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Terremoti, gravita’ e …. bufale

9 Dic

Qualche settimana fa, tutta l’opinione pubblica e’ impazzita parlando di GOCE e della sua possibile caduta a terra al termine della missione. Molto prima che questo accadesse, avevamo gia’ parlato di questa missione in questo post:

GOCE: quando il satelliste finisce la benzina

Quando poi non solo il web ma anche i giornali si sono interessati all’avvenimento, in questo articolo:

Obbligatorio dire due parole su GOCE

siamo tornati sull’argomento per valutare le reali probabilita’ di impatto non tanto sulla terra, quanto in un’area popolata del nostro pianeta.

Ora pero’, vorrei tornare su questo argomento perche’ in questi giorni si e’ di nuovo tornati a parlare di GOCE, mettendolo in relazione, questa volta per quanto riguarda i suoi dati, con un altro fatto tragico avvenuto in passato: il terribile terremoto che ha colpito il Giappone nel 2011.

Cosa si e’ scoperto?

Come visto nel primo articolo, il compito scientifico del satellite era quello di mappare il campo gravitazionale terrestre con lo scopo di studiare in dettaglio le sue caratteristiche. Misure di questo tipo sono estremamente importanti per studiare il nostro pianeta ma soprattutto per comprendere i meccanismi di circolazione delle correnti oceaniche.

Bene, dall’analisi dei dati di GOCE si e’ evidenziato come il terremoto del marzo 2011 in Giappone abbia modificato localmente la gravita’. In realta’, questo effetto era ipotizzato ed atteso ma i dati del satellite, che hanno portato una sensibilita’ mai avuta prima, hanno permesso di trovare la conferma di questa ipotesi.

Cerchiamo di ragionare sulla cosa.

Come sappiamo bene, la gravita’ che sperimentiamo tutti i giorni, e che, tra le altre cose, ci tiene attaccati alla Terra, e’ frutto della forza di attrazione che si esercita tra noi e il pianeta. Questa interazione si manifesta tra due qualsiasi masse poste ad una certa distanza. Se proprio vogliamo essere scientifici, l’intensita’ dell’interazione e’ direttamente proporzionale alle masse in gioco e inversamente proporzionale al quadrato della distanza. Detto in questi termini, noi siamo attratti dalla terra ma, allo stesso tempo, anche il nostro pianeta e’ attratto da noi.

Ora, facciamo un piccolo sforzo aggiuntivo. La nostra terra e’ un corpo molto grande e con una forma tutt’altro che regolare. Ogni variazione di densita’, o di altezza, contribuisce a variare di qualche percento l’interazione gravitazionale. Bene, come e’ noto, in caso di terremoti, abbiamo movimenti di grandi masse sotterranee che possono propagarsi anche per kilometri rispetto all’epicentro del sisma.

Detto questo, e’ facilmente comprensibile come un terremoto, specialmente se di grande intensita’, possa provocare variazioni locali della gravita’ a causa delle modificazione apportate.

Questa immagine, ricostruita proprio dai dati di GOCE, ci mostra la zona intorno all’epicentro giapponese del 2011 e le variazioni del campo gravitazionale registrate:

Variazioni locali del campo gravitazionale nella zona del terremoto del 2011 in Giappone.

Variazioni locali del campo gravitazionale nella zona del terremoto del 2011 in Giappone.

Fin qui credo sia tutto chiaro e assolutamente non sconvolgente. Come e’ nostra abitudine, andiamo pero’ a sbirciare come i siti catastrofisti stanno raccontando questa notizia.

Tenete a mente quanto detto fino a questo punto, soprattutto pensando a come si determina la gravitazione. Cosa troviamo scritto su uno di questi, tristemente noti, siti?

Analizzando i dati misurati dal GOCE in Giappone, il team ha scoperto che il terremoto aveva chiaramente influenzato negativamente, con conseguente rottura del campo gravitazionale della zona.

