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Marsili e terremoto siciliano

31 Ago

Come tutti voi sapete, all’1.12 del 29 Agosto 2012, un terremoto di M4.6 e’ stato chiaramente avvertito in diverse localita’ vicine allo stretto di Messina. Le citta’ piu’ vicine all’epicentro, identificato a circa 40 Km di profondita’ in mare, sono Villa San Giovanni, Campo Calabro e Scilla. Per fortuna il terremoto non ha fatto vittime e la protezione civile ha fatto sapere che non ci sono stati danni di alcun tipo.

Stiamo parlando di questo avvenimento perche’ diversi utenti mi hanno contattato per sapere se questo sisma puo’ in qualche modo essere ricondotto ad un incremento dell’attivita’ del Vulcano Marsili.

Per quanto riguarda il Marsili, abbiamo parlato a lungo di questo vulcano in diversi post:

Il vulcano Marsili

Immagine ricostruita del Marsili

Il risveglio del Marsili

In particolare, abbiamo piu’ volte affermato che il vulcano e’ attivo, presenta diversi crateri lungo le sue dorsali, ma e’ assolutamente falso dire che l’attivita’ e’ aumentata nelle ultime settimane, cosi’ come e’ falso parlare di un risveglio del Marsili.

Per rispondere alla domanda su un eventuale collegamento tra questo vulcano sommerso e il terremoto in Sicilia, dobbiamo fare un semplice ragionamento. Prima di tutto, rendiamoci conto che la zona in cui e’ avvenuto il sisma e’ da sempre considerata a forte rischio. Dal sito dell’INGV, possiamo vedere come l’area a cavallo dello stretto di Messina e’ considerata “1a zona”, cioe’ con il massimo rischio di terremoti.

Mappa dell’epicentro del 29 agosto

Fatta questa premessa, andiamo a vedere in dettaglio dove e’ avvenuto il terremoto. Dal sito del USGS, che ormai conosciamo bene, possiamo visualizzare il punto in cui e’ stato indentificato l’epicentro del terremoto. Anche in questo caso l’evento sismico non e’ affatto fuori dal comune. La linea rossa che vedete nell’immagine e’ la zona di separazione tra la placca Africana e quella Euro Asiatica. Come molti di voi sanno, le due placche spingono una verso l’altra e sono la causa principale dell’alto grado di sismicita’ di diverse zone italiane. Come si vede dall’immagine, l’epicentro del terremoto e’ proprio in prossimita’ della linea di confine.

Da queste considerazioni capiamo subito che il terremoto del 29 Agosto non rappresenta affatto un evento straordinario ma puo’ essere facilmente spiegato dalle conoscenze gia’ acquisite.

Questo ragionamento sarebbe gia’ sufficiente per rispondere alla domanda iniziale che ci eravamo posti. Nonostante questo, vediamo se in qualche modo il vulcano Marsili puo’ essere correlato con l’evento del 29 Agosto.

Posizione del Marsili nel Tirreno

Nella seconda immagine che vi allego, troviamo la posizione del Marsili nel Tirreno. Mettete a confronto questa mappa con quella dell’USGS con l’epicentro del terremoto. Come vedete immediatamente, rispetto al centro del terremoto, il vulcano Marsili si trova ad almeno 150 Km.

Ora, ragionando, abbiamo la linea di separazione tra due faglie molto attive che passa praticamente in prossimita’ dell’epicentro e un vulcano sommerso distante 150 Km sempre dall’epicentro. Detto in questo modo, secondo voi, quale potrebbe essere la causa piu’ probabile del sisma?

Concludendo, anche in questo caso abbiamo ribadito nuovamente che il Vulcano Marsili esiste, si trova sommerso nel Tirreno, e’ attivo ed e’ potenzialmente pericoloso. Non credete invece a tutte le storie che si sentono in questi ultimi giorno sul fatto che l’attivita’ del vulcano sia aumentata o che una forte eruzione sia prevista in tempi brevi.

Per quanto riguarda il terremoto in Sicilia del 29 Agosto, non esiste assolutamente nessuna correlazione tra il Marsili e questo evento. Il sisma e’ avvenuto in una zona da sempre considerata ad alto rischio sismico proprio a causa delle due placche che spingono una verso l’altra.

