Cosa succede in Campania?

14 Gen

In passato, piu’ volte ci siamo trovati a parlare di fenomeni sismici, sia in Italia che all’estero, soprattutto per analizzare tutte quelle voci allarmistiche che vedevano, soprattutto in vista del 21/12, un aumento della sismicita’ mondiale:

Riassunto sui Terremoti

Cattiva informazione sui terremoti

Dati falsi sui Terremoti

In particolare, abbiamo visto come la statistica dei fenomeni registrati nel mondo non presenti assolutamente nessuna impennata, ma anzi una diminuzione rispetto ai valori medi a cui eravamo abituati:

Analisi statistica dei terremoti

Terremoti, basta chiacchiere. Parliamo di numeri.

Premetto subito due cose. La prima e’ che, come potete vedere nei post riportati, qui non stiamo parlando di numeri a caso, ma stiamo consultando database ufficiali e molto spesso abbiamo anche fatto confronti tra i dati riportati in diversi siti, ottenendo sempre gli stessi risultati. La seconda e’ che, al contrario di quanto vorrebbero farvi credere, avere una diminuzione a livello statistico non significa neanche in questo caso che ci sia qualcosa di misterioso. Come detto in diverse occasioni, la statistica ci puo’ aiutare a tracciare un andamento del numero di terremoti, molto utile per fare calcoli e raffronti, ma e’ assolutamente sbagliato utilizzare la statistica per prevedere terremoti o prendere i risultati come verita’ di fede aspettandoci esattamente lo stesso numero di terremoti ogni anno.

Detto questo, molti di voi mi hanno inviato messaggi e commenti per chiedere il mio punto di vista sulla situazione campana. Prima di tutto, e’ necessario distinguere due fenomeni che, molto spesso, vengono equiparati o confusi tra loro su molti siti catastrofisti, il Vesuvio e i Campi Flegrei.

Negli ultimi tempi, si sta speculando molto su questi aspetti, con l’unico risultato di alimentare il panico nelle persone coinvolte. Ovviamente, come al solito, cerchiamo di fare chiarezza, senza alimentare il panico ma anche senza sminuire i fatti o cercare di tranquillizzare ciecamente le persone.

Cominciamo dal Vesuvio.

Stiamo parlando di un vulcano che tutti conoscono, che si trova a circa 10Km dal centro della citta’ di Napoli e sulle cui pendici si stima vivano circa 700000 persone. Capite subito l’importanza, ma soprattutto il rischio, che un’eruzione improvvisa avrebbe. L’altezza del Vesuvio e’ di circa 1280 metri e con una caldera di 4Km di diametro.

Negli ultimi tempi, si e’ parlato spesso di Vesuvio e molte fonti si sono divertite ad annunciare un imminente risveglio di questo vulcano esplosivo. Ad alimentare queste voci, sono state diverse micro-scosse sismiche avvertite dalla popolazione e che sono state fortemente pubblicizzate soprattutto su internet.

Cosa possiamo dire del Vesuvio?

Prima di tutto, senza nascondere nulla, stiamo parlando di un vulcano esplosivo attivo, considerato in una fase di quiescenza, cioe’ di riposo. L’ultima eruzione di questo vulcano risale al 1944 e venne documentata molto bene, anche con l’ausilio di registrazioni, dalle forze americane che occupavano la citta’ di Napoli durante la seconda guerra mondiale. L’eruzione distrusse le citta’ di Massa e San Sebastiano oltre a ricoprire di cenere gran parte del meridione.

La zona rossa di pericolo del Vesuvio

La zona rossa di pericolo del Vesuvio

Un’altra forte eruzione del Vesuvio avvenne nel 1631, anche se la piu’ famosa rimane quella del 79 d.C. legata alle vicende di Pompei ed Ercolano.

Cosa possiamo dire sulla stato attuale? Prima di tutto, stando alle statistiche delle eruzioni avvenute in passato, si sta registrando un ritardo. Questo non significa assolutamente che un evento esposivo e’ ormai prossimo, ma neanche che il Vesuvio e’ ormai spento. Dal punto di vista statistico, siamo esattamente come nel caso dei terremoti, di cui abbiamo discusso prima. Un vulcano e’ un sistema naturale molto complesso e che puo’ modificare il suo comportamento e le sue caratteristiche a seguito delle precedenti eruzioni. Dalle stime geologiche reali, si riscontrano opinioni diverse che parlano di una nuova eruzione nel giro di pochi anni, o anche tra 50-100 anni. Per escludere invece le voci che vorrebbero il Vesuvio ormai spento, una ricerca dell’universita’ di Napoli del 2001 ha mostrato come a soli 8Km dalla superificie sia presente un accumulo di magma su un’area di circa 400 Km^2. Dunque, il Vesuvio e’ attivo e potenzialmente molto pericoloso.

