcano Marsili.

Per completezza di informazione, girano su web anche diverse foto false perche’ non relative all’evento in questione.

Un’immagine vera, scattata a Gaeta in cui si vede il mare che si ritira e’ questa:

Una foto del meteotsunami a Gaeta

Su diversi siti c’e’ scritto che la foto e’ stata scattata in Liguria, in Toscana o in Sicilia, solo per far vedere, barando, che il fenomeno e’ stato intenso su tutta la costa tirrenica.

Altre foto invece, non sono proprio relative a questo evento. Un esempio e’ il seguente:

Tsunami in Giappone del Marzo 2011

La foto viene messa solo per far vedere quanto e’ stato intenso il fenomeno in Italia. In realta’ si tratta di un falso, dal momento che la foto e’ relativa allo Tsunami (reale) avvenuto in Giappone nel Marzo 2011.

Al solito, per fare notizia si falsifica qualche informazione cambiando dettagli importanti o foto dell’evento. Spesso pero’, il prezzo di avere una notizia piu’ accattivante e’ quello di incrementare voci false o peggio ancora la paura delle persone. Non credete a tutto quello che vi viene detto, cercate sempre di analizzare le notizie per far chiarezza nel mare di informazioni (reali e non) che soprattutto la rete ci offre. Per conoscere la posizione della scienza su diverse tematiche, prendendo come spunto le profezie sul 2012, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

I Marrobbi, piccoli Tsunami

17 Lug

In questo post, abbiamo parlato dello Tsunami avvenuto qualche giorno fa sulle coste del basso Tirreno, ed in particolare a Gaeta:

Ora anche gli Tsunami in Italia

Come abbiamo visto, l’origine di questi fenomeni non e’ da ricercarsi in terremoti, maremoti o frane su isole del Tirreno, bensi’ a fenomeni atmosferici e alla conformazione del bacino in questione. In meterologia, ci si riferisce a questi fenomeni con il termine di meteotsunami.

Le condizioni necessarie per la formazione di un meteotsunami sono una rapida variazione della pressione, un bacino allungato e il vento che soffia nella direzione di allungamento del bacino. In questi casi, si possono avere fenomeni di risonanza con trasferimento di energia dal vento al mare e quindi alla costa.

A riprova di questa tesi, nell’articolo precedente abbiamo parlato del meteotsunami avvenuto nel 1978 sulle coste della Croazia. In questo caso si raggiunsero onde di 3 metri con picchi in alcune zone fino a 6 metri.

In questi giorni, su diversi siti, si leggono informazioni false su questo evento. In Croazia lo tsunami non ha fatto vittime, ma solo alcuni danni materiali. Come abbiamo gia’ visto, ci furono due diversi fenomeni distanti tra loro quasi un’ora. La prima onda, di intensita’ minore, mise in allarme gli abitanti del posto, per cui la seconda onda non provoco’ assolutamente vittime. Ovviamente, fenomeni di questo tipo portano allagamenti nelle zone in prossimita’ della costa con conseguenti danni soprattutto ai primi piani o ai livelli interrati.

A questo punto, vorrei riflettere su una cosa. Se questi fenomeni sono noti e se il nostro bacino mediterraneo ha la struttura adatta per la formazione dei meteotsunami, e’ possibile che tra il 1978 e il 2012 non ci sia stato nessun evento di questo tipo?

La costa siciliana tra Mazzara e Pozzalo in cui si formano i Marrobbi.

Ovviamente ci sono stati meteotsunami, ma non ne abbiamo sentito parlare perche’ in genere la loro intensita’ e’ talmente bassa da rendere non osservabili gli effetti. In condizioni particolari, e ovviamente non convenzionali, si puo’ arrivare ad intensita’ maggiori, come nel caso della Croazia e delle coste Tirreniche.

In Sicilia, e precisamente tra Mazzara del Vallo e Pozzallo, cioe’ sulla costa sud-ovest della nostra isola, i pescatori convivono con un fenomeno chiamato in dialetto “Marrobbi”. Questi altro non sono che meteotsunami di bassa intensita’. A causa della struttura del bacino, anche qui molto allungata, si innescano le condizioni ottimali per la formazione di questi eventi. I Marrobbi consistono in una ritirata del mare e una successiva onda che arriva sulla costa. In genere, questi fenomeni sono cosi’ poco intensi da passare del tutto inosservati da chi, come i pescatori, non convivono tutti i giorni con il mare. Vista la scarsa forza dei marrobbi, molto spessi questi possono essere confusi con il moto stesso delle maree.

