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Ma questa crema solare …. come dobbiamo sceglierla?

30 Giu

Sempre alla nostra sezione:

– Hai domande o dubbi?

va il merito, ma ovviamente tutto il merito va a voi che rendete questo blog vivo ed interessante, di aver richiamato da una nostra cara lettrice una nuova interessantissima domanda. Questa volta però, vi preannuncio che l’argomento scelto è molto complesso nella sua apparente semplicità, oltre ad essere assolutamente in linea con il periodo dell’anno. Come potete leggere, la domanda riguarda le creme solari e tutte le leggende che girano, non solo in rete, e che da sempre abbiamo ascoltato.

Come anticipato, non è semplice cercare di trovare la giusta strada nella giungla di informazioni disponibili. Se provate a confrontare dieci fonti, troverete dieci versioni diverse: le creme solari devono essere usate. No, non devo essere usate. Il sole è malato. Il sole provoca il cancro. No, sono le creme che creano il cancro alla pelle. Insomma, di tutto di più, e non pensate di rifuggire nella frase: “mi metto sotto l’ombrellone”, perché, come vedremo, anche questo lascia filtrare alcune componenti dei raggi solari e, sempre scimmiottando quello che trovate in rete, vi può venire il cancro. Allora sapete che c’è? Me ne sto chiuso dentro casa fino a settembre! Va bene così? No, sicuramente non prendi il sole (e quindi non ti viene il cancro), ma non ti si fissa la vitamina D e quindi potresti soffrire di rachitismo.

Insomma, come la mettete la mettete, sbagliate sempre. Cosa fare allora? Sicuramente, in linea con il nostro stile, quello che possiamo fare è “andare con ordine” e provare a verificare quali e quante di queste affermazioni corrispondono al vero. Solo in questo modo potremo capire quale crema solare scegliere, come applicarla e quali sono i rischi che possiamo correre con l’esposizione al Sole.

Prima di tutto, non dobbiamo considerare i raggi solari come un’unica cosa, ma è necessario distinguere la radiazione che ci arriva. Questa suddivisione è essenziale perché l’interazione della nostra pelle con i fotoni emessi dal sole non è sempre uguale, ma dipende dalla lunghezza d’onda. Bene, in tal senso, possiamo distinguere la parte dei raggi solari che ci interessa in tre grandi famiglie, in particolare, per i nostri scopi, ci concentreremo sulla parte ultravioletta dello spettro, che è quella di interesse in questo campo.

La parte cosiddetta ultravioletta è quella con lunghezza d’onda immediatamente inferiore alla parte visibile. Normalmente, questa parte dello spettro viene divisa in UVA, con lunghezza d’onda tra 400 e 315 nanometri, UVB, tra 315 e 280 nanometri e UVC, tra 280 e 100 nanometri. Quando parliamo di tintarella o di danni provocati dalla radiazione solare, dobbiamo riferirci alla parte UV ed in particolare a queste 3 famiglie.

Bene, la componente più pericolosa della radiazione solare è quella degli UVC cioè con lunghezza d’onda minore. Perché? Sono radiazioni utilizzate come germicidi, ad esempio nella potabilizzazione dell’acqua, a causa del loro potere nel modificare il DNA e l’RNA delle cellule. Per nostra fortuna, questa componente della radiazione è completamente bloccata dallo strato di ozono che circonda la Terra. Di questo, e soprattutto dello stato di salute dello strato di ozono, abbiamo parlato in un post specifico:

– Che fine ha fatto il buco dell’ozono?

Per la parte più pericolosa dello spettro, quella degli UVC, possiamo dunque tirare un respiro di sollievo. Vediamo le altre due componenti.

Gli UVA, a causa della lunghezza d’onda maggiore, penetrano più a fondo nella pelle, promuovendo il rilascio di melanina e dunque l’abbronzatura. Che significa? Molto semplice, quando prendiamo il sole, la nostra pelle reagisce cercando di proteggersi autonomamente appunto rilasciando melanina. Questa sostanza serve a far scurire gli strati più superficiali della pelle appunto come protezione dai raggi. Riguardo ala dannosità? Su questo punto, purtroppo, non si ha ancora chiarezza. Per prima cosa, dobbiamo dire che l’esposizione crea meno danni a tempi brevi rispetto, come vedremo, a quella agli UVB. Questa componente però è una delle maggiori sospettate per i danni a lungo termine, connessi anche con l’insorgere di tumori alla pelle, e provoca un invecchiamento veloce della pelle. Gli UVA sono molto conosciuti da coloro che frequentano i centri estetici per sottoporsi alle “lampade”. Questi sistemi infatti hanno sistemi di illuminazione concentrati negli UVA appunto per promuovere un’abbronzatura rapida.

Per quanto riguarda gli UVB invece, si tratta della radiazione più pericolosa nell’immediato. Questa componente dello spettro solare infatti, è responsabile della classica “scottatura”, in alcuni casi vera e propria ustione, provocata da un’esposizione prolungata al Sole. Anche se potenzialmente dannosa, la radiazione UVB è comunque importante per il nostro organismo perché promuove la sintesi della vitamina D. Come è noto, in assenza di questo fondamentale processo possono insorgere casi di rachitismo, soprattutto in soggetti non ancora adulti.

Bene, abbiamo capito come è divisa la radiazione ultravioletta del sole e abbiamo finalmente capito a cosa si riferiscono tutti questi nomi che siamo soliti ascoltare o leggere riguardo la tintarella.

Passiamo dunque a parlare di creme solari. Cosa dobbiamo cercare? Perché? Quali sono i prodotti più indicati?

Ripensando a quanto scritto, viene evidente pensare che una buona crema debba proteggerci dagli UVA e UVB poiché per gli UVC ci pensa lo strato di ozono. Primo pensiero sbagliato! Quando acquistiamo una crema solare, che, come vedremo, offre una certa protezione, questo valore si riferisce alla sola componente B della radiazione. Perché? Semplice, come visto, gli UVB sono responsabili delle scottature immediate. Se ci proteggiamo da questa componente salviamo la pelle garantendo la tintarella. Questo è assolutamente falso, soprattutto pensando ai danni a lungo termine dati da un’esposizione troppo prolungata agli UVA.

Solo negli ultimi anni, sono comparse sul mercato creme con protezioni ad alto spettro. Fate bene attenzione a questa caratteristica prima di acquistare un qualsiasi prodotto. Una buona crema deve avere un fattore di protezione per gli UVA non inferiore ad 1/3 di quello garantito per gli UVB.

Ora però, anche seguendo quanto affermato, parliamo appunto di queste protezioni. Fino a qualche anno fa, ricordo benissimo gli scaffali dei negozi strapieni di creme solari con fattori di protezione, SPF cioè fattore di protezione solare, che andavano da 0 a qualcosa come 100. Già allora mi chiedevo, ma che significa zero? A che cosa serve una crema con protezione 0 e, allo stesso modo, protezione 100 o, come qualcuno scriveva “protezione totale”, significa che è come mettersi all’ombra?

Capite già l’assurdità di queste definizioni create solo ed esclusivamente a scopo commerciale. Fortunatamente, da qualche anno, è stata creata una normativa apposita per questo tipo di cosmetici aiutando il consumatore a comprendere meglio il prodotto in questione. Oggi, per legge, esistono solo 4 intervalli di protezione che sono: basso, medio, alto e molto alto. Questi intervalli, in termini numerici, possono essere compresi utilizzando la seguente tabella:

 

Protezione SPF

Bassa 6 – 10

Media 15 – 20 – 25

Alta 30 – 50

Molto alta 50+

Notiamo subito che sono scomparse quelle orribili, e insensate, definizioni “protezione zero” e “protezione totale”. Ma, in soldoni, cosa significa un certo valore di protezione? Se prendo una crema con SPF 30 è il doppio più efficace di una con SPF 15? In che termini?

Detto molto semplicemente, il valore numerico del fattore di protezione indica il tempo necessario affinché si creino scottature rispetto ad una pelle non protetta. Detto in questo modo, una SPF 15 significa che la vostra pelle si brucerà in un tempo 15 volte maggiore rispetto a quello che impiegherebbe senza quella crema. Dunque, anche con una crema protettiva posso scottarmi? Assolutamente si. In termini di schermo alla radiazione, il potere schermante non è assolutamente proporzionale allo SPF ma, come visto, solo ai tempi necessari per l’insorgere di scottature.

A questo punto, abbiamo capito cosa significa quel numerello che corrisponde al fattore di protezione, ma come fanno le creme a schermare effettivamente dai raggi solari?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo in realtà dividere la protezione in due tipi: fisico e chimico. La protezione fisica avviene in modo pressoché meccanico aumentando il potere riflettente della pelle. Per questo scopo, nelle creme solari sono presenti composti come il biossido di titanio e l’ossido di zinco, sostanze opache che non fanno altro che far riflettere verso l’esterno la radiazione solare che incide sul nostro corpo.

