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SWARM e la diminuzione del campo geomagnetico

21 Giu

Nella solita sezione:

– Hai domande o dubbi?

Ormai divenuta punto di riferimento per i frequentatori di questo blog, è stata posta una domanda davvero molto interessante e che credo meriti un maggiore approfondimento attraverso un apposito articolo. La domanda in questione è relativa alla missione dell’ESA SWARM e che ha il compito di monitorare e misurare con una precisione mai raggiunta prima la struttura del campo magnetico terrestre. Per dirla tutta, la domanda iniziale puntava il dito anche contro una serie di articoli apparsi in rete, alcuni anche di note riviste considerate tutt’altro che catastrofiche, leggasi Focus, che forse si sono lasciate prendere un po’ la mano nei toni con affermazioni, lasciatemi dire, un po’ troppo esagerate.

Detto questo, cerchiamo di andare con ordine e capire meglio di cosa si sta parlando.

In diversi articoli ci siamo già occupati di campo magnetico terrestre dal momento che questo, ed in particolare la sua inversione, rappresentano da sempre un argomento molto in voga in chi vorrebbe far credere che qualcosa di grave stia accadendo alla nostra terra. Ecco alcuni esempi:

Inversione dei poli terrestri

La terza fascia di Van Allen

Come visto, il campo magnetico terreste offre una naturale protezione per la biosfera contro le radiazioni emesse dal nostro Sole. Queste, convogliate dalle linee di campo, vengono deviate e non riescono a penetrare direttamente nella nostra atmosfera. Questo, ad eccezione di alcuni punti specifici come ad esempio i poli, dove l’ingresso delle particelle e la loro seguente interazione con le molecole presenti in atmosfera da luogo allo splendido fenomeno naturale delle aurore.

Ora, come visto diverse volte, molto spesso vengono diffuse teorie secondo le quali il campo magnetico terrestre sia in procinto di invertirsi o, peggio ancora, di scomparire del tutto. E’ possibile questo? Per quanto riguarda l’inversione, assolutamente si. In diversi articoli abbiamo parlato di ciclo solare:

– Evidenze dal Sole?

– Le macchie solari AR1504

– Gli effetti di AR1504

– Sole: quanta confusione!

– Inversione dei poli terrestri

– Nuova minaccia il 22 Settembre?

– Come seguire il ciclo solare

– Curiosita’ sui cicli solari

– Possiamo scegliere tra era glaciale o desertificazione

Tempesta solare e problemi ai telefoni?

Come visto, il nostro Sole è solito invertire il verso dei suoi poli magnetici ogni 11 anni, in concomitanza con quelli che siamo soliti chiamare cicli solari. Per la nostra Terra invece, sempre caratterizzata da un campo magnetico dipolare, siamo soliti pensare che i suoi poli siano fissi nella loro posizione, polo nord magnetico verso nord terrestre e viceversa per il sud.

E’ possibile che i poli magnetici della Terra si invertano? Assolutamente si. Anzi, per dirla tutta, questo è già successo diverse volte nella storia geologica del nostro pianeta. Come si vede questo? Esiste una specifica branca della geofisica che si chiama paleomagnetismo. In questa disciplina, come visto negli articoli precedenti, si studia il verso del campo magnetico terrestre analizzando la disposizione magnetica delle rocce sedimentarie. Come è evidente, durante la loro formazione, i nuclei magnetici presenti si orientano secondo la direzione del campo terrestre e poi, una volta raffreddate, restano congelate in questa posizione.

Detto questo, torniamo invece a parlare di SWARM. Come anticipato, si tratta di una missione dell’ESA lanciata alla fine dell’anno scorso e che ora sta cominciando a dare i primi dati. L’intera missione è costituita da una costellazione di 3 satelliti che hanno lo scopo di mappare intensità, forma e andamento del campo magnetico, eliminando tutte le sorgenti esterne tra cui, ovviamente, quella solare. Solo pochi giorni fa, sono stati presentati i primi risultati della missione che hanno mostrato una sensibilità mai raggiunta prima per le misure di campo. Come potete immaginare, lo scopo della missione è quello di monitorare e capire a fondo il campo magnetico terrestre e, anche, vedere variazioni significative della sua forma. Queste, ovviamente, legate anche allo studio di una ipotetica inversione dei poli.

Bene, detto questo, i dati della missione hanno per il momento confermato quello che già si sapeva. Questo solo per rimanere nella parte interessante per rispondere alla domanda iniziale. Come visto anche nei nostri articoli precedenti, il polo nord magnetico è in lento e costante movimento e dovrebbe arrivare, nel giro di una cinquantina di anni, in Siberia. Questa foto, già utilizzata anche in precedenza, aiuta a visualizzare la posizione dei nord magnetico:

Posizione del polo nord magnetico nel corso degli anni

Posizione del polo nord magnetico nel corso degli anni

Ovviamente, ho parlato di “parte interessante per la domanda iniziale” dal momento che gli scopi della missione SWARM non sono solo quelli di vedere se il campo si sta invertendo o meno, ma di studiare moltissimi parametri legati al magnetismo del nostro pianeta.

Cosa si evince dunque dai dati preliminari della missione? Semplice, che il campo magnetico è in movimento e che i poli si stanno spostando. Questo significa che è in atto un’inversione del campo? Molto probabilmente no. Se prendiamo come riferimento il nostro Sole, la fase di transizione tra una configurazione e l’altra è estremamente complessa con un campo che non appare più semplicemente dipolare.

Linee di campo magnetico solare prima e durante l'inversione dei poli

Linee di campo magnetico solare prima e durante l’inversione dei poli

Per dirla tutta, esistono anche teorie che prevedono un lento e continuo movimento dei poli magnetici terrestri fino alla completa inversione. Anche in questo caso però, il processo durerebbe non meno di 5000-10000 anni.

Bene, alla luce di quanto detto, provate ora a leggere questo articolo:

Articolo focus SWARM

Come vedete, in alcuni tratti il catastrofismo sembra imperante. Ripeto, l’inversione del campo magnetico terrestre è possibile, il polo nord si sta spostando ed in passato sono già avvenute inversioni di campo. C’è da preoccuparsi? Da quanto detto, direi proprio di no! Sicuramente i dati raccolti da SWARM aiuteranno a comprendere meglio il campo magnetico terrestre e forniranno moltissimo materiale su cui lavorare. Da qui a parlare di inversione dei poli in corso, direi che c’è una notevole differenza.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Tempesta solare e problemi ai telefoni?

21 Giu

Nella sezione:

Hai domande o dubbi?

e attraverso varie mail che mi sono arrivate, mi è stato chiesto di fare un po’ di chiarezza sui problemi telefonici che si sono avuti nei giorni scorsi soprattutto in virtù di quanto raccontato su vari siti e giornali. Come forse avrete letto, diverse fonti hanno infatti puntato il dito contro la forte attività solare per spiegare i guasti alla rete mobile, soprattutto per i clienti wind, che hanno visto un picco di malfunzionamenti intorno al 13 Giugno.

Diverse volte su questo blog ci siamo occupati di attività solare e dell’alternanza di massimi e minimi che la nostra stella presenta nel corso del tempo:

– Evidenze dal Sole?

– Le macchie solari AR1504

– Gli effetti di AR1504

– Sole: quanta confusione!

– Inversione dei poli terrestri

– Nuova minaccia il 22 Settembre?

– Come seguire il ciclo solare

– Curiosita’ sui cicli solari

Possiamo scegliere tra era glaciale o desertificazione

Come visto, il nostro Sole non è affatto un corpo con un’attività costante nel tempo ma passa attraverso periodi di massimo e minimo in un tempo di circa 11 anni. Non c’è assolutamente nulla di strano o di anomalo in questo comportamento, ma il tutto fa parte del normale e corretto funzionamento di stelle di questo tipo. Nonostante la buona conoscenza astronomica del Sole, molto spesso l’attività di questa stella, soprattutto a causa della sua connessione con la Terra e con la vita, viene chiamata in causa per annunciare catastrofi o per spiegare, come nel caso in questione, problematiche che in realtà non sono assolutamente correlate.

Cerchiamo dunque di andare con ordine e capire prima di tutto cosa è successo qualche giorno fa.

Come detto all’inizio, la scorsa settimana si sono avuti problemi per molti clienti di telefonia fissa e mobile principalmente per l’operatore Wind. Moltissime persone sono rimaste per qualche ora completamente isolate ed impossibilitate sia a ricevere chiamate che a collegarsi alla rete.

Normali problemi? In realtà no, dal momento che blackout così estesi rappresentano eventi eccezionali e, molto spesso, legati a problematiche uniche e per cui la rete non è protetta. Normalmente, quando avvengono problemi di questo tipo i guasti vengono risolti e realizzate soluzioni specifiche che possano impedire nel futuro il riproporsi di anomalie simili.

Nonostante questo, diverse fonti sulla rete hanno parlato di questi guasti parlando di eventi dovuti alla forte attività del Sole. Come forse avrete letto, nei giorni precedenti il guasto si sono registrati alcuni flare solari molto potenti che, stando a quanto riportato, avrebbero rilasciato particelle molto energetiche che una volta arrivate sulla Terra avrebbe messo fuori gioco i satelliti delle comunicazioni.

Aspettate un attimo. Guasto alla rete fissa e mobile per i clienti Wind. Se proprio vogliamo essere precisi, alcune interruzioni sporadiche e di minore entità per un numero ristretto di clienti Fastweb. Spiegazione? I flare solari. C’è qualcosa che non mi torna in tuta questa storia. Secondo voi, il Sole emette particelle energetiche verso la Terra. Queste arrivano e decidono di colpire solo le infrastrutture di un operatore lasciando intatte le altre? Capite l’assurdità di quello che vi stanno dicendo?

Torniamo seri e cerchiamo di capire meglio l’intera storia. Come visto negli articoli precedenti, durante i periodi di massima attività solare ci possono essere emissioni di flare di particelle verso l’esterno. Queste potenti emissioni possono ovviamente arrivare sulla Terra. Normalmente, i bersagli più a rischio sono i satelliti in orbita perché esposti al flusso di particelle. La superficie terrestre è invece protetta e schermata dallo scudo magnetico offerto dal campo geomagnetico. Questa naturale protezione riesce a deviare la maggior parte delle radiazioni dannose provenienti dal Sole impedendo a queste di raggiungere la superficie.

Solo per maggiore informazione e per completezza, vi riporto anche il link della pagina che Wind ha pubblicato per spiegare il motivo del guasto e, soprattutto, per scusarsi con i propri clienti:

Wind guasto 13 Giugno

Premesso dunque il discorso sull’assurdità del solo operatore telefonico, credo sia interessante capire meglio, approfittando della bufala, come funziona la rete mobile che ci consente di telefonare, inviare messaggi e collegarci alla rete con i nostri dispositivi senza fili.

