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Aerei: come fanno a volare e sicurezza

13 Nov

Attraverso i commenti del  blog, un nostro caro lettore ci ha fatto una domanda, a suo dire, apparentemente molto semplice ma che, come potete verificare molto facilmente, genera tantissima confusione. In sintesi la domanda e’ questa: perche’ si dice che volare in aereo e’ cosi sicuro?

Per poter rispondere a questa domanda, si devono ovviamente scartabellare i numeri ufficiali degli incidenti aerei. Questo ci consente di poter verificare la probabilita’ di un incidente aereo rapportato, ad esempio, a quelli ben piu’ noti automobilistici. Partendo da questa domanda, mi sono pero’ chiesto qualcosa in piu’: sappiamo veramente perche’ gli aerei riescono a volare? Anche questa potrebbe sembrare una domanda molto semplice. Si tratta di una tecnologia conosciuta da diversi decenni eppure, incredibile ma vero, non tutti sanno perche’ questi enormi oggetti riescono a stare in aria. Facendo un giro su internet, ho scoperto come anche molti siti di divulgazione della scienza fanno delle omissioni o dicono cose formalmente sbagliate.

Detto questo, credo sia interessante affrontare un discorso piu’ ampio prima di poter arrivare a rispondere alla domanda sugli incidenti aerei.

Partiamo dalle basi, come sapete ruolo fondamentale nel volo aereo e’ quello delle ali. Mentre il motore spinge in avanti l’apparecchio, le ali hanno la funzione di far volare l’aereo. Ora, per poter restare in quota, o meglio per salire, senza dover parlare di fisica avanzata, c’e’ bisogno di una forza che spinga l’aereo verso l’alto e che sia maggiore, o al limite uguale per rimanere alle stessa altezza, del peso dell’aereo stesso.

Come fanno le ali ad offrire questa spinta verso l’alto?

Forze agenti sull'ala durante il volo

Forze agenti sull’ala durante il volo

Tutto il gioco sta nel considerare l’aria che scorre intorno all’ala. Vediamo la figura a lato per capire meglio. L’aria arriva con una certa velocita’ sull’ala, attenzione questo non significa che c’e’ vento con questa velocita’ ma, pensando al moto relativo dell’aereo rispetto al suolo, questa e’ in prima approssimazione la velocita’ stessa con cui si sta spostando l’aereo. Abbiamo poi il peso dell’aereo che ovviamente e’ rappresentato da una forza che spinge verso il basso. D e’ invece la resistenza offerta dall’ala. Vettorialmente, si stabilisce una forza L, detta “portanza”, che spinge l’aereo verso l’alto.

Perche’ si ha questa forza?

Come anticipato, il segreto e’ nell’ala, per la precisione nel profilo che viene adottato per questa parte dell’aereo. Se provate a leggere la maggiorparte dei siti divulgativi, troverete scritto che la forza di portanza e’ dovuta al teorema di Bernoulli e alla differenza di velocita’ tra l’aria che scorre sopra e sotto l’ala. Che significa? Semplicemente, l’ala ha una forma diversa nella parte superiore, convessa, e inferiore, quasi piatta. Mentre l’aereo si sposta taglia, come si suole dire, l’aria che verra’ spinta sopra e sotto. La differenza di forma fa si che l’aria scorra piu’ velocemente sopra che sotto. Questo implica una pressione maggiore nella parte inferiore e dunque una spinta verso l’alto. Per farvi capire meglio, vi mostro questa immagine:

Percorso dell'aria lungo il profilo alare

Percorso dell’aria lungo il profilo alare

Come trovate scritto in molti siti, l’aria si divide a causa del passaggio dell’aereo in due parti. Vista la differenza di percorso tra sopra e sotto, affinche’ l’aria possa ricongiungersi alla fine dell’ala, il fluido che scorre nella parte superiore avra’ una velocita’ maggiore. Questo crea, per il teorema di Bernoulli, la differenza di pressione e quindi la forza verso l’alto che fa salire l’aereo.

Spiegazione elegante, semplice, comprensibile ma, purtroppo, fortemente incompleta.

Perche’ dico questo?

Proviamo a ragionare. Tutti sappiamo come vola un aereo. Ora, anche se gli aerei di linea non lo fanno per ovvi motivi, esistono apparecchi acrobatici che possono volare a testa in giu’. Se fosse vero il discorso fatto, il profilo dell’ala in questo caso fornirebbe una spinta verso il basso e sarebbe impossibile rimanere in aria.

Cosa c’e’ di sbagliato?

In realta’ non e’ giusto parlare di spiegazione sbagliata ma piuttosto bisogna dire che quella data e’ fortemente semplificata e presenta, molto banalmente come visto, controesempi in cui non e’ applicabile.

Ripensiamo a quanto detto: l’aria scorre sopra e sotto a velocita’ diversa e crea la differenza di pressione. Chi ci dice pero’ che l’aria passi cosi’ linearmente lungo l’ala? Ma, soprattutto, perche’ l’aria dovrebbe rimanere incollata all’ala lungo tutto il percorso?

La risposta a queste domande ci porta alla reale spiegazione del volo aereo.

L'effetto Coanda sperimentato con un cucchiaino

L’effetto Coanda sperimentato con un cucchiaino

Prima di tutto, per capire perche’ l’aria rimane attaccata si deve considerare il profilo aerodinamico e il cosiddetto effetto Coanda. Senza entrare troppo nella fisica, questo effetto puo’ semplicemente essere visualizzato mettendo un cucchiaino sotto un lieve flusso d’acqua. Come sappiamo bene, si verifica quello che e’ riportato in figura. L’acqua, che cosi’ come l’aria e’ un fluido, scorre fino ad un certo punto lungo il profilo del metallo per poi uscirne. Questo e’ l’effetto Coanda ed e’ quello che fa si che l’aria scorra lungo il profilo alare. Questo pero’ non e’ ancora sufficiente.

