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Terremoto a Panama, una conferma?

5 Giu

In tanti post abbiamo parlato dell’allineamento di Venere tra Terra e Sole, cercando ogni volta di trovare una possibile correlazione tra eventi del genere e l’insorgenza di terremoti sulla Terra. Come abbiamo visto, non siamo riusciti a trovare delle correlazioni tra questi fenomeni, escludendo che il transito di Venere possa in qualche modo creare un allarme terremoto.

Come sappiamo bene ormai, dalla mezzanotte di oggi iniziera’ il transito di Venere sul disco del Sole, e come abbiamo piu’ volte ripetuto non ci saranno terremoti. Perche’ siamo di nuovo qui a parlarne? Perche’ nelle prime ore del 4 giugno, c’e’ stato un forte terremoto a largo delle coste di Panama. Come potete facilmente immaginare, molti catastrofisti che cercano solo una conferma alle loro teorie, hanno subito evidenziato come questo sia solo l’inizio dell’influenza di Venere sulla crosta terrestre.

 

Terremoto di Panama del 4 Giugno.

Andiamo con ordine, alle 2.45 ora italiana del 4 giugno c’e’ stata una forte scossa di magnitudo 6.6 al largo delle coste sud di Panama. L’epicentro del sisma e’ stato localizzato a 370 Km dalla costa, non ci sono state vittime e anche l’allarme Tsunami e’ rientrato subito.

Certo, siamo qui a parlare e a cercare di convincere che l’influenza di Venere non puo’ causare terremoti, e per tutta risposta, all’avvicinarsi del pianeta succede proprio un terremoto di forte intensita’.

E’ possibile che questo evento sismico sia legato, o comunque causato, dall’avvicinarsi di Venere alla terra? Come visto in questi post:

Allineamenti e terremoti

Ancora sull’influenza di Venere

Allineamenti, terremoti e … Bendandi

la scienza esclude ogni possibile correlazione tra eventi astronomici di questo tipo e terremoti sulla Terra.

Nessuno pero’ puo’ negare che il terremoto a Panama ci sia stato. Perche’? E’ solo una coincidenza?

Parlare di coincidenze non e’ mai scientificamente giusto. Dal momento che stiamo parlando di fenomeni naturali non prevedibili, il cui numero e intensita’ non dipende dalla regione geografica, possiamo cercare una risposta nella statistica.

Che significa chiamare in causa la statistica? Come abbiamo visto in questo post:

Analisi statistica dei terremoti

il numero di eventi sismici non sta progressivamente aumentando nel tempo, ma se consideriamo l’intera Terra, possiamo analizzare statisticamente i terremoti cercando di capire, in media, quanti se ne registrano e di che intensita’.

Possiamo dunque fare il seguente esercizio. Andando sul sito del NOAA, cioe’ il “centro di raccolta dati geofisici”:

http://www.noaa.gov/

Possiamo estrapolare una lista di terremoti registrati con una certa intensita’ ed in una certa regione. Nel nostro caso, prendiamo ad esempio tutta la Terra come campione e vediamo quanti terremoti si sono registrati, ad esempio, tra il 2010 e oggi, con un’intensita’ superiore al quinto grado. Abbiamo selezionato un untervallo di 2,5 anni per avere una statistica sufficiente al nostro calcolo e abbiamo preso eventi sopra il quinto grado dal momento che stiamo valutando terremoti almeno di media intensita’.

Per vedere il risultato di questa ricerca, potete andare direttamente a questa pagina:

Risultati ricerca

senza inserire nuovamente tutti i valori.

Dai nostri criteri di ricerca, abbiamo avuto 121 eventi, cioe’ 121 terremoti in tutto il mondo, tra 2010 e 2012 con grado superiore al quinto.

Che significa questo? In media, dal momento che abbiamo un periodo di 2,5 anni, ci sono circa 0.13 terremoti al giorno (basta dividere 121 per il numero di giorni).

Sempre ragionando in media, in tutta la Terra, ci sara’ un terremoto di grado superiore al quinto ogni 8 giorni!

Dall’analisi di questi numeri, mi sembra evidente che se prendiamo un certo arco di tempo intorno al passaggio di Venere (qualche giorno prima e qualche giorno dopo), molto probabilmente ci sara’ un terremoto da registrare. Questa e’ una conferma dell’influenza di Venere sulla crosta terrestre? Assolutamente no.

Se veramente ci fosse una relazione tra questi eventi in esame, allora dovreste vedere un incremento del numero di terremoti rispetto alla media annuale. Cosa che per il momento non c’e’ stata.

Se volete continuare ad approfondire questi concetti non lasciandovi suggestionare o influenzare dalle tante voci che circolano, leggete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

Come seguire il transito di Venere

4 Giu

Visto che ne abbiamo parlato in tantissimi post, vi segnalo un sito della NASA creato appositamente per seguire il transito di Venere sul disco del sole:

http://venustransit.nasa.gov/2012/transit/webcast.php

Basta selezionare la propria area e connettersi in diretta live con l’osservatorio per seguire passo passo il transito di Venere sul disco del Sole.

Come abbiamo detto in questo post:

Pronti al transito di Venere

Gli orari in cui sara’ possibile seguire il fenomeno variano da zona a zona. In Italia, il transito del pianeta sara’ visibile alle prime luci dell’alba, anche se potremo vedere solo la fase finale del passaggio.

Visto il piccolo raggio di Venere rispetto a quello del Sole, il pianeta apparira’  come un piccolo puntino nero sul disco del Sole. L’oscuramento in area sara’ di circa uno 0.1% della superficie del Sole.

Fate attenzione, anche se il fenomeno sara’ visibile alle prime luci del giorno, osservare ad occhio nudo il passaggio potrebbe essere rischioso per la vista. Utilizzate filtri adatti all’esposizione per evitare danni, anche permanenti, agli occhi.

Se non avete lenti con filtri adatti, potete utilizzare un binocolo per proiettare l’immagine del Sole e seguire su una parete il  transito di Venere. In questo sito trovate tutte le istruzioni per costruire il vostro visualizzatore comodamente a casa vostra:

http://www.funsci.com/fun3_it/eclissi/eclissi.htm

Se volete altre informazioni su questo transito o capire se veramente esistono dei richi dovuti al passaggio di Venere davanti al Sole, non perdete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

I Maya hanno previsto il 6 giugno?

4 Giu

Visto che in questi giorni ho ricevuto molte comunicazioni da parte di persone interessate alla profezia Maya e al 6 giugno, vorrei fare un po’ di chiarezza.