Oggi come oggi, siamo talmente abituati alla possibilità di collegamento che abbiamo a disposizione che molti di noi ignorano completamente come funzioni questa tipologia di comunicazione. Quando effettuiamo una chiamata, il nostro cellulare emette onde radio con una frequenza specifica. Ad oggi, la maggior parte dei telefonini che abbiamo hanno la possibilità di emettere onde in tre bande, di cui la terza utilizzata solo in alcuni paesi come, ad esempio, gli Stati Uniti.

Bene, le onde radio prodotte dal nostro cellulare, contengono le informazioni relative alla chiamata che stiamo facendo. Detto in parole povere, la nostra voce captata dal microfono del cellulare mette in vibrazione una membrana che genera un segnale successivamente digitalizzato e trasmesso attraverso onde radio. Queste onde vengono poi captate da quella che viene chiamata “stazione base”. Questa altro non è che una struttura munita di antenne riceventi che captano le onde radio e le trasmettono attraverso una rete cablata. Come potete capire, il vantaggio della rete mobile è rappresentato dalla possibilità di poter comunicare senza fili. Le onde radio che si propagano in aria rappresentano il filo invisibile che connette il nostro dispositivo mobile con la stazione base.

Le stazioni base possono essere di diverse dimensioni e potenze. Esistono anche stazioni “camuffate” per potersi integrare al meglio con l’ambiente circostante (finti alberi, integrate in strutture preesistenti o, anche, installate su carrelli mobili che possono essere spostati da un punto all’altro). La stazione base con cui il nostro telefono è connesso rappresenta quella che viene definita “cella”. Il numero di stazioni base presenti nel territorio è determinato ovviamente dalla copertura che il sistema utilizzato riesce ad offrire e alla potenza massima installabile in base alla zona specifica. Per spiegarmi meglio, la copertura offerta da una singola stazione non è calcolabile a priori ma dipende anche dalla morfologia del territorio in questione e alla presenza di case, edifici o altre strutture in grado di limitare la copertura a causa della riflessione e dispersione dei segnali radio inviati dai cellulari.

Oltre alla comunicazione voce e messaggistica, a partire dalla seconda generazione di comunicazione (2G), i nostri cellulari sono in grado di inviare e ricevere anche pacchetti di dati che sono quelli che ci consentono di collegarci ad internet senza un cablaggio fisico.

Capite dunque come è possibile chiamare dai nostri cellulari? La connessione tra le stazioni base avviene invece via normali cavi coassiali o, sempre più spesso, attraverso fibre ottiche. In particolare, l’utilizzo delle fibre ha consentito di migliorare la trasmissione dei segnali con minori perdite nel percorso e di aumentare il numero di collegamenti gestibili a parità di sezione del filo.

E se non sono presenti stazioni base nelle vicinanze? Semplice, questo è il caso di un cellulare che, come si dice, “non ha campo”. In regioni isolate del pianeta si ricorre ad una tecnologia diversa che è invece quella dei telefoni satellitari. In questo caso, i dispositivi si connettono direttamente con satelliti in orbita geostazionaria che hanno il compito di ritrasmettere i segnali digitali a Terra e di consentire in questo modo la comunicazione da qualsiasi parte del pianeta.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

Il caso Valentich

15 Gen

Ormai la nostra sezione appositamente creata per raccogliere le richieste degli utenti:

Hai domande o dubbi?

e’ divenuta veramente una fucina di idee e di proposte che ci stanno facendo scoprire un numero impressionante di misteri. Come sapete, il nostro approccio cerca di essere sempre il piu’ distaccato possibile, permettendoci di vedere i fatti come vengono riportati e testimoniati. Molto spesso, esistono spiegazioni scientifiche e razionali ai cosiddetti “misteri”, molte volte, la fantasia e la speculazione creano una tale confusione da creare vere e proprie leggende. Alcune volte poi, e questi sono i casi piu’ interessanti, quelli che appaiono come misteri rimangono tali. In virtu’ del nostro approccio, non possiamo che essere sinceri in casi come questi e raccontare i fatti come sono, senza voler gridare al sensazionalismo, ma neanche nascondendoci dietro a spiegazioni campate in aria solo per dare una prova di forza della scienza.

Perche’ faccio questo preambolo?

La risposta e’ presto data, in uno degli ultimi commenti, ci e’ stato richiesto di analizzare e presentare il caso della scomparsa del pilota Frederick Valentich, avvenuta in Australia il 21 ottobre 1978. Come detto anche nel commento di partenza, questo fatto e’ molto poco conosciuto e appare alquanto strano come non ci sia stata una speculazione massiccia sulla cosa, anche in virtu’ dei fatti che ora presenteremo.

Vista la scarsa pubblicita’ all’accaduto, e’ giusto fare un breve riassunto di quanto accaduto.

Tragitto pensato da Valentich

Tragitto pensato da Valentich

Come anticipato, e’ il 21 Ottobre 1978. Il giovane pilota, appena ventenne, Frederick Valentich, per la cronaca italo-australiano dal momento che il padre era originario del nsotro paese, parte con un Cessna-182L dall’aereoporto di Moorabbin vicino Melbourne in una serata di tempo ottimo e con poco vento. Il piano di volo consegnato prevedeva di arrivare a King Island, prelevare un passeggero e poi fare ritorno a Moorabbin. Il percorso, sempre secondo il piano, prevedeva il passaggio via Cape Otway.

Valentich parti’ da Moorabbin alle 18.19 e raggiunse Cape Otway alle 19.00 comunicando il suo passaggio. Alle 19.06, il pilota si mise in contatto con la torre di controllo per comunicare la presenza, a circa 300 metri dal Cessna, di 4 luci appartenenti ad un secondo velivolo. In quel momento, Valentich si trovava sopra lo stretto di Bass, ad un’altitudine di circa 5000 piedi e procedeva con una velocita’ di 256 km/h.

Senza dare adito a speculazioni di qualche sorta, vi riporto la traduzione delle conversazioni tra un ufficiale addetto al controllo in volo e Valentich a partire dalle 19.06, ora dell’avvistamento:

Ore 19.06

– PILOTA: siete a conoscenza di un transito nella mia area al di sotto dei 5000 piedi?

– TORRE DI CONTROLLO: negativo, nessuno transito conosciuto.

– PILOTA: sembra che ci sia una grande aeronave al di sotto dei 5000 piedi!

– TORRE DI CONTROLLO: che tipo di aeronave?

– PILOTA: non posso confermare. Ha quattro luci brillanti simili a luci di atterraggio…l’aeronave mi ha sorvolato a circa 1000 piedi.

– TORRE DI CONTROLLO: confermate la presenza di un grande aereo?

– PILOTA: affermativo dalla velocità alla quale viaggia…C’è un mezzo della RAAF nelle vicinanze?

– TORRE DI CONTROLLO: negativo…

– TORRE DI CONTROLLO: qual’è la vostra quota?

– PILOTA: 4500 piedi

– TORRE DI CONTROLLO: confermate di non riuscire ad identificare l’aereo?

– PILOTA: affermativo…

Dopo una breve pausa di pochi minuti, il pilota riprende la convulsa comunicazione con la torre di controllo,comunicando quanto segue:

– PILOTA: aereo? Ma non è un aereo!!! E’…

– TORRE DI CONTROLLO: potete descrivere l’aereo?

– PILOTA: mi ha sorpassato ad alta velocità. Ha una forma allungata, non posso distinguere di più…ora si dirige verso di me! sembra stazionario. Sto virando e anche questa cosa mi vola sopra. Ha una luce verde e una specie di illuminazione metallica all’esterno…

Da questo momento in poi l’oggetto sembra scomparire:

– TORRE DI CONTROLLO: confermate che è scomparso?

– PILOTA: affermativo, siete a conoscenza del tipo di aeronave in cui mi sono imbattuto? E’ militare?

– TORRE DI CONTROLLO: non c’è transito militare nella zona.

Ore 19.12

– PILOTA: il motore sta entrando in avaria, singhiozza.

– TORRE DI CONTROLLO: quali sono le vostre intenzioni?

– PILOTA: procedere verso King Island. L’aeronave sconosciuta ora è sospesa verso di me!

– TORRE DI CONTROLLO: ricevuto.

– PILOTA: Delta Sierra Juliet (sigla identificativa) Melbourne…

Subito dopo questa ultima comunicazione si sentì un forte rumore metallico che si prolungò per diciassette secondi e si persero definitivamente i contatti con l’aereo di Valentich.

Bene, questa e’ la trascrizione dell’ultima comunicazione di Valentich con l’ufficiale addetto al controllo aereo. Dopo di che, del pilota e dell’aereo, si persero definitivamente le tracce e nessuno li vide piu’.

Come potete facilmente immaginare, nei giorni successivi, vennero organizzate diverse campagne di perlustrazione intorno alla zona della scomparsa, ma senza esito alcuno.

Dunque, prima di andare avanti, facciamo qualche considerazione. Ovviamente, molti dei siti internet in cui trovate questa storia raccontata, parlano senza mezzi termini di UFO. Cerco di contestualizzare il tutto. Qualche anno dopo la scomparsa, un dossier con i risultati delle ricerche venne rilasciato dalle autorita’ australiane. Potete trovarlo molto facilmente su internet, ma vi premetto che si tratta di piu’ di 300 pagine di dati e considerazioni. Senza girare troppo intorno alla cosa, non esiste una conclusione della storia o una versione accettata per spiegare la scomparsa di Valentich. Ovviamente, il primo pensiero che puo’ venire in mente e’ che l’aereo sia precipitato.

In diversi documenti, troviamo scritto che un pilota addetto alle ricerche riporta di aver osservato nello stretto di Bass alcuni residui che potevano essere identificati come resti di un Cessna. Secondo la testimonianza, il pilota viaggiava troppo in alto e nel momento in cui sarebbe tornato sul luogo per osservare meglio, i residui non erano piu’ presenti. Tenete comunque a mente che generalmente le correnti dello stretto di Bass sono notevoli. In questa zona si ha la congiunzione tra oceano Indiano e Pacifico e le correnti sono note per la loro forza. Questo fatto potrebbe spiegare il perche’ i residui non fossero piu’ visibili nel giro di poco tempo.

Altra considerazione, un Cessna dovrebbe essere in grado di galleggiare in caso di ammaraggio per diverse ore prima di affondare. Questo e’ ovviamente vero ma, permettemi di dire, dipende dalla dinamica di un eventuale collisione. Detto questo, se l’aereo del pilota fosse precipitato in mare l’aereo potrebbe essere affondato rapidamente e/o le correnti potrebbero aver portato molto lontano eventuali resti.

