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Ci risiamo: il mondo finira’ il 23 Agosto

13 Ago

Lasciatemi dire: “finalmente ci risiamo”. Vi confesso che ero un po’ preoccupato per i nostri amici catastrofisti. Gia’ da qualche settimana, mancava una nuova data per la prossima fine del mondo. Ad essere sinceri, sospettavo che sarebbe arrivato il notizione tale da far impazzire la rete. Ebbene, ora ci siamo, abbiamo la prossima fine del mondo servita. Non prendete impegni per il 23 di agosto, si avete capito bene, tra una decina di giorni, perche’ il mondo finira’ tra le fiamme a causa della immane e spaventosa tempesta solare che verra’ scatenata.

Devo dire che la cosa e’ stata costruita in modo davvero eccelso. Da diversi giorni, abbiamo cominciato a mettere insieme pezzi presi dal web e ora abbiamo finalmente un quadro chiaro. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza le discussioni e lo scambio di idee e opinioni avute con i tanti utenti che hanno commentato nella sezione apposita del blog:

Hai domande o dubbi?

e sul forum di Psicosi 2012, disponibile a questo indirizzo:

Psicosi 2012, forum

Fatta questa doverosa premessa, torniamo alla nostra fine del mondo. Come anticipato, per il 23 agosto si preannuncia la piu’ forte tempesta solare mai avuta. La prima curiosita’ che viene in mente e’: chi lo dice?

Mi raccomando, non vi distraete perche’ il discorso e’ abbastanza ingarbugliato.

Prima di tutto, a parlare di tempeste solari sarebbe stato l’esule Snowden. Sicuramente avrete sentito parlare di lui nei vari telegiornali. Si tratta di un ex agente della NSA americana che ha reso note molte informazioni top secret del suo governo. Inutile ricordare lo scandalo che questa fuga di notizie ha avuto a livello mondiale. Come sicuramente sapete, inoltre, Snowden e’ ora “ospitato” dalla Russia che si e’ rifiutata di rimandarlo negli Stati Uniti per essere processato. Bene, proprio tra Russia e Stati Uniti si ambienta la nuova fine del mondo.

Come anticipato, Snowden, tra i tanti segreti spifferati, avrebbe anche parlato di lunghi studi condotti dalla NASA per comprendere il comportamento del nostro Sole. Come sapete, quella della tempesta solare era una delle argomentazioni maggiormente citate per il 21 Dicembre 2012. Durante il suo ciclo naturale, il Sole passa attraverso dei massimi e minimi di attivita’. Inoltre, eruzioni solari possono provocare emissione di particelle e radiazione verso la Terra che, in alcuni casi, possono provocare disturbi alle comunicazioni. Ad essere sinceri, l’effetto piu’ frequente che queste emissioni possono avere sulla Terra e’ la formazione di Aurore.

Analizzando il 21 Dicembre 2012, piu’ volte abbiamo parlato di queste tempeste solari:

La piu’ grande tempesta solare ….

Come detto, queste tempeste di radiazioni potrebbero interferire con i nostri sistemi di comunicazione portando, nei casi piu’ intensi, a blackout in alcune zone. Poiche’, oggi come oggi, la nostra societa’ e’ fortemente legata all’energia elettrica, un blackout prolungato in una zona molto estesa potrebbe avere conseguenze molto importanti per le popolazioni del luogo. Vi ricordo pero’ che parlando di interruzioni prolungate di corrente, stiamo parlando di eventi assai poco frequenti e, almeno in epoca moderna, dove le comunicazioni hanno assunto un rulo cosi’ importante, mai registrate.

Detto questo, e’ ovvio che la ricerca sia impegnata nella comprensione e nella simulazione del comportamento del nostro Sole. Ovviamente, non possiamo pensare di mettere un tappo alla nostra stella, ma, sicuramente, saper prevedere comportamenti fuori dalla norma, potrebbe aiutarci ad evitare conseguenze piu’ gravi.

Bene, approfittando della storia di Snowden, alcuni siti catastrofisti hanno inventato la storia della ormai prossima tempesta solare. Ripeto, parlare di studi della NASA su questo e’ dire cose ovvie. Non e’ assolutamente un segreto che siano costantemente in corso analisi sempre piu’ accurate per migliorare gli algoritmi di simulazione solare.

Come visto parlando del 2012, anche per il 22 settembre dell’anno scorso si parlava dell’arrivo di questa tempesta perfetta. Ne abbiamo parlato in questo articolo:

Nuova minaccia il 22 Settembre?

Anche in questo caso si parlava di simulazioni fatte della NASA. La data del 22 settembre era in realta’ una data fittizia inserita nella simulazione ed in cui si pensava potesse capitare il massimo di attivita’ del Sole. Ad oggi, non mi sembra di dover nuovamente smentire questa data dal momento che tutti possiamo testimoniare che non e’ accaduto nulla.

Fate pero’ attenzione, se la storia fosse finita qui si tratterebbe di una riproposizione di argomenti gia’ utilizzati. Ovviamente c’e’ dell’altro.

Prima di tutto, almeno stando alla bufala inventata su web, Snowden avrebbe solo indicato il pericolo, ma non sarebbe a conoscenza della data precisa. Per sostenere maggiormente la storia, la data precisa viene attribuita ad un’altra profezia che annuncerebbe lo stesso imminente pericolo. Si tratta di una profezia di Grigorij Rasputin, noto semplicemente come Rasputin, che in un suo scritto avrebbe lasciato un’indicazione molto precisa.

Sicuramente tutti conosco Rasputin come quel discusso personaggio alla corte dei Romanov che passo’ alla storia come la persona in grado di influenzare pesantemente le scelte dello Tzar di Russia. Oltre che un presunto guaritore, Rasputin sarebbe stato anche un profeta in grado di annunciare molti avvenimenti successivi alla sua morte, anche questa profetizzata molti anni prima.

Stando a quanto potete leggere su internet, gli scritti di Rasputin in questione sarebbero stati portati alla luce proprio in questo periodo da un certo, David W. Norvalk. Piccola parentesi che spesso crea confusione a chi cerca di informarsi sulla rete. Molto spesso, quando leggete di “ricercatori” sui siti castrofisti, non dovete quasi mai pensare a addetti ai lavori o persone che si occupano di fare ricerca presso qualche ente su argomenti particolari. Per i nostri amici catastrofisti, un ricercatore e’ chiunque si occupi di ricercare, anche solo su internet, delle informazioni. Capite bene il giochino utilizzato per confondere le persone. In alcuni casi trovate anche un termine che trovo eccezionale “ricercatore indipendente”, cioe’, tradotto per tutti, uno che da casa sua si collega a google e cerca informazioni. Questa definizione viene spesso utilizzata anche in note trasmissioni italiane che di scientifico hanno veramente ben poco.

Fatta questa premessa, capite subito che tale Norvalk sarebbe appunto un ricercatore nel senso catastrofista del termine. Se provate a cercare questo nome su internet, trovate in realta’ solo siti catastrofisti che si rimandano uno con l’altro facendo copia/incolla delle notizie.

Lasciando da parte il soggetto, vediamo invece di cosa si parla. In realta’, la storia raccontata da Norvalk su Rasputin e’ ben piu’ vecchia di quello che vorrebbero farci credere, mettendola in simulatanea con la fuga di notizie di Snowden. Di Rasputin e della profezia sul Sole, Norvalk parla  in un articolo del 1997 apparso su Weekly  World News. Ecco il link dove potete leggere quanto detto:

WWN, 1997

Come potete leggere, si tratta in realta’ di una serie di profezie che Norvalk attribuisce a Rasputin, divise in ordine temporale. Come vedete, per il 23 agosto 2013 si parla di “un fuoco che consumera’ tutte le cose viventi”, annunciando, senza mezzi termini la fine del mondo. Quanto scritto e’ stato poi identificato con la tempesta solare per far coincidere la storia con le presunte informazioni date da Snowden. Come vedremo in seguito, esistono in realta’ interpretazioni molto diverse.

Attenzione pero’, prima di questa data, ce ne sono molte altre. Proviamo a leggere: nel 1997, vi ricordo’ anno di uscita dell’articolo, ci sara’ un attentato terroristico negli USA che distruggera’ uno dei simboli dell’intero occidente. Nel 2000 un virus mortale uscira’ da un laboratorio, sempre negli Stati Uniti, causando innumerevoli vittime fino al 2003 quando verra’ fermato, e cosi’ via.

Ora, a questo punto potrei interrompere il racconto e chiudere dicendo che, dal momento che questi avvenimenti non ci sono stati, si tratta solo di una bufala. E’ pero’ interessante andare avanti per mostrare l’assurdita’ delle affermazioni in rete e per farvi capire meglio come lavora la macchina catastrofista tanto attiva in questi ultimi mesi.

Dal momento che questi avvenimenti non ci sono stati, il giornale in questione ha riproposto esattamente lo stesso articolo 3 anni piu’ tardi, nel 2000. Ovviamente, si e’ solo limitato a spostare di tre anni in avanti tutte le date, esclusa quella del 2013. Non ci credete? Ecco a voi la prova:

WWN, 2000

Perche’ le hanno spostate tutte tranne quella del 2013? E’ forse reale? Assolutamente no, semplicemente questa era l’unica data proposta piu’ lontana nel tempo per cui non era necessario spostarla, mentre tutte le altre gia’ non si erano avverate nel 1997 o erano troppo prossime al 2000!

Ecco da dove nasce la storia di Rasputin a sostegno di quella di Snowden. Apro un’altra breve parentesi, oltre alla notizia che stiamo commentando, provate a sfogliare la rivista che ho linkato per rendervi conto che tipologia di notizie pubblica questo giornale. Anche solo leggendo i titoli, capite subito in quale settore poter collocare lo stesso giornale.

