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Finalmente …. il “buco” della Siberia

24 Lug

Negli ultimi giorni, molti siti e giornali hanno versato fiumi di inchiostro (anche digitale) per raccontare la “misteriosa” scoperta fatta in una delle zone più remote del pianeta, la penisola di Yamal in Siberia. Senza troppi giri di parole, anche perché credo che tutti sappiano di cosa sto parlando, ci stiamo riferendo a questo:

Il misterioso cratere apparso in Siberia

Il misterioso cratere apparso in Siberia

Un enorme cratere è misteriosamente e improvvisamente apparso dal nulla. Una spaventosa voragine con un diametro, come diverse fonti riportano, di più di 250 metri e una profondità talmente elevata che al momento è stato impossibile misurarlaz.

Vi premetto, che in questi giorni è stato divertentissimo leggere la notizia online anche perché molti giornali, diciamo, “seri” si sono lasciati andare ad ipotesi e fantasie veramente senza freno.

Prima considerazione: Yamal significa “fine del mondo”. Vi rendete conto? Un cratere di questo tipo che appare in una regione che si chiama fine del mondo. Perché è stata chiamata così? Significa che le popolazioni antiche sapevano qualcosa sulla zona che noi ignoriamo?

Scusate, avete presente dove si trova la Siberia? Avete presente il clima in Siberia? Ma, soprattutto, vi siete presi la briga di prendere una cartina e vedere dove si trova la penisola di Yamal? Ve lo mostro io:

La penisola di Yamal in Siberia

La penisola di Yamal in Siberia

Quale nome più adatto per un posto del genere in cui le temperature sono impraticabili, il terreno è praticamente tutto ghiacciato per buona parte dell’anno ed in cui la densità abitativa è praticamente nulla?

Detto questo, nelle prime ore dopo l’uscita della notizia del ritrovamento, le ipotesi sull’origine erano, ripeto anche da giornali nazionali, di questo tipo: il cratere è stato causato dallo schianto di un velivolo alieno. I militari russi hanno rimosso in fretta e furia ogni residuo e, solo dopo aver ripulito la scena, hanno pubblicizzato la cosa.

Semplice considerazione? Dalla foto vedete un buco quasi perfettamente verticale, molto profondo. Secondo me l’astronave aliena non si è schiantata al suolo per un’avaria ma si è lanciata a folle velocità esattamente perpendicolare al terreno. Potrebbe essere il primo caso di suicidio alieno. Vi sembra possibile?

Andiamo avanti. L’altra ipotesi è stata quella del meteorite. Tutti voi ricorderete ancora quanto accaduto a Cheliabynsk e di cui abbiamo parlato a lungo anche su queste pagine:

– Pioggia di meteore in Russia

– Meteorite anche a Cuba e Dark Rift

– Lezione n.1: come cavalcare l’onda

Se fosse stato il meteorite di Roma …

Ora, come è facile pensare, e come è evidente anche rivedendo il video di quanto accaduto in Russia in quell’occasione, è alquanto improbabile, se non impossibile, che un meteorite arrivi sulla Terra senza che nessuno se ne accorga, senza che frammenti esterni si stacchino nel passaggio in atmosfera ma, soprattutto, come nel caso della nave aliena: ma questo meteorite è caduto perpendicolare al terreno? Mi sembra alquanto scontato pensare che un angolo, seppur minimo, rispetto al terreno, avrebbe provocato una scia più o meno lunga indicando proprio la direzione di arrivo del proiettile cosmico. Invece, niente di niente, un cratere bello dritto che scende verso il basso.

Al solito, con fenomeni poco chiari, invece di stimolare la curiosità, ragionare, magari, ma questo sarebbe chiedere troppo, studiare le possibili origini, si pensa a sparare cavolate solo per impressionare le persone.

In realtà, già poche ore dopo il ritrovamento, gli scienziati accorsi sul luogo, principalmente dall’Accademia delle Scienze della Russia, avevano ipotizzato un’origine assolutamente naturale per il curioso fenomeno. Come forse avrete letto, con ottima probabilità, si è trattato di un crollo del terreno dovuto in parte al riscaldamento globale ed in parte alle, statisticamente possibili, ultime due estati nello Yamal che sono state sensibilmente più calde. Ovviamente, con “sensibilmente più calde” non vogliamo dire che la Siberia sia divenuta località balneare, ma solo che, rispetto alle medie della zona, le temperature sono state più elevate di qualche grado.

