Tag Archives: drone

UFO su Brema

9 Gen

Oggi sono stato letteralmente subissato di richieste di utenti che mi chiedevano spiegazioni sulla notizia del giorno. Giornali, TV, radio, siti e chi piu’ ne ha, piu’ ne metta, hanno dato grande risalto all’avvistamento avvenuto martedi tra le 16.30 e le 19.30 nei cieli di Brema.

Cerchiamo di fare un breve riassunto della notizia, visto che sicuramente l’avrete letta gia’ per conto vostro.

Come detto in precedenza, martedi, nei cieli di Brema, sarebbe stato avvistato un UFO. Al contrario di quello che accade di sovente, cioe’ video fasulli e avvistamenti da parte di una sola persona, questa volta c’e’ stato un avvistamento di massa e che ha coinvolto figure di ogni tipo.

Prima di tutto, la presenza di questo UFO ha causato disagi all’aereoporto internazionale della citta’ tedesca. Alcuni voli sono stati dirottati su altri scali mentre un volo e’ stato addirittura cancellato. Il motivo e’ la presenza di questo UFO nei cieli e nei radar di controllo. Oltre al personale dell’aereoporto, l’oggetto non identificato e’ stato visto da decine di testimoni oculari oltre che da agenti della polizia tedesca.

In rete trovate ache un video che riporta quanto osservato nei cieli:

Stando alle descrizioni, si tratterebbe di un oggetto che volava ad una altezza compresa tra i 100 e i 200 metri, dotato di luci di segnalazione agli estremi e che in diverse occasioni ha stazionato fermo in cielo. Nell’intervallo delle 3 ore, l’UFO sarebbe piu’ volte scomparso dai radar e dal cielo per poi ricomparire.

Apro e chiudo parentesi, in rete trovate gia’ descrizioni fantasiose di questi dettagli. Era lungo, stretto, corto, a palla, ovale, volava piano, lento, a velocita’ supersonica, faceva un rumore assordante, era silenziosissimo, ecc. Questo solo per farvi capire la speculazione che e’ gia’ iniziata su questo fatto e di quanto sia difficile cercare di estrarre notizie certe anche con centinaia di testimoni.

Di cosa si trattava?

Ottima domanda. La risposta, purtroppo, non la sappiamo ancora. Questo solo per dimostrarvi che non si pubblicano solo notizie di cui si ha la certezza per denigrare catastrofi annunciate, ma su tantissimi argomenti ci possono essere questioni aperte.

Nonostante questo, facciamo qualche ragionamento sull’accaduto.

Prima di tutto, e’ vero che ci sono stati disagi all’aereoporto di Brema, ma assolutamente niente di catastrofico come qualcuno vorrebbe farvi credere. Come anticipato, in realta’, ci sono stati 2 voli dirottati su altri scali, uno cancellato ed uno che e’ stato fatto rimanere in quota, atterrando con 15 minuti di ritardo.

Questo per la presenza dell’UFO?

Certo che si. In casi come questo, e dopo gli attentati dell’11 settembre in particolare, in presenza di un oggetto non identificato nello spazio aereo di uno scalo, scattano misure di sicurezza ben definite e che sono studiate per ridurre al minimo la possibilita’ di attacchi. Capite bene come, in casi come questo, la sicurezza sia d’obbligo e sia normale allontanare aerei in volo dalla zona di pericolo.

Altra considerazione, sia il personale dello scalo che la polizia parla di “UFO”. Secondo molti questo e’ sinonimo di alieni venuti dallo spazio. In realta’, come e’ noto, anche se facciamo finta di dimenticarlo, l’acronimo UFO sta per, traducendo, “oggetto volante non identificato”. In linguaggio tecnico, e’ dunque normale chiamare in questo modo l’oggetto comparso nei radar.

Come detto prima, sappiamo cosa fosse? No, dunque e’ un oggetto volante non idenficato, quindi un UFO.

