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Il miracolo del sangue di San Gennaro

11 Ago

Nella sezione:

Hai domande o dubbi?

e’ stato richiesto un argomento davvero molto interessante. Come potete leggere, ci e’ stato chiesto di scrivere un articolo sul cosiddetto “miracolo del sangue di San Gennaro”. Credo che questo argomento sia davvero molto interessante perche’, in particolare, esistono due scuole di pensiero molto rigide a riguardo: quelli che credono al miracolo e quelli che invece credono che la scienza abbia gia’ spiegato tutto, mostrando la natura non miracolosa del fatto.

In realta’, cosi’ come spesso avviene su questo blog, non esiste una spiegazione certa e comunemente accettata per la liquefazione del sangue di San Gennaro. Esistono delle ipotesi molto plausibili, ma che hanno subito e continuano a subire molte critiche anche da addetti ai lavori non pienamnete convinti della spiegazione.

Come nostra abitudine, cerchiamo dunque di analizzare in dettaglio la cosa, ragionando in modo autonomo e cercando, qualora ce ne fossero, di provare a rispondere ai punti ancora scoperti della questione.

Partiamo da quello che tutti conoscono: in tre date particolari, il 19 settembre, il sabato che precede la prima domenica di maggio e il 16 dicembre, a Napoli viene organizzata una grande processione in cui viene mostrato il reliquiario con il sangue di San Gennaro. Durante questo rito, il reliquiario viene mosso in modo molto rituale e se il sangue si liquefa allora questo viene visto come un buon auspicio per la citta’. Inutile dire che questa manifestazione e’ molto sentita dai napoletani, da sempre molto devoti al Santo. Proprio per questo motivo, come riprenderemo in seguito, e’ molto difficile provare a dare spiegazioni razionali della cosa, senza incorrere nel nervosismo dei fedeli partenopei.

In particolare, il reliquiario contiene al suo interno due ampolle, una riepita piu’ o meno fino a meta’ e l’altra con poche tracce di “sangue”. Per il momento, permettetemi di scrivere “sangue” tra virgolette perche’ questo e’ uno dei punti maggiormente discussi della questione.

Per inquadrare meglio il problema, ripercorriamo la storia di queste reliquie e ovviamente quella del santo.

Per essere precisi, la storia stessa di San Gennaro e’ molto fumosa e, proprio per questo motivo, diverse fonti hanno addirittura messo in discussione l’esistenza stessa del Santo. Il 19 settembre 305, durante la persecuzione di Diocleziano verso i Cristiani, si racconta che Gennaro, vescovo di Benevento, venne decapitato insieme ad altri fedeli nella solfatara di Pozzuoli. Secondo altre fonti, Gennaro, nella stessa data, venne destinato ai leoni. Questa e’ gia’ una prima incongruenza della storia, ma, nonostante la parte centrale non coincida, la fine e’ sempre la stessa: qualora fosse esisitito, Gennaro sarebbe stato un martire cristiano.

Come usanza nei confronti dei martiri, il sangue ed il corpo di Gennaro vennero raccolti e conservati.

Le cerimonie in onore di San Gennaro vennero istituite nel 1337 ma la prima liquefazione venne osservata il 17 agosto 1389. Cosa significa? Come e’ facile immaginare, il sangue raccolto all’interno delle ampolle appare in forma solida e scura. Per liquefazione si intende il ritorno del sangue allo stato fluido. Detto in altri termini: il sangue ritorna nel suo stato normale, come se fosse appena sgorgato dalla testa del santo. Da allora, come anticipato, il miracolo del sangue viene tentato 3 volte l’anno: nell’anniversario della morte, nell’anniversario dello spostamento dei resti nelle catacombe di Capodimonte e nell’anniversario di una forte eruzione del Vesuvio, durante la quale i napoletani si affidarono completamente al Santo che risparmio’ la citta’.

Analizziamo subito questi fatti: dal 1389, si sono avute circa 11000 liquefazioni del sangue. Il miracolo si e’ ripetuto “quasi” sempre, tranne qualche sparuto caso. In qualche occasione, la liquefazione si e’ avuta anche in date diverse da quelle ufficiali. Teniamo a mente questi particolari, perche’ tra poco entreranno prepontentemente nella discussione.

Bene, abbiamo capito l’origine e la tipologia del miracolo. Ora, cosa possiamo dire a riguardo? Si tratta di un miracolo o esiste una spiegazione scientifica?

Come anticipato, il discorso non e’ semplice, tantomeno con una spiegazione univoca.

