Il Dibromoetano e le scie chimiche

20 Gen

Di scie chimiche abbiamo gia’ parlato in questi precedenti post:

Alcune considerazione sulle scie chimiche

Scie Chimiche: il prelievo in quota

Scie chimiche e cloud seeding

Come difendersi dalle scie chimiche

in cui abbiamo mostrato l’assoluta mancanza di prove scientifiche alla base di questa ipotesi. Nonostante questo, vi sono dei singoli particolari, molto spesso citati su web, che e’ interessante analizzare per cercare di capire meglio il fenomeno in questione.

Molto spesso, i sostenitori dell’esistenza delle scie chimiche portano come prova delle loro tesi, l’emissione in atmosfera di una particolare sostanza chiamata Dibromoetano. Secondo questa ipotesi, alcuni aerei sarebbero equipaggiati con particolari cisterne contenenti questa sostanza e la disperderebbero in atmosfera per avvelenare le persone.

Perche’ tutto questo? La risposta piu’ comune che trovate e’ che il dibromoetano sarebbe utilizzato per causare malattie simili all’influenza ed aumentare in questo modo l’utilizzo di vaccini. Detto in questo modo, il fenomeno delle scie chimiche sarebbe architettato dalle compagnie farmaceutiche colluse con i governi nazionali, e lo scopo sarebbe proprio quello di indurre malattie e comunque indebolire la popolazione mediate questi aerosol.

Cerchiamo di capire meglio cosa c’e’ di vero in questa storia, ma soprattutto di capire se scientificamente quanto raccontato corrisponde a verita’.

Premettiamo subito che non siamo qui per divinizzare ne tantomeno per accusare, senza se e senza ma, le compagnie farmaceutiche. Di sicuro stiamo parlando di organizzazioni che, a volte, possono presentare lati anche molto oscuri o comunque fortemente mirate al guadagno.

Detto questo, vediamo anche l’altro rovescio della medaglia. Il maggiore sostenitore dell’ipotesi del dibromoetano e’ un medico statunitense, tale Dr. Len (o Leonard) Horowitz. Secondo questo tizio, l’aumento delle presunte influenze negli ultimi anni sarebbe una conseguenza dello spargimento delle scie chimiche in atmosfera. In particolare, il dibromoetano causerebbe problemi respiratori nelle persone, causando dei disturbi simili all’influenza ma molto piu’ persistenti. Sempre secondo Horowitz, questo particolare tipo di disturbo indurrebbe le persone a farsi vaccinare ogni anno, aumentando gli introiti delle case farmaceutiche.

Bene, ipotesi molto interessante. Prima pero’ di parlare di dibromoetano, cerchiamo di capire cosa spinge questo nobile medico americano a combattere contro i colossi farmaceutici. A questo scopo, vi invito a visitare il sito internet del Dr. Horowitz:

Len Horowitz site

Notiamo subito una cosa, a voi sembra il sito di un medico che si batte per una nobile causa? Assolutamente no, sembra un sito internet di vendite. Ma questo potrebbe essere un punto di vista strettamente personale. A sinistra troviamo ovviamente la sezione per acquistare i suoi libri, i suoi dvd e le sue interviste. Ma anche questo potrebbe essere normale, siamo in un mondo commerciale. A destra trovate invece le cose piu’ interessanti, una lunga lista di banner pubblicitari. Cosa si vende su questo sito? Ne cito uno che secondo me fornisce tutte le risposte che cerchiamo, “Il Dr. Horowitz ha creato la migliore alternativa al mondo ai mortali antibiotici ed ai pericolosi vaccini”. Eccoci qua! Horowitz accusa le case farmaceutiche di voler vendere piu’ vaccini e lui sul suo sito propone una valida alternativa, ovviamente in vendita.

Diciamo che l’andamento della discussione sta andando nel verso a cui ormai siamo abituati.

Tralasciamo questi dettagli per parlare invece del dibromoetano. Esiste realmente questo composto? Viene utilizzato? Per quali scopi? Puo’ causare le influenze di cui parla Horowitz?

Cerchiamo di rispondere a queste domande, senza partire prevenuti, ma solo ragionando sui dati in nostro possesso.

Il Dibromoetano e’ un composto chimico che fino a qualche anno fa veniva utilizzato proprio come solvente nei carburanti degli aerei.

E’ pericoloso? Ovviamente si, senza raccontarvi le cose a voce, vi invito a scaricare la scheda di sicurezza di questa sostanza in modo da avere un’indicazione precisa:

DBE, scheda di sicurezza

Notiamo che la sostanza e’ altamente cancerogena, ma soprattutto, presenta una tossicita’ acuta in caso di contatto con la pelle, con gli occhi o in caso di ingestione. Secondo voi, una sostanza del genere potrebbe essere “spruzzata” in atmosfera senza che nessuno se ne accorgesse? Credo proprio di no.