E’ possibile che l’aereo sia precipitato sulla terra ferma? Ovviamente direi proprio di no dal momento che non sono stati ritrovati resti nella zona. E se il pilota avesse volato a lungo prima di precipitare? La cosa potrebbe essere possibile dal momento che l’aereo di Valentich aveva carburante per percorrere centinaia di kilometri. Personalmente pero’, mi sento di escludere un incidente anche in una zona distante dal momento che, a distanza di 36 anni i resti sarebbero stati comunque ritrovati.

In tutto questo ci sono poi una serie di ipotesi, lasciatemi dire, “personali” sul pilota. Un’ipotesi che si legge e’ che il pilota possa aver tentato il suicidio. In questo caso pero’, ritorniamo esattamente nel caso precedente dal momento che in mare o a terra, da qualche parte si sarebbe schiantato. Secondo altri poi, il pilota avrebbe potuto recitare la parte della comunicazione salvo poi atterrare da qualche parte e far perdere le sue tracce. Da dove nasce questa ipotesi? Secondo i racconti, Valentich, come anticipato, doveva andare a prendere un passeggero occupandosi di trasporti privati. Nell’aereoporto di arrivo pero’, non c’era nessun passeggero in attesa del Cessna. Dove sarebbe potuto atterrare? Con un piccolo aereo di questo tipo, un po’ ovunque. Come far sparire l’aereo? Semplice, come qualcuno ipotizza, magari accordandosi con qualcuno per tagliare l’aereo o per farlo smontare e rivendere sul mercato nero. Diciamo che cosi’ a lume di naso, questa ipotesi potrebbe essere credibile. Ovviamente, come avrete notato, mi sto limitando ad analizzare i fatti, senza voler sindacare ne spergiurare, dal momento che non ne abbiamo la certezza, che Valentich volesse suicidarsi o cambiare vita. Su questo punto infatti, i genitori del giovane pilota, cosi’ come molte persone a lui vicine ed interrogate, assicurano che Valentich avesse una vita serena e felice, comunque non tale da far pensare ad un gesto di questo tipo, o, tantomeno, al suicidio.

Se proprio vogliamo non pensare a questa ultima ipotesi, e dunque parliamo di incidente in mare, cerchiamo pero’ di capire come questo sia potuto accadere. Ovviamente , in tutto questo c’e sempre la comunicazione radio. Ora, nel caso di qualcosa di simulato, potrebbe essere plausibile la simulazione anche del racconto riportato. In caso di incidente invece, dunque in buona fede, abbiamo un qualcosa di assolutamente non trascurabile.

Secondo il report redatto dalle autorita’, Valentich potrebbe essersi disorientato per qualche motivo. E allora? Cosa sarebbero le luci di cui parla? Semplice, quelle del suo stesso aereo riflesse dall’acqua. Detto in altri termini, il pilota avrebbe percorso gli ultimi tratti in volo rovesciato. Questa ipotesi e’ completamente assurda, almeno a mio avviso. Perche’? Come visto, dalla registrazione si parla prima di luci davanti e piu’ basse, poi di qualcosa che si sposta intorno all’aereo ed infine che si trova sopra l’aereo stesso. Tradotto, nella prima fase il Cessna e’ a testa in giu’, poi sta ruotando su se stesso, poi precipita. Ora, chiunque si sarebbe accorto di quello che stava accadendo se non altro per le variazioni di forza centrifuga sul suo corpo. Escluderei dunque questa ipotesi. Secondo altri, le luci descritte potrebbero essere stelle. Immaginate questa situazione, vi trovate completamente al buio al di sopra di un braccio di mare. A parte le vostre luci, non ci sono punti di riferimento esterni. In concomitanza con questo, si potrebbe essere aggiunto un guasto di qualche tipo all’aereo, al punto di aver fatto completamente perdere l’orientamento al pilota.

Pensate che una spiegazione del genere sia assurda?

Purtroppo, non e’ proprio cosi’. Attenzione, non sto dicendo che l’aereo e’ precipitato per questo motivo, ma solo che incidenti di questo tipo sono ampiamente documentati e ne trovate a bizzeffe in letteratura.

Detto questo, c’e’ poi l’ultima spiegazione e, se vogliamo, la piu’ scontata leggendo lo scambio di battutte tra il pilota e la torre di controllo, la possibilita’ UFO.

Valentich parla di un velivolo che vola di fronte a lui, che poi scompare, riappare, si muove a grande velocita’ e, come riportato, non e’ un aereo. Viene scontato dire che si tratta di un UFO. Secondo le varie versioni che trovate online, le possibili dinamiche in questo caso sarebbero: rapimento alieno, polverizzazione completa o, anche qui, successivo incidente. Rapimento in che modo? Semplice, prelevando pilota e aereo con un colpo solo. La scomparsa di Valentich sarebbe dunque spiegabile con un rapimento da parte di popolazioni extraterrestri.

Vi ricordo che di presunti rapimenti alieni, o abduction, abbiamo gia’ parlato in questo articolo:

Abduction e falsi ricordi

Analizziamo dunque l’ipotesi rapimento.

Su varie fonti trovate che nei giorni a cavallo della scomparsa, sarebbero state fatte moltissime segnalazioni di avvistamento di ufo nella zona. Questo e’ in realta’ falso. Come spesso avviene in casi di questo tipo, dopo che la notizia fosse stata diffusa, con il conseguente pensiero alieno, molte persone avrebbero segnalato strani oggetti volanti. Questo pero’, ripeto, solo dopo che la notizia su Valentich era stata diffusa.

Secondo il padre del pilota, Valentich era uno studioso, o comunque interessato, di ufo. Questa informazione pero’, anche se significasse qualcosa, andrebbe solo a sostenere l’ipotesi di messa in scena da parte del pilota facendo ricadere il pensiero sugli alieni.

Dunque, che fine ha fatto Valentich?

Semplice, non lo so io, non lo sanno le autorita’, non lo sa nessuno.

Restano molto curiosi i ragionamenti di alcuni sostenitori dell’ipotesi aliena: dal momento che non ci sono spiegazioni possibili, allora e’ stato rapito dagli alieni. Permettemi di dire una cosa, ma, invece, l’ipotesi ufo e’ cosi’ possibile? O anche, “le autorita’ mentono ipotizzando cause improbabili come l’incidente”. E’ stato un ufo. Anche qui, ma quanto e’ probabile invece l’ipotesi ufo?

Questo non per denigrare l’ipotesi in se, ma solo per mostrare il semplice quanto assurdo ragionamento che trovate su molti siti internet.

Personalmente, non mi sento di escludere ne sostenere nulla. Permettetemi di ripercorrere quanto detto. A mio avviso, l’ipotesi piu’ probabile potrebbe essere quella di incidente aereo. Sul perche’ di quanto avvenuto, il disorientamento potrebbe avere qualche appiglio, ma non dimentichiamoci la possibilita’ di guasto. In questo caso, l’aereo potrebbe essere precipitato per qualsisi motivo. E le luci? Il disorientamento, magari successivo al guasto, potrebbe spiegarle, cosi’ come un qualsiasi altro velivolo, magari militare, non segnalato e non identificabile, presente nella zona. Anche l’ipotesi della messa in scena del tutto con la conseguente scomparsa del pilota, non sono certo da dimenticare. Alcune fonti, assolutamente non confermate, un po’ come tutte quelle di questa storia, sostengono di aver visto atterrare un piccolo aereo compatibile con il Cessna non troppo lontano dal punto dell’ultimo contatto radio. Come detto, far sparire l’aereo, non sarebbe certo un problema.

E’ possibile l’ufo?

Come detto varie volte, non escludo assolutamente che possa esistere una popolazione aliena nell’universo. Da qui a pensare che questo popolo esista, vanga sulla terra, giochi con i nostri aerei in volo e che rapisca le persone per vedere come sono fatte dentro, il passo mi sembra un po’ azzardato. Attenzione, non dico assurdo, ma, permettetemi, prima di pensare ad un’ipotesi di questo tipo, vorrei avere almeno qualche prova oggettiva a cui appigliarmi.

Concludendo, ad oggi il caso Valentich resta ancora un mistero. A distanza di oltre 35 anni, sara’ difficile arrivare ad una spiegazione, a meno di colpi di scena clamorosi. Come detto pero’, non dimentichiamoci che si sono tantissimi altri casi di velivoli, anche in formazione, scomparsi nel nulla all’improvviso. Sicuramente l’ultima comunicazione radio rende questo caso molto piu’ affascinante di altri aerei scomparsi senza proferire verbo.

Proprio per chiudere, vi ricordo che questo non e’ assolutamente il primo ne l’unico caso misteriosi che abbiamo trattato riguardo agli UFO:

Il segnale WOW!

UFO su Brema

Questi solo per fare qualche esempio. A mio modesto parere, non capisco perche’ casi di questo tipo non vengano stracitati sui siti e dalle riviste appassionate dell’ipotesi UFO. Piuttosto che lavorare in questa direzione, molti preferiscono perdere tempo dietro ad improbabili avvistamenti di palloni sonda, modellini, lens flare o anche di esseri verdi alti 3 metri in qualche bosco.

Concludnedo, alla luce di quanto riportato su questi fatti, ognuno di noi, anche in questo caso, puo’ trarre la conclusione che preferisce fintanto che la verita’ non sara’ emersa.

 

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Ancora Nibiru, ancora un’altra smentita

5 Dic

Penso che, complice anche il 21 dicembre 2012, l’argomento principe che ci ha fornito piu’ spunti per ragionare e parlare di scienza sia stato senza ombra di dubbio Nibiru.

Di questo misterioso quanto fantasioso pianeta abbiamo parlato veramente decine di volte. Solo per farvi qualche esempio, vi riporto esclusivamente gli ultimi articoli:

Il Vaticano a caccia di Nibiru

Nibiru, il pianeta degli innamorati

Nibiru e’ vicino, la prova delle orbite

Nibiru e la deviazione delle Pioneer

Nibiru: la prova del trattore gravitazionale

Asteroide Nibiru: considerazioni scientifiche

Storia astronomica di Nibiru

La NASA torna a parlare di Nibiru

2012, la NASA non smentisce?

WISE scopre e ritiriamo fuori Nibiru

Ogni volta una teoria diversa per cercare di dimostrare l’esistenza di questo pianeta e ogni volta una smentita piu’ o meno rapida che e’ stata data.

Perche’ torno sull’argomento?

Qualche giorno fa, abbiamo avuto una discussione molto interessante insieme ad un nostro lettore nella sezione:

Hai domande o dubbi?