Leggendo in rete, trovate pero’ anche un’altra notizia a sostegno dell’ipotesi Rasputin. Forse qualcuno un po’ piu’ sveglio ha capito che cosi’ come veniva raccontata non poteva essere credibile. Detto questo, viene dunque riportata una nuova fonte, un libro di uno scrittore russo che avrebbe riportato a sua volta le confessioni fatte da Rasputin riguardanti profezie future. Il titolo del libro e’ “100 profezie di Rasputin” e l’autore e’ un certo Andréi Brestski. Se provate a cercare notizie in rete, anche in questo caso non trovereste niente. Inizialmente la cosa aveva portato fuori strada anche il sottoscritto. Il libro in questione non lo potete trovare su nessuna libreria online, neanche internazionale, cosi’ come non trovate informazioni sul suo autore. Il motivo e’ che il libro esiste solo in russo. Fortunatamente, Google Books, permette di vedere un anteprima del libro in questione.

Ecco il link dove vedere il libro:

100 profezie di Rasputin

Cliccando su anteprima, potete vedere un certo numero di pagine. Unico problema, come anticipato, e’ che il libro e’ in russo. Se provate a cercare 23 agosto in russo, cioe’ 23 августа, trovate un risultato che veramente parla di questa data. Purtroppo, Google books vi fornisce immagini e non un testo da poter copiare e tradurre. Anche a questo c’e’ un rimedio, andando a questo link:

100 profezie di Rasputi, online

potete trovare, senza scaricare nulla e senza violare alcun copyright, il testo online. Bene, selezionando la parte che parla del 23 agosto, e traducendo con google, trovate:

La cosa peggiore per accadere 23 agosto 2013: “Il fuoco consuma tutta la vita sulla Terra, e poi la vita sul pianeta morirà e non ci arriverà silenzio sepolcrale” – così ha scritto il “vecchio uomo”. “È lui predice un olocausto nucleare?” – Chiede ai lettori. Non c’è una risposta …

Fate pero’ attenzione, anche il libro parla di fuoco sulla Terra, ma in realta’ parla di olocausto nucleare. Il primo spezzone e’ esattamente identico a quello di Norvalk visto prima. Qui pero’, viene aggiunta una parte riguardante l’olocausto nucleare. Cosa c’entra questo? Ora vi riporto lo spezzone di frase che compare prima di quello riportato:

Secondo la previsione di Rasputin, alla fine del primo decennio del XXI secolo, la potenza in Oriente, e cioè, in primo luogo in Iraq moderno e il Kuwait e l’Arabia Saudita, i fondamentalisti islamici prendono il sopravvento, che sarebbe stato chiamato negli Stati Uniti di un prodotto di Satana, e annuncerà la sua guerra implacabile – jihad. Durante questo periodo, il resto degli Stati Uniti arriverà al potere come ortodossi, ma solo della persuasione cristiana. Se ci sarà tra i due principali conflitto militare? Rasputin risponde a questa domanda in modo affermativo. Ha predetto che gli Stati Uniti erano e iniziare una nuova crociata contro l’Oriente musulmano. Questa campagna, o meglio la guerra durerà sette anni e sarà l’ultimo nella storia dell’umanità. Solo una grande battaglia su entrambi i lati morirà più di un milione di persone.

Come vedete, si parla di una guerra santa in corso a livello mondiale tra Oriente e Occidente. Guerra che poi culminera’ con l’olocausto nucleare del 23 agosto.

Ragioniamo un secondo: non mi sembra si parli di tempesta solare, questo dunque fa cadere ancora una volta la storiella di Swnoden, Raspunti e compagnia bella. Inoltre, 7 anni prima di questa data sarebbe iniziata questa guerra tra Stati Uniti e Oriente. Ragionando, se proprio volessimo identificare questi avvenimenti con le varie campagne in terra araba, allora il tutto sarebbe iniziato ben prima di 7 anni fa. Ritornando pero’ al link di Google Books in cui veniva mostrata l’anteprima del libro, vedete bene che la data di pubblicazione e’ solo del maggio 2013. Cosa significa questo? Semplice, si tratta di un testo che, molto probabilmente, ha ripreso di sana pianta la storia pubblicata su Weekly World News, riproponendola in forma di olocausto nucleare invece che di tempesta solare.

Inoltre, vorrei dire una cosa, e’ risaputo che Rasputin nel periodo alla corte dei Romanov avesse anche fatto profezie ma, al contrario di quello che vorrebbero farvi credere, non ci sono assolutamente indicazioni temporali precise, figuriamoci un giorno di un anno cosi’ lontano per il tempo.

Concludendo, questa storia sarebbe degna di una telenovelas: colpi di scena, distorsioni, ripensamenti, articoli che vengono modificati e ripubblicati, spionaggio internazionale. Peccato che, come visto, si tratta soltanto di storie inventate. Detto questo, non ci si aspetta nessuna tempesta solare per il 23 Agosto, figuriamoci una fine del mondo. Se poi ancora non foste convinti, non vi resta che aspettare solo pochi giorni per poter assistere alla tempesta solare perfetta o all’olocausto nucleare!

 

Ringrazio per le preziose informazioni e per la collaborazione: Luca, Daniel e Apollo.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Ipnosi regressiva: possibile?

13 Ago

Continua con questo post la serie di articoli suggeriti nella sezione:

Hai domande o dubbi?

Questa volta, parliamo di ipnosi regressiva. In particolare, e’ stato chiesto di analizzare tutte quelle voci che vorrebbero questa tecnica in grado di far riaffiorare vite precedenti, ricordi dimenticati o, anche, far progredire verso vite future.

Anche in questo caso, l’argomento non e’ dei piu’ semplici, non tanto dal punto di vista medico, quanto per la continua disinformazione che circola in rete e, soprattutto, nell’opinione comune.

Per iniziare, affrontiamo il caso dell’ipnosi.

Molte persone pensano che l’ipnosi sia una fantasia, ignorando il fatto che queste tecniche siano in realta’ appannaggio della medicina e non solo sono accettate, ma vengono anche utilizzate di sovente in particolari casi clinici.

Per essere precisi, l’etimologia del termine ipnosi, utilizzato per memoria storica e per abitudine, non indica esattamente lo stato in cui si trova il paziente. Ipnosi deriva dalla parola greca “hypnos” che significa sonno. Nello stato di ipnosi, il paziente non si trova assolutamente in uno stato di dormiveglia, ne tantomeno di sonno. Una persona sottoposta ad ipnosi si trova in un particolare stato psicofisiologico, anche detto di “trance”, in cui la sua percezione dell’ambiente puo’ essere influenzata.

Cerchiamo di capire meglio questo punto. Nello stato di ipnosi, e’ possibile che il paziente percepisca in modo differente o ignori degli stimoli esterni o fisiologici, mentre intensifica o crea stimoli che in realta’ non esistono.

Detto questo, capite bene come lo stato di ipnosi e’ potenzialmente pericoloso se non viene condotto e controllato in modo sicuro e da personale esperto. Al mondo, esistono moltissime scuole di perfezionamento per le tecniche ipnotiche, ricnosciute a livello medico. Anche dopo aver conseguito l’abilitazione, l’operatore, al fine di continuare ad essere identificato come tale, deve continuare a seguire corsi di perfezionamento e aggiornarsi sulle piu’ moderne tecniche.

Piccola parentesi, qualora aveste intenzione di ricorrere a questa tecnica, fate sempre attenzione a chi vi affidate. Controllate sempre in dettaglio le referenze del terapeuta a cui vi affidate, verificando la sua preparazione.

L’utilizzo maggiormente conosciuto dell’ipnosi e’ per il controllo di particolari stati d’ansia. In tal senso, si ricorre a queste tecniche per eliminare disturbi del sonno, della personalita’, ma anche per controllare in modo proficuo il nostro corpo. Su questo ultimo punto, le tecniche di ipnosi trovano, ad esempio, largo utilizzo nello spettacolo, per curare la cosiddetta ansia da palcoscenico, ma anche in ambito sportivo, per eliminare stress muscolare o migliorare la consapevolezza dell’atleta.

In settori particolari, l’ipnosi viene utilizzata per addestrare soldati da inviare in scenari di guerra, dove un miglior controllo delle emozioni puo’ segnare la differenza tra tornare a casa con le proprie gambe oppure no, ma anche per le missioni spaziali. Come potete facilmente immaginare, in questo caso specifico, le persone selezionate devono essere preparate in tutto e per tutto, evitando stati di ansia post partenza, difficilmente curabili da terra.

Detto questo, abbiamo capito le molteplici potenzialita’ dell’ipnosi, ma soprattutto il fatto che queste tecniche siano ricnosciute in ambito clinico. Molto proficue sono le applicazioni nei malati per la riduzione del dolore. Immaginare una seduta di ipnosi come una perdita totale di coscenza o una variazione del carattere della persona viene semplicemente dalal finzione cinematografica e dall’immaginario collettivo. Come potete capire, la persona sottoposta ad ipnosi e’ e rimane lo stesso soggetto, con il suo carattere e il suo stato d’animo.

Per quanto riguarda invece il discorso ipnosi regressiva, in questo caso stiamo lasciando le scienze mediche per entrare nell’ambito della pseudo scienza.

Come sapete e come abbiamo anticipato, durante una seduta di ipnosi regressiva, il terapeuta sarebbe in grado di scavare nei ricordi nascosti nella mente del paziente, facendo riaffiorare episodi sempre piu’ lontani nel tempo. In tal senso, sarebbe possibile, mediante tecniche particolari, arrivare ben prima del momento del concepimento, facendo riaffiorare ricordi di una vita precedente. Leggendo su internet, trovate molto spesso esempi di persone che avrebbero visualizzato vite precedenti, anche secoli prima di questo, o raccontato di luoghi mai visitati prima.

Cerchiamo di analizzare con calma quesste affermazioni. Gia’ in passato ci siamo trovati a discutere un argomento molto simile a questo. Parlando di rapimenti da parte degli alieni, abbiamo visto come queste esperienze siano in realta’ frutto dell’immaginazione delle persone:

Abduction e falsi ricordi

In particolare, a causa di suggestioni esterne, il soggetto che racconta di essere stato rapito dagli alieni, ha nella sua mente una serie di falsi ricordi, mai vissuti nella realta’. Come visto nell’articolo riportato, si tratterebbe di ricordi del tutto identici a quelli reali, e anche percepiti come tali, ma che in realta’ sono frutto di una costruzione delle nostra mente.