Nella spiegazione del volo utilizzando il teorema di Bernoulli, si suppone che il moto dell’aria lungo l’ala sia laminare, cioe’, detto in modo improprio, “lineare” lungo l’ala. In realta’ questo non e’ vero, anzi, un moto turbolento, soprattutto nella parte superiore, consente all’aria di rimanere maggiormente attaccata evitando cosi’ lo stallo, cioe’ il distaccamento e la successiva diminuzione della spinta di portanza verso l’alto.

In realta’, quello che avviene e’ che il moto dell’aria lungo il profilo compie una traiettoria estremamente complicata e che puo’ essere descritta attraverso le cosiddette equazioni di Navier-Stokes. Bene, allora scriviamo queste equazioni, risolviamole e capiamo come si determina la portanza. Semplice a dire, quasi impossibile da fare in molti sistemi.

Cosa significa?

Le equazioni di Navier-Stokes, che determinano il moto dei fluidi, sono estremamente complicate e nella maggior parte dei casi non risolvibili esattamente. Aspettate un attimo, abbiamo appena affermato che un aereo vola grazie a delle equazioni che non sappiamo risolvere? Allora ha ragione il lettore nel chiedere se e’ veramente sicuro viaggiare in aereo, praticamente stiamo dicendo che vola ma non sappiamo il perche’!

Ovviamente le cose non stanno cosi’, se non in parte. Dal punto di vista matematico e’ impossibile risolvere “esattamente” le equazioni di Navier-Stokes ma possiamo fare delle semplificazioni aiutandoci con la pratica. Per poter risolvere anche in modo approssimato queste equazioni e’ necessario disporre di computer molto potenti in grado di implementare approssimazioni successive. Un grande aiuto viene dalla sperimentazione che ci consente di determinare parametri e semplificare cosi’ la trattazione matematica. Proprio in virtu’ di questo, diviene fondamentale la galleria del vento in cui vengono provati i diversi profili alari. Senza queste prove sperimentali, sarebbe impossibile determinare matematicamente il moto dell’aria intorno al profilo scelto.

In soldoni, e senza entrare nella trattazione formale, quello che avviene e’ il cosiddetto “downwash” dell’aria. Quando il fluido passa sotto l’ala, viene spinto verso il basso determinando una forza verso l’alto dell’aereo. Se volete, questo e’ esattamente lo stesso effetto che consente agli elicotteri di volare. In quest’ultimo caso pero’, il downwash e’ determinato direttamente dal moto dell’elica.

Detto questo, abbiamo capito come un aereo riesce a volare. Come visto, il profilo dell’ala e’ un parametro molto importante e, ovviamente, non viene scelto in base ai gusti personali, ma in base ai parametri fisici del velivolo e del tipo di volo da effettuare. In particolare, per poter mordere meglio l’aria, piccoli velivoli lenti hanno ali perfettamente ortogonali alla fusoliera. Aerei di linea piu’ grandi hanno ali con angoli maggiori. Al contrario, come sappiamo bene, esistono caccia militari pensati per il volo supersonico che possono variare l’angolo dell’ala. Il motivo di questo e’ semplice, durante il decollo, l’atterraggio o a velocita’ minori, un’ala ortogonale offre meno resitenza. Al contrario, in prossimita’ della velocita’ del suono, avere ali piu’ angolate consente di ridurre al minimo l’attrito viscoso del fluido.

Ultimo appunto, i flap e le altre variazioni di superficie dell’ala servono proprio ad aumentare, diminuire o modificare intensita’ e direzione della portanza dell’aereo. Come sappiamo, e come e’ facile immaginare alla luce della spiegazione data, molto importante e’ il ruolo di questi dispositivi nelle fasi di decollo, atterraggio o cambio quota di un aereo.

In soldoni dunque, e senza entrare in inutili quanto disarmanti dettagli matematici, queste sono le basi del volo.

Detto questo, cerchiamo di capire quanto e’ sicuro volare. Sicuramente, e come anticipato all’inizio dell’articolo, avrete gia’ sentito molte volte dire: l’aereo e’ piu’ sicuro della macchina. Questo e’ ovviamente vero, se consideriamo il numero di incidenti aerei all’anno questo e’ infinitamente minore di quello degli incidenti automobilistici. Ovviamente, nel secondo caso mi sto riferendo solo ai casi mortali.

Cerchiamo di dare qualche numero. In questo caso ci viene in aiuto wikipedia con una pagina dedicata proprio alle statistiche degli incidenti aerei:

Wiki, incidenti aerei

Come potete leggere, in media negli ultimi anni ci sono stati circa 25 incidenti aerei all’anno, che corrispondono approssimativamente ad un migliaio di vittime. Questo numero puo’ oscillare anche del 50%, come nel caso del 2005 in cui ci sono state 1454 vittime o nel 2001 in cui gli attentati delle torri gemelle hanno fatto salire il numero. La maggiorparte degli incidenti aerei sono avvenuti in condizioni di meteo molto particolari o in fase di atterraggio. Nel 75% degli incidenti avvenuti in questa fase, gli aerei coinvolti non erano dotati di un sistema GPWS, cioe’ di un sistema di controllo elettronico di prossimita’ al suolo. Cosa significa? Un normale GPS fornisce la posizione in funzione di latitudine e longitudine. Poiche’ siamo nello spazio, manca dunque una coordinata, cioe’ la quota a cui l’oggetto monitorato si trova. Il compito del GPWS e’ proprio quello di fornire un sistema di allarme se la distanza dal suolo scende sotto un certo valore. La statistica del 75% e’ relativa agli incidenti avvenuti tra il 1988 e il 1994. Oggi, la maggior parte degli aerei civili e’ dotato di questo sistema.

Solo per concludere, sempre in termini statistici, e’ interessante ragionare, in caso di incidente, quali siano i posti lungo la fusoliera piu’ sicuri. Attenzione, prendete ovviamente questi numeri con le pinze. Se pensiamo ad un aereo che esplode in volo o che precipita da alta quota, e’ quasi assurdo pensare a posti “piu’ sicuri”. Detto questo, le statistiche sugli incidenti offrono anche una distribuzione delle probabilita’ di sopravvivenza per i vari posti dell’aereo.

