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Scontro tra un Boeing ed un UFO!

9 Giu

Dopo un paio di giorni di assenza, leggo le ultime notizie e cosa trovo? Addirittura, un Boeing 757 della Air China si e’ scontrato in volo con un UFO. L’aereo, partito il 4 Giugno alle 10.11 ora locale da Chengdu e diretto a Guangzhou, dopo circa 20 minuti dalla partenza si e’ scontrato in volo con un oggetto non identificato ed il pilota e’ stato costretto a tornare a Terra. Non si e’ trattato di un vero e proprio atterraggio di emergenza, dal  momento che l’aeromobile era completamente funzionante, ma, dopo l’atterraggio, i tecnici hanno evidenziato un notevole danno a muso dell’aereo che ‘e risultato completamente schiacciato da un lato a causa dell’impatto.

Ecco le foto del 757 dopo l’atterraggio:

Il Boeing della Air China dopo l'atterraggio di emergenza

Il Boeing della Air China dopo l’atterraggio di emergenza

Cosa potrebbe aver ridotto in questo modo il muso dell’aereo? Semplice, secondo moltissimi siti internet, si e’ trattato necessariamente di un UFO. Le autorita’ hanno preferito chiudere il caso dicendo che si e’ trattato di un “uccello”, ma ovviamente, i complottisti non sono mica fessi, e’ impossibile che si sia trattato di un uccello. Prima di tutto, come evidenziato dalle foto, non ci sono evidenze di materiale organico, un uccello che arriva sul muso dell’aereo dovrebbe lasciare sangue, ma, soprattutto, l’urto e’ avvenuto a 8000 metri di quota. Quale uccello volerebbe a questa altezza? Come potrebbe un “uccello” lasciare un segno cosi’ esteso ad un Boeing?

Questi complottisti diventano ogni giorno piu’ furbi, non si riescono piu’ a raggirare …

Ovviamente, la mia e’ solo ironia. Leggendo i tanti siti internet c’e’ veramente da restare stupiti. Su alcuni forum addirittura si scherza sulla notizia dicendo che solo uno pterodattilo riuscirebbe a fare questa ammaccatura.

Davvero? Forse e’ il caso di parlare un po’ di natura, ma un po’ di piu’ di fisica.

Prima osservazione, possibile che un uccello voli a 8000 metri? Anche se non e’ una quota abituale, la cosa non e’ assolutamente improbabile. Generalmente, il volo dei grandi uccelli migratori avviene tra i 500 e i 1500 metri di quota ma la reale altezza scelta dipende in realta’ dalle termiche e dalle correnti. Come potete immaginare, dovendo percorrere lunghe distanze senza fermarsi, anche gli uccelli scelgono la via migliore che permette un notevole ed importante risparmio energetico. In fondo, e’ quello che fanno anche le compagnie aeree seguendo le correnti d’aria. Dicevamo tra 500 e 1500, ma non sono insoliti voli anche fino a 4000 metri. Si, ma nell’articolo si parla di 8000 metri. Bene, vi riporto un link di focus:

Focus, quote migrazioni

Come potete leggere, gia’ nel 1967 sono stati avvistati cigni selvatici in volo a 8230 metri. Ora, in questo caso c’e’ stata proprio l’osservazione diretta, oggi non stiamo mica a controllare le quote di volo di tutti gli uccelli che passano. Questa notizia ci fa pero’ capire come un volo a 8000 metri non sia affatto impossibile.

Bene, ora pero’ resta da discutere l’incidente. Che genere di uccello potrebbe causare un simile danno ad un 757?

Al contrario di quanto si pensi, non serve assolutamente uno pterodattilo. Sicuramente tutti conoscerete la definizione fisica di forza, cioe’ una sollecitazione in grado di modificare lo stato di moto di un corpo. Un’altra variabile molto utilizzata, ed introdotta per la prima volta da Cartesio, e’ la quantita’ di moto, data dal prodotto tra la massa di un corpo e la velcoita’ con cui questo si muove. La quantita’ di moto e’ direttamente legata al concetto di forza, ma utile per descrivere il movimento di un oggetto. Pensateci bene, a parita’ di quantita’ di moto, un corpo grande che si muove con velocita’ piccola sara’ del tutto equivalente ad un corpo piccolo che si muove a velocita’ molto grande.

Bene, ora ragioniamo in termini scientifici. Quanto pesa un uccello? Mezzo kg? 1 kg? 10 kg? Non importa, supponiamo per praticita’ che il peso stimato sia di 5 Kg. A che velocita’ vola un uccello? Sicuramente non cosi’ alta. Se la quantita’ di moto e’ il prodotto massa per velocita’ e la massa e’ di 5 Kg, a quanto dovrebbe volare questo uccello? In realta’, il ragionamento e’ sbagliato. Non e’ l’uccello che vola cosi’ veloce, bensi’ e’ l’aereo che ha una velocita’ elevata. Entriamo nel discorso dei moti relativi. Se una macchina va contro un muro a 50Km/h si fa molto male. Se una macchina va a 50Km/h contro un’altra macchina che va a 50Km/h, lo scontro e’ equivalente a quello di una macchina che va a 100Km/h contro il muro. D’accordo?

Bene, se un uccello che vola a velocita’ trascurabile sbatte contro un aereo, questo incidente e’ equivalente a quello di un uccello che si muove alla velocita’ dell’aereo e sbatte contro il velivolo fermo.

A che velocita’ viaggia un 757? La velocita’ di crociera e’ di 860 Km/h. Poiche’ il boeing della Air China era partito solo da 20 minuti, supponiamo che andasse solo a 600 Km/h.

Bene, tenendo le stesse unita’di misura, anche se sbagliando perche’ si dovrebbe portare la velocita’ in metri al secondo, la quantita’ di moto di un uccello di 5 Kg che si scontra a 600 Km/h e’ di 3000 KgKm/h.

Con un paragone semplice semplice, questo urto e’ equivalente a quello di una massa di 300Kg che viaggia a 10 Km/h, capiamo dunque come il danno risultante sia assolutamente possibile.

Da questi calcoli, pensate ancora che l’urto sia impossibile? Non stiamo facendo supposizioni, stiamo parlando di numeri e di fisica.

Se non vi bastasse, vi voglio mostrare un link molto interessante:

BirdStrike

F111 dopo lo scontro con un pellicano

F111 dopo lo scontro con un pellicano

E’ il sito di una compagnia che si occupa di studiare il fenomeno del Birdstrike, cioe’ proprio dell’urto di aerei con uccelli. Questo e’ un problema molto importante in diversi aereoporti, soprattutto nella fase di partenza e atterraggio di aerei. Come potete vedere su questo siti, ci sono decine di casi documentati.

Ragionando su questi incidenti, dovete tenere conto anche del fatto che i materiali utilizzati subiscono un invecchiamento che tende a rendere meno flessibili le superfici dal momento che queste si induriscono a causa della continua esposizione ai raggi solari. A fianco e’ riportata la foto di un caccia F111 dopo lo scontro con un pellicano. Vedendo questa foto possono venire in mente due pensieri, il primo e’ che l’incidente del boeing e’ perfettamente comprensibile, il secondo e’ che poteva andare molto peggio.

