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Addio dieta mediterranea, da oggi insetti!

19 Mag

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Ingredienti:

350g di riso
Una noce di burro
Una testa d’aglio
Una cipolla
Un etto di blatte del tipo rosso
Mezzo bicchiere di latte di cocco

Preparazione:

Fare rosolare nel burro aglio e cipolla. Aggiungere il riso e il vino bianco fin che non evapora. Unire quindi al riso il latte di cocco e le blatte mescolando. Venti minuti di cottura a fiamma bassa e, prima di servire, mantecare con burro e formaggio a piacimento.

Siete sconvolti? Perche’? Pensate che io sia impazzito e che mangiare insetti sia una cosa disgustosa?

Forse in parte avete ragione, ma non e’ della stessa opinione la FAO. Nel rapporto “Le foreste per la sicurezza alimentare e la nutrizione”, l’agenzia dell’ONU sottolinea quanto sia importante magiare insetti sia dal punto di vista alimentare che ambientale.

Ragioniamo un attimo su qualche numero: ci sono gia’ circa 1900 specie di insetti che vengono mangiati in qualche parte del mondo. Pensate sia un’usanza solo di paesi in via di sviluppo o che non hanno altro di cui nutrirsi? Siete completamente fuori strada.

Ovviamente, gli insetti fanno parte della dieta di molti paesi africani, ma diversi piatti a base di insetti vengono regolarmente preparati anche in molti paesi dell’Asia e dell’America Centrale. Inoltre, negli ultimi anni sono cresciuti a dismisura i ristoranti di lusso che hanno inserito nei loro menu’ piatti a base di insetti. Questi piatti, ricercati e poco noti, sono ovviamente tra i piu’ costosi che potete ordinare.

Qual e’ il vantaggio del mangiare insetti?

Mettendo da parte i nostri preconcetti, cerchiamo di ragionare con qualche numero. Gli insetti in generale sono tra le specie piu’ diffuse e ricche di esemplari del pianeta. Praticamente sono presenti ovunque e non richiedono speciali tecniche di allevamento.

Dal punto di vista ambientale, allevare insetti e’ molto meno dispendioso rispetto alle normali specie da “tavola”. Facciamo un confronto diretto. Un allevamento di mucche, produce quantita’ elevatissime di metano, ammoniaca e altri gas serra, oltre ovviamente a letame. Inoltre, allevare una mucca costa molto in termini di risorse, acqua e foraggio in primis. Allevare insetti invece richiede uno sforzo minimo e, a parita’ di quantita’, vengono prodotti molti meno inquinanti per l’ambiente.

Dal punto di vista nutrizionale?

Anche qui, cerchiamo di fare dei confronti diretti. Nella ricetta riportata prima, che non ho inventato, ma e’ reale, vengono utilizzate le blatte. Bene, per 100 grammi di blatte ci sono: 54 grammi di proteine, 28 grammi di grassi, 9 grammi di carboidrati, oltre a fosforo, magnesio, ferro, calcio e altri minerali importanti per la nostra dieta. Dal punto di vista nutrizionale, potremmo avere gli stessi macronutrienti di un hamburger da 100 grammi, mangiando 50 grammi di blatte.

Le blatte sono solo un esempio. Sfogliando le tabelle nutrizionali di diversi insetti, ci si rende conto della ricchezza alimentare di questi possibili alimenti. Molto spesso, i nutrienti di molte specie superano di gran lunga quelle di carne, pesce, uova e altri alimenti che mangiamo tutti i giorni.

In Africa, ad esempio, mangiare insetti e’ fondamentale per combattere la malnutrizione. Proprio il notevole apporto di macronutrienti degli insetti, consente alle popolazioni di diverse zone povere di poter sopravvivere senza problemi. In Thailandia invece, quando l’utilizzo dei pesticidi non riusciva piu’ ad arginare l’invasione di locuste, il governo chiese ai contadini di mangiare questi animali. Per favorire la cosa, forni’ anche delle ricette per preparare questa nuova tipologia di pietanza. Risultato? Non solo il problema venne risolto, ma, oggi, alcuni contadini sono arrivati a piantare grano solo per attirare locuste da vendere ai mercati. Questi animali sono divenuti delle vere prelibatezze, richiestissime sia da privati che dai ristoranti.