Dal punto di vista scientifico, il sangue umano conservato in un’ampolla sigillata coagula diventando solido. Ora, e’ possibile che si rompa il coagulo e il sangue possa ritornare allo stato liquido, ma questo non puo’ certo avvenire con la regolarita’ mostrata dalla reliquia del santo e soprattutto con lo stesso comportamento per secoli.

L’ipotesi di spiegazione scientifica piu’ accettata, e’ stata data nel 1991 da alcuni ricercatori del CICAP. La spiegazione del comportamento del fluido sarebbe da ricercarsi nella tissotropia. Con questo termine si intendono dei materiali, normalmente in uno stato solido o molto denso, che, a seguito di sollecitazioni meccaniche, possono assumere lo stato fluido per un certo tempo. Interrote le sollecitazioni il materiale torna allo stato solido. In natura esistono diversi composti con questa prorieta’. L’esempio classico che viene fatto e’ quello della salsa Ketchup che quando viene scossa si liquefa riuscendo ad uscire dall’orifizio praticato nel contenitore.

Oltre ad aver proposto la spiegazione, i ricercatori del CICAP hanno anche realizzato una sospensione con proprieta’ tissotropiche e aspetto molto simile a quello del fluido contenuto nelle ampolle. Per realizzare la sospensione sono stati utilizzati: cloruro ferrico, carbonato di calcio, cloruro di sodio e acqua. Lo studio dei ricercatori e la successiva prova sperimentale sono stati pubblicati addirittura sulla illustre rivista Nature, oltre ad avere enorme eco sia sui giornali italiani che esteri.

Dunque? Tutto spiegato, quello cotenuto nelle ampolle non e’ sangue ma un materiale tissotropico e non si tratta assolutamente di un miracolo. In realta’, come anticipato, non e’ assolutamente cosi’. La spiegazione data ha creato un turbine di discussioni che durano ancora oggi.

Proviamo ad analizzare singolarmente le critiche e le successive risposte date.

Per prima cosa, e’ possibile che al tempo si sia realizzato un materiale con queste caratteristiche? Assolutamente si. I composti utilizzati dal CICAP sono noti da secoli e anche molto abbondanti nella zona del napoletano. Il cloruro ferrico, sotto forma di miosite, e’ molto abbondante sulle pendici del Vesuvio. Il carbonato di calcio e’ la molecole principale, quasi il 95%, che compone il guscio d’uovo. Il cloruro di sodio, il sale per intenderci, e’ disponibile ovunque. Dunque, e’ possibile che un composto del genere sia stato realizzato secoli fa in quella zona.

Attenzione pero’, ci sono altri due punti molto importanti e sui quali la discussione e’ ancora in corso. Prima di tutto, il composto realizzato dal CICAP rimane tissotropico per soli 2 anni. Il miracolo del sangue di San Gennaro avviene da secoli. Inoltre, il ricorso ad un materiale di questo tipo non spiegherebbe assolutamente come mai in alcune occasioni, nonostante i ripetuti scossoni al reliquiario, il sangue non si sia sciolto. Analogamente, non si capisce perche’, in alcune occasioni, il sangue era gia’ in forma liquida prima della processione, senza che qualcuno lo avesse scosso.

C’e’ anche un altro punto fondamentale, nel 1902 venne fatta una prima analisi spettroscopica delle ampolle e questi studi mostrarono la presenza di ossiemoglobina, cioe’ la combinazione del pigmento contenuto nei globuli rossi con l’ossigeno. Detto in altri termini, all’interno delle ampolle c’e’ sangue e non qualche strano gel artificiale.

Dunque? Cosa possiamo dire a riguardo?

Iniziamo dagli studi spettroscopici. Come detto, la prima analisi spettroscopica, con un sistema a prisma, venne fatta nel 1902. La presenza di ossiemoglobina venne pero’ confermata anche da analisi successive. Secondo alcuni biologi dell’universita’ di Napoli, quello contenuto nell’ampolle e’ compatibile con sangue umano antico. Durante la liquefazione pero’, il fluido appare con un colore rosso vivo, come se fosse stata possibile la riattivazione dell’ossiemoglobina. Vi ricordo che le ampolle sono sigillate e che in nessun caso il loro contenuto entra in contatto con l’ossigeno dell’aria.

Capite dunque perche’ ancora oggi e’ acceso il dibattito riguardo al miracolo del sangue di San Gennaro. Esiste una proposta di spiegazione scientifica, ma esistono anche delle controaffermazioni basate su fatti oggettivi. Riassumendo, a favore della tissotropia abbiamo: un fluido con le caratteristiche fisiche simili a quelle della reliquia, ottenuto con materiali disponibili al tempo e nella zona, un comportamento meccanico giusto. A sfavore abbiamo: il gel ottenuto dura solo 2 anni, le analisi condotte mostrano che all’interno delle ampolle c’e’ sangue e non un gel sintetico, l’ipotesi tissotropica non spiega perche’ in alcuni casi il sangue non si sia liquefatto mentre in altri si e’ liquefatto prima ancora di essere sollecitato meccanicamente.

