E portiamo lo smartphone anche nello spazio!

10 Mag

Come spesso si dice: la necessita’ stimola l’ingegno. Forse proprio questo sta capitando in un periodo di crisi in cui molti settori della ricerca stano soffrendo a causa dei ripetuti tagli dei governi.

Come sappaimo bene, e come discusso in questi post:

I lanci Spaziali del Futuro

Dove andiamo in vacanza? Nello spazio!

Dal turismo al traferimento nello spazio

Londra-New York in un’ora?

una delle agenzie che piu’ soffre a cuasa del diminuito budget e’ proprio la NASA. Nei post precedenti, abbiamo in particolare visto come, dopo la chiusura del programma Shuttle, l’ente americano versi in gravi difficolta’ perche’ per la prima volta nella sua storia si ritrova senza un mezzo proprietario per andare nello spazio e con dei finanziamenti che difficilmente le consentiranno di sviluppare un nuovo programma in tempi rapidi.

In questa ottica, molto lavoro si sta facendo grazie a compagnie private, interessate in primis ad un programma di turismo spaziale che potrebbe fruttare molti soldi, ma che grazie alla loro diponibilita’ finanziaria stanno dando importanti contributi anche nella ricerca della miglior soluzione per andare in orbita.

Dunque, se il trend continuera’ ad essere questo, e’ meglio pensare subito a soluzioni alternative anche per le alre missioni spaziali, in modo da trovare il miglior rapporto qualita’/prezzo per tutto.

Pensiamoci un attimo, tolto il discorso lanci di cui abbiamo parlato, qual e’ l’altra attivita’ spaziale che impiega grossi finanziamenti? Sicuramente quella legata alle missioni in orbita, cioe’ su satellite.

Bene, questo e’ il punto. Se possibile, si deve risparmiare sui satelliti ma ovviamente senza perdere funzioni necessarie al corretto svolgimento della missione o della ricerca. Questo discorso, affrontato anche dai vertici della stessa NASA, e’ molto importante per fare in modo che tutte le linee scientifiche dell’agenzia siano mantenute, senza perdere terreno in nessun campo.

Ora, cambiamo apparentemente discorso: qual e’ lo strumento tecnologico che tutti abbiamo? Sicuramente il telefono cellulare. Ormai, una grossa percentuale dei nostri telefoni sono dei cosiddetti “smartphone”.

Cosa e’ in grado di fare uno smartphone? Indipendentemente dal modello, ormai tutti hanno una fotocamera con piu’ o meno risoluzione, collegamenti internet, bluetooth, gps, registratore di suoni e immagini, ecc.

Bene, ora uniamo i due discorsi fatti. Stiamo cercando satelliti low cost da utilizzare in orbita, la tecnologia degli smartphone e’ evoluta e ormai a buon mercato.

Perche’ non mettere insieme queste due cose?

Il satellite PhoneSat

Il satellite PhoneSat

A questo ci ha gia’ pensato la NASA che infatti ha iniziato il programma “Small Spaceraft Technology”. Proprio nell’ambito di questi studi, e’ nato il programma PhoneSat che prevede l’utiizzo di sistemi basati sulla tecnologia dei cellulari per studiare satelliti a basso costo, basso peso e alte prestazioni. Ovviamente, non dovete pensare che i ricercatori hanno preso dei modelli di telefonino e li hanno mandati in orbita, ma la tecnologia utilizzata per realizzare questi prototipi sfrutta esattamente l’elettronica dei nostri smartphone.

Lo scorso 21 aprile, con il lancio dell’ultimo razzo Antares, e’ stato portato in orbita un piccolo satellite, dal peso inferiore a 10 Kg, dotato proprio di 3 telefonini-equivalenti, chiamati Alexander, Graham e Bell. Questa piccola scatola cubica e’ stata messa in orbita e ha raccolto dati fino al 27 aprile quando poi e’ ricaduta incendiandosi a contatto con l’atmosfera.

Se pensate che stia scherzando, ecco il link della pagina NASA relativa la programma Small Spacecraft Technology:

NASA, SST

Sempre nell’ottica del risparmio, il programma PhoneSat ha utilizzato un’analisi dei dati davvero molto carina. Invece di raccogliere i dati a terra e analizzarli in un centro di calcolo specifico, i dati sono stati resi pubblici per gli utenti che quindi hanno potuto analizzare indipendentemente le informazioni inviate dai telefoni in orbita, mettendo poi in condivisione con gli altri i loro risultati. Si e’ dunque trattato di un bellissimo esempio di “citizens science”, in cui tutti potevano partecipare e condividere informazioni con gli altri.