Cosa è avvenuto di preciso?

Come sapete nelle zone più vicine all’Artico, il terreno è costantemente coperto da uno spesso strato di ghiaccio permanente, molto spesso, anche non visibile dall’alto perché ricoperto di detriti. Questo strato, che in alcuni punti può raggiungere centinaia di metri, è quello che viene chiamato Permafrost. Del Permafrost avevamo già parlato in passato, ad esempio in questo articolo:

Cerchi nel ghiaccio: quello che ancora mancava

Ora, le temperature mediamente più alte hanno provocato un parziale scioglimento del permafrost. L’acqua è ovviamente scesa verso il basso ma lo scioglimento dello strato ha liberato gas che si sono accumulati sotto il terreno. Quando la pressione di questi gas è stata troppo alta e il terreno era ormai indebolito dall’acqua, è successo quello che succede con una bottiglia di champagne.

E’ possibile questa spiegazione? Assolutamente si. Cerchiamo di capire il perché. Prima cosa, lo scioglimento del ghiaccio fa scendere l’acqua in verticale, dunque compatibilmente con la forma del cratere che si vede benissimo sia delle foto che dai video. Più che un’esplosione si è trattato di un’espulsione di terreno dovuto all’alta pressione del gas. Questo infatti è in linea con quanto evidenziato dalle ricerche ancora in corso che non hanno evidenziato segni di esplosioni, e quindi repentini aumenti di temperatura, come invece era stato ipotizzato in un primo momento. Inoltre, la forma del cratere ai bordi, dove si vedono cumuli di terra, sono compatibili con questa spiegazione.

Altra cosa molto importante, i numeri che leggete in rete, molto spesso sono tirati fuori con il pallottoliere. Un diametro di 260 metri è assolutamente non credibile. Con buona probabilità si parla al massimo di 80 metri anche se, ancora da verificare con precisione, sembrerebbe che il raggio sia addirittura inferiore ai 40 metri. Per la profondità, siamo invece intorno ai 70 metri.

Cosa c’è sul fondo del cratere? Alcuni siti titolano così “misteriose strutture sul fondo del cratere di Yamal”. Pensate che è stato osservato un lago ghiacciato sul fondo di questa struttura. Scusate, cosa volevate trovare in Siberia nel Permafrost? Inoltre, in linea con la spiegazione data, il lago è alimentato anche dall’acqua precipitata dallo scioglimento del ghiaccio.

Proprio un’ultima osservazione. Possibile che questo cratere si sia formato da un momento all’altro? In realtà si, ma non è assolutamente detto che si sia formato, come molti credono, in questi giorni. Ripeto, stiamo parlando della penisola di Yamal in Siberia. E’ assolutamente lecito pensare che, ad esempio, il cratere si sia formato 2 anni fa ma è stato visto solo oggi. Come potete facilmente immaginare non stiamo parlando del centro di Roma, la zona del cratere non è proprio un punto di passaggio così trafficato. A riprova di questo, si stanno osservando le immagini satellitari della zona proprio per capire quando potrebbe essersi formato il cratere. Secondo il parere dei ricercatori intervenuti, la struttura potrebbe essere crollata tra il 2012 e il 2013, ma questo è ovviamente ancora da verificare.

A questo punto, credo che il discorso sia molto più chiaro. Se da un lato è divertente osservare la risposta della rete a notizie di questo tipo, trovo, e lo ripeto nuovamente, davvero sconcertante osservare come tanti siti, giornali e trasmissioni che dovrebbero avere un ruolo anche educativo sulle persone, preferiscono lasciarsi andare a spiegazioni fantasiose, senza basi scientifiche ma solo frutto di illazioni, molto spesso, scopiazzate su internet.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Ice bubbles dal fondo del lago

13 Nov

Come sappiamo, la natura non smette mai di stupirci. Di fenomeni particolari e affascinanti ne abbiamo visti diversi su questo blog. E’ sempre un piacere fare una pausa dal catastrofismo dilagante per raccontare le vere meraviglie che la natura ci offre in giro per il mondo.