Bene, OK per l’ambiente, OK dal punto di vista nutrizionale, ma il sapore?

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Se provate a cercare in rete nella vasta letteratura presente, trovate opinioni entusiaste. Per farvi qualche esempio, le formiche ricordano il sapore delle noccioline, le cimici ricorderebbero la cannella, le vespe avrebbero un sapore dolce, le termiti sarebbero simili alle carote, ecc. Proprio queste associazioni a cibi noti, ha creato una vasta letteratura e dei veri e propri ricettari. Per farvi un esempio, poiche’ api e vespe avrebbero un sapore dolce, un’ottima ricetta le prevede servite con cioccolato fuso o su un letto di crema pasticcera.

Per non riportare notizie solo per sentito dire, ammetto di aver assaggiato personalmente gli scorpioni in Cina, in particolar modo, spiedini di scorpioni cotti alla brace. Il sapore? Veramente ottimo, e se lo devo associare a qualcosa di noto, direi che ricordava un po’ il sapore del granchio.

L’usanza di mangiare insetti si chiama “entomofagia” e, alla luce di quanto visto, cosi’ come la pensa anche la FAO, potrebbe essere una possibile soluzione alla mancanza di cibo nel futuro. Se ci pensiamo bene, il numero di abitanti sulla Terra cresce a ritmo continuo e, da qui a pochi anni, non saremo in grado di produrre cibo per tutti. Dunque? Esportare in altri paesi l’usanza di mangiare insetti, potrebbe fornire una importante fonte di cibo, a buon mercato, facile da allevare e altamente nutriente.

Purtroppo, soprattutto noi europei, siamo molto restii a questo tipo di alimentazione. Se molti paesi nel mondo mangiano insetti, perche’ noi non dovremmo farlo? Molto probabilmente, il nostro disgusto, viene da retaggi culturali e dal livello di benessere che abbiamo raggiunto.

In fondo, se ci pensate, chi avrebbe detto 10 anni fa che in Europa si sarebbe mangiato il sushi?

 

”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

I misteri del lago Vostok

20 Mar

Ho ricevuto diversi contatti da parte di utenti che chiedevano il mio punto di vista sul lago Vostok in Antartide. In particolare, l’attenzione su questo specchio d’acqua subglaciale e’ riaumentata negli ultimi giorni dopo l’annuncio che vorrebbe una nuova forma di vita prelevata dalle acque del lago.

Cerchiamo di andare con ordine, capendo prima di tutto cos’e’ questo lago Vostok per poi arrivare a discutere questa nuova scoperta.

Ad oggi, sotto i profondissimi ghiacci dell’Antartide, sono stati scoperti circa 70 laghi, definiti appunto “subglaciali”. Si tratta di specchi d’acqua rimasti intrappolati nel ghiaccio per milioni di anni e, molto probabilmente, esistenti gia’ in tempi remoti quando l’Antartide non aveva l’aspetto che conosciamo oggi.

La posizione del lago Vostok in Antartide

La posizione del lago Vostok in Antartide

Il lago Vostok e’ appunto uno di questi laghi subglaciali. Il nome viene dall’omonima base russa proprio in prossimita’ del lago. Il Vostok venne scoperto nel 1959 dal geografo russo Kapitsa, e la conferma della sua esistenza venne confermata nel corso degli anni grazie a diverse tecniche utilizzate per determinare l’esatta posizione e grandezza. Per darvi qualche numero, il lago ha una lunghezza di 250 Km, una larghezza di 50 Km e le sue acque raggiungono una profondita’ massima di 1000 metri. La cosa che rende “speciale” questo lago e’ che la sua superficie si trova a circa 4 Km sotto il ghiaccio dell’Antartide.