Concludendo, il caso dell’incidente al Boeing 757 della Air China e’ perfettamente spiegabile in termini di scontro con un uccello. Non solo e’ possbile vedere voli migratori sopra gli 8000 metri, ma, causa l’alta velocita’ dell’aereo, lo scontro puo’ avere conseguenze anche molto gravi. Detto questo, e’ assolutamente fuori luogo parlare di scontro con dischi volanti.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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Aumento di uragani per il 2013

2 Giu

In questi giorni, diversi giornali e siti internet hanno pubblicato le previsioni per la stagione degli uragani 2013. Per chi non lo sapesse, il periodo piu’ propizio per la formazione di questi eventi atmosferici va dal 1 Giugno al 30 Novembre e, come e’ noto, interessa principalmente la parte centrale degli Stati Uniti oltre ovviamente ai paesi caraibici.

Purtroppo, come spesso avviene, ho letto tantissime inesattezze su questi articoli, a volte per confusione fatta nell’interpretazione delle previsioni, altre volte, purtroppo, per il solito catastrofismo che, soprattutto sulla rete, imperversa.

Cosa trovate scritto? Semplicemente che il numero di uragani aumentera’ del 70% rispetto alla norma e che in particolar modo ci sara’ un aumento sostanziale del numero di uragani maggiori che dunque potrebbero arrecare forti danni nelle zone interessate. Senza aggiungere altro, vi lascio immaginare la feroce speculazione che si e’ creata sulla rete parlando ovviamente di geoingegneria, modificazioni del clima, HAARP, Nibiru, e compagnia bella, che tanto ormai sono la cuase di tutto quello che avviene nel mondo.

Cerchiamo di andare con ordine e di capire meglio la cosa.

Prima di tutto, qui trovate il bollettino ufficiale rilasciato dal NOAA, l’ente americano che, tra le altre cose, si occupa anche di eseguire previsioni e simulazioni per il fenomeno degli uragani:

NOAA, Uragani 2013

Cosa troviamo? Prima di tutto leggiamo molto attentamente i numeri che vengono riportati, perche’ proprio su questi c’e’ la maggior confusione in assoluto. Partiamo dalle medie registrate. Normalmente, dove “normalmente” significa “in media”, ci sono 12 “named storms” all’anno, cioe’ tempeste con venti che superano i 63 Km/h e a cui viene attribuito un nome. Tra queste, e attenzione “tra queste” non significa “oltre a queste”, ci sono, sempre in media, 6 uragani, cioe’ tempeste i cui venti superano i 118 Km/h. Bene, ora non perdete il filo, tra questi 6 uragani ce ne sono, sempre in media, 3 che vengono classificati come “uragani maggiori”, cioe’ con venti oltre i 180 Km/h.

Cerchiamo di riassumere. Ogni anno in media ci sono 12 tempeste con venti che superano i 63 Km/h e a cui viene assegnato un nome. Tra tutte queste che superano questo limite, ce ne sono, sempre in media, 6 che superano i 118 Km/h e che quindi vengono chiamati uragani e di questi 6 ce ne sono 3 che superano i 180 Km/h e che quindi vengono chiamati “uragani maggiori”.

Bene, quanti sono in tutto gli eventi? Ovviamente la risposta e’ sempre 12, e questo numero comprende tempeste, uragani e uragani maggiori.

Cosa ci si aspetta per il 2013?

Come potete leggere nel bollettino del NOAA, dai calcoli statistici effettuati, si e’ evidenziata una probabilita’ del 70% che il numero di tempeste possa essere superiore alla media, in particolare, compreso tra 13 e 20. Cosa significa? Prima di tutto che vi e’ una probabilita’ di questo aumento, non una certezza come vorrebbero farvi credere. Inoltre, viene fornito un intervallo piuttosto largo di ipotesi. Le 12 tempeste sono il numero medio registrato negli anni, dare un intervallo tra 13 e 20, significa andare da un valore praticamente in media, 13, ad uno superiore ai trascorsi, 20.

Questo solo per smentire subito tutte quelle fonti che parlano di aumento certo.

Ora, in questo numero compreso tra 13 e 20, viene fornito anche un quadro della composizione. Come visto, questo e’ il numero totale di eventi con venti superiori ai 63 Km/h. Come riportato dal NOAA, le previsioni sulla composizione sono: un numero compreso tra 7 e 11 di tempeste che potrebbero arrivare ad uragani e un numero compreso tra 3 e 6 che potrebbero sfociare in uragani maggiori.

Analizziamo questi numeri. Nel caso piu’ favorevole, si avrebbero 13 tempeste, di cui 7 uragani e 3 uragani maggiori. Praticamente questi numeri sono nelle medie riportate all’inizio. Nel caso piu’ sfavorevole invece, si avrebbero 20 tempeste di cui 11 uragani e 6 uragani maggiori. In questo caso invece tutte le categorie subirebbero un forte aumento rispetto ai valori medi.

Come vedete, questi numeri occupano un intervallo molto largo in cui e’ difficile fare previsioni precise. Ovviamente, il NOAA diffonde questi dati come indicazione per la stagione che sta inziando. Data la larghezza degli intervalli considerati, non e’ possibile fare previsioni esatte ne’ tantomeno fare analisi dettagliate.

Perche’ allora vengono fornite queste previsioni?

In realta’, il compito di questi calcoli e’ molto importante e serve per analizzare in termini statistici il comportamento di alcuni rilevanti parametri ambientali e climatici. Come riportato nel bollettino del NOAA, queto risultato superiore alla media viene spinto da alcune evidenze molto importanti:

– il forte monsone sull’Africa occidentale responsabile dell’aumento degli uragani nell’Atlantico iniziato a partire dal 2005

– le temperature leggermente piu’ alte nell’Atlantico tropicale e nel Mar dei Caraibi

– il ritardo nello sviluppo de “El Niño” che potrebbe non incrementarsi quest’anno

Attenzione, anche su questo ultimo punto, potete leggere notizie inesatte su diverse fonti. Non e’ che El Niño e’ scomparso o non si forma, semplicemente, al solito a causa di molti fattori correlati tra loro, quest’anno questo fenomeno atmosferico, che mitiga notevolmente gli uragani, potrebbe non aumentare. Questo non significa che e’ scomparso. Nella figura riportata vedete proprio l’andamento di El Niño negli ultmi mesi ottenuto monitorando la temperatura del Pacifico.

Temperature del Pacifico delle ultime settimane. Fonte: ENSO

Temperature del Pacifico delle ultime settimane. Fonte: ENSO

Concludendo, cosa abbiamo ottenuto? I risultati delle simulazioni condotte dal NOAA mostrano una probabilita’ del 70% che ci sia quest’anno un aumento del numero di tempeste. Questo aumento comporta un numero di fenomeni compreso tra 13 e 20 rispetto ad una media degli anni di 12. Il largo intervallo utilizzato non e’ utilizzabile per fare previsioni specifiche, ma l’indicazione dei modelli e’ importante per valutare diversi aspetti climatici di interesse mondiale. Proprio per concludere, ricordiamo che si tratta di calcoli statistici, forniti sulla base di modelli. Il numero medio utilizzato per il confronto viene da un database comprendente decine di anni di osservazione. Condizione per cui, sul singolo anno, variazioni rispetto a questa media sono del tutto normali e statisticamente possibili.

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Scienza, fantascienza e non scienza

23 Apr

Partendo dalle ipotesi catastrofite sul 2012, molte volte su questo blog ci siamo occupati di terremoti. In particolare, lo spunto iniziale e’ stato dato dal presunto aumento di terremoti a livello mondiale che, come visto analizzando statisticamente il fenomeno nel corso del tempo, si e’ rivelato completamente falso.

Per trovare tutti i post relativi a questo argomento, basta utilizzare il motore di ricerca che trovate in alto a sinistra e digitare “terremoti” come chiave di ricerca.

