Incidente del passo Djatlov: mistero o bufala?

5 Mar

C’e’ una nuova tipologia di articoli che stiamo scoprendo grazie alla sezione:

Hai domande o dobbi?

che potremmo definire dei “Grandi Misteri” della storia. Dopo aver discusso il caso Valentich e la misteriosa sparizione di questo giovane insieme al suo aereo:

Il caso Valentich

un nostro caro lettore ci ha chiesto di fare un approfondimento su quello che e’ noto come “Incidente del passo Djatlov”. Questo fatto, avvenuto come vederemo nel lontano 1959, e’ da sempre avvolto nel mistero e rientra nei grandi casi irrisolti che costellano la nostra storia. Al solito, si tratta di un avvenimento avvolto dal mistero e su cui, complice anche la sbrigativa chiusura dell’inchiesta, sono state fatte le ipotesi piu’ bizzarre nel corso degli anni che, come potete immaginare, hanno lasciato spazio alle fantasie piu’ sfrenate.

Cerchiamo di andare con ordine e raccontare, per chi non li conoscesse, prima di tutto i fatti.

Alcuni dei ragazzi del gruppo durante i primi giorni dell'escursione

Alcuni dei ragazzi del gruppo durante i primi giorni dell’escursione

Come anticipato, siamo nel 1959. Un gruppo di 10 ragazzi, 8 uomini e 2 donne, tutti studenti o neolaureati dell’Istituto Politecnico degli Urali, decidono di fare una spedizione sugli sci di fondo attraverso gli Urali Settentrionali. Premettiamo subito che alcuni tra i componenti del gruppo erano esperti sciatori e conoscitori sia della montagna che della zona in particolare.

Il 25 Gennaio il gruppo arrivo a Vijdal, l’ultimo insediamento abitato prima della zona prescelta per l’escursione. Qui, strani giochi della sorte, un membro del gruppo ebbe un malore e fu costretto a tornare indietro. Il 1 Febbraio i giovani iniziarono a percorrere quello che era noto come Cholat Sjachi, un passo montano che in lingua mansi significa “Montagna dei Morti”.

Apro e chiudo una parentesi importante. Come detto, il nome del passo montano deriva direttamente dalla lingua mansi, o vogulo. Lingua parlata in quel preciso distretto degli Urali. Anche, come immaginabile e come vedremo dai fatti accaduti, sul nome del passo montano, poi ribattezzato Passo Djatlov in onore del capogruppo della spedizione di cui stiamo parlando, si sono raccontate tante favole. L’origine del nome non e’ nota, ma non riguarda assolutamente pericoli specifici, se non quelli legati alle condizioni climatiche della zona, e probabilmente deve la sua origine a racconti o usanze del popolo stesso.

 

Foto contenuta in un rullino ritrovato sul posto. Allestimento del campo il 2 febbraio 1959

Foto contenuta in un rullino ritrovato sul posto. Allestimento del campo il 2 febbraio 1959

Detto questo, cosa accadde durante il passaggio in quello che poi diverra’ il Passo Djatlov? Durante la salita, un peggioramento delle condizioni climatiche, con conseguente tempesta di neve e temperature intorno ai -30 gradi, provoco’ un notevole calo della visibilita’. Il gruppo perse l’orientamento e punto’ verso la cima del monte deviando dal percorso stabilito che prevedeva l’arrivo per la sera dall’altra parte del valico. Ovviamente, questi fatti sono quelli ricostruiti dalla successiva inchiesta studiando i piani del gruppo e le evidenze di percorso. Capito l’errore, il gruppo decise di accamparsi per la notte sul pendio della montagna in attesa di un miglioramento delle condizioni meteo.

Secondo i programmi, una volta giunti dall’altra parte, la spedizione avrebbe telegrafato alla loro associazione sportiva la riuscita dell’escursione. Questo sarebbe dovuto accadere intorno al 12 Febbraio 1959. Ora, come e’ noto, ritardi di qualche giorno per escursioni montane sono del tutto normali e possono essere dovuti, come in questo caso, al peggioramento improvviso delle condizioni meteo.

Il 20 Febbario pero’, non avendo ricevuto piu’ nessuna comunicazione da parte del gruppo, vennero organizzate le prime squadre di ricerca. A queste si unirono poi anche polizia e esercito che misero a disposizione uomini e mezzi per setacciare la zona in cerca degli escursionisti.

La tenda cosi' come e' stata ritrovata

La tenda cosi’ come e’ stata ritrovata

Il 26 Febbario venne ritrovata sulle pendici del Cholat Sjachi la tenda dei ragazzi fortemente danneggiata e da cui partivano una serie di impronte che andavano verso il vicino bosco. Seguendo le impronte, ad una distanza di circa 500 metri dall’accampamento e all’inizio della vegetazione, i soccorsi trovarono i resti di un fuoco e i primi due corpi. Quello che salto’ subito agli occhi era che questi ragazzi avevano indosso solo la biancheria intima ed erano nei pressi di un grande albero, alcuni raccontano di un cedro, ma questo poco conta.

Tra questo albero e la tenda, vennero ritrovati altri 3 corpi. Ci tengo a sottolineare come i documenti e i testimoni concordano sul fatto che la posizione di questi corpi era tale da suggerire che i tre stessero tentando di tornare verso l’accampamento. Anche in questo caso, i corpi erano parazialmente svestiti, alcuni avevano solo una scarpa, altri sono i calzini, ecc. Di questi tre corpi, uno presentava una piccola ferita cranica assolutamente non imputabile come causa della morte. A parte questo dettaglio, come vedremo importante per alcune analisi, i corpi non presentavano ferite o segni di lotta.

Prima di ragionare sull’accaduto, completiamo il racconto dei fatti. Il gruppo era composto da 10 escursionisti, uno ebbe un malore e torno’ indietro. Dei 9 rimasti, 2 erano sotto il cedro, 3, distanti tra loro, tra il cedro e la tenda. Mancano ancora quattro persone.

Alcuni dei corpi ritrovati nel passo Dyatlov

Alcuni dei corpi ritrovati nel passo Dyatlov

Gli altri 4 membri del gruppo vennero ritorvati solo ai primi di maggio del 1959 dopo una lunga ricerca durata due mesi. I quattro corpi vennero rinvenuti in una gola scavata da un torrente all’interno del bosco sotto 4 metri di neve. Le condizioni in cui vennero ritrovati i corpi creo’ poi il mistero del caso. Uno dei corpi presentava una profonda ferita alla testa, altri due invece avevano gravi lesioni alla gabbia toracica. In particolare, uno dei corpi, aveva una profonda emorragia causata proprio da una costola spezzata. C’e’ poi un altro particolare macabro ma importante nella storia, ad uno dei ragazzi mancava completamente la lingua.

Altri dettagli importanti. Come evidente, alcuni ragazzi avevano indosso abiti di altri componenti del gruppo. Ad esempio, un ragazzo col giacchetto e capello di pelliccia di una ragazza o un altro con indosso due orologi di cui uno, come riportato dai parenti delle vittime, appartenente ad uno dei corpi ritrovati sotto al cedro. Inoltre, anche questo dettaglio non da trascurare, la tenda presentava delle lacerazioni fatte dall’interno, come stabilito dagli inquirenti. Questo significava che i ragazzi avevano danneggiato la tenda mentre erano dentro, probabilmente, per fuggire velocemente.