La domanda ricorrente e’: ma i Maya hanno previsto solo il 21 Dicembre?

Secondo alcuni, il fatto che i Maya avessero previsto il 21 dicembre, implica che questa data sia piu’ attendibile di quella del 6 giugno.

Analizziamo queste considerazioni e cerchiamo di risolvere le domande una volta per tutte.

I Maya non hanno previsto ne’ il 21 Dicembre ne’ il 6 giugno!

Come ormai sappiamo, il lungo computo Maya ha una durata finita. Dopo un numero grande quanto vogliamo, ma comunque finito di giorni, il calendario arriva ad una fine. Cosa significa questo? Semplicemente che partendo da una certa data e conteggiando un certo numero di giorni, si arrivera’ ad una conclusione. Il punto fondamentale e’: cosa succede al termine del conteggio? Normalmente si potrebbe pensare che arrivati alla fine si ricominci da capo, un po’ come un contachilometri della macchina. Finite le cifre a disposizione, il conteggio ritorna a zero.

Tutti i discorsi e le profezie sulla fine del mondo, nascono da una diversa interpretazione di questa fine del conteggio. Alla fine del lungo computo, si potrebbe pensare che il conteggio riparta da zero, ma che questo inizio di una nuova era sia accompagnato da catastrofi naturali. Si potrebbe invece pensare che alla fine del conteggio finiscano i giorni a disposizione e che quindi si arrivi ad una apocalisse. Alternativamente, si puo’ pensare che il nuovo conteggio implichi un mondo nuovo dal punto di vista spirituale. Insomma, cosa dovrebbe accadere alla fine del conteggio e’ soggetto alla nostra personale interpretazione o credenza.

Il punto fondamentale di questa discussione e’ invece: quando finira’ questo conteggio? La risposta purtroppo non e’ banale come la domanda. Dato un certo numero di giorni, si arriva necessariamente ad una fine. Quando questa dovrebbe arrivare dipende ovviamente da quando iniziamo a contare i giorni.

La data in cui i Maya avrebbero iniziato a contare i giorni e’ un problema ancora aperto, e la cui soluzione non e’ univoca ne tantomeno accettata da tutti gli studiosi.

Potete trovare un’ampia discussione su questo problema e sul problema della conversione tra il lungo computo ed il calendario gregoriano in Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

Ora, alla luce di queste problematiche, capite subito che la scelta tra 21 Dicembre e 6 giugno, dipende da dove volete far iniziare, o equivalentemente finire, il calendario Maya. La data del 6 giugno viene proprio dal transito di Venere nel disco solare. Come sappiamo, i Maya erano grandi osservatori e conoscitori del cielo, e’ probabile dunque che la fine del loro calendario coincidesse con qualche evento astronomico particolare. Vista la rarita’ e l’importanza del transito di Venere, secondo alcuni, questo evento potrebbe proprio coincidere con la fine del lungo computo.

Alla luce di questo, capiamo che la data della fine del calendario non e’ univoca, ma sotto tutti i punti di vista, compreso quello del conteggio Maya, 21 dicembre e 6 giugno sono del tutto equivalenti.

Per dirlo in parole diverse, i Maya potrebbero aver previsto la fine del lungo computo per il 21 Dicembre, per il 6 giugno oppure per nessuno dei due. Cosa dovremmo aspettarci poi per questa fine, e’ un’altra domanda a cui cerchiamo di rispondere.

Se volete capire come era strutturato il sistema dei calendari Maya, le ipotesi sull’inizio e sulla fine del conteggio e il problema della correlazione con il nostro attuale calendario, leggiamo insieme Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

I transiti di Venere del passato

1 Giu

Abbiamo abbondantemente parlato del prossimo transito di Venere atteso per il 5-6 Giugno 2012. Come abbiamo visto, le profetizzate catastrofi portate da questo allineamento non hanno nessun fondamento scientifico. La variazione all’attrazione gravitazionale dovuta alla prossimita’ del pianeta, cosi’ come la vicinanza della Luna, sono del tutto trascurabili ed e’ quindi del tutto escluso che questi eventi possano contribuire ad eventuali terremoti.

Per chi avesse perso le recenti discussioni, puo’ trovare molte informazioni in questi articoli:

Allineamenti e terremoti

Ancora sull’influenza di Venere

Allineamenti, terremoti e … Bendandi

In molti siti internet filo-catastrofisti, per giustificare e sostenere l’ipotesi che gli allineamenti planetari possano causare eventi fuori dal comune sulla Terra si ricorre spesso al passato. In particolare, parlando del transito di Venere, che come abbiamo visto passa attraverso il disco del sole piu’ o meno ogni 100 anni in coppie di transiti, si cerca di avvertire dell’imminente pericolo tirando in ballo le immani catastrofi accadute nei transiti precedenti.

Quali sono queste immani catastrofi?

Molti siti non rispondono neanche a questa domanda, ma si limitano a dire che nei passati transiti si sono verificati terremoti o eventi naturali di potenza inaudita.

In realta, in questo articolo:

Tutto anticipato al 6 giugno?

Siamo andati indietro nel tempo per verificare cosa fosse accaduto nei giorni del transito, non trovando pero’ assolutamente nulla.

Perche’ allora siamo tornati su questo argomento?

Proprio per fare una ricerca profonda nei siti catastrofisti e cercare se qualcuno riportava veramente questi tanto citati eventi del passato.

Come detto sopra, sono pochi i siti che si avventurano in questo campo, e tra poco capirete il perche’.

Prendiamo, ad esempio, l’ultimo transito dell’8 giugno 2004. Come sappiamo esattamente l’8 giugno non accadde nulla di rilevante. Secondo alcune fonti pero’, proprio a causa di questo transito si scateno’ il terremoto del nono grado a Sumatra, con conseguente tsunami nell’oceano Indiano. Il terremoto con epicentro a Sumatra, c’e’ stato il 26 Dicembre 2004, ben 6 mesi dopo il transito di Venere! Come potete ben immaginare, i due eventi sono completamente scorrelati tra loro.

Proviamo ad andare avanti, anzi indietro, e torniamo al 6 Dicembre 1882. Anche in questo giorno non accadde nulla, ma, sempre secondo i catastrofisti, “solo” 9 mesi dopo, esattamente il 26 agosto 1883, erutto’ il vulcano Krakatoa.