Primo appunto, secondo alcuni l’ossido di zinco potrebbe essere cancerogeno! Ma come, mi metto la crema per proteggermi dai raggi solari ed evitare tumori alla pelle e la crema crea tumori alla pelle? In realtà, come al solito, su questo punto si è fatta molta confusione, tanto terrorismo e si è corsi, per convenienza, a conclusioni affrettate. Alcune ricerche hanno mostrato come tessuti cosparsi di molecole di ossido di zinco e sottoposti ad irraggiamento UV possano sviluppare radicali liberi che a loro volta reagiscono con le cellule modificandone il DNA. Questo processo può portare alla formazione di melanomi, per la pelle, e di altri tumori, per le altre cellule. Ora, si tratta di studi preliminari basati su valori di irraggiamento più alti rispetto a quelli che normalmente possono derivare da un’esposizione, anche prolungata, anche nelle ore centrali della giornata, al Sole. Detto molto semplicemente, questi studi necessitano di ulteriori ricerche per poter definire margini di errore e valori corretti. Gli stessi autori di queste analisi preliminari si sono raccomandati di non male interpretare il risultato dicendo che le creme solari provocano il cancro alla pelle. In altre parole, si corrono più rischi non proteggendosi dal sole piuttosto che proteggendosi con una crema contenente ossido di zinco. Tra le altre cose, questa molecola è molto nota tra le mamme che utilizzano prodotti all’ossido di zinco per alleviare le ustioni da pannolino nei loro bambini.

Detto questo, abbiamo poi la protezione chimica. Come potete facilmente immaginare, in questo caso si tratta di una serie di molecole (oxibenzone, fenilbenzilimidazolo, acido sulfonico, butil metoxidibenzoilmetano, etilexil metoxicinnamato, ecc.) che hanno il compito di assorbire la radiazione solare e di cedere parte di questa energia sotto forma di calore. Perché possiamo trovare così tante molecole in una crema solare? Semplice, ognuna di queste è specifica per una piccola parte dello spettro di radiazione, sia UVA che UVB. Anche su queste singole molecole, ogni tanto qualcuno inventa storie nuove atte solo a fare terrorismo, molto spesso verso case farmaceutiche. Singolarmente, come nel caso dell’ossido di titanio, ci possono essere studi più o meno avanzati, più o meno veritieri, sulla pericolosità delle molecole. Anche qui però, molto spesso si tratta di effetti amplificati, ben oltre la normale assunzione attraverso la cute e, ripeto per l’ennesima volta, si rischia molto di più esponendosi al sole piuttosto che utilizzando creme solari.

Ennesima cavolata in voga fino a qualche anno fa e ora vietata: creme solari “water proof”, cioè creme resistenti completamente all’acqua. Ve le mettete una volta, fate quanti bagni volete e siete a posto. Ma secondo voi, è possibile qualcosa del genere? Pensate di spalmarvi una crema o di farvi un tatuaggio indelebile? Oggi, per legge, la dicitura water proof è illegale e ha lasciato spazio, al massimo, a “water resistant”, cioè resistente all’acqua. Una qualsiasi crema solare, a causa del bagno, del sudore, del contatto con il telo, tende a rimuoversi e, proprio per questo motivo, si consiglia di riapplicare la crema ogni 2-3 ore circa per garantire la massima protezione possibile.

Riassumendo, abbiamo capito che conviene, sempre ed in tutti i casi, utilizzare una crema solare protettiva, ma quale scegliere?

Molto brevemente, in questo caso, si deve valutare quello che è definito il proprio fenotipo. Come potete immaginare, si tratta di una serie di caratteristiche fisiche che determinano, in linea di principio, l’effetto dell’esposizione la Sole. Per poter determinare il proprio fenotipo, possiamo fare riferimento a questa tabella:

fenotipo

Ovviamente, per i valori più bassi (I e II) è consigliabile utilizzare una crema ad alto SPF, valore che può diminuire qualora fossimo meno soggetti a scottature ed ustioni.

Credo che a questo punto abbiamo un quadro molto più chiaro riguardo alla creme solari ed alla loro utilità. Ripeto, per l’ennesima volta, in ogni caso, proteggersi è sempre meglio che esporsi al sole senza nessuna protezione. Ultimo appunto, che vuole sfatare un mito molto diffuso, sotto l’ombrellone siamo comunque esposti alla radiazione solare. In primis, il tessuto di molti ombrelloni lascia passare buona parte dello spettro solare ma, soprattutto, la riflessione dei raggi solari, ad esempio ad opera della sabbia, raggiunge comunque un soggetto tranquillo e (falsamente) riparato sotto l’ombrellone. In genere, la riflessione dei raggi solari può incrementare, e anche molto, la quantità di radiazione a cui siamo esposti. Stando nell’acqua, ad esempio, abbiamo sia un’esposizione diretta ai raggi solari sia una indiretta dovuta ai raggi riflessi dalla superficie. Come potete immaginare questo amplifica molto l’esposizione.

Concludendo, utilizzate le creme solari ma, soprattutto, leggete bene le etichette prima di acquistare o, peggio ancora utilizzare, un qualsiasi prodotto. Ovviamente, qualsiasi prodotto diventa non efficace se unito alla nostra incoscienza. Se pensate di potervi spalmare una crema e stare come lucertole sotto il Sole dalle 10 del mattino al tramonto … forse questa spiegazione è stata inutile.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Vaccino anti-influenzale, ci risiamo!

29 Gen

Come ricorderete, e per aggiornare chi avesse perso questa chicca di scienza, nei commenti di questo articolo:

Scie chimiche con la scusa dei vaccini

c’e’ stata una lunghissima discussione con un sostenitore del grande complotto dei vaccini. Cosa sarebbe il complotto dei vaccini? Semplice, un diabolico piano pensato appositamente dalle case farmaceutiche e dai governi per sterminare la popolazione mondiale. Inutile riprendere questo discorso dal momento che tutti i commenti sono stati lasciati appositamente al loro posto, proprio per lasciare ai posteri la saggezza di coloro che sostengono queste ipotesi.

Proprio stasera pero’, trovo un altro articolo su alcuni siti complottisti che mi ha lasciato davvero basito. Al contrario di quanto facciamo abitualmente, in cui evitiamo di publicizzare articoli di questo tipo, questa volta vi riporto il link dell’articolo:

Vaccino anti-influenzale

Perche’ lo faccio? Premetto subito che questo sito credo si sia limitato a copiare da altre fonti che, tra l’altro, trovate alla fine. Metto il link perche’ sono amareggiato e arrabiato pensando a questa storia. Moltissime persone credono a notizie di questo tipo e, come potete leggere da soli nel link riportato, puntano il dito contro la scienza, i medici, la ricerca, ecc. Questo discorso prende spunto dai vaccini, ma puo’ essere allargato a moltissimi complotti di cui abbiamo discusso in questo blog.

Ora, tornando in tema, lungi da me santificare le case farmaceutiche che, ovviamente, sono aziende che puntano al profitto, ma articoli di questo tipo fanno soltanto disinformazione nelle persone che sono manipolabili e si lasciano convincere da questi pseudo-predicatori.

Se questi siti, cosi’ come potete leggere nei commenti del nostro articolo riportato all’inizio, guadagnano sulla vostra testa, convincendovi di cose assurde e’ perche’ alcuni, e sono sempre troppi, lo permettono. Signori, noi non vogliamo convincervi raccontando favole, come qualcuno sostiene, ma questo e’ quello che permettete solo e soltanto a siti di questo tipo.

Scusate lo sfogo, ma queste storie sono veramente senza senso.

Ora, al contrario di quello che viene fatto nell’articolo linkato, vogliamo passare attraverso queste favole per dimostrarvi quanto assurde siano.

Partiamo dall’inizio. Stando allo studio citato, si e’ dimostrato come la somministrazione di vitamina D3 a certi quantitativi sia in grado di ridurre notevolmente i casi di influenza di stagione nei bambini. Che significa notevolmente? La vitamina D3 sarebbe ben 800 volte, leggasi “ottocento”, piu’ efficace dei normali vaccini anti-influenzali. Come, potete leggere nell’articolo, non vi stanno mica prendendo in giro. Il tutto e’ stato dimostrato da una ricerca seria, condotta in modo scientifico, da scienziati con analisi statistiche. Se non vi basta, la ricerca e’ stata pubblicata su una rivista di medicina seria ed ha anche subito il processo di peer-review. Questo solo per specificare tutta la trafila dei controlli subita dall’analisi e per prevenire quei fastidiosi “disinformatori” che si attaccano sempre a questi particolari per attaccare chi non la pensa come loro, cioe’ i complottisti.

Vi pregherei di leggere con attenzione l’articolo linkato per vedere la grande quantita’ di dettagli dati. Inoltre, giustamente, l’autore si chiede perche’ non si utilizza la vitamina D3 invece dei vaccini? Ovviamente, trovate anche la risposta a questa domanda retorica, perche’ gli scienziati sono un gruppo di venduti schiavi delle case farmaceutiche che li pagano profumatamente per falsificare dati a discapito della salute della popolazione.