Riguardo al 2012, e’ molto facile trovare teorie fantasiose che ovviamente non presentano nessun dato a loro sostegno. Quando leggete qualcosa di nuovo, prima di lasciarvi convincere, fatte le vostre considerazioni. Solo confrontando diverse fonti e ragionando su quello che leggete, potrete verificare la veridicita’ o meno dell’informazione. Per analizzare a fondo tutte le profezie fatte sul 2012, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della Scienza”.

 

 

Nuvole Sismiche

29 Lug

In diversi post abbiamo parlato della possibilita’ o meno di prevedere per tempo i terremoti:

Emilia 13-16 Luglio: un po’ di statistica

Riassunto sui Terremoti

Innalzamento dei pozzi in Emilia prima del sisma

Purtroppo, come detto, alla stato attuale non esiste un metodo scientificamente provato per prevedere intensita’ ed epicentro di un terremoto. Gli unici studi che ci possono dare un’indicazione del rischio sismico sono basati su metodi statistici, fatti prendendo in considerazione studi geologici dei terreni e storia sismica della zona.

Vogliamo tornare su questo argomento, per parlare dei cosidetti “precursori sismici”. Con questo termine si indicano tutti quegli eventi che, in teoria, potrebbero accadere “prima” del terremoto e dare in questo modo un’indicazione precisa dell’imminente scossa. In questo blog abbiamo gia’ visto alcuni eventi considerati da alcuni come precursori dei terremoti: vulcanelli, innalzamento del livello di falda, ecc. Come spiegato pero’, questi non sono dei precursori del sisma, bensi’ delle conseguenze dello stesso.

A livello scientifico, c’e’ invece una discussione in corso su alcuni fenomeni di natura elettromagnetica e meteorologica che potrebbero indicare l’imminenza di un forte terremoto. Cercando sulla rete, potete trovare decine di siti che parlano di: lampi globulari, colonne di fuoco che vengono sprogionate dalla Terra, globi di luce orbitanti a bassa quota, ecc. Al solito, su queste discussioni, verita’ scientifiche e leggende si mescolano insieme creando un “effetto confusione” in cui e’ difficile distinguere cosa c’e’ di giusto dalle bufale.

Prima di parlare di precursori sismici, permettiamoci una riflessione. Individuare un evento caratteristico antecedente al terremoto non e’ facile. La maggior parte di questi fenomeni avvengono in tempi brevissimi e in zone estremamente limitate. Per questo motivo, spesso ci si deve affidare alle testimonianze dirette delle persone piuttosto che a dati scientifici. Come potete ben immaginare, distinguere testimonianze veritiere da racconti non e’ sempre facile. Inoltre, prima di annunciare un sisma di forte intensita’, bisogna averne la certezza assoluta. Immaginate uno scenario del genere: viene fatto l’annuncio che nel giro di 15 minuti ci sara’ un forte terremoto in una grande citta’ come Roma, Napoli o Milano. Provate ad immaginare il caos creato da questa affermazione. Si rischia di avere piu’ morti nell’evacuazione di emergenza che a causa del terremoto. E se poi la notizia si rivelasse infondata? E se invece avessimo sbagliato l’epicentro e questo fosse, ad esempio, a 50 Km di distanza dove non abbiamo fatto evacuare?

Ovviamente non sto nascondendo nessuna informazione vitale alla popolazione. Questo ragionamento ci fa solo capire che prima di poter annunciare un evento del genere si deve avere la certezza assoluta di quello che stiamo facendo.

Tornando ai precursori sismici, come detto in precedenza, gli studi principali sono legati ai cambiamenti elettromagnetici del terreno e a fenomeni ad essi legati. Come sappiamo i terremoti sono causati dai movimenti della crosta terrestre. Il lento movimento delle placche crea un accumulo di energia nelle linee di faglia, energia che ad un certo punto viene rilasciata generando i sismi. La compressione di alcune rocce, come ad esempio il quarzo, puo’ provocare fenomeni di piezoelettricita’, come avviene negli accendini per fare la scintilla. Inoltre, lo spostamento di rocce puo’ modificare o creare alcuni segnali elettromagnetici del terreno, provocando disturbi nelle telecomunicazioni o localmente al campo magnetico.