Leggete con attenzione questa frase. Ci sono due aspetti molto significativi da analizzare. Prima di tutto, vorrei tanto sapere cosa significa “rottura del campo gravitazionale”.Come visto nella spiegazione, questa frase non ha assolutamente senso. Si parla in questi termini solo per cercare di amplificare la notizia e spaventare le persone. Il campo gravitazionale puo’ si modificarsi, ma certamente non puo’ “spezzarsi” ne, tantomeno, interrompersi.

Oltre a questo piccolo “particolare”, ne abbiamo anche un altro molto importante. Il terremoto aveva influenzato “negativamente” . Che significa influenzato negativamente? Ovviamente niente. I terremoti sono fenomeni naturali, cosi’ come la gravita’. Grandi sismi possono provocare variazioni locali del campo gravitazionale. Non esistono influenze positive o negative, esistono solo i fatti di cui abbiamo discusso in precedenza. Mi sembra assolutamente evidente capire il perche’ di questo aggettivo in una notizia del genere.

Concludendo, siamo di fronte alla solita notizia scientifica vera, amplificata e distorta sul web. Il motivo di questo e’ ormai chiaro a tutti. Purtroppo, dobbiamo sempre prestare la massima attenzione nel leggere notizie di questo tipo e valutare sempre al meglio la fonte da cui ci stiamo informando.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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2012, fine del mondo e LHC

16 Nov

Dopo aver parlato di pianeti erranti, fenomeni atmosferici, asteroidi, rifugi sotterranei e chi piu’ ne ha, piu’ ne metta, in questo post vorrei tornare a qualcosa piu’ vicino alla Fisica in senso stretto.

Tutti avranno sentito parlare di LHC, cioe’ l’acceleratore di particelle lungo 27 Km costruito sottoterra tra Francia e Svizzera. Stiamo parlando del pu’ grande e potente acceleratore di particelle mai costruito e dove solo pochi mesi fa e’ stata annunciata la scoperta del bosone di Higgs.

In questo post, non voglio entrare nel merito dei parametri dell’acceleratore, ne tantomeno parlare di fisica. Voglio parlare di LHC solo in relazione al 2012 e a tutte le voci che vorrebbero questo acceleratore come una potentissima arma in grado di mettere in pericolo l’intera razza umana.

Gia’ prima dell’accensione di LHC, numerose critiche erano state mosse a questo acceleratore e molte di queste sono anche arrivate in tribunale. Proprio di questi giorni e’ l’ultimo rigetto da parte della corte europea per una richiesta di spegnimento proposta da una cittadina tedesca.

In questo post, vorrei cercare di ragionare sulle critiche mosse nei confronti di LHC e capire quali sono i concetti sui quali si basano queste richieste di spegnimento.

Una delle piu’ seguite teorie catastrofiste su LHC e’ stata proposta da Steve Alten nel suo libro: “2012. La fine del mondo”. Secondo Alten, l’aumento di terremoti a livello mondiale, che stiamo viviendo in questi ultimi mesi, sarebbe proprio connessa con LHC.

Prima di tutto, facciamo una premessa importante. In numerosi articoli abbiamo gia’ parlato di terremoti dal momento che questi fenomeni vengono anche messi in relazione con l’influenza gravitazionale del decimo pianeta. Consultando i vari database sparsi in rete, e’ stato possibile analizzare statisticamente il numero dei terremoti, smentendo assolutamente un aumento sia nel numero che nell’intensita’ delle scosse:

Riassunto sui terremoti

Analisi statistica dei terremoti

Dati falsi sui terremoti

Terremoti, basta chiacchiere. Parliamo di numeri.

Terremoti: nuove analisi statistiche

Fatta questa premessa, e’ comunque interessante capire perche’ LHC verrebbe imputato come una causa dell’insorgenza di terremoti.

Sempre secondo Alten, all’interno di LHC verrebbero prodotte delle particolari strutture potenzialmente pericolose: mini buchi neri e perticelle “strangelet”. Vediamo singolarmente di cosa si tratta capendo anche se la loro esistenza e’ veramente possibile.