La temperatura delle acque e’ di circa -3 gradi centigradi. Perche’ a questo valore si parla di acqua e non di ghiaccio? Semplicemente perche’, all’interno del volume in cui si trova il lago, le alte pressioni in gioco abbassano la temperatura di fusione del ghiaccio lasciando l’acqua nello stato liquido.

Ora, questo ambiente difficile ha praticamente sigillato il lago da qualsiasi contatto con il mondo esterno, trasformandolo in una vera e propria “capsula del tempo”. Gia’ al tempo della sua scoperta, molto si e’ fantasticato sulle acque del lago Vostok. Il completo isolamento dall’esterno potrebbe aver bloccato delle forme di vita all’interno cosi’ come erano presenti milioni di anni fa sul nostro pianeta. In alternativa, ci potrebbe essere stata un’evoluzione indipendente sotto la calotta di ghiaccio rispetto a quanto avvenuto in superficie. Tutte ipotesi possibili, affascinanti, ma che per molto tempo sono rimaste tali vista l’impossibilita’ di raggiungere le acque del lago per dare una sbirciatina all’interno.

Il problema principale per un’esplorazione del lago non e’ ovviamente nel poter disporre di trivelle in grado di arrivare a 4 Km di profondita’, questo e’ facilmente fattibile. Raggiungere pero’ la zona del lago implicherebbe una connessione diretta tra questo ambiente, che possiamo definire extraterreste o non terrestre nel vero senso della parola, e il nostro. Supponiamo che ci siano forme di vita all’interno del lago. Ovviamente per forme di vita intendiamo forme batteriche. Mettere in contatto il nostro mondo con il Vostok potrebbe provocare un inquinamento patogeno tra i due mondi. Per dirla in parole povere, ragionando per assurdo, potrebbe capitare che un batterio del nostro mondo possa distruggere questo microclima nel giro di pochi minuti.

Proprio queste ipotesi hanno bloccato per diverso tempo il prelevamento di campioni di acqua dal lago.

Ora cosa e’ cambiato?

All’inizio del 2013 gli scienziati russi hanno proposto una nuova tecnica di esplorazione che, stando a quanto riportato, avrebbe impedito l’inquinamento dell’ambiente. Invece di arrivare fino alla superficie del lago, la tecnica prevede di forare il ghiaccio lasciando un diaframma di ghiaccio di pochi metri. In questo caso, propria l’alta pressione all’interno del Vostok, avrebbe incrinato il setto ghiacciato facendo fuoriuscire acqua dal lago. Ovviamente, appena uscita, l’acqua sarebbe immediatamente ghiacciata richiudendo il setto e preservando l’ambiente interno.

Morfologia del Vostok sotto lo strato ghiacciato

Morfologia del Vostok sotto lo strato ghiacciato

Questa tecnica, sempre a detta dei russi, avrebbe funzionato e finalmente un campione di acqua sarebbe stato prelevato. All’inizio di quest’anno questa notizia e’ stata data da moltissimi giornali del mondo e l’attesa per i risultati delle analisi biologiche ha lasciato per diverso tempo i ricercatori col fiato sospeso.

Bene, queste analisi sono finalmente arrivate. Cosa e’ stato scoperto? All’interno del campione prelevato, e’ stato individuato un batterio non conosciuto sulla Terra. Da qui, si e’ tornati a parlare di alieni, forme di vita sconosciute, ambiente quasi spaziale, ecc.

Senza lasciarci prendere dal sensazionalismo, come ormai siamo abituati, analizziamo questa notizia in dettaglio.

Prima di tutto, perche’ e’ cosi’ importante studiare il Vostok? Oltre che per il fascino di questa missione, l’analisi di queste acque potrebbe aiutarci a capire meglio il nostro universo. La conformazione del lago e’ del tutto simile a quella che sappiamo esistere su alcune lune del nostro Sistema Solare. Solo per darvi un esempio, Europa, una delle lune di Giove, presenta laghi interni simili a quello in Antartide. L’individuazione di forme di vita all’interno del Vostok potrebbe dunque essere un segnale di un risultato analogo anche nello spazio.