Questi fenomeni sono attualmente sotto studio da parte della comunita’ scientifica. Dal punto di vista tecnico, la difficolta’ principale di queste ricerche sta proprio nella non ripetibilita’ degli eventi. Inoltre, stiamo parlando di fenomeni non facilmente visualizzabili a meno di avere sotto mano una strumentazione per rivelarli.

Diverso e’ il caso delle cosidette “nubi sismiche”, cioe’ la formazione di particolari nuvole che indicherebbero l’insorgere di un forte terremoto. La teoria alla base di questi fenomeni e’ molto semplice: il vapore acqueo sotterraneo, sottoposto alle alte pressioni dovute alle placche in collisione, riesce ad arrivare in superificie in diversi punti. Fuoriuscito dal terreno, il vapore sale verso l’alto fino ad incontrare masse d’aria piu’ fredda che lo fanno condensare creando formazioni nuvolose. Secondo queste teorie, non solo la creazione di queste nubi indicherebbe il prossimo sisma, ma la struttura e la grandezza della nuvola darebbe indicazioni sull’epicentro e sull’intensita’ dell’imminente scossa.

Come visto, il meccanismo alla base e’ relativamente semplice ma, come sempre, cercando su web trovate indicazioni completamente diverse e fantasiose sulle nuvole che si formerebbero, si parla indistintamente di nuvole irridescenti, cirri trafilati, nubi bucate, ecc. Anche in questo caso siamo in presenza di ipotesi fantasiose.

Rivediamo il meccanismo di formazione che abbiamo presentato. Se la nuvola e’ creata dalla condensazione del vapore acqueo proveniente dal sottosuolo, ci saranno molecole d’acqua in sospensione nella struttura. Questo ci fa pensare ad eventuali fenomeni luminescenti come nel caso degli arcobaleni.

Un fenomeno del genere e’ stato ad esempio osservato in Cina prima del terremoto che ha colpito la regione di Sichuan. Alcuni testimoni hanno fotografato delle strane nuvole comparse qualche minuto prima del sisma:

La nuvola osservata a Sichuan in Cina prima del sisma

Da quanto detto, il meccanismo proposto e’ verosimile. L’effetto e’ la formazione di nubi con fenomeni di luminescenza. Come potete pero’ immaginare, questi fenomeni durano pochissimo tempo e non sono facilmente misurabili mediante strumenti. Inoltre, la loro osservazione dipende dalla posizione dell’osservatore e da quella dei raggi luminosi che devono essere scomposti per creare l’effetto arcobaleno.

In questo blog, abbiamo gia’ parlato di strane formazioni nuvolose apparse in diverse parti del mondo:

Una nuvola che fa pensare alla fine del mondo

Altra strana nube, questa volta in Giappone

Altra strana nube a Tulsa

ma in nessuno di questi casi si sono avuti fenomeni sismici. Come abbiamo visto, formazioni di questo tipo sono descritte e conosciute in meteorologia e la loro creazione non presenta nessuna unicita’ particolare.

Qualcuno potrebbe pero’ osservare che queste formazioni sono diverse da quelle di Sichuan e facilmente distinguibili. Questo e’ vero, ma, come forse ricorderete, in un altro post abbiamo descritto una nuvola simile a quella cinese:

Strano arcobaleno a Conca della Campania

In questo caso abbiamo visto come il fenomeno fosse riconducibile alle note “Nubi arcobaleno”, la cui formazione e’ studiata e capita in meteorologia. Nel caso campano, la nuvola e’ davvero simile a quella cinese, ma non e’ avvenuto nessun terremoto dopo la sua formazione. Questo significa che non esiste una correlazione esclusiva tra la formazione di nuvole arcobaleno e i terremoti.

Prima di concludere, vorrei ragionare anche su un ultimo punto. Per come avviene, la fuoriuscita di vapore ad alta pressione, non e’ sempre possibile. Come sappiamo l’epicentro dei terremoti puo’ essere supericiale ma anche a diversi kilometri di profondita’. In questi ultimi casi, non ‘e detto che il vapore possa arrivare fino in superificie. E se l’epicentro fosse in mare? In questo caso non avremmo assolutamente formazione di nuvole.