A questo punto, non resta che ragionare autonomamente su questi punti, provando a dire la nostra.

Prima di tutto, e’ il caso di dire che la chiesa non riconosce ufficialmente questo come un miracolo. Ad essere sinceri, qualche anno fa, la chiesa aveva eliminato le tre date relative a San Gennaro dal calendario delle celebrazioni liturgiche. Come e’ facile immaginare, questo ha causato una vera e propria rivolta tra i fedeli napoletani, per cui la chiesa ha deciso di non riconoscere ufficialmente il miracolo, ma di non impedire le celebrazioni.

Riguardo invece alla durata temporale del gel tissotropico, gli stessi ricercatori del CICAP autori del gel, sostengono prima di tutto di aver realizzato diversi campioni, i quali hanno mostrato durate anche fino a 10 anni. Ovviamente, siamo ancora lontani dai secoli del sangue di San Gennaro, ma, come riportato in diverse fonti, non e’ stata neanche prestata la massima cura nella chiusura ermetica del tappo delle provette. Studiando ampolle della stessa epoca, si e’ evidenziato come i tappi siano perfetamente sigillati impedendo l’apertura delle reliquie se non rompendole. In questo caso dunque, anche le ampolle di San Gennaro sono perfettamente chiuse in modo stagno, mentre il gel realizzato in laboratorio no.

E come la mettiamo con le spettroscopie fatte? Il fatto di aver trovato emoglobina, dimostra che c’e’ sangue anzi, per essere precisi, dimostra che e’ contenuta una frazione di sangue nelle ampolle. Come capite bene, niente esclude che nelle ampolle possa essere contenuto un gel tissotropico con un aggiunta di sangue.

Personalmente poi, vorrei riflettere su un aspetto: l’ampolla, come anticipato, non e’ completamente piena. In questo caso, sicuramente all’interno, oltre al sangue, e’ presente un certo volume d’aria. Ora, restando nel caso di volume sigillato in modo perfetto, sicuramente le variazioni dei parametri ambientali potrebbero influire sull’aria piu’ che sul sangue. Non mi risulta che la reliquia sia conservata in atmosfera controllata. Se anche fosse, questo non sarebbe sicuramente vero durante le processioni. In questo caso, un aumento di temperatura, a volume costante, provoca un aumento di pressione nell’aria che per costrizione spinge sul sangue. In questo caso, potremmo avere una sollecitazione, non di taglio, di spinta sul sangue. In questo caso, si potrebbe pensare che anche le condizioni di pressione e temperatura dell’aria influirebbero sull’eventuale liquefazione, cosa, almeno dalle fonti viste, non ancora chiamata in causa. Il considerare i parametri ambientali potrebbe anche spiegare perche’ in alcuni casi il sangue non si e’ sciolto. Se la pressione interna e’ piu’ alta, in questo caso le scosse mecaniche date sarebbero ammortizzate dal volume d’aria in sovrapressione, trasferendo minor impulso al sagnue.

A questo punto, capite dunque che la spiegazione del fenomeno della liquefazione del sangue di San Gennaro non e’ ancora stata data o meglio non e’ stata ancora accettata da tutti rispondendo a tutti i quesiti e le possibili domande. Per rispondere in modo sicuro, direte voi, non basterebbe analizzare il contenuto delle ampolle e vedere cosa contengono? Questa e’ un’osservazione verissima. Purtroppo, non e’ possibile analizzare le reliquie perche’ la Chiesa non lo consente. Non so se e’ il caso di dire la Chiesa di Roma o la Curia di Napoli, fatto sta che ad oggi nessuno ha potuto analizzare in dettaglio il contenuto delle ampolle.