Attraverso le immagini inviate dalle fotocamere, e’ stato possibile ricostruire una mappa completa della Terra, come mostra questo esempio:

Immagini a bassa risoluzione di PhoneSat. Media e alta risoluzione in acquisizione

Immagini a bassa risoluzione di PhoneSat. Media e alta risoluzione in acquisizione

ottenuta incollando tra loro le diverse foto scattate. Ovviamente, in questo caso l’informazione della posizione misurata attraverso il GPS e’ fondamentale.

Ecco il sito ufficiale di PhoneSat, in cui trovate oltre alle immagini anche la descrizione del programma e le modalita’ di condivisione dei dati raccolti:

PhoneSat

Qualora fosse interessati, anche se il satellite e’ andato perso, potete ancora iscrivervi al programma per avere libero accesso ai dati raccolti.

Solo per completezza, una domanda lecita che ci si potrebbe fare e’: come sono stati inviati i dati? Come detto, siamo partiti dall’elettronica ormai di consumo degli smartphone. Per poter inviare i dati a terra pero’, i sistemi sono stati costruiti per utilizzare la banda 437.425 MHz che e’ quella maggiormente utilizzata dai radioamatori. In questo modo, e’ possibile far arrivare le informazioni dagli smartphone fino alla stazione di terra dove poi vengono condivisi tra tutti gli utenti.

Concludendo, i risultati di questo studio sono senza dubbio incoraggianti. Sfruttare soluzioni low cost nella costruzione dei satelliti sicuramente consentirebbe di risparmiare molti fondi e deviarli da queste attivita’, ormai di servizio, verso tematiche piu’ complesse in cui e’ richiesto un maggior afflusso di finanziamenti. PhoneSat continua dunque il suo lavoro, e il programma a breve termine prevede il lancio di altri sistemi migliorati al fine di ottenere dati sempre piu’ precisi e che, nel giro di poco tempo, potrebbero sostituire del tutto i vecchi sistemi satellitari molto piu’ costosi.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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25 Risposte to “E portiamo lo smartphone anche nello spazio!”

  1. Giada maggio 10, 2013 a 1:34 pm #

    Ciao matteo sono sempre io a stressarti come al solito;)! Ascolta oggi al tg4 ho sentito che in australia si è verificat un eclissi di sole del tutto rara! Non è mai successo prima un evento del genere? È stato forse il tanto temuto nibiru a nasconderlo?

    • Renato maggio 10, 2013 a 3:11 pm #

      Cara Giada,
      Scusa se mi intrometto nuovamete, ma su questo argomento posso darti una risposta. L’eclisse solare é data dal fatto che la luna nella sua orbita ogni tanto passa tra il sole e la terra, il cono d’ombra che essa proietta sulla superfice terrestre fa si che un osservatore sul nostro pianeta veda oscurarsi il sole. In base alla posizione sulla terra si potrà assistere ad una eclisse parziale (il disco solare non viene coperto completamente) o totale. Il nostro satellite ha la particolarità, data la dimensione e l’orbita, di apparire grande quanto il sole ed é per questo che durante un’eclisse totale si può vedere la corona solare, ossia la parte “superficiale” del sole. Le eclissi non sono mai improvvise, la data di ogni eclisse e le zone da cui é osservabile sono facilmente reperibili in internet.
      Detto questo, qual’é la particolarità dell’eclisse australiana?
      Si tratta di un’eclisse ad anello, quindi oltre alla corona solare si vede anche una specie di anello infuocato. Ciò é dovuto al fatto che l’orbita lunare non é perfettamente circolare ma ellittIca, quindi se l’eclisse avviene nel momento in cui la luna é nel suo punto più lontano ecco che abbiamo un eclissi anulare.
      Nibiru non esiste, e tanto meno può creare eclissi di alcun tipo. Figurati, se fosse in grado di farlo si dovrebbe trovare vicinissimo alla terra e tra essa e il sole… Ci sarebbere diverse migliaia di astronomi dilettanti che andrebbero in giro ad urlare la scoperta, per non parlare dei centri ricerca pubblici e privati.
      Penso che Matteo possa dirti di più e correggere qualsiasi mio errore o dimenticanza, ma ti consiglio una brevissima ricerca in internet per fugare qualsiasi dubbio.
      Con simpatia.
      Renato

  2. Giada maggio 10, 2013 a 3:50 pm #

    Grazie di cuore renato…sei stato molto chiaro! 🙂

  3. Giada maggio 10, 2013 a 6:48 pm #

    Ma è la prima volta che nel mondo si verific un eclissi anulare o gia è success in passato?

