Cosa dire invece dei Cerchi delle Fate?

15 Apr

In diversi articoli del blog ci siamo occupati di cerchi. Come sapete bene, l’argomento principale da sempre legato al mistero e’ ovviamente quello dei cerchi nel grano:

21 Dicembre 2012: Cerchi nel grano

Ancora sui cerchi nel grano

Come si realizza un cerchio nel grano

Errore nel cerchio di Santena

Nuovo cerchio, nuova data!

Nuovo cerchio a Povoletto

Anche se, come visto nei diversi articoli, alla luce delle considerazioni fatte c’e’ poco di misterioso in queste strutture. Dopo il grano, ci siamo anche occupati di cerchi nel ghiaccio, nella neve e nella sabbia:

E ora gli snowcircle

Crop circle? No, sand circle!

Cerchi nel ghiaccio: quello che ancora mancava!

Ora invece vogliamo occuparci di qualcosa di simile e di altrettanto misterioso che da molto tempo non riesce a trovare una spiegazione scientifica: “I cerchi delle Fate”!

Di cosa si tratta?

I cerchi delle fate altro non sono che delle strutture che si osservano in Africa sud occidentale nella zona desertica che va dalla Namibia fino al Sud Africa. Si tratta di strutture circolari, completamente prive di vegetazione, ma circondate da erba alta e con diametri che vanno dai 2 fino anche a 20 metri. Il panorama aereo che si osserva sulla zona e’ veramente incredibile:

Foto aerea dei cerchi delle fate

Foto aerea dei cerchi delle fate

Solo per darvi un’idea, questo fenomeno e’ unico delle regione e ricopre un’area lunga quasi 1500 Km lungo il deserto africano.

Fino ad oggi, non si era ancora riusciti a dare una spiegazione logica alla formazione di questi cerchi e alla loro apparente forma perfettamente circolare.

Per la popolazione locale Himba, i cerchi delle fate, o anche “fairy circles”, sarebbero le impronte lasciate dagli Dei quando questi accorrono alle zone di preghiera.

Ovviamente questa e’ la leggenda. Solo pochi giorni fa invece il professor Jurgens dell’universita’ di Amburgo ha pubblicato un articolo sulla rivista Science in cui e’ riuscito a trovare finalmente la spiegazione a queste misteriose strutture che popolano il deserto africano.

Cerchi delle fate in Namibia

Cerchi delle fate in Namibia

Andiamo con ordine, parlando anche un po’ delle osservazioni fatte nel corso del tempo.

Il primo che si dedico’ ad uno studio scientifico dei cerchi fu il Dr.Tschinkel dell’universita’ della Florida. Per trovare i fondi necessari allo studio, il biologo lancio’ anche un’iniziativa molto carina sfruttando l’osservazione satellitare. Tschinkel propose infatti un programma di adozione a distanza dei cerchi in cui dopo aver versato un contributo di 50 dollari, il donatore riceveva la coordinate del proprio cerchio e poteva dunque seguirlo mediante Google Earth. Proprio mediante questa osservazione prolungata, ci si accorse che in realta’ i cerchi erano vivi, nel senso che la loro posizione variava nel tempo e che, in particolare, i cerchi, in tempi piu’ o meno lunghi, venivano anche distrutti e ricostruiti. In questo modo si osservo’ che i cerchi delle fate avevano una vita media fino a decine di anni dopo di che venivano distrutti ricoprendosi di erba, mentre altri nuovi venivano formati.

Proprio le osservazione di Tschinkel hanno dato il via alle misurazioni condotte poi da Jurgens e pubblicate in questi giorni.

Come dismostrato dalle varie analisi, i cerchi delle fate sono prodotti dalla lenta azione di una particolare specie di termiti, la Psammotermes allocerus. Come spesso avviene in natura, la costruzione di queste strutture rientra nei meccanismi di sopravvivenza che alcune specie adottano per poter resitere a condizioni climatiche difficili, come, ad esempio, quelle offerte dal deserto della Namibia.

Le termiti autrici dei cerchi delle fate

Le termiti autrici dei cerchi delle fate

Come avviene la formazione dei cerchi?

Per prima cosa, le termiti mangiano le radici delle piante, distruggendole e rendendo il suolo meno denso. In questo modo, una zona piu’ o meno vasta rimane priva di vegetazione. A questo punto, il terreno, traspirando di meno, riesce a trattenere piu’ a lungo l’umidita’ prodotta dalle scarse precipitazioni della zona. Le termiti poi, occupano una zona sotterranea compresa tra un paio di centimetri ed alcuni decimetri, costruendo gallerie e colonizzando il terreno.

Anche se gia’ affasciante, questo non e’ l’unico miracolo che l’ingegneria naturale riesce a produrre. Dal momento che ora il cerchio funziona da deposito di acqua, nella zona esterna a quella colonizzata dalle termiti, si creano le condizioni ideali per la crescita di piante. Non avendo infatti specie in competizione e trovando un terreno relativamente piu’ umido, la vegetazione puo’ crescere intorno alla circonferenza del cerchio in forma perenne.

Le radici delle piante che crescono intorno al cerchio, offrono una riserva di cibo notevole per le termiti che nutrendosi di questa risorsa, possono modificare nel corso del tempo la posizione del cerchio. Inoltre, questa funge da riserva di cibo in caso di prolungate siccita’, assicurando in questo modo la sopravvivenza della colonia di termiti.

Queste conclusioni sono ovviamente il risultato di anni di studi e di analisi sul terreno che hanno portato finalmente a risolvere il mistero dei cerchi delle fate. Solo per completezza, in passato furono proposte anche altre spiegazioni per questo fenomeno, come, ad esempio, quella della fuga di gas dal terreno capace di distruggere in determinate zone la crescita di vegetazione. Alla luce di quanto detto, capite bene come questa spiegazione non venne accettata perche’ non in grado di spiegare il movimento dei cerchi ma anche la dinamicita’ degli stessi.

