Tag Archives: interviste

Germania: UFO in autostrada

28 Set

Eccoci di nuovo, dopo un periodo di assenza sul blog, al solito, dovuto ai molteplici impegni lavorativi ma, soprattutto e ben venga, ai tanti commenti a cui ho dovuto rispondere questa settimana.

Dopo averne discusso insieme ad un mio caro amico, vorrei parlarvi di un caso, non trattato prima anche se risalente a qualche tempo fa, a mio avviso molto interessante. Oltre che per il caso in se, questo documento è importante per mostrarci come ci si deve approcciare di fronte a qualcosa di apparentemente strano o che, in prima battuta, non riusciamo a comprendere.

Diverse volte su questo blog ci siamo trovati a discutere di UFO ma sempre dal punto di vista scientifico. I nostri ragionamenti sono il più delle volte mirati a creare una sana discussione sulla possibile esistenza o meno di forme di vita aliene. Per completezza, trovete alcuni di questi articoli a questo link:

Psicosi 2012, UFO

Ora, senza ulteriori giri di parole, vi mostro subito un video molto interessante e che potrebbe lasciarvi senza fiato:

e anche questo:

Come avete visto, si tratta di due video che contengono lo stesso avvenimento ma riportati da due emittenti diverse. Si vede chiaramente un camion in marcia su un tratto dell’autostrada tedesca A81, nei pressi di Stoccarda, che ad un certo istante viene raggiunto da un fascio di luce che lo fa sollevare da terra causandone lo sbandamento. Inoltre, sempre nei video si vede un tratto della precedente galleria in cui ad un certo punto, dopo che l’aria sembra modificare il suo stato, esce a folle velocità una sfera di luce. Secondo alcuni, questo sarebbe un istante precedente all’incidente del camion e proprio questa sfera sarebbe la sorgente del fascio di luce che ha causato l’incidente.

Bene, video impressionante e molto interessante. Vorrei prendere spunto da questo documento per cercare insieme di capire come ci si deve approcciare a questa tipologia di filmati, senza lasciarci prendere dall’entusiasmo e farci impressionare.

Come scriveva Antoine de Saint-Exupéry nel Piccolo Principe, “L’essenziale è invisibile agli occhi”!

Cosa significa? Lo scopo di video di questo tipo è appunto quello di impressionare le persone che li guardano, concentrando completamente la loro attenzione dove l’autore vuole.

Facciamo un esperimento. Non pensate al camion, al fascio di luce, all’idea che già vi siete fatti dell’alieno, all’incidente, ecc., ma rivediamo il video con attenzione. Molto spesso, chi realizza questi video commette sempre degli errori più o meno macroscopici che sono la chiave di volta per comprendere l’autenticità o meno del documento.

Notiamo prima di tutto una cosa, il primo video è uno spezzone di un telegiornale che si chiama “PNC Breaking News”. Provate a cercare questa emittente su internet. Cosa trovate? Nulla, la PNC non esiste. Ad essere sinceri, esite solo una Pacific News Center:

Pacific News Center

che ha anche un logo simile a quello del video ma non uguale. Basta confrontare attentamente i due loghi per accorgersi di quello che dico.

Andiamo avanti, il secondo video riporta sempre un servizio giornalistico, questa volta dell’emittente 9HPDM. Come chiaro dal video, l’emittente è in lingua tedesca. Benissimo, indovinate un po’? La 9HPDM non esiste ne in Germania ne in nessun’altra parte del mondo!

Pensate sia tutto. L’inviato del primo video, che realizza il servizio e intervista i testimoni, è Christopher Zitterbart. Secondo voi, esiste un giornalista con questo nome? Ma neanche per sogno. A mio avviso, inoltre, Zitterbart senza barba è anche lo stessso che conduce il finto Tg.

Piccola parentesi, sapete chi è Christofer Zitterbart? Abbiamo capito che non è un giornalista ma, in realtà, è un regista indipendente ed è un cofondatore della Watchmen Production GmbH:

Watchmen people

La Watchmen realizza docmentari, film, pubblicità e quant’altro.

Ora, proviamo a fare 2 più 2. Abbiamo un filmato che riguarda qualcosa. La notizia è data da un Tg che non esiste, da un inviato che è un regista indipendente e che ha la struttura per realizzare quello che vuole …. potrebbe essere reale il video?

Detto questo, spero che questo articolo sia utile non per smascherare qualcosa o qualcuno. A mio avviso, si tratta di un reale video ripreso dalle telecamere di sicurezza sulla A81 a cui sono stati aggiunti degli effetti speciali tipo il raggio di luce. Riguardando la dinamica dell’incidente, a mio avviso, il tutto potrebbe essere compatibile con un pneumatico del camion che è scoppiato mandando il mezzo fuori strada. Ora, basterebbe prendere questo video, aggiungere il fascio di luce e il gioco è fatto. Per rendere il lavoro più professionale, inventiamo un falso Tg, inviati falsamente speciali e il gioco è fatto.

Ripeto, spero che questo esempio sia d’aiuto ogni qual volta vi viene mostrato qualcosa di poco chiaro o apparentemente incredibile. Se avete il sospetto che possa trattarsi di un falso, guardate e riguardate ogni singolo fotogramma facendo attenzione ai dettagli, non solo al soggetto centrale appositamente realizzato per catturare la vostra attenzione.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Annunci

Hawking e la fine del mondo

11 Set

Visto che me lo state chiedendo in tantissimi, vorrei aprire una parentesi sulle affermazioni fatte dal celebre astrofisico Stephen Hawking riguardanti il bosone di Higgs. Per chi non lo avesse seguito, abbiamo già discusso di questo tema nella apposita sezione:

Hai domande o dubbi?

Dove un nostro caro lettore, già qualche giorno fa, ci aveva chiesto lumi a riguardo.