Guardiamo questa immagine:

Statistiche della probabilita' di sopravvivenza in caso di incidente aereo

Statistiche della probabilita’ di sopravvivenza in caso di incidente aereo

Come vedete, i posti piu’ sicuri sono quelli a prua, cioe’ quelli piu’ vicini alla cabina di pilotaggio ma esiste anche una distribuzione con picco di sicurezza nelle file centrali vicino alle uscite di emergenza. Dal momento che, ovviamente in modo grottesco, i posti a prua sono quelli della prima classe, il fatto di avere posti sicuri anche dietro consente di offrire una minima ancora di salvataggio anche ad i passeggeri della classe economica.

Concudendo, abbiamo visto come un aereo riesce a volare. Parlare solo ed esclusivamente di Bernoulli e’ molto riduttivo anche se consente di capire intuitivamente il principio del volo. Questa assunzione pero’, presenta dei casi molto comuni in cui non e’ applicabile. Per quanto riguarda le statistiche degli incidenti, l’aereo resta uno dei mezzi piu’ sicuri soprattutto se viene confrontato con l’automobile. Come visto, ci sono poi dei posti che, per via della struttura ingegneristica dell’aereo, risultano statisticamente piu’ sicuri con una maggiore probabilita’ di sopravvivena in caso di incidente.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Oroscopo … non ci crede nessuno?

13 Giu

Come sapete, questo e’ un blog di divulgazione della scienza. Per fare questo pero’, ci siamo affidati ad una chiave di lettura completamente diversa. Come siamo soliti fare, partiamo dalle tante teorie catastrofiste, complottiste e pseudo-scientifiche per passarle in esame, spiegare la vera scienza che c’e’ alla base (sempre se c’e’) ed in questo modo, parliamo di scienza discutendo gli ultimi risultati, l’attuale conoscenza raggiunta, come viene spiegato un fenomeno piuttosto che un altro, e via dicendo.

In base a questo approccio, arrivati oltre i 450 articoli, abbiamo parlato degli argomenti piu’ diversi e sempre attuali: come funziona il Sole, il ciclo solare, la nostra Terra, i pianeti del sistema solare, la galassia, l’universo, il big bang. Solo rimanendo nell’ambito astrofisico, abbiamo affrontato tantissimi argomenti capendo come funzionano molti aspetti di quello che ci circonda e raggiungendo una consapevolezza, spero, migliore dei meccanismi di natura.

Perche’ faccio questo discorso?

In un recente post, un nostro lettore ha chiesto una mia opinione sugli oroscopi. Ovviamente, facendo questa domanda ad un fisico, la risposta e’ quantomeno scontata. Nonostante questo, capendo in fondo la natura del commento, vorrei prima di tutto argomentare sulla mia posizione, ma soprattutto darvi qualche interessante chicca che vi fara’ ricredere su tante convinzioni.

Primo punto fondamentale, convinzione fondamentale dell’astrologia e’ che una persona nata sotto un determinato segno abbia delle linee caratteriali e comportamentali determinate proprie dal segno di nascita.

Prima considerazione, cosa sono i segni zodiacali?

Di come si muovono i pianeti nel sistema solare abbiamo parlato tante volte. Come sappiamo, la Terra gira intorno al Sole compiendo un’orbita ellittica. La Terra inoltre gira su stessa, intorno ad un asse che ha una certa inclinazione rispetto al piano dell’orbita. Bene, questo movimento fa si che da Terra vediamo il Sole muoversi lungo una traiettoria definita che e’ quella che chiamiamo “eclittica”.

Ora, se vedete una qualsiasi mappa del cielo, trovate tantissime costellazioni rappresentate. Queste altro non sono che disegni realizzati unendo diverse stelle e formando oggetti o comunque elementi noti. Tra queste costellazioni ve ne sono 12 piu’ speciali, che fanno parte dello zodiaco. Perche’? A causa dei moti relativi visti da Terra, cioe’ da un corpo che e’ in movimento, vediamo il Sole sorgere in determinati periodi dell’anno in costellazioni diverse. Ecco svelato l’arcano. Le costellazioni dello zodiaco sono quelle posizionate a cavallo dell’eclittica in cui il Sole sorgera’, per periodi diversi, durante il corso dell’anno.

Bene, ora abbiamo capito perche’ ci sono delle costellazioni speciali. Seguendo questo ragionamento, se siete nati in un giorno X e durante questo periodo il Sole sorge in una costellazione Y, voi siete del segno dell’Y.

Allarghiamo il discorso, prendendo una costellazione, non necessariamente dello zodiaco, queste sono formate da un certo numero di stelle che unite danno la figura rappresentata. Queste stelle sono davvero in relazione tra loro? La risposta e’ assolutamente no. Guardando il cielo, vediamo le stelle tutte di fronte a noi, per un semplice gioco di prospettiva. In realta’, stelle che appartengono alla stessa costellazione, possono essere distanti milioni di anni luce tra loro. Perche’ stelle cosi’ distanti dovrebbero influenzarsi tra loro o anche appartenere alla stessa costellazione? Capite bene che questo discorso non ha senso. Facendo un paragone prospettico, e’ come vedere la classica foto del tizio che tiene la Torre di Pisa perche’ si mette nella posizione giusta tra la torre e la macchina fotografica.

Nonostante queste cosnsiderazioni, moltissime persone credono agli oroscopi, e, per fortuna molte meno, dichiarano di leggere di frequente le previsioni giornaliere degli esperti, semplicemente perche’ “non costa nulla”. Questa e’ esattamente la stessa conclusione a cui eravamo giunti parlando di superstizioni e scaramanzie:

Superstizioni e scaramanzie

Non devo passare sotto la scala perche’ porta male. Non ci credo, ma nel dubbio lo faccio, tanto non costa nulla.

Alimentare gli oroscopi significa ragionare allo stesso modo. Cosi’ come avveniva per le superstizioni in generale, anche credendo agli oroscopi si insultano centinaia di anni di osservazioni e scoperte scientifiche fatte e che ci hanno permesso di esplorare e capire molti, anche se ancora pochi, meccanismi che avvengono nell’universo.