Analogamente, le tecniche di ipnosi regressiva, non fanno riaffiorare veri ricordi, ma una ricostruzione artificiosa della nostra mente. Come evidenziato da diverse fonti, molto spesso la produzione dei falsi ricordi avviene a causa delle domande fatte dal terapeuta durante la seduta. Se provate a sfogliare un manuale medico di ipnosi, trovate scritto che le domande devono sempre essere le piu’ vaghe possibile. Provo a fare un esempio: durante una seduta sarebbe errato chiedere al paziente se ha incontrato Tizio in questo giorno. Il modo migliore sarebbe formulare la domanda come “chi hai incontrato in questo giorno”. Per noi che siamo in uno stato di consapevolezza, le due domande potrebbero apparire del tutto analoghe. Se pero’ provate a rileggerle, immaginando uno stato di trance, vi rendete conto come la prima formulazione potrebbe scatenare un falso ricordo nella persona ipnotizzata.

A riprova di questo, molta attenzione viene utilizzata quando si ricorre alle tecniche di ipnosi da utilizzare nell’ambito di qualche indagine. Capite bene come dei falsi ricordi potrebbero segnare il confine tra una dichiarazione accettabile e una facilmente impugnabile. Sempre in ambito legale, a riprova della validita’ medica dell’ipnosi, la legislazione tratta i reati sotto ipnosi prendendo come colpevole principale l’ipnotizzatore piuttosto che il paziente manipolato.

L’esempio giuridico, ci fa capire molto bene come vengono formulati e manipolati i falsi ricordi nelle presunte sedute di ipnosi regressiva. Al solito, vengono riportate tantissime false testimonianze, sfruttando la suggestione delle persone e facendo credere di poter ripercorrere chissa’ quali vite precedenti mediante la tecnica regressiva.

Ripeto nuovamente, mentre l’ipnosi e’ una tecnica medica accettata e su cui esistono corsi e studi scientifici, per quanto riguarda la regressione siamo nell’ambito della pseudoscienza. Non solo questa tecnica non e’ accettata dalla medicina, ma e’ anche fortemente criticata per la metodologia e per le basi sulle quali sarebbe fondata.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Lampi Radio dall’universo lontano

8 Lug

Come sapete bene, scopo principale di questo blog e’ quello di divulgare la scienza. A questo proposito, diverse volte ci siamo trovati a parlare di recentissime scoperte di cui, al momento, non si sa ancora nulla. Scopo della ricerca e’ anche questo. Molto spesso, i modelli teorici formulati danno indicazioni precise dove cercare cose nuove. Molte altre volte invece, magari per caso, ci si trava di fronte a scoperte del tutto inattese e che richiedono un notevole sforzo perche’ vanno a minare le conoscenze o le supposizioni fatte fino a quel momento.

Perche’ faccio questa introduzione?

Solo pochi giorni fa, e’ stato pubblicato un articolo su Science molto interessante, riguardante il nostro universo. Come sappiamo bene, le nostre attuali conoscenze sono ancora molto lontane dall’essere complete. Questo e’ del tutto normale se pensiamo che stiamo osservando l’universo principalmente dalla nostra Terra basandoci su osservazioni indirette o comunuque molto lontane dalle sorgenti.

La ricerca di cui sto parlando, a cui hanno partecipato anche diversi ricercatori italiani, riguarda l’osservazione, del tutto inattesa, di segnali radio provenienti da distanze cosmologiche. Questi eventi sono gia’ stati ribattezzati FRB, cioe’ “fast radio burst”, tradotto “lampi radio veloci”.

Di cosa si tratta?

Parlando come sempre di teorie catastrofiste, solo poche settimane fa avevamo parlato della WR104, sfruttando in realta’ questa notizia per parlare di Gamma Ray Burst, cioe’ Lampi di Raggi Gamma:

WR104, un fucile puntato verso di noi

Mentre in questo caso si parlava di lampi di radiazione gamma, gli FRB sono invece lampi a frequenza nelle onde radio. Come anticipato, si tratta di segnali la cui origine e’ stata approssimativamente indicata a distanze cosmologiche. Ad oggi, sono stati osservati solo 4 FRB la cui emissione e’ avvenuta tra 5.5 e 10 miliardi di anni luce da noi. Considerando che il nostro universo ha un’eta’ stiamata di circa 14 miliardi di anni, questi lampi sono stati emessi in media quando l’universo aveva all’incirca la meta’ della sua attuale eta’.

Come e’ avvenuta questa scoperta?

Come e’ facile immaginare, il primo FRB e’ stato osservato qualche anno fa e inizialmente si pensava fosse dovuto ad un errore strumentale. Successivamente poi, utilizzando il radiotelescopio australiano CSIRO Parkes da 64 metri, si e’ riusciti ad identificare altri tre eventi.

Perche’ e’ cosi’ difficile registrare gli FRB?

Il problema principale di questi eventi e’, come dice il nome stesso, il segnale molto corto, dell’ordine dei millisecondi. Si tratta dunque di eventi estremamente potenti ma che vengono emessi in tempi molto corti, proprio come un’esplosione che avviene ad onde radio. In realta’, come stimato da calcoli teorici, gli FRB dovrebbero essere tutt’altro che rari nel nostro universo. I 4 eventi osservati sono stati visti in una porzione estremamente ridotta di cielo. Facendo un calcolo statistico, si e’ visto che in realta’ ci dovrebbe essere un evento di questo tipo da qualche parte ogni 10 secondi. Dunque, con una frequenza molto elevata. Il fatto di averli osservati solo ora, se vogliamo, dipende da una questione di fortuna. Trattandosi di eventi cosi’ rapidi, e’ necessario che il radiotelescopio sia puntato proprio nella direzione della sorgente per poter osservare il segnale.

Come si e’ identificato il punto di origine?

In realta’, come anticipato, le distanze sono da considerarsi come una stima. Le onde radio, propagandosi nell’universo, subiscono modificazioni dovute al passaggio attraverso la materia. Detto questo, e’ possibile stimare una distanza di origine appunto osservando in dettaglio lo spettro dei segnali.

Per capire questo concetto, si deve pensare che quando queste onde si propagano verso la Terra dal punto in cui sono emesse, passano nel mezzo intergalattico, cioe’ in quelle regioni di gas e polveri che separano tra loro due Galassie. Bene, attrevarsando queste regioni, principalmente popolate di elettroni, le onde radio ne escono di volta in volta sparpagliate. Osservando lo spettro che arriva a Terra, in particolare proprio questo sparpagliamento, e’ possibile capire quanto mezzo intergalattico e’ stato attraversato e duqnue la distanza della Terra dall’origine del lampo radio. Perche’ diciamo che la distanza e’ solo una stima? Come intuibile, in questa tecnica si fa una stima delle particelle del mezzo intergalattico. Ovviamente non si tratta di supposizioni a caso, ma sono numeri basati su osservazioni dirette e indirette. In questo caso pero’, l’incertezza sulla distanza e’ proprio dovuta all’incertezza con cui si conosce il mezzo intergalattico. Molto piu’ preciso e’ invece il metodo per misurare distanza e velocita’ di una stella classica, come visto in questo post:

Come misurare distanza e velocita’ di una stella

Chi ha prodotto gli FRB?

Come anticpato, e come e’ facile immaginare, questa e’ la domanda a cui si dovra’ dare una risposta. Quando abbiamo parlato di GRB, lo abbiamo fatto partendo da una stella Wolf Rayet che sappiamo essere in grado di produrre questi eventi. Per quando riguarda invece gli FRB, essendo tra l’altro del tutto inaspettati, non e’ ancora stato possibile capire la loro origine. Ovviamente, esistono delle ipotesi fatte per spiegare questi eventi. Alcuni astronomi puntano il dito contro le magnetar, cioe’ stelle di neutroni con campi magnetici molto elevati, in grado di emettere violenti lampi elettromagnetici di raggi X e gamma. Solo pochi giorni fa, e’ stato pubblicato un altro articolo che tenta invece di spiegare gli FRB analizzando il comportamento teorico delle stelle di neutroni supermassive. Questo e’ il link all’articolo per chi volesse approfondire:

FRB, Super Massive Neutron Stars

Ovviamente, si tratta di tutte ipotesi che chiamano in causa corpi astronomici in cui la materia si trova in condizioni molto particolari, perche’ sottoposta a pressione gravitazionale intensa, rapida rotazione o campi magnetici molto elevati. In condizioni normali, non ci sarebbero emissioni di onde radio.

Ovviamente, non potevano certo mancare le ipotesi fantascientifiche circa l’origine di questi segnali. Sulla falsa riga del segnale WOW!:

Il segnale WOW!

c’e chi ha proposto che l’origine del segnale radio sia una lontana civilta’ intelligente che sta cercando di comunicare con noi o anche che siano segnali di avvertimento provenienti da altri mondi su qualcosa che potrebbe accadere. Senza commentare ulteriormente su queste ipotesi, lasciatemi solo fare un’osservazione. I 4 segnali evidenziati finora provengono da punti distanti ben 5 miliardi di anni luce tra loro. Detto questo, mi sembra assurdo pensare che ci sia un popolo che si diverte a spostarsi cosi’ tanto nel nostro universo. Ovviamente, queste ipotesi nascono sulla rete, sono divertenti da leggere, ma non apportano nessuna informazione utili ai fini della ricerca sugli FRB.

A questo punto, non resta dunque che continuare a studiare il fenomeno per cercare di accumulare maggiore statistica, cioe’ nuovi eventi. Questa e’ ovviamente una condizione necessaria per poter verificare le ipotesi fatte o anche per formularne di nuove. Come visto nelle teorie attuali, per alcuni casi, le onde radio dovrebbero essere accompagnate da emissioni di raggi X e gamma. In tal senso, lo studio congiunto dei segnali utilizzando radiotelescopi e strumenti sensibili a queste radiazioni consentirebbe proprio di poter osservare l’emissione congiunta di questi eventi. In questa nuova caccia che si e’ aperta, il radiotelescopio italiano Sardinia, dal punto di vista costruttivo gemello di quello australiano, e che sta entrando nella fase operativa in questo periodo, potra’ dare un notevole contributo.