Inoltre, molte discussioni sono state fatte per parlare dei cosiddetti “precursori sismici”, cioe’ di quei presunti eventi o fenomeni che potrebbero far presagire l’imminente arrivo di un terremoto e quindi mettere in guardia la popolazione sul pericolo in arrivo. Come ripetuto molte volte, ad oggi non e’ stato ancora possibile individuare un chiaro precursore sismico dal momento che, per tutti quelli finora studiati, non e’ stato possibile determinare una correlazione univoca tra i terremoti ed il fenomeno in questione.

Come e’ noto ormai a tutti, il piu’ discusso e controverso precursore sismico e’ senza dubbio l’emissione di Radon dal sottosuolo. Questa ipotesi, formulata in particolare da Giampaolo Giuliani, molto ha fatto discutere soprattutto nel caso del terremoto dell’Aquila. Di radon e Giuliani, abbiamo discusso, ad esempio in questo post:

Terremoti, Pollino, Giuliani, Radon, l’Aquila …

Ovviamente, ognuno e’ libero di esprimere la propria opinione e di credere in quello che ritiene vero, ma alla luce dei fatti, il radon non puo’ essere considerato un precursore sismico, dal momento che, come dimostrato, possono esistere terremoti con emissione di radon, terremoti senza emissione di radon e anche emissioni di radon senza terremoti. Dunque? Capite bene che e’ del tutto non affidabile assumere questo fenomeno come chiaro segno di un imminente sisma.

Perche’ sto tornando a parlare di questi argomenti?

Solo oggi, ho appreso con grande rammarico, che a Frascati, in provincia di Roma, dove sono nato e dove vivo, il 19 Aprile 2013 e’ stato organizzato un incontro dal titolo “E’ possibile prevedere i terremoti?”. Questo incontro e’ stato organizzato nell’ambito di una serie di appuntamenti pensati appositamente per gli studenti delle scuole secondarie superiori da una associazione culturale locale.

Cosa c’e’ di strano?

Come premesso, l’incontro era riservato agli studenti delle scuole superiori e addirittura, seguendo un certo numero di questi incontri, gli studenti ricevevano un bonus di crediti formativi utili ai fini della votazione dell’esame di maturita’.

All’incontro in questione, hanno partecipato Giampaolo Giuliani e Leonardo Nicoli’. La prima cosa che trovo incredibile e’ che non solo i due personaggi in questione hanno partecipato, ma erano anche gli unici oratori senza la possibilita’ di un dibattito magari con personaggi con opinioni diverse.

A riprova di quanto affermato, vi riporto la notizia del seminario pubblicata su un sito di informazione locale:

E’ possibile prevedere i terremoti?

Primo appunto, Giuliani non e’ un ricercatore dal momento che non lavora con questo inquadramento per nessun ente di ricerca. Il mio non e’ assolutamente un discorso classista, ma serve solo a specificare meglio le cose.

Sapete chi e’ invece Nicoli’? E’ il direttore della fondazione Giuliani. Nel caso vi foste dimenticati, di quest’altro personaggio abbiamo parlato specificatamente in questo post:

Non ne bastava uno ….

Come visto, qualche mese fa, Nicoli’ seminava il panico sulla rete parlando di ipotetici calcoli statistiche in grado di mostrare il pericolo di un imminente terremoto di forte intensita’ in Italia. Inutile dire che, a parte lo spavento per le persone che leggevano le sue pagine, nessun fenomeno di questo tipo e’ avvenuto nel periodo indicato da Nicoli’.

Ora, lasciatemi fare un commento. Posso anche passare sul fatto che questi signori vengano invitati a tenere un seminario sulla questione, ma, dal momento che l’appuntamento e’ pensato per le scuole, forse sarebbe il caso di chiamare anche una controparte che la pensi in maniera diversa, al fine di mostrare un quadro completo ai ragazzi intervenuti.

Di certo, nel paese di Frascati, non mancano figure di questo tipo. Solo per darvi l’idea, nel territorio sono presenti l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il CNR, l’ESA, l’ENEA e molti altri enti di ricerca scientifica. Non credo dunque che fosse difficile chiedere a qualche istituto di intervenire, almeno per mostrare un approccio diverso da quello utilizzato da Giuliani e co.

Solo per concludere, proprio oggi e’ arrivata una comunicazione da parte dalla Prof.ssa Cifarelli, presidentessa della Societa’ Italiana di Fisica, di cui sono membro, che attacca duramente l’evento svolto nel Comune di Frascati. Alla luce di quanto detto, non posso che essere completamente d’accordo con la posizione della SIF e proprio per questo, vi riporto il testo integrale della comunicazione:

Dichiarazione della Società Italiana di Fisica sui pericoli della falsa scienza

La Società Italiana di Fisica (SIF) è stata informata dell’annuncio di una conferenza, a Frascati il 19 aprile 2013, dal titolo “È possibile prevedere i terremoti?”, con la presenza di Giampaolo Giuliani, un tecnico che ha fatto parlare di sé sostenendo di poter prevedere i terremoti osservando le emissioni di radon, e di Leonardo Nicoli, direttore della “Fondazione Giuliani”.

Certamente chiunque è libero di esprimere, anche in pubblico, le proprie opinioni, ma lo studio dei terremoti è un processo scientifico i cui risultati vanno pubblicati sulle riviste scientifiche, dopo certe verifiche e con il filtro della peer review.

La SIF dichiara il suo stupore e forte dissenso nell’apprendere che la partecipazione all’incontro porterebbe al riconoscimento di crediti formativi per gli studenti di parecchi licei, istituti tecnici e scuole superiori di Frascati.

Al contrario, agli studenti dovrebbe essere insegnato che il metodo scientifico implica che qualsiasi scoperta debba essere ottenuta con metodi riproducibili e umilmente sottoposta al vaglio di esperti indipendenti. Se ciò non accade, come nel caso specifico, si tratta di falsa scienza destinata a generare illusioni e possibili conseguenze anche gravi.

La SIF, pertanto, si associa pienamente ad analoghe espressioni di critica e dissenso già espresse in proposito da altre persone e istituzioni scientificamente qualificate.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Cosa succede in Campania?

14 Gen

In passato, piu’ volte ci siamo trovati a parlare di fenomeni sismici, sia in Italia che all’estero, soprattutto per analizzare tutte quelle voci allarmistiche che vedevano, soprattutto in vista del 21/12, un aumento della sismicita’ mondiale:

Riassunto sui Terremoti

Cattiva informazione sui terremoti

Dati falsi sui Terremoti

In particolare, abbiamo visto come la statistica dei fenomeni registrati nel mondo non presenti assolutamente nessuna impennata, ma anzi una diminuzione rispetto ai valori medi a cui eravamo abituati:

Analisi statistica dei terremoti

Terremoti, basta chiacchiere. Parliamo di numeri.

Premetto subito due cose. La prima e’ che, come potete vedere nei post riportati, qui non stiamo parlando di numeri a caso, ma stiamo consultando database ufficiali e molto spesso abbiamo anche fatto confronti tra i dati riportati in diversi siti, ottenendo sempre gli stessi risultati. La seconda e’ che, al contrario di quanto vorrebbero farvi credere, avere una diminuzione a livello statistico non significa neanche in questo caso che ci sia qualcosa di misterioso. Come detto in diverse occasioni, la statistica ci puo’ aiutare a tracciare un andamento del numero di terremoti, molto utile per fare calcoli e raffronti, ma e’ assolutamente sbagliato utilizzare la statistica per prevedere terremoti o prendere i risultati come verita’ di fede aspettandoci esattamente lo stesso numero di terremoti ogni anno.