Bene, a questo punto siamo arrivati a dire che le costellazioni non esistono e che e’ assurdo pensare che possano influenzare i nati in un determinato periodo.

Ora, vorrei aprire una parentesi. Come saprete, l’origine storica degli oroscopi e dei segni zodiacali si perde in tempi remoti. Proprio per questo motivo, ci sono segni zodiacali che ricordano oggetti di uso comune in un lontano passato. Pensando di azzerare tutte le costellazioni note e di avere dunque solo un insieme di stelle a cavallo dell’eclittica, immaginate cosa potrebbe accadere se oggi volessimo ridefinire i segni zodiacali. Forse, avremmo la costellazione del “notebook”, quella dello “smartphone”, il camion con rimorchio, e via dicendo. E’ possibile questo? Certamente si, come detto le stelle sono completamente scorrelate tra loro. Il voler tracciare un disegno che le unisce per formare qualcosa e’ un retaggio di tempi andati.

Chi sono gli astrologi? Semplici persone che svolgono un po’ il ruolo degli oracoli nei tempi dell’antichita’. Anche in quel caso, gli oracoli erano scelti, se non per parentele o motivi di credenze particolari, in base alla fantasia che avevano nel formulare previsioni. Anche oggi, gli astrologi non fanno altro che dare indicazioni vaghe e che difficilmente potrebbero non avverarsi. Immaginate la seguente previsione: oggi incontrerete qualcuno di speciale. Ora, a meno che quel giorno non decidiate di chiudervi a chiave dentro casa ed isolarvi dal mondo, qualcuno lo incontrerete. Incontreremo qualcuno speciale? Ma che significa speciale? Questo non e’ dato sapersi. In realta’, il significato di speciale lo trovate voi stessi. Ho incontraro Tizio, era speciale perche’ andavamo a scuola insieme, l’oroscopo aveva ragione. Ho incontrato Caio e mi sta pure fortemente antipatico. E’ una persona speciale perche’ mi sta “specialmente antipatica”. Capite come vengono formulate le previsioni?

Come anticipato, tolte le previsioni del giorno, scopo dell’astrologia e’ quello di determinare delle caratteristiche associative per i nati sotto lo stesso segno. Gli arieti sono cosi’, i Gemelli cosi’, ecc. Ci rendiamo conto di questo? Uno e’ testardo perche’ e’ nato in questo mese? Pero’ tutti sappiamo che esiste il DNA e che molte informazioni sono contenute in questa sequenza di geni. Tutti conosciamo la psicologia. Sei testardo perche’ hai vissuto in questa famiglia o hai fatto queste esperienze. In tutti e due i casi, singoli o in associazione, ci mettete il segno zodiacale?

Solo qualche anno fa, e’ stato fatto uno studio, svolto nella modalita’ del doppio cieco, prendendo in esame proprio le previsioni caratteriali formulate dagli astrologi. Per fare questo, sono stati selezionati i migliori, non so secondo quale parametro, astrologi sulla piazza e sono stati messi nelle condizioni ideali per operare. In tal senso, l’ambiente, l’ora, la posizione, ecc erano state decise proprio da ciascun astrologo. Questo per evitare qualsiasi contestazione possibile. Bene, in questo ambiente controllato, le previsioni degli astrologi si sono rivelate giuste con un valore che era del tutto paragonabile a quello statistico della casualita’. Che significa? Che se sparate cose a caso, esiste una probabilita’ che in alcuni casi queste cose si rivelino corrette. Bene, la percentuale di risposte attese sparando a caso, furono del tutto paragonabili a quelle dati dagli astrologi. Ovviamente vi sto parlando di misure reali, condotti in ambiente accademico ed i cui risultati sono stati pubblicati anche su Nature:

Nature, oroscopi

Come la mettiamo? Le costellazioni sono invenzioni prospettiche, non possono in alcun modo influenzare l’essere umano, studi scientifici condotti in ambiente controllato hanno mostrato la casualita’delle previsioni astrologiche.

Qualcosa da aggiungere?

In realta’ si, ancora non abbiamo finito. Come detto in precedenza, le costellazioni dello zodiaco si trovano sul piano dell’eclittica. In realta’, le costellazioni non sono 12 come si pensava, ma ne esite una tredicesima, chiamata Ofiuco, scoperta solo pochi anni fa. Perche’ e’ stata scoperta cosi’ di recente? Semplicemente perche’ la luminosita’ delle sue stelle e’ molto bassa e sono necessari sistemi buoni per poterla visualizzare. Poiche’, come detto, nel corso dell’anno il sole sorge, via via, in una costellazione diversa, se aggiungo un altro segno, devo rismazzare i giorni.

Questo e’ il ragionamento minimale che andrebbe fatto. In realta’, come sapete bene, nessuno ha fatto una cosa del genere e i segni sono rimasti 12.

Di nuovo attenzione, le diverse costellazioni hanno grandezze apparenti da Terra che possono essere molto diverse tra loro. Perche’ i segni zodiacali hanno tutti la stessa durata? Anche questo e’ un errore formale che ci fa capire che, giusto o sbagliato, tanto in astrologia ci limitiamo a dare indicazioni. Dunque sara’ concettualmente sbagliato avere tutti i segni della stessa durata in giorni.

Oltre a questo fatto, c’e’ da considerare il moto di precessione della Terra. Questo moto fa si che, di anno in anno, l’asse terrestre non resti immobile ma si muova ruotando di un pochino. In tal senso, i segni in cui il sole sorge durante l’anno, non restano sempre gli stessi. Come detto, siamo nel caso dei moti relativi e in questo caso, siamo proprio noi che stiamo spostando simultaneamente alla Terra.

Da queste considerazioni, vorrei mostrarvi una tabella:

Reali periodi di corrispondenza per i segni zodiacali

Reali periodi di corrispondenza per i segni zodiacali

La definizione dei segni zodiacali e’ avvenuta in tempi remoti, circa 2000 anni fa. In questo lasso di tempo, l’asse terrestre si e’ spostato di un po’ e dunque le finestre nel corso dell’anno di ciascun segno sono cambiate. Nella tabella trovate, sia il valore attualmente falso che stiamo utilizzando sia quello reale. Dico “attualmente falso” perche’ questi erano veri quando sono stati definiti i segni, ora non lo sono piu’.