Bene, questa e’ la storia del gruppo di escursionisti del Passo Djatlov. Come vedete, si tratta di un racconto crudo di un gruppo di 9 ragazzi che hanno perso la vita sugli Urali. La domanda fondamentale in tutta questa storia e’ “come hanno perso la vita?”.

Ovviamente, al tempo vennero condotte delle indagini su quanto accaduto per cercare di ricostruire i fatti. Come pero’ denunciato anche dall’associazione dei parenti dei ragazzi, queste indagini furono molto sbrigative e vennero chiuse in tempi rapidi senza risalire alla reale causa della morte.

Appunto, quale sarebbe la causa della morte secondo l’inchiesta? Come si legge dai documenti, la causa della morte sarebbe da ricercare in una “sconosciuta forza irresistibile”.

Ma che significa? A mio avviso assolutamente niente. Praticamente l’indagine e’ stata chiusa concludendo che non si sa come siano morti 9 ragazzi su una montagna!

A complicare il quadro, ci sono poi una serie di fatti. Prima di tutto, le lacerazioni della tenda indicano che i ragazzi siano scappati velocemente fuori lacerando il tessuto. I corpi sono stati ritrovati in posizioni diverse, alcuni svestiti, altri con vestiti che non gli appartenevano. Alcuni presentavano gravi lesioni interne e non dimentichiamo il particolare della lingua mancante in una delle ragazze. Altro particolare importante e’ che sugli indumenti di uno dei ragazzi sono state rinvenute tracce di radioattivita’ 2 volte maggiori di quelle normalmente misurabili nella zona. Durante i funerali, sempre piu’ a complicare il quadro, alcuni testimoni riportano di aver osservato un colore imbrunito della pelle dei corpi che apparivano come abbronzati.

Scenario sicuramente difficile da districare e che, come potete immaginare, ha lasciato spazio alle interpretazioni piu’ fantasiose.

Cerchiamo di vedere qualche ipotesi tra quelle fatte.

Come e’ ovvio, non poteva mancare l’ipotesi UFO. I ragazzi sarebbero stati attaccati sui monti da una pattuglia extraterrestre. Questo sarebbe “evidente”, secondo i sostenitori, dall’assenza di impronte diverse da quelle dei ragazzi, giustificherebbe lo spavento che li ha costretti ad uscire dalla tenda con 30 gradi sotto lo zero e, sempre secondo i sostenitori dell’ipotesi, giutificherebbe l’alto tasso di radioattivita’ misurato sugli indumenti di uno dei giovani. Apro e chiudo nuovamente parentesi, spesso sentiamo parlare di UFO associati a radioattivita’, esempio classico quello dei cerchi nel grano di cui abbiamo parlato abbondantemente. Fatemi capire una cosa, abbiamo trovato molti UFO con motori nucleari o normalmente incontriamo omini verdi che mangiano radionuclidi? Ovviamente sono ironico nei confronti di queste acclamate e accettate teorie che non hanno nulla di reale  se non una buona dose di fantasia.

Altra ipotesi. Partendo sempre dalla radioattivita’ di cui sopra, qualcuno ipotizza che i giovani si siano trovati coinvolti in un qualche esperimento condotto dall’esercito russo in quella zona sperduta per sperimentare pericolose e misteriose armi. In particolare, tanto visto lo scenario facciamo a gare a chi mette in mezzo piu’ cose, qualcuno torna di nuovo a parlare di armi scalari, Tesla, dispositivi “psicotronici” e altro. Di questo abbiamo gia’ parlato in vari post:

Il raggio della morte

Il raggio del dolore

Le terribili armi scalari

Esistono dei dispositivi cosiddetti non letali basati su microonde ad alta potenza, ma non mi sembra che lo scenario sia compatibile con ipotesi del genere. Per le armi scalari, credo che quanto scritto nell’apposito articolo sia sufficiente a spiegare il mio punto di vista. Riguardo invece all’ipotesi test nucleare, forse non e’ chiaro completamente cosa significhi fare un test nucleare. Secondo voi, un livello di radiazione due volte superiore a quello atteso sui vestiti di uno dei componenti di un gruppo di nove persone ritrovate a distanza di 1 Km, potrebbe far pensare che qualcuno abbia eseguito test atomici in zona? E’ vero che siamo nel 1959 ed in piu’ in Russia, ma cerchiamo di rimanere oggettivi e fare ipotesi che abbiano un minimo di veridicita’.

Inoltre, le due ipotesi precedenti, vengono sostenute dalla testimonianza di un altro gruppo di esploratori che si trovava a circa 50 Km dall’accampamento e che riporterebbe la presenza di misteriose sfere luminose nella zona dell’incidente. Ora, punto numero uno, queste testimonianze non sono state verificate. Secondo, come detto all’inizio, e come invece sostenuto da tutti, le avverse condizioni meteo avevano creato una scarsa visibilita’. Parliamo di un gruppo distante 50 Km da quello che stiamo analizzando e che parla di “misteriose” sfere luminose “precisamente” in quel punto. Permettetemi di essere scettico su questo particolare che in realta’ potrebbe essere creato da insediamenti piu’ a valle.

Dunque? Scartiamo tutto, pero’ abbiamo 9 morti inspiegabili.

Premetto che, anche in questo caso cosi’ come per il caso Valentich, tutti possono solo fare ipotesi. A distanza di piu’ di 50 anni e’ difficile risalire alla verita’, complici anche le tantissime teorie e particolari inventati che si sono mescolati al reale nel racconto di questo incidente.

Prendiamo, per esempio, il particolare dei corpi imbruniti durante i funerali. Questo particolare e’ stato enfatizzato all’inverosimile e messo, ovviamente, in relazione al discorso radiazioni. Presi dal mistero che avvolge questo caso, forse molti dimenticano, o fanno finta di dimenticare, che normalmente i morti per ipotermia o che comunque restano molto tempo a bassa temperatura, presentano sempre una colorazione piu’ scura tale da apparire quasi abbronzati.

Gia’, a proposito, come anticipato, uno dei membri della spedizione presentava una contaminazione non dico elevata, ma comunque superiore al normale di radiazioni. Cosa aveva provocato questa contaminazione? Molto semplice, e perfettamente spiegabile, si tratta di contaminazione precedente alla spedizione. Come e’ possibile questo? Presto detto, il ragazzo in questione era un dipendente del sito nucleare Chelyabinsk-40. Si tratta di un impianto militare tenuto nascosto fino al 1957, anno in cui si verifico’ un incidente che porto’ l’attenzione su questa installazione. Ora, ragionando, poiche’ siamo nel 1959, il fatto che un dipendente di un impianto nucleare entri in contatto con radionuclidi e che forse lo faccia con condizioni di sicurezza notevolmente inferiori a quelle che possiamo avere oggi, non ci deve assolutamente sconvolgere. Sulla base di questo, credo che sia abbastanza scontato, a meno che non ci sia dolo nel voler cercare assolutamente il mistero, il discorso radiazioni e’ assolutamente comprensibile e smentisce del tutto le ipotesi, ad esempio, del test atomico nella zona la notte dell’incidente.

Bene, quanto detto fino ad ora e’ ragionevole, ma continuiamo a smentire ipotesi, ovviamente con il ragionamento, ma ancora non abbiamo capito come questi ragazzi siano morti.