    • Renato maggio 10, 2013 a 7:38 pm #

      Cara giada,
      In realtà non sono rare, anche se un po’ meno frequenti delle altre. Normalmente ogni anno si verificano almeno 2 eclissi, alcune totali, altre solo parziali. Le eclissi anulari si verificano in media ogni 2 anni. Quindi nessun allarmismo. Se sei interessata prova il seguente link:
      http://luirig.altervista.org/calendario/eclsol.htm
      Troverai il calendario delle eclissi dal 1800 a oggi, con il tipo di eclisse, l’ora e se sono visibili dall’emisfero settentrionale o meridionale.
      Renato.

  4. Giada maggio 10, 2013 a 7:53 pm #

    Un altra domanda…visto che sono calabrese e visto che è da giorni che c è uno sciame sismico volevo sapere se è vero,come dicono alcuni,che sia dovuto al vulcano marsili? Mostra veramente segni di risveglio?

    • Renato maggio 10, 2013 a 8:02 pm #

      Non arrivo a tanto, devi aspettare Matteo.
      Mi spiace.
      Renato

      • Sidus maggio 10, 2013 a 8:26 pm #

        Concordo con Renato, nel frattempo farò una ricerca anch’io 🙂

      • psicosi2012 maggio 10, 2013 a 9:47 pm #

        Ciao a tutti,
        scusate il ritardo, ma come vedo c’e’ stata una discussione eccellente. Grazie a tutti di essere intervenuti e a Renato per l’ottima spiegazione data, davvero tanto di cappello.

        Per Giada, in passato abbiamo parlato anche sul blog di eclissi anulari, come si vede cercando col motore di ricerca. In particolare, ne avevamo parlato in concomitanza con il sisma dell’Emilia, in cui qualche catastrofista, con l’avvicinarsi del 21 dicembre, aveva ritirato fuori la teoria delle maree solide. Come detto, si tratta dell’ipotesi secondo la quale, i movimenti dei pianeti sarebbero in grado di causare lo spostamento delle placche e causare della variazione dell’interazione gravitazionale. Come visto varie volte, questo fenomeno e’ del tutto impossibile in virtu’ delle interazioni in gioco.

        Per trovare queste info, cerca “eclissi anulare”.

        Riguardo all’ultima scossa in Calabria, capisco molto bene lo spavento. Soprattutto l’ultima, sopra M3, ha spaventato molto la popolazione, In questo pero’, non c’entra assolutamente il vulcano Marsili. Come visto, questo gigante se ne sta buono buono sul fondo del mediterraneo. Sono del tutto infondate quelle voci che vorrebbero un risveglio in atto. Per dirla tutta, si fa questa ipotesi ogni qual volta la terra trema in qualsiasi parte dell’italia. Forse i catastrofisti non sanno, oppure ignorano, che gran parte del nostro territorio nazionale e’ a rischio sismico! Tornando sulla calabria, non e’ affatto un fenomeno strano quello avvenuto. Come sappiamo, gia’ da diverso tempo la zona del pollino sta tremando abbastanza. Si tratta di una zona fortemente attiva, interessata da uno sciame che dura da diverso tempo. Come visto negli articoli precedenti, non e’ assolutamente detto, come qualcuno sostiene, che alla fine questo sciame si concludera’ con un evento di alta intensita’. Fenomeni di questo tipo, possono arrivare in alcuni casi ad una forte scossa, ma possono anche esaurirsi in tempi lunghi, dando luogo solo a scosse di lieve magnitudo. Purtroppo questo non e’ prevedibile a priori, ma si deve tenere, come giustamente si sta facendo, sotto controllo l’intera zona, studiando e registrando ogni possibile variazione morfologica che potrebbe far scattare l’allarme.