Studiare eventi di questo tipo ci consente prima di tutto di capire meglio come e’ fatto il nostro universo, evidenziando fenomeni che prima si ignoravano o comportamenti anomali di oggetti celesti conosciuti. Inoltre, alla luce di quanto detto sull’interazione delle onde radio con lo spazio attraversato, l’analisi degli FRB potrebbe consentirci di ottenere nuove informazioni sulla composizione del nostro universo, fornendo nuovo materiale sulle componenti oscure o di antimateria di cui abbiamo parlato in questi post:

La materia oscura

Due parole sull’antimateria

Antimateria sulla notra testa!

Universo: foto da piccolo

Troppa antimateria nello spazio

Concludendo, l’articolo pubblicato solo pochi giorni fa ha evidenziato un fenomeno del tutto inatteso e nuovo nel cosmo. Lo studio degli FRB e’ appena iniziato e vedra’ come protagonista anche un telescopio nostrano gestito dall’INAF. Le informazioni ricavate in questa ricerca potrebbero essere molto utili anche per capire meglio l’origine e la composzione del nostro universo. Come diciamo sempre, ci sono ancora tantissime cose da scoprire. Evidenze come questa ci fanno capire quanto lavoro c’e’ ancora da fare.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Elettrodomestici e bolletta

11 Giu

In un commento apparso nella sezione:

Hai domande o dubbi?

e’ stato chiesto di analizzare i consumi medi dei nostri elettrodomestici. Come giustamente detto nel commento stesso, questo genere di tematiche non sono semplici, vista in primis la vastita’ degli argomenti, ma soprattutto le fluttuazioni di questi valori che possono modificare sensibilmente stime grossolane di consumi elettrici.

Nonostante questo, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su questi argomenti, visto che, molto spesso, tanti ignorano come vengono calcolati i consumi elettrici della propria abitazione o anche ignorano quali elettrodomestici incidono maggiormente sulla nostra bolletta.

A tal senso, qualche tempo fa, avevamo gia’ parlato di consumi elettrici analizzando il discorso dello stand-by, cioe’ di quella lucina rossa che molto spesso teniamo accesa e indica che il nostro apparecchio e’ pronto a funzionare:

Il led rosso dello stadby …

Come potete immaginare, questi argomenti sono molto importanti dal punto di vista ambientale, ma soprattutto dal punto di vista della nostra economia domestica che, in momenti di crisi come questo, non e’ assolutamente un discorso trascurabile.

Prima di tutto, quando compriamo un elettrodomestico, troviamo sempre indicata la potenza richiesta al massimo da questo oggetto. Come sapete, si tratta di un valore espresso in Watt, unita’ di misura indicante appunto la potenza.

Ora pero’, quando arriva la bolletta a casa, vediamo che il pagamento avviene conteggiando non i Watt, bensi’ i Wattora, Wh. Che significa? Mentre il Watt rappresenta una potenza in termini fisici, il Wh e’ un unita’ di misura dell’energia. Come e’ intuibile, il Wattora e’ semplicemente ottenuto moltiplicando la potenza richiesta da un oggetto per il tempo in cui questo e’ acceso.

Per capire meglio questo importante concetto, facciamo un esempio pratico. Immaginate di avere un sistema che richieda una potenza di 1000W per funzionare. Se ora tenete acceso questo oggetto per 1 ora, il consumo energetico sara’ di:

1000W x 1ora = 1000Wh = 1KWh

cioe’ esattamente 1 KiloWattora. Pensandoci bene, questo e’ del tutto normale. La potenza richiesta dall’elettrodomestico interessa solo marginalmente, quello che conta per conteggiare il consumo e’ l’effettivo tempo in cui questo sistema e’ acceso e dunque richiede energia per funzionare.

Bene, a questo punto abbiamo capito come vengono conteggiati i consumi in bolletta. Ora, cerchiamo di capire quanto cosumano i nostri elettrodomestici. Per fare esempi pratici, prendiamo una casa tipo in cui si sara’ un frigorifero, una lavatrice, un asciugacapelli e un forno elettrico. Ovviamente, il calcolo fatto potra’ essere applicato direttamente a qualsiasi elettrodomestico avete in casa, semplicemente modificando i valori.

Prima di avventurarci nel calcolo, dobbiamo pero’ stimare il costo dell’energia dal nostro fornitore. Come saprete molto bene, anche questo valore puo’ presentare fluttuazioni molto elevate, grazie a speciali sconti che vengono offerti in bolletta, ad esempio, sfruttando specifiche fasce orarie o cambiando gestore. Per non fare un torto a nessuno, prendiamo un valore medio pari a 0,20 euro per KWh. Questo valore non dovrebbe discostarsi molto dal prezzo che paghiamo in bolletta in media.

Etichetta di classe energetica per gli elettrodomestici

Etichetta di classe energetica per gli elettrodomestici

Partiamo dunque dal frigorifero. Questo elettrodomestico ha una potenza diversa in base al volume interno, alla presenza o meno del vano congelatore ma anche alla tipologia stessa di elettrodomestico. In particolare, quest’ultimo punto ci permette di parlare di un altro aspetto molto importante e che spesso ci viene mostrato quando andiamo a comprare un nuovo elettrodomestico: la classe energetica. Nell’ottica di un risparmio e di una maggiore salvaguardia dell’ambiente, sono state definite delle classi energetiche in base al consumo di un determinato elettrodomestico. Inizialmente, le classi dovevano essere 7, e chiamate con lettere da A a G. Successivamente, grazie anche al risparmio apportato da nuove soluzioni, la classe piu’ energeticamente vantaggiosa, cioe’ la  A, e’ stata a sua volta divisa da A+ ad A+++, dove un numero crescente di segni “+” indica un maggior risparmio energetico.

Detto questo, quanto consuma un frigorifero? Seguendo la legislazione sulle classi energetiche di questo elettrodomestico, troviamo:

Classe Consumo annuo
A+++ <188 kWh
A++ 188 – 263 kWh
A+ 263 – 344 kWh
Classe Consumo annuo
A < 300 kWh
B 300 – 400 kWh
C 400 – 560 kWh
D 563 – 625 kWh
E 625 – 688 kWh
F 688 – 781 kWh
G > 781 kWh

Dove questi valori sono calcolati prendendo un sistema con potenza compresa tra 100 e 300W, operante in continuo ma non sempre a potenza massima e, naturalmente, sono stimati in condizioni standard di laboratorio con un frigorifero tenuto sempre a porte chiuse.

Dal valore riportato prima di 0,20 Euro/KWh, vediamo come un frigo di classe A da 300KWh/anno ci costera’ in bolletta 60 euro. Al contrario di quanto si pensa, il frigorfero non e’  l’elettrodomestico piu’ impegnativo che abbiamo.

Passiamo ora al discorso lavatrice. Anche qui, sono state definite delle classi energetiche, i cui valori sono:

A < 247 kWh
B 247 – 299 kWh
C 299 – 351 kWh
D 351 – 403 kWh
E 403 – 455 kWh
F 455 – 507 kWh
G > 507 kWh

Come sono stimati questi consumi? A livello legislativo, si e’ supposto di utilizzare la lavatrice per 2 lavaggi settimanali con programmi da 45 minuti a 60 gradi.  Se volete calcolare il vostro caso specifico, basta utilizzare le considerazioni viste prima. Supponendo di avere una lavatrice da 3000W, che teniamo accesa per 4 lavaggi a settimana da 60 minuti, cioe’ 4 ore a settimana, la quantita’ di energia richiesta sara’:

3000W x 4ore x 52sett/anno = 624KWh/anno

Vedete come cambiando leggermente i dati, in fondo chi fa solo 2 lavatrici a settimana, il valore cambia profondamente rispetto alla tabella dichiarata. Fate attenzione, questo non significa che i valori dati per legge siano sbagliati, semplicemente che sono applicati a condizioni tipo che possono essere molto diverse dalla realta’ di ciascuno di noi. Queste tabelle sono molto utili per fare un raffronto tra le diverse classi. In tal senso, e’ sempre possibile dire la classe X consuma P% in meno della classe Y, ma non e’ detto che i valori assoluti siano confrontabili con i nostri. Nel caso del calcolo visto, con 624KWh, il costo dell’energia richiesto sarebbe di 125 euro/anno.

Discorso analogo vale per il forno elettrico. Prendendo un forno standard da 50 litri, le classi energetiche vengono cosi’ definite:

Classe Consumo annuo
A < 80 kWh
B 80 – 100 kWh
C 100 – 120 kWh
D 120 – 140 kWh
E 140 – 160 kWh
F 160 – 180 kWh
G > 180 kWh

Come nel caso della lavatrice, volendo fare un calcolo specifico dei nostri consumi, questi valori lasciano un po’ il tempo che trovano. Se prendiamo un forno da 2000W utilizzato per 100 cicli di cottura da 30 minuti in un anno, l’energia richiesta sara’ di:

2000W x 100cicli x 0.5ore = 100KWh/anno

cioe’ 20 euro/anno che se ne vanno in bolletta.

Sempre nell’ambito degli elettrodomestici utilizzati non in continuo, stesso discorso puo’ essere fatto per l’asciugacapelli. Qui non sono state definite classi energetiche perche’ il consumo e’ strettamente personale e diverso da caso a caso. Se prendiamo un phon da 1000W che utilizziamo per 15 minuti al giorno, 0,25ore, tutti i giorni, allora il consumo energetico sara’:

1000W x 0,25ore x 365giorni = 91KWh/anno

cioe’ altri 18 euro da sommare in bolletta.

Ora, qual e’ lo scopo di questo post? Prima di tutto, spiegare come e’ possibile calcolare su carta i consumi energetici di ciascun apparecchio elettrico che abbiamo in casa. In tal senso, potete ripetere l’esercizio con tutto quello che volete, dal pc alla singola lampadina, passando per sistemi piu’ complessi come condizionatori, lavastoviglie, ecc. Il discorso classi energetiche e’ molto importante perche’, come mostrato, ci fa vedere molto bene quanto sarebbe il risparmio energetico passando da un apparecchio ormai datato ad un uno piu’ recente. Spesso, l’investimento iniziale per il passaggio viene ripagato dopo poco tempo dall’utilizzo dell’elettrodomestico. I valori specifici che pero’ troviamo sulle tabelle, non corrispondono esattamente al reale consumo che poi avremo in casa. Come detto, questi valori devono intendersi come relativi ad una classe rispetto ad un’altra. Per poter determinare il nostro consumo specifico, conviene ricorrere ad esercizi di calcolo come quelli fatti nell’articolo. Meglio ancora sarebbe quello di ricorrere a dei misuratori di consumi che, inseriti in serie tra la presa e l’elettrodomestico, misurano l’effettivo consumo richiesto dall’apparecchio. Inoltre, i nuovi contatori gia’ presenti in molte case, permettono di leggere dati importanti anche sul consumo medio ed istantaneo che e’ stato registrato.