Proviamo a ripensare ai diversi corpi e a tutti quei dettagli che sono riportati sia nell’inchiesta ufficiale che nelle testimonianze credibili. Se facciamo questo, ci rendiamo conto che forse un’ipotesi razionale potrebbe esistere.

Andiamo con ordine. I ragazzi sono all’interno della tenda, fuori ci sono 30 gradi sotto zero, le condizioni meteo sono pessime e la visibilita’ scarsissima. Supponiamo che qualcosa, ad un certo punto, spaventi fortemente i giovani. Sul che cosa potrebbe aver spaventato il gruppo torneremo piu’ avanti. Per il momento, lasciateci supporre questo punto di partenza.

Bene, nella foga di voler scappare dalla tenda e’ plausibile che qualcuno abbia lacerato il tessuto. Probabilmente, chi ha fatto questo poteva essere uno dei meno esperti in preda al panico a causa del motivo dello spavento. Ovviamente, una volta uscito dalla tenda e andando incontro a morte sicura, possiamo altresi’ supporre che anche gli altri ragazzi siano usciti fuori per recuperare il o gli avventati compagni.

Cosa succede a questo punto?

Immaginiamo la scena, uno dei ragazzi strappa la tenda e fugge spaventato in mezzo al nulla. Gli altri lo inseguono per fermarlo. Allontanati dalla tenda, a causa della scarsissima visibilita’, il gruppo, ormai al completo, non e’ riuscito ad individuare la tenda. Viste le temperature, come sopravvivere al freddo? La prima cosa da fare sarebbe quella di accendere un fuoco. Infatti, come detto in precedenza, nelle vicinanze del grande albero, sono stati ritrovati i resti di un falo’. Ovviamente, il vento forte avrebbe messo comunque a rischio la vita dei giovani. A questo punto, uno si arrampica sull’albero per cercare di individuare l’accampamento, ma scivola o si spezza un ramo. Nella caduta, il ragazzo si ferisce alla testa. Come vedete, il quadro probatorio che abbiamo analizzato in precedenza, e’ compatibile con le ipotesi fatte fino a questo punto.

Come si spiega pero’ il fatto che i corpi rinvenuti, soprattutto per i ragazzi morti vicini all’albero, erano seminudi? Anche per questo esiste una spiegazione razionale. Andando in ipotermia, quando la morte si sta avvicinando, in circa il 25% dei casi si puo’ manifestare quello che e’ noto come “undressing paradossale”, cioe’ “spogliamento paradossale”. Cosa significa? In uno stadio avanzato di ipotermia, il soggetto diviene confuso, aggressivo e avverte una fortissima sensazione di calore che sembra incendiare tutto il corpo. In queste condizioni, con uno stato mentale ovviamente alterato, il soggetto puo’ strapparsi letteralmente i vestiti di dosso.

Quanto detto e’ compatibile con il caso in esame? Certamente si. L’undressing paradossale non e’ avvenuto per tutti i ragazzi morti sotto l’albero, ma solo per due di loro. Ovviamente tutti sono morti per ipotermia, la distanza tra i corpi ci indica soltanto come loro abbiano tentato inutilmente di tornare all’accampamento ma la morte li abbia raggiunti in momenti diversi.

E gli altri quattro ragazzi?

Continuate ad immaginare la scena. Cinque ragazzi sono gia’ morti a causa del freddo, molto probabilmente i restanti quattro hanno pensato di rifugiarsi nel bosco per cercare di sopravvivere. Qui pero’, sono caduti nel fosso profondo ben 15 metri riportando gravi ferite. Per due di loro, le ferite sono state talmente gravi da provocare la morte immediatamente. Degli altri due, uno e’ ferito, l’altro solo lievemente. Quest’ultimo proprio per cercare di riparare dal freddo il compagno, toglie abiti ed accessori ai due deceduti. Nonostante questa disperata manovra, anche gli ultimi due ragazzi trovano la morte nel giro di poco tempo a causa dell’ipotermia.

Bene, diciamo che questo racconto e’ compatibile con quello che riportano le cronache. Ci sono pero’ ancora dei particolari da capire. Tra questi, sicuramente il fatto che uno dei ragazzi all’interno del burrone non aveva la lingua. Secondo alcuni, questa asportazione potrebbe essere dovuta all’attacco degli animali selvatici. Personalmente, la trovo molto forzata come spiegazione. Perche’? E’ possibile che un animale selvatico mangi solo la lingua, lasciando completamente intatto il viso? In alternativa, una spiegazione potrebbe essere trovata pensando ad una decomposizione del corpo non uniforme. Non dimentichiamo che i quattro nel burrone vengono trovati solo dopo 2 mesi di ricerche e dunque sono quelli che sono rimasti piu’ esposti all’esterno. Ora, all’interno di un burrone, in una zona fortemente ventosa, non e’ assurdo pensare che ci possano essere, anche in base alla posizione di un corpo, parti piu’ o meno esposte al vento e alle basse temperature. Non dimentichiamo poi che parlando di lingua, parliamo di un tessuto molto molle e facilmente decomponibile.

Ora, pero’, c’e’ ancora un particolare molto importante che abbiamo citato e usato ma su cui ancora non abbiamo fatto considerazioni oggettive. Tutto il castello della ricostruzione si basa sul fatto che uno o piu’ ragazzi abbiano strappato la tenda in preda al panico per scappare.

Cosa li avrebbe spaventati?

Qui le ipotesi da fare potrebbero essere un certo numero e, ovviamente, anche su questo punto potremmo far partire la fantasia piu’ sfrenata tornando nel sensazionalismo. Cerchiamo pero’ di rimanere con i piedi per terra e analizzare fatti o eventi realistici.

La prima cosa che viene in mente e’ che i ragazzi potrebbero essere stati spaventati da una valanga. Attenzione pero’, valanghe non ce ne sono state in quel punto preciso, altrimenti questo particolare sarebbe stato riportato e sicuramente non avremmo trovato ne’ i corpi ne’ la tenda cosi’ come li vediamo dalle foto, cioe’ fuori dalla neve. L’intera zona pero’, e’ soggetta a valanghe. Considerando che siamo in un vallone all’inizio della salita sul monte, una slavina che avviene anche a qualche kilometro di distanza, fa sicuramente molto rumore. I ragazzi potrebbero aver sentito il rumore di una valanga in lontananza e alcuni di loro, forse i meno esperti, hanno pensato di essere in pericolo in quel preciso punto.

Ovviamente, ed e’ giusto ricordarlo sempre, siamo nel campo delle ipotesi. Anche se ci stiamo basando su considerazioni oggettive, tutte le idee che stiamo mettendo in campo hanno la stessa valenza poiche’ parliamo di un fatto accaduto piu’ di 50 anni fa.

Altra ipotesi che negli ultimi tempi ha preso piede per giustificare il possibile spavento e’ quella della “tempesta perfetta”. Cosa sarebbe? Una combinazione di vento forte e geomorfologia della zona potrebbe aver creato dei mini tornado in grado di emettere onde sonore molto potenti nella regione degli infra-suoni. Cioe’? Questo fenomeno naturale, di cui esistono modelli ed esempi, anche se su scala ridotta rispetto a quella ipotizzata per il caso specifico, creerebbe piccoli tornado il cui “rumore” si estenderebbe fino agli infra-suoni, cioe’ a frequenze minori di 20Hz. Gli infrasuoni sono in grado di propagarsi anche a lunga distanza e aggirare gli ostacoli con poca dissipazione. Ovviamente si tratta di regioni dello spettro non udibili dall’orecchio umano. Cosa succede a questo punto? In presenza di infrasuoni e’ dimostrato che l’uomo, anche se non in grado di “ascoltarli” direttamente, sia soggetto a stati di ansia e paura. Inoltre, ad alcune frequenze gli infrasuoni sono in grado di mettere in vibrazione il vestibolo, parte interna dell’orecchio, che a sua volta puo’ provocare vertigini e nausea. Pensate che nelle colonne sonore di alcuni film vengono inseriti infrasuoni proprio per far provare sensazioni quasi soprannaturali agli spettatori e aumentare lo stato di ansia.