        Per quanto riguarda il pollino, segnalo qualche link precedente in cui ne abbiamo parlato:

        https://psicosi2012.wordpress.com/2012/10/27/terremoti-pollino-giuliani-radon-aquila/

        https://psicosi2012.wordpress.com/2012/09/22/la-sequenza-del-pollino/

        Mentre per il discorso delle maree solide, si puo’ fare riferimento a questo articolo:

        https://psicosi2012.wordpress.com/2012/05/30/allineamenti-terremoti-e-bendandi/

        Purtroppo, si deve prestare la massima attenzione a tutte le notizie che vengono lette. Come discusso piu’ volte, spesso proprio con Sidus, ormai ogni fenomeno naturale diviene qualcosa di mai successo e non comprensibile. Addirittura una scossa di terremoto a Cosenza, con uno sciame in corso, in una zona sismica, diviene il risveglio del Marsili …. bisogna meditare su questo e aprire gli occhi. Purtroppo, e’ piu’ facile trovare opinioni interessate che un mero racconto dei fatti.

        Grazie davvero di cuore per i vostri commenti e per la discussione che avete creato. E’ bellissimo vedere persone che si ritrovano a discutere di scienza o di risultati oggettivi partendo dal catastrofismo!

        Grazie tutti,
        Matteo

  5. ale maggio 11, 2013 a 12:07 am #

    Salve Matteo, vorrei capire alcune cose, la stella WR 104 dista da noi 8000 anni luce, nel caso esploda o fosse già esplosa tutti i suoi RGB verrebbero catapultati sulla terra, è vero che ci vogliono 8000 anni prima che i raggi raggiungano la terra perchè viaggiano alla stessa velocità della luce? può essere che ci manchino? L’ipotesi che sia già esplosa 8000 anni fa è molto probabile oppure si è certi che è ancora in vita? Ci sono supernove pericolose vicino a noi o sono a distanze di “sicurezza”?

    • psicosi2012 maggio 11, 2013 a 1:27 pm #

      Caro Ale,
      il fenomeno delle supernove e’ molto frequente nel nostro univero e anche nel nostro sistema solare. Il problema della WR104 e’ che prima di tutto si trova ad una distanza “piccola” da noi rispetto ad altre stelle di questo tipo, ma soprattutto perche’ il suo ciclo vitale potrebbe portarla ad emettere un gamma ray burst, cioe’ una violenta emissione di raggi gamma.

      Questo discorso e’ estremamente interessante perche’ molto si sta parlando di WR104. Tra oggi e domani, ci preparero’ un articolo specifico.

      Solo per farti stare tranquillo, ti invito ad una riflessione. Il nostro universo ha 15 miliardi di anni, e’ piano di supernove e anche di tipo WR. Nel corso dei millenni, sicuramente ci saranno stati altri GRB nel nostro sistema solare e anche a distanza paragonabile, se non inferiore a quella di WR104. Nonostante questo, la nostra terra e’ ancora qui e soprattutto la nostra atmosfera e’ ancora al suo posto. Ti dico questo perche’ molto spesso si parla del GRB della WR104 dicendo che potrebbe spazzare via l’atmosfera della Terra.

      Grazie dell’interessante commento e del suggerimento!

      Saluti,
      Matteo

    • psicosi2012 maggio 12, 2013 a 4:22 pm #

      Ecco l’articolo:

      https://psicosi2012.wordpress.com/2013/05/12/wr104-un-fucile-puntato-verso-la-terra/

      Matteo

      PS se ci sono domande, non esitare a commentare direttamente nel nuovo post.

  6. Renato maggio 11, 2013 a 1:15 pm #

    Caro Matteo,
    Grazie per il “tanto di cappello”, detto da uno studioso del tuo spessore mi fa molto piacere. Vorrei porti una domanda: da diversi mesi il nord-Italia é soggetto a rovesci atmosferici con una frequenza a dir poco straordinaria. Visto che a mia memoria non mi ricordo un periodo piovoso così lungo ho provato a guardare in rete. In effetrti, a parte aprile che sembra in “linea” con i 3 anni precedenti, sembra ci sia stato un aumento sensibile delle precipitazioni. Pensi sia un fattore statistico normale o c’è qualche altra ragione? Non mi riferisco ai catastrofisti, sia chiaro, ma pensavo o ad un problema di inquinamento o magari al fatto che il.sole é nel ciclo di massima attività…
    Grazie
    Renato

    • psicosi2012 maggio 11, 2013 a 2:04 pm #

      Caro Renato,
      domanda molto interessante, ma la risposta non e’ assolutamente semplice.