Queste considerazioni, ci mostrano la complessita’ di queste ricerche. Ovviamente sono in corso diversi programmi per lo studio dei precursori sismici. Ad oggi, non siamo ancora in grado di isolare e identificare un chiaro evento che possa allarmarci dell’imminente terremoto. E’ anche sbagliato considerare queste come “ricerche di frontiera”, come vengono descritte su alcuni siti. Il termine  di per se non e’ corretto. Tutte le ricerche scientifiche sono di frontiera, se si sapesse gia’ il risultato a cui si deve arrivare, non si tratterebbe di una ricerca scientifica.

Concludendo, ad oggi non conosciamo con certezza dei precursori sismici per la previsione di questi eventi. Tantissime ricerche sono in corso e forse un giorno potrebbero arrivare a dei risultati in gado di salvare tantissime vite umane. Tutte le strade sono aperte e vengono percorse senza nessun preconcetto e senza tener nascosto nessun risultato.

Distinguere tra verita’ e fantasia in discorsi di questo tipo non e’ mai semplice. Tante voci vengono mescolate con l’unico scopo di aumentare la confusione o creare psicosi colletive sulla fine del mondo. Per fare chiarezza su questi concetti, sempre attuali ed interessanti, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

 

Innalzamento dei pozzi in Emilia prima del sisma

21 Lug

In diversi post abbiamo parlato del sisma che ha colpito l’Emilia il 20 maggio 2012:

Fratturazione idraulica

Riassunto sui terremoti

Emilia 13-16 Luglio, un po’ di statistica

Come spesso accade in questi casi, si crea una serie impressionante di voci riguardo a strani fenomeni avvenuti nei giorni precedenti il sisma o su eventuali segni premonitori non ascoltati.

In relazione a questo, si stanno diffondendo sul web moltissimi articoli che parlano di un innalzamento del livello dell’acqua nei pozzi proprio nei giorni precedenti la scossa maggiore. Molte testimonianze di questo fenomeno arrivano proprio da Finale Emilia, una delle zone epicentro del terremoto.

Secondo alcuni, l’innalzamento del livello dell’acqua, con il conseguente allagamento di alcune parti del terreno, sarebbe stato un segnale premonitore del terremoto. Da qui a pensare che gli esperti sapessero dell’arrivo del sisma e non abbiano avvertito di proposito la popolazione il passo e’ molto breve.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su questo punto.

In questo caso non si tratta di una legenda. Come riportato da abitanti della zona, alcuni giorni prima del terremoto c’e’ stato un innalzamento, anche di qualche metro, del livello dei pozzi e alcuni terreni agricoli sono stati allagati dalla fuoriuscita dell’acqua.

Ecco una foto scattata da un agricoltore di Finale Emilia sul suo campo:

Allagamento di un terreno a causa dell’innalzamento del livello di falda a Finale Emilia

E’ dunque vero che questi fenomeni avvengono in prossimita’ di un terremoto? Perche’ non vengono utilizzati sistemi di monitoraggio delle acque e dunque di previsione dei terremoti?

Questo argomento ricorda molto quello dei vulcanelli di acqua e sabbia che abbiamo trattato in questo post:

Una prova del fracking in Emilia?

Esattamente come per i vulcanelli, l’innalzamento del livello di acqua nei pozzi, non e’ un segnale premonitore, bensi’ una conseguenza del terremoto.

L’aumento del livello di falda e’ anche noto con il termine di “fontanazzi”. In concomitanza con il terremoto, vi possono essere delle variazioni ai livelli di pressione nel sottosuolo, causando una spinta delle falde acquifere verso l’alto. La conseguenza di questa spinta e’ ovviamente un innalzamento del livello nei pozzi che, in alcuni casi, possono esondare allagando i terreni circostanti.

Come potete immaginare, questi fenomeni possono essere localizzati solo in alcuni punti della zona a causa dei movimenti del sottosuolo. Per rispondere ai complottisti che vorrebbero il silenzio da parte dei geologi, anche in Emilia esiste una rete di monitoraggio del livello delle falde, basata su una ventina di stazioni nel territorio. Sulla rete non si sono registrati aumenti significativi dei livelli, a dimostrare come questi eventi possano essere molto localizzati.