Come vedete, ci sono conferme in Italia della formazione dei meteotsunami. Il meccanismo alla base, di quanto accaduto nei giorni scorsi, e’ del tutto noto. La particolarita’ dell’evento e’ nell’altezza delle onde che si sono formate. Attenzione, parliamo di particolarita’ per indicare che non e’ la forza usuale degli eventi registrati. Sappiamo pero’ che e’ possibile avere un trasferimento massimo di energia e condizioni particolari dal punto di vista atmosferico, che possono creare onde anche di qualche metro.

Impariamo a ragionare con la nostra testa e cerchiamo sempre conferme scientifiche e con dati certi alle teorie che vogliono farci credere. Troppo spesso, cercano di inculcarci ipotesi strane che, con poco allenamento, possiamo smascherare. Per approfondire questi argomenti, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

 

 

Il Vulcano Marsili

15 Lug

In alcuni post precedenti abbiamo parlato sia del terremoto avvenuto ad Ischia che del meteotsunami formato nel basso tirreno, in particolare a Gaeta con onde alte 1 metro:

“Terremoto” anche ad Ischia

Ora anche gli Tsunami in Italia

In particolare, abbiamo visto come il terremoto di Ischia sia in realta’ un evento di bassa intensita’ registrato ad una profondita’ di 480 Km, mentre lo tsunami altro non era che un meteotsunami formato in particolari condizioni sia meteo che geomorfologiche del bacino.

Anche se questi eventi sono compresi, su alcuni siti, vengono dichiarati come straordinari e vengono messi in relazione con il risveglio del vulcano Marsili.

Da quanto detto, sappiamo che l’origine di questi eventi non e’ affatto straordinaria, ma queste voci ci offrono la possibilita’ di parlare appunto del vulcano Marsili che non tutti potrebbero conoscere.

La posizione del Marsili rispetto anche agli altri vulcani emersi nel Tirreno.

Il Marsili e’ appunto un vulcano sottomarino facente parte della cosidetta fascia Eoliana. Si trova a circa 140 Km a nord della Sicilia e a 150 Km a ovest della Calabria. Il Marsili ha una larghezza di circa 30 Km ed una lunghezza di ben 70 Km. Anche se molti potevano ignorare la sua esistenza, il Marsili e’ il piu’ esteso vulcano d’Europa. La sua altezza e’ di circa 3000 metri dal fondo marino, e la sua sommita’ arriva a 450 metri dal livello del Tirreno.

Questo vulcano venno scoperto intorno al 1920, ma uno studio specifico venne iniziato soltanto nel 2005 per opera del CNR.

Il Marsili e’ un vulcano attivo e su i suoi fianchi si stanno sviluppando numerosissimi apparati vulcanici secondari. Secondo gli esperti, l’attivita’ vulcanica del Marsili  e’ iniziata circa 200000 anni fa.

Nel febbraio del 2010, la nava oceanografica Urania del CNR ha individuato rischi di crolli potenzialmente pericolosi sui fianchi del Marsili. Il dato piu’ importante e’ che, data la struttura attuale del vulcano, si potrebbe verificare, come gia’ accaduto in altri casi, un esteso collasso in un unico evento del crinale del Marsili. Inoltre, e’ stata individuata una regione estremamente grande della sommita’ del vulcano composta da rocce di bassa densita’. Anche questo potrebbe portare ad un collasso con ampia fuoriuscita di magma.

Da quanto detto, e’ facile capire il perche’ i nuovi eventi registrati ad Ischia e Gaeta siano stati attribuiti ad un aumento dell’attivita’ vulcanica del Marsili. Anche escludendo queste correlazioni, il Marsili e’ un vulcano potenzialmente pericoloso che dovrebbe essere tenuto sotto controllo. Un eventuale collasso del vulcano o un aumento della fuoriuscita di magma, potrebbe innescare terremoti e maremoti nel Tirreno di grande intensita’.

Come dichiarato da Enzo Boschi in un’intervista del 2010 sul corriere della Sera, un collasso del Marsili scatenerebbe un potente tsunami che investirebbe le coste della Campania, della Calabria e della Sicilia provocando enormi disastri.