Cosa significa che e’ stato trovato un batterio non esistente sulla Terra? Quando si fanno analisi di questo tipo, si analizza il DNA degli organismi presenti e lo si confronta con quello delle specie conosciute sulla Terra. Il DNA e’ composto da una sequenza di informazioni e per questo motivo si parla di somiglianza ad una certa percentuale proprio per indicare sequenze di informazioni conosciute o meno. Quando si dice che nel lago sono tate trovate forme di vita non conosciute, significa che dall’analisi del DNA per il batterio in questione, questo assomiglia a qualcosa che conosciamo solo per l’86%, cioe’ il 14% delle informazioni non ci sono note. Per parlare di specie anomala, viene richiesta una non somiglianza maggiore del 10%. Detto questo, il batterio in questione puo’ essere definito una forma di vita sconosciuta sulla Terra.

Ripeto, stiamo parlando di batteri. Supponendo che le informazioni siano corrette, questo risultato non significa affatto che il batterio sia di origine aliena o che provenga da un altro pianeta. Semplicemente, non assomiglia a quello che conosciamo. Tenete sempre a mente che stiamo parlando di un ambiente che si e’ sviluppato sulla Terra per milioni di anni isolato dalla Terra stessa.

Perche’ utilizzo tutti questi condizionali? Semplicemente perche’ questa scoperta e’ ancora al vaglio della comunita’ scientifica. L’annuncio di questo risultato e’ stato dato solo pochi giorni fa dai ricercatori russi e ha anche suscitato un vespaio di polemiche.

Prima di tutto, la tecnica proposta per il prelievo del campione e’ si valida per isolare il Vostok dall’ambiente esterno, ma molto probabilmente non lo e’ per impedire la contaminazione del campione prelevato. Dalle analisi condotte in laboratorio, nel campione sono state trovate tracce di kerosene, utilizzato per mantenere il foro aperto e per le trivelle, microorganismi di origine sicuramente terrestre e anche batteri che normalmente vivono sulla pelle umana. In tutto questo, c’e’ poi il batterio di origine sconosciuta di cui stiamo parlando.

Queste critiche non provengono ovviamente da me, ma dalla comunita’ scientifica che ha commentato l’annuncio. Molti infatti hanno definito l’annuncio prematuro e criticato il risultato alla luce della forte contaminazione terrestre mostrata.

Ora, ovviamente, corretto o meno il risultato, queste analisi hanno mostrato prima di tutto la possibilita’ di prelevare campioni dal lago ma soprattutto che, forse, esistono forme di vita all’interno della calotta ghiacciata e che queste siano sopravvissute e si siano sviluppate per milioni di anni in completo isolamento. Inutile discutere sulla massiccia speculazione riservata al lago Vostok e alle sue forme di vita, rimaniamo in ambito scientifico mostrando risultati veri.

Solo per completezza, rendiamoci conto di quanto difficile sia l’ambiente del lago Vostok. Se esistessero forme di vita al suo interno, significherebbe che queste si sono sviluppate e vivono 4 Km sotto il ghiaccio dell’Antartide, in acque assolutamente non raggiunte dalla radiazione solare e soprattutto in un ambiente supersaturo di ossigeno. Condizioni assolutamente non adatte alla vita anche se conosciamo batteri che vivono in condizioni altrettanto difficili.

Sicuramente pero’, lo studio del lago Vostok ci permettera’ di fare nuove importanti considerazioni sulla teoria dell’evoluzione, di capire meglio se la vita e’ possibile sugli altri pianeti del Sistema Solare e, perche’ no, anche di trovare qualche nuova forma di vita in grado di vivere dove pensavamo non fosse possibile.