Detto questo, molti di voi mi hanno inviato messaggi e commenti per chiedere il mio punto di vista sulla situazione campana. Prima di tutto, e’ necessario distinguere due fenomeni che, molto spesso, vengono equiparati o confusi tra loro su molti siti catastrofisti, il Vesuvio e i Campi Flegrei.

Negli ultimi tempi, si sta speculando molto su questi aspetti, con l’unico risultato di alimentare il panico nelle persone coinvolte. Ovviamente, come al solito, cerchiamo di fare chiarezza, senza alimentare il panico ma anche senza sminuire i fatti o cercare di tranquillizzare ciecamente le persone.

Cominciamo dal Vesuvio.

Stiamo parlando di un vulcano che tutti conoscono, che si trova a circa 10Km dal centro della citta’ di Napoli e sulle cui pendici si stima vivano circa 700000 persone. Capite subito l’importanza, ma soprattutto il rischio, che un’eruzione improvvisa avrebbe. L’altezza del Vesuvio e’ di circa 1280 metri e con una caldera di 4Km di diametro.

Negli ultimi tempi, si e’ parlato spesso di Vesuvio e molte fonti si sono divertite ad annunciare un imminente risveglio di questo vulcano esplosivo. Ad alimentare queste voci, sono state diverse micro-scosse sismiche avvertite dalla popolazione e che sono state fortemente pubblicizzate soprattutto su internet.

Cosa possiamo dire del Vesuvio?

Prima di tutto, senza nascondere nulla, stiamo parlando di un vulcano esplosivo attivo, considerato in una fase di quiescenza, cioe’ di riposo. L’ultima eruzione di questo vulcano risale al 1944 e venne documentata molto bene, anche con l’ausilio di registrazioni, dalle forze americane che occupavano la citta’ di Napoli durante la seconda guerra mondiale. L’eruzione distrusse le citta’ di Massa e San Sebastiano oltre a ricoprire di cenere gran parte del meridione.

La zona rossa di pericolo del Vesuvio

La zona rossa di pericolo del Vesuvio

Un’altra forte eruzione del Vesuvio avvenne nel 1631, anche se la piu’ famosa rimane quella del 79 d.C. legata alle vicende di Pompei ed Ercolano.

Cosa possiamo dire sulla stato attuale? Prima di tutto, stando alle statistiche delle eruzioni avvenute in passato, si sta registrando un ritardo. Questo non significa assolutamente che un evento esposivo e’ ormai prossimo, ma neanche che il Vesuvio e’ ormai spento. Dal punto di vista statistico, siamo esattamente come nel caso dei terremoti, di cui abbiamo discusso prima. Un vulcano e’ un sistema naturale molto complesso e che puo’ modificare il suo comportamento e le sue caratteristiche a seguito delle precedenti eruzioni. Dalle stime geologiche reali, si riscontrano opinioni diverse che parlano di una nuova eruzione nel giro di pochi anni, o anche tra 50-100 anni. Per escludere invece le voci che vorrebbero il Vesuvio ormai spento, una ricerca dell’universita’ di Napoli del 2001 ha mostrato come a soli 8Km dalla superificie sia presente un accumulo di magma su un’area di circa 400 Km^2. Dunque, il Vesuvio e’ attivo e potenzialmente molto pericoloso.

Vista la pericolosita’ del vulcano, soprattutto in termini abitativi, l’intera area del monte e’ costantemente tenuta sotto controllo per registrare fenomeni sismici ma anche emissioni di gas dal sottosuolo. I lievi terremoti avvertiti nei mesi scorsi, non sono assolutamente un’anomalia. Normalmente, nell’area di Somma Vesuviana, vengono registrate circa 100 scosse al mese, di cui solo 4-5 avvertibili dalla popolazione. Se queste 4 o 5 scosse vengono pubblicizzate senza sosta su internet, capite subito come si possa creare un caso geologico dove in realta’ non c’e’.

Solo per darvi un’idea, prima della grande eruzione del 1631, vennero osservati diversi eventi premonitori tra i quali: un crescendo di eventi sismici, rigonfiamento del suolo e prosciugamento delle fonti. Teniamo sempre a mente che stiamo parlando del 1631. Sicuramente l’intera area non era costantemente monitorata come ai giorni nostri.

Sul Vesuvio dunque, assolutamente nulla da riportare. Questo ovviamente non esclude la possibilita’ di avere nuove eruzioni a medio o lungo termine. L’importante al solito e’ monitorare la zona ed essere pronti qualora si prospetti una situazione di pericolo.

Passiamo invece ai Campi Flegrei.

Con questo nome si intende una vasta area di origine vulcanica situata a nord-ovest della citta’ di Napoli. Geologicamente, i campi Flegrei sono costituiti da una caldera di circa 15Km di diametro, attualmente in stato di riposo, e che comprende circa 24 crateri o piccoli edifici vulcanici. La zona include il massiccio tufaceo di Monte Gauro, la solfatara di Pozzuoli, il cratere degli Astroni, questi solo per citarne alcuni.

L’intera area presenta notevoli fenomeni di bradisismo che hanno comportato sollevamenti del terreno che, soprattutto nella zona del porto di Pozzuoli, hanno sfiorato i due metri nel corso dei secoli.

L'area dei campi Flegrei

L’area dei campi Flegrei

Negli ultimi mesi, molto si e’ sentito parlare a proposito dei campi Flegrei, anche in questo caso speculando sul presunto aumento di attivita’ sismica della zona, minacciando prossime eruzioni vulcaniche o anche parlando di eventi esplosivi che potrebbero interessare vaste aree popolate del napoletano.

Qual’e’ la situazione reale della zona?

Nel mese di gennaio si sono registrati ancora spostamenti significativi del terreno. Parliamo di circa 3 cm al mese. Questi valori, hanno portato la situazione in uno stato di “allerta” per la protezione civile. Ovviamente, non significa che ci si aspetta un fenomeno violento nei prossimi giorni, ma solo che e’ in corso un monitoraggio ancora piu’ capillare della zona. Qualora ci fosse la possibilita’ di un evento eruttivo nella zona dei campi Flegrei, per apertura di una bocca vulcanica, si parla di circa 400000 persone coinvolte.

Come potete capire, e’ giustissimo monitorare la zona, e lo e’ ancora di piu’ non far finta che il problema non ci sia.

Da qui a pochi mesi, la protezione civile, insieme anche ai sindaci dei comuni della zona, dovra’ presentare un piano di evacuazione reale della popolazione a rischio.

Attenzione, non stiamo assolutamente cercando di alimentare il panico, ma e’ giusto che il problema non venga trascurato. Parlando di terremoti, molte volte abbiamo criticato il non fare niente. Anche in questo caso, la prevenzione, un piano reale di evacuazione, ma soprattutto informare le persone del pericolo, possono aiutare a salvare molte vite.

Come detto, sia per il Vesuvio che per i campi Flegrei, e’ in corso un continuo monitoraggio delle zone interessate. Proprio per trasparenza e per informare le persone del reale pericolo, i dati raccolti dall’Osservatorio Vesuviano, sono resi pubblici su internet. Per consultarli, basta andare a questa pagina:

Osservatorio Vesuviano, banca dati

Concludendo, un potenziale pericolo c’e’, ma c’e’ anche molta incertezza sui possibili sviluppi della situazione. Ripetiamo nuovamente che, dal punto di vista geologico, sia il Vesuvio che i campi Flegrei rappresentano dei potenziali pericoli. E’ giusto predisporre piani di evacuazione ed informare le persone, ma questo non deve assolutamente essere una scusa per alimentare il panico o per far credere che in tempi brevi qualcosa di catastrofico possa accadere.