Questa ipotesi ci spiegherebbe molto bene lo stato di paura avvertito durante quella notte. Personalmente, pero’, permettetemi di essere un po’ scettico sulla causa dello stato di ansia, non sull’importanza dello stesso. Quanto ipotizzato sulla cosiddetta tempesta perfetta, mi sembra un pochino azzardato e molto macchinoso da pensare. Tra le due, se proprio dovessi scegliere, mi sentirei di credere piu’ alla valanga che alla tempesta perfetta. Inoltre, tenete sempre presente che anche durante una slavina il movimento delle nevi provoca l’emissione di infrasuoni in grado di provocare maggiore ansia.

A questo punto, cerchiamo di tirare le somme di quanto raccontato. 9 ragazzi sono morti, e questo e’ certo. La dinamica dei fatti e’ ovviamente molto confusa ed e’ ancora tale dopo piu’ di 50 anni. Lo stato, la posizione e le condizioni in cui sono stati ritrovati i corpi hanno aperto il campo ad ipotesi molto fantasiose che nel corso del tempo sono state poi riprese da piu’ parti piu’ per aumentare il misticismo che per dare una spiegazione a questo incidente. Sicuramente, la chiusura affrettata, e con le motivazioni viste, delle indagini hanno contribuito molto al diffondersi di false ipotesi. A contribuire ancor di piu’ a questo, le autorita’ hanno pensato bene di chiudere per qualche anno il passo agli sciatori contribuendo a far credere che qualcosa di misterioso si celasse tra quei monti.

Come detto, possiamo ipotizzare una spiegazione razionale, supportata anche da altre fonti, per spiegare quanto accaduto. Certamente, ci sono ancora molti punti da chiarire e su cui possono aleggiare spiegazioni fantasiose, si pensi ad esempio al motivo dello spavento iniziale. Certo, in tutti i casi si tratta di ipotesi piu’ o meno supportate dai fatti ma che pero’ non possiamo considerare tutte con lo stesso peso. I decenni e la tipologia di incidente, non hanno fatto altro che alimentare ipotesi che di reale hanno veramente poco. Forse, non sapremo mai esattamente tutto quello che e’ successo quella notte, possiamo pero’, e credo che questo sia giusto anche moralmente, cercare di dare spiegazioni razionali, o anche irrazionali ma verosimili, per spiegare come 9 ragazzi siano morti in una sola notte e con le modalita’ viste.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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26 Risposte to “Incidente del passo Djatlov: mistero o bufala?”

  1. psicosi2012 marzo 7, 2014 a 7:19 am #

    Riporto un interessante scambio di mail in cui si sono analizzati aspetti aggiuntivi oltre a quelli gia’ discussi nell’articolo.

    _________________________________
    Messaggio da Roberto:

    Complimenti per gli argomenti trattati. Finalmente un sito intelligente.
    Riguardo all’analisi razionale dei fatti vorrei far osservare che non si spiega, in caso di ipotermia, dove sono stati ritrovati o se sono stati ritrovati i vestiti degli escursionisti trovati nudi che, tra l’altro, in ipotermia a -30°, non dovrebbero aver avuto forza e velocità per spogliarsi completamente.
    ——————————————————
    Risposta di Matteo:

    Ciao Roberto,
    Grazie mille per questo messaggio e soprattutto per i complimenti.

    Riguardo alla tua domanda, dobbiamo premettere una cosa. Alcuni, pochi, abiti lacerati furono trovati vicino ad un corpo e sotto al cedro dove ce n’erano altri 2. Altri abiti, sempre pochi in molti casi, apparivano lacerati ma ancora indosso ai cadaveri. Anche questo però è in accordo con lo spogliamento paradossale perché la vittima tende a strappare i vestiti ma senza lucidità e con la poca forza che ancora ha.

    Per contestualizzare, teniamo però a mente che, in accordo con l’ipotesi razionale, qualcosa ha spaventato il gruppo durante la notte mentre erano in tenda a dormire. È facile immaginare che le persone non fossero vestite di tutto punto dal momento che passavano la notte dentro sacchi a pelo da alta montagna. In questa ottica, possiamo credere che nella fretta fossero usciti così come stavano dormendo cioè con pochi vestiti e, probabilmente, senza scarpe.

    Ovviamente, la mia è un’idea personale buttata li è che serve ad immaginare spiegazioni diverse rispetto, soprattutto, alle tante fantasie che si leggono in rete.

    Grazie mille per il messaggio e spero di essere riuscito a spiegare il mio punto di vista.

    Ciao,
    Matteo
    —————————————-

    • Alessio marzo 8, 2014 a 9:11 am #

      Ciao Matteo, grazie per aver risposto alla mia domanda con velocità e precisione!
      Come con il caso Valentich, anche questa volta c’è una foto che può aiutare a gettare altro mistero sulla vicenda, l’ultima foto scattata dalla macchina dei poveri sventurati.
      https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSk0XHtnLtUcqiGaYCGAjUH2yesVf-Uk8RUHv6n3DJJGGEDuOEUTw
      Al di la di questo, se mi imbatto in altri misteri documentati seriamente, può interessarti?
      Ciao

      • psicosi2012 marzo 9, 2014 a 12:44 pm #

        Ciao Alessio,
        Grazie a te per l’interessante suggerimento.

        Riguardo alla foto sono un po’ scettico anche considerando due aspetti: si tratta di una macchina fotografica con un rullino facilmente impressionabile. Questo significava che, ad esempio, la foto potrebbe essere stata scattata per sbaglio verso il sole o qualche altra fonte ad alta luminosità. Inoltre, le foto estratte dalle macchinette ritrovate nel campo, erano tutte del giorno precedente il fatto.

        Se hai altri argomenti di questo tipo, saremo sicuramente interessati a discuterne insieme.

        Grazie mille,
        Matteo

  2. Mario marzo 11, 2014 a 11:52 pm #

    Ciao Matteo,
    La tua ricostruzione è perfettamente plausibile, però una cosa non riesco a capire: perché uno dei ragazzi ha preso l’orologio di un suo compagno?

    • psicosi2012 marzo 12, 2014 a 3:22 pm #

      Ciao Mario,
      anche io ho pensato a questo piccolo particolare che mi aveva lasciato perplesso. Purtroppo, non mi sono dato una singola risposta o meglio una spiegazione piu plausibile delle altre.

      Ti faccio qualche esempio.

      Motivo sentimentale: perche’ era un ricordo dell’amico che ha visto morire, perche’ voleva portarlo alla famiglia, perche’ sapeva chi lo aveva regalato e aveva un significato specifico ….