Dal punto di vista ambientale, un risparmio energetico corrisponde ad una maggiore salvaguardia dell’ambiente visto che, ancora oggi, molta dell’energia che consumiamo dalla rete viene prodotta da combustibili fossili e fonti non rinnovabili. Inoltre, e assolutamente meno importante, risparmiare energia significa risparmiare tanti bei soldini che spesso regaliamo al nostro gestore e che potrebbero diminuire applicando un consumo piu’ accorto delle risorse.

Ovviamente, quando poi andate a leggere la vostra bolletta di fornitura elettrica, non dimenticate di inserire le tantissime tasse e spese fisse che vengono applicate e che, molto spesso, incidono piu’ dello stesso consumo elettrico.

 

”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Scontro tra un Boeing ed un UFO!

9 Giu

Dopo un paio di giorni di assenza, leggo le ultime notizie e cosa trovo? Addirittura, un Boeing 757 della Air China si e’ scontrato in volo con un UFO. L’aereo, partito il 4 Giugno alle 10.11 ora locale da Chengdu e diretto a Guangzhou, dopo circa 20 minuti dalla partenza si e’ scontrato in volo con un oggetto non identificato ed il pilota e’ stato costretto a tornare a Terra. Non si e’ trattato di un vero e proprio atterraggio di emergenza, dal  momento che l’aeromobile era completamente funzionante, ma, dopo l’atterraggio, i tecnici hanno evidenziato un notevole danno a muso dell’aereo che ‘e risultato completamente schiacciato da un lato a causa dell’impatto.

Ecco le foto del 757 dopo l’atterraggio:

Il Boeing della Air China dopo l'atterraggio di emergenza

Il Boeing della Air China dopo l’atterraggio di emergenza

Cosa potrebbe aver ridotto in questo modo il muso dell’aereo? Semplice, secondo moltissimi siti internet, si e’ trattato necessariamente di un UFO. Le autorita’ hanno preferito chiudere il caso dicendo che si e’ trattato di un “uccello”, ma ovviamente, i complottisti non sono mica fessi, e’ impossibile che si sia trattato di un uccello. Prima di tutto, come evidenziato dalle foto, non ci sono evidenze di materiale organico, un uccello che arriva sul muso dell’aereo dovrebbe lasciare sangue, ma, soprattutto, l’urto e’ avvenuto a 8000 metri di quota. Quale uccello volerebbe a questa altezza? Come potrebbe un “uccello” lasciare un segno cosi’ esteso ad un Boeing?

Questi complottisti diventano ogni giorno piu’ furbi, non si riescono piu’ a raggirare …

Ovviamente, la mia e’ solo ironia. Leggendo i tanti siti internet c’e’ veramente da restare stupiti. Su alcuni forum addirittura si scherza sulla notizia dicendo che solo uno pterodattilo riuscirebbe a fare questa ammaccatura.

Davvero? Forse e’ il caso di parlare un po’ di natura, ma un po’ di piu’ di fisica.

Prima osservazione, possibile che un uccello voli a 8000 metri? Anche se non e’ una quota abituale, la cosa non e’ assolutamente improbabile. Generalmente, il volo dei grandi uccelli migratori avviene tra i 500 e i 1500 metri di quota ma la reale altezza scelta dipende in realta’ dalle termiche e dalle correnti. Come potete immaginare, dovendo percorrere lunghe distanze senza fermarsi, anche gli uccelli scelgono la via migliore che permette un notevole ed importante risparmio energetico. In fondo, e’ quello che fanno anche le compagnie aeree seguendo le correnti d’aria. Dicevamo tra 500 e 1500, ma non sono insoliti voli anche fino a 4000 metri. Si, ma nell’articolo si parla di 8000 metri. Bene, vi riporto un link di focus:

Focus, quote migrazioni

Come potete leggere, gia’ nel 1967 sono stati avvistati cigni selvatici in volo a 8230 metri. Ora, in questo caso c’e’ stata proprio l’osservazione diretta, oggi non stiamo mica a controllare le quote di volo di tutti gli uccelli che passano. Questa notizia ci fa pero’ capire come un volo a 8000 metri non sia affatto impossibile.

Bene, ora pero’ resta da discutere l’incidente. Che genere di uccello potrebbe causare un simile danno ad un 757?

Al contrario di quanto si pensi, non serve assolutamente uno pterodattilo. Sicuramente tutti conoscerete la definizione fisica di forza, cioe’ una sollecitazione in grado di modificare lo stato di moto di un corpo. Un’altra variabile molto utilizzata, ed introdotta per la prima volta da Cartesio, e’ la quantita’ di moto, data dal prodotto tra la massa di un corpo e la velcoita’ con cui questo si muove. La quantita’ di moto e’ direttamente legata al concetto di forza, ma utile per descrivere il movimento di un oggetto. Pensateci bene, a parita’ di quantita’ di moto, un corpo grande che si muove con velocita’ piccola sara’ del tutto equivalente ad un corpo piccolo che si muove a velocita’ molto grande.

Bene, ora ragioniamo in termini scientifici. Quanto pesa un uccello? Mezzo kg? 1 kg? 10 kg? Non importa, supponiamo per praticita’ che il peso stimato sia di 5 Kg. A che velocita’ vola un uccello? Sicuramente non cosi’ alta. Se la quantita’ di moto e’ il prodotto massa per velocita’ e la massa e’ di 5 Kg, a quanto dovrebbe volare questo uccello? In realta’, il ragionamento e’ sbagliato. Non e’ l’uccello che vola cosi’ veloce, bensi’ e’ l’aereo che ha una velocita’ elevata. Entriamo nel discorso dei moti relativi. Se una macchina va contro un muro a 50Km/h si fa molto male. Se una macchina va a 50Km/h contro un’altra macchina che va a 50Km/h, lo scontro e’ equivalente a quello di una macchina che va a 100Km/h contro il muro. D’accordo?

Bene, se un uccello che vola a velocita’ trascurabile sbatte contro un aereo, questo incidente e’ equivalente a quello di un uccello che si muove alla velocita’ dell’aereo e sbatte contro il velivolo fermo.

A che velocita’ viaggia un 757? La velocita’ di crociera e’ di 860 Km/h. Poiche’ il boeing della Air China era partito solo da 20 minuti, supponiamo che andasse solo a 600 Km/h.

Bene, tenendo le stesse unita’di misura, anche se sbagliando perche’ si dovrebbe portare la velocita’ in metri al secondo, la quantita’ di moto di un uccello di 5 Kg che si scontra a 600 Km/h e’ di 3000 KgKm/h.

Con un paragone semplice semplice, questo urto e’ equivalente a quello di una massa di 300Kg che viaggia a 10 Km/h, capiamo dunque come il danno risultante sia assolutamente possibile.

Da questi calcoli, pensate ancora che l’urto sia impossibile? Non stiamo facendo supposizioni, stiamo parlando di numeri e di fisica.

Se non vi bastasse, vi voglio mostrare un link molto interessante:

BirdStrike

F111 dopo lo scontro con un pellicano

F111 dopo lo scontro con un pellicano

E’ il sito di una compagnia che si occupa di studiare il fenomeno del Birdstrike, cioe’ proprio dell’urto di aerei con uccelli. Questo e’ un problema molto importante in diversi aereoporti, soprattutto nella fase di partenza e atterraggio di aerei. Come potete vedere su questo siti, ci sono decine di casi documentati.

Ragionando su questi incidenti, dovete tenere conto anche del fatto che i materiali utilizzati subiscono un invecchiamento che tende a rendere meno flessibili le superfici dal momento che queste si induriscono a causa della continua esposizione ai raggi solari. A fianco e’ riportata la foto di un caccia F111 dopo lo scontro con un pellicano. Vedendo questa foto possono venire in mente due pensieri, il primo e’ che l’incidente del boeing e’ perfettamente comprensibile, il secondo e’ che poteva andare molto peggio.

Concludendo, il caso dell’incidente al Boeing 757 della Air China e’ perfettamente spiegabile in termini di scontro con un uccello. Non solo e’ possbile vedere voli migratori sopra gli 8000 metri, ma, causa l’alta velocita’ dell’aereo, lo scontro puo’ avere conseguenze anche molto gravi. Detto questo, e’ assolutamente fuori luogo parlare di scontro con dischi volanti.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Realta’ aumentata. Quella virtuale e’ gia’ preistoria!

20 Mag

Quando ero adolescente, si parlava con insistenza di realta’ virtuale, cioe’ di un ambiente ricostruito elettronicamente, in cui l’utente poteva interagire con oggetti, persone e visitare luoghi, tutto opportunamente ricostruito da un elaboratore. Questi ambienti, per quanto realistici e fedeli, erano sempre un artificio elettronico che si andava a sostituire alla realta’.

Oggi, non si parla piu’ di realta’ vituale, bensi’ di “realta’ aumentata”. Cosa significa?

Ciascuno di noi vive in uno spazio popolato da persone e oggetti, interagendo tramite i suoi 5 sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. Al contrario della realta’ virtuale, la realta’ aumentata si esplica nel mondo reale ma i sensi dell’essere umano vengono potenziati mediante un elaboratore.

Perche’ parlo di questo? Semplice, questo e’ un blog di divulgazione e molto spesso ci siamo trovati a parlare dell’interazione e del rapporto che l’uomo ha o dovrebbe avere con l’ambiente che ci circonda. La realta’ aumentata dovrebbe, almeno sulla carta, potenziare notevolmente questa nostra interazione.

images

Sicuramente, avrete sentito parlare dei Google Glass, questi misteriosi occhialini che promettono cose strabilianti e che, ancora non usciti sul mercato, sono gia’ divenuti un oggetto di culto per molte persone.