Questa volta, vorrei parlarvi di un fenomeno davvero suggestivo, unico nella sua specie, e che ogni anno richiama fotografi da tutto il mondo per immortalare questo spettacolo.

Senza aggiungervi altre inutili parole, vorrei mostrarvi una foto:

Vista del lago Abraham in Canada durante l'inverno

Vista del lago Abraham in Canada durante l’inverno

Come vedete si tratta della superficie di un lago in inverno. L’acqua piu’ in alto e’ ghiacciata ma la particlarita’ si trova sotto questo strato di ghiaccio. Migliaia di bolle sono impriggionate sotto il lago, accatastate una sull’altra senza la possibilita’ di uscire in aria.

Questo e’ il poco noto fenomeno delle air bubbles che si verifica nel lago Abraham in Canada. Per la precisione, siamo nella provincia di Alberta e quello riportato nella foto e’ un lago artificiale formato dalle acque del lago North Saskatchewan dopo la costruzione della diga Bighorn.

Come e’ facile capire, ogni anno in inverno la superficie del lago si ghiaccia a causa delle basse temperature che possono raggiungere anche i 40 gradi sotto lo zero. Nel momento in cui e’ stata scattata la foto, lo strato di ghiaccio era spesso circa 10 cm e consentiva tranquillamente di passeggiare sul lago. Grazie alle acque incontaminate e trasparenti e’ possibile osservare molto bene la parte interna fino anche al fondale del lago. Gia’ questo sarebbe uno spettacolo naturale se non altro per la sensazione di vertigini che e’ possibile provare.

Oltre a questo pero’, come visto nella foto, migliaia di bolle si creano dal fondo del lago e risalgono in superficie. Qui, a causa della temperatura molto bassa, le bolle si congelano superficialmente restando attaccate allo strato di ghiaccio. Migliaia di bolle si sovrappongono tra loro riempiendo completamente la superficie e formando lo spettacolo visto.

Da cosa sono originate le air bubbles?

Come evidenziato ormai da anni, esistono dei depositi naturali di metano che viene rilasciato dal fondo. A causa del minor peso, il metano risale verso l’alto ed in condizioni normali uscirebbe in atmosfera. Durante l’invero pero’, la superificie ghiacciata funge da barriera intrappolando le bolle all’interno.

Il risultato e’ quello che abbiamo visto in foto e che, come anticipato, ogni anno richiama molti curiosi e fotografi per riprendere l’effetto. Ovviamente, viste le basse temperature della zona, non e’ consigliabile andare a fare una passeggiata senza essere provvisti della necessaria attrezzatura.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

NWO e i nuovi 5 euro

4 Lug

Purtroppo, quando si vedono smentite le profezie elette a cavalli di battaglia, ma, soprattutto, quando, passato il 2012, Nibiru, l’elezione del papa, si vede il proprio giro di affari catastrofista sull’orto del baratro, si rischia di inventare storie davvero grottesche.

Proprio in questo scenario da caduta dell’impero, in questi giorni molti siti internet hanno ritirato fuori dal cassetto la storia del Nuovo Ordine Mondiale ma, questa volta piu’ delle altre, in un modo assolutamente ridicolo.

Vista l’assurdita’ della storia, ho deciso di scrivere questo breve post, proprio per mostrare le ultime cartucce rimaste.

Tutti quanti sapete che, gia’ da qualche settimana, sono entrati in circolo i nuovi 5 euro. Il nuovo formato, presenta delle migliorie notevoli, almeno a detta della BCE, per la lotta alla contraffazione. Ora, chi dice che le nuove banconete siano belle, chi brutte, chi preferiva le vecchie. Tutti discorsi a cui ormai dovremmo essere abituati. Se proprio vogliamo fare una’analisi, ogni qual volta viene immesa nel circuito una nuova banconota o moneta, molto probabilmente per l’abitudine nel vedere il vecchio formato, si elevano sempre cori critici sull’estetica o sulla funzionalita’ della nuova introduzione.

Torniamo pero’ ai 5 euro. Avete analizzato con cura una banconota?

