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Come cucinare con il Sole

1 Giu

Nell’articolo sui detersivi ecologici:

Detersivi ecologici

abbiamo mostrato come l’inquinamento delle acque prodotto da ognuno di noi e’ tutt’altro che irrilevante. Come visto, esistono pero’ delle soluzioni facilmente percorribili e che possono dare un contributo non trascurabile alla salute dell’ambiente. Tra queste, sicuramente la produzione domestica di detersivi, di qualita’ e a basso costo, e’ senza dubbio la migliore.

Sempre rimanendo in questo filone ambientale-ecosostenibile, vorrei raccontarvi anche un’altra notizia che ha attirato la mia curiosita’. Come sappiamo bene, la vita sulla Terra e’ possibile grazie al Sole che, mediante i suoi raggi, crea un ambiente favorevole. Se ci pensiamo bene, la potenza termica trasmessa dalla nostra stella e che giunge fino a terra, viene sfruttata gia’ in molti modi, primo tra tutti i panelli solari, di cui abbiamo parlato qui:

Pannelli, pannelli e pannelli

Ora pero’, perche’ non utilizzare questa grande fonte di calore anche, ad esempio, per cucinare? In fondo, quando cuociamo i nostri cibi, molte volte, non facciamo altro che tenerli ad alta temperatura per un certo lasso di tempo.

In realta’, quello che vi ho mostrato non e’ solo un pensiero, ma una realta’ gia’ consolidata per molte persone.

Come e’ possibile cuocere con il Sole?

La potenza termica che arriva dalla nostra stella e’ abbastanza elevata e composta non solo dalla radiazione visibile ma con uno spettro ampio. Ora pero’, per poter cuocere i cibi e’ necessario andare ad una temperatura abbastanza alta e il sole da solo non basta. Se cosi’ non fosse, nessuno di noi potrebbe mai esporsi ai raggi solari perche’ verrebbe “cotto”.

Qual e’ la soluzione?

Cosi’ come avviene con i pannelli a concentrazione, di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente, e’ sufficiente convogliare i raggi solari in un punto per integrare una potenza maggiore. Questo e’ esattamente quello che fanno i “forni solari”. Questi dispositivi altro non sono che una parabola di materiale riflettente, spesso costituita da fogli di alluminio, che spingono i raggi in un’area molto ristretta in cui viene posizionato il cibo da cuocere.

Ecco la foto di uno di questi forni:

Forno solare per convogliare i raggi solari e cuocere il cibo

Forno solare per convogliare i raggi solari e cuocere il cibo

In alternativa a queste forme, potete realizzare con estrema facilita’ un Kyoto Box, realizzata partendo sempliceente da una scatola di cartone o di legno. In questo caso, il cibo viene posizionato all’interno della scatola in cui i raggi solari vengono concentrati sempre mediante materiale riflettente:

Forni solari del tipo Kyoto Box. Fonte: architetturasostenibile

Forni solari del tipo Kyoto Box. Fonte: architetturasostenibile

Mentre nel primo caso, il cibo viene cotto direttamente dall’aumento di temperatura, nelle Kyoto Box, come vedete dall’immagine, il cibo e’ chiuso all’interno della scatola e viene cotto sfruttando l’effetto serra generato dai raggi solari.

Scelto un modello o l’altro, come vedete questi forni possono essere facilmente realizzabili da chiunque. Il mio consiglio e’ di utilizzare strutture, ad esempio, in legno, foderate da fogli di alluminio per alimenti. Per controllare il potere focheggiante del forno, basta vedere quanto e’ esteso il raggio luminoso sul fondo del forno. Ovviamente, piu’ e’ stretto il raggio, maggiore sara’ la temperatura raggiunta dal forno perche’ maggiore e’ la concentrazione solare.

Piu’ che di temperatura e’ interessante parlare di cosa si puo’ cuocere com questi forni e quanto tempo ci vuole.

In linea di principio sono poche le cose che non e’ possibile cuocere con questi forni. Nel caso favorevole di una giornata soleggiata, i tempi di cottura con questi sistemi sono paragonabili a quelli di un forno tradizionale. Proprio pensando al confronto, questi sistemi solari possono raggiungere senza problemi temperature anche di 220 gradi, ideali per cuocere praticamente tutto.

Sulla rete, come non potrebbe essere cosi’, anche per la cottura solare e’ nata una vera e propria comunita’ di appassionati. Proprio perche’ si parla di cucina, sono gia’ stati designati i cosiddetti chef solari, esperti di questa tipologia di cottura. Oltre ai tempi e ai consigli per preparare il cibo meglio compatibile con questa cottura, sulla rete trovate anche molte informazioni per costruire il vostro forno solare con una spesa irrisoria e con un’efficienza molto interessante.

Lasciatemi concludere con una riflessione. Prima abbiamo parlato di detersivi fatti in casa, ora di cuocere il cibo sfruttando il Sole. Forse la crisi economica sta facendo rinascere uno spirito di iniziativa che, per troppo tempo, era rimasto sopito. Visti i vantaggi che ne derivano, sia economici che sociali, dal momento che le persone scambiano idee e ricette, forse non tutti i mali vengono per nuocere. Intanto l’ambiente ringrazia!

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Addio dieta mediterranea, da oggi insetti!

19 Mag

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Ingredienti:

350g di riso
Una noce di burro
Una testa d’aglio
Una cipolla
Un etto di blatte del tipo rosso
Mezzo bicchiere di latte di cocco

Preparazione:

Fare rosolare nel burro aglio e cipolla. Aggiungere il riso e il vino bianco fin che non evapora. Unire quindi al riso il latte di cocco e le blatte mescolando. Venti minuti di cottura a fiamma bassa e, prima di servire, mantecare con burro e formaggio a piacimento.