Tornando sul caso di Finale Emilia, come ormai avrete capito, la formazione dei fontanazzi non e’ un segnale premonitore del terremoto, bensi’ una conseguenza dello stesso. Nel caso specifico, l’innalzamento del livello dell’acqua e’ stato causato dalle scosse di intensita’ minore precedenti quella principale. La bassa magnitudo delle prime scosse ha fatto si che molti non avvertissero i movimenti tellurici ed interpretassero, a posteriori, i fontanazzi come un segnale premonitore.

Non date retta a chi vorrebbe farvi credere che esistono dei chiari segnali che preannunciano un terremoto. Ribadiamo per l’ennesima volta, ad oggi non esiste un sistema di previsione dei terremoti. La scienza tutta non ha interesse nel tenere nascoste le cose, soprattutto se di importanza vitale per la gente. Fare una cosa del genere sarebbe contro i principi stessi su cui la scienza e’ basata.

Confondendo cause ed effetti, si cerca solo di confondere l’opinione delle persone per convincerle di qualcosa non vero. Non fidatevi delle apparenze, ragionate sempre su ogni problema affidandovi a voi stessi, ad eventi passati e confrontando diverse fonti. Per continuare a studiare insieme non solo gli eventi predetti sul 2012, ma argomenti sempre in voga e ricchi di fascino, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

“Terremoto” anche ad Ischia

13 Lug

Qualche tempo fa, su questo blog, avevamo parlato dell’opera di alcuni giornalisti e media in generale che, sfruttando una particolare situazione psicologica, sparano notizie sensazionali per vendere piu’ copie del proprio giornale.

Per chi volesse rivedere il post, puo’ trovarlo a questo indirizzo:

Terrorismo psicologico

Vi parlo di questo, perche’ ieri e’ avvenuto un terremoto a largo delle coste di Ischia. Come ormai sappiamo bene, proprio in questi giorni, era stato falsamente predetto un nuovo terremoto in Emilia. Di questo abbiamo gia’ abbondantemente parlato, sfatando questa notizia:

Ancora terremoti in Emilia

Emilia 13-16 luglio: un po’ di statistica

Il terremoto di cui vi stiamo parlando e’ avvenuto ieri, 12 luglio 2012, alle 23.20 circa, ed e’ stato di magnitudo 4.1. L’epicentro e’ stato individuato a circa 25 Km a sud ovest della costa dell’isola e ad una profondita’ di 480 Km. La mappa dell’epicentro e’ la seguente:

Rileggiamo quello che abbiamo scritto: l’epicentro e’ a 25 Km dalla costa e a 480 (ripeto quattrocento ottanta) Km di profondita’!

Stamattina molti giornali titolavano di un forte terremoto avvenuto ad Ischia la scorsa notte, per il momento non si hanno notizie di danni alle abitazioni o alle persone.

Ragioniamo un attimo, un sisma che avviene a 480 Km di profondita’, di scala 4.1, e’ una leggera scossa, al massimo puo’ far cadere un castello di carte. E’ ovvio che questa scossa non abbia arrecato danni, molti abitanti dell’isola non hanno neanche avvertito il sisma.

E’ successo esattamente quello che gia’ abbiamo visto qualche giorno fa con il terremoto a Roma. In questo caso l’intensita’ era di 3.5 gradi con epicentro superficiale a pochi Km di profondita’. La scossa di Roma e’ stata avvertita dalla popolazione, ma ovviamente non ha arrecato danni.

Il succo della discussione e’ che molte fonti stanno approfittando del momento di panico da terremoti per aumentare le vendite del proprio giornale o le visite sul proprio sito.

A riprova di questo, alcuni giornali riportano anche la notizia di un’altra scossa avvenuta questa mattina nei pressi di Cosenza, un sisma addirittura di magnitudo 2.6!

Non prendiamoci in giro, anche se il terremoto di Ischia e’ considerato raro, dal momento che la zona non e’ di solito teatro di sismi, questi eventi possono avvenire. Secondo alcune fonti dell’INGV, il terremoto di Ischia potrebbe essere causato da un riassestamento delle placche tettoniche a seguito dei forti eventi in Emilia. Come sappiamo le linee di frattura trovano una nuova posizione di equilibrio e questo puo’ provocare eventi anche a molti Km di distanza.