Come ricorderete, si parlava di un’immagine catturata dalla missione STEREO che attraverso lo strumento SECCHI e’ impegnata nell’osservazione del Sole per lo studio dei parametri fisici della nostra stella. In particolare, durante la discussione avevamo analizzato un video in cui compare apparentemente un corpo estraneo nel sistema solare di dimensioni molto notevoli.

Ora, torno su questo argomento perche’, al solito, i nostri amici catastrofisti approfittano sempre di queste notizie per creare delle bufale gigantesche. Molto spesso pero’, la disinformazione che fanno e’ talmene evidente da farli apparire anche grotteschi.

Mi spiego meglio. Su molti siti in questi giorni si parla di questa notizia. In che modo? Ovviamente, non mostrando tutte le informazioni, ma solo quelle che fanno comodo a loro per cercare di convincere le persone.

Il cuore della notizia e’ rappresentato da questa immagine:

STEREO A, SECCHI. Immagine di Nibiru?

STEREO A, SECCHI. Immagine di Nibiru?

Come vedete, si distinguono molto bene le sue emissioni solari verso l’esterno e altri corpi. I due puntini che vedete sono rispettivamente la Terra e Mercurio. Subito a sinistra pero’, si osserva qualcosa di circolare e molto grande se paragonato con gli altri due pianeti che appaiono come puntini.

Di cosa si tratta?

Ma che domande, di Nibiru. Ora, prima osservazione. Se quel cerchio fosse reale, vi rendete conto di cosa stiamo parlando? Praticamente, questo pianeta avrebbe una dimensione paragonabile a quella del Sole. Altro che 4 volte Giove come anunciato diverse volte sempre dai catastrofisti. Pratiamente avremmo un secondo Sole nel Sistema Solare e nessuno se ne e’ accorto. In questo caso, non vi potreste nemmeno interpellare alla NASA che nasconde prove, un corpo di queste dimensioni lo vedreste ad occhio nudo da soli!

Dov’e’ il trucco? Semplice, questa foto che viene mostrata e’ solo un fermo immagine di un video della durata di qualche secondo.

Ecco il link dove potete vedere il filmato compelto:

Filmato, STERO A

Come vedete, il misterioso pianeta appare e scompare nel giro di pochi frame catturati dalla sonda.

Prima osservazione: un pianeta, una nana bruna o qualsiasi cosa vogliate, non gioca a nascondino comparendo e scomparendo a suo piacimento.

Molto probabilmente, l’oggetto ripreso dalla sonda non e’ reale ed e’ solo un lens flare. Di questa anomalia delle immagini, a cui sono dovuti anche molti avvistamenti di UFO sulla Terra, abbiamo parlato in un post specifico:

Lens Flare e avvistamenti UFO

Come visto, questo fenomeno puo’ avvenire tra le altre cause per una forte illuminazione da parte della sorgente, per sporcizia sulla lente o per una concausa tra le due dovuta ad angoli particolari di esposizione. Non credo sia il caso di dover dimostrare che il Sole puo’ essere considerato una forte sorgente luminosa.

Detto questo, l’oggetto di cui tanto si sta parlando in questi giorni sui siti catastrofisti e’ assolutamente non reale. Le prove di questo sono prima di tutto il suo enorme diametro che lo renderebbe assolutamente non occultabile ma anche il fatto, come evidenziato dal video, che appare e scompare in poco tempo dal nulla. Mettere solo un fermo immagine e’ ovviamente una distorsione della realta’ che serve per cercare di convincere le persone. Allo stess modo, e voglio dare un suggerimento ai catastrofisti, si potrebbe far credere che da Mercurio e’ stato sparato un potente raggio luminoso verso lo spazio. Se infatti vedete l’immagine riportata prima, si nota un’anomalia dell’immagine come se un fascio luminoso fuoriuscisse dai poli dei pianeti osservati. Purtroppo, la fantasia e’ sempre tanta e di volta in volta ci tocca smentire l’esistenza di Nibiru. Chissa’ se prima o poi si stancheranno di provarci.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Ancora sul 23 agosto ….

20 Ago

Come sapete, sul web si e’ diffusa la notizia che il 23 agosto ci sara’ la fine del mondo a causa di una violentissima tempesta solare in grado di cancellare l’umanita’ dalla faccia della Terra. Questa nuova profezia viene niente poco di meno che da Rasputin, il famoso veggente-santone-consigliere russo, e sarebbe confermata anche dall’esule Snowden che ne sarebbe venuto a conoscenza da rapporti tra la NSA americana e la NASA.

Di questa profezia ne abbiamo parlato in dettaglio in questo articolo:

Ci risiamo: il mondo finira’ il 23 agosto

Come visto, le basi su cui si fonda questa diceria sono assolutamente deboli. Il tutto nasce da un articolo pubblicato su una rivista pseudoscientifica, World Weekly News, nel 1997 e poi riproposto anche nel 2000 quando i primi segnali premonitori non sarebbe sistematicamente avvenuti.

Perche’ torno su questo argomento?

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In realta’, solo per un breve aggiornamento. Come sapete, siamo riusciti a tradurre la parte centrale in russo che parlerebbe della profezia utilizzando il traduttore di Google. Ora, avendo selezionato solo la parte di nostro interesse e avendo utilizzato internet per la traduzione, proprio per essere sicuri che le cose fossero cosi’, mi sono fatto aiutare da una persona che il russo lo parla davvero, essendo originaria proprio della Russia. La persona in questione e’ Julia, una fan della pagina facebook di Psicosi 2012:

Psicosi2012, facebook

che ha volentieri accettato di darci una mano.

Cosa dice la nostra Julia?

Tramite mail, Julia mi dice che il giorno 23 ricorre molte volte nel libro che abbiamo citato, 100 profezie di Rasputin come visto nell’articolo precedente. Solo nel pezzo precedentemente analizzato si fa riferimento al 23 agosto 2013. In tutti gli altri casi, il 23 e’ riferito a mesi ed anni differenti.

Inoltre, Julia ci conferma quello che avevamo detto, cioe’ che nel pezzo preso di mira da catastrofisti, non c’e’ assolutamente nessun riferimento al Sole. Questa e’ la traduzione letterale:

Il 23 agosto 2013 il fuoco prenderà tutta la terra,dopo di che moriranno tutte quanti e ci sarà tranquilità in questa terra

Molto probabilmente, come detto in precedenza, il riferimento e’ ad un ordigno nucleare. Infatti, nelle vere profezie di Rasputin si fa riferimento ad una terza guerra mondiale.

Non c’e’ invece nessun riferimento al fatto che la guerra sara’ combattuta tra Stati Uniti e mondo islamico. Questa e’ un’altra storia inventata dall’autore del libro, in realta’ copiata dall’autore dell’articolo originale, per rendere piu’ verosimile la profezia. Al tempo di Rasputin infatti, non c’era nessun conflitto in atto, ne tantomeno non dichiarato, tra occidente e mondo islamico. Come potete capire, si tratta solo di un mucchio di cavolate raccontate partendo da una base, forse attribuibile a Rasputin, ma poi condita con elementi moderni per far coincidere la profezia con i nostri giorni.

Tra l’altro, come anticipato anche nel precedente post, nell’articolo di giornale si parla di una guerra che durera’ 7 anni e che terminera’ nel modo visto, dunque, forse, con una bomba atomica.

Sempre Julia ci fa notare un’altra cosa importante. Le profezie di Rasputin, sono appositamente scritte per avere molteplici interpretazioni. Questa e’ ovviamente la chiave per formulare profezie durature, non smentibili ma neanche identificabili con precisione e che possono essere adattate a tutti gli eventi, le stagioni, i giorni, o quello che volete.

Altra cosa fondamentale, cercando in rete i commenti originali in russo, Julia ci dice che le vere profezie di Rasputin non sono in realta’ note, se non in parte. Questo significa che nel corso degli anni, il buontempone di turno, si diverte ad aggiungere pezzi o particolari che non hanno nulla a che fare con il veggente russo.

Concludendo, quanto carpito dai nostri ragionamenti nell’articolo precedente e’ stato confermato da una traduzione letterale. Come visto, non c’e’ assolutamente nessun riferimento al Sole ne tantomeno a tempeste solari che dovrebbero abbattersi sulla Terra. Purtroppo, anche in questo caso, dobbiamo segnalare la presenza di forti distorsioni e modificazioni fatte nel corso degli anni e che nulla hanno a che fare con le profezie originali. A questo punto, mi sembra che il discorso 23 agosto sia pienamente sfatato.

Ringrazio ovviamente Julia per la preziosissima collaborazione!

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Ci risiamo: il mondo finira’ il 23 Agosto

13 Ago

Lasciatemi dire: “finalmente ci risiamo”. Vi confesso che ero un po’ preoccupato per i nostri amici catastrofisti. Gia’ da qualche settimana, mancava una nuova data per la prossima fine del mondo. Ad essere sinceri, sospettavo che sarebbe arrivato il notizione tale da far impazzire la rete. Ebbene, ora ci siamo, abbiamo la prossima fine del mondo servita. Non prendete impegni per il 23 di agosto, si avete capito bene, tra una decina di giorni, perche’ il mondo finira’ tra le fiamme a causa della immane e spaventosa tempesta solare che verra’ scatenata.

Devo dire che la cosa e’ stata costruita in modo davvero eccelso. Da diversi giorni, abbiamo cominciato a mettere insieme pezzi presi dal web e ora abbiamo finalmente un quadro chiaro. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza le discussioni e lo scambio di idee e opinioni avute con i tanti utenti che hanno commentato nella sezione apposita del blog:

Hai domande o dubbi?

e sul forum di Psicosi 2012, disponibile a questo indirizzo:

Psicosi 2012, forum

Fatta questa doverosa premessa, torniamo alla nostra fine del mondo. Come anticipato, per il 23 agosto si preannuncia la piu’ forte tempesta solare mai avuta. La prima curiosita’ che viene in mente e’: chi lo dice?

Mi raccomando, non vi distraete perche’ il discorso e’ abbastanza ingarbugliato.

Prima di tutto, a parlare di tempeste solari sarebbe stato l’esule Snowden. Sicuramente avrete sentito parlare di lui nei vari telegiornali. Si tratta di un ex agente della NSA americana che ha reso note molte informazioni top secret del suo governo. Inutile ricordare lo scandalo che questa fuga di notizie ha avuto a livello mondiale. Come sicuramente sapete, inoltre, Snowden e’ ora “ospitato” dalla Russia che si e’ rifiutata di rimandarlo negli Stati Uniti per essere processato. Bene, proprio tra Russia e Stati Uniti si ambienta la nuova fine del mondo.