Come vedete, non ci sono giustificazioni o conferme ricercabili dai passati transiti di Venere. Eventi che avvengono a distanza di 6 mesi, 9 mesi, 1 anno, sono completamente non riconducibili al passaggio del pianeta. E’ ovvio che se aspettate, successivamente al transito di Venere, prima o poi qualcosa succedera’. Ma queste non sono assolutamente conferme.

Sempre cercando in rete, si trovano invece altri siti che vedrebbero il passaggio di Venere come un momento di crescita dell’essere umano. Questi passaggi sarebbero un catalizzatore per far aumentare la conoscenza, la consapevolezza e la comunicazione degli essere umani. In questo caso, piu’ che di catastrofi, parliamo di crescita in senso spirituale. Certo, se fosse vero, allora i transiti di Venere sarebbero un buon aiuto per il genere umano.

Secondo il filone spirituale, tutti i precedenti transiti di Venere, sono stati accompagnati da una rapida evoluzione del genere umano sotto il profilo della comunicazione. Vediamo in che modo:

1518-1526: Nel 1519 Magellano circumnavigo’ per la prima volta l’intero globo. Questo evento sconvolse la coscienza degli essere umani.

1631-1639: nascono i primi servizi postali nazionali portando la comunicazione scritta a livello nazionale.

1761-1769: la comunicazione diventa globale. L’unico esempio fatto e’ quello di astronomi di diverse parti del mondo che si associano per osservare il transito di Venere.

1874-1882: inizia la comunicazione globale dal momento che viene completato il collegamento telegrafico atlantico. In realta’ questo dato e’ anche sbagliato poiche’ il collegamento telegrafico definitivo Irlanda e Terranova e’ del 1866, ma andiamo avanti.

2004: comunicazione velocissima tra persone grazie all’ausilio dei social network.

Non credo sia necessario commentare questi “eventi”. Come vedete si stanno prendendo degli eventi a caso pescati negli anni tra una coppia di passaggi. Credo che sia abbastanza evidente che se analizziamo eventi a distanza media di 100 anni gli uni dagli altri, forse la comunicazione ha avuto grandi evoluzioni.

Come vedete, non vi sono assolutamente evidenze di eventi catastrofici o particolari in corrispondenza dei transiti di Venere. A questo punto credo sia chiaro a tutti del perche’ molti siti parlano di catastrofi nei precedenti transiti, senza pero’ citarne neanche una.

Se volete continuare ad approfondire questi concetti, o analizzare altre profezie sul 2012, leggete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

 

 

 

 

Forte terremoto tra 3 e 6 giugno nel Sud Italia!

1 Giu

Attenzione tra il 3 ed il 6 giugno 2012 e’ stato previsto un forte terremoto, anche fino 7.5 gradi Richter, nel Sud Italia, molto probabilmente in Sicilia o Calabria!!!

Potrei interrompere qui il post e lasciare che il panico dilaghi tranquillamente, ma tanto e’ quello che molti siti internet stanno facendo in questi giorni.

Perche’ dovrebbe esserci un terremoto tra pochi giorni? Perche’ cosi’ intenso? Perche’ proprio nel sud dell’Italia? Chi l’ha predetto e come?

Queste sono le domande che una persona qualunque che legge la notizia si sta facendo. Cerchiamo di capire prima di tutto l’origine della notizia e poi riflettere sulla veridicita’ o meno di questo evento.

Come abbiamo imparato nei nostri articoli, per prima cosa chiediamoci quale sia la fonte della notizia. Gia’ questo puo’ aiutarci a capire sia la tipologia di previsione che la tematica della ricerca. Purtroppo in questo caso la fonte e’ autorevole in campo scientifico ed esperto di questi eventi. La notizia sembrerebbe essere stata data dall’Ingegner Alessandro Martelli, esperto di eventi sismici e direttore del centro ENEA di Bologma.

Se una notizia di questo tipo viene da una fonte del genere, la maggior parte delle persone non puo’ che darla per vera. Come pero’ abbiamo piu’ volte ripetuto, anche di fronte ad una fonte certa, dobbiamo sempre capire di cosa si parla prima di trarre conclusioni.

L’ing. Martelli e’ un ricercatore nel campo dei terremoti. Un progetto di ricerca ENEA sta cercando di determinare statisticamente la probabilita’ che un sisma possa avvenire valutando moltissimi parametri naturali e creando dei diagrammi storici di alcune zone del mondo. Cosa significa questo? Prima di tutto, se una regione e’ particolarmente sismica, qui ci sara’ una probabilita’ maggiore che possa avvenire un terremoto. Se in una regione si stanno verificando un numero crescente di scosse o vibrazioni, significa che a livello di placche qualcosa si sta muovendo. Analizzando questi e molti alti parametri, i ricercatori ENEA hanno creato un algoritmo con lo scopo di determinare la probabilita’ che un sisma possa avvenire in una data porzione di spazio. Capiamo subito alcune cose, si tratta di un’elaborazione statistica, per quanti parametri uno possa considerare ce ne saranno sempre molti altri trascurati, per avere un campione significativo di dati occorre prendere regioni di spazio molto vaste, ecc ecc.

Tradotto cosa significa questo? Il software dice ad esempio che in questa zona dell’Italia “potrebbe” (con una certa probabilita’ ed una certa incertezza statistica) avvenire un terremoto nel giro di mesi o anche anni. Certamente, il programma non potra’ mai dire il giorno X ci sara’ un terremoto di potenza Y con epicentro nel comune Z.

Fatta questa fondamentale premessa, capiamo l’origine di questa notizia.

Alessandro Martelli, Dir. ENEA Bologna

Nel Marzo del 2012, l’ing. Martelli rilascio’ un’intervista per alcuni giornali parlando appunto del software. Nel corso dell’intervista si evidenzio’ il fatto che esisteva una probabilita’ non nulla, ma comunque piccola e con una grande incertezza, che sarebbe potuto accadere un terremoto di potenza elevata nel nord dell’Italia nel giro di qualche anno. Fin qui tutto bene. A seguito del violento terremoto avvenuto in Emilia, alcuni giornali ripresero l’intervista dicendo che Martelli e’ in grado di prevedere i terremoti e il software aveva predetto esattamente il terremoto in Emilia. Come abbiamo visto, nell’intervista si parla indicativamente di Nord Italia, si parla di una probabilita’ e si parla di “prima o poi”. Scientificamente, e’ giusto che sia cosi’. Ad oggi non si e’ in grado di prevedere terremoti, ma si e’ in grado di fare modelli analitici e statistici di fenomeni naturali.