      Motivo poco lecito: perche’ era di valore e lo ha preso

      Motivo tecnico: viste le temperature aveva paura che il suo si fermasse, perche’ aveva funzioni specifiche che potevano risultare utili e che il suo orologio non aveva ….

      Motivo psicologico: viste le temperature possiamo ipotizzare che le capacita’ di ragionamento fossero molto ridotte e questo potrebbe portare a gesti “strani” o apparentemente non comprensibili.

      Purtroppo, l’unico in grado di dare la risposta a questa domanda …. non puo’ piu’ farlo. Credo che anche questo rimarra’ un punto scoperto in questo grande mistero a cui possiamo provare a dare una spiegazione, giusta o sbagliata, soltanto provando a ragionare e facendo ipotesi.

      Ovviamente le mie sono solo idee buttate li soprattutto per la questione orologio su cui ho provato ad immaginare qualche spiegazione “logica”.

      Se ci sono altre idee, possiamo discuterne senza remore.

      Grazie mille,
      Matteo

  3. Malles aprile 8, 2014 a 4:59 pm #

    Le ipotesi come giustamente si dice sono moltissime, e la ricerca di motivi plausibili da parte di Matteo sono encomiabili, o perlomeno intelligenti e raziocinanti, però…

    …”i ragazzi potrebbero aver sentito il rumore di una valanga in lontananza e alcuni di loro, forse meno esperti, hanno pensato di essere in pericolo in quel preciso punto”…
    Questa insieme a qualcun’altra, mi sembra forzatuccia, caro Matteo. I nove avevano scelto la base ben lontano da pericoli di questo tipo, avevano poi l’orecchio abbastanza allenato a rumori del genere.

    In ogni caso, in due o tre, capogruppo in testa,avevano senz’altro indottrinato (non erano andati allo sbaraglio privi di nozioni attinenti) i meno esperti. Se di fuga si tratta,ritengo fosse più agevole uscire dalla tenda da dove erano entrati piuttosto che lacerarne un lato con un coltello.

    Persone espertissime (almeno due o tre) non escono al gelo senza indumenti protettivi, sapendo quello che ne comporta, e cioè perdere ANCHE le proprie vite, non potendo così essere di nessun aiuto anche agli altri.

    Credo che il tutto si riduca a chiedere : cosa veramente li ha spaventati escludendo le valanghe e quando si accertò pure che tutto intorno non vi erano tracce di sorta?
    Salutiamo

    • psicosi2012 aprile 9, 2014 a 6:53 am #

      Come hai giustamente detto, le mie sono solo idee buttate li per cercare di disegnare un resoconto quanto più razionale possibile di fronte ai fatti accertati. La valanga è, almeno a mio avviso, un fenomeno che potrebbe causare spavento al punto da far scappare i meno esperti del gruppo. Certo, anche io credo che una persona esperta di montagna MAI uscirebbe senza indumenti protettivi però sai, si dovrebbe capire esattamente cosa è successo in quei precisi istanti o meglio, se può essere accaduto qualcosa in grado di creare uno stato emotivo in cui il raziocinio viene messo da parte.

      Purtroppo, visti gli anni trascorsi, il numero ristretto di prove su cui ragionare, le tante leggende aggiunte e, soprattutto, la mancanza di testimoni diretti … Difficilmente si riuscirà ad avere una ricostruzione precisa di quanto accaduto. Personalmente, mi piace pensare che ci sia una spiegazione logica ma, come detto, sono aperto a tutto. Indipendentemente dal fatto che ci sia un numero elevato di ragazzi scomparsi, il caso di per se è molto interessante e, ahimè, lascia spazio anche a tante ipotesi alcune delle quali anche troppo fantasiose.

      Secondo te, per mia curiosità, cosa potrebbe averli spaventati? Mi piacerebbe sapere anche la tua opinione per discuterne insieme.

      Grazie dell’interessante commento.

      Matteo

      • Malles aprile 9, 2014 a 10:46 am #

        Gli abitanti del luogo, i nativi mansi, chiamavano il posto il luogo della montagna morta, già qui ci sarebbe tutta una serie d’interrogativi. Pur tenendo da parte la forzata considerazione ufologica, va comunque considerato che in quella stessa notte, altri escursionisti, nella zona, avevano visto in cielo muoversi delle luci arancione tondeggianti, in direzione di Kholat Syakhl (la montagna morta) l’ubicazione cioè dell’accampamento dei ragazzi. Se resta plausibile che in zona vi erano lanci sperimentali di missili R-7 ,rimane un lieve dubbio, perchè la forma di quei missili era tutto fuorchè rotonda.

        Il mistero della lingua e degli occhi scomparsi…alla povera Ludmilla Dubinina, può essere spiegato con il fatto che il viso della ragazza era stato riverso in un torrente per alcuni mesi, però…l’autopsia determinò che la lingua ebbe un taglio netto e mancava pure la muscolatura della mascella sinistra, questo è un muscolo di per se già più consistente.

        Accedendo ai fascicoli delle autorità, resi pubblici più di 30 anni dopo, si venne a sapere che solo 5 dei ragazzi erano deceduti per ipotermia, mentre 3 (a parte Ludmilla) erano morti per ferite toraciche e craniche. Queste lesioni e fratture erano presenti solo internamente, non essendo evidenziate sull’epidermide.

        Una delle ipotesi potrebbe portare a considerare di una messa in scena di contrabbandieri di uranio, (gli anni che seguirono andavano a…ruba…in questo senso) che dovendo forzatamente transitare per quel passo, poi chiamato passo Djatlov dal nome di uno dei ragazzi, e sapendo degli avvistamenti notturni, (mi chiedo perchè le esercitazioni missilistiche si dovevano poi fare in notturna) di presunti ufo, credettero bene, (essendo stati avvistati dai ragazzi, testimoni scomodi) di prendere due piccioni con una fava, ovvero come si dice di battere il ferro fin che è caldo. In sostanza escogitarono un modo strano per eliminare eventuali accusatori addebitando il tutto agli extra. Rimane una mia teoria che potrebbe benissimo fare più acqua di altre.
        Un saluto

      • psicosi2012 aprile 9, 2014 a 2:40 pm #

        Ipotesi interessante anche questa. Concordo che la zona era di sicuro ricca di uranio al tempo e di persone senza scrupoli in questo “settore” ce ne erano a bizzeffe.

        Ci sono pero’ anche qui delle cose che non tornano. Supponiamo che il tutto sia stato orchestrato da un gruppo di malintenzionati, indipendentemente da queli “male intenzioni” avessero. Nei fascicoli si dice di non aver trovato altre impronte oltre a quelle dei ragazzi. Inoltre, le morti, soprattutto, del secondo gruppo del bosco, sono avvenute a distanza di tempo notevole. Se anche avessi voluto orchestrare una scena di questo tipo, e se ammettiamo che 3 sono morti per ferite interne, dunque non visibili, che faccio? Aspetto di vedere se muoiono? Troppo tempo. Se anche li faccio ruzzolare, non mi assicuro che siano morti per evitare di avere testimoni scomodi? Per avere un lavoro pulito e senza testimoni devo essere sicuro di aver eliminato tutti.

        Non credi?

