Il led rosso dello standby …

19 Mar

Anche se il titolo del post puo’ sembrare alquanto strano, vorrei semplicemente fare una riflessione in questo articolo. In particolare, vorrei concentrarmi su quella miriade di piccoli LED che abbiamo nei nostri dispositivi elettronici e che segnalano lo stato di standby o anche di accensione passando dal rosso al verde.

Perche’ faccio questa considerazione?

Riflettiamo un attimo su una cosa. In casa, tutti noi, abbiamo diversi dispositivi elettronici. Ognuno di questi ha molto spesso un led che segnala il suo stato e che rimane costantemente acceso. Sicuramente, il piu’ famoso di questi e’ quello del televisore.

Bene, prima di tutto, anche se sembrera’ incredibile, c’e’ ancora chi pensa che quel piccolo led di stato serva per scopi diversi da quelli che vogliono farci credere.

Non scherzo se dico che in rete c’e’ ancora chi cerca di convincere le persone che quel led sia usato da “non si sa chi” per spiare all’interno delle nostre case. In questi racconti fantascientifici, la lucetta sarebbe utilizzata per una sorta di “grande fratello” gestito da oscuri poteri interessati a studiarci e a capire le nostre abitudini. Ovviamente, si tratta di fantasie senza senso e anche abbastanza datate. Ero bambino io quando si raccontava questa storia e per spaventarci ci invitavano a spegnere sempre l’interrutore della TV per evitare di far sapere quello che facevamo ogni istante.

led-stand-by

Oltre alla funzione spia, c’e’ anche chi pensa che in realta’ quel led sia una pericolosa arma. Mi viene quasi da ridere pensandoci, ma ci sono siti veramente convinti che la luce emani potenti radizioni in grado di danneggiare le nostre funzioni cerebrali mediante onde elettromagnetiche. Ora, smentire queste voci e’ abbastanza semplice. Mantenendo un profilo scientifico, basta pensare a quanti led, display e lucine varie abbiamo dentro casa. In questo senso, un qualsiasi dispositivo illuminato sarebbe in grado di danneggiare il nostro cervello o di inquinare elettromagneticamente l’ambiente in cui viviamo. Anche in questo caso, si tratta di teorie assurde e che in realta’ nascondo il vero inquinamento elettromagnetico in cui siamo costantemente immersi.

Detto questo pero’, torniamo al vero senso dell’articolo. Quello che mi sono chiesto e’: quanto consuma quel piccolo led che tutti abbiamo in casa?

Se ci pensate, in diversi post:

Elezioni, promesse verdi e protocollo di Kyoto

Il futuro verde comincia da Masdar

Energia solare nel deserto

Pannelli, pannelli e pannelli

abbiamo parlato di energie rinnovabili, di consumo energetico, di citta’ ad impatto zero. Tutte le volte ci siamo soffermati a parlare di quanto sarebbe bello sfruttare le rinnovabili per produrre energia e di quanto consumista e’ divenuta la nostra societa’.

Bene, a cosa serve quel piccolo led? Assolutamente a nulla o meglio, non serve a niente nel momento in cui non vogliamo utilizzare quel particolare apparecchio che e’ in standby in attesa che prima o poi qualcuno gli dia un comando e che possa iniziare a funzionare.

Proviamo dunque a fare un calcolino della serva per cercare di capire quanto quella lucetta incide sul nostro consumo energetico.

Cercando in rete, si trovano numeri completamente diversi e utenti, specialmente sui forum, pronti ad insultarsi per portare avanti un dato piuttosto che un altro. Perche’ avviene questo? In realta’ il motivo e’ molto semplice. Da un lato ci sono gli ambientalisti che vogliono sostenere gli enormi consumi spalmati in un anno di questi led, dall’altro ci sono gli altri che invece sostengono l’impatto nullo nel consumo totale di una famiglia tipo.

Dov’e’ la verita’?

Per poter rispondere a questa domanda, proviamo da soli a fare qualche calcolo.

Quel piccolo led richiede, in media, per poter funzionare, una corrente di 20mAh. Lavorando ad una tensione, sempre considerando valori medi, di circa 2V, il consumo che si ottiene e’ di 40mWh, cioe’ 40 millesimi di Wattora. Utilizziamo il wattora, cioe’ l’energia richiesta per fornire una potenza di 1 W in un’ora, proprio per avere un raffronto diretto con i nostri consumi. Se prendete una bolletta della luce, i consumi vengono conteggiati (e contabilizzati) appunto in questa unita’ di misura.