Da dove nasce la connessione tra le scie chmiche, e dunque gli aerei, e il dibromoetano?

La risposta a questa domanda e’ estremamente interessante. Come anticipato, il dibromoetano era usato come solvente nei combustibili degli aerei. Dico “era” perche’ questo solvente veniva usato per mantenere puliti i motori a pistoni ora non piu’ utilizzati, salvo rare eccezioni, perche’ sostituiti dalle turbine.

Prelievo di Avio100LL sotto l'ala d un aereo

Prelievo di Avio100LL sotto l’ala d un aereo

Cerchiamo di capire meglio. Il combustibile utilizzato negli aerei con motori a pistoni era l’Avio 100LL, la cui sigla indica “Aviation Gasoline” con 100 ottani, low lead, cioe’ a basso contenuto di piombo. Il dibromoetano era utilizzato come “antidetonante”, cioe’ veniva aggiunto all’interno della miscela per smaltire il piombo e per diminuire il fenomeno del battito in testa nei motori. Questa sostanza era usata anche nelle normali benzine super per lo stesso motivo.

Oggi, questo additivo non viene piu’ utilizzato perche’ considerato pericoloso sia dal punto di vista ambientale, e’ un forte inquinante, sia dal punto di vista della sicurezza, come visto nella scheda di rischio. Come anticipato, i moderni velivoli hanno turbine che sostituiscono i motori a pistoni. In questo caso, il combustibile utilizzato e’ chiamato Jet-A1 e non avrebbe assolutamente senso utilizzare il dibromoetano dal momento che i pistoni non ci sono.

Ad oggi, l’Avio 100LL e’ ancora utilizzato, ma solo da piccoli aerei da turismo o da velivoli storici ormai datati.

Cosa possiamo concludere da queste considerazioni? Prima di tutto che le ipotesi del Dr. Horowitz mi sembrano molto piu’ orientate al commercio dei suoi vaccini che a dimostrare prove scientifiche inconfutabili a sostegno dell’ipotesi scie chimiche. Parlare di dibromoetano come sostanza dispersa in atmosfera, indica invece due fattori. In primis, si parla di una sostanza che veniva realmente utilizzata nei combustibili degli aerei e che quindi, in linea di principio, poteva essere trovata nei residui di combustione dei velivoli. Dico in linea di principio perche’, al solito, si dimostra una grande ignoranza nella materia, non sapendo che questo additivo era utilizzato solo nei motori a pistoni e non nei moderni velivoli dotati di turbine.

Anche in questo caso, basta un minimo di analisi e ragionamento per far crollare il castello di carte creato per proprio tornaconto personale.

 

 

 

Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

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20 Risposte to “Il Dibromoetano e le scie chimiche”

  1. gianfcranca spini febbraio 9, 2013 a 11:57 am #

    Visto che sei così bene informato, vorrei sapere come mai alcuni giorni mi sembra di essere nel bel mezzo di un aereoporto. Vedo un via vai di aerei solcare il cielo anche simultaneamente con voli insoliti, anche circolari.Sto parlando di centinaia di voli nell’arco di uno stesso giorno. Questi aerei rilasciano delle scie che poi si allargano e finiscono peer velare il cielo . Di sera tardi o alla mattina ho visto aerei rilasciare scie nerastre. Almeno una volta alla settimana, per molte ore, passano aerei diversi da quelli delle scie, molto rumorosi, forse volano più bassi, che rilasciano delle nuvolette che poi, ad una attenta osservazione, ho scoperto essere dei sottili filamenti visibili solo controluce. Questi filamenti si impigliano dappertutto e resistono a lungo.
    Altri rari giorni non succede nulla e vedo passare solo pochi aerei di linea che rilasciano la loro discreta solita codina breve ed evanescente. Ma di notte ricomincia tutto di nuovo, eccoli ritornare e per diverse ore scorazzare per i cieli. Mi affaccio alla finestra e mentre prima vedevo la luna e gli astri,ora è tutto coperto dalle loro scie.Vogliamo poi parlare dei tramonti? Quando mai si sono visti dalle mie parti questi tramonti rossofuoco e i cieli rosa?
    Sono una persona ignorante, riferisco solo ciò che vedo e sare ifin troppo felice se tutto fosse normale.