Una tratto dell’acceleratore LHC

Per quanto riguarda i mini buchi neri, l’ipotesi di produzione non e’ formalmente corretta. In molti siti, anche a carattere scientifico, si parla di produzione di mini buchi neri, ma assolutamente non pericolosi. Per capire l’affermazione fatta, cerchiamo di ragionare insieme. Come si forma un buco nero? Affinche’ questo venga prodotto, e’ necessario che la natura concentri una quantita’ molto elevata di massa in uno spazio ristretto. In questo modo si ottiene una regione ad altissima densita’ di energia, da cui potrebbe formarsi un buco nero. Ora, per quanto potente sia LHC, l’energia dei fasci utilizzati non e’ neanche lontanamente vicina a quelle che troviamo in natura nei raggi cosmici. Esiste pero’ una teoria scientifica, secondo la quale all’interno di acceleratori di particelle si potrebbero formare precursori di mini buchi neri, cioe’ particelle potenzialmente in grado di accrescere un buco nero risucchiando la materia circostante. Ad oggi, queste particelle non sono mai state osservate.

Dunque, siamo nel campo delle ipotesi, la formazione di questi che possiamo chiamare pre-buchi-neri non e’ neanche certa. Nonostante questo, per analizzare e scongiurare ogni possibile scenario, possiamo studiare l’evoluzione nel tempo nel caso in cui queste particelle venissero formate.

Come anticipato, per far accrescere un buco nero e’ necessario che questo assorba materia dall’ambiete circostante. Proprio questo meccanismo ha contribuito all’ipotesi secondo la quale i buchi neri all’interno di LHC avrebbero risucchiato, nel giro di pochi minuti, l’intera Terra. Premettiamo subito che questo effetto non e’ possibile! Prima di tutto, i tubi in cui vengono fatti circolare i fasci sono tenuti ad un vuoto molto spinto. Questo riduce da subito la quantita’ di materia in prossimita’ dell’eventuale buco nero e che dunque potrebbe essere utilizzata per l’accrescimento.

Se ancora non foste convinti della non pericolosita’ dell’ipotesi fatta, possiamo ragionare anche sull’eventuale esistenza del buco nero. Una delle maggiori teorie formulate dal fisico Stephen Hawking e’ la cosidetta teoria dell’evaporazione dei buchi neri. Secondo questa ipotesi, il buco nero emette radiazione, nota come di Hawking, e l’effetto di questa emissione e’ la perdita di particelle dal buco nero verso l’esterno. La continua emissione di radiazione di Hawking e’ artefice, in un tempo piu’ o meno lungo, della completa evaporazione di un buco nero. Per un buco nero di media massa, il tempo necessario all’evaporazione e’ di qualche miliardo di anni.

Per media dimensione intendiamo qualcosa con una massa dell’ordine di 10^12 Kg. Se ora pensiamo ad un buco nero formato al limite di una sola leggerissima particella, capite bene che l’evaporazione del pre-buco nero sarebbe istantanea, scongiurando definitivamente ogni possibilita’ di accrescimento.

Risolto il problema dei buchi neri, resta da chiarire il discorso strangelet. Uno strangelet e’ una particella, del tutto ipotetica, pensata come uno stato legato di quark strange. Per completezza di informazioni, mentre i protoni ed i neutroni sono stati legati formati da quark “up” e “down”, gli strangelet sarebbero composti da quark “strange”, cioe’ un’altra tipologia di quark, e proprio per questo parliamo di materia “strana”. In questo contesto, la cosa importante da capire e’ il perche’ queste particelle, ripeto per il momento solo teorizzate, potrebbe essere pericolose.

Date le proprieta’ di uno strangelet, se un acceleratore riuscisse a produrre una di queste particelle a carica negativa, questa potrebbe interagire immediatamente con le particelle ordinarie,e trasformare anche queste in materia strana. Il risultato sarebbe un effetto a catena di conversioni che, nel giro di pochissimo tempo, trasformerebbero l’intera Terra in un blocco di materia strana.