40mWh e’ un valore molto molto basso ed e’ su questo che molti giocano mostrando il contributo completamente nullo di questo consumo. In realta’, disponendo di un misuratore di potenze, ci si accorge che il consumo del led del televisore e’ molto superiore a questo valore. Perche’? Per quanto inutile, il led non e’ li per bellezza ma indica lo stato di standby del televisore, cioe’ l’elettrodomestico e’ spento ma pronto a ricevere in un qualsiasi momento un segnale dal telecomando. Cosa significa? Con l’apparecchio in standby, non viene alimentato solo il led, ma anche altri circuiti come, ad esempio, il ricevitore, una parte della scheda madre, circuiti secondari, ecc. Tutti “pezzi” che assorbono dalla rete e che sono alimentati.

In questo senso, il consumo di un televisore in stand-by puo’ benissimo arrivare anche a 3Wh, cioe’ circa 100 volte di piu’ di quanto calcolato con il singolo led. Ovviamente questo valore dipende da molti fattori: tipologia della TV, anno di costruzione, produttore, ecc. Dati importanti ma che possono far variare di poco il valore del consumo. Volendo fare un conto di massima, non ci preoccupiamo di questo e andiamo avanti.

Ora, se pensiamo ad una TV accesa 3 ore al giorno, per altre 21 l’apparecchio e’ in stand-by. Quanto consuma: 3Wh x 21 ore x 365 giorni in un anno, fanno la bellezza di 23KWh, cioe’ 23000 W.

In bolletta paghiamo qualcosa come 0.3 euro/KWh, dunque per un televisore in standby 21 ore al giorno stiamo pagando 5,75 euro all’anno.

Nemmeno 6 euro all’anno? Tutto questo calcolo per cosi’ poco?

Facciamo una riflessione. La TV, il pc fisso, il portatile, la stampante, ecc, ognuno di questi elettrodomestici ha il suo led. Se abbiamo 10 dispositivi di questo tipo, stiamo regalando al fornitore circa 60 euro all’anno consumati per non fare nulla.

Ancora non vi basta? Quanti televisori, rimaniamo in questo esempio, ci sono in Italia? Da una stima grossolana possiamo supporre circa 30 milioni. 30 milioni per 5,75 euro fanno circa 170 milioni di euro! Per fare cosa? Sempre per tenere accesa una lucina.

Ora, tralasciando i sensazionalismi, questi valori possono anche sembrare irrisori per la singola famiglia, ma pensiamo al numero di televisori in Italia e al consumo annuo che abbiamo calcolato. Perche’ dobbiamo “buttare” tutta questa energia senza uno scopo? Allarghiamo il discorso al mondo intero. Quanti elettrodomestici ci sono?

Il mio discorso non vuole essere ne ambientalista ne tranquillizzatore a tutti i costi. Semplicemente la domanda e’: perche’ dobbiamo sprecare tutta questa energia quando poi siamo pronti a parlare di rinnovabili, di futuro energetico o di inquinamento?

Ovviamente, potremmo stare a disquisire ore sulla correttezza dei dati utilizzati, sulla sovrastima o sottostima dei numeri. Discorsi da cui non se ne esce, ma la cosa importante e’ che gli ordini di grandezza in gioco sono proprio questi.

Non per fare un discorso banale, ma e’ giusto pensare al futuro energetico del nostro mondo, ma e’ altresi’ giusto pensare anche a non sprecare l’energia di cui si dispone. Questi due concetti devono sempre andare di pari passo. Ognuno di noi, nel suo piccolo, deve contribuire come meglio puo’. Parliamo tanto di risparmio energetico, bene iniziamo dalle piccole cose ognuno di noi facendo del suo meglio.

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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11 Risposte to “Il led rosso dello standby …”

  1. Simone agosto 17, 2014 a 11:44 pm #

    Ciao, ti ringrazio per la dritta sul famoso led rosso… Ma ora volevo chiederti… Un qualsiasi elettrodomestico, grande o piccolo che sia, dal televisore al modem, rischia di subire danni se viene continuamente staccato e riattaccato alla presa della corrente? E sopratutto, nel caso in cui non succederebbe nulla di dannoso, conviene usare una ciabatta con l’interruttore on/off?

    Grazie mille a chiunque mi risponda!

    • psicosi2012 agosto 18, 2014 a 7:04 am #

      Buongiorno Simone,
      domanda complessa, se non fosse altro per l’enorme confusione che si fa generalmemte su questi concetti.

      Vediamo di analizzare il problema.

      Se provi a cercare in rete troverai decine di risposte in contrasto con loro. Se accendi e spegni gli apparecchi si rovinano, non si rovinano, perdono la memoria, si rompono, le correnti parassite possono a lungo provocare danni, ecc., ecc..