Di cosa stiamo parlando?

Come tutti avrete letto, nell’introduzione del suo ultimo libro “Starmus, 50 years of man in space” il celebre astrofisico avrebbe scritto che il bosone di Higgs avrebbe le potenzialità per poter distruggere l’intero universo. In pratica, ad energie elevate, così si legge, la particella potrebbe divenire improvvisamente instabile e provocare il collasso dello stato di vuoto, con conseguente distruzione dell’universo.

Cosa? Collaso del vuoto? Distruzione dell’universo?

Ci risiamo, qualcuno ha ripreso qualche spezzone in giro per la rete e ne ha fatto un caso mondiale semplicemente mescolando le carte in tavola. In realtà, a differenza anche di quanto io stesso ho affermato nella discussione linkata, la cosa è leggermente più sottile.

E’ possibile che il bosone di Higgs diventi instabile e bla bla bla?

No! Il bosone di Higgs non diviene instabile ad alte energie o perchè ne ha voglia. Stiamo entrando in un settore della fisica molto particolare e su cui la ricerca è ancora in corso.

Facciamo un piccolo excursus. Del bosone di Higgs ne abbiamo parlato in questo articolo:

Bosone di Higgs … ma che sarebbe?

dove abbiamo cercato di spiegare il ruolo chiave di questa particelle nella fisica e, soprattutto, la sua scoperta.

Inoltre, in questo articolo:

L’universo è stabile, instabile o metastabile?

Abbiamo visto come la misura della massa di questa particella abbia implicazioni profonde che esulano dalla mera fisica delle particelle. In particolare, la massa di questa particella, combinata con quella del quark top, determinerebbe la condizione di stabilità del nostro universo.

Bene, come visto nell’ultimo articolo citato, i valori attuali dei parametri che conosciamo, ci pongono nella strettissima zona di metastabilità del nostro universo. Detto in parole semplici, non siamo completamente stabili e, ad un certo punto, il sistema potrebbe collassare in un valore stabile modificando le proprietà del vuoto quantomeccanico.

Riprendiamo il ragionamento fatto nell’articolo. Siamo in pericolo? Assolutamente no. Se anche fossimo in una condizione di metastabilità, il sistema non collasserebbe da un momento all’altro e, per dirla tutta, capire cosa significhi in realtà metastabilità del vuoto quantomeccanico non è assolutamente certo. Premesso questo, come già discusso, i valori delle masse delle due particelle in questione, vista la ristretta zona in esame, non sono sufficienti a determinare la reale zona in cui siamo. Cosa significa? Come detto, ogni misura in fisica viene sempre accompagnata da incertezze, cioè un valore non è univoco ma è contenuto in un intervallo. Più è stretto questo intervallo, minore è l’incertezza, meglio conosciamo il valore in esame. Ad oggi, ripeto, vista la stretta banda mostrata nel grafico, le nostre incertezze sono compatibili sia con la metastabilità che con l’instabilità.

Dunque, pericolo scampato. Resta però da capire il perchè delle affermazioni di Hawking.

Su questo, vi dirò la mia senza fronzoli. Hawking conosce benissimo l’attuale livello di cui abbiamo discusso. Molto probabilmente, non avendolo letto non ne posso essere sicuro, nel libro ne parla in modo dettagliato spiegando tutto per filo e per segno. Nell’introduzione invece, appunto in quanto tale, si lascia andare ad affermazioni quantomeno naive.

Perchè fa questo? Le ipotesi sono due e sono molto semplici. La prima è che è in buona fede e la colpa è solo dei giornali che hanno ripreso questa “introduzione al discorso” proprio per creare il caso mediatico sfruttando il nome dell’astrofisico. La seconda, più cattiva, è che d’accordo con l’editore, si sia deciso di creare questo caso appunto per dare una spinta notevole alle vendite del libro.

Personalmente, una o l’altra non conta, l’importante è capire che non c’è nessun collasso dell’universo alle porte.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Nel Lazio le spiagge sono blu!

4 Mag

Senza tanti giri di parole e senza premettere nulla, vi voglio mostrare una foto davvero molto particolare:

Meduse blu spiaggiate a Sabaudia nel Lazio

Meduse blu spiaggiate a Sabaudia nel Lazio

Per chi non e’ della zona, si tratta di un tratto di spiaggia nel comune di Sabaudia, perfettamente riconoscibile per la montagna in fondo e per la sua particolare forma. A parte questi dettagli di localizzazione geografica, quello che salta subito agli occhi e’ la presenza di questo strato bluastro che ricopre praticamente tutto l’arenile.

Di cosa si tratta?

Come forse potete immaginare, la strana colorazione blu presente sulla spiaggia e’ dovuta a migliaia di piccole meduse che sono arrivate a riva spinte dalla corrente.

La notizia e’ apparsa su molto giornali locali solo pochi giorni fa e, dopo l’evento di Sabaudia, provincia di Latina, lo stesso fenomeno e’ avvenuto anche ad Ostia, in provincia di Roma.

Come potete facilmente immaginare, questo evento ha attirato la curiosita’ di moltissime persone che sono arrivate sulla spiaggia per vedere l’insolito spettacolo ma, come sbagliarsi, ha creato anche molte voci catastrofiste subito pronte a sfruttare fenomeni non usuali o apparentemente tali.

Prima di analizzare il fenomeno di per se e valutare le possibili spiegazioni che si sono susseguite in questi giorni, credo sia il caso di spendere due parole sulla particolare tipologia di medusa di cui stiamo parlando di sicuro interesse se non altro per la sua colorazione blu.