Ora, da dove nasce l’ipotesi del terremoto nel sud Italia? Lo scoop giornalistico, perche’ di questo si tratta, viene fuori esattamente come quello che abbiamo visto per il nord Italia, quindi dal risultato statistico del software dell’ENEA.

L’ipotesi che il sisma possa avvenire proprio tra il 3 ed il 6 giugno, viene invece dalla presunta correlazione tra i terremoti ed il prossimo passaggio di Venere. Di questo abbiamo gia’ parlato abbondantemente in questi articoli:

Allineamenti e Terremoti

Ancora sul’influenza di Venere

smentendo in pieno l’ipotetica connessione tra i moti dei pianeti del sistema solare e la possibilita’ di terremoti in qualche zona della Terra.

Su alcuni siti internet si da per certa la notizia perche’, oltre al passaggio di Venere di fronte al Sole, proprio in quei giorni, ci sara’ anche la Luna molto vicina alla Terra. La combinazione di questi due effetti insieme, secondo queste fonti, amplificherebbe le variazioni della gravita’ causando disturbi all’equilibrio delle placche tettoniche.

Riflettiamo ancora su questo punto. Abbiamo visto che il passaggio di Venere rappresenta una correzione minima rispetto, ad esempio, all’attrazione gravitazionale esercitata dalla Luna. Possiamo dunque escludere Venere dal nostro ragionamento. A questo punto, per quanto riguarda la Luna, sappiamo che questa ruota intorno alla Terra con una distanza variabile durante il suo moto. Non mi sembra che ad ogni passaggio ravvicinato del nostro satellite la Terra sia distrutta da forti terremoti.

Parlare della vicinanza della Luna serve solo a dare maggior forza all’ipotesi che il passaggio di Venere rappresenti un problema gravitazionale. Come al solito, si cerca di sparare scoop sensazionali senza mai mettere un numero sull’articolo.

Possiamo dormire tranquilli? Qualcuno potrebbe rispondere di no perche’ comunque il programma ENEA indica una certa probabilita’ che un certo fenomeno possa accadere prima o poi. Questo e’ vero, come e’ vero che l’Italia e’ piena di zone indicate come a forte rischio sismico, ma nessuno di noi smette di vivere la sua vita pensando che prima o poi un terremoto possa accadere.

Per approfondire maggiormente questo discorso e per analizzare la veridicita’ o meno di altre profezie sul 2012, leggete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

La monaca di Dresda

31 Mag

Nel precedente articolo, abbiamo parlato abbondantemente della profezia di Malachia, che vedrebbe la lista dei papi ormai agli sgoccioli e la probabile fine della Chiesa molto vicina. Come abbiamo visto, la profezia non puo’ essere considerata attendibile dal momento che molto probabilmente si tratta di un falso costruito ad hoc e facilmente adattabile a tutte le ipotesi possibili.

Restando in questo filone, analizziamo ora una profezia molto simile a quella di Malachia, anche se molto meno nota della precedente, passata alla storia come la “Profezia della monaca di Dresda”.

Storicamente, non si conosce il nome della monaca in questione, ma le uniche informazioni certe sono che era nata a Dresda nel 1680 ed era una chiaroveggente.

La profezia riguarda una serie di lettere riscoperta alla fine dell’800 e riguardanti la storia del papato con l’indicazione dei futuri pontefici fino alla fine del papato stesso. Il meccanimo, come avete capito, e’ molto simile a quello della profezia di Malachia.

Le lettere in questione vennero spedite dalla monaca al papa e ad alcuni importanti regnanti e vescovi del tempo per cercare di informarli su queste visioni che la monaca stessa affermava suggerite da una voce.

In questo caso, molte delle frasi che indentificherebbero il pontefice si rifanno al mito dei cavalieri dell’apocalisse e infatti, riguardano cavalli di diversi colori. In particolare, ad ogni colore viene attribuita una fase storica della chiesa. Vediamo alcune di queste frasi:

– “Cavallo nero con il segno di Beniamino”, attribuita a Paolo VI.

– “Cavallo bianco, con segno di pieta’”, attribuita a Giovanni Paolo I.

– “Angelo maestro di Giosafat, con il segno di dodici”, attribuita a Giovanni Paolo II.

– “Angelo guida di Giosafat, con il segno della Gloria”, attribuita a Benedetto XVI.

– “Angelo della pieta’, con il segno di martirio”, non ancora attribuita, ma non ci sono indicazioni successive.

In questo caso, l’attribuzione della frase ad un papa o all’altro sembra ancora piu’ fantasiosa. L’attribuzione in realta’ viene fatta seguendo proprio la profezia di Malachia, dal momento che, al tempo della scrittura delle lettere, come ormai sappiamo bene, la profezia dei motti era gia’ stata pubblicata e molto nota.

Le due profezie quindi coincidono sul numero di pontefici e spesso questo viene utilizzato da molti per affermare che le lettere di Dresda sono un’ulteriore conferma della correttezza della profezia di Malachia.

Come mi sembra evidente, mentre nel caso di Malachia le frasi erano talmente vaghe da poter essere attribuite a qualsiasi pontefice, in questo caso non ci sono proprio evidenze nell’attribuzione, se non utilizzando proprio le informazioni di Malachia.

Ovviamente, il punto su cui avviene la massima speculazione e’ proprio sul fatto che entrambe le profezie prevedono la fine del papato con il successore dell’attuale pontefice.

Questo ovviamente e’ facilmente smentibile. L’attribuzione di Malachia a Benedetto XVI e’ molto fantasiosa, mentre per la profezia di Dresda l’attribuzione e’ fatta partendo proprio dalla prima, quindi con ancora meno fondamento.

Non mi sembra che questa profezia possa essere presa in considerazione per la fine del mondo nel 2012. Se volete riflettere su altre profezie e analizzare insieme a me la correttezza o meno di quello che affermano, leggiamo insieme Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

2012 e la profezia di Malachia

31 Mag

Secondo molte fonti, la fine del mondo che arrivera’ nel 2012, non sarebbe una distruzione completa della Terra intesa come terremoti, asteroidi, fuoco e fiamme, bensi’ una metafora per indicare la fine della chiesa Cattolica.

Da dove nascono queste ipotesi? Alla luce dei recenti scandali che hanno coinvolto alte cariche dello stato Vaticano (furto di documenti, IOR, ecc), si e’ ricominciato a parlare della cosidetta “Profezia di Malachia”.