Detto questo facciamo il punto della situazione. Il Marsili e’ un vulcano attivo e potenzialmente pericoloso. Per la sua struttura morfologica e strutturale, un collasso di questo gigante potrebbe avvenire anche domani. Proprio per questo motivo, molti istituti di ricerca monitorano continuamente questo vulcano.

Non e’ invece vero che il vulcano si e’ risvegliato in questi ultimi mesi causando i terremoti dell’Emilia, di Roma e di Ischia. Il vulcano e’ gia’ attivo, ma comunque non puo’ essere messo in relazione con questi eventi. Anche lo tsunami di Gaeta non e’ stato causato dal Marsili, ma bensi’ rientra nella categoria dei meteotsunami, di cui abbiamo gia’ parlato.

Ad oggi non vi sono evidenze di un intensificarsi dell’attivita’ vulcanica del Marsili. Come detto, questo non esclude che la sua attivita’ possa aumentare nei prossimi tempi. Monitorare il Marsili, cosi’ come tutti i vulcani potenzialmente pericolosi anche sulla terraferma, e’ l’unico modo per fare prevenzione. Non possiamo certo pensare di spegnere un vulcano e di tapparlo per sempre. Possiamo pero’ tenere queste bombe sotto controllo ed organizzare dei piani di emergenza in modo da limitare al massimo i danni.

Ripetiamo per l’ultima volta, non vi sono evidenze che il Marsili possa causare danni e distruzione nel 2012, e possiamo altresi’ escludere ogni possibile correlazione tra questo vulcano e gli ultimi terremoti avvenuti in Italia.

In questo caso abbiamo trovato un evento verosimile per il 2012. Anche se non vi e’ evidenza che qualcosa possa accadere il 21 Dicembre, queste voci hanno un fondamento reale. Esistono altri eventi indicati per il 2012 che potrebbero veramente accadere? Scopriamolo insieme leggendo Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

 

Ora anche gli Tsunami in Italia?

14 Lug

Sulla scia di questo post:

Terrorismo psicologico

in questi giorni e’ quasi divertente leggere i giornali. Non fraintendete, non mi sto assolutamente riferendo ad eventi gravi che hanno causato vittime e danni, ma ai continui titoloni dei giornali volti solo ad aumentare la paura delle persone.

In questo blog abbiamo parlato a lungo di terremoti, spaziando tra cause astronomiche, falsi proclami o eventi fuori dal comune in zone non sismiche che hanno raggiunto addirittura una magnitudo 3, per fortuna senza causare danni (e’ un miracolo che un evento di magitudo 3 non abbia causato danni …). Ovviamente sto facendo della facile ironia sulle notizie di questi ultimi giorni. Per riprendere i post su questi argomenti basta leggere:

Riassunto sui terremoti

Ancora terremoti in Emilia?

Emilia 13-16 luglio: un po’ di statistica

Abbiamo fatto questa introduzione perche’ dopo la serie di terremoti pubblicizzati, ora arrivano anche le notizie sugli Tsunami.

Anche questa e’ una notizia con una forte eco. Non siamo abituati a parlare di tsunami in Italia, anche solo pensare ad un evento del genere, avendo ancora negli occhi le scene ad esempio dell’onda giapponese, crea non poca paura in molte persone.

La mattina del 13 Luglio 2012, si e’ verificato un piccolo tsunami sulle coste del basso Tirreno, durato dalle 10 alle 12. Il fenomeno era molto esteso ed e’ stato osservato con intensita’ e frequenza diversa tra La Spezia e Palermo. A Gaeta, ad esempio, il fenomeno e’ durato 3 ore. Il mare si ritirava di 20-30 metri e tornava con onde alte circa 1 metro e con una frequenza di circa 3 minuti.

La notizia e’ ovviamente vera. Data la frequenza delle onde, ma l’altezza non troppo grande, ci si riferisce a questi eventi come “Tsunami like”, per ditinguerli dagli Tsunami con onde maggiori, o dalle tempeste marine con frequenza molto piu’ alta (in caso di tempesta le onde arrivano una di seguito all’altra).