Cme abbiamo anticipato, la probabilita’ di formazione di materia strana e’ abbastanza remota anche alle potenze di LHC. Teniamo sempre conto del fatto che, se anche venisse formata, dato il vuoto all’interno del’acceleratore, la probabilita’ di interazione tra materia strana e ordinaria sarebbe del tutto impossibile.

Come vi anticipavo, gia’ prima dell’accensione di LHC molti avevano puntato il dito contro l’acceleratore e il CERN. Proprio per l’insistenza di queste voci, il laboratorio svizzero ha anche messo online una pagina molto completa con le risposte scientifiche a tutte queste ipotesi catastrofiche:

CERN LHC Safety

Il concetto della sicurezza di LHC in relazione al 2012 e alla fine del mondo e’ stato anche ribadito dal Dott. Sergio Bertolucci, direttore di divisione ricerca e calcolo del CERN di Ginevra, nella sua prefazione scritta proprio per il libro “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

Vi riporto qui un brevissimo estratto interessante per capire la posizione del CERN nei confronti delle tante richieste di chiarimento che ogni giorno riceve:

(Di annunci sulla fine del mondo) Ne sono stato testimone privilegiato alla partenza di LHC, il grande collisionatore di protoni entrato in funzione alla fine del 2008 nel laboratorio del CERN di Ginevra: uno sparuto gruppo di «colleghi», ogniqualvolta un nuovo acceleratore di particelle entra in operazione, si affretta a rispolverare un vecchio e indifendibile modello teorico, prevedendo che la nuova macchina produrrà dei piccoli buchi neri, che incominceranno a risucchiare le cose attorno a loro, divorandosi il laboratorio, Ginevra, la Svizzera, la Terra e così via…

LHC è in funzione dal 2009 e ovviamente non ha causato nessuna fine del mondo. Malgrado ciò, riceviamo almeno una lettera al mese dai quattro angoli del globo, che presenta la prossima teoria sulla fine del mondo: rispondiamo a tutte.

Come potete leggere, e come abbiamo visto in precedenza, si tratta di teorie vecchie e rispolverate alla partenza di ogni nuovo acceleratore di particelle.

Concludendo, non c’e’ assolutamente nessun pericolo che macchine di questo tipo possano causare la fine del mondo.

Per analizzare scientificamente ogni possibile profezia sul 2012, sfruttando queste teorie per parlare di scienza e divulgare concetti molto spesso poco compresi e sempre attuali, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”

 

Terremoti, Pollino, Giuliani, Radon, L’Aquila …

27 Ott

In questi giorni, ho ricevuto diverse mail di lettori del blog, che chiedono maggiori informazioni sullo sciame del Pollino e sulla sua evoluzione. Alla luce dell’ultima scossa di M5 registrata a Mormanno, credo sia necessario fare un punto della situazione.

Epicentro della scossa del 26 Ottobre nel Pollino

Abbiamo parlato dello sciame del Pollino in questo post:

La sequenza del Pollino

A differenza di quanto affermato da qualcuno, le conclusioni non erano affatto una rassicurazione per gli abitanti della zona, dal momento che l’evoluzione di questi sciami, come riportato nel testo, non sono affatto univoche. Per completezza, vi riporto esattamente le conclusioni di questo post:

Storicamente, le evoluzioni di sciami di questo tipo non sono affatto univoche. Ci sono moltissimi esempi in cui lo sciame, dopo vari periodi di attivita’, ha smesso senza un evento di grande intensita’. In questo caso, l’energia accumulata nelle faglie e’ stata dissipata mediante piccole e medie scosse senza causare danni. Al contrario, vi sono esempi di sciami che sono culminati con eventi di grande intensita’, come nel caso dell’Abruzzo nel 2009.