 

 

”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

L’anomalia del Sud Atlantico

7 Gen

Come sappiamo bene, per il 21 Dicembre 2012, una delle profezie che ha riscosso maggior successo era quella che voleva un’inversione del campo magnetico terrestre con il conseguente aumento della radiazione, potenzialmente nociva, proveniente dal Sole.

Anche se il 21/12 e’ trascorso senza nessuna fine del mondo, non credo che ci sia bisogno di dimostrare questo, non si sono assolutamente calmate le tantissime teorie che ancora sfruttano un’eventuale indebolimento o anche l’inversione del campo magnetico.

Di queste problematiche abbiamo parlato in dettaglio in questo post:

Inversione dei poli terrestri

Come potete leggere, abbiamo ammesso che il polo nord magnetico si stia costantemente spostando e, stando ai calcoli e alle previsioni attuali, dovrebbe raggiungere la Siberia nel giro di circa 5o anni.

Nonostante questo, come anticipato, molte fonti ancora sostengono l’indebolimento del campo geomagnetico. In particolare, alcune di queste portano come prova scientifica a sostegno l’esistenza della cosiddetta anomalia del Sud Atlantico. Detta in parole molto semplici, si tratta di una zona vicina al Sud America, a largo del Brasile, dove lo schermo magnetico offerto dal campo contro la radiazione solare e’ meno forte, consentendo ad un numero maggiore di particelle di raggiungere quote piu’ basse.

Fate attenzione ad una cosa. Ho detto “dove lo schermo magnetico e’ meno forte”, non ho assolutamente detto “dove il campo magnetico e’ piu’ basso”. Come vedremo nel seguito, questa distinzione e’ fondamentale per smascherare queste teorie.

Veniamo all’ipotesi catastrofista. Secondo queste fonti, l’anomalia dal Sud Atlantico sarebbe una zona con minor campo magnetico, e questa sarebbe la prova che, prima di tutto, il campo magnetico terrestre sta velocemente diminuendo e, a sua volta, questo sarebbe il preludio all’inversione dei poli terrestri.

Prima di tutto una considerazione. Come detto piu’ volte anche nel post precedente, esistono prove di inversioni passate dei poli magnetici terrestri. Queste osservazione vengono fatte studiando il paleomagnetismo, cioe’ l’orientazione dei materiali magnetici all’interno di strati di rocce. Inoltre, non esistono prove di estinzioni di massa di qualche specie animale in concomitanza con queste inversioni. Questa considerazione solo per calmare ulteriormente gli animi.

Nonostante questo, si fa molto presto a parlare di possibile pericolo e di inversione in corso.

Prima di parlare di questa anomalia del Sud Atlantico, vorrei chiudere definitivamente il discorso campo geomagnetico. Come sappiamo, molti dei dati scientifici su queste misurazioni sono normalmente disponibili su web e liberamente accessibili a tutti. Per quanto riguarda i valori del campo, e’ molto utile consultare i soliti archivi del NOAA che ci consentono di fare delle considerazioni molto utili. Prima di andare avanti vi consiglio di visitare questo link:

NOAA Campo magnetico

Ora, utilizzando la parte inferiore della pagina, mettiamo, ad esempio, gli anni compresi tra 1900 e 2012, in modo da poter visualizzare le informazioni su una statistica considerevole, impostando uno “step: di 1 anno. Nella tabella che vi si apre, trovate molte informazioni sul campo magnetico terrestre, intensita’ in tutte le direzioni, inclinazione, posizione dei poli, ecc. Concentriamoci sui parametri utili per la nostra discussione. Notiamo prima di tutto che abbiamo delle variazioni sia nell’inclinazione che nella declinazione. Questa e’ esattamente la controprova di quello che abbiamo gia’ detto, il polo nord e’ in movimento in direzione nord-ovest.

Ora, vediamo invece i valori di intensita’. La tabella e’ molto completa, dal momento che ci riporta l’intensita’ delle singole componenti in tutte le direzioni. Fate attenzione ad una cosa. Se il campo magnetico e’ in movimento in una direzione specifica, nord-ovest in questo caso, e’ del tutto normale che alcune componenti crescano, mentre altre diminuiscono. Questo non significa che il campo magnetico sta diminuendo nel complesso.

Per capire se l’intensita’ complessiva del campo sta cambiando, dobbiamo vedere l’ultima colonna, cioe’ quella relativa all’intensita’ totale del campo. Cosa troviamo? Semplice, che le variazioni riportate sono assolutamente trascurabili. Come vedete, questa e’ solo un’altra prova che il campo magnetico terrestre non sta assolutamente diminuendo.

A questo punto, speriamo di essere riusciti a sfatare una volta per tutte le voci che continuano a rincorrersi su internet.

Passiamo invece all’anomalia del Sud Atlantico. Abbiamo detto di cosa si tratta, ma soprattutto abbiamo detto che viene portata come prova della diminuzione del campo.

Cerchiamo di capire meglio.

Forma del campo magnetico terrestre

Forma del campo magnetico terrestre

Piu’ volte, abbiamo parlato del campo magnetico e del fatto che questo rappresenti per noi uno scudo per le particelle emesse dal Sole in direzione della Terra. La particolare forma del campo, fa si che i fasci di particelle vangano spinti in direzione dei poli dove riescono a penetrare nella bassa atmosfera, formando in particolare le aurore.

Ora, alcune delle particelle emesse dal Sole restano intrappolate nel campo magnetico terrestre, formando delle zone specifiche ricche di elettroni e protoni. Queste zone, sono le cosiddette fasce di Van Allen. In particolare, possiamo distinguere due fasce, dette interna ed esterna, con quote diverse, rispettivamente dense di protoni e di elettroni.

Non c’e’ assolutamente nulla di sconvolgente nell’esistenza di queste strutture. La loro presenza era stata predetta ancora prima dell’osservazione, studiando l’imbottigliamento magnetico offerto dal campo per effetto della cosiddetta forza di Lorentz.

Cosa c’entrano queste fasce con l’anomalia del Sud Atlantico?

Immaginiamo per un attimo le due fasce come due lobi simmetrici rispetto all’asse magnetico della Terra. Come sappiamo pero’, l’asse magnetico della Terra non e’ esattamente coincidente con quello di rotazione, ma ci sono circa 11 gradi di differenza tra loro. L’effetto di questo spostamento, fa si che da un lato, la fascia interna sia piu’ vicina alla superficie terrestre, mentre dall’altro lato sia piu’ lontana. In particolare, il punto di maggior avvicinamento, in cui la fascia si spinge fino a circa 200 Km dalla superficie, cade proprio nella parte a Sud dell’Atlantico.

Questo e’ un disegno che puo’ aiutarci a capire meglio la questione:

Spostamento delle fasce di Van Allen dovute alla differenza tra gli assi

Spostamento delle fasce di Van Allen dovute alla differenza tra gli assi

Come vedete lo spostamento tra i due assi, crea questa non simmetria nelle fasce di Van Allen, ed e’ proprio questo avvicinamento verso la superficie, ripeto da un solo lato, il responsabile dell’anomalia del Sud Atlantico. Effetto di questo spostamento e’ ovviamente una minor schermatura verso la radiazione terrestre.

E’ pericolosa l’anomalia?

Assolutamente no. Questa differenza nel potere schermante e’ stata scoperta nel 1958, ma esisteva anche prima di questa data ed e’ dovuta ai parametri stessi della nostra Terra. Una minore schermatura dalla radiazione solare, non significa assolutamente che vivere in quella zona significhi essere bombardati da particelle mortali. L’anomalia era gia’ presente prima di essere scoperta, e soprattutto prima che qualcuno su internet cominciasse a specularci sopra.