Per il futuro, si sta gia’ pensando a nuovi metodi di esplorazione per impedire la contaminazione dei campioni. In particolare, e’ attualmente allo studio un piccolo robot sonda da mandare all’interno del lago proprio per prelevare direttamente un campione di acqua da analizzare. Come e’ facilmente intuibile, alcune specie viventi potrebbero essersi sviluppate in profondita’ nel lago e il prelievo diretto e’ l’unico modo utile per poterle individuare.

Concludendo, non resta che attendere nuovi importanti risultati da queste ricerche. Ad oggi, il lago Vostok resta ancora un mistero da comprendere a pieno. Per il momento possiamo ancora fantasticare liberamente, ma senza speculare, sulle meraviglie biologiche che queste profonde acque potranno mostrarci.

 

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Area 51: verita’ e fantasie

13 Gen

In questo precedente post:

Gli UFO sbarcano anche al parlamento italiano

parlando dell’interrograzione presentata al parlamento italiano per chiarire la situazione UFO, o forse solo per un po’ di pubblicita’ personale, abbiamo visto come si facesse riferimento all’area 51 e ai presunti test e ritrovamenti alieni del governo americano.

Come anticipato, vorrei spendere qualche parola su questa installazione militare visto che attira sempre l’attenzione di molte persone, ma soprattutto di molte teorie complottiste.

L’Area 51 e’ una base militare degli Stati Uniti, costruita nel Nevada, che occupa uno spazio di circa 26000 Km^2. Fin qui nulla di strano, il territorio degli USA e’ pieno di basi di questo tipo costruite nei luoghi piu’ impensabili e magari anche meno penetrabili del deserto del Nevada.

Quello che contraddistingue questa base e’ invece l’elevato livello di sicurezza messo da sempre in atto. Proprio questa segretezza ha contribuito alla creazione delle teorie complottiste che tutti conoscono e che comprendono: test nucleari, sviluppo di armi di distruzione di massa, preparazione all’ascesa del nuovo ordine mondiale, ma soprattutto alieni.

Dal punto di vista nucleare, basti pensare che l’Area 51 confina proprio con il “Nevada Test Site” sulle Yucca Mountain. Qui sono stati eseguiti ben 739 dei 928 test atomici condotti dal dipartimento dell’energia degli USA. Proprio durante la seconda guerra mondiale, alcune aree della base vennero utilizzate per i test di artiglieria e per le simulazioni di bombardamento.

Nel secondo dopoguerra, inizia la fase piu’ misteriosa dell’Area 51. Questa zona viene formalmente divisa da quella sulle Yucca Mountain e il livello di segretezza viene portato ai massimi livelli. Proprio in questa fase, nascono le principali teorie complottiste sull’istallazione militare.

Come sapete bene, nelle strutture dell’area 51 si pensa sia stato portato il disco volante caduto a Roswell nel 1947, insieme anche ai cadaveri degli alieni. Inoltre, nell’area 51 sarebbero custoditi molti altri velivoli extraterrestri.

Su cosa si basano queste affermazioni? Prima di tutto, si tratta di voci alimentate dagli altissimi standard di segretezza della base e dal fatto che lo stesso governo degli Stati Uniti abbia piu’ volte smentito addirittura l’esistenza dell’installazione. Inoltre, le cronache sono pienissime di avvistamenti UFO fatti sia da persone nei dintorni della base, ma anche da piloti di linea che riportano di aver visto velivoli estremamente veloci e dalle forme piu’ bizzarre.

Cosa c’e’ di vero in tutto questo? In realta’ molto, ma non nel senso che si crede.

Ripensiamo un attimo a quanto detto fino a questo punto. La storia “top secret” dell’Area 51 inizia nel secondo dopoguerra. Quello che molti dimenticano di considerare e’ che in quel periodo c’era una situazione non troppo idilliaca tra le due grandi super potenze, gli USA da un lato, la Russia dall’altro. Siamo infatti negli anni della guerra fredda. A parte il rischio continuo di una nuova guerra mondiale, in molti campi c’era una corsa continua tra i due blocchi per dimostrare la supremazia sull’altro.