Come anticipato, Snowden, tra i tanti segreti spifferati, avrebbe anche parlato di lunghi studi condotti dalla NASA per comprendere il comportamento del nostro Sole. Come sapete, quella della tempesta solare era una delle argomentazioni maggiormente citate per il 21 Dicembre 2012. Durante il suo ciclo naturale, il Sole passa attraverso dei massimi e minimi di attivita’. Inoltre, eruzioni solari possono provocare emissione di particelle e radiazione verso la Terra che, in alcuni casi, possono provocare disturbi alle comunicazioni. Ad essere sinceri, l’effetto piu’ frequente che queste emissioni possono avere sulla Terra e’ la formazione di Aurore.

Analizzando il 21 Dicembre 2012, piu’ volte abbiamo parlato di queste tempeste solari:

La piu’ grande tempesta solare ….

Come detto, queste tempeste di radiazioni potrebbero interferire con i nostri sistemi di comunicazione portando, nei casi piu’ intensi, a blackout in alcune zone. Poiche’, oggi come oggi, la nostra societa’ e’ fortemente legata all’energia elettrica, un blackout prolungato in una zona molto estesa potrebbe avere conseguenze molto importanti per le popolazioni del luogo. Vi ricordo pero’ che parlando di interruzioni prolungate di corrente, stiamo parlando di eventi assai poco frequenti e, almeno in epoca moderna, dove le comunicazioni hanno assunto un rulo cosi’ importante, mai registrate.

Detto questo, e’ ovvio che la ricerca sia impegnata nella comprensione e nella simulazione del comportamento del nostro Sole. Ovviamente, non possiamo pensare di mettere un tappo alla nostra stella, ma, sicuramente, saper prevedere comportamenti fuori dalla norma, potrebbe aiutarci ad evitare conseguenze piu’ gravi.

Bene, approfittando della storia di Snowden, alcuni siti catastrofisti hanno inventato la storia della ormai prossima tempesta solare. Ripeto, parlare di studi della NASA su questo e’ dire cose ovvie. Non e’ assolutamente un segreto che siano costantemente in corso analisi sempre piu’ accurate per migliorare gli algoritmi di simulazione solare.

Come visto parlando del 2012, anche per il 22 settembre dell’anno scorso si parlava dell’arrivo di questa tempesta perfetta. Ne abbiamo parlato in questo articolo:

Nuova minaccia il 22 Settembre?

Anche in questo caso si parlava di simulazioni fatte della NASA. La data del 22 settembre era in realta’ una data fittizia inserita nella simulazione ed in cui si pensava potesse capitare il massimo di attivita’ del Sole. Ad oggi, non mi sembra di dover nuovamente smentire questa data dal momento che tutti possiamo testimoniare che non e’ accaduto nulla.

Fate pero’ attenzione, se la storia fosse finita qui si tratterebbe di una riproposizione di argomenti gia’ utilizzati. Ovviamente c’e’ dell’altro.

Prima di tutto, almeno stando alla bufala inventata su web, Snowden avrebbe solo indicato il pericolo, ma non sarebbe a conoscenza della data precisa. Per sostenere maggiormente la storia, la data precisa viene attribuita ad un’altra profezia che annuncerebbe lo stesso imminente pericolo. Si tratta di una profezia di Grigorij Rasputin, noto semplicemente come Rasputin, che in un suo scritto avrebbe lasciato un’indicazione molto precisa.

Sicuramente tutti conosco Rasputin come quel discusso personaggio alla corte dei Romanov che passo’ alla storia come la persona in grado di influenzare pesantemente le scelte dello Tzar di Russia. Oltre che un presunto guaritore, Rasputin sarebbe stato anche un profeta in grado di annunciare molti avvenimenti successivi alla sua morte, anche questa profetizzata molti anni prima.

Stando a quanto potete leggere su internet, gli scritti di Rasputin in questione sarebbero stati portati alla luce proprio in questo periodo da un certo, David W. Norvalk. Piccola parentesi che spesso crea confusione a chi cerca di informarsi sulla rete. Molto spesso, quando leggete di “ricercatori” sui siti castrofisti, non dovete quasi mai pensare a addetti ai lavori o persone che si occupano di fare ricerca presso qualche ente su argomenti particolari. Per i nostri amici catastrofisti, un ricercatore e’ chiunque si occupi di ricercare, anche solo su internet, delle informazioni. Capite bene il giochino utilizzato per confondere le persone. In alcuni casi trovate anche un termine che trovo eccezionale “ricercatore indipendente”, cioe’, tradotto per tutti, uno che da casa sua si collega a google e cerca informazioni. Questa definizione viene spesso utilizzata anche in note trasmissioni italiane che di scientifico hanno veramente ben poco.

Fatta questa premessa, capite subito che tale Norvalk sarebbe appunto un ricercatore nel senso catastrofista del termine. Se provate a cercare questo nome su internet, trovate in realta’ solo siti catastrofisti che si rimandano uno con l’altro facendo copia/incolla delle notizie.

Lasciando da parte il soggetto, vediamo invece di cosa si parla. In realta’, la storia raccontata da Norvalk su Rasputin e’ ben piu’ vecchia di quello che vorrebbero farci credere, mettendola in simulatanea con la fuga di notizie di Snowden. Di Rasputin e della profezia sul Sole, Norvalk parla  in un articolo del 1997 apparso su Weekly  World News. Ecco il link dove potete leggere quanto detto:

WWN, 1997

Come potete leggere, si tratta in realta’ di una serie di profezie che Norvalk attribuisce a Rasputin, divise in ordine temporale. Come vedete, per il 23 agosto 2013 si parla di “un fuoco che consumera’ tutte le cose viventi”, annunciando, senza mezzi termini la fine del mondo. Quanto scritto e’ stato poi identificato con la tempesta solare per far coincidere la storia con le presunte informazioni date da Snowden. Come vedremo in seguito, esistono in realta’ interpretazioni molto diverse.

Attenzione pero’, prima di questa data, ce ne sono molte altre. Proviamo a leggere: nel 1997, vi ricordo’ anno di uscita dell’articolo, ci sara’ un attentato terroristico negli USA che distruggera’ uno dei simboli dell’intero occidente. Nel 2000 un virus mortale uscira’ da un laboratorio, sempre negli Stati Uniti, causando innumerevoli vittime fino al 2003 quando verra’ fermato, e cosi’ via.

Ora, a questo punto potrei interrompere il racconto e chiudere dicendo che, dal momento che questi avvenimenti non ci sono stati, si tratta solo di una bufala. E’ pero’ interessante andare avanti per mostrare l’assurdita’ delle affermazioni in rete e per farvi capire meglio come lavora la macchina catastrofista tanto attiva in questi ultimi mesi.

Dal momento che questi avvenimenti non ci sono stati, il giornale in questione ha riproposto esattamente lo stesso articolo 3 anni piu’ tardi, nel 2000. Ovviamente, si e’ solo limitato a spostare di tre anni in avanti tutte le date, esclusa quella del 2013. Non ci credete? Ecco a voi la prova:

WWN, 2000

Perche’ le hanno spostate tutte tranne quella del 2013? E’ forse reale? Assolutamente no, semplicemente questa era l’unica data proposta piu’ lontana nel tempo per cui non era necessario spostarla, mentre tutte le altre gia’ non si erano avverate nel 1997 o erano troppo prossime al 2000!

Ecco da dove nasce la storia di Rasputin a sostegno di quella di Snowden. Apro un’altra breve parentesi, oltre alla notizia che stiamo commentando, provate a sfogliare la rivista che ho linkato per rendervi conto che tipologia di notizie pubblica questo giornale. Anche solo leggendo i titoli, capite subito in quale settore poter collocare lo stesso giornale.

Leggendo in rete, trovate pero’ anche un’altra notizia a sostegno dell’ipotesi Rasputin. Forse qualcuno un po’ piu’ sveglio ha capito che cosi’ come veniva raccontata non poteva essere credibile. Detto questo, viene dunque riportata una nuova fonte, un libro di uno scrittore russo che avrebbe riportato a sua volta le confessioni fatte da Rasputin riguardanti profezie future. Il titolo del libro e’ “100 profezie di Rasputin” e l’autore e’ un certo Andréi Brestski. Se provate a cercare notizie in rete, anche in questo caso non trovereste niente. Inizialmente la cosa aveva portato fuori strada anche il sottoscritto. Il libro in questione non lo potete trovare su nessuna libreria online, neanche internazionale, cosi’ come non trovate informazioni sul suo autore. Il motivo e’ che il libro esiste solo in russo. Fortunatamente, Google Books, permette di vedere un anteprima del libro in questione.

Ecco il link dove vedere il libro:

100 profezie di Rasputin

Cliccando su anteprima, potete vedere un certo numero di pagine. Unico problema, come anticipato, e’ che il libro e’ in russo. Se provate a cercare 23 agosto in russo, cioe’ 23 августа, trovate un risultato che veramente parla di questa data. Purtroppo, Google books vi fornisce immagini e non un testo da poter copiare e tradurre. Anche a questo c’e’ un rimedio, andando a questo link:

100 profezie di Rasputi, online

potete trovare, senza scaricare nulla e senza violare alcun copyright, il testo online. Bene, selezionando la parte che parla del 23 agosto, e traducendo con google, trovate:

La cosa peggiore per accadere 23 agosto 2013: “Il fuoco consuma tutta la vita sulla Terra, e poi la vita sul pianeta morirà e non ci arriverà silenzio sepolcrale” – così ha scritto il “vecchio uomo”. “È lui predice un olocausto nucleare?” – Chiede ai lettori. Non c’è una risposta …

Fate pero’ attenzione, anche il libro parla di fuoco sulla Terra, ma in realta’ parla di olocausto nucleare. Il primo spezzone e’ esattamente identico a quello di Norvalk visto prima. Qui pero’, viene aggiunta una parte riguardante l’olocausto nucleare. Cosa c’entra questo? Ora vi riporto lo spezzone di frase che compare prima di quello riportato:

Secondo la previsione di Rasputin, alla fine del primo decennio del XXI secolo, la potenza in Oriente, e cioè, in primo luogo in Iraq moderno e il Kuwait e l’Arabia Saudita, i fondamentalisti islamici prendono il sopravvento, che sarebbe stato chiamato negli Stati Uniti di un prodotto di Satana, e annuncerà la sua guerra implacabile – jihad. Durante questo periodo, il resto degli Stati Uniti arriverà al potere come ortodossi, ma solo della persuasione cristiana. Se ci sarà tra i due principali conflitto militare? Rasputin risponde a questa domanda in modo affermativo. Ha predetto che gli Stati Uniti erano e iniziare una nuova crociata contro l’Oriente musulmano. Questa campagna, o meglio la guerra durerà sette anni e sarà l’ultimo nella storia dell’umanità. Solo una grande battaglia su entrambi i lati morirà più di un milione di persone.