      Anche io ho guardato i dati relativi alle precipitazioni degli ultimi anni, in particolare, mi sono riferito a quelli degli ultimi 10 anni, mese per mese. La tua osservazione e’ corretta. Se per esempio ci riferiamo ad aprile, c’e’ stato un sensibile aumento delle precipitazioni, soprattutto al nord, anche se questi valori possiamo trovarli andando indietro nel tempo fino, ad esempio, ai primi anni del 2000 (2002-2003).

      Se hai i grafici sotto mano, puoi vedere molto bene le ampie fluttuazioni della quantita’ di precipitazioni nel corso del tempo. Trattandosi di fenomeni molto complessi, si riesce a stabilire un trend di media, ma si hanno fluttuazioni molto violente anche su periodi brevi. Quando parlo di fenomeni complessi, mi riferisco in particolare al fatto che le precipitazioni dipendono da un sistema di parametri dell’ecosistema molto articolato e in correlazione tra loro.

      Detto questo, le fluttuazioni medie osservate sono in linea con quanto si vede negli anni precdenti, ma la tua osservazione sul ciclo solare e’ estremamente interessante. Cosa significa? Come detto, il tempo a livello mondiale, dipende da tantissimi fattori difficilmente simulabili perche’ basta una variazione minima di uno di questi affinche’ l’evoluzione temporale cambi completamente. Proprio partendo da questi studi, nasce ad esempio il cosiddetto “effetto farfalla”. Tempo fa scrissi anche un poist su questo argomento:

      https://psicosi2012.wordpress.com/2013/01/20/le-previsioni-del-tempo/

      Alla luce di questo, anche l’attivita’ solare rientra in questo gioco, dal momento che la radiazione proveniente dalla nostra stella si occupa di riscaldare direttamente gli strati alti dell’atmosfera. In questo senso, un aumentata quantita’ di radiazione, provoca delle variazioni a livello globale , determinata attraverso, ad esempio, piccole variazioni del nino e della nina. In questo senso, un massimo di attivita’, determina una modificazione sensibile del gradiente verticale della temperatura, anche attraverso un aumentato riscaldamento della superficie degli oceani, che dunque puo’ aumentare le precipitazioni soprattutto a livello equatoriale.

      Con questo non voglio dire che le precipitazioni nel nord italia siano aumentate per colpa del sole, ma che l’attivita’ di questo puo’, come dimostrato, aumentare questo parametro.

      Ora, determinare con precisione l’ammontare del contributo del sole, isolandolo dalle variazioni statistiche dovute a tutti gli altri parametri, e’ un lavoro a molte variabili difficilmente risolvibile.

      Concludendo, l’aumento delle precipitazioni osservate e’ in linea con le variazioni statistiche registrate negli storici, ma l’attivita’ solare puo’ determinare una variazione nella quantita’ di precipitazioni.

      Grazie mille dell’interessantissimo commento!

      Buon fine settimana,
      Matteo

  7. Giada maggio 11, 2013 a 6:26 pm #

    Ed eccomi qua…di nuovo io! Matteo sbirciando nel blog di gennaro gelmini ,c è un articolo “la terza eclissi” e in un commento viene lincato una foto di nibiru presa dal sito della nasa! Potresti controllare tu e dirmi se è veramente la foto di questo piianeta?

  8. Giada maggio 11, 2013 a 6:30 pm #

    Ed eccomi qua…di nuovo io! Matteo sbirciando nel blog di gennaro gelmini ,c è un articolo “la terza eclissi” e in un commento viene lincato una foto di nibiru presa dal sito della nasa! Potresti controllare tu e dirmi se è veramente la foto di questo piianeta? Grazie

    • Renato maggio 11, 2013 a 6:39 pm #

      Scusa ma mi intrometto nuovamente. La foto é bellissima ma non dice nulla… Nibiru é e rimane una balla colossale, e nel blog ci sono un sacco. Di inesattezze. Fossi in te eviterei di entrare a vederlo se poi devi farti venire questi dubbi. Piuttosto vai si wikipedia, o sul sito stesso della nasa, dove troverai moltissime informazioni non alterate da chi vuole specularci per avere visibilità.
      Renato

      • psicosi2012 maggio 11, 2013 a 8:45 pm #

        Questo deve essere per forza Nibiru. È pure sul sito della NASA!

        Ovviamente, sto scherzando. Quello che dice Renato è vero. La preparazione del proprietario del blog si vede proprio nella risposta che da.