In questo senso, vedete come molti segni sono in realta’ modificati. Nel mio caso, non sono piu’ della bilancia come ho pensato per tanto tempo, ma sono in realta’ della vergine. Ora, se fino a ieri vi eravate identificati con le caratteristiche di un segno, se la scienza vi dice che in realta’ il vostro segno e’ un altro, cosa fate?

Concludendo, non vi e’ nessuna motivazione scientifica per credere che stelle distanti anni luce tra loro, possano in qualche modo interagire e soprattutto influenzare pesantemente il carattere di una persona. Inoltre, studi scientifici hanno mostrato la completa casualita’ delle previsioni, oltre ovviamente al fatto incontrovertibile che le costellazioni si siano spostate e che ne manchi una all’appello che dovrebbe, come tutte le altre, godere della definizione di zodiacale.

Ultimissima cosa, come nello spirito del blog, notate come analizzando il dicorso oroscopi, non scienza, abbiamo acquisito molte informazioni aggiuntive, scienza, e che ci hanno permesso di incrementare la nostra conoscenza dell’universo.

 

”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Se arrivasse il “Big One”?

7 Giu

In quella che ormai e’ divenuta un laboratorio di creativita’, a mio avviso molto ben riuscito, cioe’ la sezione:

Hai domande o dubbi?

e’ stato lasciato un commento molto interessante e che ben si sposa anche con le tematiche trattate in questi giorni, sia negli articoli che nei commenti. La richiesta riguarda direttamente il cosiddetto Big One, cioe’ il grande terremoto che dovrebbe avvenire in California e che, secondo molte fonti, sarebbe atteso nel giro di poco tempo.

Di terremoti ne abbiamo parlato in tantissimi articoli e, come visto, questi fenomeni sono da sempre molto seguiti dai tanti catastrofisti che popolano la rete, soprattutto in relazione alle cause che determinerebbero un aumento del loro numero. Come ormai sapete bene, l’idea di fondo, nata a partire dal 21 Dicembre 2012, vorrebbe l’aumento dei terremoti dovuto all’avvicinamento di Nibiru al pianeta Terra. Secondo queste ipotesi, la variazione dell’equilibrio gravitazionale apportato da questo nuovo corpo, provocherebbe il fenomeno delle “maree solide”, cioe’ sarebbe in grado di modificare gli equilibri delle faglie e generare dunque terremoti di notevole intensita’. Cercando sul blog, potete trovare molti articoli che parlano, ma soprattutto rigettano, queste ipotesi, semplicemente mostrando l’impossibiita’ in termini fisici di variazioni di questo tipo:

Allineamento con le Pleiadi

Allineamenti, Terrremoti e … Bendandi

Allineamenti e Terremoti

3 Gennaio 2013 …

Ora, nonostante questo, la zona della California e’ da sempre molto attiva dal punto di vista sismico, e da diversi anni si parla di quello che gli americani definiscono il Big One, cioe’ “quello grosso”, intendendo il terremoto piu’ internso mai registrato, in grado praticamente di demolire tuto lo stato.

Faglia di Sant'Andrea in California

Faglia di Sant’Andrea in California

Come noto, le cause della notevole attivita’ della California possono essere ricercate nella Faglia di Sant’Andrea, che si trova tra la placca Nord Americana e quella Pacifica, attraversando per circa 1300 Km la regione. Questa faglia ha dato luogo a diversi fenomeni sismici nel corso dei secoli, grazie anche alle ottime proprieta’ di accumulare energia elastica. Come noto, quando questa energia supera, ad esempio, la fratturazione degli strati rocciosi, si generano i terremoti.

Dal punto di vista morfologico, l’arrivo del Big One, con un sisma superiore a M8 della scala Richter, e’ atteso nella zona meridionale della California, dal momento che questa e’ quella in cui da maggior tempo non si verificano eventi sismici di notevole intensita’.

Quando dovrebbe avvenire questo Big One?

Sulla rete trovate tantissime ipotesi. Vi invito pero’ a fare una riflessione: come detto innumerevoli volte, allo stato attuale della nostra conoscenza, non siamo in grado di prevedere i terremoti. Di questi argomenti abbiamo parlato tante volte e, come visto, la ricerca dei precursori sismici, cioe’ di quegli eventi che potrebbero precedere l’avvento di un sisma, e’ un filone molto attivo e sicuramente rilevante per la nostra societa’. Purtroppo, al giorno d’oggi, non siamo ancora stati in grado di definire un precursore certo, cioe’ la cui manifestazione indichi certamente un sisma in arrivo.

Premesso questo, si possono leggere tante previsioni sul Big One, alcune piu’ precise, altre un po’ meno. In generale, la piu’ quotata e’ che il terremoto dovrebbe avvenire nei prossimi 20 anni. Si parlava di 30 anni nel 2005.

Come vengono fatte queste previsioni?

Ovviamente, una buona parte delle informazioni viene dalle osservazioni scientifiche della Faglia di Sant’Andrea. Misure interessanti vengono fatte misurando i movimenti della crosta terrestre mediante osservazioni satellitari. Come anticipato, queste osservazioni possono fornire una stima della quantita’ di energia accumulata nella Faglia e dunque far intendere l’inizio di una fase piu’ critica. Oltre a questa osservazione, c’e’ ovviamente un intenso sistema di monitoraggio delal zona che serve per raccogliere moltissimi dati in continuo, utili per determinare variazioni repentine di parametri fisici e geologici, anche questi utili per capire modificazioni intense del sottosuolo.

Altre previsioni vengono invece fatte utilizzando la statistica. Di questo ambito, abbiamo parlato in diverse occasioni. Anche se parlo da appassionato di statistica, si deve capire che queste previsioni lasciano il tempo che trovano, essendo basate solo sulla storicita’ degli eventi. Come visto in questi articoli:

Prossimi terremoti secondo la statistica

Analisi statistica dei terremoti

Terremoti, basta chiacchiere. Parliamo di numeri.