Come vedete, si parla di una guerra santa in corso a livello mondiale tra Oriente e Occidente. Guerra che poi culminera’ con l’olocausto nucleare del 23 agosto.

Ragioniamo un secondo: non mi sembra si parli di tempesta solare, questo dunque fa cadere ancora una volta la storiella di Swnoden, Raspunti e compagnia bella. Inoltre, 7 anni prima di questa data sarebbe iniziata questa guerra tra Stati Uniti e Oriente. Ragionando, se proprio volessimo identificare questi avvenimenti con le varie campagne in terra araba, allora il tutto sarebbe iniziato ben prima di 7 anni fa. Ritornando pero’ al link di Google Books in cui veniva mostrata l’anteprima del libro, vedete bene che la data di pubblicazione e’ solo del maggio 2013. Cosa significa questo? Semplice, si tratta di un testo che, molto probabilmente, ha ripreso di sana pianta la storia pubblicata su Weekly World News, riproponendola in forma di olocausto nucleare invece che di tempesta solare.

Inoltre, vorrei dire una cosa, e’ risaputo che Rasputin nel periodo alla corte dei Romanov avesse anche fatto profezie ma, al contrario di quello che vorrebbero farvi credere, non ci sono assolutamente indicazioni temporali precise, figuriamoci un giorno di un anno cosi’ lontano per il tempo.

Concludendo, questa storia sarebbe degna di una telenovelas: colpi di scena, distorsioni, ripensamenti, articoli che vengono modificati e ripubblicati, spionaggio internazionale. Peccato che, come visto, si tratta soltanto di storie inventate. Detto questo, non ci si aspetta nessuna tempesta solare per il 23 Agosto, figuriamoci una fine del mondo. Se poi ancora non foste convinti, non vi resta che aspettare solo pochi giorni per poter assistere alla tempesta solare perfetta o all’olocausto nucleare!

 

Ringrazio per le preziose informazioni e per la collaborazione: Luca, Daniel e Apollo.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Possiamo scegliere tra era glaciale o desertificazione

28 Mag

Diversi lettori mi hanno chiesto di fare un aggiornamento sull’attuale ciclo solare, di cui molto si sta discutendo in rete. Come sappiamo, stiamo attualmente attraversando il massimo del 24mo ciclo, un picco che pero’, almeno attualmente, si sta rivelando molto meno intenso di quanto ci si aspettava.

Fate attenzione, proprio la frase “meno intenso di quanto ci si aspettava” e’ il nucleo della discussione che dobbiamo fare e su cui ho letto davvero di tutto e di piu’, un po’ per ignoranza, molto spesso solo per il gusto di voler speculare su argomenti scientifici poco noti.

Di cili solari abbiamo parlato, ad esempio, in questi post:

Evidenze dal Sole?

Le macchie solari AR1504

Gli effetti di AR1504

Sole: quanta confusione!

Come visto, il nostro Sole ha un comportamento che non e’ costante nel tempo ma che oscilla tra massimi e minimi. La durata “media” di questi cicli solari e’ di 11 anni e, in concomitanza, si registra, come visto in questo post:

Inversione dei poli terrestri

un’inversione del campo magnetico solare che dunque ritorna alla condizione originale ogni 22 anni, cioe’ ogni 2 cicli. Detto in altri termini, partite da una condizione, dopo 11 anni invertite i poli, per tornare alla condizione iniziale servono altri 11 anni e quindi un’altra inversione dei poli.

Come sottolineato diverse volte, si tratta di meccanismi statisticametne noti ma che, in quanto tali, sono parametrizzabili da numeri medi. Il nostro Sole e’ una stella “viva”, passatemi questo termine, condizione per cui riusciamo a parametrizzarlo mediante modelli veri sempre “in media”.

Detto questo, quando parliamo di ciclo di 11 anni, non ci deve affatto sorprendere se gli anni sono 10 o 12.

Inoltre, massimi e minimi solari non sono tutti uguali tra loro, ma possono avere intensita’ variabili nel tempo. Detto questo, ci possono essere massimi piu’ o meno intensi, cosi’ come minimi piu’ o meno deboli.

Bene, alla luce di quanto detto, passiamo ad analizzare il ciclo attuale.

Prima affermazione che trovate in rete, il massimo era previsto per la fine del 2012, secondo alcuni proprio il 21 Dicembre 2012, e dunque c’e’ un “forte” ritardo da parte del Sole. Queste affermazioni sono del tutto false. Come visto in questo articolo:

Nuova minaccia il 22 Settembre?

non e’ assolutamente vero che il massimo era atteso per la fine del 2012, ne’ tantomeno per il 21 Dicembre. Questa affermazione nasce da una simulazione condotta diversi anni fa dalla NASA mirata a valutare gli effetti di un eventuale massimo di alta intensita’ sulla nostra attuale societa’, fortemente legata alla trasmissione dei segnali a lunga distanza.

Quando e’ atteso il massimo?

Dalle simulazioni fatte, il massimo sarebbe atteso per la fine del 2013. Di questo abbiamo parlato in questo post:

Come seguire il ciclo solare

In particolare, in questo articolo abbiamo fornito anche tutti i link per poter seguire il ciclo solare e valutare giorno per giorno i diversi parametri che consentono di valutare la reale attivita’ del Sole insieme anche a modelli previsionali.

Se invece della fine del 2013, fosse maggio 2013 o maggio 2014, la cosa ci sorprenderebbe? Alla luce di quanto detto circa la modellizzazione dei fenomeni, assolutamente no.

Perche’ si parla ora di massimo solare?

A partire dai primi di maggio, dopo un periodo relativamente calmo, il nostro sole ha iniziato a riprendere vigore con diverse emissioni di classe X. Per chi non lo avesse letto, delle diverse classi di emissioni abbiamo parlato sempre nel post:

Le macchie solari AR1504

E’ giusto dire che e’ iniziato il massimo vero e proprio? In linea di principio no. Se volete e’ come il detto “una rondine non fa primavera”. Con questo intendo dire che per capire l’andamento del ciclo solare, si dovranno attendere, se ci saranno, nuove emissioni per poter affermare che il Sole sta attraversado il punto piu’ alto del suo massimo.

Ora, come fatto nell’articolo precedentemente citato, vi riporto anche il grafico aggiornato dello stato del nostro Sole:

Il numero di macchie solari osservate sul sole nel corso degli anni

Il numero di macchie solari osservate sul sole nel corso degli anni

Come spiegato in passato, in questo grafico viene riportato il numero di macchie solari contate sulla superficie del sole e che rappresentano un parametro direttamente legato all’attivita’ solare.

Notiamo prima di tutto una cosa molto importante: la linea rossa indica l’attivita’ solare prevista dalle simulazioni. Come potete vedere, il numero di macchie finora osservate e’ sensibilmente piu’ basso rispetto al valore atteso. E’ sconvolgente questo? Neanche per idea. Come visto, si tratta dei modelli, per cui sempre affetti da fluttuazioni statistiche e da incertezze.

Attenzione pero’, su questo punto molto si sta parlando in rete. Secondo molte fonti, questa differenza tra aspettato e osservato, come visto assolutamente non sconvolgente, indicherebbe niente poco di meno che “una nuova era glaciale”! Perche’ si parla di questo? Come visto in questo post:

Curiosita’ sui cicli solari

e come e’ facilmente immaginabile, l’attivita’ del nostro Sole influisce sulle condizioni ambientali della Terra, e non potrebbe essere diversamente. Ora, sempre per la solita rondine che non fa primavera, e’ assurdo parlare di era glaciale perche’ c’e’ un massimo meno intenso del previsto. Come visto nell’articolo riportato, nel caso del Maunder Minimum, si registro’ una totale assenza di macchie solari per un periodo compreso tra il 1645 e il 1700, macchie che poi inizarono lentamente a ricomparire fino a tornare alla normalita’ solo nel 1715. Alcune fonti parlano di diversi massimi poco intensi e dunque di un andamento che punterebbe ad una mini era glaciale. Anche in questo caso, si tratta di una esagerazione speculativa, atta solo a cercare di insinuare evidenze dove queste non ci sono.

Inoltre, facciamo una considerazione aggiuntiva molto importante. Come detto in precedenza, i famosi 11 anni di ciclo solare, non vanno visti come un dictat inviolabile, ma come una stima media della durata del ciclo. Perche’ dico questo? Come avvenuto in diverse occasioni, e anche nel precedente massimo, e’ possibile che il sole presenti due picchi all’interno dello stesso massimo. Riguardiamo per un attimo il grafico di prima, e concentriamoci sul massimo precedente. Come potete vedere, ci sono due picchi facilmente distinguibili, uno a meta’ el 2000 e l’altro alla fine del 2002. Anche questo comportamento rientra nelle normali fluttuazioni che il nostro Sole puo’ avere nel corso degli anni.

Perche’ abbiamo fatto questa considerazione?

Alla luce di questa, e’ lecito pensare che, anche in questo caso, quello che stiamo attraversando sia solo un primo picco di intensita’, seguito poi, anche a distanza di uno o due anni, da un secondo massimo piu’ intenso. Non ci sarebbe assolutamente nulla di sconvolgente in un comportamento del genere e soprattutto, non e’ preventivabile ne’ facilmente modellizzabile.

Riassumendo, stiamo sicuramente attraversando il massimo atteso del 24mo ciclo solare. Non e’ facilmente comprensibile capire se stiamo andando verso il picco, lo abbiamo gia’ passato e se ci sara’ un ulteriore picco a distanza di qualche mese. Quello che e’ evidente dai dati riportati e’ che, fino ad oggi, l’intensita’ di questo massimo e’ relativamente bassa e inferiore alle stime fatte. Questo pero’ rientra nelle normali fluttuazioni statistiche della fisica del sistema, non facilmente prevedibili ne’ tantomeno modellizzabili. E’ assolutamente fuori luogo parlare dell’inizio di una prossima era glaciale, soprattutto se citata da quelle fonti che fino a ieri parlavano di desertificazione a causa di un misterioso e incompreso riscaldamento globale.

 

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Avvistamenti UFO?

28 Gen

Negli ultimi tempi, ho ricevuto diversi messaggi di persone interessate a capire meglio i tanti avvistamenti UFO che ogni giorno ci vengono proposti. Come detto in altre occasioni, molte delle foto e dei video che appaiono in rete, in realta’ sono da considerarsi del tutto false e create “a mano” con programmi di grafica.

Esclusa questa categoria, ci sono invece tutta una serie di documenti, girati in buona fede, in cui appaiono oggetti strani che  possono far pensare a dischi volanti o comunque a qualcosa che non riusciamo facilmente ad identificare.