A riprova di questo, vi voglio mostrare un grafico molto interessante:

Flussi di protoni misurati in diverse zone della Terra

Flussi di protoni misurati in diverse zone della Terra

Questo disegno rappresenta la concentrazione di protoni misurata nelle varie zone della Terra. Notiamo che in prossimita’ dei poli, dove c’e’ la chiusura del campo magnetico e dove sappiamo essere convogliate le particelle, abbiamo delle concentrazioni maggiori. Sulla mappa e’ facilmente identificabile l’anomalia del Sud Atlantico in cui il flusso di particelle e’ maggiore ma notiamo che, ad esempio, i valori registrati sono simili a quelli di molte zone del Canada. Non mi sembra che nessuno si sia mai lamentato in Canada delle radiazioni solari.

Concludendo, l’anomalia del Sud Atlantico e’ solo una conseguenza dei parametri strutturali della Terra. In queste zone si ha un flusso di particelle maggiori dovuto ad una schermatura inferiore da parte del campo geomagnetico, ma assolutamente nulla di pericoloso. L’esistenza di questa anomalia, non costituisce in nessun modo una prova della diminuzione, ne’ tantomeno della prossima inversione, del campo magnetico. Tra l’altro, i valori riportati dal database del NOAA, confermano lo spostamento del polo Nord magnetico in direzione nord-ovest, ma non mostrano assolutamente una diminuzione sistematica dell’intesita’ totale del campo.

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Non ne bastava uno …

8 Dic

In questo blog, molte volte abbiamo parlato di terremoti. In particolare, piu’ volte abbiamo discusso circa la previsione di questo genere di fenomeni, mostrando come la scienza allo stato attuale non sia in grado di prevedere quando, ma soprattutto dove, si verifichera’ un sisma:

Allineamenti, terremoti e … Bendandi

Riassunto sui terremoti

Analisi statistica dei terremoti

Dati falsi sui terremoti

Terremoti, basta chiacchiere. Parliamo di numeri.

Terremoti: nuove analisi statistiche

Molte volte, ci siamo soffermati su previsioni azzardate ad opera di siti internet o quasi-veggenti, che altro non fanno che creare panico nelle persone annunciando terremoti piu’ o meno violenti in diverse parti del globo.

In particolare, abbiamo visto come la scienza sia ancora alla ricerca dei cosiddetti “precursori sismici”, cioe’ di quel o quegli eventi che possono annunciare o far presagire in un determinato luogo un prossimo terremoto. Uno dei precursori sismici maggiormente discussi negli ultimi tempi e’ ovviamente il radon. Il maggior sostenitore di questa strada e’, come tutti sapete, Giampaolo Giuliani.

Come discusso in questo post:

Terremoti, Pollino, Giuliani, Radon, L’Aquila …

Il radon non puo’ essere considerato un precursore sismico, dal momento che non e’ stata verificata una correlazione sistematica tra emissioni di radon dal sottosuolo e manifestazione di terremoti. Con questo si intende, come abbiamo visto, che possono esserci emissioni di radon con terremoti, emissioni di radon senza terremoti, ma soprattutto terremoti senza emissioni di radon. Questo fa si che questo gas non possa essere utilizzato come una prova certa antecedente all’insorgere di fenomeni sismici.

Nei post precedenti, molto spesso ci siamo rivolti alla statistica per cercare di togliere un po’ di nebbia su questi fenomeni, ma soprattutto per smentire tutti quelli che vorrebbero un aumento sistematico dei terremoti nel mondo in vista del 21/12.

Come abbiamo visto, una possibile analisi di questi fenomeni puo’ essere fatta in termini statistici studiando proprio la frequenza annuale dei fenomeni di diverse magnitudo.

terremoto

Se partiamo dal presupposto che in media all’anno ci sono tanti fenomeni di una certa magnitudo, possiamo capire piu’ o meno un andamento medio dei fenomeni. Ovviamente questo prescinde da qualsiasi tipo di previsione reale. Il discorso e’ relativo alla media globale dei fenomeni, assolutamente non possiamo prevedere nessun fenomeno di una certa intensita’, ma soprattutto non esiste nessuna correlazione sul luogo dei sismi.

Perche’ sto facendo questo discorso?

Su internet, ma soprattutto su facebook, sta facendo molto discutere un’analisi statistica fatta proprio da uno stretto collaboratore di Giuliani. Stiamo parlando di Leonardo Nicoli’, portavoce della “fondazione Giuliani”, che negli ultimi tempi sta rubando la scena al padrone di casa.

Proprio attraverso la sua pagina facebook, Nicoli’ sta pubblicando una serie di analisi statistiche, basate proprio su quanto abbiamo mostrato nei post precedenti.

Cerco di farvi capire meglio.

Se in media ci sono 10 eventi all’anno di magnitudo tra 6 e 7 nel mondo, ovviamente sto mettendo numeri a caso, possiamo calcolare statisticamente la probabilita’ che nei prossimi mesi ci sara’ uno di questi eventi da qualche parte.

Proviamo a fare un esempio semplice. Immaginate di lanciare un dado da gioco dieci volte e di voler contare il numero di volte in cui esce un numero pari o un numero dispari. Come sappiamo bene, “in media” ci si aspetta che esca 5 volte un numero pari e 5 volte un numero dispari. Ora, sempre pensado che il dado non sia truccato, puo’ accadere che con dieci lanci escano sempre numeri pari. La statistica e’ in grado di prevedere questa probabilita’.

Sempre tenendo a mente l’esempio del dado, se dopo 3 lanci e’ uscito un numero pari, potete calcolare la probabilita’ che al prossimo lancio esca un numero dispari.

Questa e’ la statistica. Ovviamente stiamo parlando di probabilita’ medie. Se vi aspettate 10 terremoti di intensita’ tra magnitudo 6 e 7  all’anno, e a Dicembre ne avete avuti solo 5, ci sara’ una probabilita’ alta che nei prossimi giorni avvenga uno di questi eventi.

Come capite bene pero’, c’e’ anche la probabilita’ che questo evento non accada perche’ la natura decide che non deve accadere.

Di calcoli di questo tipo, abbiamo parlato in questo post:

Terremoti: nuove analisi statistiche

dicendo espressamente che la statistica non puo’ essere utilizzata per prevedere un terremoto.

Cosa sta invece accadendo sulle pagine di Nicoli’? Semplice, si stanno proponendo questi calcoli statistici e molte persone stanno accogliendo questi calcoli come una previsione di terremoti futuri. Questo perche’ alcune probabilita’ sono state rispettate.

Per farvi capire, i commenti che trovate sono del tipo: “allora i terremoti si possono prevedere”, “la scienza ufficiale sta facendo una copertura a riguardo” e “finalmente una voce indipendente e lontana dalla copertura scientifica”.

Questo e’ il link alla pagina di facebook, intitolata “la matematica dei terremoti”:

La matematica dei terremoti

Come vedete nella parte iniziale, si parla di probabilita’ vicina al 100% che nei prossimi giorni ci possa essere un fenomeno di magnitudo tra 7 e 7.9, cosi’ come di uno tra 6 e 6.9.

Da quanto detto, e’ d’obbligo sottolineare una cosa: si tratta di calcoli statistici fini a se stessi. La statistica ci puo’ dare un’idea di massima dell’andamento del numero di fenomeni nel mondo, ma assolutamente non ci consente di prevedere terremoti.

Personalmente credo che in una pagina del genere, ma soprattutto vedendo commenti di questo tipo, si dovrebbe scrivere esplicitamente che non si tratta di previsioni certe. Parlare in questi termini di probabilita’ del 100%, significa convincere la gente che i terremoti possano essere predetti.