L’area 51 veniva proprio usata come area di sviluppo e test di prototipi in due grandi settori, quello spaziale e quello bellico. Dal punto di vista della corsa allo spazio, nella base in Nevada vennero testati diversi prototipi di velivoli  proprio per il programma di conquista della Luna. Ma il grosso della sperimentazione era ovviamente nel settore bellico.

La possibilita’ continua che il precario equilibrio venisse meno, scatenando un nuovo conflitto bellico, porto’ le due potenze a sviluppare nuovi sistemi d’arma e a costruire velivoli sempre piu’ efficienti e tecnologici. In questo senso, dobbiamo distinguere due linee di sviluppo diverse, i velivoli d’attacco e quelli da ricognizione. Dal punto di vista bellico, proprio in quegli anni si diede il via alla costruzione di migliaia di testate nucleari, ancora in parte custodite sia dagli USA che da quella che oggi chiamiamo ex-Russia.

In una situazione come quella della guerra fredda, in cui il proprio sviluppo era importante, ma il conoscere i piani dell’avversario lo era ancora di piu’, la tecnologia dei velivoli da ricognizione face passi da gigante. Proprio all’interno dell’area 51 gli USA testarono diversi prototipi di velivoli di questo tipo, alcuni dei quali, anche a distanza di anni, entrarono poi nella dotazione dell’esercito americano.

E’ possibile che i numerosi avvistamenti fatti nell’area della base siano in realta’ di aerei spia?

La risposta e’ ovviamente si. Il piu’ famoso programma sviluppato nell’area 51 e’ senza dubbio quello dell’Oxcart della CIA. Questo programma prevedeva lo sviluppo di un aereo invisibile ai radar, in grado di volare ad altissima quota, ma soprattutto in grado di raggiungere l’incredibile velocita’, per quegli anni, di Mach-3, cioe’ il triplo della velocita’ del suono. Il primo prototipo del programma, chiamato A-12 Blackbird, effettuo’ il primo volo nel 1962. In questi anni, vennero prodotti e fatti volare diversi prototipi, tutti velocissimi, ovviamente senza stemmi di riconoscimento e, per evitare occhi indiscreti, principalmente di notte. Vedete come ci stiamo pian piano avvicinando alle tante segnalazioni che si leggono in rete sui dischi volanti nella base. Per chi ancora avesse dubbi, vi mostro una foto di un A-12 Oxcart, ditemi voi se questo non puo’ essere confuso con un disco volante:

Il prototipo di A12 fatto volare sull'area 51

Dopo questo, diversi altri modelli furono sviluppati. Uno dei motivi principali per cui si temeva tanto l’avvistamento per opera dei russi era che questi aerei sono specializzati nella ricognizione. In questo senso, sono quasi del tutto sprovvisti di armamento, per cui, qualora fossero individuati e riconosciuti dai russi, sarebbe stato facile abbatterli ed impadronirsi della tecnologia.

Anche il famoso aereo spia Stealth venne messo a punto e testato sopra i cieli dell’Area 51, insieme anche al suo predecessore il “Lockheed Have Blue”, che volo’ per la prima volta nel 1977.

Lettera di risposta dello USAF ad una richiesta di chiarimenti

Detto questo, capite bene il perche’ l’Area sia tenuta tanto segreta dagli Stati Uniti, ma soprattutto da cosa possano essere stati prodotti tutti gli avvistamenti riportati nel corso degli anni per UFO.

Come detto in precedenza, per molto tempo, sia il governo americano che lo USAF hanno negato l’esistenza stessa della base, che non veniva nemmeno riportata nelle mappe. A fianco trovate una lettera di risposta ricevuta a seguito della richiesta di informazioni circa l’area 51. Come potete vedere, in risposta si dice semplicemente che non c’e’ nessuna base nella zona, oltre a quelle ufficialmente conosciute.

Solo nel 2003, il governo degli Stati Uniti ha ammesso pubblicamente l’esistenza della base, indicando pero’ che si tratta semplicemente di un’unita’ operativa per l’aeronautica militare.