In un post precedente:

Lens Flare e avvistamenti UFO

abbiamo visto, ad esempio, il fenomeno dei “Lens Flare”, dovuti a difetti di elaborazione delle immagini. Come visto, questo effetto puo’ dar luogo a presunti avvistamenti UFO.

Rimanendo in tema, vorrei ora parlare di ORBS, BLURFO e RODS, nomi alquanto misteriosi che, come vedremo, rappresentano altre possibili cause di “avvistamenti UFO”.

Cominciamo dagli ORBS.

Con questo termine si intende l’effetto prodotto da oggetti fuori fuoco che possono apparire in foto scattate particolarmente con macchine compatte. In genere, questi oggetti compaiono come circolari a causa della riflessione della luce nel sistema delle lenti delle fotocamere.

Il fenomeno degli ORBS si manifesta particolarmente quando le foto vengono scattate all’interno di ambienti bui e con l’utilizzo del flash. In questo caso, gli ORBS possono essere provocati anche dal pulviscolo presente nell’aria e che riflette in modo anomalo la luce prodotta dal flash della camera.

Per capire meglio, vi mostro subito una foto che vale piu’ di mille spiegazioni:

Una foto contenente ORBS

Una foto contenente ORBS

Come si vede, il pulviscolo presente nell’ambiente buio riflette la luce provocando queste forme circolari nell’immagine. Forme ovviamente assenti quando si vede la stessa scena ad occhio nudo.

Meccanismo di formazione degli ORB. Fonte: Ceifan

Meccanismo di formazione degli ORB. Fonte: Ceifan

Gli ORBS possono provocare falsi avvistamenti quando si scattano foto verso il cielo notturno. In rete si trovano anche molte teorie fantasiose sull’origine degli ORBS, in particolare c’e’ anche chi parla di “spiriti” che si manifestano negli ambienti chiusi. Inutile dire che teorie del genere lasciano il tempo che trovano. Nell’immagine a fianco, vedete anche uno schema di riflessione della luce che spiega come si genera il fenomeno degli ORBS. Ovviamente, in un ambiente piu’ luminoso la riflessione della luce da parte del pulviscolo diviene molto meno intensa per cui difficilmente potrebbe risultare in un fenomeno tanto visibile come quello visto nella foto precedente.

Passiamo ora ai BLURFO, possibile causa di molti avvistamenti UFO.

Molte persone, parlando dei loro avvistamenti, dicono di non aver notato niente fintanto che non hanno scaricato le foto sul loro PC. In alcuni casi, si osservano strane macchie scure che passano ad una valocita’ molto sostenuta all’interno del campo visivo. Questi sono i cosiddetti BLURFO, dovuti, molto spesso, al passaggio di uccelli durante la ripresa di un video.

Cerchiamo di capire meglio.

Supponiamo di riprendere un video mettendo a fuoco un oggetto lontano. In questo caso, vi sara’ una zona prossima alla nostra videocamera fuori dalla messa a fuoco e che possiamo definire “BLURFO zone”. Bene, un qualsiasi oggetto che passa in questa area, non verra’ messo a fuoco e apparira’ come una forma del tutto indefinita e scura.

Questa immagine puo’ aiutare a capire meglio:

Spiegazione del fenomeno dei BLURFO. Fonte: Ceifan

Spiegazione del fenomeno dei BLURFO. Fonte: Ceifan

Nello schema viene fatto l’esempio di un uccello che passa nella BLURFO zone. Avendo impostato la messa a fuoco molto lontana, in base alla distanza a cui passerra’ l’uccello, questo potra’ risultare piu’ o meno sfocato formando un’immagine allungata e a volte frastagliata a causa del movimento delle ali. Al contrario, in presenza di un insetto, dunque piu’ veloce e con dimensioni minori, l’effetto potra’ risultare in una sorta di disco schiacciato e molto veloce nel video finale.

Inutile dire che molti video di avvistamenti che trovate in rete, sono proprio causati dal fenomeno dei BLURFO. Vi riporto anche un’immagine scattata con un panorama costiero, in cui si vede un uccello passare producendo una strana ombra:

Esempio di foto con BLURFO da uccello

Esempio di foto con BLURFO da uccello

Capite subito che, al contrario dei Lens Flare e degli ORBS, i BLURFO possono presentarsi anche in foto e video scattati in pieno giorno e con i panorami piu’ diversi. Proprio per questo motivo, molti video possono facilmente essere ricondotti e spiegati attraverso queste considerazioni.

Concludiamo dunque con i RODS.

Anche in questo caso, ci si riferisce ad un fenomeno molto spesso provocato da insetti ripresi con fotocamere e proprio per questo motivo alcuni tendono a confondere i RODS con i BLURFO. Tecnicamente, i due fenomeni sono diversi.

I RODS sono semplicemente insetti che appaiono come una scia durante il tempo di posa della ripresa. Il motivo di questo e’ da ricercarsi nella discrepanza tra il numero di fotogrammi con cui viene fatta la ripresa e, ad esempio, la velocita’ o la frequenza del battito di ali di alcuni insetti. Detto in altri termini, se un insetto sbatte le ali piu’ velocemente della frequenza di fotogrammi che utilizzate, questo puo’ risultare in una scia nera sulla ripresa o in una serie di chiaro-scuri sovrapposti dovuti al battito di ali.

Anche per i RODS vi riporto un’immagine che a suo tempo fece molto discutere. Si tratta di una ripresa di Baghdad al buio durante la Guerra del Golfo:

Esempio di foto con RODS provocati da insetto

Esempio di foto con RODS provocati da insetto

come vedete, la lunga scia che compare nella foto, e che secondo alcuni rappresenterebbe un missile o anche un disco volante intento a seguire le fasi dell’attacco, altro non e’ che un insetto che molto velocemente passa nel campo di ripresa della camera. In questo caso particolare, si nota anche l’effetto ondulato dovuto al battito di ali.

Concludendo, non vogliamo assolutamente partire dal presupposto che un qualsiasi avvistamento UFO sia un falso o una montatura mediatica. Gli esempi riportati pero’, ci aiutano a comprendere meglio alcuni fenomeni particolari che possono avvenire nel momento in cui scattiamo una foto o giriamo un video e che molto spesso possono farci pensare ad un avvistamento UFO. La conoscenza di queste problematiche, puo’ solamente aiutarci ad eliminare molti presunti avvistamenti e magari ragionare insieme su documenti inspiegabili o su cui e’ necessario ragionare meglio.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

Sole: quanta confusione!

31 Dic

Come sappiamo bene, il Sole rappresenta da sempre uno degli argomenti piu’ citati e piu’ inflazionati dai siti catastrofisti. Se ci pensiamo e’ naturale. Questa stella consente la vita sulla nostra Terra. Molti di noi sono abituati a vederlo sempre li e a pensarlo immutabile nel corso del tempo. Annunciare teorie allarmanti sul Sole e’ molto semplice. Stiamo parlando di un reattore a fusione estremamente potente e che praticamente si trova dietro l’angolo, solo 8 minuti luce di distanza dalla Terra.

Parlare di emissioni anomale e pericolose da parte del Sole e’ molto semplice e fa facilmente leva sulle persone.

Della nostra stella abbiamo gia’ parlato tante volte, ottimi esempi sono questi post:

Nuova minaccia il 22 Settembre?

– Come seguire il ciclo solare

Ora, come detto piu’ e piu’ volte, per il 2012 era atteso un massimo solare. In realta’ questo e’ quello che molti volevano farci credere dal momento che il massimo del XXIV ciclo e’ in realta’ atteso per la primavera del 2013. Come visto, questo massimo non avra’, almeno dalle previsioni e dal comportamente attuale, nessun carattere di eccezionalita’, anzi si presentera’ come un massimo molto soft e notevolmente meno intenso di altri occorsi in passato.

Bene, questo e’ quello che ci e’ stato detto e ridetto. Ora, come per magia, su molti siti si lancia un allarme completamente opposto: “fate attenzione, il Sole sta diventando sempre meno intenso”. Questo potrebbe comportare un abbassamento drastico delle temperature sulla Terra, una nuova era glaciale potrebbe arrivare, questo e’ sicuramente un anuncio di nuove catastrofi in arrivo.

Ma come? Fino a ieri dovevamo aspettare un massimo di attivita’ e cuocerci sotto le radiazioni solari, oggi dobbiamo congelarci perche’ il Sole si spegne?

Capite bene il titolo scelto per il post. Forse e’ il caso di fare un po’ di chiarezza.

Come visto nei post precedenti, l’attivita’ del nostro Sole non e’ affatto costante nel tempo. Per attivita’ intendiamo l’emissione di radiazione e particelle in tutte le direzioni dello spazio, compresa quella che investe la nostra Terra. Dalle osservazioni solari, si e’ capito che il Sole segue un ciclo di 11 anni tra un massimo e un minimo di attivita’. Questo e’ appunto quello che chiamiamo ciclo solare. Al contrario della Terra, il campo magnetico del Sole si inverte, cioe’ scambia la posizione dei suoi poli nord e sud, ogni 11 anni. Serve dunque un periodo di 22 anni, due cicli, per tornare nella posizione originale del campo magnetico. Su questo punto non c’e’ assolutamente nulla di strano o di allarmante, e’ cosi’ da sempre ed e’ un comportamento implicito nel funzionamento del nostro Sole.

Molto spesso poi sentiamo parlare di macchie solari. Queste altro non sono che zone piu’ scure che compaiono sulla superficie del Sole ed indicano dei punti in cui ci sono anomalie di campo magnetico. Queste macchie appaiono piu’ scure a causa della temperatura relativamente piu’ bassa di queste zone rispetto al resto della superficie (6000 gradi contro 4000). Il numero di macchie solari e’ un indicatore dell’attivita’ del Sole. Maggiore e’ il numero di macchie, piu’ alta e’ l’attivita’ solare in quel momento.

Il numero di macchie solari, o sunspot, e’ un parametro osservato da moltissimo tempo e su cui abbiamo raccolto una statistica considerevole. Il primo che osservo’ ed annoto’ il numero di macchie fu lo stesso Galileo grazie al telescopio da lui stesso inventato.

Bene, fino a questo punto nulla di difficile o di allarmante.

Dunque, cosa dobbiamo aspettarci un massimo o un minimo? Come anticipato, stiamo andando verso il massimo di attivita’ solare del XXIV ciclo. Tra l’altro, solo per compeltezza, fino a questo punto il Sole sta avendo un comportamento leggermente piu’ basso rispetto a quello che ci si aspettava. Questo e’ preoccupante? Anche in questo caso, la risposta e’ NO. Quando si dice “quello che si aspettava” si intendono le simulazioni che vengono fatte a priori per capire, piu’ o meno, quello che ci si deve aspettare nei mesi successivi. Queste simulazioni si basano sulla conoscenza attuale del comportamento del Sole, ma soprattutto sui dati che giorno per giorno vengono raccolti. Detto questo, capite bene che all’aumentare dei dati raccolti, e’ necessario ricorreggere le simulazioni per aggiornare lo stato attuale del Sole e modificare quanto ci si deve aspettare per il futuro.