Bene, fatto un riassunto minimale dell’articolo, che vi ripeto di nuovo di leggere per intero, ora diciamo qualcosa anche noi.

Per prima cosa, basta cercare in rete per trovare l’articolo originale, cioe’ proprio quello richiamato con tutti i dati sbandierati ai quattro venti. Ecco a voi il link:

Articolo originale

Da questo link potete scaricare tutto l’articolo, non solo l’abstract. Scusate se e’ in inglese ma, come sapete, le ricerche scientifiche vengono pubblicate nella lingua riconosciuta a livello mondiale.

Cosa dice l’articolo? Semplice, come giustamente detto, si e’ preso un campione di studenti e lo si e’ diviso in due gruppi. Al primo e’ stata somministrata vitamina D3 per il periodo considerato, un inverno, mentre al secondo e’ stato dato un placebo. Tutto lo studio e’ stato fatto seguendo rigorosi protocolli e analizzando i dati utilizzando tecniche statistiche accettate.

Cosa si e’ visto?

Nel primo gruppo, quello della D3, si sono registrati casi di influenza nel 10% dei bambini. Nel secondo, quello del placebo, si sono registrati il 18% di casi di influenza. 18-10, correggetemi se sbaglio, fa 8. Il famoso 8% sbandierato nell’articolo complottista. Ora pero’, come avete letto, il complottista di turno dice che questo numero deve essere paragonato con le statistiche dei vaccini. Secondo le sue fonti, i vaccini darebbero una riduzione dell’1% dei casi di influenza ergo la vitamina D3 e’ piu’ efficace di 800 volte.

Aspettate un attimo.

Prima cosa, con D3 siamo passati da 18% a 8%. Secondo lui, il vaccino riduce solo dell’1%. Premesso che statisticamente un calcolo del genere non ha senso, 8 diviso 1 fa 8. Come viene fuori 800? Non ne ho idea e neanche mi interessa, questa non e’ l’unica, ne tantomeno la principale, assurdita’ che vi stanno raccontando.

Riaprite il famoso link del sito complottista. Se per i numeri riguardanti l’efficacia della viamina D3 si fa sempre riferimento all’articolo scientifico, quando si parla di vaccino e dell’1% di efficacia si fa riferimento ad un sito amico loro che si chiama “natural news”. Che sito e’? Semplice, apritelo e guardate da voi. E’ un sito di prodotti naturali ma soprattutto e’ un sito di commercio di prodotti naturali che non ha nessuna valenza scientifica. Insomma, come si dice dalle mie parti “macellaio e’ buona la carne?”. Cosa dovrebbe rispondere il macellaio?

Procando a cercare in rete, troverete tantissimi articoli scientifici che vi riportano numeri completamente diversi, con un’efficacia dei vaccini tra il 50 e il 70%. I numeri oscillano a causa della difficolta’ di inserimento del cosiddetto “Effetto gregge”, cioe’ della riduzione dei contagi dovuta alla vaccinazione delle persone maggiormente a rischio. Secondo me, ma vi prego controllate anche voi in rete, 50-70 e’ molto molto diverso da uno.

Ora pero’ mi viene un dubbio: possibile che l’articolo scientifico spari numeri a caso?

Assolutamente no. Se sfogliate il pdf che vi ho linkato, vedrete come l’articolo si limita a parlare dell’efficacia della vitamina D3, senza fare alcun riferimento ai normali vaccini anti-influenzali. Praticamente, si sta studiando l’effetto di questa sostanza nella prevenzione dei mali di stagione senza assolutamente confrontare o voler sostituire la D3 ai vaccini.

Basta cosi’?

No. Gia’ che ci siamo, diciamoci tutto fino in fondo. Leggete le conclusioni dell’articolo scientifico dove vedrete come funziona un articolo di scienza vera. Gli autori fanno alla fine un’analisi critica del loro lavoro, mostrando ed evidenziando probabili fonti di errore. Prima di tutto, il campione utilizzato er a statisticamente poco significativo. Inoltre, mancanza di un controllo in funzione del quantitativo di D3 somministrata, mancanza di dati relativi al calcio nelle urine, importante utilizzando questa vitamina, mancanza di analisi sul numero di anticorpi eventualmente sviluppati, ecc.

Cosa significa questo?

Semplice, si tratta di una prima ricerca a cui magari ne seguiranno altre. Questo solo per dire che i risultati riportati sono ovviamente scientificamente validi, ma necessitano di tutta una serie di controlli che devono essere eseguiti prima di poter arrivare ad una conclusione definitiva.

Concludendo, non ho altro da aggiungere sull’articolo. Credo che quanto riportato parli da solo. Per il resto, non mi rivolgo ai complottisti che, come ormai e’ certo, non vogliono fare informazione ma solo speculazione sulle paure e sulle insicurezze delle persone. Mi rivolgo ancora a voi che credete ad articoli di questo tipo. Tutte le volte mi devo sentir dire che la scienza e’ marcia e c’e’ un qualche complotto che pero’ qualcuno molto sveglio e’ ruscito a mostrare. E’ vero, chi scrive fesserie di questo tipo e’ molto sveglio perche’ ha capito come fare breccia. Sfortunatamente pero’, voi che pensate di essere arrivat ialla verita’ siete solo le vittime di questi “furbi”.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Inquinamento e disturbi dell’uomo

31 Ott

Attraverso la sezione:

Hai domande o dubbi

un nostro caro lettore ci ha fatto una domanda molto complessa, ma estremamente affascinante. In sintesi la richiesta e’: esistono delle correlazioni certe tra inquinamento o modificazioni dei mangimi degli animali e disturbi nell’uomo? Con disturbi intendiamo patologie che vanno dall’aumento dell’insorgenza delle allergie fino ai tumori.

Come potete facilmente capire, questa domanda e’ molto complessa, soprattutto perche’ tocca moltissimi argomenti, non sempre chiari. Con questo intendo dire che, come di sovente accade, li dove ci sono interessi economici, non sempre la quantita’ di dati disponibili e’ cosi’ vasta. In questo poi ci dobbiamo mettere anche la cattiva informazione dilagante in rete, sia da un lato che dall”altro. Chi deve guadagnare da queste attivita’, dice che e’ tutto nella norma, chi invece le vuole combattere vede nero ovunque. In questo scenario, non e’ semplice trovre la giusta via che, il piu’ delle volte, e’ nel mezzo.

Fatta questa breve introduzione, cerchiamo di trovare noi il nostro equilibrio e le nostre risposte cercando il piu’ possibile di rimanere oggettivi.

Cominciamo dunque dal discorso inquinamento, sicuramente molto sentito e da cui nessuno di noi e’ esente. Se proviamo a cercare una correlazione con le allergie, troviamo, come anticipato, una giungla mediatica di opinioni in completo contrasto tra loro. Per prima cosa, vi siete mai chiesti cosa sono le allergie? Sappiamo che una grossa percentuale della popolazione soffre di qualche forma allergica. Senza andare a toccare le intolleranze alimentari, anche queste molto diffuse ma diverse di principio, quasi una persona su 3 soffre di reazioni allergiche a qualche agente che puo essere polvere, pollini di varia natura o altro.

Detto in maniera molto semplice, le allergie possono essere viste come un errore genetico del nostro sistema immunitario. In tal senso, in presenza di un allergene, quasi sempre del tutto innocuo per la salute, il nostro sistema immunitario ha una reazione eccessiva che provoca disturbi.

Come sapete bene, soprattutto se siete allergici a qualcosa, le reazioni che un individuo allergico ha vanno da un’eccessiva lacrimazione ad un gocciolmento del naso, fino anche a febbre. Detto in altri termini, e’ come se il nostro organismo provasse in modo eccessivo ad eliminare quella che viene riconosciuta come una minaccia.

Le allergie hanno origini diverse, molto spesso da ricercarsi in cause ereditarie. Questo discorso e’ facilmente comprensibile se pensiamo al discorso genetico del sistema immunitario. Fate pero’ attenzione, se uno dei genitori e’ allergico a qualcosa, puo’ nascere un figlio a sua volta allergico, ma non necessariamente allo stesso allergene.

La speculazione tra allergie ed inquinamento nasce anche vedendo i dati sulla popolazione. Negli ultimi 10 anni infatti, il numero di individui allergici, ad esempio in Italia, e’ passato dal 20 al 25%, con un incremento assolutamente non trascurabile. Proprio questo repentino aumento porta a considerare l’origine delle allergie nell’inquinamento.

Mi dispiace deludervi, ma studi clinici condotti hanno dimostrato come l’inquinamento non possa essere imputato come una causa delle allergie. Attenzione pero’, questo non lo toglie assolutamente dalla scena. Come anticipato, la reazione allergica di un soggetto puo’ essere piu’ o meno acuta. In tal senso, e’ come se ci fosse una scala di allergie intesa come sensibilita’ stessa all’allergene. Molte persone possono essere allergiche ad una sostanza e non accorgersene fino a quando non si trovano in presenza di una concentrazione elevata o in determinati stati sensibili. Proprio quest’ultimo caso ricade in realta’ sull’inquinamento.