Cosa sarebbero questi occhiali?

Come potete capire, si tratta semplicemente di un dispositivo elettronico in grado di fornire informazioni specifiche, inviate mediante la rete, a seconda di quello che stiamo osservando o che vogliamo sapere in un preciso istante.

Mi spiego meglio.

Supponete di essere davanti al duomo di Milano. I vostri occhi possono ammirare la sua imponente costruzione e limitarsi a vedere l’architettura, la forma, il colore, ecc. Ora, vivendo in una realta’ aumentata, mentre vedete il duomo di Milano, a fianco vi scorrono tutte le informazioni riguardo la sua storia, i dati tecnici di costruzione, orari di visita, costo del biglietto, ecc. Bene, questa e’ la realta’ aumentata.

Quello fatto e’ ovviamente solo un esempio. Ovviamente, essendo basata sulla rete, tutto cio’ che potete fare nella realta’ aumentata sarebbe possibile anche con un portatile, ma il vero vantaggio di questi occhiali e’ che potete indossarli, hanno un peso irrisorio, e soprattutto potete ottenere le informazioni che cercate semplicemente guardando quello che vi interessa e interagendo a voce con il sistema, dunque senza utilizzare le mani.

Per darvi un’idea dell’utilizzo degli occhiali, vi riporto un video:

Essendo un appassionato di tecnologia, gia’ da tempo seguo gli sviluppi di questi sistemi. Dal punto di vista tecnico, si tratta di dispositivi veramente all’avanguardia anche se, trattandosi di un primo prodotto, ci saranno sicuramente sviluppi molto interessanti.

Per darvi qualche numero, gli occhiali di Google hanno una fotocamera da 5Mpx, un display da 25 pollici a due metri di distanza, sono comandati vocalmente e possono registrare video a 720p.

Come anticipato, l’interazione con i glass avviene mediante comandi vocali e, a titolo di esempio, vi riporto il link di google che mostra alcune situazioni tipiche di utilizzo:

Google Glass, esempio

Come e’ facile immaginare, i colossi dell’informatica si sono gia’ mossi per supportare il progetto e gia’ sono state create le applicazioni piu’ note per i glass: facebook, linkedin, flickr, google+, ecc.

Ovviamente, grande utilizzo in sistemi di questo tipo e’ per il sistema di localizzazione GPS. Mediante queste informazioni e’ infatti possibile ottenere informazioni specifiche, conoscere strade e percorsi, oltre ovviamente a poter incontrare altre persone dotate di occhiali.

Nei mesi scorsi, molto si e’ parlato anche di violazione della privacy per i Google Glass. Il motivo di questo sarebbe la possibilita’ di inquadrare, registrare e fotografare persone inconsapevoli mediante sistemi poco visibili. Inoltre, i soliti hacker hanno anche dimostrato come sia possibile “bucare” il sistema operativo e scaricare tutti i dati sensibili di un utente. Personalmente, credo che notizie del genere non abbiano fatto altro che incrementare la pubblicita’ per questi sistemi.

Non ci credete?

Il video che vi ho riportato prima, ha piu’ di 21 milioni di visualizzazioni su youtube. Le richieste per provare in anteprima i Glass negli Stati Uniti sono state decine di volte maggiori dei posti diponibili. Capite bene che, ancora prima di uscire sul mercato, questi sistemi sono gia’ richiestissimi.

Nota dolente, il prezzo. I Glass arriveranno sul mercato, probabilmente il prossimo anno, alla cifra di 1500 dollari.

Da appassionato di tecnologia, trovo questi sistemi interessanti anche se, a mio avviso, lo e’ gia ‘di per se la realta’ aumentata. Sul mercato esistono gia’ dei concorrenti per Google, come, ad esempio, gli occhiali della Recon Instruments che saranno venduti a 600 euro ma che sono pensati per gli sportivi in generale, fornendo informazioni riguardo alla propria attivita’ agonistica o amatoriale. Dai presupposti, credo che sistemi di questo tipo saranno soltanto il prossimo oggetto del desiderio di tante persone che, purtroppo, conoscono poco la tecnologia, ma tanto la moda.

 

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La bufala dell’alieno pakistano

23 Apr

Devo ammettere che e’ sempre molto interessante andare a leggere le notizie che tutti i giorni vengono pubblicate dalla moltitudine di siti catastrofisti che sono sorti in rete. Negli ultimi giorni, purtroppo, questi servizi di “informazione” erano un po’ giu’ di corda e proponevano soltanto video di presunti avvistamenti da qualche parte del mondo, ma si avvertiva un senso di smarrimento per la mancanza di una notizia bomba che attirasse l’attenzione delle persone. Finalmente, negli ultimi giorni, la notizia e’ arrivata.

In diversi siti potete leggere una notizia clamorosa, in Pakistan un gruppetto di bambini avrebbe trovato il corpo di un alieno mentre stava giocando nelle campagne vicino a Tahora. Senza mezzi termini, si tratta certamente del corpo di una piccola creatura aliena. Purtroppo, dopo averlo trovato, i bambini si sarebbero divertiti a prendere a calci il piccolo corpo e per terminare in bellezza lo avrebbero anche bruciato. Certo, direte voi, i bambini pakistani sono un po’ teppistelli, ma la notizia non e’ certamente questa.

Non ci credete, ecco una foto del corpo alieno:

Il corpo alieno ritrovato in Pakistan

Il corpo alieno ritrovato in Pakistan

Si tratta di una piccola creatura alta appena 6 pollici, circa 15 cm, e dall’aspetto che non lascia sicuramente spazio a dubbi.

A sostegno dell’ipotesi aliena, la notizia del ritrovamento e’ stata addirittura data in un servizio andato in onda nel Primetime News Network Pakistan Reports, uno dei maggiori programmi di informazione pakistana. Ecco il video andato in onda e pubblicato su youtube in data 21 Aprile 2013:

Ora come la mettiamo? A questo punto non ci dovrebbero essere piu’ dubbi circa l’esistenza aliena.

Credo, che dal tono che sto usando, abbiate gia’ capito dove voglio andare a parare. Cosa c’e’ di strano in questa notizia?

Facciamo una piccola premessa. Come detto molte volte, soprattutto a tutti quelli che leggendo le notizie provenienti dai siti in questione vengono pervasi da uno stato di ansia, tutte, e dico tutte, le notizie pubblicate attraverso questi canali devono essere analizzate punto per punto per capire quanto di vero c’e’ in quello che vi stanno proponendo. Molto spesso infatti, i titoli sensazionalistici utilizzati nascondono bufale ancora piu’ sensazionali. Il suggerimento che posso darvi, e’ quello di leggere queste notizie in modo frivolo e di prendere questa attivita’ come un simpatico passatempo, solo per capire fino a che punto gli autori possono spingersi nel raccontare cavolate.

Detto questo, torniamo al piccolo alieno pakistano.

Di cosa si tratta?

Anzi, prima di dire di cosa si tratta, facciamoci un’altra domanda: la notizia e’ veramente degli ultimi giorni? Come potete immaginare, assolutamente no. Come premesso, da qualche giorno scarseggiavano notizie catastrofiste su cui speculare, per cui questi siti hanno deciso di ripescare nei loro archivi notizie vecchie sperando che molti le avessero dimenticate.

La notizia dell’alieno ritrovato in Pakistan dal gruppo di bambini e’ in realta’ del 2009, cioe’ di quasi 4 anni fa. Non ci credete? Vi riporto un altro video interessante:

senza vederlo tutto, si tratta esattamente dello stesso servizio che sarebbe andato in onda sulla TV pakistana. Ora, vi riporto il link di youtube dove trovate questo secondo video:

Video TV Pakistan

Guardate la data di pubblicazione: 28 Maggio 2009, proprio come anticipato. Lo stesso video e’ stato dunque semplicemente ricaricato su youtube negli ultimi giorni, spacciando la notizia come fresca. Unica differenza e’ che nel 2009 si parlava di 4 pollici di altezza, oggi di 6. Forse nel giro di 4 anni l’alieno e’ cresciuto, oppure si e’ tentato in modo becero di mescolare le carte.

A questo punto pero’, abbiamo dimostrato che il video non e’ recente, ma l’alieno ritrovato nel 2009 cos’era?

Essendo la notizia cosi’ vecchia, la spiegazione e’ stata data ormai da diversi anni. Il piccolo corpo che avete visto, altro non e’ che un pupazzetto di plastica. A riprova di questo, vi voglio mostrare un foto di confronto:

Confronto tra il corpo del video e il pupazzetto di plastica

Confronto tra il corpo del video e il pupazzetto di plastica

Quello ritratto e’ un normale pupazzetto di plastica raffigurante un alieno e largamente venduto anche in Pakistan. Ecco il “corpo” nelle sue dimensioni reali:

Il pupazzetto di plastica in vendita in Pakistan

Il pupazzetto di plastica in vendita in Pakistan

La colorazione piu’ scura del video e’ solo dovuta alle bruciature fatte durante il gioco dei bambini.

A maggior sostegno di questa spiegazione, vi riporto anche un video, sempre preso da youtube, pubblicato il 18 settembre 2010, in cui si vedono i bambini giocare con il pupazzetto dopo il trattamento di bruciatura:

A questo punto, non credo che ci siano piu’ dubbi circa la non fondatezza della notizia, ma anche sul fatto che si tratti di qualcosa di vecchio riproposto in questi giorni.

Concludendo, anche in questo caso molti siti catastrofisti si sono dimostrati non attendibili nel peggiore dei modi. Come detto prima, riflettete sempre su questo genere di notizie. Purtroppo, la cattiva informazione di questo tipo, riesce a far breccia in molte persone creando uno stato d’ansia per qualcosa che potrebbe accadere da un momento all’altro. Non fidatevi di quello che viene scritto, ma non perche’ questo sia sbagliato a priori, anche questo atteggiamento non sarebbe corretto. Semplicmente, prima di prendere per buona qualsiasi notizia, fatevi sempre delle domande e cercate di informarvi in modo autonomo, parallelamente a questo genere di siti. Solo in questo modo potrete distinguere tra notizie vere e bufale incredibili come in questo caso.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Ora anche i profeti elettronici

11 Apr

Nell’era di internet 2.0 e nel periodo che stiamo vivendo, in cui tutti i giorni qualche simpatico burlone pubblica ipotesi catastrofiste per la fine del mondo, non poteva certo mancare un software profetico.