Terremoti: nuove analisi statistiche

utilizzando i dati raccolti, e’ possibile studiare una ciclicita’ degli eventi e determinare una certa probabilita’ di avere un terremoto in un periodo futuro. Purtroppo, molto spesso, queste informazioni vengono interpretate in malo modo da chi la statistica non la conosce affatto. Esempio di questo tipo e’ l’articolo:

Non ne bastava uno ….

Anche per il Big One, trovate fonti che parlano di probabilita’ praticamente del 100% che il terremoto avvenga, ad esempio, tra il 2015 e il 2020. Come deve essere interpretato il dato? La chiave giusta per leggere queste informazioni e’ quella di trattarle un po’ come i numeri ritardatari del lotto. Mi spiego meglio. Se entrate in una ricevitoria, trovate molti cartelli con i “numeri ritardatari”, cioe’ quei numeri che da molte estrazioni non vengono pescati in un determinata ruota. Se un numero manca da tanto tempo, deve uscire necessariamente? Assolutamente no, pero’, se ci fidiamo che i numeri abbiano tutti la stessa probabilita’ di venire pescati, allora statisticamente devono uscire tutti. Dunque, un numero ritardatario prima o poi deve uscire. Questo prima o poi, e’ la chiave dell’interpretazione. Prima o poi, non significa domani, cosi’ come non significa che un “terremoto ritardatario” rispetto alla norma debba necessariamente avvenire. Se volete, il discorso sismi e’ molto piu’ complesso del gioco del lotto, anche perche’ non parliamo di eventi casuali, ma determinati da movimenti del nostro pianeta.

Detto questo, capite dunque come vanno interpretati questi numeri, utilissimi per fare studi e, ad esempio, dimostrare che non c’e’ nessun aumento di terremoti negli ultimi anni, ma assolutamente da prendere con le pinze quando parliamo di previsioni future.

In ambito prevenzione, ci sono anche molte osservazioni interessanti che vengono fatte per capire se e’ possibile arginare i movimenti della Faglia e dunque limitare i danni dei futuri terremoti. In tale ambito, sono stati riportati dati molto interessanti ottenuti direttamente dall’osservazione in profondita’ della faglia. Come osservato, lunga la frattura si trova la citta’ di Parkfield in cui pero’, storicamente, non avvengono terremoti di forte intensita’, anche se questa si trova lungo la stessa “linea di fuoco” di citta’ bersagliate dai sismi. Le osservazioni fatte hanno permesso di individuare una zona della frattura in cui sono presenti materiali diversi ed in grado di limitare l’attrito tra le placche in scorrimento. Cosa significa? Se, per qualche motivo, diminuisce l’attrito tra le due zone che scorrono tra loro, ovviamente si limita l’accumulo di energia elastica e, dunque, detto in parole semplici, il caricamento del terremoto. Le osservazione fatte hanno mostrato la presenza, tra le altre cose, di silicati gelatinosi e acqua, in grado di ridurre gli attriti. Molti studi sono in corso proprio per cercare di capire la possibilita’ di limitare la potenza dei terremoti andando ad agire direttamente nella zona dove questi si generano. Ovviamente si tratta di studi scientifici, ma che vanno sicuramente sostenuti vista l’utilita’ che potrebbero avere. Magari, un giorno, potremo risolvere il problema terremoti “oliando” i cigolii della Terra.

Concludendo, la zona della California e’ da sempre una delle piu’ attive dal punto di vista dei sismi. Per Big One si intende il piu’ grande terremoto atteso, in grado di distruggere l’intera regione. Purtroppo, questo terremoto potrebbe avvenire e c’e’ la possibilita’, come evidenziato da molti studi, che questo possa avvenire da un momento all’altro nei prossimi 20 anni. La ricerca e’ sempre al lavoro per cercare di trovare precursori sismici e, come visto, anche possibili soluzioni in grado di limitare la potenza dei terremoti agendo direttamente sulla faglia. Speriamo solo che soluzioni percorribili arrivino magari prima dell’atteso Big One.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Aumento di uragani per il 2013

2 Giu

In questi giorni, diversi giornali e siti internet hanno pubblicato le previsioni per la stagione degli uragani 2013. Per chi non lo sapesse, il periodo piu’ propizio per la formazione di questi eventi atmosferici va dal 1 Giugno al 30 Novembre e, come e’ noto, interessa principalmente la parte centrale degli Stati Uniti oltre ovviamente ai paesi caraibici.

Purtroppo, come spesso avviene, ho letto tantissime inesattezze su questi articoli, a volte per confusione fatta nell’interpretazione delle previsioni, altre volte, purtroppo, per il solito catastrofismo che, soprattutto sulla rete, imperversa.

Cosa trovate scritto? Semplicemente che il numero di uragani aumentera’ del 70% rispetto alla norma e che in particolar modo ci sara’ un aumento sostanziale del numero di uragani maggiori che dunque potrebbero arrecare forti danni nelle zone interessate. Senza aggiungere altro, vi lascio immaginare la feroce speculazione che si e’ creata sulla rete parlando ovviamente di geoingegneria, modificazioni del clima, HAARP, Nibiru, e compagnia bella, che tanto ormai sono la cuase di tutto quello che avviene nel mondo.

Cerchiamo di andare con ordine e di capire meglio la cosa.

Prima di tutto, qui trovate il bollettino ufficiale rilasciato dal NOAA, l’ente americano che, tra le altre cose, si occupa anche di eseguire previsioni e simulazioni per il fenomeno degli uragani:

NOAA, Uragani 2013

Cosa troviamo? Prima di tutto leggiamo molto attentamente i numeri che vengono riportati, perche’ proprio su questi c’e’ la maggior confusione in assoluto. Partiamo dalle medie registrate. Normalmente, dove “normalmente” significa “in media”, ci sono 12 “named storms” all’anno, cioe’ tempeste con venti che superano i 63 Km/h e a cui viene attribuito un nome. Tra queste, e attenzione “tra queste” non significa “oltre a queste”, ci sono, sempre in media, 6 uragani, cioe’ tempeste i cui venti superano i 118 Km/h. Bene, ora non perdete il filo, tra questi 6 uragani ce ne sono, sempre in media, 3 che vengono classificati come “uragani maggiori”, cioe’ con venti oltre i 180 Km/h.