Vista la pericolosita’ del vulcano, soprattutto in termini abitativi, l’intera area del monte e’ costantemente tenuta sotto controllo per registrare fenomeni sismici ma anche emissioni di gas dal sottosuolo. I lievi terremoti avvertiti nei mesi scorsi, non sono assolutamente un’anomalia. Normalmente, nell’area di Somma Vesuviana, vengono registrate circa 100 scosse al mese, di cui solo 4-5 avvertibili dalla popolazione. Se queste 4 o 5 scosse vengono pubblicizzate senza sosta su internet, capite subito come si possa creare un caso geologico dove in realta’ non c’e’.

Solo per darvi un’idea, prima della grande eruzione del 1631, vennero osservati diversi eventi premonitori tra i quali: un crescendo di eventi sismici, rigonfiamento del suolo e prosciugamento delle fonti. Teniamo sempre a mente che stiamo parlando del 1631. Sicuramente l’intera area non era costantemente monitorata come ai giorni nostri.

Sul Vesuvio dunque, assolutamente nulla da riportare. Questo ovviamente non esclude la possibilita’ di avere nuove eruzioni a medio o lungo termine. L’importante al solito e’ monitorare la zona ed essere pronti qualora si prospetti una situazione di pericolo.

Passiamo invece ai Campi Flegrei.

Con questo nome si intende una vasta area di origine vulcanica situata a nord-ovest della citta’ di Napoli. Geologicamente, i campi Flegrei sono costituiti da una caldera di circa 15Km di diametro, attualmente in stato di riposo, e che comprende circa 24 crateri o piccoli edifici vulcanici. La zona include il massiccio tufaceo di Monte Gauro, la solfatara di Pozzuoli, il cratere degli Astroni, questi solo per citarne alcuni.

L’intera area presenta notevoli fenomeni di bradisismo che hanno comportato sollevamenti del terreno che, soprattutto nella zona del porto di Pozzuoli, hanno sfiorato i due metri nel corso dei secoli.

L'area dei campi Flegrei

L’area dei campi Flegrei

Negli ultimi mesi, molto si e’ sentito parlare a proposito dei campi Flegrei, anche in questo caso speculando sul presunto aumento di attivita’ sismica della zona, minacciando prossime eruzioni vulcaniche o anche parlando di eventi esplosivi che potrebbero interessare vaste aree popolate del napoletano.

Qual’e’ la situazione reale della zona?

Nel mese di gennaio si sono registrati ancora spostamenti significativi del terreno. Parliamo di circa 3 cm al mese. Questi valori, hanno portato la situazione in uno stato di “allerta” per la protezione civile. Ovviamente, non significa che ci si aspetta un fenomeno violento nei prossimi giorni, ma solo che e’ in corso un monitoraggio ancora piu’ capillare della zona. Qualora ci fosse la possibilita’ di un evento eruttivo nella zona dei campi Flegrei, per apertura di una bocca vulcanica, si parla di circa 400000 persone coinvolte.

Come potete capire, e’ giustissimo monitorare la zona, e lo e’ ancora di piu’ non far finta che il problema non ci sia.

Da qui a pochi mesi, la protezione civile, insieme anche ai sindaci dei comuni della zona, dovra’ presentare un piano di evacuazione reale della popolazione a rischio.

Attenzione, non stiamo assolutamente cercando di alimentare il panico, ma e’ giusto che il problema non venga trascurato. Parlando di terremoti, molte volte abbiamo criticato il non fare niente. Anche in questo caso, la prevenzione, un piano reale di evacuazione, ma soprattutto informare le persone del pericolo, possono aiutare a salvare molte vite.

Come detto, sia per il Vesuvio che per i campi Flegrei, e’ in corso un continuo monitoraggio delle zone interessate. Proprio per trasparenza e per informare le persone del reale pericolo, i dati raccolti dall’Osservatorio Vesuviano, sono resi pubblici su internet. Per consultarli, basta andare a questa pagina:

Osservatorio Vesuviano, banca dati

Concludendo, un potenziale pericolo c’e’, ma c’e’ anche molta incertezza sui possibili sviluppi della situazione. Ripetiamo nuovamente che, dal punto di vista geologico, sia il Vesuvio che i campi Flegrei rappresentano dei potenziali pericoli. E’ giusto predisporre piani di evacuazione ed informare le persone, ma questo non deve assolutamente essere una scusa per alimentare il panico o per far credere che in tempi brevi qualcosa di catastrofico possa accadere.