        Matteo

  4. Malles aprile 9, 2014 a 7:43 pm #

    Concludo il mio pensiero cercando anche di spiegare l’assenza di traccie : spaventati, fatti fuggire, inseguiti, tenuti lontani dalla tenda da un elicottero, 5 morti per assideramento nel bosco, dove l’elicottero non poteva inoltrarsi. Gli altri, quasi impossibilitati a muoversi per la neve alta, issati a forza sul mezzo (senza che gli occupanti neccessariamente dovessero discenderne) e poi fatti precipitare, il che spiegherebbe le lesioni interne ma l’assenza di ferite esterne, (la neve attutisce ma una caduta da una certa altezza risulterebbe ugualmente letale. Stessa cosa per la ragazza, lingua tagliata di netto, (questo risulta agli atti) e poi gettata nel vuoto. I ragazzi rifugiatisi nel bosco , dopo poco tempo, (ricordiamoci che erano pochissimo vestiti) non avrebbero più avuto (inizio ipotermico) la forza di ritornare sui propri passi, in ogni caso, un elicottero può rimanere librato per molto tempo. Aberrante? Sicuramente. Faccio presente che negli anni che seguirono ci fu un minimercato, con tanto di sparizioni di ogive atomiche per profitti miliardari. Trafficanti senza scrupoli, una volta scoperti non avrebbero esitato a mettere in opera escuzioni tanto infamanti per mera opportunità lucrativa. L’essere umano riesce ad ordire pure di peggio. Naturalmente NON è detto che le cose si siano svolte in questo modo, rimane una personalissima opinione, probabilmente smentibile con considerazioni più acute.
    Buona serata

    • psicosi2012 aprile 9, 2014 a 9:27 pm #

      Scusami se sono stato così poco ACUTO nel discutere con te. Secondo me, in rete potresti trovare molti altri blog con persone più ACUTE.

      Matteo

      • Malles aprile 9, 2014 a 9:51 pm #

        In tutta franchezza caro Matteo non riesco a vedere offesa nei tuoi riguardi in quello che ho scritto. Allibito è una parolona, ma ben spiega la sensazione. Ho riletto più volte, anvedi mai…ma davvero non trovo nulla di offensivo o fuoriposto o di sottintesi su quanto da te espresso in precedenza. In ogni modo mi scuso, non so per cosa, ma mi scuso, il perchè trovalo tu.

        O forse ti senti spiazzato nelle tue spiegazioni? Mi suonerebbe strano, in apparenza esorti al confronto, e poi…probabilmente non si deve dare pareri diversi da quelli che proponi, mi chiedo allora a cosa serva il tuo blog, a darti sempre ragione? Tutto questo mi sembra un controsenso.

        Annulla risposta? Ma! La democrazia credo sia tutt’altra cosa amico mio. Vai avanti così che vai bene

      • psicosi2012 aprile 10, 2014 a 5:40 am #

        Scusami Malles ma nel commento precedente hai concluso così:

        Naturalmente NON è detto che le cose si siano svolte in questo modo, rimane una personalissima opinione, probabilmente smentibile con considerazioni più acute.

        Da questo io interpreto: le mie affermazioni potrebbero anche essere sbagliate, ma non alla luce delle osservazioni poco ACUTE che hai fatto tu. L’aggettivo acuto ha un significato ben preciso, almeno a mio avviso.

        Poi potrei anche aver interpretato male io il senso, ma l’accezione dell’aggettivo utilizzato non è propriamente positiva.

        Tra l’altro, se non volessi il confronto, non avrei aperto questo blog e, non è il tuo caso ma succede ogni giorno, non starei qui a beccarmi quotidiani insulti dai catastrofisti che una volta spiazzati non possono che passare al turpiloquio.

        Ti ripeto, se ho male interpretato, sono io che mi scuso con te.

        Matteo

  5. Malles aprile 10, 2014 a 8:20 am #

    Caro Matteo, la dialettica espressiva non è mai stata il mio forte, ne convengo, ma mai mi sarei aspettato un fraintendimento del genere. Scusami ma sei un pò troppo sul chi vive, come suol dirsi. se devo offendere qualcuno lo offendo direttamente, ma più o meno per giusta ragione, in questo argomento non ho rilevato niente in TUTTi i tuoi scritti qualcosa che potesse dare adito ad una protesta più o meno marcata, anzi se vuoi rileggere quanto da me detto nei tuoi confronti è lusinghiero, ma non di facciata, penso veramente che tu sia una persona informata e valida sotto innumerevoli aspetti, ma questo non toglie che devi aspettarti dei pareri a volte diversi, o addirittura contrari a quanto da te proposto, ma il tutto SEMPRE nell’ambito della civiltà espressiva.
    A tua scusante avrai avuto dei precedenti non proprio all’acqua di rose…ma, ripeto, da parte mia rimani un validissimo espositore di argomenti sia tecnici che disparati, sia che io rimanga o sia che faccia i bagagli…

    Cordialità, in ogni caso…

    • psicosi2012 aprile 10, 2014 a 9:40 am #

      Caro Malles,
      hai pienamente ragione e mi cospargo il capo di cenere. Rileggendo il tuo post, ho capito che il senso della tua frase era completamente diverso da quello che avevo inteso io. Purtroppo, siamo tutti esseri umani, con i livelli di stress che possono essere piu’ o meno alti, e questo puo’ portarci ad intendere, come si dice, “fischi per fiaschi”. Ovviamente, il mio stress dell’ultimo periodo non vuole essere una scusa, soprattutto se poi mi porta a sparare ingiustamente su terze persone. Ti chiedo ancora scusa, ho sbagliato e sono il primo ad ammetterlo.

      Detto questo, spero di averti ancora su queste pagine. Non per forma, ma come detto anche nei commenti precedenti, il tuo contributo e’ assolutamente non banale ma molto interessante per discutere aspetti tralasciati o anche solo per avere un altro punto di vista.

      Matteo

      • Patrizia aprile 10, 2014 a 2:44 pm #

        Caro Matteo, mi sa che sei scivolato su una buccia di banana! Comunque: uomo scusato, mezzo salvato:-) Caro Malles, sei appena arrivato da queste parti, non levare così presto le tende! Una seconda possibilità si concede a tutti, anche ad un ricercatore stressato e sempre nel mirino dei catastrofisti…non trovi?
        Buon pomeriggio:-)

  6. FABIOSKY63 aprile 22, 2014 a 2:56 am #

    buonasera a tutti…in virtù della libertà di espressione citata lascio una considerazione…

    rif. citazione Apprendista 🙂
    “…può essere spiegato con il fatto che il viso della ragazza era stato riverso in un torrente per alcuni mesi…”

    questa è una “tesi”, se così la si vuole chiamare, che è probabilmente venuta fuori da una “mala” interpretazione di una parte del testo documentale, contenente gli atti dell’indagine governativa, ufficiale -declassificato nel ’90- relativo -ANCHE- al ritrovamento del corpo della Dubinina e alla successiva relativa autopsia…

    i testi ufficiali dei rilievi, vergati originariamente con lapis a mano, NON possono essere tradotti con “traduttori di pagina” automatici poiché danno luogo ad innumerevoli errori, imprecisioni, cattive interpretazioni, eccetera, che poi nell’insieme del testo e dei fatti ci ridanno un quadro MOLTO “falsato” di tutto il caso…

    per chiarire il livello di “approssimazione” presente in rete, in funzione di quanto appena accennato, vi dico che Lyudmila Dubinina presentava all’autopsia una lesione -PERFORAZIONE- dell’atrio destro dovuta alla penetrazione di una delle costole rotte che, nel caso in questione e vista la forte emorragia interna, gli ha concesso dai 15 ai 20 minuti AL MASSIMO di vita DOPO l’avvenuto FORTISSIMO impatto, così giudicato dallo stesso patologo (a firma del documento) “pari a quello di un incidente -investimento- automobilistico” dell’epoca…