Permettetemi una riflessione. Se analizzando il contenuto delle ampolle si scoprisse che dentro c’e’ un liquido tissotropico, i fedeli perderebbero la loro devozione nei confronti del santo? Personalmente credo di no. Forse, in alcuni casi, la spettacolarizzazione degli eventi conta piu’ della verita’. Detto questo, non resta che aspettare di vedere se l’ipotesi tissotropica possa essere confermata in qualche modo o, eventualmente, trovare un’altra spiegazione certa del miracolo. Alla luce di quanto detto, non parlerei assolutamente di miracolo. A riprova di questo, esistono molte reliquie in Italia contenenti sangue di martiri e molte di queste presentano il fenomeno della liquefazione. Anche su questo punto, molti ribattono dicendo che negli altri casi non si registrano fenomeni di liquefazione in date cosi’ precise. Questo non e’ vero del tutto. Nel Duomo di Ravello, e’ conservata una reliquia con il sangue di San Pantaleone, sangue che regolarmente il 27 luglio, data del martirio avvenuto nel 325, tornerebbe liquido. Vi faccio notare anche un’altra cosa: tutte le ampolle conservate con il sangue dei martiri, non vengono prese e “scosse” in date precise per vedere se il sangue si liquefa o no.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Superstizioni e scaramanzie

7 Mag

In un commento lasciato nell’apposita sezione:

Hai domande o dubbi?

una nostra cara lettrice, mi ha chiesto di scrivere un articolo riguardante le superstizioni. Come tutti sapete, in questo caso parliamo di usanze e modi di fare che, in modo o nell’altro, porterebbero sfortuna a chi non li compie. Credo che questo discorso sia estremamente interessante anche nell’ambito delle profezie che siamo soliti trattare su questo blog. Vi faccio un esempio, formulare o credere a delle profezie, corrisponde quasi sempre ad attendere un evento nefasto scatenato da qualcosa di poco controllabile. Allo stesso modo, i gesti scaramantici servono per allontanare le disgrazie che potrebbero accadere qualora un particolare gesto non venisse compiuto. Ognuno di noi ha i suoi gesti scaramantici che compie, magari inconsciamente, ripetutamente prima di qualcosa. Fate attenzione, nel momento in cui un gesto viene compiuto sistematicamente prima di qualcosa e, qualora non venisse fatto questo potesse portare uno stato di ansia eccessiva, non parliamo piu’ di scaramanzia ma di manie ossesivo compulsive. Al solito, c’e’ sempre un limite che deve essere rispettato per non cadere in vere e proprie fobie.

Diverso e’ invece il discorso delle superstizioni. Qui parliamo proprio di particolari eventi che potrebbero portare fortuna o sfortuna qualora venissero fatti, ma sono gesti comuni, molto spesso tramandati dalla storia o dalle usanze popolari. Come sappiamo bene, molto spesso cio’ che viene dall’antichita’ e’ visto con una sorta di rispetto che tende a mitizzare queste leggende e a renderle necessariamente vere.

Ora, ovviamente sarebbe impossibile parlare di tutte le superstizioni esistenti, dal momento che il loro numero diverge molto facilmente e soprattutto quando ci si appella alla cultura popolare di alcune zone, si rischia veramente di scrivere una enciclopedia sull’argomento. Documentandomi su queste tematiche, ho potuto constatare come molto spesso diverse superstizioni siano in contrapposizione tra loro. Magari, secondo la cultura di una regione, un gesto puo’ portare fortuna, secondo altre invece e’ portatore di gravi sventure.

Prima di tutto, cerchiamo di fare una considerazione oggettiva. Come anticipato, molte superstizioni vengono tramandate dalla storia. Tolto il rispetto per le culture antiche, molto spesso si tratta di credenze legate all’ignoranza delle persone su argomenti specifici. Oggi, la nostra aumentata consapevolezza, ci dovrebbe far ragionare e farci capire come tanti gesti che nel passato assumevano un’aura quasi magica, sono facilmente spiegabili attraverso la conoscenza.

Da sempre sono stato incuriosito da queste tematiche. Molto spesso, mi sono trovato a chiedere a delle persone come mai credessero in certe superstizioni e moltissime volte, mi sono sentito rispondere: “non ci credo, ma, nel dubbio, rispettarle non mi costa nulla”. Bene, credo che una risposta di questo tipo ci faccia capire come il dubbio sia sempre presente nell’animo umano ma soprattutto come la fiducia nella nostra conoscenza possa essere definita “quanto basta”, cioe’, lasciamo sempre un velo di mistero che non fa mai male.

Alal luce di queste considerazioni, vorrei passare in esame le superstizioni piu’ popolari appunto per mostrare la loro origine storica ma soprattutto il contesto storico da cui ci sono state tramandate.

Sicuramente tutti conoscono la fama negativa del numero 17. Come sapete, in Italia ed in altri paesi, questo numero e’ sinonimo di malaugurio mentre in tantissimi altri paesi e’ considerato un portafortuna mentre il 13 e’ visto di cattivo occhio. Perche’ questa differenza? Come anticipato, questo avviene per molte superstizioni. Quello che puo’ essere vero per una cultura, puo’ avere un significato oppposto per un ‘altra.