Come forse avrete letto sui giornali, la medusa in questione e’ nota con il nome di “Velella velella” o anche con il nome comune di “barchetta di San Pietro”. Osservando uan foto dell’animale:

Velella Velella

Velella Velella

si vede molto bene la sua colorazione ma, soprattutto, si capisce il perche’ del suo nome dovuto alla forma che richiama quella di un piccolo scafo con una vela nel centro. La Velella ha un diametro compreso tra 4 e 7 cm e vive nelle acque calde temperate ad una profondita’ non superiore a qualche centimetro dalla superficie.

Di meduse avevamo gia’ parlato in altri articoli:

Classificazione delle specie piu’ longeve

Meduse: belle e pericolose

Troppe meduse? Sfruttiamole!

Se proprio vogliamo essere precisi, la Velella non e’ una vera e propria medusa , ma piu’ che altro un idrozoo coloniale della specie dei cnidari. A differenze di altri esempi visti negli articoli precedenti, la Velella non e’ assolutamente pericolosa per l’uomo. Le tossine contenute nei suoi tentacoli servono ovviamente per catturare il plancton ma non riescono a penetrare la pelle dell’uomo rendendo l’animale assolutamente non pericoloso. Unica accortezza da seguire, evitare di toccarsi gli occhi dopo aver toccato uno di questi animali.

Bene, detto questo, cosa dire sul fatto che miliardi di questi animali sono arrivati sulle nostre spiagge? Vi diro’ anche di piu’, proprio in questi giorni, si sono colorate di blu anche le coste di alcune zone della Sicilia e dell’isola di Malta. Cosa significa tutto questo? Le spiegazioni che trovate in giro per la rete sono davvero fantasiose, si passa dal solito inquinamento radioattivo dei mari che nessuno ci vuole raccontare, ad un fenomeno naturale che indica che qualcosa di ben piu’ grave sta per accadere. Alcuni siti si lanciano anche in farneticazioni riguardanti la presunta correlazione tra la Velella e altre specie acquatiche per indicare che qualcosa di misterioso e molto pericoloso potrebbe essere in corso sotto il mar Mediterraneo.

A parte queste spiegazioni che, come al solito, lasciano il tempo che trovano, molti siti riportano interviste a presunti esperti che giurano che questo fneomeno e’ del tutto non spiegabile e mai, dico mai, si e’ verificato qualcosa di simile in tutta Italia.

Bene, partiamo proprio da questo punto. Senza aggiungere altro, vi riporto un link ad un articolo di focus dell’aprile 2012, cioe’ 2 anni fa:

Articolo focus Velella

Cosa si dice? Che nel 2012 c’e’ stata un’invasione di Velella Velella in Liguria e Toscana. Si, avete proprio capito bene. Se avete letto tutto l’articolo in questione, si parla anche delle invasioni, in misura minore ma comunque non trascurabili, di questi animali anche nel 2009 e nel 2010. Nel 2011 invece, non si e’ registrata assolutamente la presenza di Velella sui nostri litorali. Inoltre, come sottolineato poche righe fa, questi eventi si verificano sempre intorno alla primavera inoltrata, aprile nell’articolo del 2012, fine aprile-inizio maggio quest’anno.

Forse, ma dico forse, tutte queste somiglianze non sono assolutamente trascurabili.

Dunque, ad oggi, il reale ciclo vitale di questi animali non e’ ancora del tutto noto ma sembra assolutamente probabile che questa specie possa passare per periodi piu’ o meno lunghi di quiescenza che spiegherebbero l’assenza per alcune annate di questi spiaggiamenti. La tarda primavera e’ il periodo migliore per avere colonie di questi animali nei nostri mari. Come detto all’inizio, navigando a pochi centimetri di profondita’ trasportate dal vento, le Velella possono molto facilmente essere spinte a riva anche in assenza di apparenti forti mareggiate.

Secondo alcune fonti, trattandosi di animali di superificie, la loro presenza potrebbe essere fortemente influenzata dalla presenza di petrolio in mare. Spiaggiamenti cospicui di questi animali potrebbero dunque indicare che in quel momento le nostre acque sono pulite.

Detto questo, non c’e’ assolutamnete nulla di strano nel ritrovamento di questi giorni di Velella Velella sui nostri litorali. Ovviamente, trattandosi di fenomeni dovuti alla direzione del vento, non e’ assolutamnete detto che questi ritrovamenti avvengano sempre nello stesso punto. Se siete da queste parti, vi consiglio di fare un salto per vedere questo straordinario spettacolo. Fate attenzione al trascorrere dei giorni pero’, trattandosi comunque di materia organica, dopo qualche giorno l’odore potrebbe non essere dei migliori.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Triangolo delle Bermuda, risolto il “mistero”?

14 Mar

Un nostro caro lettore mi ha contatto privatamente per chiedere lumi circa una teoria in grado di spiegare gli incidenti avvenuti nel cosiddetto “Triangolo delle Bermuda”. Vi premetto subito che non si tratta di una di quelle teorie pseudoscientifiche che compaiono nei vari siti spazzatura di cui di sovente dobbiamo occuparci, ma di una teoria assolutamente scientifica e molto interessante.

Mappa del Triangolo delle Bermuda

Mappa del Triangolo delle Bermuda

Dal momento che non ne abbiamo mai parlato, credo sia necessario, prima di passare alla possibile spiegazione, dire qualcosa in piu’ di questo misterioso e molto citato fazzoletto di mare. Come sapete, il triangolo delle Bermuda e’ una zona di mare molto estesa, circa 1100000 Km^2, che si trova nell’Atlantico Settentrionale a largo delle coste di Porto Rico.

Cosa ha di famoso questo punto dell’oceano?