Concludendo, i cerchi delle fate sono delle strutture molto ampie e prive di vegetazione che si osservano solo ed esclusivamente nel deserto della Namibia. Per diverso tempo la formazione di queste strutture rimase un vero e proprio mistero. Solo pochi giorni fa, con un articolo pubblicato su Science, un team dell’universita’ di Amburgo ha finalmente spiegato questo fenomeno. I cerchi delle fate sono soltanto delle formazioni create da una specie di termiti per assicurare la sopravvivenza della comunita’ alle difficili condizioni ambientali che il deserto africano impone.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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10 Risposte to “Cosa dire invece dei Cerchi delle Fate?”

  1. simone aprile 15, 2013 a 12:29 pm #

    Ciao Matteo,era un Po che non mi facevo vivo sul tuo sito😐, anche se ho sempre letto tutti i tuoi bellissimi articoli,specialmente quello di qualche tempo fa che parlava dei vari tipi di energia sfruttabili, bellissimo e interessantissimo! Ti volevo fare una domanda sapendo che tu sicuramente con la tua istruzione e i tuoi metodi di ricerca potrai darmi una risposta… Ma nel mondo,o in Italia,ha sempre grandinato con la frequenza di questi anni, oppure no? Grazie mille

    • psicosi2012 aprile 15, 2013 a 1:31 pm #

      Ciao Simone,
      e’ un piacere risentirti.

      Riguardo alla grandine, atmosfericamente questo fenomeno si genera da nuvole a sviliuppo verticale. Il periodo di critico per questi fenomeni e’ ovviamente quello a cavallo delle stagioni, cioe’ quando correnti d’aria a temperatura molto diversa possono incontrarsi portando fenomeni molto bruschi. Per farti un esempio, questo potrebbe essere un periodo adatto a causa delle correnti calde che cominciano ad arrivare sull’Italia. Analogamente, siamo abituati a vedere grandinate verso la fine dell’estate o nei mesi autunnali.

      Dal punto di vista delle precipitazioni, non sono stati registrati aumenti particolari di questo fenomeno. Come detto, i periodi in cui avvengono le grandinate sono abbastanza comprensibili, salvo qualche caso “fuori stagione” che puo’ sempre capitare.

      Grazie mille per l’interessante spunto!

      Un caro saluto,
      Matteo

  2. Lola aprile 15, 2013 a 6:30 pm #

    Ciao matteo sono venuta a conoscenza delle profezie di malachia, di garabandal e della monaca di drseda! Bisogna aver paura di queste profezie? Sapresti rassicurarmi dicendomi se sono attendibili e in caso fossero false il xkè?

    • psicosi2012 aprile 15, 2013 a 6:37 pm #

      Ciao Lola,
      Le previsioni sul papato hanno spopolato su internet prima in vista del 2012, ma poi soprattutto dopo le dimissioni di Benedetto XVI.

      Trovi tutte le info su questo articolo:

      https://psicosi2012.wordpress.com/2013/03/03/ultime-notizie-o-profezie-rispolverate-dal-vaticano/

      E ovviamente anche nei post richiamati nell’articolo. Come puoi vedere, la più famosa di queste profezie è quella di Malachia. Per questa, come spiegato nei post, con ottima probabilità si tratta di un falso storico. Riguardo alle altre profezie, e ci metterei dentro anche i famosi segreti di Fatima, è stata fatta una speculazione enorme. Come spiegato meglio nei post, il più delle volte si tratta di profezie molto generali e facilmente adattabili a qualsiasi situazione.

      Se ci fossero dei punti ancora poco chiari dopo la lettura dei post, scrivimi tranquillamente e ne parliamo in dettaglio.

      Grazie mille per il commento.

      Un caro saluto,
      Matteo

  3. Lola aprile 15, 2013 a 6:52 pm #

    Quindi vuol dire che papa francesco non sarà l ultimo papà? Prima si diceva così di benedetto xvì! Mi impauriscono troppo queste profezie matteo ecco xkè chiedo a te spiegazioni

    • psicosi2012 aprile 15, 2013 a 8:59 pm #

      Puoi stare assolutamente tranquilla. Francesco non sarà l’ultimo papa. Come hai giustamento detto, la stessa profezia prima era stata adattata a Benedetto XVI, poi a Bertone come camerlengo, infine a Francesco come nuovo papa. Questo solo per dimostrare come queste profezie sono talmente vaghe da poter essere adattate a qualsiasi situazione.

      Possiamo dormire sonni tranquilli e attendere con curiosità tutte le prossime fantasie catastrofiste sui papi.

      Grazie del commento,
      Matteo

      • Alessia aprile 16, 2013 a 8:53 pm #

        Mhhhh, forse gli utenti dovrebbero imparare a postare le domande in posti più giusti xD

      • psicosi2012 aprile 16, 2013 a 11:59 pm #

        Sicuramente si, ma a volte alcuni utenti capitano sul blog e leggendo gli argomenti postano le loro domande nel primo articolo che trovano. Ovviamente io rispondo a tutti, pero’ poi queste domande tendono un po’ a perdersi dal momento che poi chi cerca un argomento, legge gli articoli (ed i relativi commenti) sugli articoli che ne parlano.

        Matteo

        PS 😉

      • Alessia aprile 17, 2013 a 12:00 pm #

        Strano, pensavo che con “Richieste e segnalazioni” avessimo risolto il problema 😉

      • psicosi2012 aprile 17, 2013 a 12:03 pm #

        La speranza e’ sempre l’ultima a morire …. ma la prima ad essere disattesa 😉

        Matteo

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