Cerchiamo di andare con ordine. La profezia di Malachia e’ in realta’ una lista di 112 frasi in latino che dovrebbe descrivere tutti i papi che si sono succeduti e seguiranno a Celestino II, eletto nel 1143. Ciascuna frase indicherebbe il pontefice che via via guidera’ la Chiesa Cattolica fino ad arrivare all’ultimo papa, Petrus Romanus, dopo il quale la chiesa stessa termiera’ di esistere.

Da quanto detto, appare evidente come alcune profezie si rifacciano a questa lista, cercando di trovare evidenze che entro il 2012 si giungera’ all’ultimo pontefice predetto e quindi alla fine della Chiesa.

Questa lista di frasi venne pubblicata per la prima volta nel 1595 da uno storico benedettino e attribuita a San Malachia vescovo di Armagh. La storia vorrebbe che Malachia venne a Roma nel 1139 chiamato da Innocenzo II e, in questa occasione, ebbe una visione di tutti i futuri papi che riporto’ in un manoscritto dal titolo “Prophetia de Summis Pontificibus . Il manoscritto venne depositato negli archivi vaticani e dimenticato fino al 1590 quando venne riscoperto e pubblicato da Arnold de Wyon, che appunto era uno storico benedettino.

Ritratto di Malachia

Come anticipato, Malachia avrebbe descritto ciascuno dei 112 papi successivi ad Innocenzo II, indicando ciascuno di essi con un motto. L’interpretazione di ciascuna frase consente di determinare, a volte con precisione a volte un po’ forzatamente, il papa oggetto del motto.

Prima di lanciarci in considerazioni, analisi o riflessioni, vediamo qualche esempio di motti e come questi identificano il papa in esame.

Ecco alcuni esempi di frasi della profezia con vicino l’attribuzione del pontefice:

– “Ex catro Tiberis”, da un castello sul Tevere. Attribuito a Celestino II, originario di Citta’ di Castello.

– “Inimicus expulsus”, nemico cacciato. Attribuito a Lucio II, il cui cognome era Caccianemici.

– “Ex magnitudine montis”, dalla grandezza del monte. Attribuito a Eugenio III, signore di Montemagno.

– “Ex Eremo celsus”, da un eremo. Attribuito a Celestino V, che prima di divenire papa era un eremita.

Messo in questo modo, sembrerebbe che la frase lasci poco spazio all’interpretazione, anzi, il motto sembra proprio costruito per quel papa e nessun altro. Allora qual’e’ il problema sulla profezia di Malachia?

Rileggiamo quanto scritto sulla parte storica della profezia. Malachia venne a Roma nel 1139, il manoscritto venne messo nell’archivio vaticano e dimenticato fino al 1595 quando poi venne reso pubblico. Non per pensar male, ma le frasi che abbiamo riportato sopra, si riferiscono tutte quante a papi eletti prima del 1595.

Se andiamo a vedere le frasi poi attribuite a papi successivi, l’interpretazione delle frasi diventa molto piu’ forzata e ricercata. Ecco alcuni esempi:

– “Lilium et rosa”, il giglio e la rosa. Attribuito a Urbano VIII che aveva un giglio nello stemma.

– “Aquila rapax”, aquila rapace. Attribuito a Pio VII che venne rapito da Napoleone il quale aveva un’aquila nello stemma.

– “Canis et coluber”, cane e serpente. Attribuito a Leone XII definito dai suoi collaboratori fedele alla chiesa (come il cane e’ fedele al suo padrone) ma allo stesso tempo prudente nelle sue decisioni (cosi’ come il serpente valuta bene prima di attaccare).

Sinceramente, si vede una grossa differenza tra quelle di prima e queste ultime. Soprattutto per il motto attribuito a Leone XII dire che la relazione sia forzata e’ dire poco.

Prima di trarre conclusioni, valutiamo altri elementi in nostro possesso. Abbiamo gia’ detto che questi motti vengono attribuiti a papi successivi alla data di ritrovamento (o meglio dire pubblicazione) del manoscritto.

In realta’, nella biografia di San Malachia, realizzata da Bernardo di Chiaravalle, non vi e’ nessuna menzione ne alla profezia, ne tantomeno alle visioni del Santo avute a Roma. Inoltre, da nessuna parte compaiono riferimenti a questa profezia prima della data di pubblicazione.

Sicuramente non abbiamo la certezza matematica che la profezia sia un falso, ma le informazioni in nostro possesso spingono tutte in quella direzione.

Secondo l’Enciclopedia Cattolica, la profezia sarebbe in realta’ un falso del XVI secolo preparata da un noto falsario umbro del periodo, tale Alfonso Ceccarelli, che la avrebbe preparata nel 1590.

Solo per completezza di informazioni, vediamo da dove nascono le fonti che vorrebbero la fine della chiesa vicina, cioe’ il papato vicino al completamento della lista.

Vediamo le attribuzioni delle frasi corrispondenti agli ultimi pontefici:

– “Flos florum”, fiore dei fiori. Attribuito a Paolo VI che aveva un giglio nel suo stemma. 108 nella lista di Malachia.

– “De medietate lunae”, il periodo medio di una Luna. Attribuita a Giovanni Paolo I il cui pontificato duro’ circa un mese, cosi’ come di circa un mese e’ il periodo lunare. 109 nella lista di Malachia.

– “De labore Solis”, dal lavoro del Sole. Attribuita a Giovanni Paolo II. Dal latino, il lavoro del Sole potrebbe anche essere interpretato come “Dall’eclissi di Sole”. Il giorno della nascita di Giovanni Paolo II ci fu un’eclissi parziale di Sole, anche se non visibile nel paese natale del futuro pontefice, mentre non ci furono eventi di questo tipo il giorno della sua morte. 110 nella lista di Malachia.

– “De gloria olivae”, la gloria dell’ulivo. Attribuito a Benedetto XVI perche’ il nome benedetto richiama l’ordine dei benedettini che sono anche chiamati “monaci olivetani”. 111 nella lista di Malachia.

Secondo alcuni nell’ultima frase sarebbe andato perso anche un motto di accompagnamento che era “Caput Nigrum”, anche se non ci sono fonti che confermano questa cosa. Partendo da questa (probabile) legenda si sente spesso dire che quando sara’ eletto un papa nero (nero di pelle o gesuita o qualcos’altro) allora il papa successivo (dal momento che sarebbe il 112esimo) porterebbe la fine della Chiesa. Anche nel caso in cui verrebbe data conferma del motto iniziale, la frase potrebbe comunque calzare con Benedetto XVI dal momento che il pontefice ha nel suo stemma un moro.