In realta’, almeno cosi’ si racconta sulla rete, guardandola bene ci si accorge di un’anomalia molto inquietante. Come sapete, riferendosi al Nuovo Ordine Mondiale, spesso vengono mostrati i simboli massonici presenti, ad esempio, su diverse banconote americane. Di questo abbiamo parlato in questi post:

Il complotto del complottista

Come si alimenta il sospetto

Esattamente allo stesso modo, anche nella nuova banconota da 5 euro sarebbero stati inseriti simboli relativi al NWO. Se proprio vogliamo essere precisi, simboli esoterici.

Non ci credete?

Ecco a voi la dimostrazione in cui viene mostrata la banconota da 5 euro aumentando il contrasto per mostrare quello che si vede in controluce:

La foto dei 5 euro che circola in rete in questi giorni

La foto dei 5 euro che circola in rete in questi giorni

Come vedete, al centro della banconota, si vede chiaramente un simbolo satanico. Anche questo sarebbe legato al Nuovo Ordine Mondiale o, in alternativa, all’inizio del regno del male, della Bestia, dell’Anticristo, ecc.

Qual e’ la spiegazione per l’inserimento di questo simbolo?

Spiegazione? Se avete 5 euro del nuovo formato in tasca, tirateli fuori e vedeteli controluce.

Come potete verificare, non c’e’ assolutamente nessun simbolo di questo tipo. Per chi non avesse banconote da 5 euro in tasca, spero per voi perche’ avete solo tagli maggiori, ecco una foto della nuova banconota:

Foto reale e non modificata dei 5 euro

Foto reale e non modificata dei 5 euro

Come vedete, non compare assolutamente nessun simbolo particolare. Questa e’ la semplice dimostrazione di come la storia del simbolo satanico sulla banconota sia del tutto inventata e prova di fondamento. Come spesso accade, qualche buontempone ha fatto un fotomontaggio e poi lo ha diffuso in rete. Molti siti complottisti, hanno poi fatto copia/incolla, senza neanche riflettere sulla veridicita’ della cosa. In questo modo, cosi’ come in tante altre occasioni, si crea un caso mediatico basato sul “nulla”.

Concludendo, la notizia che circola in rete sul presunto simbolo satanico nella banconota da 5 euro, e’ del tutto priva di fondamento. Come anticipato, molti siti stano cercando in tutti i modi di mantenere alto il livello di attenzione, inesorabilmente precipitato dopo il 21 dicembre 2012 ma, soprattutto, dopo le continue smentite ad ogni ipotesi di fine del mondo. In uno scenario del genere, credo pooprio che nelle prossime settimane ci sara’ da divertirsi con storie sempre piu’ assurde e campate in aria.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

2038: nuovo bug informatico

6 Mar

Questa volta, voglio trattare un problema prettamente informatico. Diverse volte, anzi per dirla tutta il blog stesso nasce per questo motivo, abbiamo discusso non solo della causa, ma soprattutto delle innumerevoli date profetizzate per una fine del mondo.

Come sappiamo, quella del 21 Dicembre 2012, ha avuto una risonanza mondiale. Il motivo di questo e’ ovviamente da ricercarsi nelle tantissime ipotesi profetiche fatte partendo dal calendario Maya, ma soprattutto cio’ che ha reso il 21/12 un fenomeno mondiale e’ stato senza dubbio l’apporto di internet.

Come detto in altre occasioni, la rete ci consente di scambiare informazioni in tempo reale con qualsiasi parte del mondo. Ogni qual volta scriviamo qualcosa su un sito, un forum, un blog, dobbiamo tenere sempre a mente che potenzialmente quanto scritto potrebbe essere letto all’istante anche dall’altra parte del mondo.

Prima del 21/12, l’altra data che tanto aveva fatto discutere su scenari apocalittici era ovviamente l’inizio del nuovo millennio nel 2000. Oltre alle tente ipotesi catastrofiste classiche, per il 2000 ampio spazio era stato dato al cosiddetto “millenium bug”, cioe’ al problema della gestione della data dei nostri computer.

Come forse ricorderete, il problema principale era che molti sistemi utilizzano una data espressa con solo due cifre. Per questo motivo, allo scattare del nuovo millennio, i computer sarebbero passati dalla data 99 a 00 e proprio questo valore poteva essere interpretato, invece che come 1 gennaio 2000, come 1 gennaio 1900.