Non vi diro’ certo qualcosa di nuovo raccontando di come, negli anni, il Triangolo delle Bermude e’ divenuto famoso a causa della sparizione improvvisa di molte navi e aerei che, improvvisamente, mentre sorvolavano o si trovavano a passare sulla zona, sono misteriosamente scomparsi senza lasciare alcuna traccia. Di storie e racconti di questo tipo, tutti ne abbiamo sentito parlare, creando un’aura di mistero intorno a questo tratto di mare.

Le spiegazioni date per giustificare in qualche modo queste sparizioni sono davvero molto diversificate e, ovviamente, non possono mancare le ipotesi fantascientifiche. Per fare qualche esempio, si parla di area di volo per gli extraterrestri che non gradirebbero la presenza di esseri umani, di costruzioni risalenti ad Atlantide sul fondo dell’oceano ed in grado di creare forze sconosciute e invisibili, di fenomeno fisico naturale non compreso in grado di attirare qualsiasi cosa passi sopra la zona, di anomalie dello spazio tempo che creerebbero tunnel quantistici in grado di collegare diverse parti dell’universo e cosi’ via con una lunga serie di ipotesi piu’ o meno assurde che di volta in volta vengono riproposte da giornali, siti e, soprattutto, trasmissioni televisive che andrebbero lasciate in onda solo sovrapponendo, come si faceva una volta per i telefilm americani, le risate delle persone quando vengono mandati servizi del genere.

Ora pero’, prima di parlare di ipotesi concrete di spiegazione, credo sia utile fare il punto della situazione su questa storia per capire fino in fondo l’entita’ e il numero di questi incidenti.

Cercando in rete, trovate molto facilmente la lista degli incidenti misteriosi che sono avvenuti nel Triangolo nel corso degli anni. Quello che pero’ molti dimenticano di dire e’ che questa lista non e’ stata redatta da nessun organo ufficiale per il controllo dei mari. Cosa significa? Il mito del Triangolo delle Bermuda inizia intorno al 1950 con un articolo in cui si parlava della prima volta di misteriose sparizioni in questa zona di mare. Il boom mediatico arrivo’ poi nel 1974 con l’uscita di quello che diventera’ poi un bestseller della letteratura pseudo-scientifica, il libro “Bermuda, il triangolo maledetto”, scritto da Charles Berlitz. Per chi non lo conoscesse, Berlitz e’ proprio il fondatore della famosa scuola di lingue diffusa in tutto il mondo ed e’ autore di diversi libri sul tema della archeologia misteriosa e del complottismo piu’ spinto. Bene, l’uscita del libro di Berlitz segna l’inizio del vero e proprio mito del Triangolo delle Bermuda, libro che ha dato poi inizio a tutta una sequela di opere piu’ o meno romanzate che sono arrivate fino ai giorni nostri.

Cosa dire sul libro di Berlitz? Semplice, quella che doveva essere un’inchiesta storica con il resoconto dettagliato di tutti gli incidenti registrarti nel corso degli anni, si e’ rivelata un’enorme montatura gonfiata veramente a dismisura. Come dimostrato per la prima volta da Lawrence Kusche con il suo libro “The Bermuda Triangle Mystery: Solved” del 1975, molti degli episodi riportati nel libro di Berlitz sono inventati, gonfiati o riguardano incidenti non avvenuti nel triangolo. In particolare, Kusche che era un aviatore e istruttore di volo, parti’ con le sue ricerche dalla scomparsa di un volo commerciale ripreso da Berlitz come caso inspiegabile. Come spesso sentiamo dire, tutti gli incidenti accaduti nel Triangolo sono avvenuti in condizioni meteo perfette e senza lasciare traccia. Bene, i dati mostrati da Kusche dimostrano invece il contrario, potendo imputare la maggior parte degli incidenti, tra quelli realmente avvenuti nel Triangolo, alle avverse condizioni meteo e alle tempeste tropicali che di certo non mancano in quella zona.

Cosa significa questo?

Come potete capire, l’alone di mistero che da sempre circonda questo tratto di mare e’ solo frutto di una montatura, principalmente letteraria, avvenuta nel corso degli anni. Facendo una scrematura molto profonda, di tutti gli incidenti che trovate nei racconti, solo 3 o 4 non trovano una spiegazione immediata perche’ veramente avvenuti nella zona, in condizioni di meteo ottime ma, ovviamente, potrebbero essere dovuti a guasti improvvisi.

E’ possibile questo?

Assolutamente si. Per darvi un’idea, dalle statistiche elaborate sia dalla guardia costiera americana che dalla societa’ Lloyd’s di Londra, il numero di incidenti registrati nella zona e’ perfettamente in linea con le statistiche mondiali rapportando i numeri all’alto traffico aereo e navale che avviene nella zona. Ecco il link della USGC americana che ne parla:

USGC, Bermuda

mentre, per quanto riguarda i Lloyd’s, dal momento che questa e’ la compagnia che si occupa proprio del calcolo dei rischi assicurativi, se ci fosse un reale e misterioso pericolo nella zona, secondo voi continuerebbe a far assicurare i mezzi che transitano nel Triangolo?

Altra considerazione, anche se gli incidenti sono dovuti a guasti o avverse condizioni meteo, e’ vero che in moltissimi casi non sono stati rinvenuti i resti dei mezzi incidentati?

Questo e’ assolutamente vero, ma anche qui possiamo dare una spiegazione razionale senza doverci nascondere. Il fondale del Triangolo delle Bermuda e’ caratterizzato dalla presenza di fosse oceaniche molto profonde ed e’ interessato da correnti molto forti. La combinazione di questi due fattori fa si che, in caso di incidente, il mezzo possa essere risucchiato a fondo molto velocemente, e magari trasportato altrove, nel giro di pochissimi minuti.