Quest’ultimo esempio ci sta dando conferma del pensiero che stiamo facendo. Se la profezia e’ un falso, tutti i nomi prima del 1595 sono perfettamente calzanti dal momento che erano gia’ noti. Le frasi successive sono talmente vaghe da poter essere adattate a qualsiasi papa.

Solo per completezza, diciamo due parole sull’ultimo papa della lista, secondo la credenza il successore di Benedetto XVI e’ colui che, salito al pontificato, segnera’ la fine della Chiesa (o dei tempi, o un’apocalisse a vostra scelta).

L’ultima frase di Malachia, anzi a questo punto diciamo della profezia, e’ “Petrus Romanus”. Su quest’ultimo Pietro Romano e’ stato detto veramente di tutto. Potrebbe essere riferito al pontificato dello stesso Benedetto XVI, potrebbe essere il prossimo papa di origine romana, potrebbe riferirsi al Camarlengo che reggera’ il pontificato prima del conclave, insomma di tutto e di piu’ ma assolutamente niente di chiaro.

In tutto questo ci sarebbe anche da considerare come inserire, e se considerare, nella lista la successione degli antipapi, dal momento che, nell’attribuzione che abbiamo visto, sono stati conteggiati anche dieci antipapi, se possiamo dirlo, per far coincidere meglio i motti con i pontefici. Se togliessimo questi, mancherebbero allora ancora 10 pontefici alla fine della Chiesa, ma si dovrebbero reinventare tutte le relazioni tra frasi e papi.

Dai ragionamenti fatti, mi sembra che si possa completamente escludere la profezia (forse neanche di Malachia) come possibile conferma della prossima fine del mondo nel 2012. Esistono evidenze o documenti, anche in altre religioni, che conducono al 2012 come anno di svolta? Scopriamolo insieme leggendo Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

11 Febbraio 2012: Si avvera la profezia di Malachia?

Haarp e terremoti indotti?

31 Mag

Anche se nelle nostre analisi siamo abituati a riflettere su eventi naturali, reali o meno, che vengono profetizzati come causa di un imminente fine del mondo, questa volta parliamo di qualcosa leggermente diverso, ma sempre in relazione ad una prossima apocalisse.

Quello di cui vorrei parlarvi e’ il cosidetto “Sistema Haarp”. Haarp e’ un acronimo che sta per High Frequency Acitve Auroral Research Program, cioe’ Programma di ricerca per Aurore Attive con Alte Frequenze. Questa e’ un’installazione statunitense situata in Alaska, pensata per la ricerca sugli strati alti dell’atmosfera, della ionosfera e per la ricerca sulle comunicazioni per scopi militari.

Haarp e’ costituito da un trasmettitore per onde elettromagnetiche con frequenze variabili tra 2.8 e 10MHz e con una potenza massima, tenendo conto di tutti i fattori, intorno ai 3.6 MW.

Fin qui sembra tutto chiaro. Dove sarebbe il collegamento tra un programma di ricerca e la prossima fine del mondo? Come dicevo all’inizio, qui entriamo in un campo diverso da quello dei fenomeni naturali, che e’ quello delle ipotesi complottiste. In questo filone di ipotesi, non sara’ un fenomeno naturale a causare la distruzione del mondo nel 2012, bensi’ un complotto (di politici, di scienziati, di illuminati, o fate voi) che trama per distruggere la Terra.

Secondo queste teorie, il sistema Haarp sarebbe in realta’ un’installazione segreta del governo americano costruita per modificare, mediante onde elettromagnetiche, i fenomeni climatici o anche per indurre terremoti. Quest’ultima ipotesi e’ andata molto di moda ai tempi del terremoto in Giappone e sta tornando alla ribalta alla luce degli ultimi eventi registrati in Emilia.

Per quanto riguarda i terremoti, il sistema Haarp, se utilizzato per inviare onde nel sottosuolo, sarebbe in grado di modificare l’equilibrio delle placche tettoniche inducendo in questo modo dei sismi. Sempre secondo queste teorie, l’entrata in funzione di questo progetto, coinciderebbe proprio con l’aumento significativo di eventi di grande intensita’ che si stanno registrando negli ultimi anni.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Come abbiamo visto in questo post:

Analisi statistica dei terremoti

in realta’ sappiamo bene che il numero e l’intensita’ degli eventi sismici non sta affatto variando o presentando un picco di rilevanza statistica. Gia’ questo esclude una parte del ragionamento complottista. Vediamo invece cosa possiamo dire riguardo proprio alla struttura del progetto.

Array di antenne di Haarp

Abbiamo detto che, secondo queste teorie, il sistema potrebbe essere in grado di causare terremoti nelle varie parti del mondo. In precedenza, abbiamo parlato di una potenza dell’ordine di 3.6MW, ovviamente riferita allo scopo per cui il sistema e’ pensato, cioe’ ad applicazioni nella ionosfera. Questa potenza non e’ affatto sufficiente a causare terremoti. Rendiamoci conto che per poter influenzare anche in maniera minima la struttura e l’equilibrio delle placche servirebbe una potenza estremamente piu’ alta di questa. Facciamo anche la seguente considerazione, il sistema sarebbe in grado di causare terremoti in qualsiasi parte del mondo. Immaginate di sparare un’onda dall’Alaska e voler influenzare, ad esempio, il Giappone. Pensiamo solo alla distanza tra questi punti e al fatto che, ovviamente, l’onda elettromagnetica prodotta avra’ una certa divergenza. Con questa intendiamo di quanto si allarga l’onda man mano che si allontana dal punto di emissione. Rendiamoci conto che via via che vi allontanate dalla sorgente, la potenza della vostra onda si distribuira’ su una superficie sempre maggiore. Per meglio comprendere questo aspetto, pensata ad una lampadina. Se vi allontanate da questa, l’intensita’ della luce diminuisce perche’ viene distribuita su un’area sempre maggiore. Analogamente, pensando di sprarare un’onda elettromagnetica alle distanze di cui parliamo, per quanto l’onda possa essere stretta (collimata) l’energia che vi servirebbe sarebbe maggiore all’aumentare della distanza.

Alla luce di questo ragionamento, la potenza di Haarp non e’ affatto sufficiente a produrre terremoti, ne nel punto in cui si trova l’istallazione ne tantomeno a grande distanza. A volte su web si controbatte a questo punto affermando che in realta’ la potenza del progetto sarebbe superiore a quella dichiarata ed arriverebbe anche fino a 2 GW, cioe’ circa 1000 volte quella dichiarata. Anche se la potenza fosse questa, il valore non sarebbe comunque in grado di generare terremoti.