Sul millenium bug si e’ parlato tantissimo. Si sono ipotizzati scenari da film di fantascienza con i nostri sistemi informatici che sarebbero impazziti mandando in tilt gran parte della nostra societa’ che, come sappiamo, e’ fortemente legata a questo tipo di controlli.

Come forse sapete ancora meglio, il millenium bug e’ stato un po’ come un 21/12 in piccolo. Se ne e’ parlato tanto, ma niente di particolarmente problematico e’ poi realmente accaduto.

Bene, ora ci risiamo. Per il 2038 e’ atteso un nuovo importante bug per i nostri pc, sempre legato alla gestione della data.

Cerchiamo di andare con ordine.

Molti dei sistemi di controllo informatico, utilizzano sistemi operativi basati su Unix e Linux. In questi sistemi operativi, per la gestione della data, viene usato il cosiddetto sistema POSIX, cioe’ il tempo viene contato come il numero di secondi trascorsi dallo Unix Epoch Time, il 1 Gennaio 1970.

Cosa significa questo?

Semplice, avete un punto di inizio fissato al 1 gennaio del 1970. Tutte le date, a livello di architettura interna si intende, vengono calcolate come il numero di secondi trascorsi da questo punto di partenza.

Sembra un po’ macchinoso, ma fino a questo punto non sembrano esserci problemi.

Quello che pero’ accade e’ che la gestione di questo tempo trascorso, viene gestita da un controllo a 32 bit utilizzato per dare il valore al dato detto time.h, un semplice contatore del numero di secondi trascorsi.

Se ci pensate, non e’ niente di complicato. Contiamo le date a partire dal 1 gennaio 1970, attraverso il numero di secondi trascorsi da questo giorno iniziale. Bene, questo numero di secondi, che ovviamente e’ un numero intero, viene gestito da una variabile a 32 bit.

Ora, il fatto di avere 32 bit, implica necessariamente che ad un certo punto ci saranno problemi di overflow, cioe’ la vostra variabile non sara’ piu’ in grado di aggiornarsi. Per dirla tutta, dal momento che la variabile e’ dotata di un segno, al termine dei valori concessi time.h assumera’ valori negativi.

Quando avverra’ questo overflow della data? Esattamente martedi 19 gennaio 2038 alle 3.14 e 07 secondi UTC. Dopo questo istante, i valori negativi del contatore dei secondi riporteranno la data al 13 Dicembre 1901.

Cosa implica questo? Siamo di nuovo di fronte ad un problema del tutto simile a quello del 2000. Anche in questo caso, in un preciso momento, i nostri sistemi informatici potrebbero entrare in confusione non riuscendo piu’ a distinguere tra le diverse date. Il problema del time.h non e’ in realta’ solo dei sistemi operativi basati su UNIX. Anche molti altri sistemi operativi utilizzano una struttura di questo tipo, cosi’ come moltissimi software che richiedono l’informazione della data per poter funzionare. Detto questo, nel 2038, tutti questi sistemi potrebbero dunque smettere di funzionare di colpo.

E’ possibile scongiurarare l’eventuale pericolo?

In linea di principio assolutamente si. Prima di tutto, ad oggi, abbiamo circa 25 anni di tempo per risolvere questo problema. Anche se, al ritmo attuale, c’e’ un rinnovamento delle tecnologie informatiche ogni 18 mesi circa, questo problema, noto gia’ da tempo, non e’ ancora stato risolto.

Molti dei nuovi sistemi a 64 bit, utilizzano gia’ un time.h in questo formato. In questo caso, ci sarebbe comunque il problema del numero non infinito di secondi che possiamo contare ma, partendo sempre dal 1 gennaio 1970, il sistema potrebbe funzionare senza problemi per molto piu’ tempo, sicuramente un tempo maggiore di quello di esistenza anche del pc stesso e del sistema che questo controlla.

Sul mercato pero’ esistono ancora tantissimi sistemi a 32 bit, alcuni anche strategi per specifici controlli. Evitando gli scenari apocalittici che gia’ si sentono in rete parlando di questo bug, con 25 anni di tempo per pensarci, non mi preoccuperei assolutamente del time.h e del cosiddetto Y2038 bug.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.