A cosa mi sto riferendo?

Come forse avrete intuito, sto parlando nuovamente di WebBot. Di questo programma abbiamo parlato in dettaglio in questo post:

La previsione informatica sul 2012

Come visto, si tratta di un software “profetico” basato sull’analisi asimmetrica dei Trend di linguaggio. Detto in parole semplici, questo programma usa degli “spider” per scandagliare la rete in cerca di tutte le informazioni su delle parole chiave inserite dall’utente. A ciascun risultato viene assegnato un valore numerico in base a dei complessi algoritmi di analisi e, al termine della scansione, il webbot fornisce una sorta di previsione futura basandosi sulla informazioni reperite in internet. Si parla di analisi del linguaggio proprio perche’ il software si basa sull’enorme mole di informazioni presenti in rete su siti, forum, blog, ecc.

Perche’ torniamo a parlare di webbot?

Se vi stavate preoccupando perche’ gia’ da qualche giorno non eravamo minacciati da un asteroide che dovrebbe arrivarci in testa, siete subito accontentati. Secondo una notizia che sta circolando in rete, il 14 aprile 2013, cioe’ tra una manciata di giorni, un asteroide di grandi dimensioni dovrebbe colpire la Terra causando enormi danni. Questa previsione sarebbe proprio stata fatta utilizzando il webbot.

Al solito, non per rompere le uova nel paniere, ma secondo voi, se ci fosse un asteroide di grandi dimensioni che impattera’ la Terra tra 3 giorni, non sarebbe visibile? A cosi’ breve distanza temporale, e dal momento che si parla di grandi dimensioni, sicuramente questo corpo sarebbe gia’ perfettamente visibile ad occhio nudo.

Dunque? Perche’ viene data questa notizia?

Come visto in questo articolo:

Lezione n.1: come cavalcare l’onda

a seguito dell’asteroide esploso in atmosfera sopra gli Urali a febbraio:

Pioggia di meteore in Russia

e’ scoppiata una vera e propria psicosi asteroide. Al solito, quello di Chelyabinsk e’ stato un evento reale e ci sono stati molti feriti, ma, da qui in poi, non passa giorno in cui non ci sia qualche sito che pubblica notizie di asteroidi precipitati in qualsiasi parte del mondo.

A cosa serve questo meccanismo?

In primis ad alimentare il sospetto ed il terrore, ma anche per continuare a propinare l’idea dell’esistenza di Nibiru. Come visto in questo articolo:

Nibiru: la prova del trattore gravitazionale

una delle principali ipotesi portate a sostegno dell’esistenza di Nibiru, sarebbe un aumento del numero di asteroidi lanciato verso la Terra. Come visto nell’articolo, questa ipotesi e’ completamente falsa. Nonostante questo, proprio il caso di Chelyabinsk ha riacceso gli animi ed offerto un’occasione da non perdere ai tanti siti catastrofisti che ormai conosciamo molto bene.

Da dove e’ uscita fuori la notiza del 14 Aprile?

Come detto, e questo e’ vero, si tratta di una previsione informatica fatta dal WebBot. E’ possibile che il sotware abbia sbagliato? No, non e’ possibile, e’ certo!

Capiamo il perche’.

Come visto anche nel precedente articolo, questo programma fu sviluppato per cercare di prevedere l’evoluzione della situazione di borsa. In questo caso, l’uso degli spider era fondamentale per cercare in rete, tra l’enorme mole di informazioni, notizie utili su una determinata societa’. In questo modo, si poteva valutare se comprare o meno quelle azioni. Ovviamente si tratta di un programma di analisi numerica, non certamente di un profeta infallibile. Se fosse vero il contrario, ognuno di noi saprebbe con anticipo cosa dovrebbe avvenire in borsa e saremmo tutti ricchi grazie ad investimenti certi.

Come potete capire, il webbot puo’ dare delle indicazioni, ma non e’ assolutamente detto che siano certe. Per come e’ costruito l’algoritmo di analisi, il tutto deve essere preso come una previsione accompagnata da un livello di incertezza notevole.

Ora, torniamo al nostro caso. Immaginate di far partire il webbot inserendo come chiave di ricerca la parola “asteroide”. E’ possibile che vi ritorni una previsione di impatto con la Terra? Assolutamente si. Come detto in precedenza, dopo il caso russo, tutti i giorni si pubblicano notizie di asteroidi caduti in diverse parti del mondo. Dunque, in questo senso, proprio il dilagante catastrofismo mediatico ha probabilmente portato fuori strada la previsione informatica.

Inoltre, sempre legato a questo, vorrei anche aprire una parentesi su quanto detto dal capo della NASA al Senato degli USA. Alla domanda: “cosa dovremmo fare se un asteroide puntasse verso la Terra e lo scoprissimo solo pochi giorni prima dell’impatto?”, Bolden ha risposto semplicemente “pregate”.

Questa risposta ha scatenato un putiferio sulla rete. Tantissimi siti parlano di un’agenzia spaziale degli Stati Uniti a conoscenza di un imminente impatto. Si e’ nuovamente tornati a parlare di ipotesi complottiste e di tutte quelle fantasie che abbiamo cominciato a vedere parlando di 2012.

Perche’ e’ stata data questa risposta? Prima di tutto, la domanda non lasciava spazio a nulla. Come riportato, si parlava di un asteroide in rotta certa verso la Terra e che verrebbe scoperto solo pochi giorni prima dell’impatto.Secondo voi, cosa avrebbe dovuto rispondere Bolden?

Inoltre, teniamo conto che la NASA, anche a seguito di quanto avvenuto in Russia, sta cercando di ottenere nuovi fondi per i programmi di difesa da asteroidi. Di queste soluzioni abbiamo parlato in questo post:

Asteroidi: sappiamo difenderci?

Dunque, capite bene che la risposta data dal capo della NASA e’ perfettamente lecita, anche se forse Bolden doveva immaginare l’eco che questa sua affermazione avrebbe avuto.

Concludendo, non c’e’ assolutamente nessun pericolo per il 14 Aprile 2013. In questo caso, si tratta solo di una previsione fatta mediante webbot che, con buona probabilita’, e’ stata proprio influenzata dalle tante notizie false pubblicate sulla rete circa asteroidi che cadono sulla Terra e improbabili avvistamenti di nuovi corpi orbitanti e potenzialmente pericolosi.

 

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Il sistema di posizionamento Galileo

21 Mar

Notizia fresca di questi giorni, che forse avrete letto anche sui  giornali, e’ stato lanciato il quarto satellite del sistema di navigazione e localizzazione Galileo. L’insieme dei quattro satelliti ha dato ufficialmente il via alla ricezione di questo sistema di localizzazione europeo.

Il principio di funzionamento, cosi’ potete leggere, e’ come quello del GPS americano, ma in questo caso si tratta di un sistema tutto europeo. Al momento sono in orbita 4 dei 30 satelliti previsiti che formerano la costellazione appunto del sistema Galileo.

Bello direte voi, ma questa notizia dovrebbe suscitare un po’ di curiosita’ e soprattutto una serie di domande lecite che vorrei condividere con voi: come funziona il GPS? Perche’ se c’era quello americano ne dobbiamo fare uno europeo? Che vantaggi comporta?

Tutte domande lecite a cui proveremo a dare una risposta semplice e accessibile a tutti.

Al solito, provate a fare un esperimento-intervista. Chiedete, anzi chiedetevi, come funziona il GPS che avete in macchina, sul cellulare, sul portatile, ecc. Molto spesso la risposta data e’ la seguente: semplice, si accende un antenna, questa comunica con un satellite che ci localizza e il gioco e’ fatto, otteniamo un puntino su una mappa che indica la nostra posizione “esatta”. Una risposta del genere e’ completamente sbagliata in diversi punti. Se questa e’ stata la vostra risposta, forse e’ il caso di continuare la lettura.

Partiamo dall’inizio. Abbiamo il problema di localizzare la nostra posizione in un punto qualsiasi della Terra. Come facciamo? Semplice, utilizziamo dei satelliti. Se non altro, l’utilizzo di satelliti ci permette, in linea di principio, di essere sempre localizzabili indipendentemente dalla posizione. In Europa, in Asia, nell’oceano, se alzate la testa vedete il cielo e quindi potenzialmente il satellite.

Satelliti visibili dal ricevitore nel tempo

Satelliti visibili dal ricevitore nel tempo

In realta’, non e’ proprio esattamente cosi’. Un solo satellite che gira intorno alla Terra non sarebbe sempre visibile. Per dirla tutta, un solo satellite non consentirebbe neanche di localizzarci, ma ne servono ben quattro visibili da dove siamo. Su questo torneremo tra poco. Dunque, un solo satellite non basta ne servono 4. Per questo motivo, la costellazione di satelliti GPS e’ formata da un numero grande di oggetti in orbita in modo da poter garantire sempre ed in ogni punto la visibilita’ di almeno 4 satelliti. L’immagine riportata permette di chiarire molto bene questo concetto. Come vedete, mentre i satelliti girano intorno alla Terra, viene riportato in ogni istante il numero di satelliti visibili. Affinche’ la vostra rete sia funzionale, questo numero non deve mai essere minore di quattro.

Fin qui ci siamo. Abbiamo bisogno di 4 satelliti. Non abbiamo ancora risposto alle domande iniziali, anzi ne abbiamo aggiunta un’altra: perche’ 4 satelliti?

Cerchiamo ora di capire come funziona il GPS. In realta’, l’antenna del vostro sistema non comunica affatto con i satelliti, ma e’ solo un “ricevitore” di segnali. In ogni istante, i satelliti inviano verso la terra dei segnali che l’antenna e’ in grado di ricevere. Questi segnali sono di tipo orario, cioe’ contengono l’informazione sull’ora del loro invio. Il metodo di localizzazione si basa appunto sulla differenza di tempo tra l’invio del segnale da parte del satellite e la sua ricezione dall’antenna. Conoscendo la velocita’di propagazione del segnale, dalla differenza di tempo possiamo ricavare la distanza del ricevitore dal satellite.