La presenza di inquinanti nell’aria, dovuti agli scarichi delle automobili o alle industrie, provocano delle infiammazioni all’apparato respiratorio crescenti all’aumentare della concentrazione degli inquinanti. In queste condizioni, il nostro sistema respiratorio e’ piu’ sensibile alle sostanze contenute nell’aria dal momento che questa viene filtrata di meno. Capite dunque dove e’ da cercare la relazione tra inquinamento e allergie. Se una persona e’ poco allergica ad una sostanza, respirando aria inquinata crea la condizione affinche’ l’allergia si manifesti.

Sempre secondo gli studi condotti, ed in rete ne trovate a bizzeffe, l’aumento delle allergie e’ da ricercarsi in buona parte anche all’inquinamento, ma non come causa iniziale, piuttosto come fattore scatenante di una situazione pregressa.

Altra considerazione importante e spesso non conosciuta. I soggetti maggiormente esposti agli inquinanti dell’aria sono proprio i bambini. Poiche’ molte sostanze inquinanti hanno pesi specifici elevati, ad esempio le catene di benzene e i residui di combustione, tendono a depositarsi negli strati bassi piu’ vicini all’asfalto e alle marmitte. I bambini dunque, a causa della minor altezza da terra, risultano piu’ esposti a questi inquinanti. Oltre al pericolo oggettivo di questa esposizione, si registra negli ultimi anno un vero e proprio boom di allergie manifestate in eta’ infantile.

Sempre in questa ottica, l’inquinamento provocato da gas di scarico ha subito un notevole incremento a causa dell’aumento dei veicoli alimentati a gasolio. Motori di questo tipo emettono infatti molte piu’ molecole inquinanti rispetto ai motori a benzina, soprattutto come residui incombusti.

Detto questo, passiamo invece alla parte alimentare. Come richiesto nella domanda, in questo caso e’ doveroso fare un discorso piu’ ampio parlando di patologie in generale.

Come sapete bene, in questo contesto quello che negli ultimi anni ha fatto maggiormente discutere e’ l’utilizzo dei cibi geneticamente modificati sia negli alimenti direttamente consumati dall’uomo che nei mangimi degli animali.

Anche qui, purtroppo, il discorso non e’ semplice per via dei soliti interessi economici sempre presenti.

Forse faro’ saltare qualcuno dalla sedia ma, parere di ricercatore, non trovo assolutamente nulla di sbagliato nello studio e nell’utilizzo dei cibi OGM. Fate pero’ attenzione, per poter inserire nella nostra dieta cibi di questo tipo, e’ necessario fare una serie di studi approfonditi che spesso viene saltata o ridotta per entrare subito nel mercato.

Facciamo un esempio semplice, sappiamo che i pomodori sono commestibili e fanno anche bene. Perche’ lo sappiamo? Perche’ per secoli abbiamo mangiato i pomodori e li abbiamo anche studiati in dettaglio. Se ora prendo un pomodoro OGM in cui, sempre per fare un esempio, sono state eliminate delle proteine per vari motivi, quel pomodoro e’ uguale a quello naturale? Forse lo sara’ come sapore, ammettendo che i pomodori che compriamo ancora lo abbiano, ma dal punto di vista biologico, devo valutare bene quali conseguenze puo’ avere quella modifica genetica che abbiamo apportato.

L’esempio del pomodoro non e’ assolutamente casuale. Quando parliamo di cibi OGM abbiamo due casi separati. Alcune volte vengono inseriti nella catena genetica nuovi gruppi di aminoacidi per modificare o incrementare delle caratteristiche: crescita, sapore, dimensione, ecc. Altre volte invece, vengono eliminati dei pezzi di codice genetico per cambiare alcuni parametri. In tal senso, esistono dei pomodori OGM in cui un enzima viene sottratto per rallentare la maturazione e cambiare quindi il mese in cui questi frutti sono disponibili.

Capite bene che, in un caso o nell’altro, il cambiamento fatto a livello genetico deve essere controllato nei minimi dettagli soprattutto per quanto concerne l’influenza che questa modificazione puo’ avere sul consumatore, molto spesso l’uomo.

Come viene fatta la sperimentazione?

Si prende un alimento OGM e si fa la solita procedura. Si inizia, dove possibile, vedendo gli effetti che questo cibo ha su vari animali e poi si passa ad una sperimentazione sull’uomo. Dal punto di vista formale, la procedura e’ simile a quella che subisono i medicinali prima di essere inseriti sul mercato. Capite anche come questa procedura sia molto lunga, se non altro per la necessita’ di condurre un’analisi statistica con un campione sufficiente di casi.

A volte, in presenza di effetti di lieve entita’ o molto poco probabili, si procede comunque alla messa in commercio. Purtroppo, questo sistema, cosi’ come e’ strutturato, puo’ alimetare delle falle che portano a decisioni affrettate.

Come forse ricorderete, in passato si sono avuti diversi casi di alimenti OGM che presentavano delle conseguenze non banali anche nell’uomo. Per fare un esempio, ci sono almeno un paio di casi di soia o grano OGM prodotto dalla Monsanto che, in almeno due casi, provocavano ingrossamento del volume dei reni. Questo effetto era stato visto durante la sperimentazione, ma era stato ritenuto non statisticamente importante.

Mia considerazione personale. Quando si parla di cibo che deve essere consumato dall’uomo, lo “statisticamente importante” e’ un qualcosa non facilmente gestibile ma, soprattutto, non quantificabile. Dal momento che parliamo di cosa che vanno mangiate, forse la sperimentazione e la gestione dei risultati andrebbe fatta in modo piu’ scientifico basandosi su campioni sufficientemente grandi, e magari da espandere in caso di evidenza di qualche disturbo, e da piu’ di un organismo indipendente.

Ovviamente, a posteriori, i prodotti in questione sono stati ritirati dal mercato. Per tornare in tema, in questi casi si parlava di alimenti sia destinati al consumo da parte dell’uomo, sia per la produzione di mangimi per animali.

Come visto per l’inquinamento, anche in questa parte alimentare dobbiamo stare attenti alle considerazioni che facciamo. Cosi’ come visto in precedenza, non possiamo parlare di allergie provocate dalla presenza di qualche sostanza nel cibo. Piuttosto, dobbiamo considerare se ci sono inquinanti in grado di creare condizioni anomale in cui le allargie possono manifestarsi piu’ violentemente.

Ora pero’ fate attenzione, se dal un lato questo chiude il discorso allergie, lascia del tutto aperto quello di altre patologie. Cosi’ come visto, se ci sono sostanze in grado di creare un ambiente in cui le allergie possono manifestarsi, ci possono essere altre sostanze in grado di attaccare il nostro organismo in qualche forma.

Ovviamente, e’ impossibile fare degli studi mettendo in correlazione tutte le patologie con qualsiasi tipologia di cibo possiamo mangiare. Vero e’ pero’ che molti dei cibi che oggi mangiamo vengono trattati con prodotti chimici di qualche forma e questi possono poi essere direttamente ingeriti dall’uomo.

Da ricercatore, non posso che essere a favore di una sperimentazione e di una continua evoluzione anche in questo settore. Quello che pero’ maggiormente mi spaventa e’ il solito interesse economico che troppo spesso porta a fare considerazioni non oggettive.

Questo non significa demonizzare i prodotti chimici per l’agricoltura, i pesticidi, gli OGM o altre tecniche atte a migliorare la produzione di qualcosa. Questa affermazione e’ anche giustificabile se pensiamo al continuo incremento della popolazione ma soprattutto all’aumentato benessere, e quindi richiesta di cibo, da parte di paesi ormai emersi e con economie forti nel mondo.

Detto questo, ci sono correlazione forti tra quello che magiamo e respiriamo e l’aumento di patologie nell’uomo. Come visto pero’, alcune volte gli inquinanti non sono le cause ma i veicoli di creazione di ambienti affinche’ queste patologie possano manifestarsi. Non dobbiamo guardare alla ricerca in questi settori come alchimia o qualcosa di negativo, la cosa importante e’ sempre utilizzare la testa e ragionare piu’ con la scienza che con il portafoglio.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Le profezie di Baba Vanga

3 Set

Una nostra cara lettrice, fan della pagina facebook di Psicosi 2012:

Psicosi 2012, facebook

mi ha contattato per suggerire un argomento di discussione molto interessante e anche poco conosciuto. Si tratta delle profezie di Baba Vanga autrice, secondo le fonti, di numerosi versi profetici, come al solito, fino alla fine del mondo.

Per prima cosa e’ necessario dire che Baba Vanga e’ poco nota in Europa mentre, complice anche la sua origine bulgara, la sua storia e’ molto popolare nell’est Europa come testimoniano le numerosi fonti internet in lingua russa.