Come potete ben capire, si tratta ancora oggi di una base con il massimo livello di segretezza. L’area e’ sorvegliata giorno e notte e non c’e’ possibilita’ di entrare.

Per chi fosse interessato, trovate i documenti dell’epoca della CIA, attualmene non piu’ classificati come “top secret”, andando a questo indirizzo:

CIA Oxcart

Come vedete, si tratta dei documenti del progetto Oxcart, tenuti segreti ancora fino a pochi anni fa dalla CIA.

Concludendo, le basi della teoria complottista sono molto solide. L’Area 51 e’ da sempre una struttura tenuta nascosta dal governo degli Stati Uniti. Prima, la cosa poteva essere giustificata dalla guerra fredda. Se pensiamo che 30 anni fa gia’ si testavano i prototipi di stealth o i primi aerei capaci di volare a Mach-3, che hanno dato adito a tanti avvistamenti UFO, chissa’ oggi cosa sta testando lo USAF. Magari lo scopriremo tra altri 30 anni!

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

Ecco la scoperta di Curiosity

4 Dic

Come forse ricorderete, e come abbiamo visto in questo post:

Curiosity: scoperta sensazionale?

La NASA, nella persona di John Grotzinger, aveva annunciato, tramite l’emittente radiofonica americana NPR , di avere per le mani una scoperta sensazionale fatta da Curiosity su Marte. Per essere precisi, si parlava di una scoperta tale da riscrivere i libri di storia.

Come abbiamo visto nel post precedente, la scoperta era stata fatta utilizzando il rivelatore SAM, un analizzatore di campioni per il terreno marziano composto da uno spettrometro e da un gascromatografo.

Ovviamente questo annuncio ha fatto subito il giro del mondo, dal momento che il rivelatore SAM, tra le altre cose, e’ in grado di rivelare molecole organiche.

Ora proprio su questo punto si e’ creata la grandissima confusione a cui abbiamo assistito in rete.

Cosa avra’ mai scoperto Curiosity di cosi’ sensazionale?

Ovviamente sul web non sono mancate le voci piu’ fantasiose: marziani, fossili di una precedente vita, citta’ abbandonate. Queste sono solo alcune delle numerose ipotesi di cui abbiamo parlato.

Come detto nel precedente post, si era creata troppa attesa su questo annuncio della NASA. Come dichiarato, era completamente assurdo pensare a scoperte di questo tipo, ma era sicuramente necessario ridimensionare le aspettative sull’anuncio.

Come sappiamo ormai bene, l’annuncio era atteso per il 3 Dicembre, durante la conferenza annuale di geofisica degli Stati Uniti.

Qualche giorno prima, lo stesso portavoce della NASA aveva cercato di calmare le acque, rilasciando un’intervista in cui dichiarava quello che anche noi avevamo detto fin dall’inizio: quella che potrebbe essere una scoperta sensazionale per la scienza, non e’ detto che abbia la stessa risonanza nei non addetti ai lavori.

Vi ricordo che a seguito di questo annuncio, alcune voci su web avevano addirittura avanzato l’ipotesi che Curiosity non fosse neanche su Marte, ma in realta’ in un qualche deserto sulla Terra. Ovviamente si trattava di voci infondate e di chiaro stampo complottista, come visto in questo post:

Ecco perche’ Curiosity non trova gli alieni!

Ora, dopo un’attesa durata piu’ di una settimana, e’ finalmente arrivato l’annuncio della NASA.

Cosa avra’ mai trovato Curiosity?

Prima di tutto, e’ d’obbligo dire che “non e’ stata trovata la vita”. Nonostante questo, le scoperte fatte dal rover sono state molteplici e molto rilevanti sul piano scientifico.

Campione di sabbia raccolto da Curiosity

Campione di sabbia raccolto da Curiosity

Dall’analisi di campioni di sabbia marziana, Curiosity ha trovato un chimica abbastanza complessa, contenente acqua, zolfo, cloro e Carbonio.

Cerchiamo di andare con ordine.