Quali ipotesi sono state fatte?

A parte quella degli alieni, per carita’ siete liberi di credere o meno che quella osservata fosse un’astronave extraterrestre, non ci sono assolutamente ipotesi ufficiali. Ovviamente e’ stata aperta un’inchiesta che tende a chiarire la natura dell’oggetto e la dinamica del volo. Per poter rispondere a queste domande ci vorra’ necessariamente del tempo.

Sulla rete, molti parlano di drone. A mio avviso, potrebbe essere un’ipotesi pero’, se cosi’ fosse, dovrebbe essere un drone militare. Secondo voi, in un test segreto, i militari sarebbero tanto idioti da far volare un drone nello spazio aereo dell’aereoporto facendo scattare tutte le procedure di sicurezza? Personalmente credo proprio di no.

A mio avviso, le ipotesi potrebbero essere tante, dall’elicottero radiocomandato ad un qualsiasi sistema volante controllato da remoto. Le dimensioni dell’oggetto, vista anche l’altezza a cui e’ stato dichiarato, non mi sembrano tali da suggerire un qualocsa di piu’ grande.

Detto questo, l’avvistamenteo sembrerebbe esserci stato ed anche con tanti testimoni. Ad oggi, nessuno sa con certezza quale fosse la reale natura dell’oggetto, da chi fosse pilotato, o, lasciatemi dire, “comandato”, e da dove venisse. L’inchiesta e’ aperta. Vedremo nei prossimi giorni se si riuscira’ a fare chiarezza su questo avvistamento.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Annunci

Come non aspettarselo ….

7 Mar

Stamattina, sfogliando i giornali, mi sono imbattutto nella notizia, presente su tutti i quotidiani, di un aereo alitalia che in fase di atterraggio verso New York ha avvistato un drone. Per essere precisi, l’aeroporto in questione era il JFK e il velivolo della nostra compagnia era un Boeing 777 in volo da Roma a New York.

Questa e’ la registrazione della comunicazione alla torre di controllo, in cui il pilota riporta quanto visto:

Torre Controllo

Come potete sentire, il pilota dice chiaramente: “we saw a drone, a drone aircraft”, cioe’ “abbiamo visto un drone, un velivolo drone”.

Per chi non lo sapesse, “drone” e’ il nome comune dato ai velivoli che viaggiano senza pilota. Questo speciale tipo di aerei viene pilotato a distanza, in gergo tecnico “da remoto”, per via informatica da un pilota a terra o su un altro velivolo. I droni sono stati sviluppati principalmente per le missioni di ricognizione, di telemetria, di controllo incendi, tutte operazioni che vengono spesso definite “dull, dirty and dangerous”, cioe’ noiose, sporche e pericolose. Questo genere di velivoli consente di compiere queste missioni senza mettere in pericolo il pilota ma anche, in alcuni casi, abbattendo i costi della missione stessa.

Un drone in volo

Un drone in volo

Non appena atterrato, il pilota del volo Alitalia ha rilasciato un’intervista alla ABC news, nel quale ha dichiarato di aver visto il drone a circa cinque miglia a sud dell’aeroporto, mentre era in fase di atterraggio ad una quota di circa 450 metri. Stando a quanto riportato, il drone era in volo ad un’altezza di 1500 piedi.

Vista la distanza dall’aereo, il pilota non ha dovuto compiere nessuna manovra eversiva, ma si e’ limitato a riportare il fatto alla torre di controllo. Questa segnalazione ha ovviamente fatto scattare un’indagine delle autorita’ americane per cercare di capire di che drone si trattasse e perche’ era in volo in quella zona. Per la legge infatti, lo spazio aereo vicino all’aeroporto e’, per ovvi motivi di sicurezza, riservato solamente ai velivoli in fase di atterraggio e decollo.

Cosa c’e’ di strano in tutto questo? A parte il fatto che ci fosse un drone sul JFK e che ora si dovra’ capire a chi appartenesse e perche’ era in volo, assolutamente nulla.