Cerchiamo di riassumere. Ogni anno in media ci sono 12 tempeste con venti che superano i 63 Km/h e a cui viene assegnato un nome. Tra tutte queste che superano questo limite, ce ne sono, sempre in media, 6 che superano i 118 Km/h e che quindi vengono chiamati uragani e di questi 6 ce ne sono 3 che superano i 180 Km/h e che quindi vengono chiamati “uragani maggiori”.

Bene, quanti sono in tutto gli eventi? Ovviamente la risposta e’ sempre 12, e questo numero comprende tempeste, uragani e uragani maggiori.

Cosa ci si aspetta per il 2013?

Come potete leggere nel bollettino del NOAA, dai calcoli statistici effettuati, si e’ evidenziata una probabilita’ del 70% che il numero di tempeste possa essere superiore alla media, in particolare, compreso tra 13 e 20. Cosa significa? Prima di tutto che vi e’ una probabilita’ di questo aumento, non una certezza come vorrebbero farvi credere. Inoltre, viene fornito un intervallo piuttosto largo di ipotesi. Le 12 tempeste sono il numero medio registrato negli anni, dare un intervallo tra 13 e 20, significa andare da un valore praticamente in media, 13, ad uno superiore ai trascorsi, 20.

Questo solo per smentire subito tutte quelle fonti che parlano di aumento certo.

Ora, in questo numero compreso tra 13 e 20, viene fornito anche un quadro della composizione. Come visto, questo e’ il numero totale di eventi con venti superiori ai 63 Km/h. Come riportato dal NOAA, le previsioni sulla composizione sono: un numero compreso tra 7 e 11 di tempeste che potrebbero arrivare ad uragani e un numero compreso tra 3 e 6 che potrebbero sfociare in uragani maggiori.

Analizziamo questi numeri. Nel caso piu’ favorevole, si avrebbero 13 tempeste, di cui 7 uragani e 3 uragani maggiori. Praticamente questi numeri sono nelle medie riportate all’inizio. Nel caso piu’ sfavorevole invece, si avrebbero 20 tempeste di cui 11 uragani e 6 uragani maggiori. In questo caso invece tutte le categorie subirebbero un forte aumento rispetto ai valori medi.

Come vedete, questi numeri occupano un intervallo molto largo in cui e’ difficile fare previsioni precise. Ovviamente, il NOAA diffonde questi dati come indicazione per la stagione che sta inziando. Data la larghezza degli intervalli considerati, non e’ possibile fare previsioni esatte ne’ tantomeno fare analisi dettagliate.

Perche’ allora vengono fornite queste previsioni?

In realta’, il compito di questi calcoli e’ molto importante e serve per analizzare in termini statistici il comportamento di alcuni rilevanti parametri ambientali e climatici. Come riportato nel bollettino del NOAA, queto risultato superiore alla media viene spinto da alcune evidenze molto importanti:

– il forte monsone sull’Africa occidentale responsabile dell’aumento degli uragani nell’Atlantico iniziato a partire dal 2005

– le temperature leggermente piu’ alte nell’Atlantico tropicale e nel Mar dei Caraibi

– il ritardo nello sviluppo de “El Niño” che potrebbe non incrementarsi quest’anno

Attenzione, anche su questo ultimo punto, potete leggere notizie inesatte su diverse fonti. Non e’ che El Niño e’ scomparso o non si forma, semplicemente, al solito a causa di molti fattori correlati tra loro, quest’anno questo fenomeno atmosferico, che mitiga notevolmente gli uragani, potrebbe non aumentare. Questo non significa che e’ scomparso. Nella figura riportata vedete proprio l’andamento di El Niño negli ultmi mesi ottenuto monitorando la temperatura del Pacifico.

Temperature del Pacifico delle ultime settimane. Fonte: ENSO

Temperature del Pacifico delle ultime settimane. Fonte: ENSO

Concludendo, cosa abbiamo ottenuto? I risultati delle simulazioni condotte dal NOAA mostrano una probabilita’ del 70% che ci sia quest’anno un aumento del numero di tempeste. Questo aumento comporta un numero di fenomeni compreso tra 13 e 20 rispetto ad una media degli anni di 12. Il largo intervallo utilizzato non e’ utilizzabile per fare previsioni specifiche, ma l’indicazione dei modelli e’ importante per valutare diversi aspetti climatici di interesse mondiale. Proprio per concludere, ricordiamo che si tratta di calcoli statistici, forniti sulla base di modelli. Il numero medio utilizzato per il confronto viene da un database comprendente decine di anni di osservazione. Condizione per cui, sul singolo anno, variazioni rispetto a questa media sono del tutto normali e statisticamente possibili.

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Cari giornalisti … almeno voi!

15 Mar

Che il sensazionalismo, il catastrofismo e il complottismo fossero diventanti argomenti fortemente sfruttabili, lo sapevamo gia’ molto bene. Pero’, a volte, si rischia veramente di diventare quasi ridicoli.

Come sappiamo bene, questo genere di argomentazioni vengono spesso sfruttate dai moltissimi siti internet che non fanno altro che alimentare le psicosi collettive al solo scopo di guadagnarci sopra. Anche se non e’ esattamente vero, possiamo dire che questo e’ in parte comprensibile.

Quando pero’, argomenti di questo tipo vengono sfruttati anche da giornali nazionali, telegiornali e riviste ad alta tiratura, la cosa diventa un po’ piu’ preoccupante. Questo soprattutto per il fatto che, molto spesso, le persone tendono maggiormente a fidarsi dei vecchi canali di comunicazione piuttosto che dei mezzi offerti da internet.

Dopo questa breve premessa, cerco di spiegare meglio dove voglio arrivare.

Come tutti sappiamo bene, c’e’ stata l’elezione del nuovo pontefice. Senza dilungarci troppo, di questo abbiamo abbondantemente parlato in moltissimi post:

2012 e la profezia di Malachia

Si avvera la profezia di Malachia

Ultime notizie (o profezie rispolverate) dal Vaticano

Pietro II: il primo papa di colore

Malachia-Francesco: cosi’ e’ troppo facile!