Riguardo al 17, la sua fama e’ talmente nota che si parla di “Eptacaidecafobia” per indicare la paura in questo numero. Il primo ad indicare il 17 come numero negativo fu addirittura Pitagora. Il 17 si trova infatti tra il 16 ed il 18, considerati numeri molto positivi in quanto rappresentanti le aree dei quadrilateri 4×4 e 6×3. Al contrario, il 17, essendo un numero primo, non puo’ essere visto in nessun caso come l’area di un poligono dai lati interi. Diversa spiegazione viene invece dalla cultura romana, sicuramente a noi piu’ vicina. Nell’antica Roma, si usava scrivere sulle lapidi dei defunti la parola “VIXI” per indicare “ho vissuto”. Bene, l’anagramma di VIXI e’ XVII, che in numerazione romana indica il 17. Proprio da questo fatto nasce la cultura italica del vedere il 17 come numero sfortunato.

Discorso diverso avviene invece per il 13, considerato sfortunato in molte culture anglosassoni. In questo caso, l’origine e’ da ricercarsi nella storia dell’ultima cena. Come e’ noto, il tredicesimo “ospite” tra i 12 apostoli era proprio Gesu’ Cristo, che poco dopo venne ucciso in croce.

Sempre di origine biblica e’ la concezione che il venerdi sia un numero sfortunato. Come e’ noto, di venerdi mori’ Gesu’ Cristo (venerdi santo) e dunque, in base alla cultura, si indica come giorno sfortunato il venerdi 13 o il venerdi 17.

Cambiando argomento, ma sempre restando in tema di superstizioni, una delle piu’ note e’ quella che riguarda la caduta di sale o di olio in terra. In questo caso, l’origine e’ molto semplice e, al solito, viene tramandata dal passato quando il sale e l’olio rappresentavano dei beni molto costosi. Proprio per questo motivo, la perdita di questi beni era vista come un cattivo auspicio, economico in questo caso, per gli abitanti della casa. Sempre legato al costo elevato nel passato di alcuni beni, e’ la superstizione di 7 anni di sventura facendo cadere uno specchio. In  questo caso pero’, oltre al danno economico, che nel passato era determinante, e’ interessante capire l’origine proprio dei 7 anni di sventura. Anche in questo caso, dobbiamo appellarci all’antica Roma. Secondo la tradizione dell’impero, la vita era solita rinnovarsi ogni 7 anni mentre lo specchio era, grazie alle sue proprieta’ riflettenti, in grado di imprigionare una parte dell’anima di chi ci si specchiava. In questo senso, rompere lo specchio significava intrappolare l’anima dello sfortunato fino a che la vita non si sarebbe rinnovata dopo 7 anni.

Visto che nel commento mi e’ stato anche chiesto esplicitamente, parlero’ anche della superstizione del non passare sotto una scala aperta. In questo caso, troviamo una duplice origine per questa credenza. In primis, come in molti altri casi, abbiamo un’origine biblica della cosa. La scala appoggiata al muro, sarebbe un simbolo della trinita’ divina espressa attraverso il triangolo. Passare sotto la scala sarebbe equivalente ad interrompere il triangolo e quindi a mettere in discussione la trinita’. Storicamente invece, questa superstizione nasce da ovvi motivi di sicurezza. In passato, le scale utilizzate per riparare i tetti, non erano provviste di gommini antiscivolo, per cui era molto frequente che la scala scivolasse lungo il muro con il rischio di cadere sulla testa dello sfortunato passante. Da qui, l’origine della profezia che vedrebbe come segno nefasto quello di passare sotto la scala aperta.

Sempre legata alla cultura popolare e’, ad esempio, la superstizione del non aprire un ombrello dentro casa. In questo caso infatti, aprire un ombrello all’interno della propria abitazione sarebbe equivalente a dire che il tetto non ci protegge abbastanza o che , purtroppo, non abbiamo un tetto sotto cui stare.

Come capite bene, soprattutto per le profezie che vengono dalla cultura popolare, l’origine delle superstizioni e’ da ricercarsi nei gesti fatti in passato e che potevano indicare uno stato di indigenza delle persone. Ripetere quei gesti era dunque visto come simbolo di malaugurio per chi li compiva.

Superstizioni invece legate alla salute sono quelle che riguardano il non poggiare il cappello sul letto e non rifare mai un letto in tre persone. Nel primo caso, sempre nel passato, quando un dottore faceva visita domestica ad un malato grave, era solito sedersi vicino al letto del paziente e poggiare il proprio cappello sul materasso. Compiere questo gesto significherebbe dunque attirare un medico per persone malate nell’abitazione. La stessa cosa vale per il detto di non rifare il letto in tre. Per rifare un letto bastano due persone. In pasato, quando ne servivano tre? Sempre quando c’era un malato grave che non poteva alzarsi. In questo caso, mentre due rifacevano il letto, una terza persona era incaricata di sollevare il malato.