Siete sconvolti? Perche’? Pensate che io sia impazzito e che mangiare insetti sia una cosa disgustosa?

Forse in parte avete ragione, ma non e’ della stessa opinione la FAO. Nel rapporto “Le foreste per la sicurezza alimentare e la nutrizione”, l’agenzia dell’ONU sottolinea quanto sia importante magiare insetti sia dal punto di vista alimentare che ambientale.

Ragioniamo un attimo su qualche numero: ci sono gia’ circa 1900 specie di insetti che vengono mangiati in qualche parte del mondo. Pensate sia un’usanza solo di paesi in via di sviluppo o che non hanno altro di cui nutrirsi? Siete completamente fuori strada.

Ovviamente, gli insetti fanno parte della dieta di molti paesi africani, ma diversi piatti a base di insetti vengono regolarmente preparati anche in molti paesi dell’Asia e dell’America Centrale. Inoltre, negli ultimi anni sono cresciuti a dismisura i ristoranti di lusso che hanno inserito nei loro menu’ piatti a base di insetti. Questi piatti, ricercati e poco noti, sono ovviamente tra i piu’ costosi che potete ordinare.

Qual e’ il vantaggio del mangiare insetti?

Mettendo da parte i nostri preconcetti, cerchiamo di ragionare con qualche numero. Gli insetti in generale sono tra le specie piu’ diffuse e ricche di esemplari del pianeta. Praticamente sono presenti ovunque e non richiedono speciali tecniche di allevamento.

Dal punto di vista ambientale, allevare insetti e’ molto meno dispendioso rispetto alle normali specie da “tavola”. Facciamo un confronto diretto. Un allevamento di mucche, produce quantita’ elevatissime di metano, ammoniaca e altri gas serra, oltre ovviamente a letame. Inoltre, allevare una mucca costa molto in termini di risorse, acqua e foraggio in primis. Allevare insetti invece richiede uno sforzo minimo e, a parita’ di quantita’, vengono prodotti molti meno inquinanti per l’ambiente.

Dal punto di vista nutrizionale?

Anche qui, cerchiamo di fare dei confronti diretti. Nella ricetta riportata prima, che non ho inventato, ma e’ reale, vengono utilizzate le blatte. Bene, per 100 grammi di blatte ci sono: 54 grammi di proteine, 28 grammi di grassi, 9 grammi di carboidrati, oltre a fosforo, magnesio, ferro, calcio e altri minerali importanti per la nostra dieta. Dal punto di vista nutrizionale, potremmo avere gli stessi macronutrienti di un hamburger da 100 grammi, mangiando 50 grammi di blatte.

Le blatte sono solo un esempio. Sfogliando le tabelle nutrizionali di diversi insetti, ci si rende conto della ricchezza alimentare di questi possibili alimenti. Molto spesso, i nutrienti di molte specie superano di gran lunga quelle di carne, pesce, uova e altri alimenti che mangiamo tutti i giorni.

In Africa, ad esempio, mangiare insetti e’ fondamentale per combattere la malnutrizione. Proprio il notevole apporto di macronutrienti degli insetti, consente alle popolazioni di diverse zone povere di poter sopravvivere senza problemi. In Thailandia invece, quando l’utilizzo dei pesticidi non riusciva piu’ ad arginare l’invasione di locuste, il governo chiese ai contadini di mangiare questi animali. Per favorire la cosa, forni’ anche delle ricette per preparare questa nuova tipologia di pietanza. Risultato? Non solo il problema venne risolto, ma, oggi, alcuni contadini sono arrivati a piantare grano solo per attirare locuste da vendere ai mercati. Questi animali sono divenuti delle vere prelibatezze, richiestissime sia da privati che dai ristoranti.

Bene, OK per l’ambiente, OK dal punto di vista nutrizionale, ma il sapore?

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Se provate a cercare in rete nella vasta letteratura presente, trovate opinioni entusiaste. Per farvi qualche esempio, le formiche ricordano il sapore delle noccioline, le cimici ricorderebbero la cannella, le vespe avrebbero un sapore dolce, le termiti sarebbero simili alle carote, ecc. Proprio queste associazioni a cibi noti, ha creato una vasta letteratura e dei veri e propri ricettari. Per farvi un esempio, poiche’ api e vespe avrebbero un sapore dolce, un’ottima ricetta le prevede servite con cioccolato fuso o su un letto di crema pasticcera.

Per non riportare notizie solo per sentito dire, ammetto di aver assaggiato personalmente gli scorpioni in Cina, in particolar modo, spiedini di scorpioni cotti alla brace. Il sapore? Veramente ottimo, e se lo devo associare a qualcosa di noto, direi che ricordava un po’ il sapore del granchio.

L’usanza di mangiare insetti si chiama “entomofagia” e, alla luce di quanto visto, cosi’ come la pensa anche la FAO, potrebbe essere una possibile soluzione alla mancanza di cibo nel futuro. Se ci pensiamo bene, il numero di abitanti sulla Terra cresce a ritmo continuo e, da qui a pochi anni, non saremo in grado di produrre cibo per tutti. Dunque? Esportare in altri paesi l’usanza di mangiare insetti, potrebbe fornire una importante fonte di cibo, a buon mercato, facile da allevare e altamente nutriente.

Purtroppo, soprattutto noi europei, siamo molto restii a questo tipo di alimentazione. Se molti paesi nel mondo mangiano insetti, perche’ noi non dovremmo farlo? Molto probabilmente, il nostro disgusto, viene da retaggi culturali e dal livello di benessere che abbiamo raggiunto.

In fondo, se ci pensate, chi avrebbe detto 10 anni fa che in Europa si sarebbe mangiato il sushi?

 

”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.