Detto questo, esiste un mistero sul Triangolo delle Bermuda? Da quanto detto, possiamo escludere questa ipotesi dal momento che il tutto e’ frutto di una montatura prettamente letteraria basata su argomentazioni esagerate, falsificate e, ovviamente, atte solo a creare un business per chi le mette in piedi. Prima pero’ di chiudere, vorrei fare qualche altra considerazione. Come detto, ci sono ancora 3 o 4 incidenti la cui spiegazione non e’ nota e che possono essere imputati ad improvvisi guasti dei mezzi interessati.

E se non fossero guasti dovuti al mezzo?

Perche’ dico questo?

Semplice, non limitandoci al caso del Triangolo, nel corso della storia si sono verificati incidenti in mare apparentemente non spiegabili e che hanno fatto scomparire improvvisamente mezzi dai radar non lasciando assolutamente traccia. Una possibile spiegazione di questi incidenti, che e’ poi l’argomento della domanda iniziale da cui siamo partiti, potrebbe essere imputata ai cosiddetti “idrati di metano”. Fate attenzione, ora stiamo passando dallo smascherare storie fantascientifiche ad ipotesi scientifiche.

Cosa sono gli idrati di metano?

Si tratta di una struttura cristallina solida formata da acqua ghiacciata e metano. Per poter formare strutture di questo tipo e’ necessaria una combinazione di basse temperature e pressioni molto elevate. Queste condizioni sono ovviamente possibili sui profondi fondali oceanici dove l’acqua scende facilmente ad una temperatura prossima allo zero e la colonna di liquido sovrastante produce un’elevata pressione. Strutture di questo tipo sono molto frequenti a profondita’ tra i 500 e i 4000 metri e possono estendersi anche su superfici molto vaste.

Ora, immaginate la seguente situazione: qualcosa, ad esempio una scossa sismica, rompe lo strato di ghiaccio e metano. In queste condizioni, una grossa bolla di gas puo’ fuoriuscire e risalire verso la superficie. Se una nave si trova a passare sopra il punto in cui la bolla esce verso l’atmosfera, cosa succede? Semplice, le navi galleggiano grazie alla spinta di Archimede, dipendente dalla densita’ dell’acqua, che bilancia il peso stesso della nave. Poiche’ il metano ha una densita’ minore dell’acqua, nel momento della fuoriuscita, il peso della nave non sarebbe piu’ bilanciato e il mezzo verrebbe risucchiato verso il basso. E’ possibile questo? Assolutamente si e proprio nel corso degli ultimi anni, esempi di questo tipo sono stati anche documentati. Dal momento che, come anticipato, il Triangolo delle Bermuda presenta fondali molto profondi, correnti fredde e giacimenti di combustibili fossili, e’ assolutamente lecito pensare che la zona possa essere interessata da fenomeni di questo tipo. Ovviamente, in caso di un incidente del genere, la sparizione sarebbe improvvisa e senza lasciare traccia alcuna del mezzo.

Dal mio punto di vista, e’ assolutamente lecito pensare che, forse, alcuni degli incidenti rimasti senza spiegazione, il cui numero ripeto e’ perfettamente compatibile con le statistiche di ogni altra zona, potrebbero essere stati causati dalla rottura di strati di idrati di metano.

Eventi di questo tipo potrebbero anche spiegare, non solo per il Triangolo, incidenti aerei avvenuti a bassa quota sopra gli oceani. La bolla di metano uscita in atmosfera infatti, potrebbe rimanere densa e arrivare agli ugelli ad alta temperatura degli aerei. In questo caso, si svilupperebbe immediatamente un incendio che interesserebbe l’intero apparecchio facendolo precipitare.

Se credete che la spiegazione sia esagerata, pensate che da un metro cubo di idrati di metano ad alta pressione si formano, a pressione e temperatura normali, ben 168 metri cubi di gas e solo 0,87 metri cubi di acqua.

Attenzione, 168 metri cubi di gas da un solo metro cubo di idrati dal fondo dell’oceano. Perche’ allora non sfruttare questa enorme risorsa per estrarre gas? Questa idea e’ ovviamente venuta anche alle maggiori compagnie di estrazione e al momento ci sono diversi gruppi di ricerca, soprattutto americani e giapponesi, che stanno studiando il modo migliore, se possibile, di mettere le mani su questa enorme risorsa. Dalle stime fatte, la quantita’ di gas contenuta negli idrati sarebbe molto maggiore di quella contenuta in tutti i giacimenti tradizionali conosciuti al mondo. Al momento pero’, l’estrazione di questo gas sarebbe ancora troppo rischiosa e con efficienza troppo bassa. Come sapete, il metano e’ uno dei piu’ pericolosi gas serra, con effetti 30 volte maggiori di quelli dell’anidride carbonica. Una fuoriuscita incontrollata di questo gas provocherebbe effetti disastrosi per la nostra atmosfera. Inoltre, sulla base della spiegazione degli idrati per gli incidenti in mare, un’operazione di questo tipo sarebbe molto rischiosa per le piattaforme e le navi che si troverebbero in prossimita’ del punto di raccolta.

Concludendo, per quanto riguarda il Triangolo delle Bermuda, abbiamo visto come il mito creato nel corso degli anni sulla pericolosita’ della zona sia solo una montatura ad hoc. Molti degli incidenti considerati misteriosi sono in realta’ perfettamente spiegabili o avvenuti in zone diverse. Ci sono ancora un numero esiguo di casi non spiegabili in modo certo ma che comunque rientrano nelle statistiche calcolate su scala mondiale. Non pensando al semplice guasto, alcuni di questi avvenimenti potrebbero essere stati causati dalla liberazione di metano da idrati sul fondale. Queste strutture solide, conosciute e presenti sui freddi fondali di alcuni oceani, racchiudono enormi quantita’ di metano che puo’ essere liberato da fratture naturali o indotte dello strato solido. La quantita’ di metano liberata in questi casi e’ notevole al punto che diversi studi sono in corso per cercare di sfruttare questa risorsa.