Solo per concludere, vi parlo di un’ultima superstizione invece piu’ recente: quella secondo cui se si accendono piu’ sigarette con lo stesso fiammifero, il piu’ giovane del gruppo morira’ presto. In questo caso, l’origine viene dalla prima guerra mondiale, quando, per risparmiare beni preziosi, si era soliti accendere con un fiammifero le sigarette di piu’ soldati. In questo caso, un cecchino appostato, vedendo la fiamma, aveva tutto il tempo di prendere la mira e fare fuoco. Per motivi gerarchici, chi era l’ultimo ad accendere la propria sigaretta? Ovviamente il piu’ giovane del gruppo, che dunque rappresentava un facile bersaglio per il cecchino.

Ovviamente ci sarebbero tantissime altre superstizioni da trattare, ma, almeno secondo me, queste sono quelle piu’ popolari e la cui origine e’ piu o meno nota. Come detto all’inizio, molte di queste storie provengono dal passato e dalla cultura popolare. Capire l’origine di questi gesti, ci fa ricordare lo stato di indigenza in cui magari vivevano i nostri antenati. Oggi, ripetere questi gesti e’ solo una tradizione tramandata da generazioni, ma che non offre nessun vantaggio. Come anticipato pero’, per molti, fare questi gesti non costa nulla per cui continueranno a farli senza problemi e anche a tramandarli alle generazioni future.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Cercasi disperatamente “fine del mondo”

2 Mag

Come sapete, questo blog e’ nato inizialmente per analizzare tutte le profezie fatte per il 21 Dicembre, profezie quasi sempre di natura scientifica nate da ipotesi fantasiose e poi cresciute a dismisura grazie soprattutto al tam tam mediatico. Proprio partendo da questa pesudo-scienza, lo scopo principale del blog e’ quello di divulgare la vera scienza, cioe’ avvicinare i non addetti ai lavori ad argomenti tecnici e scientifici, spesso molto innovativi, che in altri modi risulterebbero ostici o poco affascinanti. Se volete, anche io mi sono approfittato della paura della fine del mondo per raggiungere uno scopo. Personalmente, mi piace pensare che la mia sia una colpa meno grave rispetto a tutti quelli che invece hanno sfruttato le paure delle persone al solo scopo di aggiungerne altre o commercializzare prodotti, dvd, corsi di sopravvivenza o anche solo per aumentare le visite ai propri siti.

Perche’ vi parlo di questo?

In questo articolo, vorrei fare una riflessione proprio riguardo la fine del mondo e il complottismo. Molto spesso, catastrofi e complotti sono legati tra loro. Una catastrofe imminente, apportata da qualcosa di non controllabile, e’ spesso accompagnata dal complotto di qualcuno che sa e che non vuole o non puo’ dirlo a tutti. Pensate ad esempio al tanto citato Nibiru. Questo pianeta ci dovrebbe arrivare in testa da un momento all’altro, anche se questo momento viene poi rimandato di volta in volta, ma ovviamente c’e’ chi sa la verita’ e non vuole dirla. Purtroppo, molto spesso, tra coloro che sanno e che tramano contro la povera popolazione tenuta nell’ignoranza c’e’ anche la scienza. Proprio queste supposizioni, non solo legate a Nibiru, hanno contribuito a creare un velo di mistero e una forte non fiducia delle persone nella ricerca scientifica. Se prima la scienza era quella che, attraverso le sue scoperte e le sue innovazioni, poteva farci vivere meglio, oggi la ricerca e’ comandata da qualche organismo misterioso che ne influenza l’andamento e decide cosa dire o non dire.

La prima domanda che mi sono posto e’ molto semplice: perche’ tanti vogliono una fine del mondo? Nonostante la semplicita’ della domanda, la risposta non e’ affatto banale. Se ci pensate bene, diverse volte abbiamo sentito parlare di probabile fine del mondo a causa di qualcosa, ma negli ultimi anni, quasi tutti i giorni, ci dovrebbe essere una fine causata da questo o quest’altro motivo. Pensandoci e’ come se le persone desiderassero la fine del mondo. Perche’ avviene questo?