    condizione che NON gli permetteva certo di correre, muoversi, o svolgere qualsiasi attività, tanto meno con “sforzo” fisico alcuno e TANTO MENO in una condizione (per tutti CRITICA, e verso l’ipotermia, dopo solo 15\30 minuti all’esterno della tenda con temperature da -20 a -40 dovute ai venti siberiani -CI SONO I BOLLETTINI METEO CIVILI E MILITARI- della tempesta in corso)…ergo qualsiasi “azione” ella possa aver svolto -O ESSERE STATA “SVOLTA” SU DI LEI DA CHIUNQUE- è da ricondurre a quei momenti (al massimo un ora e mezza) PRECEDENTI a quei -max 20- minuti di agonia…

    concludo SOLO su questo particolare “dell’Apprendista” presso a spunto -SOLAMENTE- per far comprendere IL PRINCIPALE PROBLEMA -le traduzioni dal cirillico e la superficialità d’indagine dei più- del contesto appena accennato…il corpo della giovane Lyudmila fu trovato INGINOCCHIATO, riverso CONTRO una grande roccia levigata (qualche metro di altezza e larghezza) posta ai margini -SOPRA IN ALTO- del ruscello, con la testa APPOGGIATA alla stessa roccia, quindi a circa (inginocchiata) un metro d’altezza da quel suolo, mentre il ruscello -“in questione si fa per dire”- scorreva più in basso di livello rispetto a quel suolo, NON entrando (l’acqua e relativi organismi) di certo a contatto con il capo della stessa giovane…

    concludo -E SOLO IN PARTE- su questa autopsia…le lesioni in volto -ASPORTAZIONI- riscontrate alla Dubinina sono uguali e compatibili (occhi, contorno occhi, ciglia, sopracciglia, bocca, tessuti facciali, tessuti del palato, ecc) a quelle subite da altri giovani del gruppo, così come le “radiazioni” sono state RISCONTRATE su 4 (quattro) membri del gruppo (compresa la Dubinina) e su molti abiti di più membri, la stessa tenda (e molto del contenuto) è risultata radioattiva…

    sono curioso sulle foto che NON conoscevi, indicate da Atlanticus, e che hanno “suscitato” la tua curiosità! dov’è il link che non l’ho trovato?..noi ci rivediamo di là… o_O

    tralascio “la valanga” eh!eh! l’unica che ho trovato -SOPRA- sul caso, di imprecisioni, errori, ed interpretazioni, PERCHE’ SO che sono dovute alle difficili interpretazioni dei testi in cirillico delle fonti…e lodo questi ragazzi che cercano la verità…

    bel blog! complimenti e…buon lavoro!.. 😉

    rif. ne abbiamo discusso anche qui…e NON abbiamo (ancora) terminato… 😀

    http://www.extremamente.it/2014/02/05/cold-case-9-lo-strano-caso-dellincidente-al-passo-dyatlov/

    • Malles aprile 22, 2014 a 8:57 am #

      Chiedo scudo caro Matteo. NON volevo…………

      In qualche modo devo pur farmi perdonare, sarà sufficiente un invito a cena con L’adorabile Patrizia?…

      • psicosi2012 aprile 23, 2014 a 7:37 am #

        ahahahahah

        Diciamo che siamo pari … alla prossima pero’, sia da parte mia che tua, scatta la cena ….. e portiamo pure Patrizia 😉

        Matteo

    • psicosi2012 aprile 23, 2014 a 7:46 am #

      Considerazioni abbastanza interessanti, anche se su alcune mi trovo in parte in disaccordo. Dal mio modesto punto di vista, siamo di fronte ad un fatto che presenta ancora dei lati oscuri, ma molti di questi sono stati portati all’eccesso aggiungengo mistero al mistero.

      Su diverse fonti si continua a parlare di colore della pelle, radiazioni, ecc. Questi aspetti non fanno altro, ripeto mio punto di vista, che creare piu’ nebbia facendo perdere di vista i veri punti cardine di tutta la storia.

      Per quanto riguarda la colorazione della pelle e la presenza di radioattivita’, questi aspetti possono essere spiegati in modo razionale e non sono assolutamente cosi’ “intensi” come qualcuno vorrebbe far credere. Indipendentemente dall’interpretazione o meno del cirillico, la dose assorbita dai corpi era assolutamente bassa e compatibile con l’ipotesi del K-40 da laboratorio di ricerca. Parlare di livelli di radioattivita’ con quei valori e far riferimento a test nucleari nella zona e’ quanto meno fuori luogo.

      In tutta questa storia, sono d’accordo con Malles. Ad un certo punto i ragazzi sono usciti dalla tenda, hanno fatto, o subito, quello di cui parliamo e la conclusione e’ nota a tutti. L’unico vero mistero, o meglio l’unico aspetto da interpretare o capire, in tutta questa storia e’ solo uno: perche’ sono usciti dalla tenda tutti con quelle condizioni?

      Vogliamo pensare alla valagna, al test, alle luci, agli infrasuoni, agli alieni, ecc.? Ognuno e’ libero di interpretare e farsi una propria idea. A mio avviso, l’unico aspetto da comprendere in questa storia e’ proprio questo. Perche’ o chi o che cosa ha spinto i 9 ragazzi ad uscire dalla tenda ed andare incontro a morte sicura. Dall’uscita della tenda in poi, sempre a mio avviso e ognuno puo’ essere d’accordo o meno, tutto puo’ essere spiegato o comunque segue un filo logico tracciabile.

      Riepto e concludo, questo e’ il mio punto di vista.

      Matteo

      • Patrizia aprile 23, 2014 a 2:17 pm #

        Io accetto l’invito a cena se prima mi dite qual è il menù:-)

      • paolo aprile 29, 2015 a 10:38 pm #

        ho letto tanto tempo fa di quest’ avvenimento e poi me ne sono dimenticato, ma oggi su un blog che seguo c’è stato un richiamo alla faccenda e a differenza della prima volta mi sono messo a girare per la rete e sono arrivato quì, forse per dire solo quanto segue: ho notato che tutti danno per scontato che le vittime abbiano lasciato la tenda per paura, ma leggendo i riferimenti ad affari loschi mi è venuto in mente un altro scenario: mettiamo che di losco ci fossero uno o due componenti della spedizione, che nello zaino si portavano un po’ di schifo radioattivo da contrabbandare e gli altri se ne siano accorti mettendoli in “arresto” magari un paio di loro si erano piazzati davanti all’ ingresso della tenda per impedirgli di uscire. Forse sapendosi vicini al punto dove incontrare gli acquirenti i due arrestati hanno squarciato la tenda e gli altri li hanno inseguiti….quelli scappati erano i meno vestiti, forse.