Come potete leggere, uno sciame prolungato di questo tipo puo’ esaurirsi senza presentare scosse di magnitudo elevata o, come nel caso dell’Aquila del 2009, terminare con una scossa di grande intensita’.

Ovviamente non siamo qui a fare le bucce su chi ha detto cosa, ma vogliamo analizzare meglio la possibile evoluzione di questo sciame.

Proprio in queste ore, e’ arrivata la notizia che Giampaolo Giuliani avrebbe dichiarato che, dalle misurazioni del Radon nella zona, ci sara’ una nuova forte scosse nel Pollino nel giro di 24/48 ore da oggi.

L’annuncio e’ molto importante ed estremamente grave. Sulla rete si sta diffondendo nuovamente il panico e molti utenti si chiedono cosa aspetti il governo, la protezione civile o chi di dovere ad evacuare tutti i paesi interessati.

Prima di scendere nel catastrofismo, cerchiamo di analizzare in maniera scientifica non solo questo caso, ma la ricerca del radon come precursore sismico.

In questo blog, abbiamo gia’ parlato della possibilita’ di prevedere terremoti mediante lo studio di particolari eventi identificati come precursori sismici:

Allineamenti, terremoti e … Bendandi

Riassunto sui terremoti

Come abbiamo visto, ad oggi non esiste un precursore sismico sicuro, cioe’ che sia univocamente correlato con l’insorgenza di eventi sismici. Nonostante questo, molte analisi statistiche possono essere fatte per studiare l’evoluzione dei terremoti, ma non per prevedere esattamente la data, il luogo e l’intensita’ di nuovi eventi:

Analisi statistica dei terremoti

Dati falsi sui terremoti

Terremoti, basta chiacchiere. Parliamo di numeri.

Terremoti: nuove analisi statistiche

Fatta questa doverosa premessa, torniamo al Radon. La prima cosa che dobbiamo chiederci e’: chi e’ Giampaolo Giuliani?

Giuliani e’ un tecnico del settore scientifico, che ha collaborato con diversi esperimenti, dapprima per l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) poi per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). E’ di origine aquilana e lavora attualmente presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso sempre dell’INFN.

Solo per completezza di informazione, come detto in precedenza si tratta di un tecnico diplomato, non di un ricercatore come spesso viene scritto sui giornali o su diversi siti internet. Faccio questa premessa non per un discorso classista, ma semplicemente per anticipare che le ricerche condotte da Giuliani sul Radon non vengono effettuate per conto dell’Istituto di Fisica, ma a puro titolo personale fuori dall’orario di lavoro.

Arrivando al Radon, prima ancora di Giuliani, e questa volta in ambito di ricerca INFN e universitaria, vennero condotti molti studi sulla correlazione tra emissione di Radon e deformazioni delle rocce del sottosuolo. Gia’ nel 1998, i ricercatori dell’Universita’ di Roma 3, raccolsero molti dati che sembravano evidenziare uan relazione tra il radon emesso e la sismicita’ locale. Ricerche continuate poi dall’ENI insieme all’Universita’ di Bologna, ma che non evidenziarono una correlazione sempre ripetibile tra gli eventi. Sempre in quegli anni, l’esperimento ERMES dell’INFN studiava la relazione del radon con la deformazione delle rocce, utile sempre in ambito geofisico ma anche per lo studio della spettrometria nucleare negli ambienti del laboratorio stesso che, come tutti sanno, e’ all’interno della montagna.

A seguito di queste ricerche a cui collaboro’, Giuliani si appassiono’ a questi studi continuando autonomamente la ricerca della relazione possibile tra Radon ed eventi sismici. I primi dati vennero raccolti in concomitanza del terremoto del 2000 in Turchia, senza pero’ mostrare evidenze tra emissioni di gas e terremoti.