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Il fenomeno Adam Kadmon

9 Feb

In diverse occasioni, mi avete chiesto di esprimere il mio parere su Adam Kadmon. Poiche’, proprio in questi giorni, in TV viene pubblicizzato un nuovo speciale con protagonista proprio Kadmon, credo sia giunto il momento di parlare di questo personaggio.

Adam Kadmon, nasce come personaggio internet e radio, rilasciando varie interviste e monologhi, in cui si parla degli argomenti piu’ disparati. In particolare. i temi preferiti da Adam sono il complottismo, il mistero, il nuovo ordine mondiale, gli alieni, ecc.

Cos’e’ che rende diverso Adam Kadmon dai tanti falsi profeti che troviamo in rete?

Adam Kadmon

Adam Kadmon

Prima di tutto, c’e’ da dire che ogni intervento di Adam e’ sempre caricato di un’enfasi e di un misticismo senza precedenti. Inoltre, Adam appare con il viso coperto e la voce distorta. Perche’ questo? Semplice, come detto dallo stesso Adam, queste precauzioni sono necessarie per la sua sicurezza personale. Kadmon sostiene infatti che, qualora si scoprisse la sua vera identita’, potrebbe essere ucciso da esponenti di questa cospirazione globale che tramano alle spalle dei comuni cittadini.

Detto questo, cerchiamo noi di analizzare il personaggio.

Trovate molti degli interventi di Adam Kadmon, sia in TV che su internet, sul suo sito:

Adam Kadmon

Personalmente, ho ascoltato diverse sue interviste, e non trovo assolutamente nuove rivelazioni o teorie esclusive di Kadmon. Che significa questo? In tutti i suoi interventi, si parla di argomentazioni note e che da diverso tempo circolano su internet. Qualsiasi appassionato di questi argomenti, che possiamo definire di confine, non trovera’ nessuna nuova informazione nelle dichiarazioni di Kadmon, rispetto a quelle che gia’ aveva potuto apprendere su internet.

La mia impressione, e’ che questo personaggio sia stato pensato proprio per stimolare la curiosita’ di quelli ancora poco avvezzi ad internet, che sono appassionati di questi temi, ma non si documentano autonomamente. A riprova di questo, il fenomeno Kadmon e’ esploso in notorieta’ proprio in seguito alle sue interviste in TV, dove le informazioni sono gia’ belle e pronte e non si deve fare la fatica di cercare o di distinguere tra fonti che ci interessano o meno. Molte volte pero’, se non viene fatto un lavoro di ricerca successivo, non possiamo sapere se quanto raccontato in TV corrisponde al vero o no.

A riprova di questo, in alcuni casi, Adam Kadmon si lascia andare a dichiarazioni del tutto false e se non lo si ascolta con la massima attenzione si rischia di farci convincere di assurdita’. E’ questo ad esempio il caso di un’intervista TV in cui Adam parla di religioni ed in particolare vorrebbe mostrare l’importanza del 25 Dicembre in diversi culti piu’ o meno antichi e evidenziare lo stesso simbolismo in religioni diverse.

Questo e’ il video dell’intervista di cui stiamo discutendo:

Avete notato nulla di strano? Quando sentii per la prima volta questa intervista, saltai letteralmente dalla sedia ascoltando cosi’ tante cose inesatte tutte insieme. Cercando in rete, ho visto che non sono l’unico che ha notato queste imprecisioni, anzi ho addirittura trovato un video su youtube che, punto per punto, risponde alle affermazioni di Kadmon. Piccola nota, la parte iniziale contiene dei punti di vista estremamente personali dell’autore del video. Non e’ mia intenzione aprire qui un dibattito sulla religione cattolica, ognuno e’ libero di credere o meno, ho caricato questo video perche’ risponde in maniera molto puntuale all’intervista di Kadmon:

Di esempi come questo, con piu’ o meno imprecisioni nelle diverse interviste, ce ne sono abbastanza. Per chi volesse approfondire, vi invito a cercare in rete le interviste sul signoraggio bancario e sulla cometa Elenin, anche queste ricche di imprecisioni abbastanza gravi. Come avete notato, il timbro di voce utilizzato e’ estremamente pacato e, a mio avviso, traqnuillizza l’ascoltatore. In questa atmosfera creata, e’ molto facile far passare qualsisi tipo di informazione, giusta o sbagliata che sia.Detto questo, ci sarebbe anche un’ultima curiosita’ da comprendere. Chi e’ veramente Adam Kadmon? Su questo punto, diversi siti internet provano a dare la loro spiegazione, molte volte abbastanza fantasiosa.A mio avviso, Adam Kadmon e’ solo una costruzione mediatica creata appositamente come prodotto commerciale. A giudicare dalle apparizioni TV e dal grande seguito che sta avendo, direi anche che il prodotto e’ perfettamente riuscito.Come spesso avviene, far credere che si stia parlando di complotti non conosciuti ma soprattutto che la stessa vita di colui che parla sia in pericolo, riesce sempre a far breccia nella testa delle persone. Questi scenari, tante volte proposti da film di fantascienza o da trasmissioni di non divulgazione della scienza, sono entrati ormai nella vita reale proprio grazie a personaggi come Adam Kadmon.