Questa volta pero’, non voglio parlare di profezie dei papi, fine del mondo o della chiesa cattolica, ma soltanto di alcune notizie a corollario di queste, che pero’ stanno trovando spazio su diversi giornali nazionali.

Diversamente da quanto facciamo abitualmente, prima di darvi la notizia vorrei fare subito un ragionamento. Molti di noi, almeno una volta nella vita, avranno fantasticato guardando le nuvole in cielo ed immaginando strambe quanto ipotetiche connessioni tra la forma delle nuvole e oggetti o simboli conosciuti. Questo tipo di “gioco” viene spesso fatto dai bambini, soggetti dotati di molta piu’ fantasia degli adulti e che possono trovare le assonanze piu’ incredibili tra le nuvole e qualsiasi cosa gli venga in mente.

Bene, perche’ dico questo?

Su molti giornali oggi e’ comparsa la notizia di una misteriosa nuvola comparsa nei cieli della Florida. Eccovi prima di tutto una foto di questa nuvola:

La nuvola comparsa ieri in Florida

La nuvola comparsa ieri in Florida

Perche’ sta facendo tanto discutere? Semplicemente perche’, secondo alcuni, la nuvola avrebbe la forma di un angelo. Immaginate la notizia, c’e’ stata l’elezione del nuovo pontefice e dopo poche ore e’ apparsa questa nuvola. Non puo’ essere altro che un segnale divino. Fortunatamente, almeno questa volta, si parla di presagio positivo.

Questa storia ci ricorda molto quella del famoso fulmine caduto su San Pietro poche ore dopo l’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI:

La mano di Dio sulle dimissioni del Papa

In questo caso, non c’era assolutamente nessun mistero su quanto accaduto. Semplicemente, quel misterioso oggetto posizionato sopra il tetto della cupola, chiamato guarda caso “para fulmine”, aveva svolto il compito per cui era stato progettato e posizionato, cioe’ attrarre fulmini. A parte gli scherzi, il parafulmine posto sul tetto della cupola, proprio per proteggere il piombo messo a copertura dalla caduta di eventuali fulmini, attrae spesso le scariche provenienti dal cielo e dunque non c’e’ assolutamente nulla di strano in quanto accaduto.

Ora, ognuno di noi, a libera interpretazione, puo’ essere d’accordo o meno sul fatto che la nuvola in questione ricordi o meno la figura di un angelo, ma addirittura mettere una notizia del genere in prima pagina sul giornali nazionali, mi sembra un po’ eccessivo. Se proprio volessi ragionare sul fatto, perche’ il papa viene eletto a Roma e la nuvola compare in Florida? Allora poteva formarsi ovunque, magari era meglio su Roma.  Come capite bene, si tratta proprio del gioco di cui parlavamo prima, vedere una nuvola e volerci immaginare quello che la nostra testa ci dice.

Se, da una parte, i giornali “seri” parlano di questa nuvola, alcuni siti non possono fare altro che rincarare la dose. Sapete perche’ si e’ formata questa nuvola? Semplice, non c’e’ niente di misterioso, e’ solo il residuo di una scia chimica che, al solito, e’ stata creata per avvelenarci lentamente a nostra insaputa. Di questi argomenti abbiamo parlato in questi post:

Sindrome aerotossica e scie chimiche

– Alcune considerazione sulle scie chimiche

– Scie Chimiche: il prelievo in quota

– Scie chimiche e cloud seeding

– Come difendersi dalle scie chimiche

– Il Dibromoetano e le scie chimiche

A-380 modificato per spargere scie chimiche

Anche qui, di questi argomenti abbiamo parlato abbondantemente nei post precedenti, dunque e’ inutile riprendere in mano il discorso scie. Come se non bastasse, c’e’ anche chi parla della nuvola mettendola in connessione con HAARP o con altri esperimenti in quota. Forse in questo caso i tanti scienziati corrotti hanno voluto rendere omaggio al nuovo papa creando questa nuvola appositamente. Capite bene che stiamo sfiorando veramente il ridicolo.

Chiuso il discorso nuvola, dobbiamo fare anche un altro appunto sempre ai giornali considerati “seri”. Su molte testate ho letto infatti che papa Francesco sarebbe il primo papa extra europeo nella storia.

Cosa abbiamo detto in questo post:

Controllare le fonti!

Che prima di pubblicare una notizia, forse sarebbe il caso di controllare le fonti o almeno documentarsi su quello che si sta scrivendo. In caso contrario, si rischia di scrivere assurdita’.

Utilizziamo il metodo piu’ semplice in assoluto per controllare questa notizia: andiamo su wikipedia e prendiamo la lista dei pontefici:

Lista dei papi

Ora, sfogliate l’elenco di tutti i papi e vedete il luogo di nascita di ciascun pontefice. Notato niente di strano? La lista e’ piena di pontefici extra europei, lo stesso Pietro I, San Pietro, era originario della Palestina. Se proprio vogliamo essere svogliati e non vedere i dati di ciascun papa, alla fine della pagina trovate anche il numero di pontefici per ciascun continente:

– Medio-Oriente: 8 papi, 5 dalla Palestina, 3 dalla Siria

– Africa: 3 papi dell’Africa Romana

– America: solo 1 papa, Bergoglio

Dunque, se proprio vogliamo essere precisi, Francesco e’ il primo papa dal continente americano, ma assolutamente non e’ il primo papa della storia extra europeo.

Concludendo, mentre prima le argomentazioni profetiche erano appannaggio solo dei tanti siti catastrofisti, molti giornali tradizionali negli ultimi tempi hanno capito che questi argomenti pagano in termini di vendite e ascolti. Non pensate assolutamente che la diffusione nazionale sia garanzia di corretta informazione. Spesso, come visto anche in altre occasioni, anche sui telegiornali e sui giornali si creano scoop giornalistici con notizie da ultima pagina solo per cercare di approfittare del momento.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.