 

 

”Psicosi 2012. Le risposte della scienza”, un libro di divulgazione della scienza accessibile a tutti e scritto per tutti. Matteo Martini, Armando Curcio Editore.

 

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23 Risposte to “Cosa succede in Campania?”

  1. Sidus gennaio 15, 2013 a 9:56 pm #

    Quelle zone saranno anche “pericolose” ma sono di una bellezza eccezzionale, in particolare i campi flegrei, mi piacerebbe tantissimo visitare quei posti, in particolare mi attrae molto il cratere di Astroni che, al suo interno, è un immensa riserva naturale di straordinaria bellezza 🙂

    • psicosi2012 gennaio 16, 2013 a 8:03 am #

      Caro Sidus, quanto hai ragione. La nostra Italia è tutta una bellezza sia dal punto di vista naturale che architettonico.

      I campi Flegrei sono qualcosa di strepitoso così come le pendici del vesuvio. Ricche di natura e uniche nella loro bellezza.

      Grazie mille per il tuo commento.

      Buona giornata.

      Matteo

  2. Patrizia aprile 30, 2013 a 12:46 pm #

    Ciao a tutti. A proposito di Vesuvio, recentemente una mia amica e collega ha pubblicato un articolo che riguarda il piano di evacuazione e le modifiche che ha subito in merito alla ridefinizione delle differenti zone a rischio.
    http://www.laprovinciaonline.info/spip.php?page=rubrique&id_rubrique=19

    • psicosi2012 aprile 30, 2013 a 3:47 pm #

      Ciao Patrizia,
      grazie mille di questa segnalazione. L’articolo e’ veramente ben scritto e completo. Molto spesso, anche in questo blog, abbiamo fatto riferimento ai piani di emergenza di zone di questo tipo. Sicuramente il quadro esposto nel tuo link e’ veramente completo e risponde ad ogni quesito. Anche io mi sono tolto molte domande leggendo il link.

      Grazie davvero per questa ottima segnalazione, che sicuramente sara’ interessante anche per altri lettori.

      Un caro saluto,
      Matteo

  3. Patrizia aprile 30, 2013 a 3:54 pm #

    Grazie a te Matteo per questo blog di confronto e approfondimento! A presto.

    • ale maggio 11, 2013 a 2:49 am #

      C’è un rischio di un esplosione in tempi brevi dei campi flegrei o si parla di tempi lontani? Gli innalzamenti e abbassamenti del terreno quindi leggendo in alcuni articoli fanno parte di questo tipo di vulcani giusto? Con la perforazione che è stata fatta cosa si è scoperto?

      • ale maggio 11, 2013 a 3:26 am #

        oppure tutti questi movimenti sono dovuti al bradisismo?

      • psicosi2012 maggio 11, 2013 a 1:21 pm #

        Caro Ale,
        la situazione dei campi flegrei e’ notevolmente migliorata dopo lo sciame di cui ci siamo occupati in questo articolo.

        Cerco di spiegarmi meglio, come detto, si tratta di un sistema di vulcani molto attivo e potenzialmente molto pericoloso. Nei mesi scorsi sono stati presentati i piani di evacuazione per la protezione civile, ma questo non ci deve portare fuori strada. Indipendentemente dalla situazione del vulcano, per i campi flegrei cosi’ come per il vesuvio, e’ assolutamente indispensabile avere questi piani pronti. Molte volte ci lamentiamo della mancanza di un piano di emergenza, ora che ci sono, non dobbiamo pensare che questo significhi che l’eruzione e’ ormai prossima.

        Dagli ultimi dati dell’osservatorio vesuviano, la situazione dei campi flegrei e’ notevolmente migliorata. I fenomeni di bradisismo di cui ci eravamo interessati sono notevolmenti diminuiti, come mostrato in vari grafici. Per darti qualche numero, puoi riferirti alla pagina dell’osservatorio vesuviano che mostra lo stato attuale del vulcano:

        http://www.ov.ingv.it/ov/en/campi-flegrei.html

        Oltre alle tente informazioni riportate, facciamo riferimento al grafico della stazione GPS del rione Terra. Questo mostra il sollevamento del terreno in funzione del tempo. Non farti portare fuori strada dalla salita, e’ un grafico integrato, cioe’ mostra i sollevamenti rispetto ad uno zero, sommando di volta in volta i valori. Nella parte attuale del grafico, si vede come la curva sia ora quasi piatta. Questo significa che negli ultimi tempi il terreno ha smesso di sollevarsi con i ritmi registrati nei mesi precedenti. Ovviamente non significa che il vulcano si e’ spento, ma che la situazione e’ ora stabile. Se ci fosse un’imminente eruzione o comunque un fenomeno violento, si continuerebbero ad osservare aumenti dell’altezza del terreno, in particolare con una crescita molto veloce nel tempo, cosa non vera ad oggi.