Detto in parole povere, le simulazioni del comportamento del Sole, sono un po’ come le previsioni del tempo. Non a caso spesso si parla di Meteo-Solare. In quest’ultimo caso come funziona? Si vede la condizione attuale e si utilizzano modelli matematici per dare dei pronostici futuri. Se oggi vedreste le previsioni ad una settimana avreste dei risultati, se li rivedreste tra 3 giorni il risultato potrebbe cambiare e sicuramente essere piu’ preciso.

Spero che quanto detto sia sufficiente a farvi capire come vengono fatte queste simulazioni su cui tanta speculazione viene fatta.

Ora, nel post precedente riportato, abbiamo gia’ visto come seguire il ciclo solare. A distanza di qualche mese da quel post, vi riporto nuovamente il grafico dell’attivita’ solare, per mostrarvi gli ultimi aggiornamenti:

Numero di macchie Solari aggiornato a Dicembre 2012

Numero di macchie Solari aggiornato a Dicembre 2012

Vi ricordo che questi dati sono in rete e sono liberamente accessibili a tutti visitando questo indirizzo:

NOAA sun cycle

Alcune considerazioni. Come vedete dalla linea rossa, che rappresenta la simulazione, stiamo andando verso il massimo di attivita’ solare. Il picco piu’ alto e’ atteso per Maggio-Giugno 2013. Notate anche un’altra cosa che conferma quanto detto: i punti sperimentali, cioe’ quelli ossservati, nel 2012 sono piu’ bassi della sinusoide rossa. Questa e’ la conferma che l’attivita’ del Sole e’ leggermente piu’ bassa di quanto atteso. Assolutamente questo non significa che il Sole si sta spegnendo!

Vorrei anche darvi un’altra informazione aggiuntiva, utile a capire meglio il comportamento del Sole e le simulazioni fatte. Come detto sopra, uno dei parametri importanti per capire il Sole e’ dato dal numero di macchie solari sulla superificie. Sempre utilizzando il sito del NOAA, possiamo andare a vedere il numero di macchie osservate sul sole e confrontarlo anche con i dati ottenuti dalle simulazioni.

Ecco, in particolare, le previsioni:

SunSpot Estimation

Guardate una cosa, per ogni mese viene dato il numero di macchie atteso, ma anche un massimo ed un minimo. Questi valori indicano proprio l’incertezza della predizione. Dalle simulazioni non ottenete un valore preciso, ma una banda entro cui vi aspettate sia contenuto il numero di macchie solari. Notate anche come il numero di macchie atteso sale fino a Maggio-Giugno e poi ridiminuisce. Questo e’ proprio il massimo atteso e di cui parlavamo prima.

Dunque? Come vedete non c’e’ assolutamente nulla di strano o di misterioso riguardo al Sole. E’ assolutamente falso parlare di un massimo di forte intensita’ atteso tra pochi mesi, cosi’ come e’ assolutamente falso parlare di Sole al minimo o anche vicino allo spegnimento.

Al solito, la raccomandazione e’ sempre la stessa: non credete a tutte le teorie bislacche e assolutamente antiscientifiche che trovate in rete. Questi parametri sono noti alla scienza e pubblici su internet. La cosa principale e’ imparare ad utilizzare internet per quello che in realta’ e’: un potente strumento di informazione.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

 

 

 

3 Gennaio 2013 …

27 Dic

E cosi’ pensavamo di aver messo da parte il 21/12, i Maya, il calendario, e di aver finalmente smesso di parlare di fine del mondo. Mai speranza fu piu’ vana.

In rete si parla sempre piu’ insistentemente di una nuova data, quella del 3 Gennaio 2013. Al contrario di quanto visto in questo post:

2013 o ancora piu’ oltre?

per questa data non sono attesi eventi nuovi o nuove profezie apocalittiche, ma in realta’ si continua a parlare di fine del lungo computo Maya.

E’ estremamente interessante analizzare questa data perche’ ci consente di parlare di argomenti nuovi e che forse molti ignorano.

Cerchiamo di andare con ordine.

Ci sono due motivi principali per cui il 3 Gennaio sarebbe una data sensibile: il gia’ noto Raffaele Bendandi, ma anche il nostro attuale calendario gregoriano.

Iniziamo da Bendandi.

Come sicuramente sapete, Raffaele Bendandi era un sismologo autodidatta che passo’ gran parte della sua vita a studiare eventuali correlazioni tra i terremoti e gli allineamenti planetari. Di queste previsioni abbiamo parlato in questo post:

Allineamenti, Terrremoti e … Bendandi

Come detto piu’ volte anche in questo blog, non esiste nessuna evidenza scientificamente provata che allineamenti planetari possano innescare terremoti sulla Terra. Come visto in questi post:

Allineamenti e Terremoti

Terremoto del 20 Maggio in Emilia

eventuali variazioni di attrazione gravitazionale, che secondo Bendandi dovrebbero scatenare le maree solide, sono in realta’ del tutto trascurabili e assolutamente non in grado di creare movimenti tellurici.

BendandiRaffaele

Quello che pero’ non tutti sanno e’ che, durante i suoi studi, Bendandi cerco’ anche di determinare correlazioni tra il movimento dei pianeti e l’attivita’ del Sole. In particolare, secondo queste teorie, eventuali tempeste solari e flare di notevole intensita’ potevano essere innescati dalla variazione di attrazione gravitazionale per opera dei pianeti.

Nei suoi appunti, Bendandi sembrerebbe aver riportato la data del 3 Gennaio 2013 per un flare solare di altissima intensita’.

Ora capiamo bene due cose. Al contrario di quanto vorrebbero farvi credere su internet, un’emissione di di radiazione dal sole in direzione della Terra puo’ al massimo causare disturbi alle telecomunicazioni. Nel peggiore dei casi, potrebbero esserci interruzioni di corrente, anche prolungate, in aree piu’ o meno vaste. Ma in questo caso parliamo di tempeste rare ed estremamente potenti. Di questi eventi abbiamo parlato in questi post:

Nuova minaccia il 22 Settembre?

La piu’ grande tempesta solare …

Detto questo, e quindi ridimensionato il discorso coseguenze, capiamo invece l’appunto di Bendandi. Al giorno d’oggi, molti aspetti del funzionamento del nostro Sole sono stati compresi dalla scienza ufficiale. Come visto in diverse occasioni, la nostra Stella presenta dei massimi e dei minimi di attivita’, intervallati da periodi di 11 anni circa. Questo comportamento semi-periodico e’ dovuto ai movimenti interni al Sole stesso, e che si manifestano attraverso lo spostamento e l’inversione dei poli magnetici solari. Come capite bene da questo discorso, non vi e’ nessuna relazione tra eventuali massimi di attivita’ o emissioni di particelle e la forza di attrazione gravitazionale esercitata da altri pianeti. In questo senso, non e’ assolutamente possibile prevedere emissioni studiando il moto orbitale dei pianeti vicini.

Detto questo, vi sono pero’ altre fonti che sembrerebbero puntare al 3 Gennaio come possibile data per la fine del mondo. Cerchiamo di capire meglio. Riassumendo quanto detto fino ad ora, per il 21/12 si parlava di fine del lungo computo Maya. Come visto in diverse occasioni, la corretta identificazione della fine del calendario Maya con il nostro attuale calendario rappresenta uno degli aspetti meno chiari e piu’ dibattutti della storiografia di questo popolo. Piu’ volte abbiamo ad esempio parlato del problema della correlazione, come visto in questi post:

2012? No, volevamo dire 2116 …

Perche’ il mondo dovrebbe finire

Supponiamo per assurdo che la data del 21/12 sia giusta. Ora pero’, secondo alcune fonti, nel calcolo non e’ stato correttamente considerato il passaggio dal calendario giuliano a quello gragoriano.

Cosa significa questo?

Il 15 Ottobre 1582 venne fatta la riforma del calendario per cui si passo’, in molti paesi, dal sistema giuliano a quello gregoriano. Uno dei motivi fondamentali per cui si decise questa riforma era la sbagliata considerazione della durata di un anno. Oggi sappiamo che la durata dell’anno non e’ di 365 giorni, bensi’ di 365.25. Questo 0.25 in piu’ e’ il responsabile dell’inserimento di un anno bisestile ogni 4. Se non viene fatta questa correzione, a distanza di anni, si rischia di disallineare il conteggio con, ad esempio, i mesi e le stagioni. Il calendario Giuliano non prevedeva anni bisestili e proprio per questo motivo venne sostituito dal sistema gregoriano. Per recuperare il disallineamento accumulato dal calendario giuliano, al momento del cambio si decise di saltare in avanti di 11 giorni, passando immediatamente dal 5 Ottobre 1582 al 15 Ottobre. Capite dunque che l’introduzione del calendario gregoriano avvenne il 15 Ottobre 1582, ma il giorno prima, secondo il sistema giuliano, era il 4 Ottobre.

Ora, secondo alcune fonti, nella conversione tra Lungo Computo Maya e calendario Gregoriano, non si sarebbe tenuto conto di questo slittamento di giorni. In questo caso, per ottenere la data corretta, si dovrebbe spostare avanti il risultato di 11 giorni, passando dunque dal 21 Dicembre 2012 al 3 Gennaio 2013.

Capite subito l’assurdita’ di questa ipotesi. Prima di tutto, il problema della correlazione di cui abbiamo parlato rappresenta un limite ben piu’ importante nel corretto allineamento tra i due sistemi di conteggio. Inoltre, la messa in relazione del calendario Maya con il nostro e’ avvenuta ben piu’ tardi del 1582, per cui tutte le correzioni sono state fatte.

Perche’ si porta avanti questa ipotesi?

Semplice, solo perche’ c’e’ anche quella di Bendandi per la stessa data. Capite bene che mettere tanta carne al fuoco serve solo ad alimentare la convinzione che qualcosa di vero debba esserci.

Concludendo, ad oggi sappiamo che non vi e’ nessuna relazione tra emissioni solari e allineamenti planetari. Nella corretta trasformazione tra il lungo computo Maye e il nostro attuale sistema di conteggio dei giorni, si e’ gia’ tenuto conto del passaggio dal sistema giuliano a quello gregoriano. In questo processo, in particolare, ben piu’ importanti solo le diverse soluzioni del problema della correlazione. Come visto piu’ volte, la data del 21/12 non e’ assolutamente univoca ne tantomeno accettata da tutti gli studiosi dei Maya.

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