SWARM e la diminuzione del campo geomagnetico

21 Giu

Nella solita sezione:

– Hai domande o dubbi?

Ormai divenuta punto di riferimento per i frequentatori di questo blog, è stata posta una domanda davvero molto interessante e che credo meriti un maggiore approfondimento attraverso un apposito articolo. La domanda in questione è relativa alla missione dell’ESA SWARM e che ha il compito di monitorare e misurare con una precisione mai raggiunta prima la struttura del campo magnetico terrestre. Per dirla tutta, la domanda iniziale puntava il dito anche contro una serie di articoli apparsi in rete, alcuni anche di note riviste considerate tutt’altro che catastrofiche, leggasi Focus, che forse si sono lasciate prendere un po’ la mano nei toni con affermazioni, lasciatemi dire, un po’ troppo esagerate.

Detto questo, cerchiamo di andare con ordine e capire meglio di cosa si sta parlando.

In diversi articoli ci siamo già occupati di campo magnetico terrestre dal momento che questo, ed in particolare la sua inversione, rappresentano da sempre un argomento molto in voga in chi vorrebbe far credere che qualcosa di grave stia accadendo alla nostra terra. Ecco alcuni esempi:

Inversione dei poli terrestri

La terza fascia di Van Allen

Come visto, il campo magnetico terreste offre una naturale protezione per la biosfera contro le radiazioni emesse dal nostro Sole. Queste, convogliate dalle linee di campo, vengono deviate e non riescono a penetrare direttamente nella nostra atmosfera. Questo, ad eccezione di alcuni punti specifici come ad esempio i poli, dove l’ingresso delle particelle e la loro seguente interazione con le molecole presenti in atmosfera da luogo allo splendido fenomeno naturale delle aurore.

Ora, come visto diverse volte, molto spesso vengono diffuse teorie secondo le quali il campo magnetico terrestre sia in procinto di invertirsi o, peggio ancora, di scomparire del tutto. E’ possibile questo? Per quanto riguarda l’inversione, assolutamente si. In diversi articoli abbiamo parlato di ciclo solare:

– Evidenze dal Sole?

– Le macchie solari AR1504

– Gli effetti di AR1504

– Sole: quanta confusione!

– Inversione dei poli terrestri

– Nuova minaccia il 22 Settembre?

– Come seguire il ciclo solare

– Curiosita’ sui cicli solari

– Possiamo scegliere tra era glaciale o desertificazione

Tempesta solare e problemi ai telefoni?

Come visto, il nostro Sole è solito invertire il verso dei suoi poli magnetici ogni 11 anni, in concomitanza con quelli che siamo soliti chiamare cicli solari. Per la nostra Terra invece, sempre caratterizzata da un campo magnetico dipolare, siamo soliti pensare che i suoi poli siano fissi nella loro posizione, polo nord magnetico verso nord terrestre e viceversa per il sud.

E’ possibile che i poli magnetici della Terra si invertano? Assolutamente si. Anzi, per dirla tutta, questo è già successo diverse volte nella storia geologica del nostro pianeta. Come si vede questo? Esiste una specifica branca della geofisica che si chiama paleomagnetismo. In questa disciplina, come visto negli articoli precedenti, si studia il verso del campo magnetico terrestre analizzando la disposizione magnetica delle rocce sedimentarie. Come è evidente, durante la loro formazione, i nuclei magnetici presenti si orientano secondo la direzione del campo terrestre e poi, una volta raffreddate, restano congelate in questa posizione.

Detto questo, torniamo invece a parlare di SWARM. Come anticipato, si tratta di una missione dell’ESA lanciata alla fine dell’anno scorso e che ora sta cominciando a dare i primi dati. L’intera missione è costituita da una costellazione di 3 satelliti che hanno lo scopo di mappare intensità, forma e andamento del campo magnetico, eliminando tutte le sorgenti esterne tra cui, ovviamente, quella solare. Solo pochi giorni fa, sono stati presentati i primi risultati della missione che hanno mostrato una sensibilità mai raggiunta prima per le misure di campo. Come potete immaginare, lo scopo della missione è quello di monitorare e capire a fondo il campo magnetico terrestre e, anche, vedere variazioni significative della sua forma. Queste, ovviamente, legate anche allo studio di una ipotetica inversione dei poli.

Bene, detto questo, i dati della missione hanno per il momento confermato quello che già si sapeva. Questo solo per rimanere nella parte interessante per rispondere alla domanda iniziale. Come visto anche nei nostri articoli precedenti, il polo nord magnetico è in lento e costante movimento e dovrebbe arrivare, nel giro di una cinquantina di anni, in Siberia. Questa foto, già utilizzata anche in precedenza, aiuta a visualizzare la posizione dei nord magnetico:

Posizione del polo nord magnetico nel corso degli anni

Posizione del polo nord magnetico nel corso degli anni

Ovviamente, ho parlato di “parte interessante per la domanda iniziale” dal momento che gli scopi della missione SWARM non sono solo quelli di vedere se il campo si sta invertendo o meno, ma di studiare moltissimi parametri legati al magnetismo del nostro pianeta.

Cosa si evince dunque dai dati preliminari della missione? Semplice, che il campo magnetico è in movimento e che i poli si stanno spostando. Questo significa che è in atto un’inversione del campo? Molto probabilmente no. Se prendiamo come riferimento il nostro Sole, la fase di transizione tra una configurazione e l’altra è estremamente complessa con un campo che non appare più semplicemente dipolare.