La storia di Vanga e’ molto interessante. Vangelia Pandeva Dimitrova nacque a Strumica il 31 gennaio 1911. Secondo la leggenda, all’eta’ di 10 anni venne investita da una tromba d’aria che la sollevo’ e la fece ricadere violentemente a terra. Qualche ora dopo venne ritrovata dai suoi famigliari con gli occhi ricoperti di terra e sabbia. In seguito a questo incidente, Vanga divenne completamente cieca. Solo pochi anni dopo questo incidente, la ragazza si accorse di avere doti paranormali di preveggenza.

La veggente bulgara Baba Vanga

La veggente bulgara Baba Vanga

Iniziando suggerendo rimedi naturali per malattie e dando consigli spirituali, nel giro di poco tempo la sensitiva divenne famosa in tutto il paese. Molto spesso, si occupava di bambini malati individuando la causa del problema in qualche maledizione fatta verso la famiglia. Per curare il bambino, Vanga si offriva simbolicamente di adottarlo. Come riportato da alcune fonti, si stima che nel corso della sua vita, la sensitiva abbia adottato piu’ di 3000 bambini.

Grazie alla fama acquisita, la casa della veggente era spesso frequentata da personaggi molto in vista della politica del tempo. Alcune fonti, non confermate, parlano addirittura di una visita di Hitler oltre che di molti potenti dell’est Europa. Proprio su questo punto, vengono mosse pesanti critiche e accuse alla sincerita’ di Baba. A detta di molti, le sue profezie ai potenti sarebbero state “suggerite” dai servizi segreti bulgari, proprio per influenzare le scelte politiche.

Nel corso della sua vita, Vanga avrebbe fatto anche molte profezie per eventi futuri, affidando le sue indicazioni ai vari collaboratori che di volta in volta si alternavano al suo servizio.

Per poter discutere queste profezie e’ ovviamente necessario che vi riporti la lista che trovate su molti siti internet e che viene riportata fedelmente anche sui libri:

2008: Baba Vanga parla dei conflitti in “Indonesia” che condurranno alla prossima terza guerra mondiale.

2010: La terza guerra mondiale ha inizio nel novembre 2010. Partendo come una guerra regolare, si trasformerà in una guerra nucleare e chimica. Vanga dice che la guerra sarà terminata entro ottobre 2014.

2011: A seguito della guerra, piogge radioattivi distruggeranno quasi tutta la vita nell’emisfero europeo settentrionale. I pochi europei restanti si troveranno ad affrontare una minaccia ancor più dura dai musulmani che useranno armi chimiche per finirli.

2014: Come risultato all’utilizzo delle sostanze chimiche e le armi nucleari durante le guerre, la maggior parte della popolazione mondiale avrà il cancro della pelle e altre malattie della pelle.

2016: L’Europa sarà quasi disabitata.

2018: la Cina diventerà la nuova superpotenza. Gli sfruttatori diventerà gli sfruttati.

2023: L’orbita terrestre cambierà (Polar shift..?).

2025: L’Europa sarà ancora scarsamente popolata.

2028: Una nuova fonte di energia sarà trovata. La fame sarà superata. Un volo spaziale partirà per Venere.

2033: I livelli dell’acqua nel mondo aumenteranno, a causa delle calotte polari che si scioglieranno.

2043: l’economia sarà buona. I musulmani domineranno l’Europa.

2046: Tutti gli organi del corpo potranno essere riprodotti, diventando il metodo più semplice e più popolare per guarire le malattie.

2066: Gli Stati Uniti useranno una nuova arma basata sui cambiamenti climatici da usare su Roma, controllata dai Musulmani.

2076: il comunismo prenderà il sopravvento.

2084: La natura rinascerà .(??)

2088: verrà scoperta una nuova malattia in grado di fare invecchiare in pochi secondi.

2097: la malattia suddetta sarà guarita.

2100: il sole sarà artificiale è illuminerà il lato oscuro del pianeta (..?).

2111: Le persone diventano robot. Probabilmente androidi…

2123: guerre tra paesi piccoli. I grandi paesi ne staranno fuori.

2125: i segnali dallo spazio saranno ricevuti in Ungheria. (La gente si ricorderà di Baba Vanga)

2130: Con l’aiuto degli alieni, la civiltà vivrà nelle profondità marine.

2164: Gli animali si mischieranno con gli esseri umani formando nuove razze.

2167: Nascerà una nuova religione.

2170: Ci sarà grande siccità.

2183: Una colonia su Marte diventerà una potenza nucleare e chiederà l’indipendenza dalla Terra. (Come gli Stati Uniti hanno chiesto dall’Inghilterra.)

2187: 2 grandi eruzioni vulcaniche con successo saranno fermate.

2195: Le colonie nel mare avranno energia e cibo autosufficiente.

2196: gli asiatici e gli europei saranno completamente mescolati.

2201: le temperature scendono e il sole incomincia a rallentare.

2221: Nella ricerca di vita extra-terrestre, gli esseri umani entrano in contatto con qualcosa di terribile.

2256: Una nave spaziale porterà una nuova malattia sulla Terra.

2262: I pianeti lentamente cambieranno orbita. Marte sarà minacciata da una cometa.

2271: Le leggi della fisica saranno cambiate.

2273: Bianco, nero e giallo formeranno un’unica nuova razza.

2279: L’energia sarà ottenuta dal nulla. (Forse un vuoto o un buco nero.)

2288: Viaggi nel tempo possibili e contatti alieni.

2291: Il sole diventa molto meno caldo e forte. Verranno fatti dei nuovi tentativi per renderlo di nuovo caldo.

2296: forti esplosioni sul sole. Le forze di gravità cambieranno. stazioni spaziali e satelliti vecchi cadranno.

2299: In Francia, un movimento di resistenza salirà contro l’Islam.

2302: leggi importanti e segreti dell’universo saranno rivelate.

2304: I segreti della Luna saranno anche rivelati.

2341: qualcosa di terribile si avvicinerà alla Terra dallo spazio.

2354: Un incidente sul sole artificiale porterà siccità.

2371: fame nel mondo.

2378: Rapida evoluzione della nostra razza.

2480: 2 soli artificiali (umani) si scontreranno e lasciaranno la Terra al buio.

3005: Una guerra su Marte cambierà la traiettoria del pianeta.

3010: una cometa colpirà la luna. La Terra sarà circondata da un anello di rocce e ceneri.

3.797: In questo periodo, tutto sulla Terra morirà. Tuttavia, la civiltà umana sarà abbastanza avanzata da passare ad un sistema solare di una nuova stella.

3.803: un nuovo pianeta è popolato da poco. Meno contatti tra le persone. il clima del nuovo pianeta influisce sulla organismi delle persone – che iniziano a mutare.

3.805: La guerra tra gli esseri umani per le risorse. Più della metà delle persone che muoiono.

3.815: La guerra è finita.

3.854: Lo sviluppo della civiltà si ferma praticamente. La gente vive in branchi come animali.

3.871: nuovo profeta spiega alla gente sui valori morali, la religione.

3.874: nuovo profeta riceve il sostegno di tutti i segmenti della popolazione. Ha organizzato una nuova chiesa.

3.878: insieme con la Chiesa per le persone il re-nuovo fa dimenticare le scienze.

4.302: Nuove città stanno crescendo in tutto il mondo. Nuova Chiesa incoraggia lo sviluppo di nuove tecnologie e della scienza.

4.302: Lo sviluppo della scienza. Gli scienziati hanno scoperto le malattie a livelo globale e il loro comportamento sull’organismo.

4.304: trovato un modo per vincere qualsiasi malattia.

4.308: A causa della mutazione gente finalmente comincia a usare il cervello a più del 34%. Perso completamente il concetto di male e odio.

4.509: Conoscere Dio. L’uomo ha raggiunto un tale livello di sviluppo che può comunicare con Dio.

4.599: Persone raggiungeranno l’immortalità.

4.674: Lo sviluppo della civiltà ha raggiunto il suo picco. Il numero di persone che vivono su pianeti diversi è di circa 340 miliardi. L’assimilazione inizia con gli alieni.

5.076: Un confine dell’universo. Con esso, nessuno lo sa.

5.078: La decisione di lasciare i confini dell’universo. Mentre circa il 40 per cento della popolazione è contraria.

5.079: Fine del Mondo.

Dunque, come detto, questa e’ la lista che trovate sulla rete e nei libri profetici dedicati a Vanga. Cerchiamo di fare qualche considerazione a riguardo.

Prima cosa importante, almeno in questo caso, per assistere alla fine del mondo dovremmo aspettare fino al 5079. Nonostante questo, la lunga lista proposta presente molti avvenimenti degni di nota e che porterebbero gravi conseguenze al genere umano.