Su alcuni siti stamattina c’era anche un’intervista al sindaco di Ischia, che ovviamente si e’ preoccupato di rassicurare i turisti dal momento che siamo all’inizio della stagione turistica e sarebbe un disastro creare una psicosi terremoto per queste isole in questo momento dell’anno.

Non fidatevi di quelli che vi vogliono propinare servizi e scoop sensazionalistici cercando di convincervi di cose non vere. Ragionate con la vostra testa, leggete attentamente i numeri che vi vengono dati e diffidate da chi non vi offre nessun dato su cui ragionare. Per analizzare altri fenomeni legati al 2012, imparando a ragionare da soli, non perdete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

Una prova del fracking in Emilia?

8 Lug

Come abbiamo visto in questo articolo:

Ancora terremoti in Emilia?

un video caricato su web anuncia per il periodo tra il 13 ed il 16 Luglio 2012, una nuova forte scossa. Come dimostrato, questo video e’ un falso.

Sempre secondo questa fonte, la causa del nuovo sisma, cosi’ come dei precedenti registrati nella stessa zona, sarebbe da ricercarsi nell’utilizzo del fracking per lo sfruttamento dei pozzi petroliferi.

Come visto in questo articolo:

Fratturazione idraulica

l’utilizzo di queste tecniche nella pianura padana e’ stato smentito da moltissime fonti istituzionali, scientifiche e anche dalle compagnie impegnate nella trivellazione.

Nonostante queste evidenze, in rete continuano a moltiplicarsi e crescere i gruppi convinti che i terremoti in Emilia sarebbero stati provocati dall’uomo. Su alcuni siti si fanno anche ipotesi azzardate su evidenze e prove lasciate nella zona dall’immissione di fluidi nel sottosuolo.

Tra queste merita di essere vista in dettaglio, un’anomalia del terreno, secondo alcuni, evidenza dell’utilizzo del fracking.

In questa foto viene evidenziato un particolare del terreno in prossimita’ dell’epicentro dei precedenti sismi:

Foto del terreno scattata a Mirandola vicino all’epicentro di un precedente sisma

La foto, scattata in prossimita’ di Mirandola, mostra il terreno con una forma compatibile ad un’esplosione e con una evidente fuoriuscita di sabbia. Secondo alcuni, questa esplosione sotterranea sarebbe proprio una conseguenza dell’immissione di fluidi ad alta pressione del sottosuolo.

In realta’, anche se il fenomeno puo’ apparire strano, e’ del tutto noto in geologia ed e’ conosciuto come “vulcanelli”. Quando un terreno completamente saturo viene sottoposto a particolari sollecitazioni, come ad esempio i terremoti, si ha una risalita di acqua sul terreno con la formazione di strutture come questa riportata in foto. I vulcanelli di sabbia, quest’ultima creata dalla liquefazione del terreno, si presentano proprio disposti lungo una linea continua a volte anche lunga centinaia di metri.

Dopo un terremoto di forte intensita’, non sempre il fenomeno dei vulcanelli e’ visibile. Puo’ infatti accadere che il terreno sia ricoperto di asfalto o di vegetazione alta, tutti casi in cui i vlcanelli non sono visibili.

Esistono tantissime foto, ma anche disegni realizzati a partire dal ‘600, che riportano la formazione dei vulcanelli di sabbia in terreni a coltivazione bassa (come quello in foto). Restando in Italia, anche nel terremoto del Friuli del 1976 si osservo’ la formazione di queste strutture, come e’ possibile osservare in questa foto dell’epoca:

Formazione di vulcanelli in Friuli dopo il terremoto del 1976.

Ovviamente nel 1976 la tecnica del fracking non esisteva assolutamente!

Assumere questa come prova dell’utilizzo del fracking in Emilia non e’ dunque corretto. Riassumendo, i vulcanelli di sabbia sono un fenomeno noto in geologia, e sono un “effetto” del terremoto, non un’evidenza della “causa” come vorrebbero farci credere.

Cosa dobbiamo veramente aspettarci su questo 2012? In realta’, lo studio di questi fenomeni non e’ limitato solo a quest’anno, ma rappresenta un argomento molto importante da capire e sempre valido per districarci in questa giungla di ipotesi e teorie, molte delle quali sbagliate. Per fare finalmente chiarezza su questi fenomeni, non perdete in libreria Psicosi 2012. Le risposte della scienza.