Ora, dovendo posizionare un punto sulla mappa corrispondente al ricevitore, avete bisogno di 3 informazioni: latitudine, longitudine e altitudine. Avete cioe’ 3 incognite da calcolare. Come ricorderete dalla matematica, per risolvere un sistema di 3 incognite c’e’ bisogno di 3 equazioni indipendenti. 3 equazioni significa dunque avere l’informazione contemporaneamente da 3 satelliti. Proprio per questo motivo si parla di “triangolazione” della posizione.

Ricapitoliamo: 3 incognite per la posizione esatta, 3 equazioni che sono i 3 satelliti, e fin qui ci siamo. Perche’ prima parlavamo di 4 satelliti?

Abbiamo detto che tutto il gioco si basa sulla misura del tempo impiegato dal segnale per andare dal satellite al ricevitore. Detto proprio semplicemente, il satellite manda un segnale dicendo sono le 12.00 il ricevitore ascolta il segnale, vede che sono le 12.01 e quindi capisce che e’ passato un minuto (in realta’ la differenza temporale e’ tipicamente dell’ordine dei millisecondi). Facile a dirsi ma non a farsi. Affinche’ questo gioco funzioni, i satelliti ed il ricevitore devono essere perfettamente sincronizzati.

I satelliti del GPS utilizzano degli orologi atomici al Cesio o al Rubidio, estremamente precisi, ma che costano piu’ o meno 200000 euro l’uno. Il nostro piccolo e economico ricevitore certamente non dispone di un sistema del genere. Dunque, per localizzare il punto non servono piu’ 3 incognite bensi’ 4, compreso il tempo. Il quarto satellite serve appunto per determinare anche l’informazione temporale.

images

Solo per completezza di informazione, la localizzazione GPS sarebbe impossibile senza le dovute correzioni date dalla relativita’ di Einstein. Il tempo sul satellite scorre ad un ritmo leggermente piu’ veloce rispetto alla Terra (dilatazione dei tempi). Se questo effetto non fosse incluso, le misure dei tempi di percorrenza sarebbero sistematicamente sbagliate. La funzionalita’ del GPS e’, se vogliamo, anche una conferma pratica dell’esistenza della relativita’.

Dunque, abbiamo capito come avviene la localizzazione. Torniamo ora al discorso satelliti. In ogni istante ed in ogni punto della Terra devo dunque poter vedere almeno 4 satelliti. Quello che oggi chiamiamo GPS sfrutta, come detto all’inizio, la costellazione di satelliti americani chiamata NAVSTAR GPS costituita in tutto da 31 satelliti. Questi sono disposti su sei piani orbitali con un’inclinazione di 55 gradi sul piano equatoriale. Maggiore e’ il numero di satelliti utilizzati simultaneamente, minore e’ l’incertezza con cui si possono ricavare le incognite, e dunque la posizione del ricevitore.

La precisione attuale del NAVSTAR e’ dell’ordine di qualche metro. Fino a prima del 2000, la qualita’ del sistema per uso civile era dell’ordine dei 200 metri a causa dela distorsione fatta appositamente sui segnali per uso civile, mentre per gli usi militari veniva data qualita’ massima. Questa distinzione, detta anche “disponibilita’ selettiva” e’ stata eliminata su volere del presidente Clinton e, di fatto, ha aperto la strada ai sistemi GPS portatili per scopi civili.

Abbiamo risposto gia’ a 2 domande su 3. Sappiamo ora come avviene la localizzazione e perche’ servono 4 satelliti. Torniamo ora a Galileo.

Galileo prevede una costellazione di 30 satelliti che diverra’ pienamente operativa a partire dal 2014. Ad oggi, e sappiamo ora anche il perche’, sono stati lanciati 4 satelliti e dunque e’ possibile fare i primi studi sui segnali e cominciare a testare la qualita’ del sistema.

Perche’ fare un nuovo sistema se c’e’ gia’ quello americano? In realta’, in orbita ci sono due sistemi di navigazioni indipendenti, il NAVSTAR americano e il GLONASS russo, quest’ultimo pero’ scarsamente manutenuto negli ultimi tempi. La motivazione del Galileo e’ piu’ politica che scientifica. Il NAVSTAR e il GLONASS per uso civile sono sempre subordinati all’effettivo utilizzo militare dei due paesi. In qualsiasi momento, uno dei due paesi potrebbe decidere di chiudere il servizio civile per un qualsiasi motivo. Non pensate soltanto al navigatore della vostra automobile, il GPS e’ utilizzato in tutti i sistemi di navigazione civili come aerei, navi, antifurti satellitari, ecc. Una, seppur improbabile (forse), decisione del genere causerebbe un danno irreparabile. La necessita’ dunque di interrompere un monopolio di localizzazione ha spinto i paesi europei ha dotarsi di un proprio sistema satellitare.

Inoltre, a differenza di quello made in USA, il Galileo gode dei finanziamenti di diversi paesi attraverso la comunita’ europea e non solo. Diversi paesi extraeuropei, come Israele, Cina e Russia (come integrazione del GLONASS), stanno contribuendo a Galileo appunto per assicurare un servizio civile costante.

Solo per completezza, esistono anche dei sistemi minori di tipo regionale attualmente in fase di studio. Sia l’India che la Cina stanno infatti portando avanti gli studi per dotarsi di sistemi proprietari esclusivi non globali. In questo caso, ma si tratta di una mia considerazione personale, programmi di questo tipo servono soltanto per prendere confidenza e dimostrare agli altri la possibilita’ di accedere allo spazio mediante satelliti. Come sappiamo, si tratta di economie definite “emergenti”, anche se ormai emerse del tutto, e proprio per questo interessate alla corsa allo spazio su tutti i fronti.

Concludendo, i primi 4 satelliti di Galileo sono in orbita. Nel giro di qualche anno la costellazione di satelliti dovrebbe essere completata e funzionante. Questo sistema, parallelo al NAVSTAR, consentira’ la localizzazione sulla Terra garantendo la funzionalita’ civile sempre e indipendentemente dalla situazione politica. Dal punto di vista economico, ci saranno vantaggi anche per le aziende europee che potranno produrre e commercializzare ricevitori per Galileo mentre prima con il NAVSTAR questo settore era riservato ad aziende americane.

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

E ora gli snowcircle

19 Feb

Di crop circle ne abbiamo parlato a sufficienza, mostrando i casi piu’ importanti rinvenuti nel mondo nel corso degli anni, ma soprattutto discutendo se fosse possibile che queste opere possano essere di origine aliena. Come visto, per tutti i cerchi analizzati, e su cui molto si e’ speculato nel corso degli anni, non abbiamo trovato elementi non conprensibili o che ci facessero pensare ad un’origine non umana dei cerchi:

21 Dicembre 2012: cerchi nel grano

Ancora sui cerchi nel grano

Errore nel cerchio di Santena

Come si realizza un cerchio nel grano

Nuovo cerchio, nuova data!

Nuovo cerchio a Povoletto

Inoltre, in un altro post:

Crop circle? No, sand circle!

Abbiamo discusso anche il caso dei sand circle, cioe’ di quelle opere, devo dire molto belle dal punto di vista artistico, comparse in diverse localita’ e realizzate sulla sabbia invece che sui campi di grano. Anche in quest’ultimo caso, gli autori dei cerchi non erano affatto misteriosi alieni proveniente da chissa’ dove, ma solo, si fa per dire vista la complessita’ delle linee, pesci palla intenti a realizzare le opere per depositare nel migliore dei modi le uova.

A questo punto, cambiamo nuovamente la “tela” utilizzata e parliamo invece di snowcircle, cioe’ di cerchi realizzati non sul grano, non sulla sabbia, bensi’ sulla neve.

Immaginate di trovarvi di fronte uno spettacolo del genere:

simon_beck

Questo e’ proprio quello che diversi sciatori si sono trovati di fronte in tantissime localita’ sciistiche e per cui sono rimasti letteralmente a bocca aperta.

Di cosa si tratta? Chi e’ l’autore di questi cerchi? Perche’ li ha realizzati?

Sorprendentemente, aprendo tantissimi siti catastrofisti, trovo al solito tanta speculazione su queste opere. I disegni in questione vengono presentati come opere misteriose realizzate nel corso della notte non si sa da chi, come e perche’. Come potete facilmente immaginare, il dito viene subito puntato verso forme di vita aliena o comunque creature intelligenti che avrebbero realizzato queste opere per lasciarci un messaggio cifrato o per mostrarci la loro presenza attraverso queste opere.

Niente di piu’ falso.

Le opere che potete vedere nelle foto, sono state realizzate da Simon Beck, un artista pre professione. Beck realizza la maggior parte di queste opere nella stazione sciistica di Les Arcs in Francia, dove trascorrere la maggior parte degli inverni. Per poter realizzare le sue opere, l’artista utilizza delle speciali racchette che gli consentono di spostarsi sul manto nevoso senza lasciare impronte durante il suo passaggio e nei tratti di raccordo dei suoi disegni.

Perche’ realizza queste opere?

Semplicemente per realizzare un’opera d’arte. Pensate che ciascun disegno richiede un lavoro fino anche a dieci ore.

Ora, stiamo parlando di un artista famoso in tutto il mondo e lei cui opere sono molto presenti anche su internet. Trovo assurdo che alcuni siti catastrofisti si divertano a cercare di convincere le persone che queste opere siano fatte da alieni o abbiano un’origine sconosciuta. Basta fare una semplice ricerca su internet per trovare tutte le risposte a qualsiasi domanda. Non c’e’ assolutamente niente di misterioso o di nascosto in queste opere. Ripeto, basta cercare “Simon Beck” su un qualsiasi motore di ricerca per trovare tutte le informazioni che volete ma anche le foto delle sue tante opere realizzate presso le stazioni sciistiche di mezzo mondo.

Purtroppo, alcuni siti cercano sempre di sfruttare la poca voglia dell’utente medio nel cercare autonomamente informazioni. Fate sempre attenzione a questa pratica sempre piu’ diffusa. non possiamo sempre puntare il dito contro determinati siti se poi la maggior parte della colpa e’ in realta’ degli utenti troppo disratti o poco propensi nel cercare informazioni da soli sulla rete.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.