Per concludere questo ragionamento, vorrei farvi riflettere anche su un altro punto molto importante. Sappiamo che i terremoti vengono prodotti dallo scontro tra le placche e che queste si trovano ad una certa profondita’ dalla superficie. Vi dico questo, solo per sottolineare che nel computo della potenza necessaria dovete anche tener conto dell’attenuazione degli strati superificiali che diminuiscono il vostro segnale.

Quest’ultimo punto e’ importante anche per rispondere ad una ulteriore ipotesi complottista su Haarp che vedrebbe il dispositivo utilizzabile anche per modificare il campo magnetico terrestre. Rendiamoci conto che questa proprieta’ della nostra Terra viene generata nel nucleo a molto migliaia di kilometri di profondita’, dove ovviamente le onde di Haarp non hanno la minima possibilita’ di arrivare.

Se volete leggere qualche altra informazione sul progetto, potete anche visitare il sito web ufficiale:

http://www.haarp.alaska.edu/

il progetto e’ talmente segreto che ha addirittura un sito internet!

E’ possibile che l’uomo possa arrivare a modificare le proprieta’ strutturali del nostro pianeta e causare una distruzione completa? Esistono ipotesi plausbili di questo in relazione al 2012 Scopriamolo insieme leggendo Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

 

 

Allineamenti, Terremoti e … Bendandi

30 Mag

Molto abbiamo detti sugli allineamenti tra pianeti e sulla correlazione che questi eventi possono avere sui Terremoti. Dalle nostre riflessioni e considerazioni, abbiamo escluso che questi fenomeni possano in qualche modo essere correlati tra loro. In particolare, in questo articolo:

Ancora sull’influenza di Venere

abbiamo visto come le variazioni alla forza di gravita’, apportate da Venere alla minima distanza, siano estremamente minori a quelle anche della nostra Luna.

Sempre su questi argomenti, in questi giorni molto si sta parlando di una teoria che, partendo da allineamenti cosmici, era stata formulata per predirre il tempo ed il luogo di eventi sismici. Come forse avrete capito, stiamo parlando della cosidetta “Teoria di Bendandi”.

Cercando informazioni in rete, si trovano tantissimi siti che parlano di questa teoria, ma la cosa curiosa e’ che i punti di vista sull’autore stesso sono molto estremisti. Troviamo chi considera Bendandi un genio, un profeta o, senza mezzi termini, un cialtrone o uno pseudoscienziato.

Raffaele Bendandi

Come ormai siamo abituati a fare, non prendiamo questa o quella posizione senza prima aver analizzato di cosa stiamo parlando.

Raffaele Bendandi nasce a Faenza nel 1893 da un’umile famiglia che non pote’ permettersi di fargli proseguire gli studi. Dopo le scuole elementari, frequento’ un corso di disegno tecnico e divenne apprendista orologiaio. Fin da giovane, aveva una grande passione per l’astronomia e per la geologia e il suo interesse verso i terremoti inizio’ dopo il sisma di Messina del 1908.

Bendandi apprese le sue conoscenze sui terremoti e sulla geofisica studiando sempre da autodidatta. Personalmente, indipendentemente da quello che vedremo sulla sua teoria, questo e’ sinonimo di grande intelligenza e passione per queste materie.

Bendandi costrui’ da solo alcuni sismografi e li utilizzo’ per raccogliere grandi quantita’ di dati per lo studio dei terremoti.

Proprio dall’analisi di questi dati, Bendandi costrui’ una teoria con cui, a suo dire, poteva prevedere esattamente quando e dove sarebbero accaduti dei sismi di grande intensita’. Mi permetto di scrivere “a suo dire”, dal momento che questa teoria non venne mai formulata in maniere formale e lo stesso Bendandi si rifiuto’ di divulgare alla scienza le basi su cui poggiava.

Secondo Bendandi, la posizione relativa dei pianeti del sistema solare rispetto alla Terra gioca un ruolo fondamentale nell’attrazione gravitazionale. Cosi’ come avviene per le maree, la variazione della forza gravitazionale puo’ modificare le posizioni di equilibrio delle placche causando i terremoti. La trattazione di questi fenomeni e’ stata ampiamente discussa in questo blog, e abbiamo anche fatto un semplice esercizio per la verifica dell’intensita’, ad esempio, dell’attrazione Terra-Venere. Purtroppo, i nostri risultati smentiscono da subito questa teoria, dal momento che le interazioni gravitazionali con gli altri corpi danno solo delle correzioni trascurabili sulla nostra Terra.

E’ interessante comunque analizzare a fondo il caso di Bendandi. Come detto, la sua teoria non venne mai divulgata all’esterno. Questo perche’, secondo l’autore, la teoria era ancora incompleta e non consentiva di calcolare con certezza matematica il luogo in cui sarebbero avvenuti dei sismi. Lo stesso Bendandi afferma di non aver divulgato i risultati perche’ altrimenti gli scienziati, o come lui stesso affermava “quelli che hanno studiato”, avrebbero potuto capire subito l’errore ed assegnarsi la paternita’ della scoperta.

Bendandi non fu mai in grado di prevedere con certezza assoluta un Terremoto. Anche se su alcuni siti trovate che le sue previsioni furono straordinariamente vicine al vero, non siamo in grado di dire se si tratta di coincidenze o meno. Fatto sta che le previsioni, anche se vicine nella data, potevano essere sbagliate, anche di molto, sul luogo. Molte volte Bendandi rilascio’ interviste sui giornali nazionali cercando di avvisare la popolazione su l’imminente sisma che stava per verificarsi, ma le sue previsioni furono disattese, con il solo risultato di creare panico.

Da quanto abbiamo piu’ volte affermato, siamo in grado di dire che sicuramente l’allineamento tra corpi celesti non e’ una causa di terremoti sulla Terra. Per quanto affascinanti possano sembrare queste teorie, non vi sono evidenze scientifiche di questo, anzi, la legge di gravitazione sembra escludere ogni possibile relazione.

Tornando su Bendandi, molti di noi forse ricorderanno la sua teoria dal momento che su web si sparse la voce seondo la quale l’11 maggio del 2011, un terribile terremoto si sarebbe abbattuto su Roma. Come sappiamo, questo terremoto non ci fu. Mi preme sottolineare che, con molta probabilita’, questo terremoto non fu mai previsto da Bendandi. Le sue teorie, giuste o sbagliate, non erano, a suo dire, in grado di prevedere terremoti troppo avanti nel tempo. Le previsioni di Bendandi non coprivano mai un arco superiore ai 2-3 anni. Molto probabilmente l’attribuzione della profezia sul terremoto di Roma e’ opera di qualcuno volto solo a screditare maggiormente la figura di Bendandi.