Come potete verificare da soli, non si hanno assolutamente indicazioni riguardo al luogo in cui avverra’ il sisma, ma soprattutto non si avra’ mai la certezza.

Secondo voi, se la statistica ci dicesse che da oggi al 21/12 c’e’ una probabilita’ vicina al 100% che ci sara’ un terremoto di magnitudo M8, cosa dovremmo fare? Come detto sono calcoli statistici, senza nessuna indicazione del luogo. La probilita’ vicina al 100% non va assolutamente letta come una certezza.

Come potete capire bene da soli, si sta facendo speculazione su questi calcoli, cercando di convincere le persone che esistano leggi statistiche in grado di prevedere i terremoti.

Vi faccio un ultimo esempio che spesso viene utilizzato per spiegare come funziona la statistica. Se due persone hanno due mele per sopravvivere, la prima persona magia due mele e vive, la seconda non mangia niente e muore, secondo la statistica hanno mangiato in media una mela ciascuno e sono entrambe vive. Credo che questo esempio sia molto utile per capire i limiti della statistica nelle applicazioni reali.

Concludendo, diffidate dei numerosi link che trovate in rete circa la previsione dei terremoti. Come detto, ad oggi la scienza non e’ in grado di prevedere con certezza quando, dove e con che intensita’ avverra’ un terremoto. Qualsiasi previsione vi venga proposta e’ senza ombra di dubbio campata in aria o inventata di sana pianta.

Per analizzare tutte le profezie sul 2012, ma soprattutto per parlare scientificamente di eventi sempre attuali e molto spesso poco divulgati, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

 

Asteroide Nibiru: considerazioni scientifiche

9 Nov

Nei post precedenti, abbiamo parlato della presunta notizia della CNN circa un asteroide di nome Nibiru, in rotta di collisione con la Terra:

E alla fine Nibiru e’ un asteroide

Come abbiamo visto, si tratta di una notizia falsa, assolutamente non data dalla CNN ma che era solo pubblicata su iReporter, un servizio di terze parti della CNN.

In particolare, in quest’altro articolo:

Aggiornamento sull’asteroide Nibiru

abbiamo parlato del programma NEO della NASA, creato appositamente per studiare e monitorare eventuali oggetti orbitanti intorno alla Terra. Per nessuno di questi, allo stato attuale, esiste una probabilita’ tangibile di collisione con il nostro pianeta.

Nonostante questa premessa, sul web si continua ancora molto a parlare di questo asteroide. Molte persone sono, diciamo, preoccupate dalla notizia perche’ ad oggi nessuna smentita ufficiale e’ arrivata ne’ dalla CNN, ne’ tantomeno dalla NASA, direttamente citata come fonte primaria della notizia.

Ora, premesso il fatto che anche in assenza di prove a sostegno di questa tesi, si tenda piu’ a credere a bufale inventate da qualche simpatico utente, e’ doveroso fare qualche considerazione aggiuntiva sui dati in nostro possesso.

Prima di tutto, proviamo a pensare perche’ la NASA non ha dato una smentita ufficiale. La notizia in questione e’ apparsa su alcune fonti estere come, solo per fare un esempio, Al Jazeera, ma l’esplosione mediatica e’ avvenuta soprattutto in Italia. Per dimostrare questa affermazione, possiamo utilizzare semplicemente google. In questo momento (9 Novembre 2012, 2.20 am), ci sono 4500 risultati in italiano cercando “Nibiru asteroide” nell’ultima settimana, contro i 4000 risultati in lingua diversa dall’italiano. E’ vero che il numero e’ quasi paragonabile, ma stiamo confrontando un primo numero in Italia con uno distribuito in tutto il mondo.

Partendo dunque dal presupposto di una diffusione locale della notizia, gia’ questo ci fa pensare al perche’ la NASA non ha dato una smentita ufficiale. Tutti i giorni vengono pubblicate centinaia di foto, video, documenti a sostegno dell’esistenza di Nibiru. Se si dovesse smentire ognuna di queste “evidenze”, la NASA dovrebbe creare un ufficio apposito. Inoltre, piu’ volte l’agenzia ha smentito ufficialmente l’esistenza di Nibiru. In questo post:

La NASA torna a parlare di Nibiru

abbiamo discusso proprio l’ultima smentita in ordine cronologico. Inoltre, in diverse pagine del portale NASA si parla di Nibiru e 2012 ed, in particolare, in alcune di queste:

NASA 2012-1

NASA 2012-2

si smentisce proprio l’ipotesi che la Terra possa essere colpita da un asteroide entro la fine del 2012.

Dunque, non e’ assolutamente vero che la NASA non parla di Nibiru o del 2012. Lo ha fatto, anche in tempi recenti, discutendo le diverse ipotesi di eventi in ambito astronomico.

Se questo non fosse ancora sufficiente, vorrei fare anche alcune considerazioni “scientifiche” su questo presunto asteroide. Dalla notizia iniziale, sappiamo che questo corpo dovrebbe essere grande come il Texas e che dovrebbe impattare con una probabilita’ del 30% a cavallo tra la fine di Novembre e l’inizio di Dicembre.

Riflettiamo su questi dati. Grande come il Texas significa che dovrebbe avere un’estensione dell’ordine del migliaio di kilometri. Se deve impattare con la Terra per la fine di Novembre, significa che abbiamo piu’ o meno 20 giorni.

Cerchiamo di valutare con che velocita’ si muove questo asteroide. Questo parametro non e’ univocamente definito per i diversi corpi. Per fare un calcolo del tutto approssimativo, basta pensare che per gli asteroidi piu’ lenti le velocita’ al perielio e all’afelio sono rispettivamente 15000 Km/h e 5000 Km/h, mentre per quelli piu’ veloci sono circa 300000 Km/h e 100000 Km/h. Non sapendo in che punto dell’orbita si troverebbe Nibiru ne’ tantomeno a quale categoria appartiene, possiamo assumere, in via del tutto approssimativa, una media dei valori, cioe’ una velocita’ di circa 100000 Km/h.

Dunque cosa abbiamo ora. Un asteroide di circa 1000 Km di diametro, che viaggia a 100000 Km/h e che arriverebbe sulla Terra tra 20 giorni.

Dai dati ottenuti, si calcola facilmente come, in questo istante, Nibiru si dovrebbe trovare a circa 50 milioni di Km da noi.

Cosa significa 50 milioni di kilometri? Ricordando che stiamo facendo un calcolo del tutto approssimativo, questo asteroide si dovrebbe trovare piu’ o meno alla stessa distanza media che separa la Terra da Marte.

Inoltre, se consideriamo il diametro del corpo e la sua distanza dalla Terra, l’oggetto avrebbe un’apertura angolare, detto in altri termini una visibilita’ da Terra, paragonabile a quella di Saturno. Non sapendo di cosa dovrebbe essere fatto questo asteroide, non possiamo valutare la sua albedo, cioe’ quanta luce solare riflette e dunque la sua luminosita’. Se pero’ consideriamo che molti asteroidi presentano albedo abbastanza elevate, possiamo supporre che anche Nibiru sarebbe abbastanza luminoso.

Cosa possiamo concludere da queste considerazioni matematiche? Stando a quanto riportato dalla famosa notizia di iReporter, dovremmo avere un asteroide con un diametro di 1000 Km, che ci viene incontro a 100000 Km/h, si trova ad una distanza paragonabile a quella Terra-Marte e avrebbe un’apertura angolare paragonabile a quella di Venere.