Prima di disperarci, vi faccio notare una cosa. Nel 2008, si parla di conflitti in Indonesia. Questa e’ la prima versione delle profezie che era stata pubblicata in rete. Nel 2008, visto che non era successo nulla in Indonesia, ma ci sono stati i tristemente noti attentati a Mumbay il 26 novembre, i sostenitori di Vanga parlarono dunque di un errore di traduzione di India in Indonesia. Primo indizio da considerare per le discussioni successive.

Prima del 2008, ci sono altre due previsioni che trovate citate sempre come esempio di profezie azzeccate: quella del sottomarino russo Kursk e quella sull’11 settembre 2001. Vediamole in dettaglio. In una profezia Vanga dice:

Al volgere del secolo, nell’agosto del 1999 o del 2000, Kursk sarà coperto con l’acqua, e il mondo intero lo piangerà.

Cosa e’ successo nell’agosto del 2000? Il sottomarino russo Kursk, a seguito di un esplosione, e’ affondato con i suoi marinai. Notate pero’ che Vanga parla di Kursk che, come e’ noto, e’ una citta’ della Russia da cui il sottomarino prende il suo nome.

Per l’11 settembre troviamo invece:

Orrore, orrore! I fratelli gemelli americani cadranno dopo essere stati attaccati dagli uccelli di acciaio. I lupi ululeranno in un cespuglio, e il sangue innocente sarà zampillante

Facile capire che i gemelli americani sono le Torri Gemelle e gli uccelli di acciaio gli aerei.

Analizziamo queste due profezie. Per il sottomarino, come detto, si parla in generale di Kursk, da tutti intesa come citta’. Per le torri gemelle, la profezia non indica assolutamente una data, ma solo il fatto. Cosa significa questo? Prima degli eventi, nessuno aveva pensato a cose di questo tipo. Dopo, invece, tutti hanno collegato i fatti parlando di profezie avverate. Al solito, a posteriori sono tutti bravi a far tornare i conti.

Se proprio vogliamo fare un’analisi specifica, che non trovate mai sui siti che sostengono la veggente, allora dobbiamo parlare anche delle profezie non avverate che, come e’ ovvio, vengono eliminate dalla lista che vi ho riportato.

Per il 2009, Vanga aveva previsto l’uccisione di quattro importanti leader politici a seguito degli attentati in India (Indonesia) e che avrebbe contribuito a far scoppiare un terzo conflitto mondiale. Si e’ avverato questo nel 2009? Certo che no.

Andiamo avanti a scorrere la lista.

Nel 2010, precisamente a novembre, si parla di inizio della terza guerra mondiale. E’ accaduto? Direi propprio di no. Pensate che a novembre 2010, molti ritirarono fuori queste profezie a seguito dell’attacco della Corea del Nord verso quella del Sud e parlando proprio di un nuovo conflitto mondiale che ne sarebbe potuto scaturire. Per fortuna, la situazione e’ rientrata e nessuna guerra mondiale e’ scoppiata.

Si e’ avverata questa profezia? Anche in questo caso, no.

Vogliamo continuare? Bene, 2011 piogge radioattive provocate dal conflitto? Non le ho viste e, anche in questo caso, lasciatemi dire “meno male”.

Sapete perche’ oggi si riparla di queste profezie? Cosi’ come avvenuto con le Coree, qualcuno ha riproposto la lista parlando nuovamente di errore di interpretazione che sposterebbe il 2009 al 2013 connesso con la situazione in Siria. Qualcuno poi mi dovra’ spiegare perche’ gli amici catastrofisti hanno tanta voglia di fa scoppiare una terza guerra mondiale.

Cos’altro aggiungere?

Come anticipato, Vanga era una semi-analfabeta. Non sapendo scrivere, le sue profezie erano affidate a vari collaboratori. Cosa ha comportato questo? Sicuramente un voler ricamare sopra le parole originali. Inoltre, molti libri contenenti le profezie sono usciti postumi alla veggente e, molto spesso, successivi anche ai due episodi visti che sarebbe stati predetti (sommergibile e Torri Gemelle). Come abbiamo imparato bene, a pensar male quasi mai, in questo contesto, si commette peccato. Infatti, prima degli episodi, nessuno parlava, conosceva o pubblicava queste presunte frasi profetiche.

Concluendendo, la storia di Baba Vanga e’ molto interessante e sicuramente originale. La storia invece delle sue profezie ricalca come al solito quella di tanti altri profeti di cui abbiamo discusso. Come visto, su molti siti a favore, si riportano in bella vista le presunte profezie avverate ma, che sbadati, si dimentica di inserire quelle non avvenute. Come visto, gli episodi piu’ recenti, e se volete piu’ lontani rispetto alla morte e alla pubblicazione dei libri, non si sono sistematicamente avverati. Questo non fa altro che sostenere la tesi secondo la quale molte profezie sarebbero in realta’ costruite ad hoc o rese piu’ veritiere volendo interpretare qualcosa di molto specifico. Unica nota positiva, Baba Vanga non ci parla di fine del mondo fino al 5079. Alla luce di questo e, soprattutto, delle altre considerazioni, non credo sia il caso di preoccuparsi di queste profezie.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

Il metodo Stamina

14 Lug

In questi giorni, molto si e’ tornato a parlare del cosiddetto “metodo Stamina”, sempre accompagnando la discussione con una sana dose di critiche e, purtroppo, come spesso accade, con la formazione di due partiti popolari: i favorevoli ed i contrari. Detto questo, su suggerimento di una nostra cara lettrice, vorrei parlarvi di questo metodo cercando pero’ di analizzare i punti fermi, cioe’ vorrei capire insieme a voi quali sono le basi su cui si fonda questo metodo, i risultati ottenuti e perche’ questo metodo viene tanto criticato.

Cominiciamo dalle basi. Cosa sarebbe il metodo Stamina? Come suggerisce il nome stesso, questa “terapia medica” si basa sull’utilizzo di cellule staminali per curare pazienti affetti da malattie neurodegenerative come, ad esempio, la Atrofia Muscolare Spinale, anche detta SMA1. Molte di queste malattie neurodegenerative affliggono bambini per cui capite bene la delicatezza e l’emotivita’ legata a queste terapie mediche.

Nel metodo stamina vengono estratte cellule staminali dal midollo osseo del paziente. Queste cellule sono anche dette mesenchimali. Una volta estratte, queste staminali vengono manipolate in vitro insieme ad acido retinoico ed etanolo e nel giro di 2 ore, le cellule vengono convertite in neuroni. A questo punto, i neuroni vengono utilizzati per curare il paziente e per arginare la degenerazione portata dalla malattia.

Bene, questo e’ in soldoni il metodo stamina. Prima di dire se funziona o non funziona, vorrei fare una considerazione: una qualsiasi terapia medica, deve necessariamente essere supportata da prove scientifiche. Spesso queste vengono raccolte e i risultati pubblicati in riviste specializzate in modo da poter essere fruibili e studiabili da tutti. Quali sono gli articoli a supporto del metodo stamina? Forse la cosa vi sorprendera’, ma non esiste nessun articolo che parla di questo metodo. Per essere precisi, l’unica prova a sostegno del metodo e’ la richiesta di brevetto fatta negli Stati Uniti. Che differenza c’e’, se c’e’ un brevetto, va bene anche questo. Vero, ma il brevetto e’ stato rifiutato. Sapete il perche’? Come evidenziato da un’inchiesta condotta dalla rivista Nature, la richiesta di brevetto conteneva delle foto di presunti neuroni ottenuti con questo metodo assolutamente false. Per dirla tutta, le foto allegate alla richiesta erano prese da una ricerca condotta in Ucraina per sperimentare un altro metodo, dunque assolutamente non relative al metodo stamina.

Come e’ possibile questo?

Prima abbiamo accennato alle cellule staminali prese dal midollo osseo del paziente. Anche se si parla sempre di staminali, queste cellule non sono tutte uguali tra loro. Nella cultura popolare, una cellula staminale e’ un’entita’ non specializzata che puo’ essere trasformata in una qualsiasi cellula del nostro corpo. Questo in realta’ e’ falso. Le cellule staminali vengono divise tra loro in base alla cosiddetta “potenza”. Questa caratteristica indica la potenzialita’ di una cellula staminale a trasformarsi o specializzarsi in altro. Le staminali mesenchimali possono, come dimostrato e riportato nella bibliografia medica, trasformarsi in cellule ossee, cartillaginose o adipose. E’ assolutamente non dimostrato e mai provato prima che queste cellule possano convertirsi in neuroni.

Come e’ possibile tutto questo? Purtroppo, come anticipato, quando si parla di questi metodi non dimostrati, molto facilmente si tende a dividersi tra pro e contro, senza pero’ informarsi di tutto quello che c’e’ intorno.