Stamattina pero’, mentre leggevo queste informazioni mi dicevo: sicuramente questa notizia, nel giro di qualche ora, comparira’ sui siti catastrofisti, sicuramente con dettagli gonfiati e non veritieri.

In parte mi sbagliavo, nel senso che sono stato troppo ottimista.

Vi invito a fare una ricerca su internet e confrontare come la notizia viene pubblicata su diversi giornali online.

Su alcuni potete leggere: “sfiorato scontro tra aereo Alitalia e drone”. Ma come? Sfiorato lo scontro con un velivolo a distanza di 5 miglia? Mi sembra un po’ esagerato.

Ma ovviamente c’e’ di peggio. Su altri giornali leggete: “Paura ad alta quota”, “drone sfiora aereo Alitalia”, “strage mancata per un soffio”, “Aereo si salva solo dopo pericolosa manovra del pilota”.

Cosa? Ma stiamo scherzando?

Come gia’ detto, il drone era a 5 miglia dall’aeroporto ed il pilota non ha fatto assolutamente correzioni rispetto alla manovra standard di atterraggio. I passeggeri non si sono nemmeno accorti di quanto accaduto.

Questo piccolo esempio, vi fa capire come viene fatto il giornalismo su internet. Ovviamente, ci sono tantissimi siti seri che pubblicano notizie senza modificarle e pompando i dettagli. Ma, oltre a questi, ci sono tantissimi giornali pronti solo a sparare notizie sensazionali, inventate o meno, l’importante e’ fare scalpore.

Pensate sia finita qui? Assolutamente no, ci sono poi i nostri tanto cari siti catastrofisti. Cosa trovate in questo caso? “Pilota Alitalia avvista un UFO sull’aeroporto di New York”.

Eccoci qui, da un drone che era, e’ diventato un UFO!

Ovviamente, anche in questo caso, l’UFO ha sfiorato l’aereo o, secondo alcuni, lo avrebbe addirittura seguito. Per condire il tutto, ci sarebbe l’intervista del pilota all’ABC. Secondo queste fonti, il pilota avrebbe comunicato alla torre di controllo di aver avvistato un “oggetto volante non identificato” in rotta di collisione con l’aereo.

Come abbiamo sentito nella registrazione, il pilota Alitalia parla chiaramente di drone. Sui tanti siti catastrofisti che vi raccontano del pilota che avrebbe dichiarato un oggetto volante non identificato, non trovate certo l’audio con la torre di controllo. Questa purtroppo e’ usanza comune. Nel momento in cui leggete una notizia, specialmente se all’apparenza sensazionale, pretendete di avere le fonti originali.

Concludendo, il pilota Alitalia ha avvistato, almeno da quanto riportato dal pilota, un drone. Ora, sara’ compito delle agenzie governative capire di cosa realmente si tratta e se sono stati violati codici di sicurezza. Questa notizia ci insegna pero’ una cosa molto importante: come visto, la stessa notizia puo’ assumere toni diversi su diversi siti. Questo ovviamente senza tenere conto dei particolari spesso inventati o comunque manipolati per portare il vostro pensiero in una direzione. Non confrontando fonti diverse o non facendovi domande, si rischia di prendere per buone informazioni spudoratamente false.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Area 51: verita’ e fantasie

13 Gen

In questo precedente post:

Gli UFO sbarcano anche al parlamento italiano

parlando dell’interrograzione presentata al parlamento italiano per chiarire la situazione UFO, o forse solo per un po’ di pubblicita’ personale, abbiamo visto come si facesse riferimento all’area 51 e ai presunti test e ritrovamenti alieni del governo americano.

Come anticipato, vorrei spendere qualche parola su questa installazione militare visto che attira sempre l’attenzione di molte persone, ma soprattutto di molte teorie complottiste.