Su molti siti il fenomeno e’ catalogato come estremamente raro e inspiegabile. Questo ovviamente aumenta ancora di piu’ il timore. In Italia non siamo abituati a parlare di Tsunami e inoltre non sappiamo neanche perche’ questo e’ avvenuto. Alcuni hanno messo in relazione l’ultimo terremoto di Ischia con lo Tsunami:

–  “Terremoto” anche ad Ischia

ma la bassa intensita’ del sisma non spiega le onde. Altri hanno pensato ad una perturbazione ad alta quota, ma l’aeronautica militare ha smentito la presenza di vere e proprio tempeste. Qual’e’ dunque la causa dello Tsunami?

Cerchiamo al solito di fare un po’ di chiarezza anche su questo argomento.

Prima di tutto dobbiamo dire che le nostre coste sono state negli anni teatro di diversi eventi di questo tipo. Parliamo sempre di eventi di bassa intensita’, ma comunque che sono accaduti in diverse zone del Mediterraneo. Per farvi degli esempi (basta cercare su web per avere conferma) si sono registrati Tsunami in Calabria nei primi anni del 1900 (1905-1908), nelle Eolie nel 1916 e nel 1919, e cosi’ via a Palermo, Ancona, Alassio e anche sulle coste Croate sempre affacciate sull’Adriatico.

Le cause di questi Tsunami storici in realta’ non sono le stesse. Passiamo da terremoti con epicentro in mare a frane in determinate zone che possono provocare movimenti ondulatori. Come abbiamo gia’ detto pero’, l’evento di qualche giorno fa non e’ spiegabile in questi termini.

Per capire l’origine dell’ultimo Tsunami tirrenico, possiamo riferirci ad un altro evento del genere registrato nel 1978. In quest’anno si registro’ uno Tsunami tra Giulianova e Bari anche se gli effetti maggiori si ebbero sulle coste dell’allora Jugoslavia. Alle 5.15 del 21 giugno 1978, la popolazione viene svegliata da onde di Tsunami alte fino a 2.5 metri che arrivano sulla costa. A seguito di questo, il mare si ritira nuovamente e, alle ore 8 circa, arriva una seconda ondata con onde alte fino a 6 metri. Le onde non provocano vittime ma i danni al porto e alle abitazioni sono ingenti.

Questo evento, anche piu’ violento di quello di ieri, e’ rimasto inspiegabile per anni portando anche accese discussioni nella comunita’ scientifica.

La spiegazione definitiva dello tsunami del ’78 e’ arrivata dopo 30 anni, nel 2008, classificando questo evento come “meteotsunami”.

I meteotsunami sono fenomeni rari generati in particolari condizioni meteorologiche e del bacino in cui si sviluppano. Grazie all’introduzione di questa categoria e’ stato possibile spiegare le cause di diversi eventi registrati nel mondo anche in Australia, Nuove Zelanda e Giappone.

Per la formazione di un meteotsunami e’ necessario un bacino di dimensioni ridotte e allungato (come un porto o una baia) e rapide variazioni della pressione atmosferica dovute, ad esempio, ad una tempesta o ad una rapida variazione del vento. Se la direzione del vento e’ simile alla direzione di massimo sviluppo del bacino si possono avere fenomeni di risonanza con trasmissione di energia dal vento al mare e da quest’ultimo alla costa. Ovviamente, piu’ la direzione del vento e’ vicina, al limite coincidente, con lo sviluppo dello specchio d’acqua, maggiore e’ il trasferimento di energia.

Da quanto detto, i diversi mari che compongono il Mediterraneo hanno le caratteristiche morfologiche adatte. Si pensi ad esempio alla forma allungata dell’Adriatico teatro dell’evento del 1978. Il meteotsunami e’ dovuto dunque a cause atmosferiche e morfologiche e questo lo distingue dagli Tsunami nel senso stretto del termine, anche se l’effetto e’ comparabile ma di dimensioni minori.

Alla luce di questa classificazione possiamo spiegare anche lo Tsunami del 13 Luglio. Ieri infatti, si sono registrati abbassamenti di temperatura sull’Italia, dopo giorni di caldo afoso, con i primi temporali sul basso Tirreno. A causa dell’alta temperatura delle acque, le variazioni meteo hanno portato forti correnti ascensionali con incremento del gradiente termico verticale. Queste condizioni, che potete verificare guardando un qualsiasi bollettino meteo di ieri, hanno causato l’instabilita’ necessaria per la formazione del meteotsunami. Le condizioni morfologiche sono invece naturalmente offerte dai nostri mari.