Dall’analisi di campioni di sabbia, Curiosity ha trovato molecole organiche. Questo non significa qualcosa di “vivo”, bensi’ molecole contenenti carbonio.

Come detto e ripetuto su questo blog, la nostra idea era proprio che il rover avesse trovato il carbonio, cioe’ quei mattoni fondamentali per la vita.

Il carbonio e’ stato trovato riscaldando il perclorato, una molecola gia’ evidenziata anche da altre missioni su Marte. Dal riscaldamento del perclorato sono stati evidenziati atomi di cloro, idrogeno e carbonio.

Perche’ nonostante l’evidenza di carbonio, la NASA ancora preferisce non parlare di molecole organiche? Semplicemente perche’ non si e’ ancora sicuri che il carbonio sia veramente di origine marziana.

Cerchiamo di capire meglio.

Ovviamente la costruzione del rover e’ avvenuta con tutti gli accorgimenti del caso. In particolare, si e’ prestata la massima attenzione a decontaminare il rover da materiale e molecole terrestri, prima di inviarlo su Marte. Nonostante questo, e’ possibile che i campioni siano ancora “inquinati” da molecole di origine terrestre. In questo caso, non ci sorprenderebbe l’evidenza del carbonio, dal momento che sarebbe proveniente dalla Terra stessa.

Come risolvere questo rebus?

Semplicemente sono necessarie nuove analisi su diversi campioni. Il lavoro di analisi di Curiosity e’ solo all’inizio. Obiettivo delle prossime settimane e’ continuare a spostare il rover all’interno del cratere Gale per raccogliere nuovi materiali da analizzare.

Solo una statistica maggiore di analisi potra’ dare una risposta definitiva all’evidenza o meno di carbonio sul suolo marziano.

Tutto qui?

Assolutamente no, ma neanche il seguito non sara’ tale da far saltare un non addetto ai lavori sulla sedia.

Tra le altre cose, Curiosity ha evidenziato la presenza di vetro nel suolo marziano, cioe’ di silicati. Questo evidenzia un’origine vulcanica del suolo Marziano dal momento che la composizione osservata nella sabbia e’ del tutto simile a quella che troviamo sulla Terra nei terreni di origine vulcanica.

Altra importante scoperta di Curiosity viene dall’analisi delle molecole d’acqua trovate nei campioni. Il rover ha evidenziato infatti che la concentrazione delle molecole di acqua pesante e’ maggiore di quella di acqua leggera. Cosa significa questo? Chimicamente possiamo scrivere l’acqua come H2O, cioe’ come una molecola formata da due atomi di idrogeno ed uno di ossigeno. Ora, l’idrogeno in natura presenta 3 isotopi diversi, detti Idrogeno, Deuterio e Trizio. La differenza e’ solo nel numero di neutroni che troviamo nel nucleo. Mentre l’idrogeno ha un solo protone nel nucleo, il deuterio ha un protone ed un neutrone ed il trizio ha un protone e due neutroni.

Il fatto che la concentrazione di acqua pesante sia maggiore, significa semplicemente che, rispetto alla Terra, sono piu’ abbondanti le molecole di D2O, cioe’ con atomi di deuterio al posto di quelli di idrogeno.

Siete rimasti delusi dalle scoperte di Curiosity?

Probabilmente si. In realta’ si tratta di scoperte molto importanti dal punto di vista scientifico, se consideriamo che Curiosity e’ sul pianeta rosso solo da poche settimane.

Nei precedenti post, avevamo gia’ annunciato che molto probabilmente la scoperta sensazionale sarebbe stata l’evidenza, o almeno presunta tale, di carbonio nel terreno marziano.

Come anticipato nei giorni scorsi, erano del tutto infondate le voci che ipotizzavano scoperte o evidenze di forme di vita su Marte.

Per un’analisi completa e scientifica del 2012, ma che in realta’ ci consente di spaziare a 360 gradi in diversi campi della scienza, non perdete in libreria  “Psicosi 2012. Le risposte della scienza”.