        Inoltre, come puoi vedere in questa pagina:

        http://sismolab.ov.ingv.it/sismo/index.php?PAGE=SISMO/last&area=Flegrei&rmenu=on

        Lunico evento registrato negli ultimi tempi e’ un microsisma (M=0.3) avvenuto il 9/4/2013.

        Nei mesi scorsi, molto si e’ parlato di campi flegrei poiche’ l’attivita’ era molto intensa e dunque si poteva sospettare un fenomeno violento. Attenzione, non voglio seminare panico ma e’ ovvio che nel momento in cui ci sono eventi in crescita si deve sempre pensare anche al peggio. Questo non significa che ci sara’ un’eruzione, ma che potebbe esserci. Tutti i dati sull’attivita’ “recente” (non “attuale”), li trovi in questa pagina:

        http://www.ov.ingv.it/ov/en/campi-flegrei/attivita-recente.html

        come vedi, al tempo c’erano eventi molto frequenti e un bradisismo molto veloce. Come detto pero’, ad oggi i fenomeni sembrano rientrati nella norma.

        E’ di fondamentale importanza tenere sotto controllo la situazione campana, per i motivi spiegati anche in questo articolo. Questo non deve lasciare spazio al panico, ma anzi ci deve far stare tranquilli perche’ sappiamo che c’e’ un monitoraggio continuo di moltissimi parametri.

        Un caro saluto,
        Matteo

  4. Ale maggio 11, 2013 a 2:16 pm #

    Questo “supervulcano” esploderà sicuramente oppure potrebbe avere solo una fuoriuscita di lava? Si pensa che sarà tra breve tempo oppure tra centinaia di anni?

    • Ale maggio 11, 2013 a 4:06 pm #

      A quanto leggo il fenomeno del bradisismo è proprio una caratteristica di questi vulcani giusto? Quindi per migliaia di anni si possono osservare movimenti della superfice senza che ci siano eruzioni?

    • psicosi2012 maggio 11, 2013 a 6:05 pm #

      Caro Ale,
      Il discorso campi flegrei è leggermente più complesso rispetto, ad esempio, A quello del Vesuvio.

      Entrambi i vulcani sono in stato di quiescenza anche se i campi da molto più tempo. Se per il Vesuvio si parla di vulcano subpliniano esplosivo per i campi non è facile fare premonizioni. L’evento esplosivo é una delle possibilità, ma non l’unica. Per farti capire, l’area così estesa potrebbe risultare nell’apertura di nuove bocche. In questo caso si avrebbe una diminuzione graduale della pressione con fuoriuscita di lava.

      Riguardo alle tempistiche, anche qui si parla di tempi indefiniti, ma probabilmente lunghi. Il precedente stato di allerta è per il momento rientrato. Come detto, l’importante è tenere sotto controllo il tutto.

      Un caro saluto,
      Matteo

      • Ale maggio 11, 2013 a 9:22 pm #

        Quindi difficilmente in un centinaio di anni? Leggendo in giro mi pare di aver capito che ci sono state situazioni più gravi e il terreno si è sollevato fino a 3 mt formando crepe, quindi ora si è abbassato?

      • Ale maggio 11, 2013 a 9:24 pm #

        In tutta la sua vita questo tipo di vulcano ha innalzamenti e abbassamenti del suolo?

      • ale maggio 12, 2013 a 1:29 am #

        Mi pare di aver capito che i campi flegrei sono chiamati “pericolosi” perchè in quella zona vivono moltissime persone, se non erro 400000 circa..??

      • psicosi2012 maggio 12, 2013 a 9:56 am #

        Esatto. Per la morfologia dei campi flegrei, i movimenti del terreno sono un fenomeno naturale. Ovviamente, un innalzamento repentino indicherebbe valori di pressione elevati e dunque una situazione di potenziale pericolo. Vedilo, in maniera impropria, come una pentola a pressione. Se non c’è una via di sfogo, il sistema alla fine esplode perché non ce la fa a contenere una pressione troppo elevata.

        Il grafico dell’osservatorio vesuviano indica al momento uno stop di questi innalzamenti.

        La pericolosità dei campi è ovviamente proporzionale al numero di persone che vivono in zona. Valore questo che impone un monitoraggio attento e continuo.

        Matteo

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