Su questo argomento, non ci sono moltissimi studi psicologici, ma tutti sono concordi con una cosa: la disperata ricerca di una fine e’ sintomatica di uno stato irrequieto e non felice. Cosa potrebbe causare questa infelicita’? Negli ultmi anni, complice anche la crisi economica mondiale, molti non si sentono tranquilli e vedono un’insicurezza e una totale incertezza riguardo al futuro. Queste ansie, offrono proprio terreno fertile al catastrofismo. Secondo molti studi, una fine del mondo sarebbe vista come una fine delle sofferenze, ma anche come un obiettivo a breve scadenza da poter raggiungere. Detto in altre parole, la fine diverrebbe proprio lo scopo dell’esistenza.

Dal punto di vista medico, esiste una patologia, i cui casi sono notevolmente aumentati negli ultimi anni, chiamata “Sindrome di Cassandra”. I pazienti affetti da questa malattia, e spesso non sanno neanche di soffrirne, tendono a formulare sistematicamente previsioni avverse circa il loro futuro e quello degli altri. Psicologicamente, chi soffre di questa sindrome presenta stati fortemente depressivi da cui poi scaturisce la continua ricerca di una fine del mondo.

Sicuramente, la frenesia della nostra societa’, unita’ all’incertezza del futuro, contribuiscono notevolmente a determinare stati depressivi. Come detto prima, questo e’ il terreno piu’ fertile in cui far attecchiere idee catastrofiste.

Molto spesso, chi e’ spaventato dalla fine del mondo, non formula ipotesi perche’ il suo stato d’animo e’ tale da creare sfiducia in se stessi. Al contrario, tende ad informarsi su diversi canali, appagando pero’ la sua curiosita’ solo con le informazioni nefaste. Mi spiego meglio, se lo stato d’animo e’ negativo e tendente al catastrofismo, si cercheranno informazioni di questo tipo, non certo voci di smentita.

Ora, chi trae vantaggio da questo stato d’animo? Ovviamente coloro che sono pronti ad approfittare di questo disagio per il proprio interesse personale. Giornali, siti internet ma anche trasmissioni televisive hanno costruito una fortuna sfruttando le paure delle persone. Come guadagnano? Semplice, quando guardate una trasmissione TV, ci sono intervalli pubblicitari. Piu’ e’ alto lo share, maggiori sono i guadagni della rete. Se visitate un sito internet, generate traffico. Piu’ traffico c’e’, maggiore sono le royalties sulle pubblicita’. Ovviamente senza parlare di chi vende proprio i suoi prodotti. Dunque, mentre voi vi informate infliggendovi nuove pene e preoccupazioni, c’e’ chi guadagna speculando sul vostro stato d’animo.

Questo semplice meccanismo e’ noto come FUD, cioe’ Fear, Uncertainty and Doubt, paura, incertezza e dubbio. Generare paura dalla paura, creando incertezze ed insinuando il dubbio. Questo e’ quello che avviene negli ultimi tempi e che purtroppo tanti volponi hanno imparato a sfruttare.

Proprio da questi dubbi nascono poi le tante teorie complottiste. Quello che puo’ sembrare scontato, diviene in realta’ qualcosa di misterioso e orchestrato da altri. Piove, c’e’ il sole, tira vento, ci sono uragani? Sono fenomeni natuali? Assolutamente no, sono fenomeni generati da qualcuno che sta organizzando un complotto contro la societa’.

Ovviamente, non faccio di tutta l’erba un fascio, i complotti esistono e sono esistiti in passato, ma da qui a credere che tutto sia un complotto ce ne passa. Spesso, su molti studi, si punta il dito contro l’ignoranza delle persone, personalmente non credo che sia soltanto questo. Oggi come oggi, il livello di scolarizzazione e’ abbastanza elevato e conosco molte persone laureate che credono a diversi complotti.

Ecco qui che dunque lo sbarco sulla Luna non e’ mai avvenuto, durante l’inverno nevica perche’ qualcuno sta modificando il clima, ecc. Come sono costruiti questi complotti? Lo schema generale e’ quasi sempre lo stesso: per creare un buon complotto basta mettere in mezzo qualche potente stato o qualche servizio segreto o ente governativo. A questo punto, c’e’ quasi sempre una gola profonda, mai rivelata, che ha parlato del complotto e, quasi sempre, e’ stata uccisa. Questo e’, piu’ o meno, l’inizio di tanti complotti. Dal mio punto di vista, ruolo fondamentale in questo modus operandi e’ stato dato anche dai film di fantascienza che spesso seguono questo schema. Storicamente, il primo grande complotto dell’epoca moderna puo’ essere individuato nell’assassinio di Kennedy a Dallas. Su questo episodio, tanto e’ stato scritto e ancora molto se ne parla. Allo stesso modo, la morte di Diana, quella di Paul Mc Cartney, il gia’ citato sbarco sulla Luna, sono tutti complotti che affascinano e attirano sempre l’attenzione.