Successivamente il gruppo di ricerca formato dallo stesso Giuliani creo’ una prima rete di monitoraggio del radon, studiando statisticamente anche l’insorgenza temporale di terremoti e, nel 2006, giunse ad una prima conclusione:

Abbiamo notato che la maggior parte dei terremoti si verificano durante i mesi invernali, o meglio, quando il sistema terra-luna è nel perielio, quindi più vicino al sole. In inverno, quando la terra subisce uno stress gravitazionale maggiore, si registrano più eventi sismici (60-70%) che in estate. La percentuale si mantiene ancora più alta quando c’è la luna nuova. Il magma che scorre sotto la crosta terrestre risente delle attrazioni gravitazionali, come accade per gli oceani.

Raccogliando i dati sul radon, Giuliani registro’ molti sismi e li analizzo’ statisticamente arrivando a questa conclusione. Questa pero’ e’ totalmente in contrasto con i dati che e’ possibile consultare liberamente dal sito del USGS. Analizzando infatti i dati di questo database, di cui abbiamo parlato anche nei precedenti post, non si evidenzia nessuna correlazione di questo tipo, ne’ tra terremoti e stagione dell’anno, ne’ tantomeno tra terremoti e fasi lunari.

Andando avanti nel tempo, Giuliani balzo’ nuovamente alle cronache nel marzo 2009 a seguito della previsione di Sulmona. Il 29 Marzo, Giuliani telefono’ al sindaco di Sulmona per avvertirlo che, da li a pochissime ore, un forte sisma sarebbe avvenuto in citta’. La notizia si sparse velocemente creando il panico ta le popolazioni del posto, ma il sisma non avvenne mai. A seguito di questo, Giuliani fu denunciato per procurato allarme ma poi assolto dal GIP per aver agito in buona fede, come vedremo meglio in seguito.

Facciamo il punto della situazione. Siamo a Marzo 2009, l’Aquila (e la zona circostante) e’ interessata da uno sciame sismico di cui, come oggi nel Pollino, non si conosce la possibile evoluzione. Il 29 Marzo, Giuliani annuncia un terremoto a Sulmona che non avviene. Come sappiamo, il 6 Aprile ci sara’ la forte scosse dell’Aquila. Ma torniamo indietro di qualche giorno rispetto al 29 Marzo e al caso di Sulmona e andiamo al 25 Marzo. In questa data, Giuliani rilascia un’intervista al giornale “Il capoluogo d’Abruzzo” in cui afferma, a proposito dello sciame in corso nella regione:

Quest’anno questo sciame sismico è stato più intenso e con delle scosse più forti, che sono state rilevate dalla popolazione. Lo sciame non è un fenomeno preparatorio ad un evento sismico più rilevante, né ha correlazione con grandi piogge o nevicate, come ho sentito dire da molti. È un fenomeno normale per una zona come quella aquilana.

e ancora:

Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.

Vi ricordo che siamo al 25 Marzo 2012. A riprova di quanto affermato, vi riporto anche il link con il riassunto dell’intervista, riportato nel sito Abruzzo24ore e pubblicato proprio il 6 Aprile dopo la forte scossa dell’Aquila:

Abruzzo24ore intervista Giuliani

Al 25 Marzo, il signor Giuliani tranquillizzava i propri cittadini che lo sciame sarebbe terminato nel giro di una settimana, mentre, come sappiamo bene, nel giro di 2 settimane arrivo’ un terremoto di M6.3 e con le conseguenze che conosciamo bene.

Nei giorni successivi a questa scossa principale, Giuliani affermo’ di aver visto quella notte un forte aumento nell’emissione di Radon dal sottosuolo, ma di non aver avvertito nessuno per la paura a seguito della denuncia di Sulmona.

Cerchiamo dunque di fare il punto della situazione. Dal punto di vista scientifico, non vi e’ nessuna evidente correlazione tra aumento delle emissioni di radon nel sottosuolo e terremoti. Per meglio dire, possono esserci aumenti di emissioni prima, durante o dopo un terremoto, come possono avvenire forti terremoti senza aumenti significativi di questo gas. Inoltre, possono avvenire aumenti di emissione di radon dal sottosuolo, senza che poi ci sia un terremoto in quelle zone. In particolare, il caso di Sulmona rientra in quest’ultima categoria a dimostrazione del fatto che Giuliani abbia agito in buona fede il 29 Marzo.