Come detto prima, ruolo importante in questi casi e’ giocato dall’emotivita’ dei soggetti coinvolti. Facciamo un esempio, in condizioni normali, se doveste pensare, speriamo mai di no, ad una situazione di malattia grave, a chi vi rivolgereste? Sicuramente, ragionando in maniera fredda e non coinvolta, pensereste di rivolgervi ai migliori esperti del campo. Come si determina l’esperto? In base alla fama, all’attivita’ svolta, ai ruoli ricoperti, agli articoli pubblicati, ecc. Vi rivolgereste mai ad un non medico? Penso proprio di no. Bene, senza voler apparire classista, ma solo per dovere di cronaca, Davide Vannoni, colui che per primo ha proposto questo metodo, e’ laureato in Lettere e Filosofia, non ha assolutamente nessuna laurea in medicina.

Vi fidereste di un non medico? Penso proprio di no, pero’ c’e’ sempre da considerare l’aspetto emotivo di queste situazioni. Vedere un proprio caro morire lentamente, giorno per giorno, e’ qualcosa di tremendo. In queste condizioni, qualsiasi speranza, anche la piu’ vana, anche la piu’ assurda, possono servire per riaccendere la speranza. Questa emotivita’ ci porta pero’ a fare qualche volta dei passi non ragionati.

Perche’ la scienza non accetta il metodo stamina? Sicuramente, la non accettazione non dipende assolutamente da chi propone un metodo. Se questo funziona, funziona e basta. Per poter affermare la correttezza e la validita’ di un metodo terapeutico e’ pero’ necesssario portare delle prove. Come detto, parliamo di cellule che, almeno alle conoscenze attuali, non possono convertire in neuroni.

Quali sono i risultati ottenuti?

Ad oggi, non ci sono evidenze della validita’ di questo metodo. Pazienti trattati con il metodo stamina non hanno avuto vantaggi e la mortalita’ e’ del tutto analoga a quella dei pazienti non trattati. Nel 2011 il metodo stamina e’ stato accettato come “cura compassionevole” all’ospedale di Brescia. Cosa significa? Non vi sono evidenze del suo funzionamento, ma se puo’ fungere da paliativo, allora somministriamo al paziente morente quello che preferisce. In particolare, in letteratura si riporta il caso di 5 bambini trattati con il metodo, di cui 3 sono morti. La spiegazione data da Vannoni in questo caso e’ che le cellule non sono state preparate in modo adeguato. La cosa che pero’ molti sostenitori dimenticano di dire e’ che le cellule vennero preparate su specifica indicazione e sotto la supervisione proprio di Vannoni.

Nei mesi scorsi, lo Stato Italiano ha dato il via ad una nuova sperimentazione del metodo stamina, prevedendo un contributo di ben 3 milioni di euro. La sperimentazione sarebbe dovuta partire il 1 luglio di quest’anno ma, ad oggi, ancora non si e’ potuti partire. Sapete il perche’? Su internet trovate scritto che questo ritardo e’ dovuto alla pressione dei medici per impedire che questo metodo porti risultati. Tutto falso. La sperimentazione non e’ ancora partita perche’ il ministero ha chiesto a Vannoni di consegnare il protocollo di sperimentazione con tutte le procedure che verranno seguite. Ad oggi, questo protocollo non e’ stato ancora consegnato. La spiegazione di Vannoni e’ che il protocollo non puo’ essere scritto perche’ il trattamento non puo’ essere standardizzato e le procedure devono essere valutate caso per caso.

Dal punto di vista medico questo e’ assurdo. Vannoni, in una recente intervista, parla della soggettivita’ della malattia e delle cellule, cosa del tutto inesatta. Per quanto riguarda la soggettivita’ del caso possiamo essere d’accordo, ma le cellule staminali sono le stesse per chiunque. Se esiste un metodo per convertire una cellula staminale in altro, questo e’ identico per tutti. Forse, con una laurea in medicina o con una maggiore informazione si eviterebbe di dire certe sciocchezze.

La stessa rivista Nature, nell’editoriale di cui abbiamo parlato, ha esplicitamente chiesto allo Stato Italiano di non far partire la sperimentazione. Secondo l’importante rivista, questa sperimentazione alimenterebbe false speranzde su un metodo non scientifico e a cui mancano le necessarie basi. Alla luce di quanto visto, non possiamo che condividere questa posizione.

UItima riflessione, perche’ tante persone affermano che il metodo funziona? Queste persone sono molto spesso familiari di malati che, come detto, vedono in questo metodo l’ultima speranza a cui attaccarsi. E’ possibile biasimare queste posizioni? Assolutamente no. Quello che andrebbe evitato e’ dare false speranze a persone in uno stato emotivo del tutto particolare. Purtroppo, parlare in questi termini e’ come pensare alle tante persone che si fanno truffare da stregoni e maghi televisivi. Chiunque, in uno stato sano, direbbe che e’ impossibile dare credito a falsi profeti televisivi eppure e’ pieno di casi di gente truffata per comprare amuleti, pozioni e altro. Purtroppo, uno stato psicologico particolare crea terreno fertile per chiunque.

Concludendo, come visto il metodo stamina e’ privo di qualsiasi fondamento scientifico. Ad oggi, manca una qualsiasi prova della validita’ del metodo cosi’ come mancano articoli su riviste mediche che confermano eventuali risultati. La domanda di brevetto presentata e’ stata rifiutata perche’ contenente dati falsificati. Quello che sta avvenendo oggi, ripercorre purtroppo quanto accaduto in passato sul metodo di Bella. Anche in questo caso, una sperimentazione serie e scientifica, mostro’ l’assoluta non validita’ del metodo. Speriamo almeno che si eviti di buttare soldi pubblici per sperimentazioni inutili invece di finanziare ricerche serie.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

La bufala dell’alieno pakistano

23 Apr

Devo ammettere che e’ sempre molto interessante andare a leggere le notizie che tutti i giorni vengono pubblicate dalla moltitudine di siti catastrofisti che sono sorti in rete. Negli ultimi giorni, purtroppo, questi servizi di “informazione” erano un po’ giu’ di corda e proponevano soltanto video di presunti avvistamenti da qualche parte del mondo, ma si avvertiva un senso di smarrimento per la mancanza di una notizia bomba che attirasse l’attenzione delle persone. Finalmente, negli ultimi giorni, la notizia e’ arrivata.

In diversi siti potete leggere una notizia clamorosa, in Pakistan un gruppetto di bambini avrebbe trovato il corpo di un alieno mentre stava giocando nelle campagne vicino a Tahora. Senza mezzi termini, si tratta certamente del corpo di una piccola creatura aliena. Purtroppo, dopo averlo trovato, i bambini si sarebbero divertiti a prendere a calci il piccolo corpo e per terminare in bellezza lo avrebbero anche bruciato. Certo, direte voi, i bambini pakistani sono un po’ teppistelli, ma la notizia non e’ certamente questa.

Non ci credete, ecco una foto del corpo alieno:

Il corpo alieno ritrovato in Pakistan

Il corpo alieno ritrovato in Pakistan

Si tratta di una piccola creatura alta appena 6 pollici, circa 15 cm, e dall’aspetto che non lascia sicuramente spazio a dubbi.

A sostegno dell’ipotesi aliena, la notizia del ritrovamento e’ stata addirittura data in un servizio andato in onda nel Primetime News Network Pakistan Reports, uno dei maggiori programmi di informazione pakistana. Ecco il video andato in onda e pubblicato su youtube in data 21 Aprile 2013:

Ora come la mettiamo? A questo punto non ci dovrebbero essere piu’ dubbi circa l’esistenza aliena.

Credo, che dal tono che sto usando, abbiate gia’ capito dove voglio andare a parare. Cosa c’e’ di strano in questa notizia?

Facciamo una piccola premessa. Come detto molte volte, soprattutto a tutti quelli che leggendo le notizie provenienti dai siti in questione vengono pervasi da uno stato di ansia, tutte, e dico tutte, le notizie pubblicate attraverso questi canali devono essere analizzate punto per punto per capire quanto di vero c’e’ in quello che vi stanno proponendo. Molto spesso infatti, i titoli sensazionalistici utilizzati nascondono bufale ancora piu’ sensazionali. Il suggerimento che posso darvi, e’ quello di leggere queste notizie in modo frivolo e di prendere questa attivita’ come un simpatico passatempo, solo per capire fino a che punto gli autori possono spingersi nel raccontare cavolate.

Detto questo, torniamo al piccolo alieno pakistano.

Di cosa si tratta?

Anzi, prima di dire di cosa si tratta, facciamoci un’altra domanda: la notizia e’ veramente degli ultimi giorni? Come potete immaginare, assolutamente no. Come premesso, da qualche giorno scarseggiavano notizie catastrofiste su cui speculare, per cui questi siti hanno deciso di ripescare nei loro archivi notizie vecchie sperando che molti le avessero dimenticate.