Al solito, si tirano fuori titoli sensazionali con un velo di mistero solo ed esclusivamente per far credere che qualcosa di strano sta accadendo. Non lasciatevi trasportare o convincere subito. Ragionate e cercate di informarvi autonomamente, e’ l’unico modo per non cadere nelle continue trappole che vengono messe da fonti poco affidabili. Se volete continuare ad analizzare eventi legati al 2012, ma non solo legati alla profezia Maya bensi’ fenomeni sempre attuali, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

“Terremoto” anche ad Ischia

13 Lug

Qualche tempo fa, su questo blog, avevamo parlato dell’opera di alcuni giornalisti e media in generale che, sfruttando una particolare situazione psicologica, sparano notizie sensazionali per vendere piu’ copie del proprio giornale.

Per chi volesse rivedere il post, puo’ trovarlo a questo indirizzo:

Terrorismo psicologico

Vi parlo di questo, perche’ ieri e’ avvenuto un terremoto a largo delle coste di Ischia. Come ormai sappiamo bene, proprio in questi giorni, era stato falsamente predetto un nuovo terremoto in Emilia. Di questo abbiamo gia’ abbondantemente parlato, sfatando questa notizia:

Ancora terremoti in Emilia

Emilia 13-16 luglio: un po’ di statistica

Il terremoto di cui vi stiamo parlando e’ avvenuto ieri, 12 luglio 2012, alle 23.20 circa, ed e’ stato di magnitudo 4.1. L’epicentro e’ stato individuato a circa 25 Km a sud ovest della costa dell’isola e ad una profondita’ di 480 Km. La mappa dell’epicentro e’ la seguente:

Rileggiamo quello che abbiamo scritto: l’epicentro e’ a 25 Km dalla costa e a 480 (ripeto quattrocento ottanta) Km di profondita’!

Stamattina molti giornali titolavano di un forte terremoto avvenuto ad Ischia la scorsa notte, per il momento non si hanno notizie di danni alle abitazioni o alle persone.

Ragioniamo un attimo, un sisma che avviene a 480 Km di profondita’, di scala 4.1, e’ una leggera scossa, al massimo puo’ far cadere un castello di carte. E’ ovvio che questa scossa non abbia arrecato danni, molti abitanti dell’isola non hanno neanche avvertito il sisma.

E’ successo esattamente quello che gia’ abbiamo visto qualche giorno fa con il terremoto a Roma. In questo caso l’intensita’ era di 3.5 gradi con epicentro superficiale a pochi Km di profondita’. La scossa di Roma e’ stata avvertita dalla popolazione, ma ovviamente non ha arrecato danni.

Il succo della discussione e’ che molte fonti stanno approfittando del momento di panico da terremoti per aumentare le vendite del proprio giornale o le visite sul proprio sito.

A riprova di questo, alcuni giornali riportano anche la notizia di un’altra scossa avvenuta questa mattina nei pressi di Cosenza, un sisma addirittura di magnitudo 2.6!

Non prendiamoci in giro, anche se il terremoto di Ischia e’ considerato raro, dal momento che la zona non e’ di solito teatro di sismi, questi eventi possono avvenire. Secondo alcune fonti dell’INGV, il terremoto di Ischia potrebbe essere causato da un riassestamento delle placche tettoniche a seguito dei forti eventi in Emilia. Come sappiamo le linee di frattura trovano una nuova posizione di equilibrio e questo puo’ provocare eventi anche a molti Km di distanza.

Su alcuni siti stamattina c’era anche un’intervista al sindaco di Ischia, che ovviamente si e’ preoccupato di rassicurare i turisti dal momento che siamo all’inizio della stagione turistica e sarebbe un disastro creare una psicosi terremoto per queste isole in questo momento dell’anno.

Non fidatevi di quelli che vi vogliono propinare servizi e scoop sensazionalistici cercando di convincervi di cose non vere. Ragionate con la vostra testa, leggete attentamente i numeri che vi vengono dati e diffidate da chi non vi offre nessun dato su cui ragionare. Per analizzare altri fenomeni legati al 2012, imparando a ragionare da soli, non perdete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.