    • psicosi2012 febbraio 10, 2013 a 11:51 am #

      Cara Gianfranca,
      capisco il suo punto di vista cosi’ come quello di molte altre persone convinte dell’esistenza delle scie chimiche. Come spiegato in altri post, il fatto di vedere molte piu’ scie in cielo e’ in parte dovuto all’aumento esponenziale del traffico aereo in questi ultimi anni, ma soprattutto alle differenze di quote di crociera utilizzate dagli aerei di linea.

      Fisicamente, esistono diversi meccanismi che consentono la formazione di scie di condensa ed ognuno di questi prevede strutture e tempi di permanenza delle scie diversi.

      Molto utile in questo senso e’ il sito flightradar che ci consente di visualizzare quali e quanti aerei passano sopra la nostra testa in ogni istante.

      Personalmente, non ho mai avuto riscontri oggettivi delle supposizioni fatte dalle persone. Ovviamente, non la sto tacciando di falsita’, mi piacerebbe pero’ poter discutere di parametri veri e di fatti concreti. Ad esempio, potrebbe affermare che alcuni dei voli che passano sopra la sua casa non sono di linea? Potrebbe condividere con noi delle foto di scie nere o di emissioni chiaramente non di condensa?

      E’ importante avere dati come questi, proprio per poter ragionare insieme sui fatti e non per sentito dire. Personalmente, non capisco l’affermazione che alcune scie sono composte da sottili filamenti visibili solo controluce. Cosa significa? Soprattutto, lei afferma che questi filamenti si attaccano dappertutto. Cioe’, dove? Mi risulta strano pensare ad un aereo che vola anche a migliaia di kilometri di altezza, rilascia questi filamenti e lei li ritrova all’esterno della sua casa. A queste altezze ci sono correnti d’aria che porterebbe questi rilasci a distanze qualsiasi dal punto di emissione. Se vogliamo questa e’ anche una delle tesi per controbattere alla teoria delle scie chimiche. Qualsiasi rilascio in quota, andrebbe a cadere in punti non facilmente determinabili e assolutamente non facilmente calcolabili. Dunque, quale sarebbe lo scopo di rilasciare in quota delle sostanze nocive che poi non sappiamo dove andrebbero a finire?

      Mi piacerebbe discutere con lei di queste affermazioni, ma soprattutto mi piacerebbe poter avere della documentazione su queste scie nere, sugli aerei che compiono rotte circolari su determinate zone, ma soprattutto su questi filamenti che lei dice di poter vedere da casa sua.

      Spero che vorra’ condividere con noi questo materiale al fine di poterlo discutere insieme a me ed agli altri lettori del blog.

      Per il momento la ringrazio della sua testimonianza e del commento.

      Saluti,
      Matteo

      • gianfcranca spini febbraio 11, 2013 a 10:31 am #

        Grazie per la risposta Matteo,
        non sono molto esperta di macchine fotografiche ma mi riprometto di fare dei filmati e di mandarglieli. Per quanto riguarda i filamenti, questi si impigliano alle mie zanzariere che tengo chiuse proprio per evitare che entrino; altrimenti li noto sui rami degli alberi del mio giardino, ma solo controluce perchè sono sottilissimi. All’inizio pensavo che fossero teli di ragno ma, al contrario di questi, sono molto più lucenti e resistenti, poi, come scritto prima, li vedo solo dopo il continuo passaggio di aerei che volano a bassa quota. Mi piacerebbe invitarLa a casa mia, basterebbe qualche giorno e potrei mostrarLe quello che vedo. Sarei fin troppo felice di dare a tutto questo una spiegazione logica. Comunque comincerò con l’inviarLe quello che riesco a fotografare.
        Grazie per avermi preso sul serio.
        Cordiali saluti

  2. Gianfranca Spini febbraio 11, 2013 a 1:48 pm #

    Caro Matteo,
    Le ho inviato alcune immagini al suo indirizzo e-mail. Attendo un suo commento. Grazie

    • psicosi2012 febbraio 11, 2013 a 7:50 pm #

      Cara Gianfranca,
      purtroppo non ho ricevuto nulla. Le ha mandate sul mio indirizzo in basso? Quello con scritto come contattare Matteo Martini?

      Forse i file erano troppo pesanti per essere inviati su una normale casella di posta.

      Se fosse cosi’, magari potrebbe risalvarle utilizzando powerpoint come file immagini ed inviare. Questa operazione riduce di molto la dimensione dei file.

      In alternativa, visto che mi ha scritto che non e’ molto pratica di immagini digitali, mi contatti allo stesso indirizzo mail semplicemente dicendomi che e’ lei, senza foto e senza allegati, io le rispondo e le indico una casella diversa piu’ capiente.

      Buona serata,
      Matteo

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