Cosa significa questo?

Semplicemete, la sola analisi delle emissioni di radon non costituisce un precursore sismico. Non stiamo qui a giudicare Giuliani, ma e’ stato piu’ volte dimostrato dalla scienza ufficiale come queste correlazioni non permettano di prevedere terremoti.

Ora, cosa possiamo dire riguardo al Pollino? Alla luce di quanto affermato, non siamo a tutt’oggi in grado di poter prevedere con sicurezza un terremoto. Parlare con certezza di un evento distruttivo che avverra’ nelle prossime ore, serve solo ad incrementare la polemica su questi argomenti, come visto in questo post:

Terrorismo psicologico

Nessuno puo’ dirvi con certezza cosa potrebbe accadere nelle prossime ore nel Pollino. Non stiamo facendo una scommessa a chi indovina l’evoluzione. Dal nostro canto, alla luce di quanto detto, rimane valida la conclusione dell’articolo precedente. Sciami di questo tipo possono esaurirsi gradualmente nel tempo attraverso scosse di piccola intensita’ oppure dar luogo ad eventi di elevata magnitudo.

Siamo sempre convinti che la politica dovrebbe occuparsi di mettere in sicurezza gli edifici della nostra penisola. Siamo un paese sismico e su questo non possiamo farci nulla. Fare prevenzione, attuare norme sismiche, non solo per le nuove costruzioni, ma anche mettendo in sicurezza gli edifici piu’ vecchi e’ l’unico modo per arginare in modo sostanziale i terremoti che potrebbero esserci nel futuro.

Per continuare ad analizzare tutte le profezie sul 2012, ma soprattutto per affrontare in modo scientifico argomenti troppo spesso tralasciati dalla scienza ufficiale, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

Eclissi Totale il 13 Novembre, cosa dire …

21 Ott

Visto che ho ricevuto molti messaggi di persone che chiedevano il mio punto di vista sull’eclissi totale del 13 Novembre, ho deciso di rispondere a tutti in questo post.

Zona di visibilita’ dell’eclissi del 13 Novembre

Non ho postato nuovi articoli su questo avvenimento, perche’ lo avevo gia’ fatto in passato. Questo non significa che, come qualcuno afferma, mantengo il segreto sull’evento perche’ penso che qualcosa possa accadere.

A dimostrazione di questo, vi riporto nuovamente il testo pubblicato il 12 Giugno 2012, completo di tutti i link utili alla comprensione. Per chi non lo avesse letto, per il 13 Novembre 2012 e’ attesa una eclissi totale di Sole, in realta’ visibile solo in una zona molto ristretta, come mostrato nell’animazione riportata.

Come potete facilmente immaginare, questo evento e’ stato di nuovo preso in considerazione da tutti quelli che vorrebbero una relazione tra i movimenti dei pianeti e le maree liquide. Con questo intendiamo le teorie secondo le quali le variazioni della forza gravitazionale, dovute all’allineamento tra pianeti, sarebbero in grado di provocare movimenti tellurici sulla Terra.

Come abbiamo visto, queste variazioni sono del tutto trascurbili e non in grado di provocare effetti di questo tipo.

Fatta questa dovuta anticipazione, vi riporto nuovamente il testo dell’articolo del 12 Giugno intitolato:

Eclissi totale il 13 Novembre 2012

 

Ecco a voi il testo:

 

Come vi abbiamo anticipato in questo articolo:

5 giugno, 6 giugno, 21 dicembre e non solo

La prossima data attesa dai sostenitori della fine del mondo, sara’ quello del 13 Novembre 2012.