Linee di campo magnetico solare prima e durante l'inversione dei poli

Linee di campo magnetico solare prima e durante l’inversione dei poli

Per dirla tutta, esistono anche teorie che prevedono un lento e continuo movimento dei poli magnetici terrestri fino alla completa inversione. Anche in questo caso però, il processo durerebbe non meno di 5000-10000 anni.

Bene, alla luce di quanto detto, provate ora a leggere questo articolo:

Articolo focus SWARM

Come vedete, in alcuni tratti il catastrofismo sembra imperante. Ripeto, l’inversione del campo magnetico terrestre è possibile, il polo nord si sta spostando ed in passato sono già avvenute inversioni di campo. C’è da preoccuparsi? Da quanto detto, direi proprio di no! Sicuramente i dati raccolti da SWARM aiuteranno a comprendere meglio il campo magnetico terrestre e forniranno moltissimo materiale su cui lavorare. Da qui a parlare di inversione dei poli in corso, direi che c’è una notevole differenza.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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7 Risposte to “SWARM e la diminuzione del campo geomagnetico”

  1. Patrizia giugno 22, 2014 a 2:29 pm #

    “I più colpiti saranno gli animali. Ma cosa significa un campo magnetico sempre più debole? Al momento gli scienziati non si sbilanciano, ma stando ad alcune previsioni potrebbe voler dire che siamo vicini ad un’inversione del campo medesimo. Questo potrebbe portare il Polo Nord a diventare il Polo Sud e viceversa. Tranquilli, ci metterà migliaia di anni e non sarà un evento così repentino.” C’è da mettersi le mani nei capelli per l’approssimazione con cui l’argomento è stato trattato in questo articolo di Focus.
    Immagino che la missione SWARM punti ad una maggiore comprensione del campo magnetico, fornendo dati per una nuova modellizzazione del fenomeno (il modello della dinamo ad autoeccitazione nn è esaustivo, se nn ricordo male). Il campo magnetico nn può sparire, perché dipende dalla natura intrinseca del nucleo, ma si può invertire, come è sempre accaduto nel corso del tempo geologico, e come è stato dimostrato dalla scoperta delle bande magnetiche ai lati delle dorsali oceaniche, cioè fasce di rocce magmatiche (basalti) che hanno registrato il campo magnetico esistente al momento della loro formazione (i minerali magnetici di tali rocce si orientano parallelamente al campo magnetico terrestre) e che presentano perciò alternativamente la stessa polarità del campo magnetico attuale oppure polarità inversa. Il paleomagnetismo e la datazione delle rocce ai lati delle dorsali hanno fornito un ingrediente fondamentale per l’elaborazione della teoria della Tettoniche delle placche.

  2. greta giugno 23, 2014 a 6:46 pm #

    Grazie mille per la risposta alla mia domanda addirittura con un articolo! C’e` una cosa chw ancora non capisco, ovvero come mai si parli comunque di un’ indebolimento del campo anche sullo stesso sito dell’esa: “Measurements made over the past six months confirm the general trend of the field’s weakening, with the most dramatic declines over the Western Hemisphere. But in other areas, such as the southern Indian Ocean, the magnetic field has strengthened since January.” Non si tratta solo di uno spostamento del polo nord magnetico quindi?

    • Patrizia giugno 23, 2014 a 9:37 pm #

      Io credo che queste anomalie nell’intensità del campo magnetico terrestre siano fisiologiche e che facciano parte della naturale evoluzione dello stesso. D’altronde il processo di inversione di polarità non può essere un evento per così dire “a scatto”, niente di strano che sia preceduto da fluttuazioni e anomalie.

    • psicosi2012 giugno 23, 2014 a 11:16 pm #

      Ciao Greta,
      prima di tutto grazie per l’ottimo suggerimento, sempre attuale e interessante da affrontare.

      Detto questo, quello che ti dice Patrizia è sacrosanto. Spostamenti dei poli magnetici non necessariamente indicano l’inizio di un’inversione degli stessi, ma potrebbero essere fluttuazioni del nucleo interno della Terra. Per quanto riguarda l’intensità, come giustamente hai detto, le misure non concordano con una diminuzione sistematica del campo magnetico, ma più con un fenomeno localizzato in un emisfero.

      A questo punto, ci sono due ipotesi, quello che stiamo osservando è l’inizio dell’inversione del campo, oppure si tratta di un fenomeno di fluttuazione. In entrambi i casi, non mi preoccuperei affatto. E’ vero che esistono vari modelli che cercano di simulare come i poli terrestri potrebbero invertirsi, ripeto fenomeno conosciuto e già avvenuto nel passato, ma, indipendentemente dal come, spostamento ordinato o intreccio di linee di campo come nel Sole, tutti i modelli, come la natura insegna, non prevedono inversioni immediate ma processi lunghi nel tempo. Per darti una scala, se anche quella che osserviamo fosse l’inizio dell’inversione, l’operazione non sarebbe conclusa in meno di 5000-10000 anni. Sicuramente una scala dei tempi che ci fa stare tranquilli!

      Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

      Grazie ancora!
      Matteo

  3. Bombarda giugno 24, 2014 a 6:17 pm #

    Avendo avuto occasione di leggere diversi articoli di fuffoscienza sull’argomento ho notato che molti di questi pseudo-ricercatori non hanno le idee chiare, per loro l’inversione dei poli magnetici coincide con un’inversione dei poli geografici!!! Insomma pensano che al polo sud vedremo la stella polare mentre al polo nord vedremo la croce del sud!

    • psicosi2012 giugno 24, 2014 a 7:14 pm #

      E’ vero!

      La colpa è sempre della scienza e del suo formalismo. Ma guarda tu questi che chiamano tutto polo nord, polo sud ….. poi è normale se la gente (e che gente) confonde i concetti!

      🙂

      Matteo

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