La notizia dell’alieno ritrovato in Pakistan dal gruppo di bambini e’ in realta’ del 2009, cioe’ di quasi 4 anni fa. Non ci credete? Vi riporto un altro video interessante:

senza vederlo tutto, si tratta esattamente dello stesso servizio che sarebbe andato in onda sulla TV pakistana. Ora, vi riporto il link di youtube dove trovate questo secondo video:

Video TV Pakistan

Guardate la data di pubblicazione: 28 Maggio 2009, proprio come anticipato. Lo stesso video e’ stato dunque semplicemente ricaricato su youtube negli ultimi giorni, spacciando la notizia come fresca. Unica differenza e’ che nel 2009 si parlava di 4 pollici di altezza, oggi di 6. Forse nel giro di 4 anni l’alieno e’ cresciuto, oppure si e’ tentato in modo becero di mescolare le carte.

A questo punto pero’, abbiamo dimostrato che il video non e’ recente, ma l’alieno ritrovato nel 2009 cos’era?

Essendo la notizia cosi’ vecchia, la spiegazione e’ stata data ormai da diversi anni. Il piccolo corpo che avete visto, altro non e’ che un pupazzetto di plastica. A riprova di questo, vi voglio mostrare un foto di confronto:

Confronto tra il corpo del video e il pupazzetto di plastica

Confronto tra il corpo del video e il pupazzetto di plastica

Quello ritratto e’ un normale pupazzetto di plastica raffigurante un alieno e largamente venduto anche in Pakistan. Ecco il “corpo” nelle sue dimensioni reali:

Il pupazzetto di plastica in vendita in Pakistan

Il pupazzetto di plastica in vendita in Pakistan

La colorazione piu’ scura del video e’ solo dovuta alle bruciature fatte durante il gioco dei bambini.

A maggior sostegno di questa spiegazione, vi riporto anche un video, sempre preso da youtube, pubblicato il 18 settembre 2010, in cui si vedono i bambini giocare con il pupazzetto dopo il trattamento di bruciatura:

A questo punto, non credo che ci siano piu’ dubbi circa la non fondatezza della notizia, ma anche sul fatto che si tratti di qualcosa di vecchio riproposto in questi giorni.

Concludendo, anche in questo caso molti siti catastrofisti si sono dimostrati non attendibili nel peggiore dei modi. Come detto prima, riflettete sempre su questo genere di notizie. Purtroppo, la cattiva informazione di questo tipo, riesce a far breccia in molte persone creando uno stato d’ansia per qualcosa che potrebbe accadere da un momento all’altro. Non fidatevi di quello che viene scritto, ma non perche’ questo sia sbagliato a priori, anche questo atteggiamento non sarebbe corretto. Semplicmente, prima di prendere per buona qualsiasi notizia, fatevi sempre delle domande e cercate di informarvi in modo autonomo, parallelamente a questo genere di siti. Solo in questo modo potrete distinguere tra notizie vere e bufale incredibili come in questo caso.

 

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23 Marzo: microchip obbligatorio negli USA

5 Mar

A partire dai primi mesi del 2013, e’ tornata di moda una delle ipotesi complottiste che piu’ ha fatto discutere sulla rete. Forse molti di voi avranno sentito gia’ parlare dell’ipotesi di dotare ciascuno di noi di un microchip sottocutaneo programmato per le funzioni piu’ disparate. C’e’ chi parla di funzioni del tipo riconoscimento e carta di credito, chi parla di tessera sanitaria con tutti i nostri dati e chi, invece, parla di un complotto in atto per controllare le menti degli esseri umani. Come potete facilmente immaginare, quest’ultima ipotesi e’ quella maggiormente acclamata dai complottisti che vedrebbero questa ipotesi come un nuovo tentativo del Nuovo Ordine Mondiale per controllare gli esseri umani e per annullare in questo modo la nostra volonta’.

Come anticipato, questa teoria del complotto gira ormai da molto tempo su internet ma negli ultimi tempi e’ tornata in auge perche’, secondo quanto riportato, la riforma sanitaria del presidente Obama, prevederebbe, a partire dal 23 Marzo 2013, l’impianto di questi chip nei cittadini americani. Completata questa prima fase, si passerebbe poi al resto del mondo.

Per poter capire meglio cosa c’e’ di vero in questa storia, e’ necessario analizzare l’origine di questa teoria per cercare di afferrare il bandolo della matassa.

Andiamo dunque con ordine.

Chip RFID passivo

Chip RFID passivo

L’idea del microchip sottocutaneo, nasce con l’introduzione dei cosiddetti RFID, un acronimo che sta per “Radio Frequency Identification”, appunto “Identificazione tramite Radio Frequenze”. Questa tecnologia prevede l’utilizzo di un trasponder in cui immagazzinare una serie di dati riguardanti cose, animali o anche persone. Questi dispositivi possono essere letti da particolari lettori in grado di interpretare la memoria e dunque di “riconoscere” in qualche modo il soggetto possessore del RFID.

Storicamente, si tratta di una tecnologia abbastanza vecchia. Gia’ a partire dalla seconda guerra mondiale, i trasponder erano utilizzati per riconoscere gli aerei amici da quelli nemici e dunque decidere se sparare o meno.

In seguito, a partire precisamente dagli anni ’90, l’utilizzo degli RFID venne introdotto per tracciare ed identificare gli animali domestici.

Proprio da qui nasce ovviamente l’idea di impiantare sotto pelle, anche negli esseri umani, un microchip.

Nel discutere queste tematiche, molti complottisti si rifanno in realta’ ad un passo particolare dell’Apocalisse:

13, 16 Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla manodestra o sulla fronte.

13, 17 Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome.

Come vedete, si parla di un “Marchio della Bestia” da mettere sulla mano o sulla fronte. Questo marchio era indispensabile anche per comprare o vendere qualcosa.

Ecco qui la connessione che stavamo cercando. Abbiamo la tecnologia RFID, nell’apocalisse si parla di un marchio della bestia, negli animali viene impiantato un chip sottocutaneo, risultato di queste considerazioni e’ che qualcuno vorrebbe identificarci mediante un circuito sottopelle.

Andiamo con ordine.

A parte il discorso complottista, in diverse occasioni si e’ parlato di utilizzare un chip per immagazzinare tutti i nostri dati sensibili. L’idea di poterlo mettere sottopelle deriva dal fatto che le dimensioni del circuito sono estremamente ridotte, molti dei trasponder sono passivi, cioe’ non necessitano di alimentazione, ma soprattutto perche’ in questo modo si impedirebbe alle persone di perdere in un solo colpo tutti i propri dati personali.

Come potete immaginare, questa idea e’ sempre stata bocciata dal momento che sarebbe comunque invasiva, ma soprattutto se oggi sentiamo parlare di scippi, immaginate cosa potrebbe accadere sapendo che sotto la pelle della mia mano ci sono tutte le mie password, il numero di carta di credito, il codice fiscale, ecc, ecc.

Detto questo, capiamo dunque l’assurdita’ di queste teorie complottiste. Resta pero’ da capire perche’ si parla di 23 Marzo ed in particolare perche’ viene citata la riforma Obama.

Su molti siti, trovate citata una risoluzione che conterebbe questa disposizione, si tratta della legge HR3962 approvata nel 2009. Visto che siamo qui per controllare le fonti, ecco il link da cui potete scaricare il testo completo:

HR3962

Vi avviso che si tratta di un mattone di quasi 2000 pagine contenente tutti i punti della riforma sanitaria. Evitando di leggere tutte le risoluzioni, utilizzate la funzione di ricerca con il termine CHIP. Vi accorgerete che l’unico punto in cui viene citata questa parola, non e’ assolutamente per indicare il circuito sottocutaneo, ma semplicemente per indicare la copertura assicurativa sanitaria per i bambini (Children’s Health Insurance Program).

E questo sarebbe il testo con l’indicazione del chip sottocutaneo?

Mi sembra assolutamente un’ipotesi tutta da ridere.

In altri siti trovate citata anche un’altra legge, la HR3200, anche questa portata come testo a sostegno della tesi. In realta’, in questo caso stiamo parlando di un disegno di legge, tra l’altro mai approvato, e non facente parte della riforma Obama, che prevedeva l’istituzione di un database di dispositivi impiantati negli americani. Per dispositivi si intendevano: i pacemaker, le protesi ossee, le protesi mammarie, ecc.

Anche in questo caso dunque, l’ipotesi catastrofista si sgretola facendo una semplice ricerca su web.

Solo per curiosita’, da dove viene la data del 23 Marzo? La HR3200 non e’ stata approvata, ma il database si, ed e’ stato inserito singolarmente nella riforma Obama. Bene, il 23 Marzo sara’ la data ufficiale di partenza di questo progetto. Ecco spiegata anche la data che trovate su internet.

Concludendo, la tecnologia RFID e’ nota ed utilizzata gia’ da diverso tempo. Esiste la possibilita’ di inserire una certa quantita’ di dati in un trasponder da utilizzare con le funzioni piu’ disparate. Solo per darvi un’idea, anche i dispositivi antitaccheggio dei negozi utilizzano questa tecnologia per far suonare gli allarmi. Ad oggi pero’, non esiste nessun piano misterioso e assolutamente nessuna riforma sanitaria che vorrebbe impiantare a ciascun essere umano un microchip sottocutaneo.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.