A questo punto mi sembra proprio di poter escludere questa teoria per la previsione dei terremoti, anche alla luce di quanto dimostrato cercando una relazione tra gli allineamenti ed i terremoti.

E’ possibile che un terremoto possa causare seri danni al nostro pianeta durante il 2012? Esistono profezie che potrebbero avverarsi per la fine del Lungo Computo? Scopriamolo insieme leggendo Psicosi 2012. Le risposte della scienza.

Ancora sull’influenza di Venere

29 Mag

Nei post precedenti abbiamo gia’ parlato del prossimo passaggio di Venere sul disco del Sole, atteso per il 5-6 Giugno 2012. In queste occasioni, abbiamo piu’ volte ripetuto come l’influenza di Venere sull’attrazione gravitazionale rappresenti una correzione minima e con nessuna influenza sulla Terra.

Quello che proccupa maggiormente del passaggio di Venere tra la Terra e il Sole e’ la credenza che questo passaggio possa in qualche modo influire e perturbare l’equilibrio delle placche tettoniche causando Terremoti su vasta scala.

In questi ultimi giorni molto si ‘e parlato di questo effetto, cercando anche di mettere in relazione il terremoto in Emilia con l’avvicinarsi di Venere. Cerchiamo di capire in parole povere cosa, secondo queste voci, dovrebbe accadere. Prendiamo come esempio l’effetto della Luna. Sappiamo che l’interazione gravitazionale tra la Terra e la Luna causa, ad esempio, le maree. Sapendo che le placche tettoniche “galleggiano” su uno strato semiliquido, una variazione dell’interazione gravitazionale tra pianeti, potrebbe modificare questi equilibri causando appunto dei terremoti. Spesso ci si riferisce a questo fenomeno come “Maree Solide”.

Come abbiamo gia’ spiegato in questi articoli:

Allineamenti e Terremoti

Analisi statistica dei terremoti

tutto cio’ non e’ possibile.

Come spesso ribadiamo in questo blog e nel libro “Psicosi 2012”, per poter credere ad una teoria dobbiamo avere in mano dei dati su cui discutere. Se io dicessi che non e’ possibile senza citare fonti, dati o numeri, allora le mie affermazioni sarebbero equivalenti a chi dice che il transito di Venere causera’ terremoti.

Proprio per questo motivo, ho deciso di fare qualche calcolo insieme a voi.

Sappiamo che l’interazione principale che determina il moto dei pianeti e di tutti i corpi nell’universo e’ quella Gravitazionale formulata da Newton. Ora, cercando di non appesantire la trattazione, nel caso piu’ semplice in cui non ci curiamo della grandezza dei pianeti ma li consideriamo come dei punti dotati della massa del pianeta stesso, l’interazione gravitazionale puo’ essere espressa mediante una semplice formula.

Dati due pianeti, la loro forza di attrazione gravitazione e’ direttamente proporzionale alle masse dei pianeti e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Cosa significa questo? Se abbiamo due corpi ad una certa distanza, questi avranno una certa attrazione. Se raddoppiamo la massa di un pianeta, allora l’attrazione raddoppiera’. Se invece raddoppiamo la distanza tra i pianeti, allora la forza si ridurra’ ad 1/4.

Prima di continuare, onde evitare critiche, la semplificazione fatta nel considerare i pianeti come punti e’ perfettamente lecita dal momento che la distanza su scala della galassia e’ molto maggiore del raggio dei pianeti che andiamo a considerare. Questa approssimazione dunque non cambia assolutamente il risultato che adesso andremo a calcolare.

Siamo partiti delle affermazioni che vorrebbero l’interazione di Venere determinante per i terremoti. Dal momento che abbiamo gia’ parlato della Luna e degli effetti sulle maree, utilizziamo questo come campione. Sappiamo che esistono le maree, ma sappiamo altrettanto bene che il moto della Luna non causa terremoti, cioe’ la variazione della sua interazione durante il moto non e’ sufficiente a dare effetti sulle placche tettoniche.

Visto che siamo convinti del fatto che la Luna non riesca a causare terremoti, vediamo quanto vale l’interazione gravitazionale tra la Terra e Venere confrontandola con quella tra la Terra e la Luna.

Per fare questo abbiamo bisogno di qualche numero, la massa di Venere e della Luna e la distanza tra la Terra e Venere e tra Terra e Luna. Dal momento che stiamo parlando del passaggio di Venere sul disco del Sole, abbiamo ovviamente preso la minima distanza tra la Terra e Venere cosi’ come quella tra Terra e Luna.

Massa Venere = 5 x 10^24 Kg

Massa Luna = 7 x 10^22 Kg

Distanza Terra-Luna = 363 x 10^3 Km

Distanza Terra-Venere = 38 x 10^6 Km

Adesso non vi spaventate, per calcolare il rapporto tra l’interazione Terra-Luna e quella Terra-Venere, basta dividere tra loro le interazioni:

Forza(Terra-Luna)/Forza(Terra-Venere) = Massa(Luna)/Massa(Venere) x [Distanza(Venere)/Distanza(Luna)]^2

Per coloro che masticano l’interazione gravitazionale, la costante di gravitazione e la massa della Terra si elidono nel rapporto.

Se sostituiamo i valori riportati in precedenza, ricaviamo che la forza di attrazione tra la Terra e la Luna e’ circa 160 volte piu’ grande di quella che si ha tra la Terra e Venere.

Credo che questo calcolo sia sufficiente per spiegare come il passaggio di Venere rappresenti una correzione completamente trascurabile all’interazione gravitazionale e quindi anche alla struttura delle placche. Se fosse vero quello che alcuni sostengono, ad ogni variazione della distanza con la Luna durante il suo moto, si dovrebbero scatenare terremoti centinaia di volte piu’ intensi di quelli che ci dovremmo aspettare per il 6 giugno.

A questo punto, mi sembra che si possa completamente sfatare il mito che vedrebbe il passaggio di Venere come una causa di terremoti che distruggeranno la Terra.

Se volete continuare ad approfondire questi concetti con un linguaggio divulgativo e comprensibile a tutti leggete Psicosi 2012. Le risposte della scienza.