        Il sito NASA è pieno di bellissime immagini. Di volta in volta c’è qualcuno che dice di aver scoperto il pianeta in qualche foto. Tutte affermazioni che lasciano il tempo che trovano.

        Tra l’altro, per capire la tipologia di blog, basta leggere il post dove è stato fatto il commento. Forse sarebbe il caso di studiare prima di scrivere di certi argomenti …

        Matteo

  9. Giada maggio 11, 2013 a 8:26 pm #

    Grazie mille renato…sempre puntuale e preciso :)! Posso farti una domanda? “Premetto che ne ho gia discusso con matteo e molto probabilmente è un falso storico” cosa ne pensi della profezia di malachia sui papi?

    • Renato maggio 11, 2013 a 8:29 pm #

      Non ne conoscevo l’esistenza prima di leggerla in queste pagine e non credo nelle profezie, di nessun genere.

  10. Renato maggio 11, 2013 a 9:13 pm #

    Caro Matteo,
    Oggi mi sono un po’ allargato e ho approfittato del tuo stupendo blog. Ti auguro di passare una serena domenica.
    Renato

    • psicosi2012 maggio 11, 2013 a 9:20 pm #

      Caro Renato,
      per me e’ sempre un piacere ricevere i tuoi commenti. Come ti ho detto, puoi commentare quante volte vuoi, senza preoccuparti di nulla!

      Vorrei che questo fosse uno spazio di discussione in cui tutti possono dire quello che pensano, senza paura di sbagliare, ponendo le loro domande e senza sentirsi interrogati.

      Come ripeto spesso, tutti abbiamo un poco da spiegare ma tantissimo da imparare. E’ cosi’ per tutti!

      E comunque grazie dei tuoi commenti!

      Buon fine settimana,
      Matteo

  11. Giada maggio 12, 2013 a 9:17 am #

    Ciao matteo come vedi insisto sempre sulle solite cose! Oggi vorrei sapere xkè si continua a dire che la profezia della monaca di drseda e quelle di garambandal siano perfettamente daccordo con quelle di malachia sulla fine dei papi? Ricordo che le profezie della monaca di drseda ,di cui si dubita x fino l esistenza, collocano turbamenti fisici sulla terra negli anni 2419,2483,2490,2516 fino al 3033 che secondo i suoi scritti ci sarà la fine del mondo e in oltre in una lettera scrisse che l ultimo papa giunge dalla germani, quindi non coincide con papa francesco. Inoltre la madonna di garabandal disse ad una vegente che allora mancavano solo tre papi prima della fine quindi dopo giovanni XXIII “il papa di allora”, paolo VI, giovanni paolo I e papa Wojtyla quindi con BenedettoXVI la fine del mondo! Ora il punto è questo…o malachia nella sua profezia con l ultimo motto non indicherebbe la fine del mondo oppure non lo so, sapresti dirmi tu come far coincidere queste profezie! Ammettendo che siano vere

  12. Patrizia maggio 12, 2013 a 4:22 pm #

    Cara Giada, per l’ennesima volta ti dico che non è possibile prevedere il futuro e non è possibile sapere quando ci sarà la fine del mondo perché “solo il Padre lo sa”. Di quale rassicurazione hai bisogno? Cosa vorresti che ti dicesse Matteo per tranquillizzarti una volta per tutte? Ammettendo che le profezie siano vere e che l’ultimo papa sia stato Benedetto XVI, evidentemente la profezia di Malachia non indica la fine del mondo, ma piuottosto la fine di un Cristianesimo arcaico: con papa Franceso inizia una nuova era per il Cristianesimo e per la Chiesa. In effetti il nuovo papa ha dato una virata di bordo alla Chiesa e un nuovo spessore al messaggio evangelico, rispondendo perfettamente alle istanze del momento storico che stiamo vivendo. Così va meglio? Un caro saluto.

    • psicosi2012 maggio 12, 2013 a 4:25 pm #

      Quello di Patrizia potrebbe essere un ottimo punto di vista.

      Come detto varie volte, queste profezie sono, come la maggior parte, talmente vaghe da poter essere adattate a qualsiasi situazione e condizione. Proprio per questo motivo c’e’ chi parla di profezie completamente soddisfate, completamente disattese, ancora da avvenire, coincidienti tra loro, completamente diverse, ecc.

      Questo solo per dire che ognuno puo’ far tornare i conti come meglio crede.

      Matteo

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