L’Area 51 e’ una base militare degli Stati Uniti, costruita nel Nevada, che occupa uno spazio di circa 26000 Km^2. Fin qui nulla di strano, il territorio degli USA e’ pieno di basi di questo tipo costruite nei luoghi piu’ impensabili e magari anche meno penetrabili del deserto del Nevada.

Quello che contraddistingue questa base e’ invece l’elevato livello di sicurezza messo da sempre in atto. Proprio questa segretezza ha contribuito alla creazione delle teorie complottiste che tutti conoscono e che comprendono: test nucleari, sviluppo di armi di distruzione di massa, preparazione all’ascesa del nuovo ordine mondiale, ma soprattutto alieni.

Dal punto di vista nucleare, basti pensare che l’Area 51 confina proprio con il “Nevada Test Site” sulle Yucca Mountain. Qui sono stati eseguiti ben 739 dei 928 test atomici condotti dal dipartimento dell’energia degli USA. Proprio durante la seconda guerra mondiale, alcune aree della base vennero utilizzate per i test di artiglieria e per le simulazioni di bombardamento.

Nel secondo dopoguerra, inizia la fase piu’ misteriosa dell’Area 51. Questa zona viene formalmente divisa da quella sulle Yucca Mountain e il livello di segretezza viene portato ai massimi livelli. Proprio in questa fase, nascono le principali teorie complottiste sull’istallazione militare.

Come sapete bene, nelle strutture dell’area 51 si pensa sia stato portato il disco volante caduto a Roswell nel 1947, insieme anche ai cadaveri degli alieni. Inoltre, nell’area 51 sarebbero custoditi molti altri velivoli extraterrestri.

Su cosa si basano queste affermazioni? Prima di tutto, si tratta di voci alimentate dagli altissimi standard di segretezza della base e dal fatto che lo stesso governo degli Stati Uniti abbia piu’ volte smentito addirittura l’esistenza dell’installazione. Inoltre, le cronache sono pienissime di avvistamenti UFO fatti sia da persone nei dintorni della base, ma anche da piloti di linea che riportano di aver visto velivoli estremamente veloci e dalle forme piu’ bizzarre.

Cosa c’e’ di vero in tutto questo? In realta’ molto, ma non nel senso che si crede.

Ripensiamo un attimo a quanto detto fino a questo punto. La storia “top secret” dell’Area 51 inizia nel secondo dopoguerra. Quello che molti dimenticano di considerare e’ che in quel periodo c’era una situazione non troppo idilliaca tra le due grandi super potenze, gli USA da un lato, la Russia dall’altro. Siamo infatti negli anni della guerra fredda. A parte il rischio continuo di una nuova guerra mondiale, in molti campi c’era una corsa continua tra i due blocchi per dimostrare la supremazia sull’altro.

L’area 51 veniva proprio usata come area di sviluppo e test di prototipi in due grandi settori, quello spaziale e quello bellico. Dal punto di vista della corsa allo spazio, nella base in Nevada vennero testati diversi prototipi di velivoli  proprio per il programma di conquista della Luna. Ma il grosso della sperimentazione era ovviamente nel settore bellico.

La possibilita’ continua che il precario equilibrio venisse meno, scatenando un nuovo conflitto bellico, porto’ le due potenze a sviluppare nuovi sistemi d’arma e a costruire velivoli sempre piu’ efficienti e tecnologici. In questo senso, dobbiamo distinguere due linee di sviluppo diverse, i velivoli d’attacco e quelli da ricognizione. Dal punto di vista bellico, proprio in quegli anni si diede il via alla costruzione di migliaia di testate nucleari, ancora in parte custodite sia dagli USA che da quella che oggi chiamiamo ex-Russia.

In una situazione come quella della guerra fredda, in cui il proprio sviluppo era importante, ma il conoscere i piani dell’avversario lo era ancora di piu’, la tecnologia dei velivoli da ricognizione face passi da gigante. Proprio all’interno dell’area 51 gli USA testarono diversi prototipi di velivoli di questo tipo, alcuni dei quali, anche a distanza di anni, entrarono poi nella dotazione dell’esercito americano.