      • FABIOSKY63 aprile 30, 2015 a 12:01 pm #

        appuntamenti a -30° durante una bufera?!? all’esterno della tenda furono rilevate SOLO tracce dei 9 in allontanamento, tutte scompaiono -MA una alla volta!- prima di 500 metri di distanza dalla stessa…tenda che risultò ancora chiusa dall’interno, e le cui lacerazioni furono fatte con almeno due lame diverse -DALL’INTERNO-, e che non mi risultano ritrovate… o_O

        se si è sotto un forte irraggiamento IR -e microonde- i metalli “scaldano”, si arroventano, saltano e schizzano come proiettili, la pelle del corpo si ustiona e gli organi interni “si cuociono”…avere una monetina in tasca, una medaglietta al collo, o l’orologio al polso può (avrebbe potuto) causare “ustioni” e bruciature NON facilmente riconducibili ad “evidenti cause” a posteriori, tra l’altro queste furono riscontrate in alcuni corpi e sui vestiti in sede autoptica… o_O

        uno dei corpi presentava una perforazione -in profondità e della grandezza di un ago- del cuore, NON fu causa della morte ma fu rilevata la presenza di radioattività dovuta alla stessa perforazione…dovrei dedurre che “i loschi figuri” fecero quindi delle analisi e prelievi pericardici ad uno dei “trafficanti” nonché sezionarono parti facciali -con un laser o similare nel ’59!- asportando parti cartilaginee e tessuti molli del volto di alcuni “compagni di sventura” che, secondo lei, “stavano dando la caccia ai trafficanti”… o_O 😀

        ma tutto ciò sembrerebbe avvenuto lontano dalla tenda, alla quale i 9 NON hanno PIU’ potuto avvicinarsi fino alla morte, e chissà perché!?! gliela avranno impedito “i loschi figuri”…magari lei saprebbe spiegarmi perché 6 dei 9 furono ritrovati all’incirca “dove dovevano trovarsi” se il gruppo NON avesse sbagliato percorso la sera prima, accampandosi “all’arrivo della bufera”?!?… o_O

        e magari sa anche perché “Altri” sapevano ciò mentre il gruppo dei 9 ne erano all’oscuro?..fantasie per realtà, queste… -_o

  7. paolo aprile 30, 2015 a 6:30 pm #

    Fabiosky63 è con piacere che noto che sei molto addentro all’ argomento infatti ho trovato proprio nei tuoi commenti informazioni che non ho trovato altrove, va detto che non ho fatto ricerche approfondite,avrò letto 6 o 7 indirizzi fra blogs e forum però voglio dire anche che l’ una non esclude l’ altra, cioè, alla partenza nessuno nel gruppo sapeva che quella notte vi sarebbe stata bufera, per cui l’ appuntamento resta plausibile, ma non è detto che all’ appuntamento non possano avvenire imprevisti, come direi che è evidentemente accaduto, magari, per puro caso c’ erano anche altre presenze da quelle parti, vuoi militari o aliene, per cui se devo scappare da una tenda e non posso passare dov’è la cerniera, perchè gli altri occupanti me lo impediscono, taglio la parete- se sono in una tenda di tela non vedo cosa c’è fuori, per cui se odo qualcosa che mi allarma apro la cerniera, non taglio una parete- se trasporto materiale radioattivo sono facilmente individuabile da determinate tecnologie, parando di extraterrestri, o militari, direi che “attiro l’ attenzione”- Quanto sopra, ripeto, è per dire che le cose che dicono le persone non per forza si escludono reciprocamente, però vorrei chiederti se sai chiarirmi un dettaglio che non riesco a digerire: le impronte: la tenda è ricoperta di neve, i 4 che sono stati ritrovati nella gola del torrente sono ricoperti di neve (4 metri ho letto da qualche parte) l’ unico riferimento a questo particolare che mi pare inspiegabile l’ ho trovato non ricordo dove e dice più o meno ” ci sono circostanze atmosferiche e geomorfiche che rendono possibile questo risultato” ma ciò non mi dice assolutamente come mai tutto è ricoperto di neve fresca tranne le impronte, tu potresti farmelo capire?

    • FABIOSKY63 maggio 1, 2015 a 5:08 am #

      le impronte sono state trovate SOTTO un leggero strato di neve “fresca” che le aveva appena semicoperte…un sottile strato di neve fresca -IMMACOLATO- paragonabile a quello che si può riscontrare depositato sulla tenda, considerando che la gran parte di quest’ultimo con il peso ha afflosciato la stessa scivolando in parte lateralmente… 🙂

      nessun umano era lì quella sera oltre i 9 giovani! anche i Mansi, gli unici che si addentravano in quei territori, avevano lasciato gli stessi svariati km. più a valle, rifiutandosi di proseguire essendo quella zona sacra per loro, tanto più in quei giorni detti per noi della “Candelora”…dedicati al culto dei loro “dei”, della “vita”, della “morte”, e della “rinascita”… -_-

      http://it.wikipedia.org/wiki/Candelora

      http://it.wikipedia.org/wiki/Imbolc

      NESSUN elicottero poteva volare quella sera, né la notte, e così sicuramente fino al mattino, perché c’era bufera, con temperature da -20° a -40°, dovute a venti siberiani, e visibilità ZERO! le luci che furono viste da valle lo furono, se e quando visibili, NON quella sera e NON di certo comunque negli orari che ci interessano…i bollettini meteo per quegli orari furono confermati dalle autorità militari così come i PRESUNTI -dai debunkers della domenica- “lanci missilistici”, NON avvenuti in quegli orari NE’ in quel giorno, furono confermati come tali dalle autorità militari… o_O

      questa una delle ultime foto durante l’accampamento, bufera già in corso… o_O

      faccio presente che i giovani furono COSTRETTI ad accamparsi, proprio a causa del precipitare delle condizioni meteo, alle pendici del monte K.S, luogo che NON avrebbero dovuto raggiungere in quanto distante circa un km e mezzo da quello progettato nel piano d’escursione…questo accampamento, il secondo del percorso, si sarebbe dovuto trovare INVECE dove furono trovati i corpi dei due giovani seminudi, cioè al limite del boschetto VERSO il quale -APPARENTEMENTE!- fuggirono in gruppo i ragazzi… -_o

      ma NESSUNO di loro arrivò -almeno con i propri piedi!- a quel boschetto e\o oltre, e comunque “l’arrivo a destinazione” NON fu prima di aver subito traumi e lesioni multipli, per alcuni la causa DIRETTA della morte…faccio altresì notare che invece di dirigersi in direzione del boschetto, dove 6 degli 8 giovani furono ritrovati, avrebbero potuto giungere -compiendo circa la stessa distanza dalla tenda- al punto V indicato nella precedente mappa, dove era presente il precedente accampamento fornito di tenda, cucina, riscaldamento, vestiti e sacchi a pelo! forse fuggendo in quella direzione pensavano di dirigersi proprio lì?!?… -_o

      e INVECE hanno compiuto “lo stesso errore”, NON consapevolmente, fatto all’andata?!? e cioè un 45° gradi circa di “fuori rotta” MA PER ESATTAMENTE LA STESSA DISTANZA PERCORSA?!?..mmaaah le bussole NON funzionavano?!? e se è andata così, se NON funzionavano, lo fu anche per la seconda volta!?! mmh, e chissà perché NON funzionavano!?!… o_O 🙂

      tante “coincidenze” e similitudini “accadute” anche PRIMA e DOPO i fatti del 1959…TROPPE, e troppo “coincidenti”, per essere del tutto “naturali”! specialmente quando “il paranormale” è e DIVIENE -cioè si esplica- in “una cosa” seria e “complessa”, in ciò che è definibile “un sistema d’insieme” -in LOOPING e ridondante- VERO e proprio… -_o

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