Leggendo questi dati, mi sembra evidente che se questo corpo fosse esistito, sarebbe gia’ stato osservato direttamente dai telescopi. Non pensate, come affermato nell’articolo originale, ad una copertura della NASA. Con i valori trovati, Nibiru sarebbe stato osservabile anche dai tantissimi astrofili sparsi in tutto il mondo con telescopi neanche di qualita’ elevatissima. Ovviamente, non c’e’ traccia di osservazioni di questo asteroide.

Concludendo, non trovo sconvolgente che la NASA non voglia, o non abbia tempo, di rilasciare una dichiarazione ufficiale su una notizia che sta facendo scalpore principalmente in Italia. Nonostante questo, da semplici calcoli matematici, fatti sfruttando valori che chiunque puo’ confrontare su internet, appare evidente che se la notizia fosse reale, questo corpo sarebbe gia’ perfettamente visibile, non solo da osservatori e agenzie spaziali, ma anche da semplici astrofili.

A questo punto, mi sembra che non ci siano piu’ dubbi nell’etichettare la notizia dell’asteroide Nibiru come una bufala.

Le profezie del 2012 offrono un ottimo spunto iniziale per discutere aspetti sempre attuali e che suscitano curiosita’ nei non addetti ai lavori. Comprendere questi fenomeni rappresenta dunque un valore aggiunto rispetto alle sole profezie del 21 Dicembre. Per un’analisi completa del 2012 in chiave scientifica, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.

 

Terremoti: nuove analisi statistiche

8 Ott

Piu’ volte abbiamo parlato di terremoti chiamando in causa la statistica. Come abbiamo visto, analizzando i dati storici e cercando di mettere in relazione le zone piu’ complite con le medie degli eventi, e’ possibile creare mappe di pericolosita’ sismica o anche tirare fuori delle probabilita’ per determinate zone:

Analisi statistica dei terremoti

Riassunto sui Terremoti

La statistica ci ha anche consentito di smentire tutte quelle fonti che vorrebbero un sostanziale aumento del numero di terremoti all’avvicinarsi del 21 Dicembre:

Dati falsi sui terremoti

Terremoti, basta chiacchiere. Parliamo di numeri.

Stiamo tornando ora su questi argomenti perche’ il 13 Settembre 2012, nella commissione VIII della Camera dei Deputati, si e’ svolto un importante incontro dal titolo: “indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza sismica in Italia”. All’incontro, oltre ad esponenti politici facenti parte della commissione, hanno partecipato: Paolo Clemente, responsabile del laboratorio ENEA prevenzione e mitigazione effetti rischi naturali e Alessandro Martelli, direttore del centro ricerche ENEA di Bologna.

In un nostro post, abbiamo gia’ parlato in particolare di Martelli:

Forte terremoto tra 3 e 6 Giugno nel Sud Italia!

a cui erano state attribuite dichiarazioni molto precise su futuri terremoti in Italia. Come abbiamo visto, si trattava di una distorsione delle sue parole riguardanti analisi statistiche, per far credere ad una previsione precisa di un futuro terremoto.

Spaccatura del terreno dopo un terremoto.

Torniamo alla commissione VIII. Lo scopo dell’incontro era prima di tutto capire se i nostri fabbricati sono in grado di resistere a terremoti di medio-alta intensita’. Come potete facilmente immaginare, siamo molto indietro per quanto riguarda la prevenzione. A dire la verita’, i dati sono a dir poco sconcertanti, circa il 70% dei nostri edifici, per qualsiasi uso, non sarebbe in grado di resistere ai terremoti a cui potrebbe essere soggetti.

Questi numeri fanno veramente impressione. Sappiamo bene che il nostro e’ un paese “antico” dal punto di vista degli edifici, ma e’ pur vero che non si e’ mai proceduto con una campagna reale di messa in sicurezza degli stabili.

Sempre in questa riunione, i rappresentanti dell’ENEA hanno mostrato i risultati degli ultimi calcoli statistici fatti sui terremoti. Anche in questo caso, si sono mostrati numeri allarmanti.

Come abbiamo visto in questo post:

Prossimi terremoti secondo la statistica

la statistica puo’ anche essere utilizzata per capire la probabilita’ di un terremoto in un certo lasso di tempo. In particolare, se prendiamo come riferimento un periodo di 20 anni, la probabilita’ che in questo intervallo intervenga un terremoto maggiore di magnitudo M6.5 e’ addirittura del 70%.

A differenza di questo calcolo, che era riferito all’intera Italia senza distinzione geografica, nella riunione parlamentare, si sono discussi i risultati statistici sulle probabilita’, distinguendo le diverse aree geografiche.

Dagli ultimi risultati si evince come la probabilita’ di un nuovo forte terremoto al Nord sia relativamente bassa, mentre ben piu’ alta e’ quella al Sud Italia. Attenzione su questo ultimo punto. Anche nel post che abbiamo indicato prima, si parlava della probabilita’ di un forte terremoto nel Sud Italia. Come sappiamo bene, queste affermazioni non servono per fare terrorismo psicologico, ma solo per porre l’attenzione su un fenomeno atteso. Statisticamente possiamo calcolare delle probabilita’, ma di queste si tratta. Non possiamo dire che un evento ci sara’ sicuramente entro questa data, ma non possiamo neanche fare finta che il problema non esista.

Trovate il resoconto dettagliato dell’incontro alla camera a questo link:

Commissione VIII, 13/9/2012

e’ un po’ lungo, ma estremamente interessante.

In particolare, riguardo al terremoto nel Sud Italia, Martelli afferma (pagina 10):

Fu già dichiarato dal professor Panza che il 1o gennaio del 2012 scattò un cosiddetto «allarme» – utilizzo sempre le virgolette; si tratta di considerare fortemente aumentata la probabilità nel medio termine di avere un evento di un dato tipo, ossia superiore a una determinata magnitudo per gli italiani oppure compreso in un dato range per altre scuole, nei prossimi mesi fino a uno o due anni – scattò per il Sud.

Come vedete si parla di probabilita’ aumentata di avere un evento di un dato tipo. Nessuno vi sta dicendo che domani ci sara’ sicuramente un terremoto di questa intensita’, in questa zona. Ci stiamo riferendo a calcoli statistici ed in quest’ottica vanno considerati.

Sempre nel documento della camera, trovate una discussione molto interessante appunto sulla prevenzione degli edifici. In particolare, si parla di un eventuale costo di 100 euro ad edificio all’anno per pagare un fondo di ricostruzione da terremoti. Peccato che non si parli invece di mettere in sicurezza gli edifici prima che questi crollino. Al solito, siamo sempre molto propensi a curare i danni piuttosto che a prevenirli.

Riassumendo. Dalle ultime analisi si conferma la probabilita’ medio alta di terremoti in Italia. Questa probabilita’ risulta maggiore nel Sud rispetto al Nord. Questo non significa che ci sara’ “sicuramente” un terremoto a breve, ma neanche che possiamo far finta di ignorare il problema. I terremoti esistono e, sperando un giorno di riuscire a prevederli, non possiamo fare altro che cercare di metterci in sicurezza. Se un edificio non crolla, il terremoto ci sara’ lo stesso, ma i danni, e soprattutto i morti, non ci saranno!

Anche in questo caso, trovate in rete molte speculazioni su questa riunione e sulle probabilita’ di forte terremoto in Italia. Diffidate di queste fonti e interpretate questi numeri nella giusta ottica. Non lasciatevi convincere da chi non mostra i dati o cerca di convincervi solo per aumentare il terrore. Per continuare ad essere aggiornati sulle profezie sul 2012, non perdete in libreria “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.