      Allora, partiamo dagli alimentatori. Ad oggi, la maggior parte degli elettrodomestici che abbiamo in casa sono alimentati con alimentatori switching. Come è ovvio, questi sistemi sono protetti contro i transienti di accensione e spegnimento. Per dirlo in parole povere, quando si stacca la corrente, c’è una fase transitoria che dura pochissimo ma in cui si possono formare correnti diverse da quelle di operazione. Come è ovvio, questi sistemi sono protetti da queste fasi normalmente presenti e preventivate nella loro vita di operazione. Per cui, nessun danno.

      Diverso è invece il caso dello standby. Posso staccare la corrente direttamente o devo passare per lo standby? La risposta dipende dal sistema di cui stiamo parlando. Se ci sono parti meccaniche in movimento, memorie di massa o memorie volatili, allora conviene passare per lo standby prima di spegnere. Il perchè è molto semplice. In caso di organi in movimento, il sistema potrebbe rimanere in posizioni non riconosciute al riavvio o potenzialmente dannose per il sistema stesso. Analogamente, se sono presenti memorie, staccare direttamente la corrente è pericoloso per eventuali perdite di memoria. A questa ultima categoria appartengono ad esempio i PC, i decoder digitali, ecc.

      Altro concetto importante, spegnere con il pulsante è normalmente equivalente a staccare la spina.

      Detto questo, basta prestare un minimo di attenzione ai nostri apparecchi per decidere se conviene passare per lo standby prima di spegnere. Per lo spegnimento in sè, nessun danno elettrico/elettronico al sistema.

      Prima di chiudere, le ciabatte con interruttore convengono perchè possiamo spegnere tutto (sempre valida l’accortezza di prima per l’eventuale standby) con un solo tasto. Normalmente però, questi sistemi non offrono nessuna protezione aggiuntiva a monte degli apparecchi.

      Spero di essere stato sufficientemente chiaro. Per qualsiasi domanda o richiesta, siamo sempre qui.

      Buona giornata,
      Matteo

      • simone agosto 25, 2014 a 7:18 pm #

        Sei stato chiarissimo…e ti ringrazio per la celere e completa risposta…alla fine dei conti conviene, in linea generale, al fine di evitare problemi, di mettere prima in stand-by, spegnere dall’interruttore dell’elettrodomestico e infine, se esiste, chiudere la ciabatta…cosi evitiamo ogni problema…ho detto giusto?

      • psicosi2012 agosto 25, 2014 a 10:51 pm #

        Giustissimo!

        Sicuramente questa procedura è la più sicura a prescindere dalla tipologia di apparecchio posto sotto tensione!

        Grazie mille a te caro Simone per l’interessante domanda!

        Buonanotte,
        Matteo

  2. Marco settembre 15, 2014 a 1:18 pm #

    Lec correnti di spunto che si hanno alla riaccensione dell’apparecchio (Televisore – DVD – Decoder etc. ) Dove le mettiamo? Sicuramente superano il consumo dello stand-by.
    Aggiungo inoltre, voglio spenderli 10 euro all’anno per la comodità di non dover alzarmi per spegnere o riaccendere le varie ciabattine in giro per la casa

    • Renato settembre 15, 2014 a 4:40 pm #

      Sulle correnti di spunto non posso darti ragione, non stiamo parlando dell’avviamento di un motore elettrico. Per la comodità é un altro discorso, quella é soggettiva.
      Ciao.
      Renato.

      • psicosi2012 settembre 16, 2014 a 6:22 am #

        Salve a tutti,
        parlare di correnti di spunto per un apparecchio elettronico è alquanto strano … come ha giustamente detto Renato, questi concetti entrano parlando dell’avviamento di un motore elettrico come correnti necessarie in presenza di rotore e statore ….. non mi sembra questo il caso, ad esempio,di una TV!

        Per quanto riguarda la comodità invece, ci sarebbe da discutere. Quando si parla di risparmio energetico, si discute proprio di come cambiare le proprie abitudini per cercare di risparmiare qualcosa. Non sono, come detto, i 10 euro l’anno di spesa, ma se moltiplichiamo questo per la popolazione italiana/europea/mondiale, il contributo non è più trascurabile. Come avviene in matematica, una somma infinita di termini infinitesimi può addirittura divergere! Non so se questo è il caso, ma molte volte mi sono trovato a discutere con persone che parlavano della loro comodità però poi si opponevano a centrali nucleari, termoelettriche, termovalorizzatori, ecc. Credo che questo sia uno dei più grandi controsensi in termini energetici.

        Buona giornata,
        Matteo

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