Prima di concludere, vorrei pero’ spezzare una lancia a favore di Adam. Guardando le sue interviste, capite come il messaggio che viene fatto passare e’ quello di un sistema architettato e massonico. A differenza pero’ di tanti altri santoni del web, Kadmon sostiene che il sistema non deve essere combattuto con la violenza. Il richiamo alla non violenza e’ una costante nei messaggi di Adam e questo non puo’ che fare onore al personaggio. Inoltre, molto spesso Adam ripete che le informazioni che vengono fatte passare, sono solo teorie, punti di vista, opinioni, e, come spesso ripete, semplice intrattenimento. Personalmente, ho visto questa frase come uno sgravio di responsabilita’, non tanto di Adam Kadmon, quanto invece della trasmissione in cui e’ spesso ospite. A mio avviso, questa e’ solo un’altra prova a sostegno del prodotto commerciale inventato ad hoc.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Terremoti, Pollino, Giuliani, Radon, L’Aquila …

27 Ott

In questi giorni, ho ricevuto diverse mail di lettori del blog, che chiedono maggiori informazioni sullo sciame del Pollino e sulla sua evoluzione. Alla luce dell’ultima scossa di M5 registrata a Mormanno, credo sia necessario fare un punto della situazione.

Epicentro della scossa del 26 Ottobre nel Pollino

Abbiamo parlato dello sciame del Pollino in questo post:

La sequenza del Pollino

A differenza di quanto affermato da qualcuno, le conclusioni non erano affatto una rassicurazione per gli abitanti della zona, dal momento che l’evoluzione di questi sciami, come riportato nel testo, non sono affatto univoche. Per completezza, vi riporto esattamente le conclusioni di questo post:

Storicamente, le evoluzioni di sciami di questo tipo non sono affatto univoche. Ci sono moltissimi esempi in cui lo sciame, dopo vari periodi di attivita’, ha smesso senza un evento di grande intensita’. In questo caso, l’energia accumulata nelle faglie e’ stata dissipata mediante piccole e medie scosse senza causare danni. Al contrario, vi sono esempi di sciami che sono culminati con eventi di grande intensita’, come nel caso dell’Abruzzo nel 2009.

Come potete leggere, uno sciame prolungato di questo tipo puo’ esaurirsi senza presentare scosse di magnitudo elevata o, come nel caso dell’Aquila del 2009, terminare con una scossa di grande intensita’.

Ovviamente non siamo qui a fare le bucce su chi ha detto cosa, ma vogliamo analizzare meglio la possibile evoluzione di questo sciame.

Proprio in queste ore, e’ arrivata la notizia che Giampaolo Giuliani avrebbe dichiarato che, dalle misurazioni del Radon nella zona, ci sara’ una nuova forte scosse nel Pollino nel giro di 24/48 ore da oggi.

L’annuncio e’ molto importante ed estremamente grave. Sulla rete si sta diffondendo nuovamente il panico e molti utenti si chiedono cosa aspetti il governo, la protezione civile o chi di dovere ad evacuare tutti i paesi interessati.

Prima di scendere nel catastrofismo, cerchiamo di analizzare in maniera scientifica non solo questo caso, ma la ricerca del radon come precursore sismico.

In questo blog, abbiamo gia’ parlato della possibilita’ di prevedere terremoti mediante lo studio di particolari eventi identificati come precursori sismici:

Allineamenti, terremoti e … Bendandi

Riassunto sui terremoti

Come abbiamo visto, ad oggi non esiste un precursore sismico sicuro, cioe’ che sia univocamente correlato con l’insorgenza di eventi sismici. Nonostante questo, molte analisi statistiche possono essere fatte per studiare l’evoluzione dei terremoti, ma non per prevedere esattamente la data, il luogo e l’intensita’ di nuovi eventi:

Analisi statistica dei terremoti

Dati falsi sui terremoti

Terremoti, basta chiacchiere. Parliamo di numeri.

Terremoti: nuove analisi statistiche

Fatta questa doverosa premessa, torniamo al Radon. La prima cosa che dobbiamo chiederci e’: chi e’ Giampaolo Giuliani?

Giuliani e’ un tecnico del settore scientifico, che ha collaborato con diversi esperimenti, dapprima per l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) poi per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). E’ di origine aquilana e lavora attualmente presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso sempre dell’INFN.

Solo per completezza di informazione, come detto in precedenza si tratta di un tecnico diplomato, non di un ricercatore come spesso viene scritto sui giornali o su diversi siti internet. Faccio questa premessa non per un discorso classista, ma semplicemente per anticipare che le ricerche condotte da Giuliani sul Radon non vengono effettuate per conto dell’Istituto di Fisica, ma a puro titolo personale fuori dall’orario di lavoro.

Arrivando al Radon, prima ancora di Giuliani, e questa volta in ambito di ricerca INFN e universitaria, vennero condotti molti studi sulla correlazione tra emissione di Radon e deformazioni delle rocce del sottosuolo. Gia’ nel 1998, i ricercatori dell’Universita’ di Roma 3, raccolsero molti dati che sembravano evidenziare uan relazione tra il radon emesso e la sismicita’ locale. Ricerche continuate poi dall’ENI insieme all’Universita’ di Bologna, ma che non evidenziarono una correlazione sempre ripetibile tra gli eventi. Sempre in quegli anni, l’esperimento ERMES dell’INFN studiava la relazione del radon con la deformazione delle rocce, utile sempre in ambito geofisico ma anche per lo studio della spettrometria nucleare negli ambienti del laboratorio stesso che, come tutti sanno, e’ all’interno della montagna.

A seguito di queste ricerche a cui collaboro’, Giuliani si appassiono’ a questi studi continuando autonomamente la ricerca della relazione possibile tra Radon ed eventi sismici. I primi dati vennero raccolti in concomitanza del terremoto del 2000 in Turchia, senza pero’ mostrare evidenze tra emissioni di gas e terremoti.