Come abbiamo visto in questo articolo invece:

Prossima data importante?

per questa data e’ prevista un’eclissi di Sole, che in realta’ sara’ totale solo in una ristretta zona, e parziale in una regione di spazio maggiore. Questo semplicemente perche’ il cono d’ombra proiettato dal Sole sulla Luna occupera’ uno spazio piu’ grande.

Perche’ questa data sara’ la prossima attesa per la fine del mondo?

Come ormai abbiamo imparato, molti filo-catastrofisti (e non) vorrebbero delle correlazioni tra eventi astronomici di questo tipo (eclissi, super Luna, transiti di pianeti) e il verificarsi di Terremoti sulla Terra.

Di questo abbiamo gia’ abbondantemente discusso in molti articoli, ed in particolare, abbiamo dimostrato come, ad esempio, il transito di Venere sul disco del Sole causi delle variazioni estremamente piccole all’interazione gravitazionale subita dalla Terra. Queste variazioni non possono in alcun caso giustificare il fenomeno delle cosidette “maree solide”, cioe’ la perturbazione delle placche continentali ad opera della forza gravitazionale esercitata dai pianeti.

Alla luce di questo, perche’ ancora una volta si mette in relazione un’eclissi solare con la possibilita’ di avere Terremoti?

Se ricordate bene, come abbiamo visto in questo articolo:

Allineamenti e Terremoti

Il giorno stesso del primo terremoto in Emilia del 20 Maggio 2012, ci fu un’eclissi anulare di Sole visibile da gran parte dell’Oceano Pacifico e del Nord America.

Sempre in questo articolo, abbiamo analizzato come in realta’ l’insorgenza annuale di feomeni di questo tipo e di questa intensita’, non e’ affatto straordinaria. Ogni anno, sulla Terra, si verificano diversi Terremoti anche di grande intensita’, e statisticamente non si nota ne un aumento di questi fenomeni avvicinandosi al 2012, ne tantomeno un aumento significativo in corrispondenza di fenomeni astronomici importanti.

Eclissi anulare del 20 Maggio 2012

Alla luce di quanto discusso insieme, potete facilmente immaginare quanti stanno gia’ mettendo (o metteranno) in relazione l’eclissi del 13 Novembre con Terremoti di forte intensita’.

Inoltre, se teniamo conto che il 20 Maggio c’e’ stata solo un’eclissi parziale, mentre per il 13 Novembre e’ attesa un’eclissi totale, potete subito immaginare come questa data assuma un significato ancora piu’ nefasto.

Da quanto detto fino a questo punto, siamo gia’ in grado di escludere ogni possibile relazione tra questi fenomeni. Non ci aspettiamo nessun fenomeno sismico legato a questa eclissi, come non ci si aspetta nessun terremoto per alcun evento astrofisico. Ovviamente, come ormai sappiamo bene, puo’ succedere che, in una finestra che va da alcuni giorni prima fino ad alcuni giorni fopo l’eclissi, avvengano terremoti in qualche zona del mondo. Questa non sarebbe una casualita’, ma la normale statistica di eventi che ogni anno registriamo sulla Terra a causa delle tensioni tra le placche.

Altro punto non da sottovalutare, e che spesso viene tralasciato anche dai sostenitori di queste correlazioni, e’: perche’ un eclissi visibile in una zona della Terra dovrebbe causare un terremoto in una zona completamente diversa? Semplicemente perche’, come abbiamo discusso in altri articoli, e’ facile far “capitare” un terremoto in una qualsiasi zona in una finestra di qualche giorno.

Come abbiamo visto in questo articolo:

Forte terremoto nel sud Italia tra 3 e 6 giugno

quando si prova ad azzardare una previsione specifica in una regione, anche se grande, limitata rispetto all’intero globo terrestre, e’ molto facile sbagliare!

Se volete analizzare insieme a noi tutte le profezie fatte sul 2012, sempre utilizzando un metodo scientifico e ragionando solo e unicamente su teorie certe e dati incontrovertibili, leggete “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.