E’ possibile che i numerosi avvistamenti fatti nell’area della base siano in realta’ di aerei spia?

La risposta e’ ovviamente si. Il piu’ famoso programma sviluppato nell’area 51 e’ senza dubbio quello dell’Oxcart della CIA. Questo programma prevedeva lo sviluppo di un aereo invisibile ai radar, in grado di volare ad altissima quota, ma soprattutto in grado di raggiungere l’incredibile velocita’, per quegli anni, di Mach-3, cioe’ il triplo della velocita’ del suono. Il primo prototipo del programma, chiamato A-12 Blackbird, effettuo’ il primo volo nel 1962. In questi anni, vennero prodotti e fatti volare diversi prototipi, tutti velocissimi, ovviamente senza stemmi di riconoscimento e, per evitare occhi indiscreti, principalmente di notte. Vedete come ci stiamo pian piano avvicinando alle tante segnalazioni che si leggono in rete sui dischi volanti nella base. Per chi ancora avesse dubbi, vi mostro una foto di un A-12 Oxcart, ditemi voi se questo non puo’ essere confuso con un disco volante:

Il prototipo di A12 fatto volare sull'area 51

Dopo questo, diversi altri modelli furono sviluppati. Uno dei motivi principali per cui si temeva tanto l’avvistamento per opera dei russi era che questi aerei sono specializzati nella ricognizione. In questo senso, sono quasi del tutto sprovvisti di armamento, per cui, qualora fossero individuati e riconosciuti dai russi, sarebbe stato facile abbatterli ed impadronirsi della tecnologia.

Anche il famoso aereo spia Stealth venne messo a punto e testato sopra i cieli dell’Area 51, insieme anche al suo predecessore il “Lockheed Have Blue”, che volo’ per la prima volta nel 1977.

Lettera di risposta dello USAF ad una richiesta di chiarimenti

Detto questo, capite bene il perche’ l’Area sia tenuta tanto segreta dagli Stati Uniti, ma soprattutto da cosa possano essere stati prodotti tutti gli avvistamenti riportati nel corso degli anni per UFO.

Come detto in precedenza, per molto tempo, sia il governo americano che lo USAF hanno negato l’esistenza stessa della base, che non veniva nemmeno riportata nelle mappe. A fianco trovate una lettera di risposta ricevuta a seguito della richiesta di informazioni circa l’area 51. Come potete vedere, in risposta si dice semplicemente che non c’e’ nessuna base nella zona, oltre a quelle ufficialmente conosciute.

Solo nel 2003, il governo degli Stati Uniti ha ammesso pubblicamente l’esistenza della base, indicando pero’ che si tratta semplicemente di un’unita’ operativa per l’aeronautica militare.

Come potete ben capire, si tratta ancora oggi di una base con il massimo livello di segretezza. L’area e’ sorvegliata giorno e notte e non c’e’ possibilita’ di entrare.

Per chi fosse interessato, trovate i documenti dell’epoca della CIA, attualmene non piu’ classificati come “top secret”, andando a questo indirizzo:

CIA Oxcart

Come vedete, si tratta dei documenti del progetto Oxcart, tenuti segreti ancora fino a pochi anni fa dalla CIA.

Concludendo, le basi della teoria complottista sono molto solide. L’Area 51 e’ da sempre una struttura tenuta nascosta dal governo degli Stati Uniti. Prima, la cosa poteva essere giustificata dalla guerra fredda. Se pensiamo che 30 anni fa gia’ si testavano i prototipi di stealth o i primi aerei capaci di volare a Mach-3, che hanno dato adito a tanti avvistamenti UFO, chissa’ oggi cosa sta testando lo USAF. Magari lo scopriremo tra altri 30 anni!

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.