Successivamente il gruppo di ricerca formato dallo stesso Giuliani creo’ una prima rete di monitoraggio del radon, studiando statisticamente anche l’insorgenza temporale di terremoti e, nel 2006, giunse ad una prima conclusione:

Abbiamo notato che la maggior parte dei terremoti si verificano durante i mesi invernali, o meglio, quando il sistema terra-luna è nel perielio, quindi più vicino al sole. In inverno, quando la terra subisce uno stress gravitazionale maggiore, si registrano più eventi sismici (60-70%) che in estate. La percentuale si mantiene ancora più alta quando c’è la luna nuova. Il magma che scorre sotto la crosta terrestre risente delle attrazioni gravitazionali, come accade per gli oceani.

Raccogliando i dati sul radon, Giuliani registro’ molti sismi e li analizzo’ statisticamente arrivando a questa conclusione. Questa pero’ e’ totalmente in contrasto con i dati che e’ possibile consultare liberamente dal sito del USGS. Analizzando infatti i dati di questo database, di cui abbiamo parlato anche nei precedenti post, non si evidenzia nessuna correlazione di questo tipo, ne’ tra terremoti e stagione dell’anno, ne’ tantomeno tra terremoti e fasi lunari.

Andando avanti nel tempo, Giuliani balzo’ nuovamente alle cronache nel marzo 2009 a seguito della previsione di Sulmona. Il 29 Marzo, Giuliani telefono’ al sindaco di Sulmona per avvertirlo che, da li a pochissime ore, un forte sisma sarebbe avvenuto in citta’. La notizia si sparse velocemente creando il panico ta le popolazioni del posto, ma il sisma non avvenne mai. A seguito di questo, Giuliani fu denunciato per procurato allarme ma poi assolto dal GIP per aver agito in buona fede, come vedremo meglio in seguito.

Facciamo il punto della situazione. Siamo a Marzo 2009, l’Aquila (e la zona circostante) e’ interessata da uno sciame sismico di cui, come oggi nel Pollino, non si conosce la possibile evoluzione. Il 29 Marzo, Giuliani annuncia un terremoto a Sulmona che non avviene. Come sappiamo, il 6 Aprile ci sara’ la forte scosse dell’Aquila. Ma torniamo indietro di qualche giorno rispetto al 29 Marzo e al caso di Sulmona e andiamo al 25 Marzo. In questa data, Giuliani rilascia un’intervista al giornale “Il capoluogo d’Abruzzo” in cui afferma, a proposito dello sciame in corso nella regione:

Quest’anno questo sciame sismico è stato più intenso e con delle scosse più forti, che sono state rilevate dalla popolazione. Lo sciame non è un fenomeno preparatorio ad un evento sismico più rilevante, né ha correlazione con grandi piogge o nevicate, come ho sentito dire da molti. È un fenomeno normale per una zona come quella aquilana.

e ancora:

Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.

Vi ricordo che siamo al 25 Marzo 2012. A riprova di quanto affermato, vi riporto anche il link con il riassunto dell’intervista, riportato nel sito Abruzzo24ore e pubblicato proprio il 6 Aprile dopo la forte scossa dell’Aquila:

Abruzzo24ore intervista Giuliani

Al 25 Marzo, il signor Giuliani tranquillizzava i propri cittadini che lo sciame sarebbe terminato nel giro di una settimana, mentre, come sappiamo bene, nel giro di 2 settimane arrivo’ un terremoto di M6.3 e con le conseguenze che conosciamo bene.

Nei giorni successivi a questa scossa principale, Giuliani affermo’ di aver visto quella notte un forte aumento nell’emissione di Radon dal sottosuolo, ma di non aver avvertito nessuno per la paura a seguito della denuncia di Sulmona.

Cerchiamo dunque di fare il punto della situazione. Dal punto di vista scientifico, non vi e’ nessuna evidente correlazione tra aumento delle emissioni di radon nel sottosuolo e terremoti. Per meglio dire, possono esserci aumenti di emissioni prima, durante o dopo un terremoto, come possono avvenire forti terremoti senza aumenti significativi di questo gas. Inoltre, possono avvenire aumenti di emissione di radon dal sottosuolo, senza che poi ci sia un terremoto in quelle zone. In particolare, il caso di Sulmona rientra in quest’ultima categoria a dimostrazione del fatto che Giuliani abbia agito in buona fede il 29 Marzo.

Cosa significa questo?

Semplicemete, la sola analisi delle emissioni di radon non costituisce un precursore sismico. Non stiamo qui a giudicare Giuliani, ma e’ stato piu’ volte dimostrato dalla scienza ufficiale come queste correlazioni non permettano di prevedere terremoti.

Ora, cosa possiamo dire riguardo al Pollino? Alla luce di quanto affermato, non siamo a tutt’oggi in grado di poter prevedere con sicurezza un terremoto. Parlare con certezza di un evento distruttivo che avverra’ nelle prossime ore, serve solo ad incrementare la polemica su questi argomenti, come visto in questo post:

Terrorismo psicologico

Nessuno puo’ dirvi con certezza cosa potrebbe accadere nelle prossime ore nel Pollino. Non stiamo facendo una scommessa a chi indovina l’evoluzione. Dal nostro canto, alla luce di quanto detto, rimane valida la conclusione dell’articolo precedente. Sciami di questo tipo possono esaurirsi gradualmente nel tempo attraverso scosse di piccola intensita’ oppure dar luogo ad eventi di elevata magnitudo.

Siamo sempre convinti che la politica dovrebbe occuparsi di mettere in sicurezza gli edifici della nostra penisola. Siamo un paese sismico e su questo non possiamo farci nulla. Fare prevenzione, attuare norme sismiche, non solo per le nuove costruzioni, ma anche mettendo in sicurezza gli edifici piu’ vecchi e’ l’unico modo per arginare in modo sostanziale i terremoti che potrebbero esserci nel futuro.

Per continuare ad analizzare tutte le profezie sul 2012, ma soprattutto per affrontare in modo scientifico argomenti troppo spesso tralasciati dalla scienza ufficiale, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.