Nel quadro investigativo dei complotti manca pero’ sempre qualcosa di importante: le prove. Prendiamo ad esempio lo sbarco sulla Luna. Di questo abbiamo parlato in questo post:

Ecco perche’ Curiosity non trova gli alieni!

Ora, nonostante le prove scientifiche a sostegno dello sbarco, c’e’ ancora chi crede che sia tutta una montatura. In questo senso, smentire il complotto, diviene a sua volta un complotto. Molto spesso, facendo io il ricercatore per professione, mi sono sentito dire che questo blog era stato creato soltanto per nascondere la verita’. Capite il controsenso? Le evidenze scientifche divengono parte di un complotto sostenuto invece senza una prova. In questo modo, ciascun complotto ne genera altri e poi altri ancora. In termini scientifici, abbiamo trovato qualcosa che si autosostiene.

Psicologicamente, e’ stato evidenziato come anche il complottismo nasconda forti insofferenze. Diversi studi evidenziano come gli accaniti sostenitori dei complotti, presentino insoddisfazioni legate al non raggiungimento degli obiettivi, sia personali che lavorativi. In tal senso, non si riesce a raggiungere quello che ci eravamo prefissati perche’ qualcuno ha tramato contro di noi, la nostra stessa vita non si e’ potuta realizzare a pieno a causa di un complotto ad opera di qualcun’altro.

Anche su questo punto, non sono perfettamente d’accordo, o meglio credo che la spiegazione non sia cosi’ semplice. Secondo me, sia il complottismo che il catastrofismo sono, soprattutto negli ultimi anni, alimentati dalla rete. Attraverso il nostro computer, possiamo aprire una finestra sul mondo che, se non usata correttamente, puo’ essere molto pericolosa. La rete e’ una fonte enorme di informazioni in cui pero’, ma e’ giusto che sia cosi’, chiunque puo’ scrivere quello che vuole. Spetta a noi saper distinguere tra notizie vere e false, ma soprattutto capire chi c’e’ dietro quello che stiamo leggendo.

Come ho scitto diverso tempo fa:

Il complotto del complottista

per tutti quelli che sono affascinati o spaventati dai complotti, vi invito a fare una riflessione: ma se il vero complotto fosse quello di chi vuole farvi credere nei complotti? Perche’ questo? Semplice, come detto prima, per lucrare sulle vostre paure e guadagnare. Prima di credere a qualcosa, ragionateci sopra, provate a leggere anche le ipotesi contrarie e solo a quel punto, decidete a cosa credere. Come e’ noto, una bugia ripetuta tante volte, finisce per diventare una verita’.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Hai domande o dubbi?

5 Feb

Copertina

Come detto diverse volte, questo blog ormai e’ divenuto un metodo alternativo di fare divulgazione della scienza. Molto spesso ricevo feedback da parte di lettori completamente disinteressati alla scienza ma che, attraverso la lettura di questi articoli, stanno pian piano riscoprendo il piacere della conoscenza scientifica.

Questa e’ una grandissima soddisfazione per me che ho sempre cercato di far avvicinare i non addetti ai lavori alla scienza.

Partendo dalle profezie sul 2012, siamo riusciti a creare un nuovo metodo di divulgazione che non parte piu’ dalla scienza per arrivare alle persone, ma parte proprio dalle persone, attraverso le loro domande, i loro dubbi, quegli argomenti di confine su cui spesso si discute, per arrivare alla scienza.

A giudicare dall’enorme sostegno che ricevo ogni giorno, credo che questa sia stata la scelta giusta.

Un grazie speciale, e non mi stanchero’ mai di ripeterlo, va ovviamente a tutti voi che, cercando risposte, vi trovate magari per caso su queste pagine o che magari vi ci siete affezionati tornando con cadenza regolare.

Proprio in virtu’ di questo, vorrei aumentare questo contatto diretto che fino ad oggi si e’ svolto principalmente attraverso i commenti o la pagina facebook. Per questo motivo ho deciso di creare questo articolo in modo tale che i vostri commenti con richieste, domande o dubbi siano sempre visibili a tutti e magari su cui potrete discutere anche tra di voi.

Lascero’ il link a questa pagina sempre in evidenza nella banda a destra del blog, in modo tale che chiunque voglia possa inserire un suo commento.

Sentitevi liberi di chiedere tutto, magari potrete scoprire che un determinato argomento e’ gia’ stato trattato ed in quel caso, io o chi vorra’, potra’ indirizzarvi verso il post piu’ adatto.

Detto questo, vi ringrazio nuovamente e spero che anche questa nuova possibilita’ sia gradita.

GRAZIE!

Matteo

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.